LUCI e OMBRE, Il nuovo album di INEDITE di Patrizia Barrera.

Luci e Ombre 2

Chiedo scusa a tutti i lettori del mio blog MAGIC OLD AMERICA per la lunga pausa nella stesura degli articoli ma, come vedrete….avevo una buona ragione per allontanarmi un po’ da voi!
Ho infatti pubblicato il mio nuovo album LUCI e OMBRE che voglio presentarvi con questo breve articolo.

Una fatica ma soprattutto una grande soddisfazione personale! Questo album segna forse il passaggio da una visceralita’ tipica del Blues ad una maturita’artistica piu’ articolata,cosa che ho sentito passo dopo passo nella stesura dei testi e nell’elaborazione delle musiche.Sono quindi fiera di presentarvi LUCI e OMBRE come una Conquista e un Successo.
Al di la’ di cio’ che saranno le vendite o gli eventuali consensi mi sento soddisfatta di cio’ che ho realizzato, anche perche’ questa volta tranne aiuti sporadici dei miei musicisti del cuore Alessandro Caracciolo e Michele Caputo che hanno eseguito alcune soliste…ero veramente sola,nella produzione dei brani quanto nella loro elaborazione al computer,nei tagli,nelle esecuzioni e perfino nelle incisioni! Un faticoso cammino che mi ha portata a crescere insieme a questo album,il quale ha subito continue modifiche e anche approcci per me fino a quel momento impensati, come lo ” scivolamento ” nel Rock di alcune canzoni!
Sono quindi venute fuori 14 Inedite ricche di sperimentazioni stilistiche che si fondono anche con il Soul,il Funky e il Jazz,ma in cui sono presenti anche suggestioni come il Country e la Dance su testi a volte struggenti, a volte dissacratori e pungenti.Uno sguardo a tutto tondo sul mondo che,partendo da mie esperienze e considrazioni personali, si allarga all’esterno mettendo in evidenza i contrasti della Vita e la difficolta’ nel delineare una netta linea di demarcazione tra Bene e Male. Le LUCI e le OMBRE di cui parlo nel titolo sono appunte questo: le sfumature della nostra esistenza,i conflitti interiori,le crisi estenziali che si approfondiscono poi nella crisi di valori e di emozioni che ci circonda. La panoramica sul mondo esterno e’ sicuramente allarmante: ne scaturisce un ritratto di alienazione e di degrado,di ipocrisia e di sottomissione al potere che per alcuni di voi sara’ sicuramente opinabile ma che rappresentano per me la punta dell’iceberg di una societa’ sommersa e crepuscolare , che va costantemente alla deriva.
Ogni brano e’ a se’. Musicalmente parlando l’unico filo conduttore e’ il Blues che si mescola agli altri generi,scelto di volta in volta come fusione per ” suggerire” direttamente il senso del testo all’ascoltatore,che molto spesso e’ straniero e non comprende l’Italiano. Nascono quindi brani “ammiccanti e leggeri” come MI SONO FATTA L’AMANTE dove l’atmosfera Country e’ predominante, accanto al dinamico SENTI COME BATTE! in cui la chitarra Funky crea un botta e risposta con la voce,fino ad arrivare agli aggressivi RUMORE o PARADISO e INFERNO dove la chiave Rock contribuisce ad esaltare tutto l’insieme. C’e’ poi una netta separazione stilistica tra i cosiddetti brani INTERIORI e quelli che si rivolgono all’esterno,evidente non solo nel genere musicale utilizzato ma anche e soprattutto nella scelta della ritmica. Accompagnandosi a volte al SOUL come in HO PARLATO CON DIO oppure al classico BLUES in MI SONO PERSA DI TE,dove il tempo utilizzato e’ lento e morbido per meglio significare la chiave PERSONALE dell’esperienza ,si esplode poi nel parossistico VITA! dove non a caso l’approccio e’ forte e dal taglio decisamente moderno.
Nell’album inoltre si gioca anche molto tra ANTICO e ATTUALE,VECCHIO e NUOVO. Un atteggiamento di rispetto nei confronti dell’intramontabile Blues che, lo sapete, e’ il mio grande amore ,ma anche un occhio aperto verso i tempi che viviamo. A questo scopo oltre al Rock, che come vi dicevo e’ un traguardo di modernita’ per questo album,troverete anche lo Steady accompagnato dall’armonica a bocca come nelle migliori tradizioni Blues!
Insomma, se mi posso esprimere con sincerita’...LUCI e OMBRE e’ un album tutto da vivere!

Ascoltatelo GRATUITAMENTE sul mio sito e,se vi va, ACQUISTATELO nel mio negozio digitale.
In ogni caso CONDIVIDETELO.
Darete cosi’ una grande mano alla MIA AUTOPRODUZIONE MUSICALE,aiutandomi a percorrere la difficile strada dell’INDIPENDENZA e della LIBERTA’ ARTISTICA .
Grazie!

Qui alcuni promo. Ascoltate i brani completi sul mio sito!

Vi ripropongo….L’America delle Ferrovie!

PhotoFunia-33e78b4_o

Cari ragazzi,costretta a prendermi un po’ di pausa da questo Blog perche’ occupatissima nella pubblicazione DEL MIO NUOVO DISCO, prevista per il 15 Giugno 2013 sul mio sito,
vi ripropongo l’entusiasmante viaggio sulla nascita delle ferrovie in America,come al solito aggiornato e rimodellato per i nuovi lettori!
Vi auguro una buona lettura e…vi aspetto numerosi per ascoltare LUCI e OMBRE ,il mio nuovo album di Inedite!

Ecco la copertina del mio ultimo album di INEDITE, che sara' disponibile dal 15 Giugno 2013 sul mio sito www.patriziabarrera.com!

Ecco la copertina del mio ultimo album di INEDITE, che sara’ disponibile dal 15 Giugno 2013 sul mio sito http://www.patriziabarrera.com!

Le figure emblematiche del Blues : CHARLIE PATTON – seconda parte -

charlie_patton_grave_stone

(continua)
Che Charlie soffrisse per le condizioni di poverta’ e di emarginazione della sua famiglia e’ ampiamente dimostrato non solo dallo stile di vita ” rivoluzionario” sul quale ampiamente ” marciava “,soprattutto quando fu oggetto di interesse da parte delle grandi case discografiche,ma anche da molte delle sue canzoni. Ad esempio in ” DOWN the DIRT ROAD ” descrive con crudezza le condizioni di degrado dei mezzadri e dei braccianti agricoli del sud, e di quanto sia impossibile cambiare le cose se non fuggendo,cosa che lui stesso fece a 19 anni.

” Vado via per un mondo sconosciuto,
ho paura,ma non sara’ per sempre.
Ogni giorno sembra un omicidio,qui.
Io andro’ via domani.

Il viaggio di Patton inizia all’indomani di questa canzone lungo tutto il Mississippi,fermandosi in ogni citta’ dove sconvolgeva gli abitanti non solo per la sua musica ” maledetta “ma anche per i suoi atteggiamenti rissosi e attaccabrighe. Per tutto il territorio del Texas,come in Georgia,nell’Illinois e nel Missouri il suo arrivo era considerato ” una piaga “per il seguito di scalmanati che si portava appresso. A Dockery era considerato gia’ una star e la sua fama, come artista e come folle, lo precedeva. Bevitore incallito,ossessionato dall’idea di perdizione, profondamente convinto che ” chi nasce nell’Inferno non puo’ redimersi ” portava il vessillo di Satana sempre con se’. Giovanissimo era stato ferito alla gola in una rissa ( o forse da un’amante gelosa ) ed era scampato alla morte per miracolo; c’e’ chi sussurrava che il ” suo alter ego Henry Sloan ” avesse patteggiato con esseri oscuri per farlo sopravvivere.Dalla profonda ferita che gli danneggio’ irreparabilmente le corde vocali Patton ” eredito’ ” una voce terrosa, cavernosa e inquietante. Spesso,anche nelle registrazioni di qualche anno dopo,molte delle parole delle sue canzoni risultarono incomprensibili al grande pubblico,e cio’ contribui’ nettamente all’enfasi di un’immagine tenebrosa,oscura ma di grande impatto sui giovani. Non dimentichiamo la grande influenza di Patton sui giovanissimi talenti che incontrava nei suoi pellegrinaggi canori. SON HOUSE ne rimase letteralmente affascinato ma WILLIE BROWN ando’ oltre se cerco’ per tutta la vita di imitare il maestro nella sua ” Crossroads Blues “un brano che sarenne poi divenuto uno standard e che influenzo’ tutte le stelle nascenti venute dopo, come MUDDY WATERS , JOHNNY LEE HOOCKER e, pensate, perfino il Satanico ROBERT JOHNSON!

SON HOUSE

SON HOUSE

Molti considerarono Charlie Patton un grande intrattenitore piuttosto che un Bluesman. Decisamente l’impatto visivo sul palco era notevole: pensate che il primo a coniare esibizioni Shock,con tanto di rogo di chitarra e sfumazzate di spinelli, sia storia recente e che appartenga a Jimi Hendrix negli anni ’70? Se e’ cosi’ vi sbagliate di brutto.
Patton saliva su un palco con l’atteggiamento di un clown triste e aggressivo,che prendeva a calci i tavoli,aggrediva i clienti e suonava la chitarra in tutti i modi possibili: di schiena, bendato, ponendola tra le gambe, con una sola mano e a testa in giu’.A volte il respiro affannoso miscelato alla voce gutturale calamitava le donne e atterriva gli uomini, che riconoscevano in lui un ” posseduto”. Probabilmente era cosi’. Non sappiamo se la figura ammaliatrice di Sloan lo abbia condizionato al punto da ritenersi un ” perduto” o se invece il suo mentore non abbia invece ” liberato ” le ossessioni naturali della sua psiche. Non conosciamo molto della primissima giovinezza di Patton, se non cio’ che poi riferirono le sue sorelle all’indomani della sua morte. Sappiamo quindi che non amava andare a scuola e che non andava mai in chiesa. Che era un bambino obbediente sul lavoro quanto scapestrato coi compagni di gioco. E, soprattutto, sappiamo che ” fino all’incontro col temuto Sloan NON SAPEVA SUONARE LA CHITARRA.” Quando approfondiremo altri personaggi del Blues vedremo che QUESTO e’ uno dei fulcri su cui si innestano moltissime delle leggende metropolitane che hanno ampliato e corroso la fama degli artisti del periodo. Comunque sia ,se l’influenza artistica di Sloan e’ accertata,e’ molto prevedibile che anche tutto il contorno sia una diretta conseguenza. Patton era un donnaiolo incallito, un bevitore eccezionale e un attaccabrighe incorreggibile. In piu’ fumava come un turco,era dedito all’oppio e maltrattava le donne. Con tutto cio’ si sposo’ 8 volte,ebbe innumerevoli amanti e parecchi figli,dei quali quasi nessuno gli sopravvisse. Qualcosa su di lui la narro’,tanti anni dopo, una vecchissima Rosetta Patton cresciuta anch’ella nel ricordo del malefico padre: e anche qui il ritratto che ne viene fuori non e’ affatto confortante.

Rosetta Patton Brown,ultima figlia dell'artista,con la foto del padre che non ha quasi conosciuto.

Rosetta Patton Brown,ultima figlia dell’artista,con la foto del padre che non ha quasi conosciuto.

Charlie aveva letteralmente una donna in ogni porto,che amava,seduceva,malmenava e abbandonava,in genere dopo averla riempite di figli. Era un vagabondo,un imboglione e un arrogante,consapevole e creatore della sua stessa fama. Inizio’ la sua carriera nelle sali di registrazione scrivendo una lettera ” autocelebrativa ” sulle sue doti ad un famoso Talent Scout dell’epoca, tale HC SPEIR,proprietario di un grande negozio di dischi e agente per la Paramount. Speir rimase cosi’ urtato e nel contempo soggiogato dalle affermazioni di Patton che decise di andare a Dockery lui stesso per vedere questa ” leggenda vivente del Blues “, come l’artista si definiva. Si trovo’ davanti ” un uomo giovane e puzzolente, che saltava sul palco come un matto incitando la folla con una voce terrosa e spaventosa,cantando su improbabili note delle storie di vita che prendevano il cuore. ” Inutile dire che la carriera discografica di Patton inizio’ proprio quella sera e che la prima registrazione per la Paramount con l’ormai leggendaria PONY BLUES si tenne in Indiana solo un mese dopo.

Original

Original

In tutta la sua follia ( vera o manvorata?) Patton scrisse testi che fecero storia. Accanto alle commercialissime canzoni d’amore commissionate dalla Paramount al solo scopo di vendere piu’ dischi, troviamo brani crudi e suggestivi che ci parlano di emigrazione ( Pony Blues ),di carcere (High Sheriff Blues), e di vita ( Oh,Death!). Era un cantore delle piaghe sociali spesso volutamente sottovalutato e ostracizzato,proprio perche’ poneva l’accento sulle mancanze del Governo.Ma imbavagliarlo non era facile. Se gli si poneva un veto Patton faceva di tutto per abbatterlo e, quando proprio non gli era possibile ,egli partiva lasciando a meta’ delle sessioni di registrazione e facendo perdere le sue tracce per mesi.
Aveva uno stile chitarristico molto particolare,ruvido e duro, e utilizzava spesso lo slide che con lui raggiunse vette liriche ed espressive fino ad allora impensate. Benche’ non sia stato l’inventore del Delta Blues perche’, come gia’ detto, esso era gia’ frequentemente suonato gia’ prima della sua venuta al mondo, tuttavia ne fu il piu’ grande esponente e l’appellativo ” Padre del Blues ” gli rende giustizia. Dopo di lui ,a parte l’influenza che BLIND LEMMON JEFFERSON esercitava sui musicisti piu’ o meno nello steso periodo,TUTTI GLI ALTRI venuti dopo ( e questo mi attirera’ le IRE di moltissimi estimatori) son stati ESECUTORI VIRTUOSI ,Robert Johnson compreso. Ognuno dei grandi Bluesman,chi piu’ chi meno, attingera’ alla sua grande scuola apportandovi modifiche personali che non incideranno mai sulla STRUTTURA del Delta Blues,benche’ meravigliose e appassionate. Qualche critico ha addirittura considerato Patton come il ” Primo Rock an Roller della storia..ma questo ,francamente non posso sottoscriverlo

Inondazione del Misissippi del 1935. Patton si ispirava a scene di vita vere nelle sue canzoni,e parla di una delle tante esondazioni del fiume proprio In HIGH WATER BLUES.

Inondazione del Misissippi del 1935. Patton si ispirava a scene di vita vere nelle sue canzoni,e parla di una delle tante esondazioni del fiume proprio In HIGH WATER BLUES.

. Uno dei piu’ grandi musicologi del settore, ROBERT PALMER, lo descrive come un ” jack-of-all-trades bluesman”, cioe’ un tuttofare della musica, capace di suonare con la stessa maestria il Blues quanto le ballate folk, l’Hillibilly e tuto cio’ che era in circolazione nel periodo, senza fare distinzioni tra musica White o Black. Oltre a cio’ era un grande imprenditore di se’ stesso,unendo quindi senza sforzo le capacita’ artistiche con la sapiente autoamministrazione, cosa che contribui’ ad aumentare la sua fama ” oscura “. Troppo bravo, troppo capace, troppo furbo e troppo ” perduto” per non essere stato toccato dal Maligno!
Se si puo’ definire il suo personaggio diciamo che fu la prima grande Rock Star che si ricordi: a differenza degli altri Bluesman tutte le sue esibizioni erano studiate e progettate a tavolino, organizzate fin nei minimi dettagli e sempre in pompa magna,nei locali di lusso quanto nelle bettole.Amava intrattenere il pubblico con la sua voce rumorosa e le sue ” porcate ” da bordello e resisteva a qualsiasi fatica bevendo, fumando e litigando con tutti. Malgrado la protezione della Paramount fini’ in galera almeno un paio di volte, per rissa e lesioni nonche’ per offese alle forze dell’ordine e ogni volta metteva le esperienze personali nelle proprie canzoni.
Questa che segue e’ la sua ingente discografia registrata in poco piu’ di cinque anni:

Vieni a conoscere la mia musica Blues!

“Mississippi Boweavil Blues”
“Screamin’ And Hollerin’ The Blues”
“Down The Dirt Road Blues”
“Banty Rooster Blues”
“Pea Vine Blues”
“It Won’t Be Long
“Tom Rushen Blues”
“A Spoonful Blues”
“Shake It And Break It (But Don’t Let It Fall Mama)”
“Prayer Of Death Part 1 & 2″
“Lord I’m Discouraged”
“I’m Goin’ Home”
1929, Grafton

“Going To Move To Alabama”
“Elder Greene Blues”
“Circle Round The Moon”
“Devil Sent The Rain Blues”
“Mean Black Cat Blues”
“Frankie And Albert”
“Some These Days I’ll Be Gone”
“Green River Blues”
“Hammer Blues”
“Magnolia Blues”
“When Your Way Gets Darl”
“Heart Like Railroad Street”
“Some Happy Day”
“You’re Gonna Need Somebody When You Die”
“Jim Lee Blues Part 1″
“Jim Lee Blues Part 2″
“High Water Everywhere Part 1″
“High Water Everywhere Part 2″
“Jesus Is A Dying-Bed Maker”
“I Shall Not Be Moved”
“Rattlesnake Blues”
“Running Wild Blues”
“Joe Kirby”
“Mean Black Moan”
“Farrell Blues”
“Come Back Corrina”
“Tell Me Man Blues”
“Be True Be True Blues”
1930, Grafton

“Dry Well Blues”
“Some Summer Day “
“Moon Going Down”
“Bird Nest Bound”
1934, New York City

“Jersey Bull Blues”
“High Sheriff Blues”
“Stone Pony Blues”
“34 Blues”
“Love My Stuff”
“Revenue Man Blues”
“Oh Death”
“Troubled ‘Bout My Mother”
“Poor Me”
“Hang It On The Wall”
“Yellow Bee”
“Mind Reader Blues”

tumblr_lna83u07U41qlo8ufo1_500

Le cause della sua morte avvenuta il 28 aprile 1934 restano ancora oggi un mistero: Se ne conoscono molte versioni,alcune delle quali ci parlano di infarto, altre addirittura che ” fosse stato colpito da un fulmine”,cosa del resto molto in linea con il suo personaggio,no?
In realta’ fu una morte sicuramente ” provvidenziale ” per la Paramount, che aveva investito moltissimo nella sua figura Dark e nelle sue canzoni oscure. Sembrava che da poco Patton ,oppresso dalle conseguenze nefaste di una sifilide contratta in gioventu’,si fosse in certo senso ” convertito ” a Dio e avesse iniziato a frequentare la Chiesa di Re Salomone “,molto quotata tra la gente nera del periodo. Qui cantava salmi e predicava ,come molti altri Bluesman del resto,e si era messo in testa ( lo dice sempre SON HOUSE ) di scrivere un album Gospel ,genere tra l’altro che cantava piacevolmente anche in gioventu’. Una sua nipote presente al capezzale di un Patton malato MA NON MORENTE afferma di averlo sentito ripetere in modo ossessivo diversi capitoli della Rivelazione,sermoni della Bibbia. E qui inizia il vero mistero sulla sua morte, con versioni, personaggi e date che non collimano tra loro. Cerchero’ di riassumerle in breve.

Certificato di morte di Charlie Patton

Certificato di morte di Charlie Patton

Versione Ufficiale: Infarto dovuto a un difetto congenito della valvola mitralica. Una conseguenza molto frequente della sifilide,per cui sembrerebbe tutto a posto. Eppure il vizio della mitrale era facilmente riconoscibile anche all’epoca con una semplice auscultazione: come mai il suo medico curante, imposto peraltro dalla sua casa discografica, NON SE NE ERA MAI ACCORTO? Come mai non gli furono somministrati i farmaci atti a contrastare un eventuale prolasso? E soprattutto…se il difetto era cosi’ grave da condurlo alla morte COME MAI NON GLI FU PROIBITO di lavorare fino alla fine? Inoltre il mezzadro JIM EDWARDS,suo amico d’infanzia, riferisce che la veglia funebre si svolse a Longswitch vicino a Leland. Ma nel certificato si parla di
Sunflower County come luogo della morte. Ancora piu’ strano e’ che Charlie non abitasse in nessuno di questi due posti bensi’ al 350 di Heatman Street in Indianola e in compagnia della sua ultima amante BERTHA LEE, che tuttavia non viene mai menzionata come testimone del fatto. Si sottolinea invece che testimone oculare della morte di Patton sia un tale WILLIE CALVIN, altro personaggio misterioso sconosciuto a chiunque frequentasse Patton,amici e parenti compresi. CHI ERA COSTUI? E perche’ citarlo nell’atto di morte a scapito di testimonianze piu’ sicure come quella della convivente o dei parenti piu’ stretti?

Seconda versione : colpito da un fulmine.
Lo riferisce HAYES McCULLAN, amicissimo di WILLIE BROWN e dello stesso Patton. In realta’ alcuni parlarono di infarto o comunque di una morte improvvisa. Non ci sono ulteriori testimonianze su questa versione, che scarterei.

Terza versione: parotite.
Lo sostiene SON HOUSE, che disse di aver ricevuto un telegramma da Bertha Lee in cui veniva avvertito della sua morte. Stranissimo visto che la parotite, benche’ trascurata, ha dei tempi abbastanza lunghi di azione. Visto lo stretto rapporto tra i due amici E’ IMMAGINABILE che Son House fosse rimasto a casa sua o anche in tournee senza correre al capezzale dell’amico?Inoltre vari dati rendono sospetta questa morte.
Il medico ( che NON viene nominato) che aveva in cura Patton specifica che l’agonia di Patton duro’…92 giorni. Ma esistono anche altre testimonianze scritte dallo stesso medico in cui la durata della malattia scende a ..13 giorni. PERCHE’ queste incongruenze? E comunque…Patton NON FU MAI trasportato in ospedale. 13 o 92 giorni che siano NON si tratto’ di un’agonia rapida. E allora COSA FECERO TUTTI in quel lasso di tempo in cui Patton moriva?
Ancora piu’ interessante e’ che ,malgrado Bertha Lee abbia spergiurato che Patton sia morto tra le sue braccia, si fa menzione a una certa MINNIE FRANKLIN WASHINGTON come sua ultima moglie, la quale viene anche segnata nel certificato di morte dell’artista. Considerando i trascorsi di Patton non ci stupirebbe che fosse una ennesima consorte occasionale. Tuttavia il certificato di morte dei due NON E’ MAI stato trovato. E volete l’ultima ciliegina sulla torta? Si sussurra che l’oscuro Willie Calvin di cui sopra fosse in realta’…una DONNA, ultima amante di Patton e l’UNICA ( cosa invece certissima) che informo’ le autorita’ di dovere della morte dell’artista. Ma…a distanza di 24 ore precise dal decesso. C’e’ da chiedersi COME MAI questo ritardo e COSA STESSE FACENDO in quelle stesse ore il medico che firmo’ il certificato di morte!

Ormai e’ passato troppo tempo per scoprire come andarono le cose e in fondo ogni grande artista porta con se’ nella tomba un alone di mistero. Purtroppo devo aggiungere con amarezza che la morte di Charlie Patton passo’ quasi in sordina in un mondo trasformato per sempre dalla sua musica. NIENTE annunci ufficiali, NIENTE cortei funebri e NESSUNA commemorazione pubblica. Neanche i giornali ne parlarono.Soprattutto….NESSUNA LAPIDE. Patton fini’ all’ossario comune di Holly Ridge.. Solo nel 1990 il musicista JOHN FOGERTY dei CREEDENCE CLEARWATER depose una pietra tombale nel punto in cui il vecchio guardiano del cimitero C. HOWARD ricordava di avere seppellito l’artista. . La grafia del nome Patton e l’epitaffio furono invece coniati da Jim O’ Neal. E questo fu tutto.

E SLOAN…che fine fece?
Pare che mori’,settantenne ,nel marzo del 1948 in Arkansas……ma anche qui NON vi e’ certezza che i due Sloan siano la stessa persona. Come in ogni buona leggenda e’ impossibile scrivere la parola FINE.

Quasi profetico questo bellissimo brano del 1934,in compagnia di altri grandissimi Bluesman. Da gustare!

Tenerissimo questo brano del 1929.

Si sentono davvero le Hollers songs in questo brano del 1929, intriso dell’anima di Patton. Buon ascolto!

Patrizia Barrera Negozio digitale

Patrizia Barrera Negozio digitale.

Questa e altre bellissime canzoni ( cover o inedite) potrai trovarle sul mio negozio digitale! L’ascolto e’ GRATUITO senza limiti di tempo, niente abbonamento o scocciature!
Se vorrai acquistare i miei album o le canzoni singole sul mio negozio digitale risparmierai il 20% rispetto al prezzo imposto sugli stessi album in digital stores come iTunes, Amazon etc…

DAI UNA MANO ALLA MIA AUTOPRODUZIONE! Utilizza la formula dell’acquisto DIRETTO dall’artista e permetti a tutti noi che facciamo musica indipendente di ESPRIMERCI LIBERAMENTE e senza il controllo delle Major! Sostieni la mia scelta, aiutami a farmi conoscere!

Le figure emblematiche del BLUES: CHARLIE PATTON – prima parte -

tumblr_mloynnMg1i1so3bt4o1_500

Figura emblematica, da sempre considerato ” Il padre del Delta Blues,” Charlie Patton e’ per molti un eroe leggendario approdato al Blues ,musica ” malefica e corrotta “, proprio grazie alla sua degradata condotta ai limiti di una follia schizoide e del malessere tipico di chi vive ai margini.
Abbiamo gia’ ampiamente parlato di come l’Afro-Americano ” liberato ” in realta’ si agitasse in una sorta di limbo ,privato della sua stabilita’ e delle sue tradizioni. Suonare Blues era un tentativo di liberazione effettiva che coinvolgeva non solo la Black people ma anche moltissimi immigrati Europei,in genere Inglesi e Irlandesi,sfuggiti alla poverta’ dei sobborghi natii per finire nei meandri puzzolenti del Mississippi. La vita era dura per tutti: la speranza di sopravvivere scarsa.
La famiglia Patton non era diversa. Dalla documentazione del censimento del 1900 si fa luce sul mestiere del padre, bracciante agricolo, e sulla data di nascita del piccolo Charlie,avvolta spesso in malcelate ombre.:Contea di Hinds, sul Mississippi, aprile 1891.
Famiglia poverissima,costituita da padre madre e due sorelle piu’ grandi. Il piccolo Charlie non andava molto a scuola ma aiutava nei campi. Tra castighi e scorrerie, data la natura ribelle del piccolo futuro ” genio “, la sua infanzia scorre tranquilla fino all’eta’ di 9 anni,epoca in cui per mancanza di lavoro la famigliola si trasferisce nella piantagione di cotone di Dockery,venti miglia piu’ a sud. E qui inizia il capitolo piu’ misterioso e romanzato della sua vita, su cui tanti hanno scritto e discusso. Un capitolo strano,oscuro,degno delle migliori tradizioni del Blues.

Ecco il certificato di nascita di Charlie Patton

Ecco il certificato di nascita di Charlie Patton

Se Robert Johnson ebbe il suo mentore qualche anno dopo,e si dice che fosse il DIAVOLO in persona,per Charlie Patton le cose cambiano solo in superficie. Cio’ che e’ sicuro il fatto che per entrambe le due mitiche figure l’incontro con il Blues e il prendere in mano la chitarra si accompagnano alla frequentazione di personaggi equivoci con alle spalle un mix di musica, sangue e magia nera,veri o presunti. Nel caso di Charlie la ” firma nera ” del suo genio fu un Bluesman primigenio di nome Henry Sloan.
Le cronache non ci dicono molto di lui. Ma la mia proverbiale cocciutaggine mi ha sguinzagliata alla ricerca di dati esaurienti che potessero in parte chiarire quale influenza e quale eventuale condizionamento avessero esercitato una cosi’ mirabile opera sul giovane rampollo Patton.

Il delta del Mississippi cosi' come appariva nel 1900

Il delta del Mississippi cosi’ come appariva nel 1900

Ho trovato quindi una piccola storia del personaggio ” Ombra” di Charlie,devo dire mooolto interessante!
Costui,tale Henry Sloan, era figlio di Sam e Laura ,due ex schiavi senza professione che si erano trasferiti dalla South Carolina nella Contea dii Hinds. ( a soli 3 km dalla famiglia Patton!).) gia’ agli inizi del 1870. Nel censimento della zona del 1880 si parla di un bambino ,figlio della coppia, di nome James.nato nel 1871. Ricontrollando poi i dati dell’ulteriore censimento del 1900 abbiamo conferma che James ed Henry siano la stessa persona.Molto probabilmente, come si usava a quell’epoca,Henry portava il nome di un fratello deceduto neonato e poi ” mescolato ” negli annali dell’epoca. Fatto sta che nel censimento che ci interessa detto Henry risultava vivere ancora coi genitori ,tre dei suoi figli e la seconda moglie,essendo lui divenuto vedovo nel 1898. Di professione Agricoltore e’ interessante notare che si riferisce che Henry Sloan sapeva ” leggere, scrivere e leggeva molti libri”.Appunti fondamentali considerando che Henry era un Afro-Americano povero e che, come tutti i suoi coetanei,probabilmente aveva potuto frequentare solo la prima elementare!
Non esistono foto a riguardo,ma anche qui abbiamo delle dichiarazioni di due futuri ” discepoli” di Charlie Patton, SON HOUSE e TOMMY JOHNSON ,che riferiscono chiaramente di ” una mania ossessiva di Charlie nei confronti del suo alter ego Henry,definito ” alto, grosso,dal naso camuso e gli occhi penetranti e spaventosi che contrastavano nettamente con la sua eta’,gia’ matura”. In base alle ricerche del famoso storico DAVID EVANS Henry Sloan poteva essere addirittura la misteriosa figura di Bluesman che W.C. Handy incontro’ sul treno a Tutwiler e che lo ..inizio’ psicologicamente al Blues! All’epoca Handy nella sua autobiografia ce lo descrive come ” alto, magro e nero,che pizzicava accanto a me una chitarra mentre dormivo. I suoi vestiti erano stracci, i suoi piedi spuntavano fuori dalle scarpe. Sul volto c’era dipinta la tristezza dei secoli. Mentre suonava ha tirato fuori un coltello e lo ha premuto sulle corde della chitarra, tirandone via un suono mai sentito che era come un lamento dell’anima. Per tre volte fece questo strano gesto, che a pensarci poteva essere una rozza croce sulla chitarra. ” Stiamo comunque parlando del 1903 ed e’ probabile che la famiglia Sloan,insieme a molte altre della Contea di Hinds, si sia trasferita da un paio d’anni nella piantagione Dockery. C’e’ da chiedersi allora COME MAI l’incontro fatidico tra Henry e Charlie sia avvenuto solo in loco e non gia’ nella contea di Hinds! Ancora secondo SON HOUSE e’ che ” costui da anni lo tenesse d’occhio e attendeva con ansia che crescesse”.

La piantagione Dockery,una farm molto ben attrezzata, come appariva agli inizi del 1900

La piantagione Dockery,una farm molto ben attrezzata, come appariva agli inizi del 1900

Comunque siano andate le cose, quando inizia la chiara frequentazione tra i due Charlie ha ormai 10 anni e il Delta Blues, di cui si e’ detto sia stato ” il Padre ,” era gia’ ampiamente diffuso su tutto il Mississippi e conosciuto come ” musica oscura, maligna e che portava alla perdizione dell’anima”. Abbiamo gia’ parlato dei rapporti tra il Blues e la Magia nera. I legami tra il Vooodoo e gli ex schiavi, che proprio sulle rive del Mississippi hanno subito le peggiori tra le sevizie,sono fortissimi e volutamente celebrati attraverso questa strana musica che ” libera ” l’anima. Sporca e fangosa come il fiume sulle cui sponde nasce,il Blues primigenio utilizzava dei rozzi ausili ” correttivi” affinche’ le note NON fossero limpide e pure ,poiche’ l’anima ferita non puo’ alzarsi PULITA verso il cielo. Operando quindi un trasfert tra strumento musicale e Bluesman la musica veniva ” sporcata ” ad arte bendando le mani del musicista o utilizzando un coltello a lama piatta che ,tirando le corde, originava una melodia che sarebbe divenuta famosa in seguito grazie ai musicisti Hawaiani, ma che sul Mississippi aveva una valenza del tutto simbolica e magica. Il famoso coltello di cui parliamo, infatti, dopo essere stato utilizzato per riti magici come l’uccisione della gallina nera e la celebrazione del demoniaco spirito Papa Legba,” impregnato ” del sangue della vittima sacrificale veniva poi passato sulle corde della chitarra perche’ l’energia vitale si trasferisse al musicista.Divenuto quindi sciamano il Bluesman partiva col suo canto ossessivo e improvvisato, seguito a ruota da altri musicisti che ne accompagnavano il ritmo con la mani,la chitarra o il suono della voce. Questo ” esperimento ” empatico poteva durare delle ore e costituiva per i neri che lo eseguivano ulteriore causa di alienazione e isolamento da parte dell’intera comunita’ ,per cui questi rituali erano espressione di ” possessione diabolica “.

Una foto ,copertina di un c raccolta delle incisioni di Patton, con una foto originale dei braccianti agricoli sul delta del Mississippi alla fine del 1800.

Una foto ,copertina di un c raccolta delle incisioni di Patton, con una foto originale dei braccianti agricoli sul delta del Mississippi alla fine del 1800.

E’ chiaro quindi che agli unizi del 1900 il Blues fosse una musica ” nascosta” e che soli gli adepti o iniziati potessero conoscerla. Lasciato solo con se’ stesso, ostracizzato, visto come ” schiavo di Satana” il Bluesman entrava poi nella convinzione di essere un dannato e volutamente si perdeva nell’alcool,nelle orge, nella violenza e nel sangue,cosa del resto molto facile per un nero povero dell’epoca. Un circolo vizioso da cui era impossibile uscire e che si concludeva quasi inevitabilmente con la morte prematura per sifilide,cirrosi epatica o duelli a sangue. Molti di loro semplicemente ” sparivano”,probabilmente fatti fuori da loro connazionali animati da ” fervore religioso ” ( la nascente Chiesa Afro-Americana ne fece di assassinii!) o da amanti gelosi o dalla stessa Polizia del luogo. Le prime ” sette ” che praticavano il Blues primigenio erano pero’ fortemente motivate a portare la loro musica fuori dai confini del Mississippi, e possibilmente fuori dall’America: si trattava di un’opera di emancipazione e di celebrazione della gente nera che, pur non avendo una matrice culturale, si basava su una forte corrente di rivendicazione di uguaglianza e di umanita’,cosa che ai neri era sempre stata negata. Lottando quindi contro l’ostracismo della loro stessa gente,i Bluesman si impegnarono costantemente nell’opera di trasmissione orale di una cultura che poteva valersi solo dell’insegnamento diretto, del condizionamento personale e della possibilita’ per il discepolo di entrare in una comunita’ ” magica “,”oscura” e dichiaratemente in lotta col sistema.

Vieni a conoscere la mia musica Blues!

Quando si parla del ” demonio ” non si sbaglia di tanto. La differenza sta nell’interpretazione : il vero ” demonio” era la condizione di ” non vita ” nella quale era relegato al tempo l’Afro-Americano, che si sentiva ormai ” zombie ” di se’ stesso. Per liberarlo era quindi necessario attingere a quelle energie ataviche rimaste nella terra di origine e che ogni uomo porta dentro di se’.Quelle forze oscure che dalla palude fangosa del Mississippi potessero elevare l’uomo fino alla societa’ “vera” quella in cui tutti sono uguali e fratelli fra loro. L’abbinamento tra le figure di Papa Legba e Lucifero e’ automatica,ma solo perche’ entrambi lottano contro un’Autorita’ Superiore che li spinge verso la condizione di schiavo che essi rifutano. Il Blues quindi non fu solo una ” musica nera” ma una vera e propria rivoluzione culturale che inizio’ il cammino,sofferto e avvelenato,verso l’integrazione civile dell’Afro-Americano. E che, come ogni rivoluzione, ebbe le sue vittime e i suoi martiri.
Cio’ che avvenne a Charlie Patton e poi a Robert Johnson fu appunto questo. Essi furono ” iniziati”da mentori oscuri perche’ imprimessero sulla propria pelle il marchio della lotta del nero contro la sopraffazione della societa’ bianca, e lo facessero utilizzando l’arma terribile di una MUSICA che ogni uomo, di qualsiasi razza, porta nel proprio sangue. Una musica che e’ lo scorrere del tempo attraverso il battitto del cuore, di cui emula il ritmo.
In un’intervista nella quale gli chiedevano ” cosa fosse in realta’ quella strana musica del Mississippi” SON HOUSE rispose: ” Metti la mano sul tuo petto e ascolta il battito del tuo cuore. Beh,QUELLO e’ il Blues!”
Ecco la spiegazione, ecco la semplice chiave d’accesso. Fu quindi facile per Henry Soan ,e per tutte le altre figure oscure di cui il Blues e’ pieno, penetrare con la forza di un urgano nella mente del giovane Charlie Patton e ” dannarlo ” per sempre.

Nativo Americano " nero". L'esistenza degli Indiani neri era un problema per il Governo degli Stati Uniti che lo risolse NON OCCUPANDOSENE. Questa monoranza etnica rimase cosi' privata per lungo tempo del riconoscimento dei propri diritti civili e sociali. Attualmente la situazione generale e' migliorata solo superficialmente.

Nativo Americano ” nero”. L’esistenza degli Indiani neri era un problema per il Governo degli Stati Uniti che lo risolse NON OCCUPANDOSENE. Questa monoranza etnica rimase cosi’ privata per lungo tempo del riconoscimento dei propri diritti civili e sociali. Attualmente la situazione generale e’ migliorata solo superficialmente.

La famiglia Patton era comunque un esempio abbastanza diffuso di disagio e difficolta’ di integrazione. Lo stesso ceppo etnico di appartenenza la dice lunga sulle traversie quotidiane che i suoi componenti,tra la scuola e il vicinato, avevano dovuto sopportare. Se guardiamo l’unica fotografia conosciuta di Charlie Patton ,appartenente al collezionista John Tefteller, ci rendiamo conto che non si tratta di una persona ” tipicamente ” Afro-Americana. C’era una chiara mescolanza di sangue bianco ,nero e Indiano in lui, e oggi si sa che la nonna materna era una Cherokee,cosa puntualizzata anni dopo dallo stesso Patton che cantava nella sua ” Dirth Road Blues ” della permanenza nei territori aviti quali ” IL TERRITO”. Si trattava di un territorio Indiano divenuto in seguito parte dell’Oklahoma, dove sua nonna si recava spesso prima di morire, per unirsi a quelli della sua tribu’ nella lotta per la rivendicazione della terra che veniva concessa dagl Governo degli Stati Uniti ai pochi Nativi rimasti. Il problema dei Black Indians,cioe’ quello dei figli nati da unioni di ex schiavi o Black Cowboys con donne Indiane,rimase comunque un problema irrisolto e contribui’ alla poverta’ della famigliola Patton , che subi’ pesantemente quest’ultima umiliazione.

Indiano Cherokee Black. Notate l'evidenza somiglianza etnica con Charlie Patton.

Indiano Cherokee Black. Notate l’evidenza somiglianza etnica con Charlie Patton.

Molti rancori si agitavano quindi nell’animo del decenne Charlie,quando conobbe Henry Sloan.Affascinarlo e coinvolgerlo nel pericoloso ” gioco del Blues” fu impresa da poco.
(continua)

Godiamoci un capolavoro del 1929 ” Screaming and Hollerin Blues”. Malgrado l’animazione della foto e’ meraviglioso il fascino del brano.

Pony Blues fu il primo grande successo del Padre del Delta Blues! Prima incisione per la Paramount,1929


Audio decisamente disturbato ma…c’e’ tutto l’aroma del vecchio blues nella voce roca di un Patton meraviglioso!

Il TEXAS BLUES e il mondo che cambia.

164

E terminiamo questo immaginario viaggio sulle orme del Blues con uno degli stili forse piu’ puri e articolati,in grado ancora oggi di ” spingere ” su suggestioni interessanti, benche’ il tempo del Blues sia per molti ormai finito.
Sto parlando chiaramente del TEXAS BLUES,un’ondata di ritmo e invenzioni sonore che impegno’ non solo il territorio del Texas da cui nacque, ma gran parte degli Stati Uniti ispirandosi alle tradizioni Afro e poi ” allargandosi” a influenze Europee che ne determinarono e ne deterninano ancora oggi una eccezionale modernita’.
Possiamo distinguerne tre periodi, non del tutto collegati tra loro: il primo, quello piu’ puro, inizia intorno al 1890 e si colora delle tradizioni Anglo-rurali, ma anche di quelle Ispaniche, del Cajun e perfino della musica Creola. Il motivo sta ancora nelle possenti migrazioni degli Afro-Americani che, liberi ormai dal giogo della schiavitu’, cercavano zone franche in cui lavorare e sopravvivere, accompagnati in questo anche da migliaia e migliaia di immigrati Europei tra i piu’ poveri,che tentavano di sfuggire alla fame e alle guerre dei loro paesi di origine. All’epoca il Texas era una terra ancora da scoprire, con una densita’ di popolazione tra le piu’ basse dell’America inizi ’900.

Una veduta di Hutto, piccola citta' del Texas, nel 1890

Una veduta di Hutto, piccola citta’ del Texas, nel 1890

Sostanzialmente si lavorava alle ferrovie, ma non dimentichiamo che molti tra i neri immigrati vennero assorbiti dal ” cowboy job”, di cui poco si parla. In defintiva comunque la condizione dell’Afro-Americano non cambiava di molto: diseredati tra i diseredati affidavano la propria anima al triste canto BLUES,che innestava un certo non so che di ” maligno ” sulle loro persone. SON JACKSON,un grande bluesman conosciuto solo…dagli addetti al settore,spiega molto bene l’atteggiamento sociale della gente nei confronti del Blues.
” Il Bluesman e’ un animale ferito che grida le proprie sofferenze senza possibilita’ di essere ascoltato. Ora, se lo facesse in chiesa, tutti sarebbero con lui poiche’ sarebbe un’anima che si affida a Dio. Ma poiche’ egli lo fa per le strade o da solo o davanti a un pubblico di poveracci bevitori e donnaioli,allora e’ solo uno fuori di se’ e la sua anima sporca lo attira a Satana. La differenza sta nell’approccio: in Chiesa sarebbe un peccatore che chiede la Grazia, cosi’ invece e’ un peccatore e basta, anche se le cose che dice sono piu’ o meno le stesse”.

Operai della ferrovia  in Texas, 1890.

Operai della ferrovia in Texas, 1890.

Cosi’ il primo periodo del Texas Blues e’ nelle mani di disgraziati ed ex schiavi a cui spesso viene concesso di suonare nelle feste di piazze o in quelle da ballo per i bianchi ricchi,ma lo si fa con violino e chitarra per non turbare ” col proprio peccato ” le orecchie degli altri.
Conosciamo alcuni dei primi Blues del periodo grazie al collezionista GATES THOMAS,che raccolse alcune delle canzoni dei piantatori di cotone emigrati in Texas. I brani ” ALABAMA BOUND ” e ” CC RIDER”, ad esempio, vennero poi rielaborate dal famosissimo JELLY ROLL MORTON ( di cui parleremo abbondantemente nelle prossime puntate), ma appartengono al filone della tradizione orale ,spesso conservata senza una vera e propria musica,di musicisti neri dei quali si e’ persa memoria. Una delle piu’ vecchie canzoni nelle quali sono gia’ presenti le famose ” BLUE NOTE” e’ “ Baby, Take a look at me!” trascritta poi da Thomas e Charles Peabody nel Mississippi qualche anno dopo.

Non solo Afro-Americani ma anche immigrati Europei in Texas. 1893

Non solo Afro-Americani ma anche immigrati Europei in Texas.
1893

E’ interessante notare come il Blues del periodo abbia ancora due facce: quella un po’ schizzata ma allegrotta delle feste e quella purissima e malinconica della solitudine, spesso accompagnata da tecniche di variazione che ne amplificavano l’opera di transfert col musicista. Gia’ agli inizi del ’900 in Texas troviamo quindi l’utilizzo della SLIDE GUITAR, in gergo chiamata BOTTLENECK ( collo di bottiglia). Si tratta di una tecnica innovativa che alcuni confondono con il BENDING del Delta,ma che in realta’ ” parla ” una lingua completamente diversa. Attraverso lo ” scivolamento” del collo della bottiglia( in genere di vetro) sulle corde,il Bluesman riusciva a ricavare un effetto ” lamentoso” ( per intenderci un po’ HAWAIANO) che non alterava la trazione sulle corde come succedeva con il Bending dove il musicista,avvolgendo le dita in pezze di cotone,era costretto a tirarle per ricavarne un suono.

Ecco la tecnica del bottleneck,un collo di bottiglia che si fa scivolare sulle corde.

Ecco la tecnica del bottleneck,un collo di bottiglia che si fa scivolare sulle corde.

L’effetto e’ completamente diverso: duro e a scatti col Bending, ” glissato” e continuativo con lo Slide. In tal modo il Blues si colora di una magia difficilmente riproponibile con altre modalita’. Mischiati al Blues altri stili come il JIGS ( una tipica danza Irlandese) e il REELS (altra danza ma di origine Scozzese)
Potrete quindi comprendere la complessita’ di un modo nuovo di fare musica,che per la prima volta non si limita ad assimilare stili diversi,come ad esempio e’ successo per il Blues del Delta, ma si “apre” al mondo per portarvi un prodotto gia’ rielaborato alla luce delle vicende storiche e sociali e non piu’ solo personali.
Inizialmente ostracizzato, guardato come rozza espressione di una sotto-classe e inviso dalla stessa comunita’religiosa nera,il Blues esplose poi in tutta l’America negli anni ’20. Non solo grazie a W.C. Handy di cui abbiamo gia’ parlato e nemmeno sulla scia del successo delle Blues Singers di citta’,il cui stile non aveva molto in comune con quello che impazzo’ per l’America qualche anno dopo. Ancora una volta furono le etichette discografiche a determinarne il successo che, ricordiamo, non FU MAI tale per i Bluesman ma solo per i grandi produttori e gli investitori bianchi.

IL Texas cambia. Qui Main Street a Cisco nel Texas intorno al 1920.

IL Texas cambia. Qui Main Street a Cisco nel Texas intorno al 1920.

In Texas la moda del Blues arrivo’ nel 1923 e si concentro’ tutta a Dallas,dove le principali etichette che volevano portare sul mercato ” quella roba da negri” che pero’ piaceva tanto anche ai bianchi
stabilirono un vero e proprio Quartier Generale casalingo.Prima la OKEH ma poi anche la VOCALION,la BRUSWICK,la COLUMBIA,la RCA e infine la PARAMOUNT inviarono a Dallas,ormai urbanizzata e ricca di conforts nonche’ ben servita dalle ferrovie, i propri tecnici e talentscout i quali insediatosi negli alberghi per ricchi vi montarono il proprio studio di registrazione,allo scopo di incidere ” seduta stante ” e senza spese aggiuntive le cosiddette “RACE RECORDS”,
quelle sotto-marche economiche dedicate al nascente mercato Afro-Americano. Parte cosi’ il secondo grande periodo del Texas Blues.
Il primo grande artista ad essere registrat in loco fu lo storico BLIND LEMMON JEFFERSON, un personaggio controverso che sara’ oggetto di uno dei miei prossimi articoli. IN realta’ il musicista cieco (?) era gia’ abbastanza famoso nell’East Texas da dove proveniva ma…come artista sacro!!!

La classica (e forse UNICA) foto ufficiale di Blind Lemmon Jefferson. 1927

La classica (e forse UNICA) foto ufficiale di Blind Lemmon Jefferson.
1927

Fu proprio in chiesa all’angolo tra Elm Street e Central Avenue che venne scoperto da un talentscout della Paramount, e infatti la prima incisione porta lo pseudonimo DEACON( Diacono) LJ BATES. Come a dire che tra il Blues sacro e quello profano in fondo NON C’E’ una cosi’ profonda differenza! L’artista si firmo’ poi col suo vero nome per tutte le altre 70 registrazioni seguenti con la Paramount, fino al 1929 quando mori’ improvvisamente e con parecchie ombre.
Jefferson era un mirabile chitarrista e probabilmente il termine Texas Blues nacque con lui. Era in grado di ” martellare ” la chitarra per ottenere dei bassi essenzialmente ritmici e ripetitivi subito seguiti da note ” aperte” e dal suono quasi arpeggiate, e il suo stile fece scuola influenzando gli innumerevoli artisti che si susseguirono in quelle sale d’incisione improvvisate,come SAM HILL,BUDDY WOODS,WILLIE RED, nomi che forse non vi diranno molto perche’ non sono mai balzati ai cosiddetti ” onori della cronaca” ma che rappresentano una pietra miliare della storia del Blues. Subito dopo l’oscuro LEADBELLY e l’aggressivo T.BONE WALKER, che applicarono le tecniche di Jefferson alla chitarra elettrica e combinarono il Blues con le neonate suggestioni del Jazz e dello Swing. L’utilizzo della chitarra amplificata segna l’ingresso del Blues nella societa’ moderna. Probabilmente fu EDDIE DURHAM con la sua band a darle quel risalto che in T.BONE WALKER era apparso come intuizione. Avvicinandosi sempre piu’ al Ryhtm’n Blues il ruolo della chitarra solista supera nel Jazz persino quello del sassofono,mentre nel Texas Blues sostituisce in larga misura il ruolo fino ad allora primario della voce.

la zona DEEP ELLUM,ritrovo dei Bluesman e fulcro del Texas Blues durante la Grande Depressione.  1930

la zona DEEP ELLUM,ritrovo dei Bluesman e fulcro del Texas Blues durante la Grande Depressione. 1930

Nel frattempo lo scoppio della Grande Depressione degli anni ’30 allontana temporaneamente le etichette dal mondo del Blues: si spengono le luci delle sale d’incisione portate ” a casa” degli artisti e inizia un periodo di semi-oblio mantenuto fortunatamente in vita da uno sparuto gruppetto di musicisti neri che si spostano nelle sale da ballo della zona sud del Texas,come la sala da Ballo ROSE che a cavallo tra gli anni ’30 e ’40 fu davvero una vetrina di eccezione per i talenti del Blues tipo BIG JOE TURNER,WILLIE NELSON o PEE WEE CRAYTON. Successivamente ci si sposto’ a Houston,soprattutto quando negli anni’ 60 la zona Deep Ellum,il quartiere eccellente delle band, fu spogliata della ferrovia e relegata a ghetto industriale.

Ascolta anche la mia musica blues!

Veramente a Houston molti musicisti avevano GIA’ preso alloggio,proprio per le migliori condizioni di vita e di integrazione: qui troviamo SAM ” LIGHTNING” HOPKINS e suo cugino TEXAS ALEXANDER,ma anche ROBERT SHAW e HERSAL THOMAS, il fratello di SIPPIE WALLACE.
Incidere a Houston era molto difficile. Le grandi etichette FREEDOM,MACY e PEACOCK arrivarono solo nel 1947 e trovarono una vera e propria antologia vivente del Blues che esprimevano ancora una volta il cocente dolore del nero emarginato arrivato li’ da una terra lontana per trovarvi solo fame e miseria.IN questo filone ritroviamo nomi oggi abbastanza conosciuti,come ALBERT COLLINS,JOE HUGHES e JOHNNY WATSON che comunque sono da molti considerati gli esponenti ” storici” del terzo ed ultimo periodo del Texas Blues,quello gia’ agonizzante,sposato al rock,al BEAT e ad mondo trasformato dalle campagne Hippie che lo hanno defraudato delle ataviche radici. Queste nuove correnti giunsero infine nella citta’ di Austin,ultimo baluardo di un Texas che cambiava
e con esso la sua musica.

Una mitica immagine di T.Bone Walker durante uno dei suoi spettacoli, nel 1947

Una mitica immagine di T.Bone Walker durante uno dei suoi spettacoli, nel 1947

Dagli anni’60 ad oggi e’ storia recente. Chi legge questo blog come minimo e’ un appassionato del Blues e della Old America, ma anche se non lo e’ immagino che almeno uno tra i nomi STEVE RAY VAUGHAN,JIMMY VAUGHAM,JOE ELY e ANGELA STREHLI sia di suono familiare. Con loro la tradizione ” nera ” del Blues si colora di ” bianco” e l’interesse verso questo genere inimitabile,in grado di plasmarsi con l’ambiente circostante e di rinnovarsi al suono del tempo che passa,e’ cresciuto in tutta l’America e non solo. E’ stato proprio grazie al Texas Blues che esso ha finalmente goduto del riconoscimento ufficiale della grandezza di un popolo martoriato e mai sconfitto, che e’ stato in grado di insegnare al mondo che e’ nella musica che risiede l’anima di ognuno, e che grazie alla musica i popoli sopravvivono alla sopraffazione. Dopo la raccolta delle tradizioni blues degli storici LOMAX, padre e figlio, grazie alle le quali un intero universo di vita non e’ stato perduto, l’intero Texas si e’ fatto promotore di una campagna mediatica di celebrazione e diffusione del Blues,di cui l’intero Stato e’ intriso fin dentro le ossa. Centinaia di manifestazioni e organizzazioni ogni anno coinvolgono la rete dei media e quello delle feste popolari per perpetuare una tradizione che non intende spegnersi.Una campagna di sensibilizzazione che ha contribuito in maniera eccelsa al riconoscimento dei diritti civili e sociali della popolazione Afro-Americana e che e’ culminata nel 1987 con un evento storico per l’intera nazione: una borsa di studio al pianista Blues Afro-Americano ALEX MOORE, che viene consegnata direttamente dal patrimonio nazionale del FOLK ART PROGRAM del NATIONAL ENDOWMENT for the ARTS.
Il primo mattoncino di un edificio di Uguaglianza, Amore e Rispetto che ci auguriamo arrivi presto a toccare il cielo.

Una rara copertina della Victor con uno dei grandi successi del Texas Blues, ora tornato di moda.  1930 c.a.

Una rara copertina della Victor con una vera ” chicca” Un inedito JIMMY RODGERS, da sempre ” anima bianca ” del Folk e del Country, qui in un BLUES dei suoi primissimi tempi. 1930 c.a.

Un imperdibile LEADBELLY nella sua versione di ALABAMA BOUND. SENZA TEMPO!!!

A meta’ strada tra Work Song e Blues Ballad questa BLACK SNAKE MOAN di Blind Lemmon Jefferson, datata 1928. Una delle sue 80 incisioni per la Paramount in soli 3 anni!


Inusuale questa versione del celebre brano ” Baby, please don’t go” che siamo abituati ad ascoltare magari con la voce di Muddy Water. Questa e’ la purissima incisione,datata 1941, di BIG JOE TURNER che la incise per primo nel 1935.

E terminiamo con tre pilastri del Texas Blues come Stevie Ray Vaughan,B.B. King e Albert Collins LIVE in un famoso concerto del 1988 a New Orleans. BUON ASCOLTO!

Ancora un passo indietro: parliamo dei NATIVI AMERICANI.

cdv1 indiano d'America 1800

Ciao ragazzi! Oggi ho intenzione di riproporvi uno dei miei articoli piu’ gettonati e,forse, anche uno dei piu’ toccanti. Chiaramente sto parlando di PREGHIERA E POESIA degli INDIANI d’AMERICA,che ho RIVISTO e AGGIORNATO appositamente per tutti quelli interessati all’argomento…e siete veramente tanti!
Per il consueto Blog,che nel prossimo articolo si colorera’ ancora di BLUES, vi do appuntamento alla settimana prossima!

Venite a trovarmi sul mio sito! A presto!!

420px-Edward_S._Curtis_Collection_People_020

Il cammino del BLUES: Chicago e le Grandi Etichette Discografiche.

Una nascente Chicago del 1886   North West Railroad

Una nascente Chicago del 1886
North West Railroad

Nel Blues l’utilizzo dell’armonica arrivo’ intorno agli inizi del ’900 come ” appendice ” della voce umana prendendo spunto direttamente dalle origini del Delta e passando poi attraverso gli influssi degli emigrati che venivano dall’Europa. Gli Spagnoli avevano gia’ introdotto la chitarra che, come abbiamo visto, veniva ” riproposta ” in chiave artigianale con degli scatoli di sigari. Questo perche’ l’armonia della vibrazione , che si poteva ottenere facilmente con gli strumenti a corde, e’ sempre stato elemento basilare della tradizione musicale Afro-Americana. Inizialmente ” musica da strada ” o ” da lavoro ” poiche’ accompagnava le ore di solitudine dei neri che emigravano a nord nel periodo immediatamente precedente al Proibizionismo, divenne poi affare commerciale di altissimo livello per le nascenti etichette discografiche,che vedevano nella nuova musica la possibilita’ di espandersi oltreoceano.

Il fenomeno dell'immigrazione BLACK a Chicago nel 1920 raggiunse vette spaventose!

Il fenomeno dell’immigrazione BLACK a Chicago nel 1920 raggiunse vette spaventose!

Tecnicamente parlando lo Chicago Blues e’ forse uno dei piu’ plastici e graditi, grazie alla vasta gamma di possibilita’ stilistiche che permette e all’introduzione successiva di numerosi strumenti musicali. C’e’ chi lo definisce un primo abbozzo del jazz…ma io non concordo pienamente. E’ vero che ,rispetto al Blues delle origini, qui l’utilizzo della scala maggiore e’ evidente, ed e’ anche vero che l’introduzione successiva degli strumenti a fiato ,quando arrivo’ nella grande citta’, gli conferiscono un suono piu’ caldo tipicamente da orchestra, ma l’approccio viscerale viene mantenuto se non addirittura amplificato dalle note stridenti dell’armonica prima e dal famoso ” rotolamento ” poi,una tecnica oscillatoria e prevalentemente ritmica che ispiro’ i musicisti Anglosassoni e il successivo Rock’n Roll.

tipica Stringband  a Chicago ,1900

tipica Stringband a Chicago ,1900

Se si fa un discorso storico possiamo riconoscere nello Chicago Blues due periodi di fondamentale importanza,a cavallo tra le due guerre mondiali. Nel primo,quello di cui sto espressamente parlando e che vide l’esplosione delle etichette discografiche , e’ forse il piu’ puro e legato alla tradizione e non solo per motivi cronologici. L’utilizzo dell’armonica e degli strumenti di fabbricazione casalinga che lo contraddistinguono rimangono l’espressione piu’ autentica del “ canto dell’anima “ che in seguito, sulla spinta dei mercati economici che lo inghiottirono,si commercializzo’ assumendo connotati molto piu’ Europei ed Urbani. Intorno al 1950 la chitarra elettrica e l’amplificazione,nonche’ correzione, del suono asciutto dell’armonica lo defraudarono della originaria visceralita’,rendendolo fenomeno di costume adatto a piu’ vasto pubblico.

Una delle primissime tappe del blues a Chicago fu rappresentato dai cori neri JUBILEE,primi accenni di un Gospel che si sarebbe poi diffuso in tutto il mondo

Una delle primissime tappe del blues a Chicago fu rappresentato dai cori neri JUBILEE,primi accenni di un Gospel che si sarebbe poi diffuso in tutto il mondo

Quando i primi neri arrivarono a Chicago si trovarono davanti una citta’ in pieno sviluppo.Nata per accogliere i ricchi Europei in seguito si spacco’ in due,concedendo ai nuovi immigrati ” bevitori e puzzolenti ” di installarsi nella parte sud meno servita e in certo senso ” porto di sbarco ” degli ex schiavi. D’altra parte Chicago era ” costretta ” ad assorbire quanta piu’ manovalanza possibile, dato lo sviluppo crescente delle industrie e la costruzione incessante delle ferrovie. Il lavoratore nero, o anche Irlandese,Spagnolo e Italiano,arrivava nelle fabbriche facendosi a piedi mezza citta’ ma portandosi appresso sempre la sua armonica,che gli faceva compagnia nel breve spazio di riposo tra un turno e l’altro. A differenza di cio’ che si potrebbe immaginare, e cioe’ la facilita’ di coesione tra i lavoratori neri che finalmente ” affrancati ” dalla schiavitu’ potevano fare amicizia tra loro, l’operaio Afro-Americano era solo.

Immigrati neri 1920

Immigrati neri 1920

La divisione tra neri e bianchi era in parte voluta dagli stessi datori di lavoro, che non vedevano di buon occhio la frequentazione tra razze, e in parte si originava dallo stesso Bluesman che era ormai incline alla solitudine. Il periodo di ” spacco ” del lavoro vedeva quindi due ali separate di lavoratori, con ” Jolly ” di vario tipo come Indiani ( rarissimi ) e qualche messicano, che in pratica non erano voluti da nessuno. Fare musica era frequente: cominciavano gli Irlandesi con le loro ballate, seguivano gli Italiani con le canzoni natie ma gli Spagnoli tenevano banco con le loro chitarre. Il nero con l’armonica non era da meno. Nascevano quindi a tratti delle ” gare ” improvvisate che fungevano da collante per tutti. Lungi dal rappresentare un fenomeno di coesione furono pero’ uno spunto importante per il bluesman che assorbiva come una spugna le suggestioni di civilta’ lontane. Non di rado inoltre le fabbriche o le grandi aziende erano punto di ritrovo e di affari per moltissimi imprenditori, che a volte gestivano o avevano conoscenze con le giovani etichette discografiche; l’interesse per la nuova musica nera, l’unica in grado di fondere attraverso la voce e l’armonica, stili di civilta’ diverse attiro’ ben presto l’interesse di molti. D’altra parte Chicago si stava riempiendo di Blues. Ad ogni angolo di strada gruppetti di musicisti improvvisati cercavano di sbarcare il lunario offrendo ai passanti la propria arte. Moltissimi emigrati neri,infatti, facevano letteralmente la fame. Benche’ le porte della Grande Citta’ fossero aperte tuttavia non c’era lavoro per tutti. .Agli inizi degli anni ’20 il sovraffollamento era evidente.

Chicago cambiava a vista d'occhio. Qui una foto della citta' nel 1928

Chicago cambiava a vista d’occhio. Qui una foto della citta’ nel 1928

E qui come appare solo due anni dopo, nel 1930!

E qui come appare solo due anni dopo, nel 1930!

Per fortuna la ” nuova musica ” comincio’ a girare: inizialmente ospitata nei numerosissimi Club Afro di cui Chicago era piena e disdegnata dal pubblico bianco,in seguito alla sua ” scoperta ” da parte delle grandi case discografiche divenne la moda del momento e…grande affare per pochi. Diciamo che lo Chicago Blues piu’ che fenomeno di massa fu soprattutto una miniera d’oro per le etichette, che fiorirono e ingrassarono grazie all’ispirazione di musicisti poverissimi e rimasti sconosciuti, ai quali venivano pagati pochi spiccioli per l’acquisto in blocco delle loro registrazioni che divenivano di fatto patrimonio multimiliardario dei produttori. Benche’ si conoscano molti interpreti di colore dello Chicago Blues,tuttavia NESSUNO di loro si arricchi’ realment e anzi moltissimi morirono nella piu’ squallida miseria. . Un fenomeno globalizzato per tutta la musica Afro-Americana, che pero’ a Chicago raggiunse vette impensabili.

Locandina esplicativa dei " miti " del Blues a Chicago e del BOOM della nuova musica.

Locandina esplicativa dei ” miti ” del Blues a Chicago e del BOOM della nuova musica.

Una delle primissime e quotatissime etichettte fu la BLUEBIRD RECORD,che aveva dalla sua un produttore decisamente dinamico che seppe sfruttare alla grande l’onda del blues, che enfatizzo’ nel logo e negli slogan pubblicitari . Sto parlando del mitico LESTER MELROSE che, tra il 1930 e il 1942 riusci’ a gestire un monopolio economico multimiliardario, producendo musicisti poi passati alla storia non solo del Blues ma del nascente R&B e perfino del Rock’n Roll. ROOSEVELT SKY, TAMPA RED e SONNY BOY WILLIAMSON furono solo alcuni della valente scuderia, che fece della piccola casa discografica un affare faraonico,.rilasciando un’impronta che venne appunto come ricordata come “ Il Sound Bluebird “.

Ecco uno dei primi dischi della BLUEBIRD RECORD con l'indimenticabile voce di Sonny Boy Williamson

Ecco uno dei primi dischi della BLUEBIRD RECORD con l’indimenticabile voce di Sonny Boy Williamson

Grande capacita’ di promozione invece era la colonna portante della CHESS RECORD,gestita dai fratelli Leonard e Phil, che tra il 1950 e il 1969 riuscirono a farsi attribuire il primato di ” piu grande etichetta discografica d’America ” addirittura dal quotatissimo critico musicale Cub Koda!

E che dire dei MITICI artisti della CHESS RECORD?

E che dire dei MITICI artisti della CHESS RECORD?

Forse la piu’ conosciuta, anche se ebbe vita breve, fu la COBRA RECORD, che opero’ solo dal 1956 al 1959. E’ famosa perche’ ha saputo tenere in scuderia cavalli di razza come il compianto OTIS REDDING, l’indimenticabile MAGIC SAM, e il meraviglioso BUDDY GUY. Gestita benissimo da WILLIE DIXON ,musicista e arrangiatore di calibro lui stesso,pensate che l’etichetta originaria era in realta’….un negozio di dischi che fece il salto di qualita’ grazie alle manovre sotterranee del suo proprietario ELI TOSCANO che di mestiere faceva….il tecnico riparatore di televisori! Quando si dice l’abilita’…

Ecco come appariva il marchio della COBRA RECORDS

Ecco come appariva il marchio della COBRA RECORDS

Un ” affondamento ” pilotato porto’ al collasso forse la piu’ intelligente etichetta del settore,che ebbe il merito di allargarsi anche al R&B e al Soul,definendoli evoluzioni naturali del Blues delle origini ( come in effetti sono ). Sto parlando della TWILIGHT RECORD che in soli 5 anni di vita ha lanciato musiche e interpreti straordinari. Stella del marchio era SYL JOHNSON che dal 1967 al 1969 porto’ al successo brani come ” Different Strokes “, o ” Reservation Concrete ” che permisero all’etichetta di avere riscontri eccezionali.

Peccato per la quotatissima TWILIGHT RECORDS!

Peccato per la quotatissima TWILIGHT RECORDS!

Tra il 1950 e il 1970 il nuovo piano urbano di Chicago fortemente voluto dal miopissimo Sindaco
Richard J. Daley che non comprendeva l’importanza storica e culturale della musica per la citta’,ha costretto i punti focali della trasmissione del Blues e i suoi locali storici a chiudere i battenti. Lentamente ma inesorabilmente lo Chicago Blues e le case discografiche che se occupavano sono finiti nel dimenticatoio.
Unica della vecchia squadra che continua il suo lavoro di promoter del Blues ancora oggi e’ la grandissima ALLIGATOR RECORD,creata da Bruce Iglauer nel 1971. Grazie a lei lo Chicago Blues continua a diffondere la sua magica armonia con interpreti del passato e del futuro, come BUDDY GUY,OTIS RUSH,HOUND DOG TAYLOR e il mitico EDDY ” Chief ” CLEARWATER.

Bellissimo il marchio della prestigiosa ALLIGATOR RECORDS, che ha festeggiato i suoi 40 anni di attivita'!

Bellissimo il marchio della prestigiosa ALLIGATOR RECORDS, che ha festeggiato i suoi 40 anni di attivita’!

Un’eco che non riuscira’ a spegnersi e che ci accompagnera’ ancora a lungo nella moderna frenesia dell’OGGI strizzando l’occhio alle dolci e malinconiche suggestioni di IERI….
(continua)

Vieni ad ascoltare la mia musica blues inedita!


Benche’ la registrazione sia del 1963 la canzone e’un blues d’altri tempi! IMPERDIBILE!


Un BILL BROONZY del 1937 che ben riassume la duplice natura di Chicago, a meta’ tra BLUES e JAZZ!

DA GUARDARE questo film muto degli anni ’20 che be illustra, attraverso un viaggio in treno, quella che era Chicago e i suoi dintorni!


E finiamo con una incisione del 1945 con il favoloso TAMPA RED che, grazie alla BLUEBIRD RECORDS, riesce a mantenere ” anacronisticamente ” viva la tradizione del primo Blues.

Il cammino del BLUES: dal Delta al resto del mondo.

Slaves-Freed

Il Blues non e’ solo musica viscerale. E’ un riflesso dell’anima sulla solitudine della vita,e’ il grido di liberazione di un popolo vessato che ha saputo riscattarsi dalla schiavitu’ ed e’ l’odore della Nuova Era che si leva dalle paludi del Mississippi. Erroneamente considerato musica ” ripetitiva “,di schema ” semplice ” e difficilmente gradita alle masse, ” fare Blues ” e’ un’arte per pochi.
Simile all’acqua del fiume dal quale si origina ,questo genere musicale e’ uno dei pochi che prende ” la forma ” dell’ambiente circostante,adattandosi pienamente agli usi e costumi del luogo pur mantenendo intatta la sua anima. I primi musicisti Blues ,i famosi BLUESMAN ” brutti sporchi e cattivi” non avevano altre armi per suonarlo se non un rudimentale strumento e la propria voce,ripercorrendo in parte cio’ che fu l’essenzialita della musica dei rudi cowboys delle praterie. Ma,se li paragoniamo tra loro, ci rendiamo conto che tra questi due generi musicali non c’e’ somiglianza,benche’ entrambi venissero suonati in acustica con chitarra e voce o chitarra e armonica. Cio’ che li distingue NON E’ il senso di degrado che li accompagna, NON E’ la cultura Afro od Europea e NON E’ nemmeno il colore della pelle. I Cowboys,i Ramblers e i Bluesman sono tutte persone sole che esprimono attraverso la musica il proprio malvivere e la rabbia dell’alienazione.Ma, se il cowboy e il rambler appoggiano la propria malinconia agli echi del passato che risuona nelle melodie ancora Old Time della propria terra, nel Bluesman si assiste ad un fenomeno che non ha precedenti nella storia: privato anche del ricordo delle proprie tradizioni egli riesce a costruire per se’ stesso una identita’ NUOVA che tuttavia rimane Africana nel gioco delle suggestioni e dell’utilizzo delle vibrazioni. Nato nel Nuovo Continente egli conia una musica ATAVICA,ANIMISTA e SCIAMANICA proiettata verso il futuro ma che si lega perfettamente alle tradizioni di un popolo ( il proprio) che egli NON CONOSCE. Spinta verso ideali di uguaglianza, liberazione ed indipendenza il Blues sara’ il punto di svolta della musica che nascera’ poi.

Sulle rive del Mississippi.  Schiavi liberati,1875

Sulle rive del Mississippi. Schiavi liberati,1875

E , come la storia ha ormai assodato che l’Adamo della Bibbia era nero,e’ ormai chiaro che la prima grande musica dell’era MODERNA e’ Africana.
Il grande fiume e’ fangoso; ma le sue acque spesso sono vortici e rapide cascate che a tratti si fermano in burrascosi torrenti. Poi scende a valle e finalmente si ferma,rendendo limpida l’onda prima nerastra. Cosi’ e il Blues. Un giro di accordi dai forti accenti ritmici che si gonfia in un urlo e si spegne in un sussurro,straziato in stanche dissonanze o rianimato dal vibrare della voce. L’emblema di un popolo che rimane sempre se stesso ma che pure assume la forma del contesto in cui vive.
Tecnicamente il Blues e’ costituito da 12 loop che si ripetono per l’intera melodia,con un tempo di 6/8 0 12/8 battute in terzine ma in pratica NON HA regole fisse ed e’ un genere assolutamente INDETERMINATO. Questo perche’,parlando a livello tecnico, se lo si suona in Maggiore non si ha MAI la sensazione netta dell’accordo, ma a volte anzi sembra di suonarlo in MINORE,che la nota sia IMPRECISA e che abbia un aspetto calante. La famosa scala Blues ,che e’ la sua particolarita’, viene in effetti suonata in Minore ma utilizza ANCHE la scala pentatonica Maggiore che viene PRIVATA della sua componente armonica naturale. Per esprimere in parole povere il concetto,esistono nel Blues delle note ” non centrate ” ma leggermente calanti le quali, pur arrivando alla melodia precisa, lo fanno ” con qualche esitazione”. Ne consegue che la melodia risultera’ non immediata,leggermente rallentata e non orecchiabilissima. Per questo ” fare un buon blues ” dipendera’ dalla gamma di variazioni che si utilizzeranno, dal gioco della voce e dal sapiente utilizzo della scala pentatonica maggiore, cioe’ quella ” classica “, che andra’ a riempire quegli spazi un po’ cacofonici compensandoli con la propria armonia. Sembra difficile? Beh, LO E’.

Questo strumento Africano ( un tronco scavato secondo una linea di risonanza armonica) la dice lunga sugli strumenti ritmici utilizzati poi nel Blues.

Questo strumento Africano ( un tronco scavato secondo una linea di risonanza armonica) la dice lunga sugli strumenti ritmici utilizzati poi nel Blues.

Vieni ad ascoltare la mia musica blues!

Il Blues delle origini e’ sicuramente ” brutto,sgraziato e asincrono “, ma in grado di parlare alla gente. Si dice che sia nato sul delta del Mississippi e sicuramente ,quando l’industria discografica l’ha ” scoperto” accaparrandosene i diritti e facendoci una banca di denaro, i neri lo cantavano gia’ da tempo. Se si parla del delta si deve parlare del Tennessee,di Memphis e di Vicksburg,che furono le prime terre percorse e abitate dagli Spagnoli e poi dai coloni Inglesi, ma piu’ puramente era la zona delle antiche piantagioni, Bolivar,Cohaoma,Issaquena,Warren,Washington e Yazoo,dove la mescolanza tra Europei e Afro-Americani era piu’ evidente…a svantaggio netto dei primi. Nel 1850 tale zona contava una popolazione di 51.847. abitanti suddivisa tra 13.153. bianchi e …38.711 schiavi! Le piantagioni,con annesse farms, erano 306.000. Tutta questa gente viveva in un angusto ma stabile equilibrio: gli schiavi erano ormai…di madrepatria e,benche’ i padroni mantenessero su di loro il diritto di vita o di morte i tentativi di fuga erano minimi e le condizioni di vita decisamente migliori di quelle che saranno solo 20 anni dopo, con la fine della guerra di secessione.

Dopo la lunga giornata di lavoro al nero veniva concessa la musica: vietata la pratica del tamburo, dato il suo possibile utilizzo come arma ” di sovversione e di rivolta “, ai figli d’Africa restava la possibilita’ di mimarne la ritmica con gli strumenti a corde. Pochi fortunati godevano dell’acquisto di violini, griot, halam e banjio,ma costruirsi uno strumento a corde con striscioline di budella di animali era abbastanza facile. A cio’ si aggiunsero le ” JUG “,cioe’ dei bottiglioni dal grosso collo entro cui si soffiava e semplici arnesi di utilizzo comune, come le assi di legno per lavare i panni.La chitarra sarebbe arrivata solo molto dopo, con gli immigrati Spagnoli e le prime ferrovie. Essendo molto costosa era comunque difficile procurarsela,per cui si inizio a costruirne un ” surrogato” partendo da materiali di facile recupero come ad esempio…le scatole di sigari! Le CIGAR BOX GUITAR imperversarono per vari decenni in tutti gli Stati Uniti del Sud e di loro non si e ‘ affatto spenta la tradizione.Pensate che ancora oggi a LOUISVILLE,nel Kentucky, ogni anno si celebra il CIGAR BOX GUITARS FESTIVAL che accolgie musicisti professionisti e non da ogni parte del mondo per sfidarsi a suon…di sigari!

Ecco una delle piu' vecchie CIGAR BOX GUITAR ! Risale agli inizi del 1900.

Ecco una delle piu’ vecchie CIGAR BOX GUITAR ! Risale agli inizi del 1900.

Ma gia’ cosi’ il primo Blues e’ una scala pentatonica,con note appiattite e uso del vibrato,grida parossistiche e ritmi sincopati in grado di ” adattarsi ” anche alle fini orecchie dei Massa Inglesi e Scozzesi che, d’altra parte,amavano ascoltare i neri suonare. …Miscelandosi alle suggestioni dei canti Spirituals, al lamento degli Hollers e passando indenni attraverso le Work Songs il Blues delle origini si differenzia poi con ” la Liberazione ” della Guerra Civile. Sbandati, costretti a emigrare nelle paludi da bonificare o assorbiti al nord nel duro lavoro delle Ferrovie gli ex schiavi si trovano a respirare la stessa aria degli emigrati Bianchi, i ” pezzenti tra i pezzenti”, dai quali imparano a suonare la chitarra o l’armonica a bocca. Altri ,piu’ fortunati,incontrano il balsamo della religione Cristiana e ne intuiscono il forte potere liberatorio integrandone i dogmi alla propria individualita’ spirituale. Assistiamo quindi, tra il 1860 e il 1890 alla famosa ” spaccatura del Blues ” che, nell’ambito dello stesso delta del Mississippi,da un lato ” affonda nelle paludi” e dall’altro ” sale al Paradiso”…..
(continua


Una delle primissime registrazioni della Louisville Jug Band,che fece storia grazie al suo leader,Earl McDonald, che poi influenzo’ tutte le altre jug del periodo. 1903 c.a. Il ” PERNACCHIONE ” che sentite ogni tanto e’ ,appunto, la JUG ( il bottiglione).


Molto legata al Ragtime quest incisione della mitica MEMPHIS JUG BAND. 1928 .


E che dire della famosissima band di GUS CANNON? Ascoltate come qui le cose cambiano. Sostituita la JUG con l’armonica si entra nell’epoca nuova del blues…con mescolanze tipicamente Europee. Sempre 1928.