Libri Gratis sotto l’ ombrellone!

 

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Libri, libri, libri!  Cosa c’è di meglio in estate, oltre a un bel bagno a mare e una cena con gli amici, di una sana e interessante lettura, mollemente adagiati sul vostro lettino sotto l’ ombrellone?  Gli ebooks che vi offro oggi sono semplici, interessanti e quasi esclusivi. Vi ricordo che sono di dominio pubblico e quindi li potrete non solo leggere, ma anche regalarli oppure metterli sui vostri blog.  Se vi va potreste anche stamparli, rilegarli e unirli alle centinaia di libri che ciclicamente patriziabarrera.com vi mette a disposizione, sempre sul magico mondo della Old America e degli argomenti ad essa collegati. Alcuni sono in Italiano, altri in Inglese: scaricateli Gratis e velocemente e leggeteli comodamente sul vostro telefonino o tablet.

Eccoli qui.  Cliccate sulle foto e arriverete direttamente al mio sito da cui il download sarà immediato.

 

Amara_ America_ Meravigliosa_,

Un libro amaro e intelligente sui retroscena, le conseguenze e tutto ciò che non si dice sulla scoperta dell’ America. A metà tra saggio e romanzo è un libro che vale la pena di leggere.

 

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Cosa si nasconde dietro la patina perbenista e democratica Americana?  Mafia? Massoneria? Fanatismo?  Scopriamolo insieme in questo libro davvero pungente che ha la sola pecca, per noi Italiani, di essere scritto in Inglese.

 

 

Jim Hamm archi e frecce indiani

Un manualetto semplice e carino, interamente tradotto dall’ Inglese, che vi mostra come i Nativi Americani costruivano archi e frecce.  La trattazione è ricca di disegni e quindi anche voi potrete facilmente costruirvi le armi Indiane, in queste serate con gli amici. Leggero ma non stupido  ve lo consiglio caldamente!

 

witchs of salem

Un libro avvincente che descrive la raccapricciante vicenda delle Streghe di Salem avvenuta nel 1692, con tutti i suoi orrori! Un best seller divenuto poi un bellissimo film che non potete farvi mancare.  In Inglese.

 

rasta marley  alle radici del reggae

Il reggae: un genere musicale appassionante e bellissimo ma soprattutto una filosofia di vita. Bob Marley, ma non solo. Per gli estimatori del settore questo libro sarà davvero una nuova bibbia.

 

Questi sono i libri, ma ricordate: su patriziabarrera.com troverete molto molto altro.

La mia musica, cover old America ma anche tante bellissime inedite scritte da me, e poi contenuti GRATUITI, regali e perfino uno shop legato alla tradizione dei Nativi Americani. Potete accedervi facilmente senza registrazione , ascoltare musica unlimited e perfino vedere dei film!  E, se vi va, potreste acquistare una delle mie canzoni o uno dei libri scritti da me, dando così un valido supporto al mio faticoso lavoro di auto-produzione che da anni cerca di offrirvi contenuti di qualità alla portata di tutti.  Ma ora godiamoci il trailer del sito e..queste ultime giornate estive.

 

A presto!

 

 

Barbecue : dall’ America..con gusto.

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Tempo d’ estate, tempo di grigliate. Che bello riunirsi con parenti e amici al profumo della carne o del pesce arrostito sulla brace, e al fresco sapore degli aromi che si sprigionano dalla bistecca appena  cotta! In realtà ciò che oggi facciamo nelle nostre serate estive non è proprio un barbecue , e nemmeno gli Americani, da cui abbiamo preso la moda , lo fanno. In definitiva oggi noi indugiamo in allegre grigliate perchè il vero barbecue, quello nato tanti tanti anni fa, beh… è un’ altra cosa.
Cominciamo col dire che arrostire la carne o il pesce sul fuoco è un’ usanza molto antica e polivalente: da un lato infatti ha un ‘ importanza pratica, cioè la conservazione del cibo. Dall’altra, cosa non trascurabile, ha un significato conviviale e sociale. Ed è proprio quest’ ultimo aspetto che ne ha permesso la diffusione in tutto il mondo.
I primitivi lo facevano già: molte pitture rupestri risalenti a quattrocentomila anni fa lo testimoniano, in Africa quanto in America .   E’ un’ usanza caratteristica di tutti i popoli che vivono di caccia, e la ritroviamo allo stato originario ancora in Amazzonia e in moltissime zone di una Nuova Zelanda vergine e incontaminata.
Noi Europei l’ abbiamo copiata dagli Americani.  Ma loro da dove l’ hanno presa?
C’è una vecchia diatriba su questa ” scoperta ” : la tesi più acclarata è quella dei Nativi di Taino, una bella isoletta Caraibica, che usavano scavare una buca più o meno grande quanto un letto singolo, in cui ammassavano la legnai e sulla quale sistemavano un traliccio di canne o rami verdi su cui poi cuocevano indifferentemente carne, pesce o frutta. A dirla tutta gli Indigeni vi cucinavano un po’ di tutto e la tenevano perennemente accesa, anche a scopo difensivo o per riscaldarsi di notte.  Molti ci dormivano accanto..e non solo.

 

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Molto fumo e poco arrosto. Questa è una delle prime iconografie risalenti al 1500 dove appare , molto semplificata, l’usanza del Barbecue.

Questa enorme griglia, che loro chiamavano “barabicu ” , aveva funzione rituale e orgiastica, e non di rado i frequenti accoppiamenti che seguivano feste tradizionali legate alle stagioni o agli eventi si svolgevano proprio in loro prossimità. IN questo caso il termine barabicu veniva sostituito da ” Barbacoa “, probabilmente dagli stessi Spagnoli..

Si dice infatti che i primi a ” scoprire ” questa appetitosa usanza siano stati gli Spagnoli intorno al 1520, che la annotarono nei propri diari e la esportarono nel Vecchio Mondo. Ne godettero anche molto, visto che già nel 1540 l’ esploratore Hernando De Soto  pensò di portare nel Nuovo Continente addirittura dei maiali che, come i cavalli, in America non esistevano affatto. L’ idea gli venne per rafforzare un po’ il menu delle grigliate che, a causa dell’ asperità del luogo e della cultura Nativa, era piuttosto…vegetariana!  La carne era scarsa e il barbecue era praticato in quelle zone proprio al fine di conservare quella poca che c’era e che, con la cottura lenta e prolungata, acquistava un sapore impareggiabile e una resistenza agli agenti atmosferici quasi invincibile!

La tecnica era semplice ma efficace: la griglia teneva sollevato il cibo dal terreno, impedendo agli animali di contaminarlo o di sottrarlo, il fumo teneva lontani gli insetti e in più creava una leggera crosticina che garantiva il mantenimento dei succhi interni , grazie anche alla spennellatura in superficie di sale o erbe aromatiche. Il risultato era eccezionale. L’ Europa se ne innamorò e il termine barbecue entrò ben presto nel vocabolario mondiale. Nel 1697 in Gran Bretagna indicava un giaciglio per dormire ( un letto caldo , ci auguriamo non proprio sulla brace) ma nel 1769 la moda era ormai di dominio pubblico visto che anche George Washington, primo Presidente degli Stati Uniti, annotava nel suo famoso diario ” Oggi, 12,30, barbicue sull’erba “.
Riguardo la paternità della scoperta, tuttavia, le varie Nazioni non concordano.
I Francesi, come di solito in materia culinaria, se la attribuiscono con forza affermando che ciò che notarono gli Spagnoli illo tempore ai Caraibi non era affatto un barbecue bensì una sorta di enorme grill a bassa temperatura. I Taino, infatti, lo utilizzavano per cuocere qualsiasi cosa e si sa che con il pesce o gli ortaggi questo tipo di cottura secca molto gli alimenti, per cui il termine ” cottura prolungata ” non può essere esatto. IL vero barbecue cuoceva la carne per giorni interi, a volte settimane, e il risultato era nettamente diverso rispetto a quello osservato dagli Spagnoli.
Furono quindi gli Esploratori Francesi a praticare il barbecue D.O.C. e nello specifico, ai primi del 1600, i cacciatori di pelli che, per ovvie ragioni, si trovavano a disposizione enormi quantità di carne che non sapevano come conservare e che era enorme spreco buttare.
La vera scoperta, quindi, almeno secondo i Francesi, avvenne nei territori del Canada ad opera delle tribù locali come gli Irochesi o gli Uroni, che commerciavano con i Francesi i e insegnarono loro la vecchissima arte della conservazione della carne. A pensarci bene la cosa fila a meraviglia, giacchè i cacciatori di pelle erano stanziali e spesso si trovavano intrappolati nei lunghi inverni delle foreste, quando tornare a valle era impossibile. La caccia si svolgeva tra la primavera e l’ estate e quindi conservare la carne diventava una priorità. Inoltre la foresta forniva legno eccellente, secolare e di lunga durata che garantiva ancor meglio una cottura impeccabile.
I cacciatori spellavano le vittime, le privavano delle interiora, che offrivano ai loro cani, e cuocevano tutto il resto, zampe e testa comprese. Oltre lepri, daini e cervi i Francesi adoravano arrostirsi la carne di capra, che era facile da cacciare e gustosa da mangiare.
Dire ” Oggi ho mangiato un’ intera capra de la barbe a la queue ( cioè dalla barba alla coda ) divenne un ‘abitudine, da cui il termine ” barbecue “.
C’è poi chi , anche se timidamente, attribuisce l’origine del termine ad un cowboy Texano divenuto poi, ai primi del 1800, proprietario di un ranch. Costui usava marchiare i suoi animali con una barra ( Bar in Inglese ) a cui aggiungeva le sue iniziali B.Q., da cui poi Bar-B.Q. Una tesi un po’ arzigogolata ma comunque da tenere in considerazione.

 

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Molto più realistica questa scena di barbecue ambientata nel 1887 nella Virginia del Sud. Il dipinto, di Horace Bradley, mostra la fossa con sopra il tralicciato di canne, una tecnica ancora oggi usata in molti Paesi dell’ America del Sud.

Chi ha ragione? Non lo sapremo mai. Ciò che conta è che, fortunatamente, la moda si diffuse e oggi non potremmo più farne a meno.
Certamente la tecnica moderna è molto diversa da quella originaria, anche perchè le necessità sono diverse. Oggi preferiamo far cuocere la carne solo per pochi minuti e rifuggiamo il fumo, fondamentale invece per il vero barbecue, come fosse la peste. Piuttosto che con gli aromi condiamola carne con le salse e l’ abitudine di unire alla grigliata anche pesce , ortaggi o frutta è presente solo in alcune zone del Sud America ma praticamente inesistente in Europa.
Anche i tagli di carne sono diversi: tra i Nativi del Nord in origine erano molto in voga scoiattoli e opossum, mentre tra quelli del sud la scelta era più ampia. Per noi Europei non c’è barbecue senza carne di maiale, mentre gli Americani prediligono solitamente la ” fettona ” da un chilo accuratamente sgrassata ma ” unta ” da salsine sicuramente meno digeribili. Il pollo e il tacchino prendono sempre più piede, mentre un barbecue a base di selvaggina è sicuramente un evento.
Non disprezzabile l’utilizzo del pesce e degli ortaggi che, tuttavia, non regge il confronto con l’amore per la carne.
Comunque sia cucinare alla griglia è per molti quasi un rituale che allieta le feste in famiglia e permette una modesta socializzazione col prossimo.
E ora una gustosa mappa dei cibi preferiti dagli Americani per le loro grigliate, quasi una specialità per ogni Stato. La mappa è di SLATE, la famosa rivista Americana, che si è data molto da fare per delineare un quadro culinario del Continente.  Il risultato è quanto meno singolare e vale la pena illustrarvelo.

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Vieni a trovarmi sul mio sito.  Tanti contenuti interessanti per te!

 

Arrivederci…a tra un po’.

 

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Salve Cari Amici.

Per motivi personali il blog Magic Old America e l’altro mio blog Patrizia Barrera Music resteranno fermi per un po’.

Mi auguro di tornare presto tra Voi con altri entusiasmanti post. Per ora non posso che ringraziarVi per l’affetto e la stima con cui mi avete sempre seguita. Il mio non è un Addio ma un semplice Arrivederci. Vi ricordo che il mio sito ufficiale patriziabarrera.com rimarrà attivo e potrà essere terreno di nuovi incontri.

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A presto!

 

Film GRATIS su patriziabarrera.com!

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Proprio così, cari Amici.

Da sempre cerco di offrire a tutti gli appassionati del Blues , del Jazz e della Old America in generale contenuti interessanti e GRATUITI al fine di arricchire le Vostre ( e le Mie ) conoscenze su questo meraviglioso mondo che non c’è più.

Su patriziabarrera.com, oltre  chiaramente alla mia musica in stile Blues e Jazz , Cover ma anche Inedite scritte da me con testi in Italiano, potrete trovare tanto tanto materiale in grado di farVi trascorrere piacevolmente qualche pomeriggio noioso.

I Libri Gratis, da leggere e scaricare, utilissimi per chi studia o semplicemente vuole approfondire il mondo della Old America. Sono libri di Pubblico Dominio che potrete anche regalare , stampare o anche riproporre sui vostri siti. Li trovate in Italiano e in Inglese.

La Radio Gratis : un collegamento speciale a tutte le maggiori radio Italiane e Straniere, con la possibilità di accedere a milioni di brani in streaming  suddivisi in centinaia di generi musicali senza limiti di orario!

Il Blog patriziabarrera.com, tanti approfondimenti al mio blog più famoso Magic Old America.

La canzone Gratuita: un brano omaggio che ciclicamente interpreto e registro appositamente per chi mi segue .

Tanti Album incisi e prodotti da me che trovate a  prezzo ridotto rispetto alla cifra  richiesta dai grandi negozi digitali. Acquistando sul mio sito potrete beneficiare di uno sconto notevole e  darete un valido aiuto al mio lavoro di artista indipendente.

Inoltre L’Album ITALIAN BLUES e FREE ALBUM sono in FREE DOWNLOAD!

E, per chi volesse avvicinarsi alla cultura e alla saggezza dei nativi Americani ecco NATIVE AMERICAN SHOP, un negozio ricco di libri e prodotti naturali tipici di questo grande Popolo che cerca di sopravvivere ad uno sterminio che NON E’ ANCORA FINITO. Molti dei prodotti proposti sono equo-solidali, quindi parte del ricavato andrà alle tribù autrici dei manufatti offerti o dei prodotti da loro coltivati.

E poi, chiaramente, i Film Gratis: ogni settimana patriziabarrera.com  Vi offre una selezione dei film in streaming più belli e interessanti sulla Old America che Vi faranno toccare con mano la realtà e i fatti di cui tratto nei miei blog.  Clicca sulla foto per andare al film  oppure clicca sul titolo del film se vuoi maggiori info.

Questa settimana:

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Balla coi Lupi.   Un film cult con uno strepitoso Kevin Kostner che non può mancare alla Vostra collezione cinematografica.  UN racconto minuzioso e storicamente adeguato sulle vicende dell’ultima Frontiera Americana e uno spaccato molto realistico sulla cultura e le usanze dei Sioux Lakota.  Bellissimo!

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Via Col Vento :  un capolavoro del 1939 che non diventa mai fuori-moda. La Guerra di Secessione e la saga di una famiglia del Sud che si intrecciano in un racconto storico davvero ben descritto e frutto di una ricerca storica davvero ben fatta! E poi–come resistere alla storia d’amore tra il Capitano Buttler e la bellissima Rossella O’Hara?

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Bessie :  la vita, le amarezze e l’intensa carriera artistica di Bessie Smith, l’Imperatrice del Blues. Un film non molto conosciuto qui in Italia ma ricco di musiche davvero belle. Da guardare.

 

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La Bamba  : la breve storia musicale di Ritchie Valens,  astro nascente della musica mondiale nell’America degli anni ’50 e morto tragicamente a 18 anni in un incidente. UN film leggero ma nostalgico di un’epoca incorniciato dalle stupende musiche di Carlos Santana.

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Mammina Cara :  Joan Crawford, una delle ultime dive del cinema Americano ante-guerra, in un ritratto impietoso della figliastra che ne descrive le manie, la follia, l’incapacità di amare. Dall’omonimo libro un film toccante e di sicuro impatto.

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Killing Lincoln  :  gli ultimi giorni di vita del Presidente Abramo Lincoln prima del suo assassinio , avvenuto per mano di John Wilkes Booth. Il complotto, le motivazioni, la preparazione dell’omicidio. Molto forte.

Vi aspetto sul mio sito! A proposito: Niente registrazione,Niente newsletter, Niente limiti di orario, Niente pubblicità.  Bello, no?

Patrizia Barrera

 

 

 

Oh, Holy Night: viaggio a Parigi

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( continua)

La mattina del 3 dicembre 1847 Monsieur Cappeau salì frettolosamente sulla diligenza che lo avrebbe portato a Digione. Da lì si sarebbe poi recato a Baume, dove lo aspettava il più grande commercianti di vini della Côte d’Or, Monsieur Lacette, suo affezionato cliente da anni. Questa volta però si trattava di un grosso affare, poichè Lacette si era ingrandito e ora vendeva la sua etichetta direttamente a Parigi. I Cappeau erano gli unici vinai di Roquemaure con cui l’azienda commerciasse, grazie all’alta qualità delle botti di rovere e al fatto che fossero anche gli unici che rispettassero a pieno le ferree regolamentazioni del Consiglio di Stato sulla dicitura DOC. Le botti sarebbero poi arrivate a Beaume via Rodano e dovevano essere marchiate una per una con le lettere CDR , che stavano per Côte du Rhone, unitamente alla data di produzione: ma non bastava. Proprio quell’anno un decreto obbligava i produttori all’apposizione in più del simbolo della Parrocchia d’origine e limitava la calibratura delle botti a due soli modelli, definiti standard. C’era di che impazzire. E tuttavia il buon Placide si ritrovò improvvisamente a pensare che il Natale era vicino e che l’impegno preso con Monsignor Nicolàs non era stato ancora rispettato. O , meglio , non del tutto. Qualcosa aveva già messo su carta, qualche frase d’impatto lasciata nel vuoto a riprova degli strani concetti che gli ronzavano in testa. Sospirando tirò fuori dalla valigetta un’agenda di appunti dove, tra un conto e l’altro, aveva ficcato quei poveri scritti. IL viaggio sarebbe stato molto, molto lungo e in mezzo ci sarebbe stata più di una locanda: questa volta gli affari lo avrebbero tenuto via da casa per almeno una settimana.

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Oh, Holy Night: storia di un miracoloso ateo

Storia vera di una canzone di Natale raccontata a Voi con lo stile di un romanzo. Una nuova esperienza per me che dono miei Lettori con un pizzico di apprensione.  Buona Lettura!

 

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E’ un freddo pomeriggio d’autunno del 1847 e Monsignor Eugène Nicolas, Abate della Parrocchia di San Giovanni Battista nel ridente paesino di Roquemare in Francia, si aggira nervosamente tra i banchi della Chiesa, desideroso di ridare lustro e splendore a quella costruzione ormai mezzo diroccata, che si stava ancora riprendendo dall’ultima inondazione del Rodano del 1840. Quella che allora era una bella Chiesa in perfetto stile gotico stava cedendo sotto le pressioni dell’umidità e del tempo. Le vetrate della Navata centrale erano tutte da rifare e la terza cappella a destra, che risaliva addirittura al XV secolo, versava in uno stato pietoso. L’unico pregio di quella che una volta fu il centro religioso e sociale del paesino era il monumentale organo, realizzato nel 1690 dai fratelli Barthélémy e Honoré Julien da Marsiglia, e poi spostato nella Chiesa di San Giovanni Battista nel 1820. Tutto qui. Non era poi molto per un Parroco ambizioso e di temperamento con la testa piena di innovazioni e con pochi soldi in tasca. Progettava per il prossimo Natale di invitare nella Chiesa i Notabili del tempo e probabilmente di organizzare una serata di beneficenza per raggranellare un po’ di soldi: i parrocchiani erano gente semplice e di poca sostanza, contadini o bottegai che vivevano in simbiosi con gli umori del cielo. La vita di Roquemaure dipendeva completamente dai vigneti, che si estendevano per chilometri nella campagna della Linguadoca. I suoi vini erano famosi in tutta la Francia e non pochi commercianti all’ingrosso ne beneficiavano allegramente: sarebbe stato dunque giusto che qualcuno di loro collaborasse alla rinascita della Chiesa. Era però necessario un Evento, una magia esclusiva che potesse attirarli e nel contempo premiarli per la loro generosità.

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Eroine della Guerra di Secessione

Patrizia Barrera

 

Cari Amici,

abbiamo parlato poco fa della storia di una delle più belle e significative canzoni di Natale della Old America, I heard the bells on Christmas Day, nata in quel periodo amaro e difficile della Guerra di Secessione.

Molte furono le donne, sia bianche che nere, che si adoperarono affinchè la causa abolizionista non morisse con l’assassinio del
Presidente Lincoln, mettendo a rischio la propria vita per la causa degli schiavi Africani e della loro eguaglianza.
IN questi articoli potrete leggere la storia di due delle grandi eroine del periodo: alcuni di voi probabilmente conosceranno già i post, che erano presenti sul sito NOIBLOGGHIAMO, che purtroppo ha chiuso. Da oggi però li ritroverete sul mio sito, insieme ad altri bellissimi articoli che ciclicamente preparerò per voi.

 

Harriet Tubman : da schiava ad eroina

 

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Se pensate che la Guerra di Secessione Americana sia stata combattuta solo da grandi eroi e da martiri della rivoluzione..beh, vi sbagliate. Come vedrete tra poco , e come succede frequentemente, mentre gli uomini parlano spesso le donne agiscono. Ed è proprio il caso di questa piccola e minuta donna di colore che viene ricordata dalla storia come il redivivo ” Mosè che porta il suo popolo nella terra promessa “..al femminile.

Nata schiava nella Contea di Dorchester ,in Maryland, nel 1820 la piccola Araminta, figlia di Benjamin Ross e Harriet Green, ebbe un’infanzia del tutto simile a quella delle sue coetanee. Schiava dalla nascita fu poi ”affittata ” a cinque anni ad un’altra piantagione dove venne impiegata nella cattura dei topi muschiati in prossimità dei fiumi ghiacciati. La vita dura e ai limiti delle forze la indebolirono al punto che prese la tubercolosi e fu rimandata indietro, alla piantagione di appartenenza, come ” merce avariata” ….

Leggi l’articolo

Sojourner Truth : e io, non sono una donna?

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Una delle voci più autorevoli dell’Abolizionismo Americano , insieme ad illustri colleghi maschi come Frederick Douglass e John Brown, fu ancora una volta una donna dal nome emblematico  Sojourner Truth (più o meno ” cittadina della verità o colei che segue la verità)

Si trattava di una schiava che, sola analfabeta e povera, rimase incisa nell’ anima Americana come simbolo di una nuova Era, e le cui parole semplici e accorate ancora riecheggiano tra le aule dei tribunali e le sale teatrali.
Isabelle Baumfree nacque schiava nel 1797 in una zona ancora Olandese chiamata Swartekil, a circa 100 km. da New York. Figlia di James ed Elisabeth era di proprietà del Colonnello Hardenbergh, che aveva una piantagione di tabacco nella cittadina di Esopus…

Leggi l’articolo

E non dimenticate di dare un’occhiata a tutto il mio sito! Tanti contenuti interessanti e molto spesso Gratuiti sul magico mondo della Old America: libri, video, radio…e tutta la mia musica!

Christmas Night

Dolcissime canzoni di Natale della tradizione Americana nel mio ultimo album.  Ascolta  I heard the bells on Christmas Day .In esclusiva sul mio sito!

 

 

I Heard the bells on Christmas Day.Pace in terra agli uomini di Buona Volontà

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Cari Amici, come di consueto prendiamoci un po’ di pausa dagli articoli classici e diamo spazio alla storia delle canzoni di Natale.

Per la prima volta questo articolo verrà pubblicato integralmente solo sul mio sito ufficiale. Ciò allo scopo, non lo nego, di farmi conoscere da un pubblico più vasto non solo come blogger ma soprattutto per ciò che profondamente mi sento e cioè un’autrice e interprete Blues, Jazz e old America style.  MI auguro che questa scelta non vi rechi disturbo ma anzi possa ampliare il campo dei vostri interessi e offrirvi qualcosa in più. patriziabarrera.com, infatti, è ricco di contenuti interessanti e molto spesso GRATUITI. Potrete trovare tutta la mia musica in ascolto GRATUITO, ma anche libri, films, radio e molto altro in

Free Download dedicato all’affascinante mondo della Old America.

Non dimenticate il mio Native American Shop, dove troverete tanti libri e prodotti naturali, di cui molti equo-solidali, che vi faranno conoscere le basi della cultura Nativa Americana.

Sarei grata a tutti voi se decideste di acquistare una delle mie canzoni: potete farlo direttamente su patriziabarrera.com  oppure sui grandi negozi digitali. Se non vi va di acquistare..condividete il mio sito. Sarete un valido aiuto al mio faticoso lavoro di auto-produzione.!

Un bacione e..Buona Lettura!

 

patriziabarrera.com

 

 

E’ la notte di Natale del 1864. Un maturo signore dalla faccia devastata è triste e solo nello studio della sua grande villa in Cambridge, Massachussetts
. Il camino è acceso , i servi sono via e l’aria è piena del sapore della Festa. Lontano le campane della chiesa chiamano a gran voce i fedeli per la messa di mezzanotte, quando finalmente le Porte del Cielo si apriranno e il Bambinello troverà posto nella mangiatoia. Ma l’uomo non riesce a gioire: metà dell’America si sta trucidando da sola nel più grande disastro della storia, la guerra di secessione, colei che mieterà più vittime delle due guerre mondiali messe insieme. Da abolizionista convinto egli non può che appoggiare in pieno le ultime parole del Presidente Lincoln, che proprio pochi giorni prima in un proclama affermava :
“Che l’intero popolo riposi nella speranza che il nostro operato rispecchi la volontà Divina, che l’anelito ad una Nazione Unitaria sarà ascoltato in Alto e che Dio benedica le nostre azioni e nel contempo perdoni i nostri grandi peccati …..affinchè presto il nostro Paese ora diviso sia unito e libero dalla sofferenza e possa tornare alla precedente condizione di felicità e di pace… ”
Tuttavia egli sa, come ormai lo sanno tutti, che questa guerra durerà ancora a lungo e che trascinerà dietro di se’ il lutto di un intera generazione. Il suo credo antischiavista è ancora trepidante e puro, e vibra con la stessa forza con la quale ha sempre combattuto a fianco di personaggi del calibro del Governatore del Massachussetts John Andrew e dopo aver stretto la mano dell’adorato Presidente Lincoln!
Eppure com’erano lontani i giorni della sua giovinezza, quella sera di Natale! Oltre al dolore della guerra il suo cuore è spezzato per due terribili sciagure che hanno colpito da poco la sua famiglia, e che, nella sera della Vigilia, acuiscono il senso di impotenza e di solitudine: la morte dell’amata moglie Fanny, avvenuta solo due anni prima, e il ferimento dell’adorato figlio Charles, che combatteva per la Patria in questa odiosa guerra e che ora giace paralizzato per sempre nella sua camera da letto…a soli 19 anni!

L’animo impulsivo e convinto dell’uomo per la prima volta si incrina. Egli tocca con mano la ferocia della guerra e la devastazione della sua vita; nemmeno il laudano e l’etere, che da tempo gli fanno compagnia, riescono a lenire il suo dolore. Eppure, in un rigurgito di estrema poesia, quella buia notte di Natale egli scriverà una delle pagine più accorate e struggenti della letteratura Americana, versi sublimi che incarneranno alla perfezione il sentimento popolare e che rimarrano incise per sempre nel cuore dell’intera Nazione…
Ma di chi sto parlando?

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Un bellissimo dagherrotipo di Henry Longfellow  del 1850

L’uomo è il famoso poeta Henry Wadsworh Longfellow, una delle eminenze letterarie del tempo , autore di chiara fama e stimolo insigne per gli intellettuali e gli idealisti del tempo. La sua è stata una strada in ascesa densa di meritate vittorie e le sue opere hanno presto trovato un collocazione definitiva nell’Olimpo della storia.
Nato nel 1807 a Portland, nel Maine, proveniva da una famiglia ricca e illustre. Il padre era un famoso avvocato ma il fiore all’occhiello della genìa era sicuramente il nonno Peleg, che da giovane aveva combattutto durante la guerra di Indipendenza Americana a fianco di Giorgio Washington, dal cui rapporto era uscito rispettato e vincente.
Ma la famiglia ha origini antiche: pare che gli avi fossero i discendenti diretti di John e Priscilla Mullins Allen, due sopravvissuti del Mayflower..cosa di cui tutti i componenti andavano molto fieri e che consolidava ancor più il profondo sentimento di appartenenza a quella terra.
Henry e i suoi sette fratelli vivevano felici in una enorme magione dove l’Arte e la Cultura facevano da assidui compagni. E’ un bambino molto precoce, al punto che a soli 3 anni viene iscritto a scuola e a soli 6 legge e scrive talmente bene da riuscire a entrare nella prestigiosissima Accademia di Portland dove, manco a dirlo, si dimostrerà presto all’altezza delle aspettative: è vivace , attento e ha attitudine per le lingue. A 13 anni il suo primo Poema The Battle of Lovell’s Pond, verrà pubblicato sulla gazzetta di Portland. A 15 si è già fatto un nome in ambito letterario dimostrando una enorme prolificità: prima ancora dei 18 anni ha già pubblicato 40 poemi, 24 dei quali finiranno addirittura sul The United States Literary Gazette.

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Ecco il ritratto del giovane Henry Longfellow a 13 anni, così come apparve sulla Gazzetta di Portland

A 18 anni è già professore di lettere antiche presso la stessa Accademia in cui si è diplomato; ma il ragazzo è ambizioso, curioso, assetato di cultura. Pare che lo stesso Rettore Benjamin Orr gli abbia in parte finanziato un viaggio in Europa, che durerà ben tre anni, con il fine di ampliarne gli orizzonti e metterlo in grado di parlare ( e scrivere ) correntemente Spagnolo, Francese e Inglese. Tornerà in America nel 1829, ma la sua fama lo ha già preceduto: al suo attivo porterà un appassionante diario di viaggio, che verrà poi pubblicato a puntate col nome di Outre-Mer: A Pilgrimage Beyond the Sea e che diventerà un bestseller per quei tempi.
Nel frattempo trova anche il tempo di sposarsi con una sua compagna di classe, una bella ragazza dal carattere tranquillo, Mary Storer Potter. Non sarà un vero e proprio matrimonio d’amore ma il giovane Henry si affeziona presto alla moglie, che gli fa anche da segretaria e copista. La giovane coppia aspira ad una sistemazione più prestigiosa di quella offerta dall’Accademia, e questa inevitabilmente arriva l’anno dopo il matrimonio, quando addirittura Harvard gli offre la Smith Professorship of Modern Languages a patto che la coppia si trasferisca in sede immediatamente. Henry però è turbato, tentenna: la giovane moglie è incinta di 6 mesi e la gravidanza non sembra procedere molto bene. Tuttavia Mary, che ama sinceramente il marito, insiste e riesce a convincerlo ad accettare l’incarico.
Il viaggio è lungo e faticoso e, a causa del prematuro distacco della placenta, il bambino muore prima ancora che i due arrivino ad Harvard. I medici tuttavia non reputano necessario un ricovero in Ospedale e la coppia , seppure addolorata, si stabilisce nella nuova casa offerta dall’Università. Ma la situazione precipita: un residuo di placenta è rimasta nell’utero di Mary e provoca una setticemia fulminante. A quei tempi non c’era nulla da fare e dopo due strazianti settimane di agonia la giovane sposa muore a soli 22 anni, lasciando un compagno distrutto e oppresso da enormi sensi di colpa. Sarà il primo grande dolore di Longfellow, dal quale non si riprenderà velocemente.

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Ecco un ritratto della sfortunata Mary Storer Potter, a circa 20 anni.

In preda ad un febbrile e postumo amore per la sua compagna ne farà imbalsamare il cadavere che verrà poi esposto in perpetuo nel cimitero di Mount Auburn. Per lei scriverà Footsteps of Angels, un poema ispirato alla loro tragica storia d’amore, e molte altre opere tra poesie e novelle.
Poi, come spesso succede, il tempo lenisce il dolore. Longfellow è un uomo giovane, ricco , famoso e ben inserito nel suo contesto sociale: cova ancora il desiderio di mettere su famiglia e mette gli occhi su una bella e giovane fanciulla, ” Fanny ” Appleton, figlia di un industriale di Boston. Costei però si lascia deisderare; è una promettente pittrice e teme che il matrimonio con un uomo peraltro così famoso potrebbe infrangere i suoi sogni, come in realtà poi fu. Inizia quindi un lunghissimo corteggiamento da parte di Longfellow, sette lunghissimi anni in cui ogni giorno tornando da Harvard l’uomo sosta sotto il balcone della ragazza in attesa di un suo sguardo, passando per il ponte di Boston. La cosa diviene di dominio pubblico, tanto che quando il ponte di Boston verrà demolito nel 1906 quello nuovo fu appellato Longfellow Bridge.
Chi la dura la vince: il 10 maggio 1843 Fanny capitola, probabilmente vinta dalla caparbia dell’uomo che comunque in quegli anni ha imparato a conoscere.

Christmas Night

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Il loro sarà un matrimonio felice coronato dalla nascita di ben sei figli e durerà 18 anni. Poi, improvvisamente, la tragedia.
Molte volte, nei tempi della sua vecchiaia, Longfellow ripenserà a  quella sera vergata a sangue sul suo diario.
“Fa caldo in questi giorni, così caldo che non vediamo l’ora che si alzi la buona brezza marina e ci sollevi da quest’aria pesante….. fangosa e oppressiva in questi giorni di guerra. La mia povera Allegra ( una delle figlie) soffre tanto per questo caldo insistente ed Edie ( altra figlia) è costretta a tagliarsi i capelli , poichè tenerli raccolti non le dà abbastanza sollievo… ”
Queste due ultime frasi egli le ricorderà per sempre, poichè saranno il preludio del dramma che di lì a poco sprofonderanno l’intera famiglia nell’angoscia.

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Vita da squaw: i crimini della Fede

inquisizione Spagnola in America Magic Old America

(continua)

Preceduta dagli orrori del Tribunale di Lima (1569) e di Città del Messico ( 1570) e dalla tremenda ondata cattolizzatrice di Filippo II di Spagna, l’inquisizione approdò nelle Americhe con tutto il suo incredibile potere moralizzatore e la sua virulenta missione purificatrice. I vari Monarchi se ne erano serviti abbondantemente per ripulire la Spagna da Ebrei, Mori ed Eretici fin dal 1478, con l’obiettivo ufficiale di frenare il pericolo Protestante al di là dei Pirenei e con quello reale di incamerare i favolosi beni dei nemici in Patria. Sembrò quindi logico esportarla anche in quelle terre lontane, dove molti degli ” Eretici ” si erano rifugiati e dove necessitava apporre un sigillo Cattolico sulle ” iniquità ” impudiche degli Indigeni. In definitiva nei primi decenni l’Inquisizione si limitò a perseguitare gli Ebrei e non di rado a frenare gli eccidi delle milizie Spagnole e dei Conquistadores, accecati dal miraggio dell’oro. In seguito camminò a braccetto con le atrocità Spagnole superandole di gran lunga e rivolgendosi in particolare agli Indigeni riottosi e alle donne.

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