Old America :Il Natale vien dalla Virginia

holidaydecorating
Ormai siamo abituati al Natale Americano. Enormi alberi di Natale e decorazioni fiabesche danno l’ impressione di entrare in un mondo incantato, in cui troneggiano pupazzi di Babbo Natale in dimensione umana e renne dagli occhi lucidi, che non a caso si rifanno alla tradizione ormai consolidata del piccolo Rudolph. Abbuffate colorate si alternano a brevi periodi di raccoglimento, in cui tutti si sentono più buoni; e i negozi di giocattoli e di dolciumi letteralmente scoppiano di prodotti, alcuni dei quali finiranno nelle mani di associazioni assistenziali che, almeno in questo periodo, si ricorderanno dei poveri del mondo.
Montagne di regali si affollano sotto alberi e presepi mischiati a pensierini furbamente artigianali; e ogni nostra giornata si apre al suono magico dei canti tradizionali che echeggiano da improbabili emittenti televisive, per lo più laiche, che fino all’ altro ieri si scagliavano sulle contraddizioni della religione.
Di questa atmosfera a tratti magica a tratti banale ormai non potremmo più farne a meno. Levare pensieri nostalgici al senso di comunione vera che dovrebbe nascere nei nostri cuori in un periodo di riflessione piuttosto che di consumo avrebbe il sapore di una falsa retorica e di una banalità aggiunta. Tuttavia mi piace offrirvi una suggestione diversa, un tuffo nel passato per comprendere come sia venuto fuori il Natale che conosciamo nella speranza forse di recuperare quello che abbiamo perduto.

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Santa Baby : Babbo Natale , regalami una pelliccia!

Santa baby: Babbo Natale regalami una pelliccia

Cari Amici,
benchè le Feste siano ormai finite voglio raccontarvi la storia di una delle canzoni di Natale più singolari della tradizione Americana, praticamente sconosciuta al pubblico Italiano ed entrata tra
” I Classici ” a scoppio ritardato. Ironica e maliziosa, portata al successo da una sensualissima artista da night famosa in spettacoli di Burlesque, com’era prevedibile nel 1953 fece scandalo.
Si tratta di una vera dissacrazione dell’icona del Natale, che tuttavia brilla di una luce tutta sua: se siete affezionati ai brani lacrimosi e stucchevoli con ordinate famigliole accanto al fuoco..beh, questo brano non è per Voi. Per la prima volta, così come fu con un’altra canzone del periodo
I saw mommy kissing Santa Claus “, la Sacra Festa viene privata di falsi orpelli e ridotta, con grazia e malizia, a ciò che è realmente nella mentalità generale: attesa di doni , occasione di fugaci licenziosità e pretesto di ipocrita beneficenza.
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Rudolph, la renna dal naso rosso.

Rudolph, the red noise reindeer 1939

Chi non si intenerisce ascoltando la favola di Rudolph, la renna dal naso rosso? Benchè partorita tanti anni fa, la favola della creatura ” diversa “e per questo messa da parte dai suoi simili finchè non viene riabilitata da Babbo Natale in persona, è scolpita nel cuore di ogni bambino che in essa rivive e supera i propri complessi.
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Frosty the Snowman, una favola senza tempo.

Frosty the snowman

E concludiamo la nostra parentesi Natalizia con una delle canzoncine forse più amate dai bambini Americani, una gustosa storiella nata a sua volta da una di quelle tante leggende sull’inverno che le nonne raccontavano ai nipotini seduti davanti al camino.
Sto parlando chiaramente di ” Frosty the snowman ” ancora una volta un brano NON Natalizio divenuto poi un’icona del Santo Periodo.
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The Little drummer boy o la favola della Povertà.

the little drummer boy

Probabilmente i più ” grandicelli ” tra i miei lettori hanno letto di questa canzone, che in origine era una leggenda, sui vecchi libri delle elementari; sapete, i vecchi sussidiari sui quali il periodo dell’Avvento era accompagnato da poesie e favole in grado di sprigionare il sapore di altri tempi. Anche a me è capitato sotto mano uno di questi vecchi libri. Era nascosto in un cassetto e probabilmente apparteneva agli alunni di mio padre, che era maestro. Ebbene, la favola del piccolo tamburino era proprio lì, davanti ai miei occhi. Confesso che la canzone ” The Little Drummer Boy ” di cui vi parlerò oggi non mi aveva mai incuriosita o appassionata particolarmente. Anzi, sotto molti aspetti la consideravo quasi una canzoncina di serie B dall’immeritato successo. Ma dopo averla letta e percepita profondamente nella sua semplicità mi sono accorta del mio enorme errore. Il suo messaggio, così limpido e puro, mi ha in breve conquistata e adesso sono qui per portarla a voi come un dono.
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▶ Amazing Grace , il mio augurio di Natale.

Scarica Gratis questa canzone dal mio sito.
Buon Natale a tutti voi!

Leggi la storia della canzone!

Il brano è stato interpretato da me Live.

Merry Christmas, darling. Una vera canzone d’amore.

Merry Christmas, darling

Può una canzone d’amore diventare un gettonatissimo brano di Natale ed entrare nella tradizione ? A quanto pare SI, se consideriamo la storia poco conosciuta di ” Merry Christmas, darling ” che sto per raccontarvi.
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I saw Mommy kissing Santa Claus, scandalo a Natale.

I saw mommy kissing Santa Claus Il Natale della tradizione Americana, si sa, è quello classico delle stelline colorate, i bastoncini di zucchero e i buoni sentimenti. Molti Autori che di professione scrivevano canzoni per il periodo Natalizio tra gli anni ’30 e’60 ci si erano arricchiti , disegnando scene mielose e accattivanti in cui la sacralità del Bambinello e la Verginità di Maria andavano a braccetto con i fiocchi di neve che stendevano candidi mantelli sui tetti delle case e sugli alberi stracolmi di luci e palline.
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SLEIGH RIDE, una canzone da Record!

Sleigh Ride
Una delle canzoni più famose di Natale..in realtà non parla di Natale! Sleigh Ride è uno di quei rari esempi in cui la tradizione popolare assegna ad alcuni brani un significato diverso da quello originario, come era già accaduto qualche anno prima con Winter Wonderland.
Entrambe le canzoni parlano della neve e dei suoi momenti giocosi in compagnia degli amici. Tuttavia Sleigh Ride aggiunge, già nella prima incisione, il suono dei campanellini della slitta e il nitrito dei cavalli..e questo concesse al brano un sapore assolutamente Natalizio.
Non si tratta neanche di una canzone assolutamente originale visto che, su dichiarazione diretta del Compositore, l’ispirazione orchestrale gli venne dal grande Wolfang Amedeus Mozart che nel 1791 scrisse proprio di una corsa in slitta prendendo a sua volta spunto da un famoso pezzo del padre Leopolod, che ne aveva già scritto uno nel 1755!
Brano di record, quindi, Sleigh Ride: aggiungiamoci anche che secondo l’ASCAP è il brano più suonato a Natale da 50 anni e il quadro è completo.
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