Il Linciaggio di New Orleans: vittime innocenti di una politica razzista

 

 Italian rioters breaking into a Parish Prison, New Orleans, 1891. (Credit: World History Archive/Alamy Stock Photo)

 

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Negli anni che intercorsero tra l’ omicidio di Guerin e quello del Capitano David Hennessy jr ,James D. Houston aveva fatto strada: divenuto sceriffo nel 1871 e poi elevato al rango di Esattore capo per il quinto Distretto di New Orleans era divenuto quasi un simbolo di restaurazione dei vecchi ideali Vittoriani e razzisti, e ritenuto un modello per i nostalgici esponenti della crema dell’ Aristocrazia locale.  Aveva il grilletto facile e sputava facilmente sui neri e su quegli straccioni degli immigrati Italiani, che per lui erano tutti mafiosi. Tale comportamento, piuttosto che declassarlo davanti all’ opinione pubblica, ne aveva fatto quasi un eroe, osannato dai vecchi Confederati e dai nobili decaduti, che si erano visti soffiare dalla Guerra di Secessione gran parte delle loro proprietà e privilegi. La sua fama era al culmine ed era tanto stimato che, nel 1883, non solo riuscì a farla franca dopo aver ammazzato il  Capo della Polizia del suo Dipartimento ma addirittura questo omicidio rappresentò il trampolino di lancio in una vita di fama e ricchezza, complice il periodo di grande destabilizzazione politica e sociale .

Subito dopo la fine della Guerra di secessione e fino alla fine degli anni ’20 la Louisiana e in particolare l’ area di New Orleans, era una vera polveriera in grado di saltare per una minima scintilla. Soprattutto in periodo di elezioni bande di sobillatori al servizio di questo o quel candidato usavano  minacciare fino dentro le proprie case i possibili elettori, spingendosi quasi davanti alle urne ed esponendo in bella vista armi contundenti e pistole. Ciò non solo riduceva enormemente l’ affluenza alle urne ma generava scontri armati alla luce del sole tra gli scagnozzi di questa o di quella fazione. Era quindi necessario, per i candidati, circondarsi di una vera e propria Forza Armata che li difendesse dalle teste calde e che soprattutto rappresentasse uno scudo per i loro elettori. Houston , con il suo passato da poliziotto, fu quindi assoldato dal candidato Samuel D. McEnery perché gli coprisse le spalle durante tutta la campagna politica.

IL 14 dicembre 1883, inspiegabilmente e in corso di elezioni, ci fu una sparatoria proprio davanti al Municipio, dove si stavano raccogliendo i votanti. Non è chiaro come siano andate le cose ma sembra che in seguito ad un tafferuglio tra esponenti di fazioni rivali qualcuno abbia impugnato una pistola e che l’ ardimentoso Houston si sentisse quasi autorizzato a sparare a raffica tra la folla piuttosto che a cercare di riportare l’ ordine. Quando il fuoco cessò per terra rimasero colpite a morte varie persone, una delle quali era l’ amatissimo e integerrimo Capo della Polizia Michael J. Fortier oltre al deputato Eugene Masson, diretto rivale di Samuel D. McEnery.  Per tutti fu palese che ci fosse premeditazione da parte di Houston nel far fuori Masson. Non era ancora chiaro il coinvolgimento di Fortier nell’ oscura faccenda, ma il Capitano era conosciuto come una persona tutta d’un pezzo, inattaccabile e incorruttibile, quindi è probabile che sia stato chiesto ad Houston precedentemente di avvicinarlo per “ chiudere un occhio “ sulle manovre di convincimento sui votanti in fase elettorale e che Fortier si sia rivelato un osso troppo duro e inscalfibile. La sua morte era quindi auspicabile.  Comunque sia Houston fu arrestato, anche perché il fatto si era svolto davanti a numerosi testimoni oculari.  Il processo andò avanti per un po’ma non concluse nulla. Quando infine il Sindaco di New Orleans Joseph Shakspeare  entrò occultamente ma decisamente in gioco il processo finì con l’ assoluzione piena di Houston riguardo a ciò che venne definito come un  “ tragico incidente “.  I legami di Houston con la politica si fecero ancora più stretti l’ anno successivo, quando il Deputato John Kelly lo invitò a parlare alla Convenzione Democratica dello stato dell’ Ohio. Houston fece sfoggio della sua migliore parlantina e promise di creare nella propria città, New Orleans, un’ Associazione Democratica Giovanile, cosa che poi fece. Nel decennio che seguì il suo attivismo nel Partito Democratico ne consolidò il  giro d’affari nella città, fino quasi a concedergli un vero monopolio sul traffico import-export al Porto, in netta rivalità con l’ attività prima di Macheca e poi degli Stuppagghieri. Houston divenne il portavoce di una società reazionaria e razzista, impregnata di criminalità e affari sporchi nascosta dietro una facciata moralista e perbenista. Un vero specchio dei tempi, l’ incarnazione vivente di un’ America entusiasta della propria natura superiore Ariana, chiusa in se stessa e acerrima nemica degli immigrati, in special modo se Italiani. Costoro rappresentavano una vera spina nel fianco per la società ” bene “ di New Orleans: erano scuri di pelle come i negri, sporchi e animaleschi. Tuttavia per la Legge Americana erano classificabili come “ mezzi bianchi “ e quindi godevano di numerose libertà che ai negri erano precluse, come quella di aprire attività commerciali autonome e fiorenti , in grado di entrare in dichiarata competizione con quelle gestite dai “ puri Americani”. Nel 1890 gli Italiani erano proprietari di più di 3000 imprese all’ ingrosso o al dettaglio al Porto,  e in pratica l’ intera città di New Orleans dipendeva dal commercio delle derrate fresche e succulente che arrivavano dalla Sicilia.

 

James D Houston

James D. Houston non amava apparire in prima persona, dunque è difficile reperire immagini ufficiali di lui. Ecco però un bel trafiletto del New Orleans magazine dell’ epoca in cui viene descritto come uomo integerrimo, grande imprenditore e personalità di spicco della città.

 

La mafia controllava queste attività e le gestiva con la complicità oscura della Polizia e dei Partiti Politici locali, che incassavano grosse fette dai guadagni , e si parlava di centinaia di migliaia di dollari. Per i businessman rampanti come Houston la mafia rappresentava un vero ostacolo, un potere a cui era necessario sottomettersi e piegarsi e che interferiva con la sua ambizione espansionistica al Porto di New Orleans, che accoglieva circa la metà dei prodotti esteri che arrivavano  in America.  Per spazzarla via e sostituirsi ad essa era necessario un pretesto efficace e violento, ma tale da figurare come un atto necessario per la salvaguardia del bene collettivo e dell’ incolumità nazionale.  L’ occasione gli si presenterà nel 1891, quando divenne l’ ispiratore e l’ esecutore materiale del linciaggio degli Italiani.

Ma in tutta questa faccenda c’è un’ altra persona che ricoprirà un ruolo chiave nel massacro, divenendo l’ altra metà di Houston, quella dichiarata e aperta e che si assumerà di petto non solo la responsabilità ma anche l’ “ onore “ del linciaggio : sto parlando del Sindaco di New Orleans, il già nomato  Joseph Shakspeare.

Per farvi capire il soggetto, Shakspeare era diventato Sindaco nel 1880 dopo aver accettato di militare nelle fila della Regolare Organizzazione Democratica ( The Ring), una coalizione di Riformatori che si era formata già subito dopo la Guerra di Secessione, il cui fine ultimo era la restaurazione dei vecchi ideali Vittoriani e razzisti in pieno conflitto con quelli Repubblicani. Era una coalizione molto violenta, collusa con la mafia e invischiata in grossi scandali  e una forza contrastata già all’ interno del Partito Democratico che spesso ne prendeva le distanze , ma che tuttavia grazie ad essa riuscì a tornare al potere già nel 1877..

E’ inutile dire che il primo atto restaurativo del Partito Democratico  fu quello di emanare le tristemente famose Leggi Jim Crow, decurtare gli Afro-Americani del potere elettivo e stimolare tutti i peggiori sentimenti razzisti Americani .

Sulla scia dei principi  Democratici Shakspeare  commissionò un monumento alla eroica figura del Generale Lee, il cui ricordo nei veterani Confederati era ancora vivido e puro, come anche la sua profonda convinzione che “ la schiavitù, benchè da aborrire per i bianchi, era tuttavia auspicabile per i neri, inferiori per nascita, che ne sarebbero stati sicuramente beneficiati nell’ anima e nella mente “.

Più discutibile l’ altro monumento che fece erigere, quello commemorativo del Battle of Liberty Place, evento in cui,  subito dopo la guerra di secessione,  una massa di infervorati Confederati profondamente convinti della supremazia dei bianchi e in qualche modo legati al Ku Klux Klan, cercarono di rovesciare il governo Repubblicano della città combattendo sia contro la Polizia locale che contro le truppe Federali.  Insomma, lavorò sulla testa della gente per tutto il primo mandato sfidando minacce e lotte intestine tra le due coalizioni nel seno del Partito Democratico: per questo alla fine del suo mandato lasciò il passo a William J. Behan, il candidato della coalizione Democratica avversa che, tanto per nota, era stato proprio l’ ideatore della Crescent City White League e responsabile della Battle of Liberty Place.

 

Joseph Shakespeare

Ecco il Sindaco Joseph Shakespeare all’ epoca dei fatti.

 

Ma fu una mossa  subdola, che mirava semplicemente a spargere fumo e tenere buoni i suoi avversari politici mentre lui nell’ ombra stringeva rapporti di interessi e di potere. Infatti solo due anni dopo, sostenuto dalla forza economica del RING, riuscì a buttar fuori Behan con l’ espediente tanto caro ai politici dei “ voti comprati “ alla precedente elezione. Sputtanò tanto bene il Sindaco in carica che non faticò a riportare gli elettori alle urne, dove stravinse con 23.313 voti contro i 15.635 del Giudice Robert C. Davey, altro potentissimo candidato dell’ Anello.  Per farsi bello con la cittadinanza e consolidare il suo potere dette il via a numerose opere urbane importanti, come il miglioramento del manto stradale, l’ introduzione dell’ illuminazione elettrica nelle strade principali della città, e favorì la diffusione delle automobili come mezzo privilegiato di spostamento. Rinnovò Il Corpo dei Vigili del Fuoco, dotandolo di strumentazione nuova e sofisticata, e ridusse enormemente il debito pubblico della città. Ma nel contempo elevò il mandato di Sindaco da due a quattro anni, legalizzò il gioco d’ azzardo e istituzionalizzò i bordelli, esigendo forti tasse da tali attività. Rafforzò la Polizia della Città e intensificò i controlli al Porto, mentre nel contempo costruiva nuove prigioni in Tulane Avenue legalizzando la richiesta dei proprietari terrieri e degli uomini d’affari di servirsi della manodopera dei carcerati, previo pagamento di tasse comunali. Infine nel 1890 fu lui a nominare David Hennessy , che non nascondeva i suoi legami con la mafia portuale, come nuovo Capo della Polizia.

Houston e Shakspeare: questi dunque gli ideatori e i sobillatori del linciaggio di New Orleans. Entrambi lavorarono per anni per costruirsi un’ immagine rispettabile mentre, nel contempo, condizionavano il sentimento popolare facendo leva sui radicati sentimenti razzisti e classisti.

Il primo tramava nell’ ombra consolidando quell’ enorme potere economico e quella fitta rete di affari che avrebbero rappresentato il motore portante per una radicale trasformazione della città; l’ altro utilizzava la Legge e le Istituzioni , il che avrebbe conferito  a qualsiasi atto violento ai danni di una invisa minoranza etnica  un’ immagine assolutamente legale e anzi preventiva di danni futuri a scapito della cittadinanza.  Tutto era pronto. Ora necessitava una piccola scintilla per generare un devastante incendio.

E la scintilla, prontamente, scoppiò.

Il pretesto ufficiale del linciaggio,che seguì l’ omicidio di Hennessy, fu offerto proprio dalla faida tra i Provenzano e Macheca riguardo il monopolio dell’ importazione della frutta al Porto di New Orleans.  Questo accadeva già nel 1886 quando Macheca rimosse il contratto con i Provenzano e lo assegnò ad un clan rivale, diretto da Tony e Charles Matranga. Tra alti e bassi e una quantità di omicidi nel 1890 Tony Matranga, insieme alle sue guardie del corpo, cadde vittima di un’ imboscata della quale furono accusati, senza alcuna prova indiziaria, proprio i Provenzano che.,in sede di giudizio, furono tuttavia dichiarati estranei ai fatti. Al loro posto il Giudice chiamò invece in  in giudizio i Matranga, si suppone per alcune prove schiaccianti contro di loro proprio fornite da Hennessy.  All’ indomani del suo omicidio, , pochi mesi dopo, la Stampa prima e dalla Pubblica Accusa poi gridarono alla ritorsione e fecero un gran can can sull coraggio della vittima la quale, sprezzante del pericolo a cui andava incontro , aveva messo a repentaglio la sua vita per ristabilire l’Ordine e la Verità.  Chiaramente si tacque sul fatto che Hennessy, insieme con i Provenzano, era proprietario e gestiva l’ intero quartiere a luci rosse del Porto e che quindi a egli veva agito per interesse e non certo per l’ etica professionale. Ma tant’è: per l’ opinione pubblica Macheca era un mafioso ed Hennessy un Tutore della Legge. E’ molto probabile che alla radice dell’ omicidio di Hennessy ci fu ben altro che una regolazione di conti. Poteri molto più occulti stavano tramando nell’ ombra e  in ballo c’erano  milioni di dollari che, con l’ aiuto delle Forze Politiche e della pecoraggine della cittadinanza , sarebbero entrati senza colpo ferire nelle tasche di pochi, pochissimi personaggi dalla facciata integerrima e nazionalista.  Non era per questo che per anni avevano rimestato nella testa della gente infarcendola di ideali ariani , agendo per prenderla per fame e stimolando in essa gli Americanissimi sentimenti di odio e di razzismo nei confronti degli immigrati  “ladri di lavoro e di potere  che in più avevano portato in loco la mafia? “  Ora era il momento di raccogliere i frutti. Diciannove persone sarebbero state immolate, centinaia sarebbero state ferite, perseguitate e infine eliminate e la faccia di un’ intera nazione sarebbe stata scossa e mutata da       quella che fu definita “ La Questione Italiana “.

(continua )

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Il Linciaggio degli Italiani a New Orleans : le premesse

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Cari Amici,
dopo un lungo periodo di assenza dovuto al fatto che sono stata impegnata a promozionare il mio ultimo album di Inedite Bianco Sporco Nero Candido , che potete trovare in ASCOLTO GRATUITO sul mio sito patriziabarrera.com, eccomi di nuovo a voi con un’ altra puntata del dossier sui nostri trascorsi come immigrati in America.
Questo articolo vi parlerà di uno degli eventi più sanguinosi non solo della nostra storia Italiana ma anche degli USA, purtroppo relegato ingiustamente al dimenticatoio. Si tratta di un episodio di brutalità e follia trasceso nel linciaggio pubblico contro alcuni nostri connazionali nel lontano 1891, passato alla storia come ” Il linciaggio di New Orleans “.
Fu l’ unico momento della storia del nostro paese in cui i rapporti con gli USA furono messi ( giustamente ) a repentaglio, finchè il Governo Giolitti per questioni di interesse politico e anche di sudditanza psicologica non cancellò dal libro nero questo evento tragico, le cui vittime ancora oggi non sono state realmente riabilitate e per l’ omicidio delle quali all’ epoca NESSUNO pagò. Ci farà bene rispolverare un po’ della nostra storia passata, quando INVASORI e STRANIERI STRACCIONI eravamo considerati noi Italiani, alla luce delle tragedie attuali e dei numerosi episodi di razzismo che stiamo vivendo OGGI riguardo la questione degli extracomunitari. Le vicende sembrano diverse ma la radice è sempre la stessa , gli interessi politici di pochi e la pecoraggine della massa pronta a scagliarsi sulla pecora nera di turno. Oggi sono gli extracomunitari…e domani?
Buone riflessioni Continua a leggere

Emigrati in America : quando gli Italiani erano negri

 

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Quando le prime ondate di immigrati Italiani arrivarono in America per il Governo Statunitense e anche per l’ immaginario collettivo si trattava di persone dotate di una certa dignità e inequivocabilmente “bianche “

In effetti i primi a sbarcare nel nuovo continente furono i Friulani, poveri contadini lasciati affogare nella propria povertà dai Savoia che, nella loro opera di pseudo-unificazione si erano completamente dimenticati del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. Si trattava di gente dai caratteri somatici chiaramente nordici, di statura alta e con occhi e pelle chiari che non sfiguravano sul suolo Americano già in sentore di ideologia Ariana.
Tuttavia affermare che questo fu l’ unico motivo per cui essi vennero accolti bonariamente e avviati senza indugio al processo di Americanizzazione sarebbe altamente riduttivo. Vari fattori hanno contribuito a danneggiare l’ immagine dell’ Italiano in America, primo tra tutti l’ acceso razzismo scientifico che imperversava in Europa, seminascosto dagli ideali di Nazionalismo e Patriottismo. Ancora una volta furono i Savoia i principali artefici di questo processo di corruzione,a giustificazione dei sanguinosi misfatti e delle ruberie operate soprattutto nel sud Italia, che venne completamente spogliato dei propri beni e delle operose aziende.

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L’ Italiano è un terrorista!

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2) Gli Italiani sono tutti Anarchici

Il secondo stereotipo che rese invisi gli Italiani all’ America ( e non solo ) fu la fama di terrorismo che ci aleggiava intorno e, similmente a quanto succede oggi agli immigrati del Medio Oriente che per il popolino ” fanno parte tutti dell’ ISIS ” , così i nostri connazionali erano bollati indistintamente come ” anarchici “.
In realtà alla fine del 1800 molti furono gli attentati ai Grandi dell’ epoca firmati Italia. La triste catena iniziò nel 1894 per mano del già nomato Sante Caserio il cui atto omicida contro il Presidente Francese Sadi Carnot determinò uno scatto evolutivo nella repressione del Movimento Anarchico , che proprio in Francia aveva il suo Quartier Generale con più di 50 gruppi ben organizzati e oltre tremila attivisti. Malgrado ciò il fatto che un odiato Italiano fosse venuto appositamente dal suo Paese a compiere questo atto scellerato , benchè sulla scia di una evidente spinta ideologica, aprì le porte ad una visione infamante dell’ Anarchico che da quel momento in poi fu per il mondo intero ” Italiano “. Continua a leggere

Sing Song Girls : l’ epilogo

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Nel tempo la Cameron iniziò ad adottare tecniche diverse, spesso suggerite dagli stessi informatori ma non di rado anche da parenti delle vittime che, miracolosamente, erano anch’essi approdati in America alla ricerca della ragazza di cui non avevano più saputo nulla. La ricerca si rivolse allora a quegli esercizi Cinesi, apparentemente rispettabili come empori e lavanderie, che nel retrobottega nascondevano scenari di miseria assoluta, in cui le piccole schiave giacevano completamente drogate e seminude in giacigli di paglia, in attesa dei clienti. Questi ” ratti ” avvenivano generalmente alla luce del sole e con l’ appoggio di agenti della Polizia sostenitori della causa della Cameron, perchè i Tong arrivavano a frotte a circondare gli edifici e spesso ingaggiavano lotte all’ ultimo sangue con tutti coloro che gli sbarravano la strada.
Non di rado la stessa Cameron doveva farsi largo tra la Maitresse Cinese del locale, una vecchia puttana che aveva imparato ad odiare le donne e che con le unghie e con i denti difendeva la propria mercanzia.

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Halloween, la vera storia

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Che Halloween provenga da una festa pagana non ci piove. Se guardate in giro sul web vi renderete conto che si tratta di una rivisitazione Americana di una antichissima celebrazione stagionale di origine Celtica, poi modificata ( anzi, santificata ) dalla Chiesa che come al solito quando non può vietare qualcosa cerca di sovrapposi ad essa, e infine diventata una melensa festa consumistica ormai svuotata di ogni significato.
Essendo curiosa per natura mi sono data da fare per arrivare alle radici della questione e cercare di recuperare l’ importanza simbolica di questo evento : devo dire che ho trovato su siti Irlandesi dichiaratamente di nicchia molte cose interessanti, che mi hanno in parte spiegato l’ eccezionalità di questa celebrazione, ricchissima di esoterismo e tradizioni che si rifanno alla notte dei tempi. Ai miei affezionati lettori farà piacere conoscere qualcosa di poco inflazionato e che difficilmente troverete su blog e siti Italiani che, gira gira, ripetono le stesse cose trite e ritrite. Continua a leggere

L’ Angelo arrabbiato delle sing song girls.

 

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” La Casa Verde è un luogo di ignominia e di vergogna,
intriso di verginità deflorata e purezza perduta.
La cosa che mi fa più schifo è dover baciare i clienti in bocca
e permettergli di toccare ogni parte del mio corpo.
Basta, non ce la faccio più!
Non riesco ad esprimere con le parole la mia vergogna!
Devo trovare il modo di fuggire
da questo luogo di fiori e di sangue.
Come vorrei essere amata da un uomo bello e forte
e diventare la sua compagna! ”

 

Queste poche frasi, ritrovate in un cassetto di una delle tante case Cinesi a luci rosse in San Francisco intorno al 1890, descrive in modo straziante ed efficace i sentimenti delle ragazze Cinesi schiave in America e del loro anelito alla salvezza.
Non sapremo mai chi era l’ autrice di questa accorata confessione, più simile ad una poesia che a una pagina di diario. E non sapremo mai se ella riuscì infine a trovare la libertà o se, più probabilmente, finì la sua breve vita ammazzata dalla sifilide o per mano di un violento cliente.
Tuttavia queste parole ci danno la misura della realtà brutale in cui erano costrette a vivere le piccole schiave oggetto di un indegno traffico tra Cina e Stati Uniti che durò circa un secolo e che costituisce una delle pagine più vergognose della storia Americana. Un mercato che rimase attivo ancora 75 anni dopo la liberazione degli Afro – Americani…con il beneplacito del pubblico e perfino dei media.

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patriziabarrera.com e Alibris

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Cari Amici,

Spostata la collaborazione tra patriziabarrera.com e New York Times Store sul mio blog Magic Old America, per una richiesta diretta dei miei affezionati lettori e anche per una collocazione più adeguata del materiale offerto dallo store, ecco che oggi vi presento una novità che vi farà sicuramente piacere. Nasce la collaborazione con Alibris, una piattaforma Americana davvero interessante in grado di soddisfare le esigenze dei palati musicali più raffinati .
Nata nel 1994 come sito per collezionisti di libri rari e antichi grazie agli sforzi dell’ appassionato antiquario Richard Weatherford , oggi Alibris si rivolge ad un pubblico di appassionati di musica che possono quindi contare su una collezione di cd e vinili particolari, rari e talvolta unici unitamente ad una libreria di genere e tale da arricchire ulteriormente ogni tipo di curiosità musicale.
patriziabarrera.com vi offrirà quindi in uno spazio dedicato quanto di meglio e di interessante sia presente nel panorama musicale della Old America, con uno sguardo privilegiato ai miei generi di riferimento e cioè il Blues e il jazz.
Alibris mette a disposizione dei suoi utenti una vasta gamma di possibilità, dal libro o dal cd usati , a quelli da collezione o tirature limitate create in particolari occasioni celebrative. Tuttavia potete acquistare anche materiale nuovo, e a prezzi davvero simbolici con agevolazioni per chi acquista con paypal. Insomma le possibilità sono tante e ciò che vi offrirò e descriverò di volta in volta sarà direttamente testato da patriziabarrera.com.
Sul sito potrete anche trovare ciclicamente informazioni, biografie e aneddoti interessanti sugli artisti della Old America e di cui vi propongo il materiale musicale.
Allora siete pronti? Ecco alcune delle proposte di questa settimana. Cliccando sulla foto sarete reindirizzati prima su patriziabarrera.com e infine su Alibris , per acquistare o anche se volete maggiori info sul materiale proposto. Il sito è in Inglese, tuttavia la traduzione tramite Google è abbastanza efficace.
Buon divertimento!

Perry Como

Due cd da collezione per un artista erroneamente considerato ” il sosia ” di Frank Sinatra ma immensamente più bravo e a cui lo stesso Sinatra si è ispirato. Sto parlando di Perry Como, una vera stella oggi dimenticata ma interprete di una quantità di brani e di generi musicali così imponente da non avere ancora oggi rivali. Il suo timbro morbido e carezzevole unitamente ad una estensione vocale di tutto riguardo pongono l’ artista nell’ Olimpo dei big del passato, pur conservando una modernità senza eguali. La collezione, che potete acquistare in cd digitale, fisico o vinile, è disponibile come materiale nuovo, usato o nella pregevole confezione da collezione . I brani proposti sono davvero interessanti: dal meraviglioso Can’t help falling in love al sognante Moon river; da Maria tratto dal musical West Side Story alle canzoni più celebri del suo indimenticabile Perry Como Show, il più longevo nella storia della televisione Americana. E ancora molti standard jazz e swing firmati Irving Berlin, Jerome Kern e Cole Porter e orchestre raffinate del calibro della Mitchell Ayres o cori come The Ray Charles singers... insomma una qualità eccellente per 21 tracce dal prezzo davvero promozionale. Consigliatissimo!

 

mills bros

12 tracce disponibili singolarmente in digitale o un intero album nuovo o usato per un gruppo vocal jazz pop poco conosciuto in Italia. Ed è un vero peccato, perchè i Mills Brothers è il gruppo musicale più longevo della storia , nato nel 1928 e ancora in attività, che ha sfornato più di 2000 incisioni, ha venduto 50 milioni di dischi e ha accumulato tre dozzine di dischi d’ oro! Un gruppo da record, insomma, che oggi potrete ascoltare nel remix di alcune delle loro canzoni più belle tratte dal periodo 1931- 1968 come Lazy River, un vero classico, a Paper Doll alla indimenticabile You Always Hurt the One You Love.
Il loro timbro dolce e carezzevole, in grado di passare indenne attraverso i dolori della seconda guerra mondiale e la morte del leader del gruppo Donald, vi conquisterà.
Un dono di famiglia, visto che oggi nel gruppo trovate due dei figli dei fratelli deceduti, in uno scontro incontro generazionale di voci meravigliose. Vi consiglio caldamente di ascoltare la loro Cab Driver del 1968, ancora oggi un cult inimitabile.

 

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E come resistere al fascino sornione del Rev. Blind Lemon Jefferson, con il suo blues del Delta dei primi anni ’20 e la sua voce particolarissima e graffiante?
Ben 72 tracce in digitale o in cd fisico o vinile, nuovo, usato o da collezione, che vi vengono offerte ad un prezzo davvero irrisorio data la rarità del materiale. Un mix di blues, gospel e folk per un artista ambiguo la cui vita ancora oggi desta molti sospetti ma forse uno dei più prolifici in quanto a produzione musicale. Ascoltate senza pregiudizi la sua Long Lonesome Blues, oppure la contestata ‘lectric Chair Blues, o infine The Black Snake Moan per comprendere a pieno l’ originalità delle sue canzoni, oggi standard a tutti gli effetti e oggetto di innumerevoli cover da parte di artisti super famosi, che tuttavia non sono al suo stesso livello interpretativo.
Una voce roca e incisiva in cui è presente l’ anima nera del Mississippi. Da ascoltare senz’ altro!

 

Molti altri contenuti interessanti vi aspettano su patriziabarrera.com

Vi aspetto!

 

Patrizia Barrera

 

Il triste calvario delle sing song girls

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Le piccole schiave che approdarono in America tra il 1820 e il 1840 furono senza dubbio quelle più fortunate. Benchè comprate o, meglio, svendute dalle loro famiglie le prime ragazze Cinesi furono destinate a diventare concubine dei pochissimi ma ricchissimi investitori che dalla Cina giunsero nel Nuovo Continente dopo aver fiutato ” l’ Affare Americano “. Si trattava di uomini danarosi, in grado di intessere loschi traffici con i Governi Stranieri e che in Cina occupavano posizioni privilegiate, non di rado vicine all’ Imperatore.
Espatriati con al seguito la loro piccole Corte composta da mogli, servi e subalterni costoro si erano fatti costruire grandissimi palazzi in stile Orientale, completi di quella fitta rete di cortili interni e nascosti dove vegetava un vero harem di donne, la cui unica funzione era quella di confermare il potere economico e politico del proprio padrone.

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Il lungo viaggio delle Sing Song Girls

 

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La lunga epopea delle sing song girls nella Old America iniziò non prima del 1840 ma con punte di abnorme ascesa nel periodo della Corsa all’ oro , più o meno tra il 1848 e il 1854. Prima di allora la presenza delle donne tra gli immigrati Cinesi era un evento più unico che raro e riguardava o coraggiosissimi pionieri sfuggiti al clima di guerra che ormai si respirava in Patria oppure consorti di quei pochissimi uomini d’ affari che nell’ America della prima metà del 1800 consisteva in una purissima oligarchia che viveva in palazzi costruiti su misura grazie a impegnativi rapporti diplomatici con le Autorità locali, debitamente ricompensate da ingenti somme di denaro. Costoro portavano con se mogli e favorite, un largo stuolo di fanciulle avvenenti che tuttavia rimanevano relegate a vita nei cortili interni delle magioni, da cui uscivano solo dopo morte.

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