Il lungo viaggio delle Sing Song Girls

 

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La lunga epopea delle sing song girls nella Old America iniziò non prima del 1840 ma con punte di abnorme ascesa nel periodo della Corsa all’ oro , più o meno tra il 1848 e il 1854. Prima di allora la presenza delle donne tra gli immigrati Cinesi era un evento più unico che raro e riguardava o coraggiosissimi pionieri sfuggiti al clima di guerra che ormai si respirava in Patria oppure consorti di quei pochissimi uomini d’ affari che nell’ America della prima metà del 1800 consisteva in una purissima oligarchia che viveva in palazzi costruiti su misura grazie a impegnativi rapporti diplomatici con le Autorità locali, debitamente ricompensate da ingenti somme di denaro. Costoro portavano con se mogli e favorite, un largo stuolo di fanciulle avvenenti che tuttavia rimanevano relegate a vita nei cortili interni delle magioni, da cui uscivano solo dopo morte.

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Sing Song Girls : le origini

 

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( continua )

In Cina la prostituzione è sempre stata di casa, assumendo colori diversi a seconda delle epoche e dei costumi ma con un unico comune denominatore: una società prepotentemente maschilista all’ interno e dominata da sentimenti razzisti all’ esterno. Essere donna in Cina equivaleva a poco più di nulla: da creatura deviante a bambolina decorativa la sostanza era sempre la stessa.
La femmina esisteva in quanto fattrice, atta a perpetuare la razza e purtroppo per questo bisognava pur sopportarla; in definitiva la compagnia di una donna poteva essere anche molto piacevole, purchè ella non dimenticasse mai la sua posizione nell’ universo maschile e si adattasse al suo ruolo obbediente e sottomesso di oggetto di piacere. Spogliata di ogni ruolo, non più utile di un animale da soma ma, se si può, con meno diritti la donna Cinese per quasi mille anni ha dovuto rassegnarsi a sopravvivere grazie alla clemenza del maschio, che decide della sua vita e della sua morte, ne controlla i cicli naturali di moglie e madre, la esibisce come metro personale della propria potenza e infine la vende al migliore offerente, per rientrare nelle spese di non averla buttata appena nata, come era usanza comune, sul mucchio della spazzatura.

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Sing Song Girls: le piccole schiave della Old America

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Voce sottile,visetto impaurito e un corpo talmente esile da risultare quasi inesistente. Le piccole schiave Cinesi dell’ antica Chinatown chiamavano i clienti al di là di una grata, l’ unica forma di comunicazione con il resto del mondo. Nude, malate e ancora bambine tendevano disperatamente le manine verso i loro potenziali acquirenti, blandendoli con nenie ossessive a metà tra pianto e canzoni, in cui illustravano le loro capacità amatorie e promettendo orgasmi irresistibili che suonavano falsi sulle labbra di creature decenni.
Gli Americani le chiamavano Sing Song Girls accostandole erroneamente al concetto delle Cortigiane di Shangai, vittime immensamente più fortunate e testimoni silenziose di una società interamente al maschile, non diversa da quella che si cela oggi sotto la pellicola moderna della nuova Cina.

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Novità! New York Time e patriziabarrera.com!

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Buongiorno , Cari Amici!

Oggi sono proprio elettrizzata perchè sto per farvi partecipi di una novità che per me è quasi un ripagarmi del duro lavoro e dell’ impegno costante nel portare avanti questo blog.

Il prestigioso marchio New York Times Store, il settore marketing del famoso magazine che ha fatto la storia dell’ America, è oggi presente nel mio sito patriziabarrera.com, dando così la possibilità a tutti gli Italiani appassionati della Old America di gustare e apprezzare i cimeli e gli oggetti esclusivi di un passato che non c’è più  ma dall’ enorme valore storico ed economico.

Si tratta di collezioni uniche, rarità, pezzi unici che da sempre fanno la gioia dei collezionisti e che oggi potrete trovare in un negozio speciale, che ho chiamato Exclusive America Store, presente da oggi sul mio sito ufficiale.  Credo infatti che esso ben si combini con il tipo di musica che io interpreto e compongo e degli argomenti che tratto in questo   blog. Le collezioni del New York Times Store rappresentano quindi un fiore all’ occhiello di cui vado fiera e che sono lieta di condividere con voi.

Il negozio è agli esordi ma vi troverete solo oggetti di ottima fattura, originali e certificati: essi sono stati suddivisi in categorie per facilitarvi la visione e la ricerca.

 

 

Radio Antiche:  un patrimonio imperdibile, pezzi che hanno segnato la storia, la musica, le guerre della Old America, oggi perfettamente restaurate e funzionanti.  Potrete riassaporare un’ atmosfera nostalgica impreziosita dalla innegabile bellezza del design, spesso esclusivo, di questi oggetti rari o addirittura unici.

 

Antiche Mappe :  il mondo come appariva nelle mappe dal 1700 in poi. Il Continente Americano come non lo avete mai visto, ma anche città, strade, fiumi che oggi non esistono più. Nella maggior parte dei casi queste mappe non sono mai state utilizzate, il che ne aumenta il valore sia storico che economico.

 

Viva il Presidente! :  cosa sarebbe l’ America senza i suoi Presidenti? IN questa sezione potrete trovare foto curiose o rarissime dei Presidenti , ma ance biografie , libri a tiratura limitata, oggetti autografati  e commemorativi. Tutto rigorosamente autenticato e certificato.

 

Hollywood :  Le star del passato in foto, manifesti, oggetti cult e ambientazioni inusuali o addirittura uniche. I grandi Divi quando non lo erano affatto , oltre a locandine originali dei film che hanno fatto la storia del cinema.

Antiche Macchine per scrivere : pezzi da museo completamente restaurati e funzionanti, degli oggetti bellissimi e anche diversi da come li ricordiamo. Design esclusivi che spesso hanno ispirato il settore tecnologico della radio, della televisione ….e dei moderni cellulari!

 

Lincoln e la Guerra di Secessione :  se non il più amato sicuramente il Presidente più conosciuto. Colui che, al di là di ogni possibile considerazione, ha realizzato la ” svolta ” dell’ America, catapultandola nell’ era moderna.  Per questo motivo nella stessa sezione troverete anche tutto ciò che riguarda la Guerra di Secessione, con oggetti davvero di pregio e unici.

 

 

Microfoni Antichi :  collezioni rarissime di microfoni utilizzati da artisti, presidenti e cronisti. Design all’ avanguardia e prestazioni davvero spettacolari. Oggetti restaurati o perfettamente conservati, in grado di offrire, ieri come oggi, il brivido del Live.

 

 

Seconda Guerra Mondiale :  un dramma che non deve essere dimenticato, collezioni fotografiche ma anche oggetti commemorativi, unici e preziosi sui quali è doveroso riflettere.

 

 

Monete Antiche :  la vera gioia del collezionista. Si tratta di monete rare o rarissime , ma anche intere collezioni di monete fuori corso e. -perchè no ?  –  certificati autentici di miniere d’ oro e d’argento risalenti al 1848 e oltre, bigliettoni con le immagini di Presidenti dimenticati e tutto ciò che riguarda Il Dio Denaro.

 

Il negozio è ancora in fase di allestimento, quindi per ora gli oggetti non sono moltissimi ma si aggiungeranno gradualmente. Inoltre, essendo pezzi unici, potreste non trovare più. una piena disponibilità. Per ovviare al problema spesso troverete alcune pagine di questo blog dedicate agli oggetti presenti in TEMPO REALE e di cui cercherò di fornirvi quante più informazioni possibili.

E’ chiaro che Exclusive America  offre oggetti di un certo costo, spesso non adatti a tutte le tasche. Tuttavia , se siete patiti della Old America  vi invito comunque a dargli un’ occhiata, per le evidenti implicazioni storiche che la loro stessa presenza comporta.  Spesso gli oggetti parlano per noi e sono il simbolo più evidente e immediato di un’ intera epoca;  è facile quindi imparare più da loro che dai libri di scuola, spesso pieni di mezze verità.

Eccovi quindi alcune proposte che spero gradirete.

Un vero gioiellino tecnologico della tecnologia del passato! Una Packard Bell delle veneranda età di 75 anni, completamente restaurata all’ interno e all’ esterno, e quindi perfettamente funzionate. Questa radio vintage è davvero un pezzo di storia: attraverso i suoi canali sono passate guerre, rivoluzioni, la Grande Depressione e i più importanti sconvolgimenti sociali Americani. Riassaporate il brivido dell’ epoca d’ oro delle radio con un modello esclusivo e di un colore inusuale per gli anni ’40. Si tratta di un set Plascon, una vera novità per quei tempi, costruito utilizzando materiale plastico opalescente che supera in modernità il legno standard di cui erano fatte le radio antiche. Questo modello presenta altre innovazioni: una manopola AM interna, una maniglia per il trasporto e un’ antenna
integrata, che la distinguono nettamente dai modelli presenti allora sul mercato.
Ha un costo elevato, circa 1350 dollari, in quanto è PEZZO UNICO.

La Packard Bell è stata una delle prime costruttrici di radio a Los Angeles, e praticamente l’ unica sulla west coast. Ha sempre prodotto pezzi di ottima qualità e fattura, rimanendo una delle principali star dell’ industria radiofonica Americana  fino alla fine degli  anni ’60 , quando fu acquistata da un marchio Olandese.  Le sue radio sono state per anni le preferite delle famiglie medie, che amavano sedersi in poltrona ad ascoltare musica al suono ben modulato di modelli come questo.

Se siete appassionati di cinema allora non potrete resistere al fascino di questo locandina ORIGINALE del famosissimo film Il Gigante, che vide come protagonisti un fulgido Rock Hudson, una meravigliosa Liz Taylor e un compianto James Dean,che morì pochi mesi dopo  in un tragico incidente d’ auto. Il film, considerato da sempre uno dei  capolavori della filmografia Americana, fu diretto da George Stevens nel 1959  e ricevette l’ Oscar per la miglior regia.   La locandina , in perfette condizioni, arriva con la sua bella cornice  schermata da un vetro resistente ai raggi ultravioletti, in modo da  poterla esporre in piena luce e far risaltare i suoi colori sgargianti.

E’ fornita del certificato di autenticità della Brigandi Coin & Collectibles of New York,  per un costo di 1700 dollari.

Un prezzo molto più contenuto per questa banconota da 5 dollari del 1914 che vede ritratto un Presidente Lincoln. Questo bel bigliettone fu uno dei primi stampati dalla U.S. Federal Reserve Bank , che vide la luce nel tardo 1913 grazie a un Atto del Congresso. Si tratta della versione originaria di una banconota ancora di valuta corrente negli USA, destinata quindi ad aumentare di valore nel tempo. Ognuna di queste banconote è in perfette condizioni ed arriva incorniciata ( con finiture in mogano ) e dotata del certificato di autenticità del Brigandi Coins & Collectibles . Costa 250 dollari c.a.

 

Vi piacciono questi oggetti? Allora venite a dare uno guardo al resto su patriziabarrera.com.

Vi aspetto!

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Novità!!!

Canzoni di Natale in Old America in versione cartacea! Finalmente un vero libro da sfogliare e portare sempre con se! Per i veri affezionati della lettura ecco il mio primo libro in versione cartacea che potete acquistare su  Amazon.it

Una versione da passeggio di facile utilizzo e di veloce lettura. Un libro che vi illustrerà la storia , i fatti, i retroscena e i particolari piccanti delle canzoni di Natale più amate della tradizione Natalizia

Sorgente: Novità!!!

Gli Indiani Mandan e il Presidente Jefferson

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Corps of Discovery ( Spedizione Lewis and Clark ) presso il Knife River, villaggio Mandan. Dipinto di Vernon W. Erickson

(continua)

 

Una seconda spedizione conoscitiva del territorio e degli Indiani ” a ovest ” fu fatta a soli 10 anni di distanza da quella di Evans da parte di due ufficiali dell’ esercito Americano indicati dall’ allora Presidente Thomas Jefferson, da sempre curioso riguardo la “faccenda degli Indiani Mandan ” . Si diceva che questo suo morboso interesse, occultato formalmente dalla ricerca di nuovi itinerari commerciali che da ovest potessero portare direttamente al Pacifico, gli fosse stata inculcata dall’ antico Precettore William Douglas, che era Scozzese. In realtà Jefferson era sostanzialmente un intellettuale dai grandi appetiti culturali ma dalla ambigua personalità. Gli ideali egualitari e liberali della rivoluzione Francese lo avevano significativamente influenzato, tanto che in parecchi dei suoi scritti sosteneva la parità intellettuale dei Nativi Americani con gli Europei e si dette molto da fare per impedirne l’ estinzione e preservarne, ove possibile, usi e tradizioni. Di contro era anche un fermo sostenitore della ” necessità dello schiavismo ” nei riguardi degli Afro-Americani, tanto è vero che pur possedendone tantissimi non ne affrancò mai nessuno.
Jefferson ” brigò ” molto per ottenere il permesso ( e le finanze ) del Congresso per questa famosa spedizione , la cui proposta gli era stata già bocciata due volte. Godette del permesso solo quando i conflitti tra Inghilterra e Francia per il possesso delle terre a ovest si inasprì e quando il sogno dell’ acquisto della Louisiana iniziò a concretizzarsi.

Thomas Jefferson

Thomas Jefferson

 

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Mandan , gli Indiani biondi

 

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Guerriero Mandan, 1822

 

E’ ormai risaputo che una volta sul continente Americano erano presenti circa tredici tribù di Nativi dai lineamenti somatici e dalle caratteristiche socio-culturali molto particolari: si trattava di Indiani dalla pelle chiara, gli occhi azzurri o verdi e i capelli biondi o rossi, distribuiti in quelle zone che andavano dal Nord al Sud Lakota. Costoro, pur vestendosi come tutti gli altri Nativi e con tradizionali usanze Indiane , tuttavia erano stanziali e vivevano in costruzioni atipiche, simili a case di terra e non ai tepee Indiani che siamo abituati a conoscere. Benchè l’ultimo discendente di questa strana razza sia morto già nel 1971 e che l ‘ intera genìa si sia ormai estinta il mistero della loro presenza in America ancora appassiona gli studiosi, dando origine a varie teorie in contrasto tra di loro. In realtà nessuno conosce le origini degli Indiani biondi, la cui presenza era però ben nota ai pionieri e ai navigatori e, per ultimo, anche all’ esercito degli Stati Uniti che infine li chiuse in riserve dove essi morirono insieme agli Indiani Hidatsa e Harikara….. I Nativi stessi offrivano spiegazioni diverse sull’ origine del loro popolo, ma nessuna in grado di districare il mistero della loro presenza in America. Alcune tribù si rifugiavano nelle visioni degli spiriti, affermando che il primo uomo era scampato al diluvio universale ed era approdato in quelle terre emerse arrampicandosi su una pianta di vite. Altri, più razionalmente, raccontavano di uomini di pelle bianca venuti da molto lontano su zattere o canoe di pelle per sfuggire al proprio nemico. In tutti i casi si trattava di notizie tramandate per tradizione orale e non supportate dalla scrittura perchè, come tutti i Nativi, neanche questi Indiani sapevano scrivere. O forse si? Alcuni archeologi affermano di aver ritrovato dei reperti , risalenti a epoche precedenti la scoperta di Colombo, su cui spiccano parole e simboli molto probabilmente di origine celtica, che i Nativi riferivano appartenere ai loro antenati. Non solo: esistono mastodontiche costruzioni, dichiaratamente artificiali, che a mo’ di fortino o di muraglia delimitano le zone in cui erano stanziati tali Nativi e che sembrano molto antichi, benchè particolari condizioni delle rocce non abbiano permesso la prova del carbonio 14. Insomma , la vicenda è un po’ ingarbugliata. Cercherò in questo articolo di districare la matassa e di illustrarvi le varie teorie che girano su questo argomento.

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Libri Gratis sotto l’ ombrellone!

 

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Libri, libri, libri!  Cosa c’è di meglio in estate, oltre a un bel bagno a mare e una cena con gli amici, di una sana e interessante lettura, mollemente adagiati sul vostro lettino sotto l’ ombrellone?  Gli ebooks che vi offro oggi sono semplici, interessanti e quasi esclusivi. Vi ricordo che sono di dominio pubblico e quindi li potrete non solo leggere, ma anche regalarli oppure metterli sui vostri blog.  Se vi va potreste anche stamparli, rilegarli e unirli alle centinaia di libri che ciclicamente patriziabarrera.com vi mette a disposizione, sempre sul magico mondo della Old America e degli argomenti ad essa collegati. Alcuni sono in Italiano, altri in Inglese: scaricateli Gratis e velocemente e leggeteli comodamente sul vostro telefonino o tablet.

Eccoli qui.  Cliccate sulle foto e arriverete direttamente al mio sito da cui il download sarà immediato.

 

Amara_ America_ Meravigliosa_,

Un libro amaro e intelligente sui retroscena, le conseguenze e tutto ciò che non si dice sulla scoperta dell’ America. A metà tra saggio e romanzo è un libro che vale la pena di leggere.

 

gangs of america

Cosa si nasconde dietro la patina perbenista e democratica Americana?  Mafia? Massoneria? Fanatismo?  Scopriamolo insieme in questo libro davvero pungente che ha la sola pecca, per noi Italiani, di essere scritto in Inglese.

 

 

Jim Hamm archi e frecce indiani

Un manualetto semplice e carino, interamente tradotto dall’ Inglese, che vi mostra come i Nativi Americani costruivano archi e frecce.  La trattazione è ricca di disegni e quindi anche voi potrete facilmente costruirvi le armi Indiane, in queste serate con gli amici. Leggero ma non stupido  ve lo consiglio caldamente!

 

witchs of salem

Un libro avvincente che descrive la raccapricciante vicenda delle Streghe di Salem avvenuta nel 1692, con tutti i suoi orrori! Un best seller divenuto poi un bellissimo film che non potete farvi mancare.  In Inglese.

 

rasta marley  alle radici del reggae

Il reggae: un genere musicale appassionante e bellissimo ma soprattutto una filosofia di vita. Bob Marley, ma non solo. Per gli estimatori del settore questo libro sarà davvero una nuova bibbia.

 

Questi sono i libri, ma ricordate: su patriziabarrera.com troverete molto molto altro.

La mia musica, cover old America ma anche tante bellissime inedite scritte da me, e poi contenuti GRATUITI, regali e perfino uno shop legato alla tradizione dei Nativi Americani. Potete accedervi facilmente senza registrazione , ascoltare musica unlimited e perfino vedere dei film!  E, se vi va, potreste acquistare una delle mie canzoni o uno dei libri scritti da me, dando così un valido supporto al mio faticoso lavoro di auto-produzione che da anni cerca di offrirvi contenuti di qualità alla portata di tutti.  Ma ora godiamoci il trailer del sito e..queste ultime giornate estive.

 

A presto!

 

 

Barbecue : dall’ America..con gusto.

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Tempo d’ estate, tempo di grigliate. Che bello riunirsi con parenti e amici al profumo della carne o del pesce arrostito sulla brace, e al fresco sapore degli aromi che si sprigionano dalla bistecca appena  cotta! In realtà ciò che oggi facciamo nelle nostre serate estive non è proprio un barbecue , e nemmeno gli Americani, da cui abbiamo preso la moda , lo fanno. In definitiva oggi noi indugiamo in allegre grigliate perchè il vero barbecue, quello nato tanti tanti anni fa, beh… è un’ altra cosa.
Cominciamo col dire che arrostire la carne o il pesce sul fuoco è un’ usanza molto antica e polivalente: da un lato infatti ha un ‘ importanza pratica, cioè la conservazione del cibo. Dall’altra, cosa non trascurabile, ha un significato conviviale e sociale. Ed è proprio quest’ ultimo aspetto che ne ha permesso la diffusione in tutto il mondo.
I primitivi lo facevano già: molte pitture rupestri risalenti a quattrocentomila anni fa lo testimoniano, in Africa quanto in America .   E’ un’ usanza caratteristica di tutti i popoli che vivono di caccia, e la ritroviamo allo stato originario ancora in Amazzonia e in moltissime zone di una Nuova Zelanda vergine e incontaminata.
Noi Europei l’ abbiamo copiata dagli Americani.  Ma loro da dove l’ hanno presa?
C’è una vecchia diatriba su questa ” scoperta ” : la tesi più acclarata è quella dei Nativi di Taino, una bella isoletta Caraibica, che usavano scavare una buca più o meno grande quanto un letto singolo, in cui ammassavano la legnai e sulla quale sistemavano un traliccio di canne o rami verdi su cui poi cuocevano indifferentemente carne, pesce o frutta. A dirla tutta gli Indigeni vi cucinavano un po’ di tutto e la tenevano perennemente accesa, anche a scopo difensivo o per riscaldarsi di notte.  Molti ci dormivano accanto..e non solo.

 

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Molto fumo e poco arrosto. Questa è una delle prime iconografie risalenti al 1500 dove appare , molto semplificata, l’usanza del Barbecue.

Questa enorme griglia, che loro chiamavano “barabicu ” , aveva funzione rituale e orgiastica, e non di rado i frequenti accoppiamenti che seguivano feste tradizionali legate alle stagioni o agli eventi si svolgevano proprio in loro prossimità. IN questo caso il termine barabicu veniva sostituito da ” Barbacoa “, probabilmente dagli stessi Spagnoli..

Si dice infatti che i primi a ” scoprire ” questa appetitosa usanza siano stati gli Spagnoli intorno al 1520, che la annotarono nei propri diari e la esportarono nel Vecchio Mondo. Ne godettero anche molto, visto che già nel 1540 l’ esploratore Hernando De Soto  pensò di portare nel Nuovo Continente addirittura dei maiali che, come i cavalli, in America non esistevano affatto. L’ idea gli venne per rafforzare un po’ il menu delle grigliate che, a causa dell’ asperità del luogo e della cultura Nativa, era piuttosto…vegetariana!  La carne era scarsa e il barbecue era praticato in quelle zone proprio al fine di conservare quella poca che c’era e che, con la cottura lenta e prolungata, acquistava un sapore impareggiabile e una resistenza agli agenti atmosferici quasi invincibile!

La tecnica era semplice ma efficace: la griglia teneva sollevato il cibo dal terreno, impedendo agli animali di contaminarlo o di sottrarlo, il fumo teneva lontani gli insetti e in più creava una leggera crosticina che garantiva il mantenimento dei succhi interni , grazie anche alla spennellatura in superficie di sale o erbe aromatiche. Il risultato era eccezionale. L’ Europa se ne innamorò e il termine barbecue entrò ben presto nel vocabolario mondiale. Nel 1697 in Gran Bretagna indicava un giaciglio per dormire ( un letto caldo , ci auguriamo non proprio sulla brace) ma nel 1769 la moda era ormai di dominio pubblico visto che anche George Washington, primo Presidente degli Stati Uniti, annotava nel suo famoso diario ” Oggi, 12,30, barbicue sull’erba “.
Riguardo la paternità della scoperta, tuttavia, le varie Nazioni non concordano.
I Francesi, come di solito in materia culinaria, se la attribuiscono con forza affermando che ciò che notarono gli Spagnoli illo tempore ai Caraibi non era affatto un barbecue bensì una sorta di enorme grill a bassa temperatura. I Taino, infatti, lo utilizzavano per cuocere qualsiasi cosa e si sa che con il pesce o gli ortaggi questo tipo di cottura secca molto gli alimenti, per cui il termine ” cottura prolungata ” non può essere esatto. IL vero barbecue cuoceva la carne per giorni interi, a volte settimane, e il risultato era nettamente diverso rispetto a quello osservato dagli Spagnoli.
Furono quindi gli Esploratori Francesi a praticare il barbecue D.O.C. e nello specifico, ai primi del 1600, i cacciatori di pelli che, per ovvie ragioni, si trovavano a disposizione enormi quantità di carne che non sapevano come conservare e che era enorme spreco buttare.
La vera scoperta, quindi, almeno secondo i Francesi, avvenne nei territori del Canada ad opera delle tribù locali come gli Irochesi o gli Uroni, che commerciavano con i Francesi i e insegnarono loro la vecchissima arte della conservazione della carne. A pensarci bene la cosa fila a meraviglia, giacchè i cacciatori di pelle erano stanziali e spesso si trovavano intrappolati nei lunghi inverni delle foreste, quando tornare a valle era impossibile. La caccia si svolgeva tra la primavera e l’ estate e quindi conservare la carne diventava una priorità. Inoltre la foresta forniva legno eccellente, secolare e di lunga durata che garantiva ancor meglio una cottura impeccabile.
I cacciatori spellavano le vittime, le privavano delle interiora, che offrivano ai loro cani, e cuocevano tutto il resto, zampe e testa comprese. Oltre lepri, daini e cervi i Francesi adoravano arrostirsi la carne di capra, che era facile da cacciare e gustosa da mangiare.
Dire ” Oggi ho mangiato un’ intera capra de la barbe a la queue ( cioè dalla barba alla coda ) divenne un ‘abitudine, da cui il termine ” barbecue “.
C’è poi chi , anche se timidamente, attribuisce l’origine del termine ad un cowboy Texano divenuto poi, ai primi del 1800, proprietario di un ranch. Costui usava marchiare i suoi animali con una barra ( Bar in Inglese ) a cui aggiungeva le sue iniziali B.Q., da cui poi Bar-B.Q. Una tesi un po’ arzigogolata ma comunque da tenere in considerazione.

 

A_Southern_Barbecue  Horace Bradley 1887

Molto più realistica questa scena di barbecue ambientata nel 1887 nella Virginia del Sud. Il dipinto, di Horace Bradley, mostra la fossa con sopra il tralicciato di canne, una tecnica ancora oggi usata in molti Paesi dell’ America del Sud.

Chi ha ragione? Non lo sapremo mai. Ciò che conta è che, fortunatamente, la moda si diffuse e oggi non potremmo più farne a meno.
Certamente la tecnica moderna è molto diversa da quella originaria, anche perchè le necessità sono diverse. Oggi preferiamo far cuocere la carne solo per pochi minuti e rifuggiamo il fumo, fondamentale invece per il vero barbecue, come fosse la peste. Piuttosto che con gli aromi condiamola carne con le salse e l’ abitudine di unire alla grigliata anche pesce , ortaggi o frutta è presente solo in alcune zone del Sud America ma praticamente inesistente in Europa.
Anche i tagli di carne sono diversi: tra i Nativi del Nord in origine erano molto in voga scoiattoli e opossum, mentre tra quelli del sud la scelta era più ampia. Per noi Europei non c’è barbecue senza carne di maiale, mentre gli Americani prediligono solitamente la ” fettona ” da un chilo accuratamente sgrassata ma ” unta ” da salsine sicuramente meno digeribili. Il pollo e il tacchino prendono sempre più piede, mentre un barbecue a base di selvaggina è sicuramente un evento.
Non disprezzabile l’utilizzo del pesce e degli ortaggi che, tuttavia, non regge il confronto con l’amore per la carne.
Comunque sia cucinare alla griglia è per molti quasi un rituale che allieta le feste in famiglia e permette una modesta socializzazione col prossimo.
E ora una gustosa mappa dei cibi preferiti dagli Americani per le loro grigliate, quasi una specialità per ogni Stato. La mappa è di SLATE, la famosa rivista Americana, che si è data molto da fare per delineare un quadro culinario del Continente.  Il risultato è quanto meno singolare e vale la pena illustrarvelo.

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Vieni a trovarmi sul mio sito.  Tanti contenuti interessanti per te!

 

Arrivederci…a tra un po’.

 

arrivederci

Salve Cari Amici.

Per motivi personali il blog Magic Old America e l’altro mio blog Patrizia Barrera Music resteranno fermi per un po’.

Mi auguro di tornare presto tra Voi con altri entusiasmanti post. Per ora non posso che ringraziarVi per l’affetto e la stima con cui mi avete sempre seguita. Il mio non è un Addio ma un semplice Arrivederci. Vi ricordo che il mio sito ufficiale patriziabarrera.com rimarrà attivo e potrà essere terreno di nuovi incontri.

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A presto!