Lovercraft: L’opera completa

 

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Scarica GRATIS da patriziabarrera.com.

Cari Amici,

come promesso, ecco la cultura in regalo per voi. Chiaramente ogni settimana si tratterà di autori inerenti alla tematica di questo blog, cioè I Classici della Letteratura Americana, ovvero opere del passato che hanno costituito una pietra miliare per la cultura non solo del Nuovo Continente ma del mondo intero.

Come potevo quindi non regalarvi l’OPERA COMPLETA del maestro dell’Horror HOWARD PHILIPS HOVERCRAFT?

Di lui si è molto parlato e anche malignato. Inizialmente la sua opera, rivoluzionaria sotto certi aspetti e profondamente radicata alla tradizione della letteratura gotica che, sulla fine del’900, imperversava in tutta Europa, fu quasi disdegnata dai critici, che la defini “un nero parto di una mente malata.”

Che Lovercraft abbia sofferto di psicosi e manie suicide, e che abbia vissuto in una famiglia crepuscolare, afflitta da tare ereditarie, è una realtà. La schizofrenia di suo padre, la morte del nonno ( che lo aveva iniziato alla letteratura Gotica e ai mostri delle favole infantili) e infine il disamore della madre che lo considerava quasi mostruoso, lo hanno sicuramente segnato. Ma ridurre la vastità e la magnificenza della sua opera a un frutto della schizofrenia è un vero peccato mortale. La sapienza della sua scrittura e la magia della sua ispirazione ci portano per mano in un mondo parallelo e fantastico, nel quale ci immergiamo con paura e dal quale ci risvegliamo con la profonda consapevolezza di aver spiato dietro una porta socchiusa forse una realtà stellare ed extraterrestre che ci lascia confusi e meravigliati. Dalla mescolanza di ossessioni, atmosfere gotiche e studi accurati della letteratura orientale ci troviamo catapultati in qualcosa di orrido e indefinibile, meraviglioso e ancestrale, che ha la stessa natura degli incubi che affollano i nostri sogni.  Il mondo perduto del Necronomicon, il terrore che ci pervade sul Mito di Cthulhu, e il senso di liberazione quando usciamo dalla narrazione di tutti i suoi racconti ha qualcosa di alchemico, che ci rimane attaccato addosso nella vita reale e che forse ci permette di guardare con occhio diverso anche la nostra quotidianità.

Immergiamoci quindi nella “filosofia dell’Orrore” di Lovercraft che affermava che:

“L’Orrore cosmico che anima tutti i racconti  ha radici nell’ignoranza. L’uomo è tranquillo e sicuro finché crede soltanto a ciò che percepisce con i suoi sensi o ricostruisce con la ragione.
Ma l’uomo è un incidente infinitesimale nell’ infinita complessità del cosmo, i
suoi sensi e la sua ragione abbracciano un territorio ridicolmente limitato, un
granello di polvere nell’ Assoluto. I terrori immanenti nella natura che lo
circonda, o che emergono dalla sua storia, sono nulla in confronto a quelli che
turbano l’infinito. Le forze cosmiche sono cieche, e macinano l’eternità senza
neppure avvedersi della razza umana. Sono tremende perché del tutto insensibili,
ineluttabili, inconcepibili. Dar loro la veste di divinità è un espediente di
comodo, ma è riduttivo: non sono sensibili né alle nostre preghiere né al nostro
dolore. Vengono da abissi talmente insondabili di tempo e di spazio che il
semplice tentativo di concepirle stravolge la mente e induce la follia, come
quella che travolse il matematico Cantor, che ebbe la pretesa blasfema di definire
un algoritmo dell’infinito.
Per questo, aprire squarci di conoscenza che ne facciano balenare nel buio
anche parziali contorni significa esporre la nostra mente ad un cataclisma d’orrore.”

Eccovi dunque il mio regalo di oggi, che potretescaricare GRATUITAMENTEdal mio sito, patriziabarrera.com. Sono due volumi in pdf, facili da stampare e che potrete regalare anche voi, perché si tratta di opere di PUBBLICO DOMINIO. Chiaramente, la vendita è vietata.

Questi due ebook si aggiungono alla libreria virtuale che da sempre patriziabarrera.com vi offre. Fatene buon uso e ricordate: non c’è bisogno di stare chiusi a casa per il corona-virus per prendere la ” cattiva abitudine di leggere!”

L’uomo ignorante è schiavo degli altri e di se stesso. L’uomo colto è LIBERO!

Alla prossima!

A proposito: se vi piacciono i racconti surreali perché non provate a leggere anche i miei?  Vi assicuro che non ve ne pentirete!

 

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Lo trovi anche su MONDADORI

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Oggi anche in Spagnolo! LO trovi qui

Il Richiamo della foresta di Jack London in regalo per voi!

 

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Questo libro è in FREE DOWNLOAD!   CLICCA QUI

 

 

Proprio così, cari Amici!

Da oggi e per un periodo abbastanza lungo,patriziabarrera.com vi offrirà i classici della letteratura Americana in meravigliosi pdf pronti da scaricare gratis, e che si aggiungeranno  ai tanti, tantissimi libri che sono già presenti sul sito e che vi ho regalato in questi anni.

Come sapete,patriziabarrera.com è un sito a molte facce. Oltre alla mia musica, edita ed inedita, in ascolto GRATUITO 24/7 anche da telefonino, il sito è ricco di contenuti intelligenti e divertenti, che potrete acquistare o anche ricevere assolutamente in regalo.

I Libri GRATIS sono uno di questi contenuti che vi offro. Sono tutti dedicati, come questo blog, alla OLD AMERICA, ai suoi personaggi illustri, la sua storia, la sua musica e ai molti volti di questo di questo Nuovo Continente che, tra brutture e meraviglie, ha contribuito a cambiare il mondo. E, soprattutto, sono in ITALIANO!

Il libro di oggi è IL RICHIAMO DELLA FORESTA, diJACK LONDON. 

E’ un romanzo breve scritto e pubblicato dall’autore dalla vita e dalla personalità difficili nel 1904. Diventato da subito un classico della letteratura mondiale, è stato annoverato tra i migliori libri di avventura per ragazzi, ed è davvero l’apoteosi dei buoni sentimenti e dell’amicizia tra un uomo e un cane.

Ecco la trama.

Il romanzo è ambientato inizialmente in California, nella soleggiata Valle di Santa Clara, nel 1897. Il cane Buck, figlio di un maschio sanbernardo e di una madre pastore scozzese, vive nella grande villa di un magistrato, il giudice Miller. Inizia la “corsa all’oro del Klondike“, aumenta la richiesta di cani da slitta, unico mezzo di locomozione nella gelata estremità settentrionale del continente americano, e pertanto Buck viene venduto dal giardiniere del suo padrone a un losco e brutale trafficante, il quale lo maltratta e lo rinchiude in una cassa affinché sia trasportato da una nave tra i ghiacci del Klondike.

Affidato a un brutale addestratore di cani («l’uomo dal maglione rosso»), Buck conosce la «legge della zanna e del bastone»: picchiato selvaggiamente, aggiogato a una muta guidata dal cane Spitz e costretto infine a diventare cane da slitta. Buck impara a difendersi dagli altri cani; uccide anzi Spitz e diventa capo della muta. Cambia padroni, ma non diminuiscono i maltrattamenti. Dopo essere stato al servizio di tre cercatori d’oro litigiosi e incapaci, Buck sta per essere ucciso, ma viene salvato dal cercatore d’oro John Thornton. Scoppia l’amore di Buck per il suo salvatore, che salva più volte da situazioni pericolose e infine gli fa vincere una grossa somma in una scommessa, tirando da solo una slitta con un carico di mille libbre.

La vincita permette a Thornton di recarsi a est, in cerca di una miniera abbandonata ai margini di una foresta. Qui Buck comincia a sentire «il richiamo della foresta»: vi si addentra, incontra altri lupi, uccide un alce. Quando ritorna all’accampamento scopre che Thornton e compagni sono stati uccisi dagli indiani Yeehats. Buck li vendica, scagliandosi contro gli Yeehats; poi il richiamo della foresta si fa dentro di lui sempre più irresistibile. Buck decide quindi di vivere nella foresta insieme a un branco di lupi, di cui diventerà il capo.

(da Wikipedia)

E’ innegabile che nel rapporto tra Thornton e Buck ci sia molto della personalità di London e moltissimo della sua vita tormentata. E’ anche il rigurgito nostalgico di una società che si avviava alla industrializzazione selvaggia e al capitalismo, ma ancora legata all meraviglia dei paesaggi incontaminati dell’America del nord e ad uno stile di vita sicuramente difficile, ma luminoso nel suo senso di libertà. E’ infine uno spaccato meraviglioso della Corsa all’Oro Americana, che nel romanzo ci pare di toccare con mano, poiché emerge viva nella sua storia di morte e di avventura.

Centinaia di traduzioni diverse in tutte le lingue del mondo e decine di adattamenti cinematografici  (il primo addirittura nel 1908 col nome di THE CALL OF THE WILD)   hanno regalato a Il Richiamo della Foresta l’immortalità.

Mi è sembrato quindi giusto regalarvi per primo, tra i classici della letteratura Americana, proprio questo libro, che troverete in FREE DOWNLOAD in formato pdf  su patriziabarrera.com.

Come gli altri libri in regalo, anche Il richiamo della Foresta è in dominio pubblico. Quindi potete scaricarlo , stamparlo e regalarlo anche voi o inserirlo nei vostri siti/blog.

Quindi, cosa aspettate? Regaliamo la cultura, poiché solo attraverso di essa saremo in grado di cambiare il mondo!

Alla prossima con un nuovo meraviglioso libro in regalo!

 

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Delirio di Natale – Un Natale col botto!

 

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E ora, cari Amici, per finire questa carrellata di videoclip sul Natale, schizzati ma non troppo, facciamo un bel botto con questo gruppo Celtic Punk nato nel 1996 e che nei Paesi Anglosassoni (è giusto il caso di dirlo ) impazza. Si tratta dei Dropkick Murphys , un nome tirato fuori su ispirazione di un famoso Centro di Sanità Mentale situato ad Acton, nel Massachussetts. I membri della band sono quasi tutti Irlandesi, fatta eccezione per il nuovo cantante, Al Barr, che è un misto di Galles e Germania niente male. Da quando ha rimpiazzato il solista Mike McColgan , che andò a coronare il suo sogno di diventare…pompiere, la band ha deciso fatto un salto di qualità, grazie al suo faccione simpatico e alla auto-ironia che traspare da ogni nota.

Fanno musica Oi!, inquadrata di solito come musica di destra, anzi della destra più accesa; ma la band , per non smentirsi, è assolutamente impegnata nei movimenti operai e dei Sindacati, e si professa sdegnosamente apolitica, vomitando la loro intolleranza perfino sugli esagitati gruppi di Skinheads, che li preferiscono ad ogni band e che non mancano mai ai loro concerti.
L’Irlanda è palpabile e viva in tutti i loro album, a cominciare da quello del 1996 “Boys on the dock” dedicato…al nonno di uno dei componenti. Ma si può dire che ogni anno sfornino dischi vivi e arrabbiati, in cui i temi sociali e di ribellione ideologica sono trattati con caustica ironia. Insomma, una band “cattiva” ma sagace che non smette mai di interessare e di portare quella ventata di allegria anti-buonista che a Natale ci sta proprio bene. Continua a leggere

Delirio di Natale – parte seconda

 

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(continua)

Se vi parlo dei Kinks il 99% di coloro (pochini devo dire) che stanno leggendo apriranno gli occhi con un grande punto interrogativo riflesso dentro. Chi sono? Mi sembrerà di sentirvi dire. Ed è un vero peccato che mi facciate questa domanda, perché questo gruppo pop rock Britannico ha segnato la storia della musica quanto se non di più i famosissimi Beatles o gli Who, entrando a pieno titolo tra le band che dettero vita alla British Invasion e che tanto modificarono il modo di suonare delle band d’eccellenza. Pensate che un Rod Stewart, che per un breve periodo suonò con loro, o anche un attendibilissimo David Bowie ( quando non era tra i fumi dell’LSD) paragonano la potenza del loro sound a quella dei Rolling Stones. Continua a leggere

Il Linciaggio di New Orleans: vittime innocenti di una politica razzista

 

 Italian rioters breaking into a Parish Prison, New Orleans, 1891. (Credit: World History Archive/Alamy Stock Photo)

 

(continua )

Negli anni che intercorsero tra l’ omicidio di Guerin e quello del Capitano David Hennessy jr ,James D. Houston aveva fatto strada: divenuto sceriffo nel 1871 e poi elevato al rango di Esattore capo per il quinto Distretto di New Orleans era divenuto quasi un simbolo di restaurazione dei vecchi ideali Vittoriani e razzisti, e ritenuto un modello per i nostalgici esponenti della crema dell’ Aristocrazia locale.  Aveva il grilletto facile e sputava facilmente sui neri e su quegli straccioni degli immigrati Italiani, che per lui erano tutti mafiosi. Tale comportamento, piuttosto che declassarlo davanti all’ opinione pubblica, ne aveva fatto quasi un eroe, osannato dai vecchi Confederati e dai nobili decaduti, che si erano visti soffiare dalla Guerra di Secessione gran parte delle loro proprietà e privilegi. La sua fama era al culmine ed era tanto stimato che, nel 1883, non solo riuscì a farla franca dopo aver ammazzato il  Capo della Polizia del suo Dipartimento ma addirittura questo omicidio rappresentò il trampolino di lancio in una vita di fama e ricchezza, complice il periodo di grande destabilizzazione politica e sociale .

Subito dopo la fine della Guerra di secessione e fino alla fine degli anni ’20 la Louisiana e in particolare l’ area di New Orleans, era una vera polveriera in grado di saltare per una minima scintilla. Soprattutto in periodo di elezioni bande di sobillatori al servizio di questo o quel candidato usavano  minacciare fino dentro le proprie case i possibili elettori, spingendosi quasi davanti alle urne ed esponendo in bella vista armi contundenti e pistole. Ciò non solo riduceva enormemente l’ affluenza alle urne ma generava scontri armati alla luce del sole tra gli scagnozzi di questa o di quella fazione. Era quindi necessario, per i candidati, circondarsi di una vera e propria Forza Armata che li difendesse dalle teste calde e che soprattutto rappresentasse uno scudo per i loro elettori. Houston , con il suo passato da poliziotto, fu quindi assoldato dal candidato Samuel D. McEnery perché gli coprisse le spalle durante tutta la campagna politica.

IL 14 dicembre 1883, inspiegabilmente e in corso di elezioni, ci fu una sparatoria proprio davanti al Municipio, dove si stavano raccogliendo i votanti. Non è chiaro come siano andate le cose ma sembra che in seguito ad un tafferuglio tra esponenti di fazioni rivali qualcuno abbia impugnato una pistola e che l’ ardimentoso Houston si sentisse quasi autorizzato a sparare a raffica tra la folla piuttosto che a cercare di riportare l’ ordine. Quando il fuoco cessò per terra rimasero colpite a morte varie persone, una delle quali era l’ amatissimo e integerrimo Capo della Polizia Michael J. Fortier oltre al deputato Eugene Masson, diretto rivale di Samuel D. McEnery.  Per tutti fu palese che ci fosse premeditazione da parte di Houston nel far fuori Masson. Non era ancora chiaro il coinvolgimento di Fortier nell’ oscura faccenda, ma il Capitano era conosciuto come una persona tutta d’un pezzo, inattaccabile e incorruttibile, quindi è probabile che sia stato chiesto ad Houston precedentemente di avvicinarlo per “ chiudere un occhio “ sulle manovre di convincimento sui votanti in fase elettorale e che Fortier si sia rivelato un osso troppo duro e inscalfibile. La sua morte era quindi auspicabile.  Comunque sia Houston fu arrestato, anche perché il fatto si era svolto davanti a numerosi testimoni oculari.  Il processo andò avanti per un po’ma non concluse nulla. Quando infine il Sindaco di New Orleans Joseph Shakspeare  entrò occultamente ma decisamente in gioco il processo finì con l’ assoluzione piena di Houston riguardo a ciò che venne definito come un  “ tragico incidente “.  I legami di Houston con la politica si fecero ancora più stretti l’ anno successivo, quando il Deputato John Kelly lo invitò a parlare alla Convenzione Democratica dello stato dell’ Ohio. Houston fece sfoggio della sua migliore parlantina e promise di creare nella propria città, New Orleans, un’ Associazione Democratica Giovanile, cosa che poi fece. Nel decennio che seguì il suo attivismo nel Partito Democratico ne consolidò il  giro d’affari nella città, fino quasi a concedergli un vero monopolio sul traffico import-export al Porto, in netta rivalità con l’ attività prima di Macheca e poi degli Stuppagghieri. Houston divenne il portavoce di una società reazionaria e razzista, impregnata di criminalità e affari sporchi nascosta dietro una facciata moralista e perbenista. Un vero specchio dei tempi, l’ incarnazione vivente di un’ America entusiasta della propria natura superiore Ariana, chiusa in se stessa e acerrima nemica degli immigrati, in special modo se Italiani. Costoro rappresentavano una vera spina nel fianco per la società ” bene “ di New Orleans: erano scuri di pelle come i negri, sporchi e animaleschi. Tuttavia per la Legge Americana erano classificabili come “ mezzi bianchi “ e quindi godevano di numerose libertà che ai negri erano precluse, come quella di aprire attività commerciali autonome e fiorenti , in grado di entrare in dichiarata competizione con quelle gestite dai “ puri Americani”. Nel 1890 gli Italiani erano proprietari di più di 3000 imprese all’ ingrosso o al dettaglio al Porto,  e in pratica l’ intera città di New Orleans dipendeva dal commercio delle derrate fresche e succulente che arrivavano dalla Sicilia.

 

James D Houston

James D. Houston non amava apparire in prima persona, dunque è difficile reperire immagini ufficiali di lui. Ecco però un bel trafiletto del New Orleans magazine dell’ epoca in cui viene descritto come uomo integerrimo, grande imprenditore e personalità di spicco della città.

 

La mafia controllava queste attività e le gestiva con la complicità oscura della Polizia e dei Partiti Politici locali, che incassavano grosse fette dai guadagni , e si parlava di centinaia di migliaia di dollari. Per i businessman rampanti come Houston la mafia rappresentava un vero ostacolo, un potere a cui era necessario sottomettersi e piegarsi e che interferiva con la sua ambizione espansionistica al Porto di New Orleans, che accoglieva circa la metà dei prodotti esteri che arrivavano  in America.  Per spazzarla via e sostituirsi ad essa era necessario un pretesto efficace e violento, ma tale da figurare come un atto necessario per la salvaguardia del bene collettivo e dell’ incolumità nazionale.  L’ occasione gli si presenterà nel 1891, quando divenne l’ ispiratore e l’ esecutore materiale del linciaggio degli Italiani.

Ma in tutta questa faccenda c’è un’ altra persona che ricoprirà un ruolo chiave nel massacro, divenendo l’ altra metà di Houston, quella dichiarata e aperta e che si assumerà di petto non solo la responsabilità ma anche l’ “ onore “ del linciaggio : sto parlando del Sindaco di New Orleans, il già nomato  Joseph Shakspeare.

Per farvi capire il soggetto, Shakspeare era diventato Sindaco nel 1880 dopo aver accettato di militare nelle fila della Regolare Organizzazione Democratica ( The Ring), una coalizione di Riformatori che si era formata già subito dopo la Guerra di Secessione, il cui fine ultimo era la restaurazione dei vecchi ideali Vittoriani e razzisti in pieno conflitto con quelli Repubblicani. Era una coalizione molto violenta, collusa con la mafia e invischiata in grossi scandali  e una forza contrastata già all’ interno del Partito Democratico che spesso ne prendeva le distanze , ma che tuttavia grazie ad essa riuscì a tornare al potere già nel 1877..

E’ inutile dire che il primo atto restaurativo del Partito Democratico  fu quello di emanare le tristemente famose Leggi Jim Crow, decurtare gli Afro-Americani del potere elettivo e stimolare tutti i peggiori sentimenti razzisti Americani .

Sulla scia dei principi  Democratici Shakspeare  commissionò un monumento alla eroica figura del Generale Lee, il cui ricordo nei veterani Confederati era ancora vivido e puro, come anche la sua profonda convinzione che “ la schiavitù, benchè da aborrire per i bianchi, era tuttavia auspicabile per i neri, inferiori per nascita, che ne sarebbero stati sicuramente beneficiati nell’ anima e nella mente “.

Più discutibile l’ altro monumento che fece erigere, quello commemorativo del Battle of Liberty Place, evento in cui,  subito dopo la guerra di secessione,  una massa di infervorati Confederati profondamente convinti della supremazia dei bianchi e in qualche modo legati al Ku Klux Klan, cercarono di rovesciare il governo Repubblicano della città combattendo sia contro la Polizia locale che contro le truppe Federali.  Insomma, lavorò sulla testa della gente per tutto il primo mandato sfidando minacce e lotte intestine tra le due coalizioni nel seno del Partito Democratico: per questo alla fine del suo mandato lasciò il passo a William J. Behan, il candidato della coalizione Democratica avversa che, tanto per nota, era stato proprio l’ ideatore della Crescent City White League e responsabile della Battle of Liberty Place.

 

Joseph Shakespeare

Ecco il Sindaco Joseph Shakespeare all’ epoca dei fatti.

 

Ma fu una mossa  subdola, che mirava semplicemente a spargere fumo e tenere buoni i suoi avversari politici mentre lui nell’ ombra stringeva rapporti di interessi e di potere. Infatti solo due anni dopo, sostenuto dalla forza economica del RING, riuscì a buttar fuori Behan con l’ espediente tanto caro ai politici dei “ voti comprati “ alla precedente elezione. Sputtanò tanto bene il Sindaco in carica che non faticò a riportare gli elettori alle urne, dove stravinse con 23.313 voti contro i 15.635 del Giudice Robert C. Davey, altro potentissimo candidato dell’ Anello.  Per farsi bello con la cittadinanza e consolidare il suo potere dette il via a numerose opere urbane importanti, come il miglioramento del manto stradale, l’ introduzione dell’ illuminazione elettrica nelle strade principali della città, e favorì la diffusione delle automobili come mezzo privilegiato di spostamento. Rinnovò Il Corpo dei Vigili del Fuoco, dotandolo di strumentazione nuova e sofisticata, e ridusse enormemente il debito pubblico della città. Ma nel contempo elevò il mandato di Sindaco da due a quattro anni, legalizzò il gioco d’ azzardo e istituzionalizzò i bordelli, esigendo forti tasse da tali attività. Rafforzò la Polizia della Città e intensificò i controlli al Porto, mentre nel contempo costruiva nuove prigioni in Tulane Avenue legalizzando la richiesta dei proprietari terrieri e degli uomini d’affari di servirsi della manodopera dei carcerati, previo pagamento di tasse comunali. Infine nel 1890 fu lui a nominare David Hennessy , che non nascondeva i suoi legami con la mafia portuale, come nuovo Capo della Polizia.

Houston e Shakspeare: questi dunque gli ideatori e i sobillatori del linciaggio di New Orleans. Entrambi lavorarono per anni per costruirsi un’ immagine rispettabile mentre, nel contempo, condizionavano il sentimento popolare facendo leva sui radicati sentimenti razzisti e classisti.

Il primo tramava nell’ ombra consolidando quell’ enorme potere economico e quella fitta rete di affari che avrebbero rappresentato il motore portante per una radicale trasformazione della città; l’ altro utilizzava la Legge e le Istituzioni , il che avrebbe conferito  a qualsiasi atto violento ai danni di una invisa minoranza etnica  un’ immagine assolutamente legale e anzi preventiva di danni futuri a scapito della cittadinanza.  Tutto era pronto. Ora necessitava una piccola scintilla per generare un devastante incendio.

E la scintilla, prontamente, scoppiò.

Il pretesto ufficiale del linciaggio,che seguì l’ omicidio di Hennessy, fu offerto proprio dalla faida tra i Provenzano e Macheca riguardo il monopolio dell’ importazione della frutta al Porto di New Orleans.  Questo accadeva già nel 1886 quando Macheca rimosse il contratto con i Provenzano e lo assegnò ad un clan rivale, diretto da Tony e Charles Matranga. Tra alti e bassi e una quantità di omicidi nel 1890 Tony Matranga, insieme alle sue guardie del corpo, cadde vittima di un’ imboscata della quale furono accusati, senza alcuna prova indiziaria, proprio i Provenzano che.,in sede di giudizio, furono tuttavia dichiarati estranei ai fatti. Al loro posto il Giudice chiamò invece in  in giudizio i Matranga, si suppone per alcune prove schiaccianti contro di loro proprio fornite da Hennessy.  All’ indomani del suo omicidio, , pochi mesi dopo, la Stampa prima e dalla Pubblica Accusa poi gridarono alla ritorsione e fecero un gran can can sull coraggio della vittima la quale, sprezzante del pericolo a cui andava incontro , aveva messo a repentaglio la sua vita per ristabilire l’Ordine e la Verità.  Chiaramente si tacque sul fatto che Hennessy, insieme con i Provenzano, era proprietario e gestiva l’ intero quartiere a luci rosse del Porto e che quindi a egli veva agito per interesse e non certo per l’ etica professionale. Ma tant’è: per l’ opinione pubblica Macheca era un mafioso ed Hennessy un Tutore della Legge. E’ molto probabile che alla radice dell’ omicidio di Hennessy ci fu ben altro che una regolazione di conti. Poteri molto più occulti stavano tramando nell’ ombra e  in ballo c’erano  milioni di dollari che, con l’ aiuto delle Forze Politiche e della pecoraggine della cittadinanza , sarebbero entrati senza colpo ferire nelle tasche di pochi, pochissimi personaggi dalla facciata integerrima e nazionalista.  Non era per questo che per anni avevano rimestato nella testa della gente infarcendola di ideali ariani , agendo per prenderla per fame e stimolando in essa gli Americanissimi sentimenti di odio e di razzismo nei confronti degli immigrati  “ladri di lavoro e di potere  che in più avevano portato in loco la mafia? “  Ora era il momento di raccogliere i frutti. Diciannove persone sarebbero state immolate, centinaia sarebbero state ferite, perseguitate e infine eliminate e la faccia di un’ intera nazione sarebbe stata scossa e mutata da       quella che fu definita “ La Questione Italiana “.

(continua )

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L’ America della trasgressione : il Burlesque

Cari Amici,

in questo periodo di Feste sono stata un po’ assente ma voglio farmi perdonare con un post allegro e interessante, che vi prego di continuare a leggere sul mio sito ufficiale patriziabarrera.com. Darete così un valido aiuto al mio lavoro di auto produzione musicale e potrete ascoltare GRATUITAMENTE tutta la mia musica e usufruire di tanti contenuti GRATIS o in FREE DOWNLOAD.  Vi aspetto!

 

 

Nato stranamente nella Puritana Inghilterra alla fine del 1700 il Burlesque  ( dallo Spagnolo Burla,) era originariamente uno spettacolo teatrale di matrice comica,  con l’intento di parodiare gli strani vizi dell’aristocrazia Britannica  ad unico vantaggio di un popolino povero e maltrattato, che in tal modo si prendeva le sue rivincite. Si trattava comunque di spettacolini ” leggeri” , con una trama esile e uno stile goliardico, a cui si aggiunsero ben presto ballerine e cantanti dichiaratamente poco vestite. Giunto ben presto in America fu subito confinato nei saloon o nei bordelli dove, a ritmo di musica, i soli avventori maschi potevano godere delle grazie canore e ..carnali delle belle artiste.

 Ecco una delle ” scandalose artiste ” dell’ America Vittoriana nel 1890. L’ abbigliamento è casto per noi ma per l’ epoca, che pretendeva che perfino le caviglie delle donne rimanessero celate allo sguardo degli uomini, era come per noi adesso vedere in giro una donna nuda.

Fu solo  nel 1860 grazie alla bellissima Lidia Thompson e alla sua compagnia British Blondes che il Burlesque balzò agli onori della cronaca, come spettacolo più chiacchierato dell’anno in quel di Broadway.  In definitiva La Thompson cantava, ballava e mimava personaggi politici o industriali rampanti con grande maestria ed esibendosi in..calzamaglia. Tuttavia un vento di novità penetrò direttamente nella compagine sociale, e decine di teatri Americani ” si aprirono al ” sexy style”. A Chicago, New Orleans, Cincinnati e New York un pubblico euforico si accalcava sugli spalti per ridere alle spalle del sistema e nel contempo bearsi della vista di artiste sempre più svestite…..

 

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Il Linciaggio degli Italiani a New Orleans : le premesse

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Cari Amici,
dopo un lungo periodo di assenza dovuto al fatto che sono stata impegnata a promozionare il mio ultimo album di Inedite Bianco Sporco Nero Candido , che potete trovare in ASCOLTO GRATUITO sul mio sito patriziabarrera.com, eccomi di nuovo a voi con un’ altra puntata del dossier sui nostri trascorsi come immigrati in America.
Questo articolo vi parlerà di uno degli eventi più sanguinosi non solo della nostra storia Italiana ma anche degli USA, purtroppo relegato ingiustamente al dimenticatoio. Si tratta di un episodio di brutalità e follia trasceso nel linciaggio pubblico contro alcuni nostri connazionali nel lontano 1891, passato alla storia come ” Il linciaggio di New Orleans “.
Fu l’ unico momento della storia del nostro paese in cui i rapporti con gli USA furono messi ( giustamente ) a repentaglio, finchè il Governo Giolitti per questioni di interesse politico e anche di sudditanza psicologica non cancellò dal libro nero questo evento tragico, le cui vittime ancora oggi non sono state realmente riabilitate e per l’ omicidio delle quali all’ epoca NESSUNO pagò. Ci farà bene rispolverare un po’ della nostra storia passata, quando INVASORI e STRANIERI STRACCIONI eravamo considerati noi Italiani, alla luce delle tragedie attuali e dei numerosi episodi di razzismo che stiamo vivendo OGGI riguardo la questione degli extracomunitari. Le vicende sembrano diverse ma la radice è sempre la stessa , gli interessi politici di pochi e la pecoraggine della massa pronta a scagliarsi sulla pecora nera di turno. Oggi sono gli extracomunitari…e domani?
Buone riflessioni Continua a leggere

Emigrati in America : quando gli Italiani erano negri

 

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Quando le prime ondate di immigrati Italiani arrivarono in America per il Governo Statunitense e anche per l’ immaginario collettivo si trattava di persone dotate di una certa dignità e inequivocabilmente “bianche “

In effetti i primi a sbarcare nel nuovo continente furono i Friulani, poveri contadini lasciati affogare nella propria povertà dai Savoia che, nella loro opera di pseudo-unificazione si erano completamente dimenticati del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. Si trattava di gente dai caratteri somatici chiaramente nordici, di statura alta e con occhi e pelle chiari che non sfiguravano sul suolo Americano già in sentore di ideologia Ariana.
Tuttavia affermare che questo fu l’ unico motivo per cui essi vennero accolti bonariamente e avviati senza indugio al processo di Americanizzazione sarebbe altamente riduttivo. Vari fattori hanno contribuito a danneggiare l’ immagine dell’ Italiano in America, primo tra tutti l’ acceso razzismo scientifico che imperversava in Europa, seminascosto dagli ideali di Nazionalismo e Patriottismo. Ancora una volta furono i Savoia i principali artefici di questo processo di corruzione,a giustificazione dei sanguinosi misfatti e delle ruberie operate soprattutto nel sud Italia, che venne completamente spogliato dei propri beni e delle operose aziende.

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L’ Italiano è un terrorista!

( continua )

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2) Gli Italiani sono tutti Anarchici

Il secondo stereotipo che rese invisi gli Italiani all’ America ( e non solo ) fu la fama di terrorismo che ci aleggiava intorno e, similmente a quanto succede oggi agli immigrati del Medio Oriente che per il popolino ” fanno parte tutti dell’ ISIS ” , così i nostri connazionali erano bollati indistintamente come ” anarchici “.
In realtà alla fine del 1800 molti furono gli attentati ai Grandi dell’ epoca firmati Italia. La triste catena iniziò nel 1894 per mano del già nomato Sante Caserio il cui atto omicida contro il Presidente Francese Sadi Carnot determinò uno scatto evolutivo nella repressione del Movimento Anarchico , che proprio in Francia aveva il suo Quartier Generale con più di 50 gruppi ben organizzati e oltre tremila attivisti. Malgrado ciò il fatto che un odiato Italiano fosse venuto appositamente dal suo Paese a compiere questo atto scellerato , benchè sulla scia di una evidente spinta ideologica, aprì le porte ad una visione infamante dell’ Anarchico che da quel momento in poi fu per il mondo intero ” Italiano “. Continua a leggere

Italiani brutti sporchi e cattivi: emigrati in America

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In un periodo storico come quello che stiamo vivendo oggi, dove gli extracomunitari sono considerati a tutti gli effetti degli invasori e in cui i media spalleggiano i Governi per far tremare il mondo al suono della parola ISIS, credo sia giusto dedicare un po’ del mio tempo a riportare alla memoria dei lettori ciò che rappresentò l’ emigrazione Italiana all’ estero e le sue ripercussioni sulla storia Europea.
Ciò al fine di aiutare noi tutti a ricostruire quella scala di valori che abbiamo ormai perduto, e a chiamare le cose con il loro giusto nome: razzismo.
Chiaramente non si tratta di un unico concetto, perchè il fenomeno stesso del razzismo affonda le radici nella stupidità, nell’ avidità e nella sete di violenza. Una vera collezione di morbosità e orrori mentali che prescindono da qualsiasi concetto di ” razza “, in quanto ci accomunano tutti. Una distorsione di pensiero che ci divide anche nella nostra stessa Patria, dove purtroppo il riesumato termine torna a brillare sulle bocche di alcuni politici Italiani, che prima affermano e poi ritrattano, non avendo neanche gli attributi per arrivare fino in fondo.

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