Il Linciaggio di New Orleans: vittime innocenti di una politica razzista

 

 Italian rioters breaking into a Parish Prison, New Orleans, 1891. (Credit: World History Archive/Alamy Stock Photo)

 

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Negli anni che intercorsero tra l’ omicidio di Guerin e quello del Capitano David Hennessy jr ,James D. Houston aveva fatto strada: divenuto sceriffo nel 1871 e poi elevato al rango di Esattore capo per il quinto Distretto di New Orleans era divenuto quasi un simbolo di restaurazione dei vecchi ideali Vittoriani e razzisti, e ritenuto un modello per i nostalgici esponenti della crema dell’ Aristocrazia locale.  Aveva il grilletto facile e sputava facilmente sui neri e su quegli straccioni degli immigrati Italiani, che per lui erano tutti mafiosi. Tale comportamento, piuttosto che declassarlo davanti all’ opinione pubblica, ne aveva fatto quasi un eroe, osannato dai vecchi Confederati e dai nobili decaduti, che si erano visti soffiare dalla Guerra di Secessione gran parte delle loro proprietà e privilegi. La sua fama era al culmine ed era tanto stimato che, nel 1883, non solo riuscì a farla franca dopo aver ammazzato il  Capo della Polizia del suo Dipartimento ma addirittura questo omicidio rappresentò il trampolino di lancio in una vita di fama e ricchezza, complice il periodo di grande destabilizzazione politica e sociale .

Subito dopo la fine della Guerra di secessione e fino alla fine degli anni ’20 la Louisiana e in particolare l’ area di New Orleans, era una vera polveriera in grado di saltare per una minima scintilla. Soprattutto in periodo di elezioni bande di sobillatori al servizio di questo o quel candidato usavano  minacciare fino dentro le proprie case i possibili elettori, spingendosi quasi davanti alle urne ed esponendo in bella vista armi contundenti e pistole. Ciò non solo riduceva enormemente l’ affluenza alle urne ma generava scontri armati alla luce del sole tra gli scagnozzi di questa o di quella fazione. Era quindi necessario, per i candidati, circondarsi di una vera e propria Forza Armata che li difendesse dalle teste calde e che soprattutto rappresentasse uno scudo per i loro elettori. Houston , con il suo passato da poliziotto, fu quindi assoldato dal candidato Samuel D. McEnery perché gli coprisse le spalle durante tutta la campagna politica.

IL 14 dicembre 1883, inspiegabilmente e in corso di elezioni, ci fu una sparatoria proprio davanti al Municipio, dove si stavano raccogliendo i votanti. Non è chiaro come siano andate le cose ma sembra che in seguito ad un tafferuglio tra esponenti di fazioni rivali qualcuno abbia impugnato una pistola e che l’ ardimentoso Houston si sentisse quasi autorizzato a sparare a raffica tra la folla piuttosto che a cercare di riportare l’ ordine. Quando il fuoco cessò per terra rimasero colpite a morte varie persone, una delle quali era l’ amatissimo e integerrimo Capo della Polizia Michael J. Fortier oltre al deputato Eugene Masson, diretto rivale di Samuel D. McEnery.  Per tutti fu palese che ci fosse premeditazione da parte di Houston nel far fuori Masson. Non era ancora chiaro il coinvolgimento di Fortier nell’ oscura faccenda, ma il Capitano era conosciuto come una persona tutta d’un pezzo, inattaccabile e incorruttibile, quindi è probabile che sia stato chiesto ad Houston precedentemente di avvicinarlo per “ chiudere un occhio “ sulle manovre di convincimento sui votanti in fase elettorale e che Fortier si sia rivelato un osso troppo duro e inscalfibile. La sua morte era quindi auspicabile.  Comunque sia Houston fu arrestato, anche perché il fatto si era svolto davanti a numerosi testimoni oculari.  Il processo andò avanti per un po’ma non concluse nulla. Quando infine il Sindaco di New Orleans Joseph Shakspeare  entrò occultamente ma decisamente in gioco il processo finì con l’ assoluzione piena di Houston riguardo a ciò che venne definito come un  “ tragico incidente “.  I legami di Houston con la politica si fecero ancora più stretti l’ anno successivo, quando il Deputato John Kelly lo invitò a parlare alla Convenzione Democratica dello stato dell’ Ohio. Houston fece sfoggio della sua migliore parlantina e promise di creare nella propria città, New Orleans, un’ Associazione Democratica Giovanile, cosa che poi fece. Nel decennio che seguì il suo attivismo nel Partito Democratico ne consolidò il  giro d’affari nella città, fino quasi a concedergli un vero monopolio sul traffico import-export al Porto, in netta rivalità con l’ attività prima di Macheca e poi degli Stuppagghieri. Houston divenne il portavoce di una società reazionaria e razzista, impregnata di criminalità e affari sporchi nascosta dietro una facciata moralista e perbenista. Un vero specchio dei tempi, l’ incarnazione vivente di un’ America entusiasta della propria natura superiore Ariana, chiusa in se stessa e acerrima nemica degli immigrati, in special modo se Italiani. Costoro rappresentavano una vera spina nel fianco per la società ” bene “ di New Orleans: erano scuri di pelle come i negri, sporchi e animaleschi. Tuttavia per la Legge Americana erano classificabili come “ mezzi bianchi “ e quindi godevano di numerose libertà che ai negri erano precluse, come quella di aprire attività commerciali autonome e fiorenti , in grado di entrare in dichiarata competizione con quelle gestite dai “ puri Americani”. Nel 1890 gli Italiani erano proprietari di più di 3000 imprese all’ ingrosso o al dettaglio al Porto,  e in pratica l’ intera città di New Orleans dipendeva dal commercio delle derrate fresche e succulente che arrivavano dalla Sicilia.

 

James D Houston

James D. Houston non amava apparire in prima persona, dunque è difficile reperire immagini ufficiali di lui. Ecco però un bel trafiletto del New Orleans magazine dell’ epoca in cui viene descritto come uomo integerrimo, grande imprenditore e personalità di spicco della città.

 

La mafia controllava queste attività e le gestiva con la complicità oscura della Polizia e dei Partiti Politici locali, che incassavano grosse fette dai guadagni , e si parlava di centinaia di migliaia di dollari. Per i businessman rampanti come Houston la mafia rappresentava un vero ostacolo, un potere a cui era necessario sottomettersi e piegarsi e che interferiva con la sua ambizione espansionistica al Porto di New Orleans, che accoglieva circa la metà dei prodotti esteri che arrivavano  in America.  Per spazzarla via e sostituirsi ad essa era necessario un pretesto efficace e violento, ma tale da figurare come un atto necessario per la salvaguardia del bene collettivo e dell’ incolumità nazionale.  L’ occasione gli si presenterà nel 1891, quando divenne l’ ispiratore e l’ esecutore materiale del linciaggio degli Italiani.

Ma in tutta questa faccenda c’è un’ altra persona che ricoprirà un ruolo chiave nel massacro, divenendo l’ altra metà di Houston, quella dichiarata e aperta e che si assumerà di petto non solo la responsabilità ma anche l’ “ onore “ del linciaggio : sto parlando del Sindaco di New Orleans, il già nomato  Joseph Shakspeare.

Per farvi capire il soggetto, Shakspeare era diventato Sindaco nel 1880 dopo aver accettato di militare nelle fila della Regolare Organizzazione Democratica ( The Ring), una coalizione di Riformatori che si era formata già subito dopo la Guerra di Secessione, il cui fine ultimo era la restaurazione dei vecchi ideali Vittoriani e razzisti in pieno conflitto con quelli Repubblicani. Era una coalizione molto violenta, collusa con la mafia e invischiata in grossi scandali  e una forza contrastata già all’ interno del Partito Democratico che spesso ne prendeva le distanze , ma che tuttavia grazie ad essa riuscì a tornare al potere già nel 1877..

E’ inutile dire che il primo atto restaurativo del Partito Democratico  fu quello di emanare le tristemente famose Leggi Jim Crow, decurtare gli Afro-Americani del potere elettivo e stimolare tutti i peggiori sentimenti razzisti Americani .

Sulla scia dei principi  Democratici Shakspeare  commissionò un monumento alla eroica figura del Generale Lee, il cui ricordo nei veterani Confederati era ancora vivido e puro, come anche la sua profonda convinzione che “ la schiavitù, benchè da aborrire per i bianchi, era tuttavia auspicabile per i neri, inferiori per nascita, che ne sarebbero stati sicuramente beneficiati nell’ anima e nella mente “.

Più discutibile l’ altro monumento che fece erigere, quello commemorativo del Battle of Liberty Place, evento in cui,  subito dopo la guerra di secessione,  una massa di infervorati Confederati profondamente convinti della supremazia dei bianchi e in qualche modo legati al Ku Klux Klan, cercarono di rovesciare il governo Repubblicano della città combattendo sia contro la Polizia locale che contro le truppe Federali.  Insomma, lavorò sulla testa della gente per tutto il primo mandato sfidando minacce e lotte intestine tra le due coalizioni nel seno del Partito Democratico: per questo alla fine del suo mandato lasciò il passo a William J. Behan, il candidato della coalizione Democratica avversa che, tanto per nota, era stato proprio l’ ideatore della Crescent City White League e responsabile della Battle of Liberty Place.

 

Joseph Shakespeare

Ecco il Sindaco Joseph Shakespeare all’ epoca dei fatti.

 

Ma fu una mossa  subdola, che mirava semplicemente a spargere fumo e tenere buoni i suoi avversari politici mentre lui nell’ ombra stringeva rapporti di interessi e di potere. Infatti solo due anni dopo, sostenuto dalla forza economica del RING, riuscì a buttar fuori Behan con l’ espediente tanto caro ai politici dei “ voti comprati “ alla precedente elezione. Sputtanò tanto bene il Sindaco in carica che non faticò a riportare gli elettori alle urne, dove stravinse con 23.313 voti contro i 15.635 del Giudice Robert C. Davey, altro potentissimo candidato dell’ Anello.  Per farsi bello con la cittadinanza e consolidare il suo potere dette il via a numerose opere urbane importanti, come il miglioramento del manto stradale, l’ introduzione dell’ illuminazione elettrica nelle strade principali della città, e favorì la diffusione delle automobili come mezzo privilegiato di spostamento. Rinnovò Il Corpo dei Vigili del Fuoco, dotandolo di strumentazione nuova e sofisticata, e ridusse enormemente il debito pubblico della città. Ma nel contempo elevò il mandato di Sindaco da due a quattro anni, legalizzò il gioco d’ azzardo e istituzionalizzò i bordelli, esigendo forti tasse da tali attività. Rafforzò la Polizia della Città e intensificò i controlli al Porto, mentre nel contempo costruiva nuove prigioni in Tulane Avenue legalizzando la richiesta dei proprietari terrieri e degli uomini d’affari di servirsi della manodopera dei carcerati, previo pagamento di tasse comunali. Infine nel 1890 fu lui a nominare David Hennessy , che non nascondeva i suoi legami con la mafia portuale, come nuovo Capo della Polizia.

Houston e Shakspeare: questi dunque gli ideatori e i sobillatori del linciaggio di New Orleans. Entrambi lavorarono per anni per costruirsi un’ immagine rispettabile mentre, nel contempo, condizionavano il sentimento popolare facendo leva sui radicati sentimenti razzisti e classisti.

Il primo tramava nell’ ombra consolidando quell’ enorme potere economico e quella fitta rete di affari che avrebbero rappresentato il motore portante per una radicale trasformazione della città; l’ altro utilizzava la Legge e le Istituzioni , il che avrebbe conferito  a qualsiasi atto violento ai danni di una invisa minoranza etnica  un’ immagine assolutamente legale e anzi preventiva di danni futuri a scapito della cittadinanza.  Tutto era pronto. Ora necessitava una piccola scintilla per generare un devastante incendio.

E la scintilla, prontamente, scoppiò.

Il pretesto ufficiale del linciaggio,che seguì l’ omicidio di Hennessy, fu offerto proprio dalla faida tra i Provenzano e Macheca riguardo il monopolio dell’ importazione della frutta al Porto di New Orleans.  Questo accadeva già nel 1886 quando Macheca rimosse il contratto con i Provenzano e lo assegnò ad un clan rivale, diretto da Tony e Charles Matranga. Tra alti e bassi e una quantità di omicidi nel 1890 Tony Matranga, insieme alle sue guardie del corpo, cadde vittima di un’ imboscata della quale furono accusati, senza alcuna prova indiziaria, proprio i Provenzano che.,in sede di giudizio, furono tuttavia dichiarati estranei ai fatti. Al loro posto il Giudice chiamò invece in  in giudizio i Matranga, si suppone per alcune prove schiaccianti contro di loro proprio fornite da Hennessy.  All’ indomani del suo omicidio, , pochi mesi dopo, la Stampa prima e dalla Pubblica Accusa poi gridarono alla ritorsione e fecero un gran can can sull coraggio della vittima la quale, sprezzante del pericolo a cui andava incontro , aveva messo a repentaglio la sua vita per ristabilire l’Ordine e la Verità.  Chiaramente si tacque sul fatto che Hennessy, insieme con i Provenzano, era proprietario e gestiva l’ intero quartiere a luci rosse del Porto e che quindi a egli veva agito per interesse e non certo per l’ etica professionale. Ma tant’è: per l’ opinione pubblica Macheca era un mafioso ed Hennessy un Tutore della Legge. E’ molto probabile che alla radice dell’ omicidio di Hennessy ci fu ben altro che una regolazione di conti. Poteri molto più occulti stavano tramando nell’ ombra e  in ballo c’erano  milioni di dollari che, con l’ aiuto delle Forze Politiche e della pecoraggine della cittadinanza , sarebbero entrati senza colpo ferire nelle tasche di pochi, pochissimi personaggi dalla facciata integerrima e nazionalista.  Non era per questo che per anni avevano rimestato nella testa della gente infarcendola di ideali ariani , agendo per prenderla per fame e stimolando in essa gli Americanissimi sentimenti di odio e di razzismo nei confronti degli immigrati  “ladri di lavoro e di potere  che in più avevano portato in loco la mafia? “  Ora era il momento di raccogliere i frutti. Diciannove persone sarebbero state immolate, centinaia sarebbero state ferite, perseguitate e infine eliminate e la faccia di un’ intera nazione sarebbe stata scossa e mutata da       quella che fu definita “ La Questione Italiana “.

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Italiani brutti sporchi e cattivi: emigrati in America

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In un periodo storico come quello che stiamo vivendo oggi, dove gli extracomunitari sono considerati a tutti gli effetti degli invasori e in cui i media spalleggiano i Governi per far tremare il mondo al suono della parola ISIS, credo sia giusto dedicare un po’ del mio tempo a riportare alla memoria dei lettori ciò che rappresentò l’ emigrazione Italiana all’ estero e le sue ripercussioni sulla storia Europea.
Ciò al fine di aiutare noi tutti a ricostruire quella scala di valori che abbiamo ormai perduto, e a chiamare le cose con il loro giusto nome: razzismo.
Chiaramente non si tratta di un unico concetto, perchè il fenomeno stesso del razzismo affonda le radici nella stupidità, nell’ avidità e nella sete di violenza. Una vera collezione di morbosità e orrori mentali che prescindono da qualsiasi concetto di ” razza “, in quanto ci accomunano tutti. Una distorsione di pensiero che ci divide anche nella nostra stessa Patria, dove purtroppo il riesumato termine torna a brillare sulle bocche di alcuni politici Italiani, che prima affermano e poi ritrattano, non avendo neanche gli attributi per arrivare fino in fondo.

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Sing Song Girls : l’ epilogo

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Nel tempo la Cameron iniziò ad adottare tecniche diverse, spesso suggerite dagli stessi informatori ma non di rado anche da parenti delle vittime che, miracolosamente, erano anch’essi approdati in America alla ricerca della ragazza di cui non avevano più saputo nulla. La ricerca si rivolse allora a quegli esercizi Cinesi, apparentemente rispettabili come empori e lavanderie, che nel retrobottega nascondevano scenari di miseria assoluta, in cui le piccole schiave giacevano completamente drogate e seminude in giacigli di paglia, in attesa dei clienti. Questi ” ratti ” avvenivano generalmente alla luce del sole e con l’ appoggio di agenti della Polizia sostenitori della causa della Cameron, perchè i Tong arrivavano a frotte a circondare gli edifici e spesso ingaggiavano lotte all’ ultimo sangue con tutti coloro che gli sbarravano la strada.
Non di rado la stessa Cameron doveva farsi largo tra la Maitresse Cinese del locale, una vecchia puttana che aveva imparato ad odiare le donne e che con le unghie e con i denti difendeva la propria mercanzia.

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Halloween, la vera storia

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Che Halloween provenga da una festa pagana non ci piove. Se guardate in giro sul web vi renderete conto che si tratta di una rivisitazione Americana di una antichissima celebrazione stagionale di origine Celtica, poi modificata ( anzi, santificata ) dalla Chiesa che come al solito quando non può vietare qualcosa cerca di sovrapposi ad essa, e infine diventata una melensa festa consumistica ormai svuotata di ogni significato.
Essendo curiosa per natura mi sono data da fare per arrivare alle radici della questione e cercare di recuperare l’ importanza simbolica di questo evento : devo dire che ho trovato su siti Irlandesi dichiaratamente di nicchia molte cose interessanti, che mi hanno in parte spiegato l’ eccezionalità di questa celebrazione, ricchissima di esoterismo e tradizioni che si rifanno alla notte dei tempi. Ai miei affezionati lettori farà piacere conoscere qualcosa di poco inflazionato e che difficilmente troverete su blog e siti Italiani che, gira gira, ripetono le stesse cose trite e ritrite. Continua a leggere

L’ Angelo arrabbiato delle sing song girls.

 

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” La Casa Verde è un luogo di ignominia e di vergogna,
intriso di verginità deflorata e purezza perduta.
La cosa che mi fa più schifo è dover baciare i clienti in bocca
e permettergli di toccare ogni parte del mio corpo.
Basta, non ce la faccio più!
Non riesco ad esprimere con le parole la mia vergogna!
Devo trovare il modo di fuggire
da questo luogo di fiori e di sangue.
Come vorrei essere amata da un uomo bello e forte
e diventare la sua compagna! ”

 

Queste poche frasi, ritrovate in un cassetto di una delle tante case Cinesi a luci rosse in San Francisco intorno al 1890, descrive in modo straziante ed efficace i sentimenti delle ragazze Cinesi schiave in America e del loro anelito alla salvezza.
Non sapremo mai chi era l’ autrice di questa accorata confessione, più simile ad una poesia che a una pagina di diario. E non sapremo mai se ella riuscì infine a trovare la libertà o se, più probabilmente, finì la sua breve vita ammazzata dalla sifilide o per mano di un violento cliente.
Tuttavia queste parole ci danno la misura della realtà brutale in cui erano costrette a vivere le piccole schiave oggetto di un indegno traffico tra Cina e Stati Uniti che durò circa un secolo e che costituisce una delle pagine più vergognose della storia Americana. Un mercato che rimase attivo ancora 75 anni dopo la liberazione degli Afro – Americani…con il beneplacito del pubblico e perfino dei media.

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Il triste calvario delle sing song girls

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Le piccole schiave che approdarono in America tra il 1820 e il 1840 furono senza dubbio quelle più fortunate. Benchè comprate o, meglio, svendute dalle loro famiglie le prime ragazze Cinesi furono destinate a diventare concubine dei pochissimi ma ricchissimi investitori che dalla Cina giunsero nel Nuovo Continente dopo aver fiutato ” l’ Affare Americano “. Si trattava di uomini danarosi, in grado di intessere loschi traffici con i Governi Stranieri e che in Cina occupavano posizioni privilegiate, non di rado vicine all’ Imperatore.
Espatriati con al seguito la loro piccole Corte composta da mogli, servi e subalterni costoro si erano fatti costruire grandissimi palazzi in stile Orientale, completi di quella fitta rete di cortili interni e nascosti dove vegetava un vero harem di donne, la cui unica funzione era quella di confermare il potere economico e politico del proprio padrone.

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Il lungo viaggio delle Sing Song Girls

 

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La lunga epopea delle sing song girls nella Old America iniziò non prima del 1840 ma con punte di abnorme ascesa nel periodo della Corsa all’ oro , più o meno tra il 1848 e il 1854. Prima di allora la presenza delle donne tra gli immigrati Cinesi era un evento più unico che raro e riguardava o coraggiosissimi pionieri sfuggiti al clima di guerra che ormai si respirava in Patria oppure consorti di quei pochissimi uomini d’ affari che nell’ America della prima metà del 1800 consisteva in una purissima oligarchia che viveva in palazzi costruiti su misura grazie a impegnativi rapporti diplomatici con le Autorità locali, debitamente ricompensate da ingenti somme di denaro. Costoro portavano con se mogli e favorite, un largo stuolo di fanciulle avvenenti che tuttavia rimanevano relegate a vita nei cortili interni delle magioni, da cui uscivano solo dopo morte.

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Sing Song Girls: le piccole schiave della Old America

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Voce sottile,visetto impaurito e un corpo talmente esile da risultare quasi inesistente. Le piccole schiave Cinesi dell’ antica Chinatown chiamavano i clienti al di là di una grata, l’ unica forma di comunicazione con il resto del mondo. Nude, malate e ancora bambine tendevano disperatamente le manine verso i loro potenziali acquirenti, blandendoli con nenie ossessive a metà tra pianto e canzoni, in cui illustravano le loro capacità amatorie e promettendo orgasmi irresistibili che suonavano falsi sulle labbra di creature decenni.
Gli Americani le chiamavano Sing Song Girls accostandole erroneamente al concetto delle Cortigiane di Shangai, vittime immensamente più fortunate e testimoni silenziose di una società interamente al maschile, non diversa da quella che si cela oggi sotto la pellicola moderna della nuova Cina.

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Novità! New York Time e patriziabarrera.com!

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Buongiorno , Cari Amici!

Oggi sono proprio elettrizzata perchè sto per farvi partecipi di una novità che per me è quasi un ripagarmi del duro lavoro e dell’ impegno costante nel portare avanti questo blog.

Il prestigioso marchio New York Times Store, il settore marketing del famoso magazine che ha fatto la storia dell’ America, è oggi presente nel mio sito patriziabarrera.com, dando così la possibilità a tutti gli Italiani appassionati della Old America di gustare e apprezzare i cimeli e gli oggetti esclusivi di un passato che non c’è più  ma dall’ enorme valore storico ed economico.

Si tratta di collezioni uniche, rarità, pezzi unici che da sempre fanno la gioia dei collezionisti e che oggi potrete trovare in un negozio speciale, che ho chiamato Exclusive America Store, presente da oggi sul mio sito ufficiale.  Credo infatti che esso ben si combini con il tipo di musica che io interpreto e compongo e degli argomenti che tratto in questo   blog. Le collezioni del New York Times Store rappresentano quindi un fiore all’ occhiello di cui vado fiera e che sono lieta di condividere con voi.

Il negozio è agli esordi ma vi troverete solo oggetti di ottima fattura, originali e certificati: essi sono stati suddivisi in categorie per facilitarvi la visione e la ricerca.

 

 

Radio Antiche:  un patrimonio imperdibile, pezzi che hanno segnato la storia, la musica, le guerre della Old America, oggi perfettamente restaurate e funzionanti.  Potrete riassaporare un’ atmosfera nostalgica impreziosita dalla innegabile bellezza del design, spesso esclusivo, di questi oggetti rari o addirittura unici.

 

Antiche Mappe :  il mondo come appariva nelle mappe dal 1700 in poi. Il Continente Americano come non lo avete mai visto, ma anche città, strade, fiumi che oggi non esistono più. Nella maggior parte dei casi queste mappe non sono mai state utilizzate, il che ne aumenta il valore sia storico che economico.

 

Viva il Presidente! :  cosa sarebbe l’ America senza i suoi Presidenti? IN questa sezione potrete trovare foto curiose o rarissime dei Presidenti , ma ance biografie , libri a tiratura limitata, oggetti autografati  e commemorativi. Tutto rigorosamente autenticato e certificato.

 

Hollywood :  Le star del passato in foto, manifesti, oggetti cult e ambientazioni inusuali o addirittura uniche. I grandi Divi quando non lo erano affatto , oltre a locandine originali dei film che hanno fatto la storia del cinema.

Antiche Macchine per scrivere : pezzi da museo completamente restaurati e funzionanti, degli oggetti bellissimi e anche diversi da come li ricordiamo. Design esclusivi che spesso hanno ispirato il settore tecnologico della radio, della televisione ….e dei moderni cellulari!

 

Lincoln e la Guerra di Secessione :  se non il più amato sicuramente il Presidente più conosciuto. Colui che, al di là di ogni possibile considerazione, ha realizzato la ” svolta ” dell’ America, catapultandola nell’ era moderna.  Per questo motivo nella stessa sezione troverete anche tutto ciò che riguarda la Guerra di Secessione, con oggetti davvero di pregio e unici.

 

 

Microfoni Antichi :  collezioni rarissime di microfoni utilizzati da artisti, presidenti e cronisti. Design all’ avanguardia e prestazioni davvero spettacolari. Oggetti restaurati o perfettamente conservati, in grado di offrire, ieri come oggi, il brivido del Live.

 

 

Seconda Guerra Mondiale :  un dramma che non deve essere dimenticato, collezioni fotografiche ma anche oggetti commemorativi, unici e preziosi sui quali è doveroso riflettere.

 

 

Monete Antiche :  la vera gioia del collezionista. Si tratta di monete rare o rarissime , ma anche intere collezioni di monete fuori corso e. -perchè no ?  –  certificati autentici di miniere d’ oro e d’argento risalenti al 1848 e oltre, bigliettoni con le immagini di Presidenti dimenticati e tutto ciò che riguarda Il Dio Denaro.

 

Il negozio è ancora in fase di allestimento, quindi per ora gli oggetti non sono moltissimi ma si aggiungeranno gradualmente. Inoltre, essendo pezzi unici, potreste non trovare più. una piena disponibilità. Per ovviare al problema spesso troverete alcune pagine di questo blog dedicate agli oggetti presenti in TEMPO REALE e di cui cercherò di fornirvi quante più informazioni possibili.

E’ chiaro che Exclusive America  offre oggetti di un certo costo, spesso non adatti a tutte le tasche. Tuttavia , se siete patiti della Old America  vi invito comunque a dargli un’ occhiata, per le evidenti implicazioni storiche che la loro stessa presenza comporta.  Spesso gli oggetti parlano per noi e sono il simbolo più evidente e immediato di un’ intera epoca;  è facile quindi imparare più da loro che dai libri di scuola, spesso pieni di mezze verità.

Eccovi quindi alcune proposte che spero gradirete.

Un vero gioiellino tecnologico della tecnologia del passato! Una Packard Bell delle veneranda età di 75 anni, completamente restaurata all’ interno e all’ esterno, e quindi perfettamente funzionate. Questa radio vintage è davvero un pezzo di storia: attraverso i suoi canali sono passate guerre, rivoluzioni, la Grande Depressione e i più importanti sconvolgimenti sociali Americani. Riassaporate il brivido dell’ epoca d’ oro delle radio con un modello esclusivo e di un colore inusuale per gli anni ’40. Si tratta di un set Plascon, una vera novità per quei tempi, costruito utilizzando materiale plastico opalescente che supera in modernità il legno standard di cui erano fatte le radio antiche. Questo modello presenta altre innovazioni: una manopola AM interna, una maniglia per il trasporto e un’ antenna
integrata, che la distinguono nettamente dai modelli presenti allora sul mercato.
Ha un costo elevato, circa 1350 dollari, in quanto è PEZZO UNICO.

La Packard Bell è stata una delle prime costruttrici di radio a Los Angeles, e praticamente l’ unica sulla west coast. Ha sempre prodotto pezzi di ottima qualità e fattura, rimanendo una delle principali star dell’ industria radiofonica Americana  fino alla fine degli  anni ’60 , quando fu acquistata da un marchio Olandese.  Le sue radio sono state per anni le preferite delle famiglie medie, che amavano sedersi in poltrona ad ascoltare musica al suono ben modulato di modelli come questo.

Se siete appassionati di cinema allora non potrete resistere al fascino di questo locandina ORIGINALE del famosissimo film Il Gigante, che vide come protagonisti un fulgido Rock Hudson, una meravigliosa Liz Taylor e un compianto James Dean,che morì pochi mesi dopo  in un tragico incidente d’ auto. Il film, considerato da sempre uno dei  capolavori della filmografia Americana, fu diretto da George Stevens nel 1959  e ricevette l’ Oscar per la miglior regia.   La locandina , in perfette condizioni, arriva con la sua bella cornice  schermata da un vetro resistente ai raggi ultravioletti, in modo da  poterla esporre in piena luce e far risaltare i suoi colori sgargianti.

E’ fornita del certificato di autenticità della Brigandi Coin & Collectibles of New York,  per un costo di 1700 dollari.

Un prezzo molto più contenuto per questa banconota da 5 dollari del 1914 che vede ritratto un Presidente Lincoln. Questo bel bigliettone fu uno dei primi stampati dalla U.S. Federal Reserve Bank , che vide la luce nel tardo 1913 grazie a un Atto del Congresso. Si tratta della versione originaria di una banconota ancora di valuta corrente negli USA, destinata quindi ad aumentare di valore nel tempo. Ognuna di queste banconote è in perfette condizioni ed arriva incorniciata ( con finiture in mogano ) e dotata del certificato di autenticità del Brigandi Coins & Collectibles . Costa 250 dollari c.a.

 

Vi piacciono questi oggetti? Allora venite a dare uno guardo al resto su patriziabarrera.com.

Vi aspetto!

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Moche : tra sesso e morte

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Molto prima dell’ arrivo di Cristoforo Colombo , nel periodo in cui l’ Impero Romano si avviava alla decadenza e il resto dell’ Europa era immerso in un buio Medioevo, in America un popolo poco conosciuto ma ispiratore per quelli che sarebbero venuti dopo era dedito alla propria religione fatta di sesso. Sto parlando dei Moche o Mochica, che si stabilirono in Perù tra il 100 e il 750 d.C. e la cui origine etnica è ancora dubbia. Quello che si sa di loro lo dobbiamo al ritrovamento di una montagna di suppellettili e oggetti di uso domestico, oggi esposti nel museo di Lima in sale..vietate ai minori.

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