Sing Song Girls: le piccole schiave della Old America

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Voce sottile,visetto impaurito e un corpo talmente esile da risultare quasi inesistente. Le piccole schiave Cinesi dell’ antica Chinatown chiamavano i clienti al di là di una grata, l’ unica forma di comunicazione con il resto del mondo. Nude, malate e ancora bambine tendevano disperatamente le manine verso i loro potenziali acquirenti, blandendoli con nenie ossessive a metà tra pianto e canzoni, in cui illustravano le loro capacità amatorie e promettendo orgasmi irresistibili che suonavano falsi sulle labbra di creature decenni.
Gli Americani le chiamavano Sing Song Girls accostandole erroneamente al concetto delle Cortigiane di Shangai, vittime immensamente più fortunate e testimoni silenziose di una società interamente al maschile, non diversa da quella che si cela oggi sotto la pellicola moderna della nuova Cina.

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Novità! New York Time e patriziabarrera.com!

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Buongiorno , Cari Amici!

Oggi sono proprio elettrizzata perchè sto per farvi partecipi di una novità che per me è quasi un ripagarmi del duro lavoro e dell’ impegno costante nel portare avanti questo blog.

Il prestigioso marchio New York Times Store, il settore marketing del famoso magazine che ha fatto la storia dell’ America, è oggi presente nel mio sito patriziabarrera.com, dando così la possibilità a tutti gli Italiani appassionati della Old America di gustare e apprezzare i cimeli e gli oggetti esclusivi di un passato che non c’è più  ma dall’ enorme valore storico ed economico.

Si tratta di collezioni uniche, rarità, pezzi unici che da sempre fanno la gioia dei collezionisti e che oggi potrete trovare in un negozio speciale, che ho chiamato Exclusive America Store, presente da oggi sul mio sito ufficiale.  Credo infatti che esso ben si combini con il tipo di musica che io interpreto e compongo e degli argomenti che tratto in questo   blog. Le collezioni del New York Times Store rappresentano quindi un fiore all’ occhiello di cui vado fiera e che sono lieta di condividere con voi.

Il negozio è agli esordi ma vi troverete solo oggetti di ottima fattura, originali e certificati: essi sono stati suddivisi in categorie per facilitarvi la visione e la ricerca.

 

 

Radio Antiche:  un patrimonio imperdibile, pezzi che hanno segnato la storia, la musica, le guerre della Old America, oggi perfettamente restaurate e funzionanti.  Potrete riassaporare un’ atmosfera nostalgica impreziosita dalla innegabile bellezza del design, spesso esclusivo, di questi oggetti rari o addirittura unici.

 

Antiche Mappe :  il mondo come appariva nelle mappe dal 1700 in poi. Il Continente Americano come non lo avete mai visto, ma anche città, strade, fiumi che oggi non esistono più. Nella maggior parte dei casi queste mappe non sono mai state utilizzate, il che ne aumenta il valore sia storico che economico.

 

Viva il Presidente! :  cosa sarebbe l’ America senza i suoi Presidenti? IN questa sezione potrete trovare foto curiose o rarissime dei Presidenti , ma ance biografie , libri a tiratura limitata, oggetti autografati  e commemorativi. Tutto rigorosamente autenticato e certificato.

 

Hollywood :  Le star del passato in foto, manifesti, oggetti cult e ambientazioni inusuali o addirittura uniche. I grandi Divi quando non lo erano affatto , oltre a locandine originali dei film che hanno fatto la storia del cinema.

Antiche Macchine per scrivere : pezzi da museo completamente restaurati e funzionanti, degli oggetti bellissimi e anche diversi da come li ricordiamo. Design esclusivi che spesso hanno ispirato il settore tecnologico della radio, della televisione ….e dei moderni cellulari!

 

Lincoln e la Guerra di Secessione :  se non il più amato sicuramente il Presidente più conosciuto. Colui che, al di là di ogni possibile considerazione, ha realizzato la ” svolta ” dell’ America, catapultandola nell’ era moderna.  Per questo motivo nella stessa sezione troverete anche tutto ciò che riguarda la Guerra di Secessione, con oggetti davvero di pregio e unici.

 

 

Microfoni Antichi :  collezioni rarissime di microfoni utilizzati da artisti, presidenti e cronisti. Design all’ avanguardia e prestazioni davvero spettacolari. Oggetti restaurati o perfettamente conservati, in grado di offrire, ieri come oggi, il brivido del Live.

 

 

Seconda Guerra Mondiale :  un dramma che non deve essere dimenticato, collezioni fotografiche ma anche oggetti commemorativi, unici e preziosi sui quali è doveroso riflettere.

 

 

Monete Antiche :  la vera gioia del collezionista. Si tratta di monete rare o rarissime , ma anche intere collezioni di monete fuori corso e. -perchè no ?  –  certificati autentici di miniere d’ oro e d’argento risalenti al 1848 e oltre, bigliettoni con le immagini di Presidenti dimenticati e tutto ciò che riguarda Il Dio Denaro.

 

Il negozio è ancora in fase di allestimento, quindi per ora gli oggetti non sono moltissimi ma si aggiungeranno gradualmente. Inoltre, essendo pezzi unici, potreste non trovare più. una piena disponibilità. Per ovviare al problema spesso troverete alcune pagine di questo blog dedicate agli oggetti presenti in TEMPO REALE e di cui cercherò di fornirvi quante più informazioni possibili.

E’ chiaro che Exclusive America  offre oggetti di un certo costo, spesso non adatti a tutte le tasche. Tuttavia , se siete patiti della Old America  vi invito comunque a dargli un’ occhiata, per le evidenti implicazioni storiche che la loro stessa presenza comporta.  Spesso gli oggetti parlano per noi e sono il simbolo più evidente e immediato di un’ intera epoca;  è facile quindi imparare più da loro che dai libri di scuola, spesso pieni di mezze verità.

Eccovi quindi alcune proposte che spero gradirete.

Un vero gioiellino tecnologico della tecnologia del passato! Una Packard Bell delle veneranda età di 75 anni, completamente restaurata all’ interno e all’ esterno, e quindi perfettamente funzionate. Questa radio vintage è davvero un pezzo di storia: attraverso i suoi canali sono passate guerre, rivoluzioni, la Grande Depressione e i più importanti sconvolgimenti sociali Americani. Riassaporate il brivido dell’ epoca d’ oro delle radio con un modello esclusivo e di un colore inusuale per gli anni ’40. Si tratta di un set Plascon, una vera novità per quei tempi, costruito utilizzando materiale plastico opalescente che supera in modernità il legno standard di cui erano fatte le radio antiche. Questo modello presenta altre innovazioni: una manopola AM interna, una maniglia per il trasporto e un’ antenna
integrata, che la distinguono nettamente dai modelli presenti allora sul mercato.
Ha un costo elevato, circa 1350 dollari, in quanto è PEZZO UNICO.

La Packard Bell è stata una delle prime costruttrici di radio a Los Angeles, e praticamente l’ unica sulla west coast. Ha sempre prodotto pezzi di ottima qualità e fattura, rimanendo una delle principali star dell’ industria radiofonica Americana  fino alla fine degli  anni ’60 , quando fu acquistata da un marchio Olandese.  Le sue radio sono state per anni le preferite delle famiglie medie, che amavano sedersi in poltrona ad ascoltare musica al suono ben modulato di modelli come questo.

Se siete appassionati di cinema allora non potrete resistere al fascino di questo locandina ORIGINALE del famosissimo film Il Gigante, che vide come protagonisti un fulgido Rock Hudson, una meravigliosa Liz Taylor e un compianto James Dean,che morì pochi mesi dopo  in un tragico incidente d’ auto. Il film, considerato da sempre uno dei  capolavori della filmografia Americana, fu diretto da George Stevens nel 1959  e ricevette l’ Oscar per la miglior regia.   La locandina , in perfette condizioni, arriva con la sua bella cornice  schermata da un vetro resistente ai raggi ultravioletti, in modo da  poterla esporre in piena luce e far risaltare i suoi colori sgargianti.

E’ fornita del certificato di autenticità della Brigandi Coin & Collectibles of New York,  per un costo di 1700 dollari.

Un prezzo molto più contenuto per questa banconota da 5 dollari del 1914 che vede ritratto un Presidente Lincoln. Questo bel bigliettone fu uno dei primi stampati dalla U.S. Federal Reserve Bank , che vide la luce nel tardo 1913 grazie a un Atto del Congresso. Si tratta della versione originaria di una banconota ancora di valuta corrente negli USA, destinata quindi ad aumentare di valore nel tempo. Ognuna di queste banconote è in perfette condizioni ed arriva incorniciata ( con finiture in mogano ) e dotata del certificato di autenticità del Brigandi Coins & Collectibles . Costa 250 dollari c.a.

 

Vi piacciono questi oggetti? Allora venite a dare uno guardo al resto su patriziabarrera.com.

Vi aspetto!

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Moche : tra sesso e morte

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Molto prima dell’ arrivo di Cristoforo Colombo , nel periodo in cui l’ Impero Romano si avviava alla decadenza e il resto dell’ Europa era immerso in un buio Medioevo, in America un popolo poco conosciuto ma ispiratore per quelli che sarebbero venuti dopo era dedito alla propria religione fatta di sesso. Sto parlando dei Moche o Mochica, che si stabilirono in Perù tra il 100 e il 750 d.C. e la cui origine etnica è ancora dubbia. Quello che si sa di loro lo dobbiamo al ritrovamento di una montagna di suppellettili e oggetti di uso domestico, oggi esposti nel museo di Lima in sale..vietate ai minori.

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Old America: il Natale vien mangiando..

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(continua)
Con colpo da maestro Robert Carter III iniziò la sua opera di convincimento puntando sull’ alta borghesia di origine Inglese che aveva portato con se le sue nostalgiche serate di Natale trascorse in patria. Si trattava chiaramente di casi isolati. coloni e piccoli proprietari terrieri che amavano trascorrere le Sacre feste in allegri e familiari convivi in cui , tra Inni e canti, troneggiavano ostriche e selvaggina, pane cotto al forno e indimenticabili crostate. Qui il passatempo preferito era la caccia e le escursioni a cavallo da cui, comunque, erano esclusi servi e bambini. L’ usanza del regalo era estremamente limitata e non riguardava assolutamente la prima infanzia, che doveva comunque essere grata di un buon allestimento di dolciumi. La sera della Vigilia , dopo la tradizionale partecipazione alla Sacra Messa, i gentiluomini Virginiani si sedevano con le loro consorti accanto al fuoco magari leggendo ad alta voce buoni libri di letteratura.

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Novità!!!

Canzoni di Natale in Old America in versione cartacea! Finalmente un vero libro da sfogliare e portare sempre con se! Per i veri affezionati della lettura ecco il mio primo libro in versione cartacea che potete acquistare su  Amazon.it

Una versione da passeggio di facile utilizzo e di veloce lettura. Un libro che vi illustrerà la storia , i fatti, i retroscena e i particolari piccanti delle canzoni di Natale più amate della tradizione Natalizia

Sorgente: Novità!!!

Il Mistero di Casa LaLaurie

 

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L’ old America è ricca di misteri. Molti di essi affondano le radici in storie maledette e fatti di sangue, sotto cui si nascondono spesso convinzioni razziste e atteggiamenti discriminanti.
E’ questo il caso di uno dei palazzi più famosi della Louisiana, terra di schiavi e di torture, ancora oggi considerato ” infestato ” in quanto scenario di avvenimenti raccapriccianti e oscuri.
Sto parlando de La maison LaLaurie , che nel 1831 balzò agli onori della cronaca nera indignando la popolazione per dichiarati soprusi perpetrati sui propri servi da una delle famiglie più ricche e in vista del tempo. Non tutto ciò che si racconta è vero. Alcuni aspetti della triste vicenda furono esasperati , sulla scia dei nuovi orientamenti politici che di lì a poco avrebbero condotto l’America alla spaccatura della Guerra di Secessione. Sicuramente la posizione sociale privilegiata dei LaLaurie aveva permesso , e coperto, la loro condotta.
Si trattava di una famiglia ricca e potente, che frequentava la crema della società e che in pubblico mostrava atteggiamenti progressisti e liberali nei confronti degli schiavi, al punto da affrancarne ben due in uno Stato in cui le Leggi segregazioniste non solo imperavano ma rispecchiavano una mentalità comune. Ciò che successe fu quindi riflesso degli orrori dell’epoca..
Quando esplose lo scandalo si accertò che molti dei conoscenti avevano dubbi, se non certezze, che i LaLaurie nascondessero orrendi segreti e che quella che mostravano in pubblico fosse solo una bella facciata. Tuttavia, se l’ incendio che divampò nella magione non avesse messo in luce gli scempi effettuati sugli schiavi nessuna di queste persone avrebbe mai parlato, proprio in virtù di quell’ ipocrita perbenismo di cui era permeata la società del tempo.
Ne è riprova il fatto che nessuno aveva mai espresso indignazione rispetto alla professione di uno dei mariti della giovane Delphine, che era un commerciante di schiavi e che aveva continuato ad esercitare l’ indegno mestiere anche quando questo fu dichiarato illegale nello Stato della Louisiana. L’indignazione, a quanto pare, fu sentimento pubblico solo davanti all’evidenza dei fatti, che non poterono più essere coperti o negati. Da quel momento la vicenda di casa LaLaurie si gonfiò a dismisura, complice la scrittrice Harriet Martineau. che, malgrado la sua proverbiale obiettività, in quel caso non si mantenne neutrale nella vicenda di Madame Delphine. IN questo post cercheremo quindi di capire come andarono realmente le cose e perchè, ancora oggi, Maison LaLaurie è annoverata tra le case infestate più famose degli Stati Uniti d’America.

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Mandan , gli Indiani biondi

 

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Guerriero Mandan, 1822

 

E’ ormai risaputo che una volta sul continente Americano erano presenti circa tredici tribù di Nativi dai lineamenti somatici e dalle caratteristiche socio-culturali molto particolari: si trattava di Indiani dalla pelle chiara, gli occhi azzurri o verdi e i capelli biondi o rossi, distribuiti in quelle zone che andavano dal Nord al Sud Lakota. Costoro, pur vestendosi come tutti gli altri Nativi e con tradizionali usanze Indiane , tuttavia erano stanziali e vivevano in costruzioni atipiche, simili a case di terra e non ai tepee Indiani che siamo abituati a conoscere. Benchè l’ultimo discendente di questa strana razza sia morto già nel 1971 e che l ‘ intera genìa si sia ormai estinta il mistero della loro presenza in America ancora appassiona gli studiosi, dando origine a varie teorie in contrasto tra di loro. In realtà nessuno conosce le origini degli Indiani biondi, la cui presenza era però ben nota ai pionieri e ai navigatori e, per ultimo, anche all’ esercito degli Stati Uniti che infine li chiuse in riserve dove essi morirono insieme agli Indiani Hidatsa e Harikara….. I Nativi stessi offrivano spiegazioni diverse sull’ origine del loro popolo, ma nessuna in grado di districare il mistero della loro presenza in America. Alcune tribù si rifugiavano nelle visioni degli spiriti, affermando che il primo uomo era scampato al diluvio universale ed era approdato in quelle terre emerse arrampicandosi su una pianta di vite. Altri, più razionalmente, raccontavano di uomini di pelle bianca venuti da molto lontano su zattere o canoe di pelle per sfuggire al proprio nemico. In tutti i casi si trattava di notizie tramandate per tradizione orale e non supportate dalla scrittura perchè, come tutti i Nativi, neanche questi Indiani sapevano scrivere. O forse si? Alcuni archeologi affermano di aver ritrovato dei reperti , risalenti a epoche precedenti la scoperta di Colombo, su cui spiccano parole e simboli molto probabilmente di origine celtica, che i Nativi riferivano appartenere ai loro antenati. Non solo: esistono mastodontiche costruzioni, dichiaratamente artificiali, che a mo’ di fortino o di muraglia delimitano le zone in cui erano stanziati tali Nativi e che sembrano molto antichi, benchè particolari condizioni delle rocce non abbiano permesso la prova del carbonio 14. Insomma , la vicenda è un po’ ingarbugliata. Cercherò in questo articolo di districare la matassa e di illustrarvi le varie teorie che girano su questo argomento.

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Barbecue : dall’ America..con gusto.

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Tempo d’ estate, tempo di grigliate. Che bello riunirsi con parenti e amici al profumo della carne o del pesce arrostito sulla brace, e al fresco sapore degli aromi che si sprigionano dalla bistecca appena  cotta! In realtà ciò che oggi facciamo nelle nostre serate estive non è proprio un barbecue , e nemmeno gli Americani, da cui abbiamo preso la moda , lo fanno. In definitiva oggi noi indugiamo in allegre grigliate perchè il vero barbecue, quello nato tanti tanti anni fa, beh… è un’ altra cosa.
Cominciamo col dire che arrostire la carne o il pesce sul fuoco è un’ usanza molto antica e polivalente: da un lato infatti ha un ‘ importanza pratica, cioè la conservazione del cibo. Dall’altra, cosa non trascurabile, ha un significato conviviale e sociale. Ed è proprio quest’ ultimo aspetto che ne ha permesso la diffusione in tutto il mondo.
I primitivi lo facevano già: molte pitture rupestri risalenti a quattrocentomila anni fa lo testimoniano, in Africa quanto in America .   E’ un’ usanza caratteristica di tutti i popoli che vivono di caccia, e la ritroviamo allo stato originario ancora in Amazzonia e in moltissime zone di una Nuova Zelanda vergine e incontaminata.
Noi Europei l’ abbiamo copiata dagli Americani.  Ma loro da dove l’ hanno presa?
C’è una vecchia diatriba su questa ” scoperta ” : la tesi più acclarata è quella dei Nativi di Taino, una bella isoletta Caraibica, che usavano scavare una buca più o meno grande quanto un letto singolo, in cui ammassavano la legnai e sulla quale sistemavano un traliccio di canne o rami verdi su cui poi cuocevano indifferentemente carne, pesce o frutta. A dirla tutta gli Indigeni vi cucinavano un po’ di tutto e la tenevano perennemente accesa, anche a scopo difensivo o per riscaldarsi di notte.  Molti ci dormivano accanto..e non solo.

 

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Molto fumo e poco arrosto. Questa è una delle prime iconografie risalenti al 1500 dove appare , molto semplificata, l’usanza del Barbecue.

Questa enorme griglia, che loro chiamavano “barabicu ” , aveva funzione rituale e orgiastica, e non di rado i frequenti accoppiamenti che seguivano feste tradizionali legate alle stagioni o agli eventi si svolgevano proprio in loro prossimità. IN questo caso il termine barabicu veniva sostituito da ” Barbacoa “, probabilmente dagli stessi Spagnoli..

Si dice infatti che i primi a ” scoprire ” questa appetitosa usanza siano stati gli Spagnoli intorno al 1520, che la annotarono nei propri diari e la esportarono nel Vecchio Mondo. Ne godettero anche molto, visto che già nel 1540 l’ esploratore Hernando De Soto  pensò di portare nel Nuovo Continente addirittura dei maiali che, come i cavalli, in America non esistevano affatto. L’ idea gli venne per rafforzare un po’ il menu delle grigliate che, a causa dell’ asperità del luogo e della cultura Nativa, era piuttosto…vegetariana!  La carne era scarsa e il barbecue era praticato in quelle zone proprio al fine di conservare quella poca che c’era e che, con la cottura lenta e prolungata, acquistava un sapore impareggiabile e una resistenza agli agenti atmosferici quasi invincibile!

La tecnica era semplice ma efficace: la griglia teneva sollevato il cibo dal terreno, impedendo agli animali di contaminarlo o di sottrarlo, il fumo teneva lontani gli insetti e in più creava una leggera crosticina che garantiva il mantenimento dei succhi interni , grazie anche alla spennellatura in superficie di sale o erbe aromatiche. Il risultato era eccezionale. L’ Europa se ne innamorò e il termine barbecue entrò ben presto nel vocabolario mondiale. Nel 1697 in Gran Bretagna indicava un giaciglio per dormire ( un letto caldo , ci auguriamo non proprio sulla brace) ma nel 1769 la moda era ormai di dominio pubblico visto che anche George Washington, primo Presidente degli Stati Uniti, annotava nel suo famoso diario ” Oggi, 12,30, barbicue sull’erba “.
Riguardo la paternità della scoperta, tuttavia, le varie Nazioni non concordano.
I Francesi, come di solito in materia culinaria, se la attribuiscono con forza affermando che ciò che notarono gli Spagnoli illo tempore ai Caraibi non era affatto un barbecue bensì una sorta di enorme grill a bassa temperatura. I Taino, infatti, lo utilizzavano per cuocere qualsiasi cosa e si sa che con il pesce o gli ortaggi questo tipo di cottura secca molto gli alimenti, per cui il termine ” cottura prolungata ” non può essere esatto. IL vero barbecue cuoceva la carne per giorni interi, a volte settimane, e il risultato era nettamente diverso rispetto a quello osservato dagli Spagnoli.
Furono quindi gli Esploratori Francesi a praticare il barbecue D.O.C. e nello specifico, ai primi del 1600, i cacciatori di pelli che, per ovvie ragioni, si trovavano a disposizione enormi quantità di carne che non sapevano come conservare e che era enorme spreco buttare.
La vera scoperta, quindi, almeno secondo i Francesi, avvenne nei territori del Canada ad opera delle tribù locali come gli Irochesi o gli Uroni, che commerciavano con i Francesi i e insegnarono loro la vecchissima arte della conservazione della carne. A pensarci bene la cosa fila a meraviglia, giacchè i cacciatori di pelle erano stanziali e spesso si trovavano intrappolati nei lunghi inverni delle foreste, quando tornare a valle era impossibile. La caccia si svolgeva tra la primavera e l’ estate e quindi conservare la carne diventava una priorità. Inoltre la foresta forniva legno eccellente, secolare e di lunga durata che garantiva ancor meglio una cottura impeccabile.
I cacciatori spellavano le vittime, le privavano delle interiora, che offrivano ai loro cani, e cuocevano tutto il resto, zampe e testa comprese. Oltre lepri, daini e cervi i Francesi adoravano arrostirsi la carne di capra, che era facile da cacciare e gustosa da mangiare.
Dire ” Oggi ho mangiato un’ intera capra de la barbe a la queue ( cioè dalla barba alla coda ) divenne un ‘abitudine, da cui il termine ” barbecue “.
C’è poi chi , anche se timidamente, attribuisce l’origine del termine ad un cowboy Texano divenuto poi, ai primi del 1800, proprietario di un ranch. Costui usava marchiare i suoi animali con una barra ( Bar in Inglese ) a cui aggiungeva le sue iniziali B.Q., da cui poi Bar-B.Q. Una tesi un po’ arzigogolata ma comunque da tenere in considerazione.

 

A_Southern_Barbecue  Horace Bradley 1887

Molto più realistica questa scena di barbecue ambientata nel 1887 nella Virginia del Sud. Il dipinto, di Horace Bradley, mostra la fossa con sopra il tralicciato di canne, una tecnica ancora oggi usata in molti Paesi dell’ America del Sud.

Chi ha ragione? Non lo sapremo mai. Ciò che conta è che, fortunatamente, la moda si diffuse e oggi non potremmo più farne a meno.
Certamente la tecnica moderna è molto diversa da quella originaria, anche perchè le necessità sono diverse. Oggi preferiamo far cuocere la carne solo per pochi minuti e rifuggiamo il fumo, fondamentale invece per il vero barbecue, come fosse la peste. Piuttosto che con gli aromi condiamola carne con le salse e l’ abitudine di unire alla grigliata anche pesce , ortaggi o frutta è presente solo in alcune zone del Sud America ma praticamente inesistente in Europa.
Anche i tagli di carne sono diversi: tra i Nativi del Nord in origine erano molto in voga scoiattoli e opossum, mentre tra quelli del sud la scelta era più ampia. Per noi Europei non c’è barbecue senza carne di maiale, mentre gli Americani prediligono solitamente la ” fettona ” da un chilo accuratamente sgrassata ma ” unta ” da salsine sicuramente meno digeribili. Il pollo e il tacchino prendono sempre più piede, mentre un barbecue a base di selvaggina è sicuramente un evento.
Non disprezzabile l’utilizzo del pesce e degli ortaggi che, tuttavia, non regge il confronto con l’amore per la carne.
Comunque sia cucinare alla griglia è per molti quasi un rituale che allieta le feste in famiglia e permette una modesta socializzazione col prossimo.
E ora una gustosa mappa dei cibi preferiti dagli Americani per le loro grigliate, quasi una specialità per ogni Stato. La mappa è di SLATE, la famosa rivista Americana, che si è data molto da fare per delineare un quadro culinario del Continente.  Il risultato è quanto meno singolare e vale la pena illustrarvelo.

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Oh, Holy Night: viaggio a Parigi

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( continua)

La mattina del 3 dicembre 1847 Monsieur Cappeau salì frettolosamente sulla diligenza che lo avrebbe portato a Digione. Da lì si sarebbe poi recato a Baume, dove lo aspettava il più grande commercianti di vini della Côte d’Or, Monsieur Lacette, suo affezionato cliente da anni. Questa volta però si trattava di un grosso affare, poichè Lacette si era ingrandito e ora vendeva la sua etichetta direttamente a Parigi. I Cappeau erano gli unici vinai di Roquemaure con cui l’azienda commerciasse, grazie all’alta qualità delle botti di rovere e al fatto che fossero anche gli unici che rispettassero a pieno le ferree regolamentazioni del Consiglio di Stato sulla dicitura DOC. Le botti sarebbero poi arrivate a Beaume via Rodano e dovevano essere marchiate una per una con le lettere CDR , che stavano per Côte du Rhone, unitamente alla data di produzione: ma non bastava. Proprio quell’anno un decreto obbligava i produttori all’apposizione in più del simbolo della Parrocchia d’origine e limitava la calibratura delle botti a due soli modelli, definiti standard. C’era di che impazzire. E tuttavia il buon Placide si ritrovò improvvisamente a pensare che il Natale era vicino e che l’impegno preso con Monsignor Nicolàs non era stato ancora rispettato. O , meglio , non del tutto. Qualcosa aveva già messo su carta, qualche frase d’impatto lasciata nel vuoto a riprova degli strani concetti che gli ronzavano in testa. Sospirando tirò fuori dalla valigetta un’agenda di appunti dove, tra un conto e l’altro, aveva ficcato quei poveri scritti. IL viaggio sarebbe stato molto, molto lungo e in mezzo ci sarebbe stata più di una locanda: questa volta gli affari lo avrebbero tenuto via da casa per almeno una settimana.

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Eroine della Guerra di Secessione

Patrizia Barrera

 

Cari Amici,

abbiamo parlato poco fa della storia di una delle più belle e significative canzoni di Natale della Old America, I heard the bells on Christmas Day, nata in quel periodo amaro e difficile della Guerra di Secessione.

Molte furono le donne, sia bianche che nere, che si adoperarono affinchè la causa abolizionista non morisse con l’assassinio del
Presidente Lincoln, mettendo a rischio la propria vita per la causa degli schiavi Africani e della loro eguaglianza.
IN questi articoli potrete leggere la storia di due delle grandi eroine del periodo: alcuni di voi probabilmente conosceranno già i post, che erano presenti sul sito NOIBLOGGHIAMO, che purtroppo ha chiuso. Da oggi però li ritroverete sul mio sito, insieme ad altri bellissimi articoli che ciclicamente preparerò per voi.

 

Harriet Tubman : da schiava ad eroina

 

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Se pensate che la Guerra di Secessione Americana sia stata combattuta solo da grandi eroi e da martiri della rivoluzione..beh, vi sbagliate. Come vedrete tra poco , e come succede frequentemente, mentre gli uomini parlano spesso le donne agiscono. Ed è proprio il caso di questa piccola e minuta donna di colore che viene ricordata dalla storia come il redivivo ” Mosè che porta il suo popolo nella terra promessa “..al femminile.

Nata schiava nella Contea di Dorchester ,in Maryland, nel 1820 la piccola Araminta, figlia di Benjamin Ross e Harriet Green, ebbe un’infanzia del tutto simile a quella delle sue coetanee. Schiava dalla nascita fu poi ”affittata ” a cinque anni ad un’altra piantagione dove venne impiegata nella cattura dei topi muschiati in prossimità dei fiumi ghiacciati. La vita dura e ai limiti delle forze la indebolirono al punto che prese la tubercolosi e fu rimandata indietro, alla piantagione di appartenenza, come ” merce avariata” ….

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Sojourner Truth : e io, non sono una donna?

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Una delle voci più autorevoli dell’Abolizionismo Americano , insieme ad illustri colleghi maschi come Frederick Douglass e John Brown, fu ancora una volta una donna dal nome emblematico  Sojourner Truth (più o meno ” cittadina della verità o colei che segue la verità)

Si trattava di una schiava che, sola analfabeta e povera, rimase incisa nell’ anima Americana come simbolo di una nuova Era, e le cui parole semplici e accorate ancora riecheggiano tra le aule dei tribunali e le sale teatrali.
Isabelle Baumfree nacque schiava nel 1797 in una zona ancora Olandese chiamata Swartekil, a circa 100 km. da New York. Figlia di James ed Elisabeth era di proprietà del Colonnello Hardenbergh, che aveva una piantagione di tabacco nella cittadina di Esopus…

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E non dimenticate di dare un’occhiata a tutto il mio sito! Tanti contenuti interessanti e molto spesso Gratuiti sul magico mondo della Old America: libri, video, radio…e tutta la mia musica!

Christmas Night

Dolcissime canzoni di Natale della tradizione Americana nel mio ultimo album.  Ascolta  I heard the bells on Christmas Day .In esclusiva sul mio sito!