Delirio di Natale – Un Natale col botto!

 

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E ora, cari Amici, per finire questa carrellata di videoclip sul Natale, schizzati ma non troppo, facciamo un bel botto con questo gruppo Celtic Punk nato nel 1996 e che nei Paesi Anglosassoni (è giusto il caso di dirlo ) impazza. Si tratta dei Dropkick Murphys , un nome tirato fuori su ispirazione di un famoso Centro di Sanità Mentale situato ad Acton, nel Massachussetts. I membri della band sono quasi tutti Irlandesi, fatta eccezione per il nuovo cantante, Al Barr, che è un misto di Galles e Germania niente male. Da quando ha rimpiazzato il solista Mike McColgan , che andò a coronare il suo sogno di diventare…pompiere, la band ha deciso fatto un salto di qualità, grazie al suo faccione simpatico e alla auto-ironia che traspare da ogni nota.

Fanno musica Oi!, inquadrata di solito come musica di destra, anzi della destra più accesa; ma la band , per non smentirsi, è assolutamente impegnata nei movimenti operai e dei Sindacati, e si professa sdegnosamente apolitica, vomitando la loro intolleranza perfino sugli esagitati gruppi di Skinheads, che li preferiscono ad ogni band e che non mancano mai ai loro concerti.
L’Irlanda è palpabile e viva in tutti i loro album, a cominciare da quello del 1996 “Boys on the dock” dedicato…al nonno di uno dei componenti. Ma si può dire che ogni anno sfornino dischi vivi e arrabbiati, in cui i temi sociali e di ribellione ideologica sono trattati con caustica ironia. Insomma, una band “cattiva” ma sagace che non smette mai di interessare e di portare quella ventata di allegria anti-buonista che a Natale ci sta proprio bene. Continua a leggere

Delirio di Natale – parte seconda

 

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(continua)

Se vi parlo dei Kinks il 99% di coloro (pochini devo dire) che stanno leggendo apriranno gli occhi con un grande punto interrogativo riflesso dentro. Chi sono? Mi sembrerà di sentirvi dire. Ed è un vero peccato che mi facciate questa domanda, perché questo gruppo pop rock Britannico ha segnato la storia della musica quanto se non di più i famosissimi Beatles o gli Who, entrando a pieno titolo tra le band che dettero vita alla British Invasion e che tanto modificarono il modo di suonare delle band d’eccellenza. Pensate che un Rod Stewart, che per un breve periodo suonò con loro, o anche un attendibilissimo David Bowie ( quando non era tra i fumi dell’LSD) paragonano la potenza del loro sound a quella dei Rolling Stones. Continua a leggere

Delirio di Natale

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Stanchi del Natale? Vi sentite dei novelli Grinch, ormai allergici alle mielose canzoni che affollano le Sacre Feste e dei noiosissimi mercatini che brillano di consumismo e idiozia?  Odiate la gente, la falsa beneficenza e le  trite e ritrite letterine dei vostri figli, che le maestre li hanno costretti a scrivere?

Bene! Allora ho trovato quello che fa per voi. Per festeggiare il mio ritorno su questo blog, dopo mesi di forzata assenza in cui ho pensato ( proprio come un Grinch) ai fatti miei, vi offrirò una carrellata di caramelle amare e dal vago sapore demenziale, ma che in realtà racchiudono una vasta gamma di motivazioni ( anche condivisibili) sul Perché il Natale andrebbe raso al suolo e Santa Claus bruciato sull’ albero insieme alle renne            ( poverine!)

Chiariamo: in questo articolo non ce l’ho affatto con lo Spirito del Natale! Esso, se esiste, è una cosa a parte , è il senso di umanità che ci accomuna e per che per grandissima parte della popolazione mondiale è sempre palpabile e presente, e non solo a Natale. Qui si parla della tradizione consumistica e perbenistica, quella ipocrita, esteriore e, se vogliamo, anche razzista che subiamo Ogni Anno di questo periodo. Quella che confonde il regalo sotto l’albero con lo sfoggio di se stessi, che si ricorda dei barboni e della necessità di un pasto caldo solo tra il 15 e il 25 dicembre, e quella delle vere – false maratone di beneficenza che spuntano come funghi in ogni parte del globo. Continua a leggere

Old America :Il Natale vien dalla Virginia

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Ormai siamo abituati al Natale Americano. Enormi alberi di Natale e decorazioni fiabesche danno l’ impressione di entrare in un mondo incantato, in cui troneggiano pupazzi di Babbo Natale in dimensione umana e renne dagli occhi lucidi, che non a caso si rifanno alla tradizione ormai consolidata del piccolo Rudolph. Abbuffate colorate si alternano a brevi periodi di raccoglimento, in cui tutti si sentono più buoni; e i negozi di giocattoli e di dolciumi letteralmente scoppiano di prodotti, alcuni dei quali finiranno nelle mani di associazioni assistenziali che, almeno in questo periodo, si ricorderanno dei poveri del mondo.
Montagne di regali si affollano sotto alberi e presepi mischiati a pensierini furbamente artigianali; e ogni nostra giornata si apre al suono magico dei canti tradizionali che echeggiano da improbabili emittenti televisive, per lo più laiche, che fino all’ altro ieri si scagliavano sulle contraddizioni della religione.
Di questa atmosfera a tratti magica a tratti banale ormai non potremmo più farne a meno. Levare pensieri nostalgici al senso di comunione vera che dovrebbe nascere nei nostri cuori in un periodo di riflessione piuttosto che di consumo avrebbe il sapore di una falsa retorica e di una banalità aggiunta. Tuttavia mi piace offrirvi una suggestione diversa, un tuffo nel passato per comprendere come sia venuto fuori il Natale che conosciamo nella speranza forse di recuperare quello che abbiamo perduto.

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Santa Baby : Babbo Natale , regalami una pelliccia!

Santa baby: Babbo Natale regalami una pelliccia

Cari Amici,
benchè le Feste siano ormai finite voglio raccontarvi la storia di una delle canzoni di Natale più singolari della tradizione Americana, praticamente sconosciuta al pubblico Italiano ed entrata tra
” I Classici ” a scoppio ritardato. Ironica e maliziosa, portata al successo da una sensualissima artista da night famosa in spettacoli di Burlesque, com’era prevedibile nel 1953 fece scandalo.
Si tratta di una vera dissacrazione dell’icona del Natale, che tuttavia brilla di una luce tutta sua: se siete affezionati ai brani lacrimosi e stucchevoli con ordinate famigliole accanto al fuoco..beh, questo brano non è per Voi. Per la prima volta, così come fu con un’altra canzone del periodo
I saw mommy kissing Santa Claus “, la Sacra Festa viene privata di falsi orpelli e ridotta, con grazia e malizia, a ciò che è realmente nella mentalità generale: attesa di doni , occasione di fugaci licenziosità e pretesto di ipocrita beneficenza.
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Let it snow, far l’amore a Natale.

Let it snow

Può una canzoncina senza pretese, per giunta non espressamente sul Natale, diventare una delle evergreen delle Feste più interpretate di tutti i tempi? A quanto pare si, visto l’enorme successo di un brano del 1945, la famosa Let it snow.
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Buon Natale da Magic Old America!

old America Christmas Card

Tanti Auguri a tutti voi! Che questo Natale sia una vera occasione di incontro e di condivisione, malgrado i problemi e la crisi. E, per essere comunque in stile , vi offro alcune delle American Christmas cards più belle che potrete raccogliere, collezionare o regalare a chi amate.
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▶ Amazing Grace , il mio augurio di Natale.

Scarica Gratis questa canzone dal mio sito.
Buon Natale a tutti voi!

Leggi la storia della canzone!

Il brano è stato interpretato da me Live.

Merry Christmas, darling. Una vera canzone d’amore.

Merry Christmas, darling

Può una canzone d’amore diventare un gettonatissimo brano di Natale ed entrare nella tradizione ? A quanto pare SI, se consideriamo la storia poco conosciuta di ” Merry Christmas, darling ” che sto per raccontarvi.
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