L’ America della trasgressione : il Burlesque

Cari Amici,

in questo periodo di Feste sono stata un po’ assente ma voglio farmi perdonare con un post allegro e interessante, che vi prego di continuare a leggere sul mio sito ufficiale patriziabarrera.com. Darete così un valido aiuto al mio lavoro di auto produzione musicale e potrete ascoltare GRATUITAMENTE tutta la mia musica e usufruire di tanti contenuti GRATIS o in FREE DOWNLOAD.  Vi aspetto!

 

 

Nato stranamente nella Puritana Inghilterra alla fine del 1700 il Burlesque  ( dallo Spagnolo Burla,) era originariamente uno spettacolo teatrale di matrice comica,  con l’intento di parodiare gli strani vizi dell’aristocrazia Britannica  ad unico vantaggio di un popolino povero e maltrattato, che in tal modo si prendeva le sue rivincite. Si trattava comunque di spettacolini ” leggeri” , con una trama esile e uno stile goliardico, a cui si aggiunsero ben presto ballerine e cantanti dichiaratamente poco vestite. Giunto ben presto in America fu subito confinato nei saloon o nei bordelli dove, a ritmo di musica, i soli avventori maschi potevano godere delle grazie canore e ..carnali delle belle artiste.

 Ecco una delle ” scandalose artiste ” dell’ America Vittoriana nel 1890. L’ abbigliamento è casto per noi ma per l’ epoca, che pretendeva che perfino le caviglie delle donne rimanessero celate allo sguardo degli uomini, era come per noi adesso vedere in giro una donna nuda.

Fu solo  nel 1860 grazie alla bellissima Lidia Thompson e alla sua compagnia British Blondes che il Burlesque balzò agli onori della cronaca, come spettacolo più chiacchierato dell’anno in quel di Broadway.  In definitiva La Thompson cantava, ballava e mimava personaggi politici o industriali rampanti con grande maestria ed esibendosi in..calzamaglia. Tuttavia un vento di novità penetrò direttamente nella compagine sociale, e decine di teatri Americani ” si aprirono al ” sexy style”. A Chicago, New Orleans, Cincinnati e New York un pubblico euforico si accalcava sugli spalti per ridere alle spalle del sistema e nel contempo bearsi della vista di artiste sempre più svestite…..

 

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Italiani brutti sporchi e cattivi: emigrati in America

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In un periodo storico come quello che stiamo vivendo oggi, dove gli extracomunitari sono considerati a tutti gli effetti degli invasori e in cui i media spalleggiano i Governi per far tremare il mondo al suono della parola ISIS, credo sia giusto dedicare un po’ del mio tempo a riportare alla memoria dei lettori ciò che rappresentò l’ emigrazione Italiana all’ estero e le sue ripercussioni sulla storia Europea.
Ciò al fine di aiutare noi tutti a ricostruire quella scala di valori che abbiamo ormai perduto, e a chiamare le cose con il loro giusto nome: razzismo.
Chiaramente non si tratta di un unico concetto, perchè il fenomeno stesso del razzismo affonda le radici nella stupidità, nell’ avidità e nella sete di violenza. Una vera collezione di morbosità e orrori mentali che prescindono da qualsiasi concetto di ” razza “, in quanto ci accomunano tutti. Una distorsione di pensiero che ci divide anche nella nostra stessa Patria, dove purtroppo il riesumato termine torna a brillare sulle bocche di alcuni politici Italiani, che prima affermano e poi ritrattano, non avendo neanche gli attributi per arrivare fino in fondo.

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patriziabarrera.com e Alibris

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Cari Amici,

Spostata la collaborazione tra patriziabarrera.com e New York Times Store sul mio blog Magic Old America, per una richiesta diretta dei miei affezionati lettori e anche per una collocazione più adeguata del materiale offerto dallo store, ecco che oggi vi presento una novità che vi farà sicuramente piacere. Nasce la collaborazione con Alibris, una piattaforma Americana davvero interessante in grado di soddisfare le esigenze dei palati musicali più raffinati .
Nata nel 1994 come sito per collezionisti di libri rari e antichi grazie agli sforzi dell’ appassionato antiquario Richard Weatherford , oggi Alibris si rivolge ad un pubblico di appassionati di musica che possono quindi contare su una collezione di cd e vinili particolari, rari e talvolta unici unitamente ad una libreria di genere e tale da arricchire ulteriormente ogni tipo di curiosità musicale.
patriziabarrera.com vi offrirà quindi in uno spazio dedicato quanto di meglio e di interessante sia presente nel panorama musicale della Old America, con uno sguardo privilegiato ai miei generi di riferimento e cioè il Blues e il jazz.
Alibris mette a disposizione dei suoi utenti una vasta gamma di possibilità, dal libro o dal cd usati , a quelli da collezione o tirature limitate create in particolari occasioni celebrative. Tuttavia potete acquistare anche materiale nuovo, e a prezzi davvero simbolici con agevolazioni per chi acquista con paypal. Insomma le possibilità sono tante e ciò che vi offrirò e descriverò di volta in volta sarà direttamente testato da patriziabarrera.com.
Sul sito potrete anche trovare ciclicamente informazioni, biografie e aneddoti interessanti sugli artisti della Old America e di cui vi propongo il materiale musicale.
Allora siete pronti? Ecco alcune delle proposte di questa settimana. Cliccando sulla foto sarete reindirizzati prima su patriziabarrera.com e infine su Alibris , per acquistare o anche se volete maggiori info sul materiale proposto. Il sito è in Inglese, tuttavia la traduzione tramite Google è abbastanza efficace.
Buon divertimento!

Perry Como

Due cd da collezione per un artista erroneamente considerato ” il sosia ” di Frank Sinatra ma immensamente più bravo e a cui lo stesso Sinatra si è ispirato. Sto parlando di Perry Como, una vera stella oggi dimenticata ma interprete di una quantità di brani e di generi musicali così imponente da non avere ancora oggi rivali. Il suo timbro morbido e carezzevole unitamente ad una estensione vocale di tutto riguardo pongono l’ artista nell’ Olimpo dei big del passato, pur conservando una modernità senza eguali. La collezione, che potete acquistare in cd digitale, fisico o vinile, è disponibile come materiale nuovo, usato o nella pregevole confezione da collezione . I brani proposti sono davvero interessanti: dal meraviglioso Can’t help falling in love al sognante Moon river; da Maria tratto dal musical West Side Story alle canzoni più celebri del suo indimenticabile Perry Como Show, il più longevo nella storia della televisione Americana. E ancora molti standard jazz e swing firmati Irving Berlin, Jerome Kern e Cole Porter e orchestre raffinate del calibro della Mitchell Ayres o cori come The Ray Charles singers... insomma una qualità eccellente per 21 tracce dal prezzo davvero promozionale. Consigliatissimo!

 

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12 tracce disponibili singolarmente in digitale o un intero album nuovo o usato per un gruppo vocal jazz pop poco conosciuto in Italia. Ed è un vero peccato, perchè i Mills Brothers è il gruppo musicale più longevo della storia , nato nel 1928 e ancora in attività, che ha sfornato più di 2000 incisioni, ha venduto 50 milioni di dischi e ha accumulato tre dozzine di dischi d’ oro! Un gruppo da record, insomma, che oggi potrete ascoltare nel remix di alcune delle loro canzoni più belle tratte dal periodo 1931- 1968 come Lazy River, un vero classico, a Paper Doll alla indimenticabile You Always Hurt the One You Love.
Il loro timbro dolce e carezzevole, in grado di passare indenne attraverso i dolori della seconda guerra mondiale e la morte del leader del gruppo Donald, vi conquisterà.
Un dono di famiglia, visto che oggi nel gruppo trovate due dei figli dei fratelli deceduti, in uno scontro incontro generazionale di voci meravigliose. Vi consiglio caldamente di ascoltare la loro Cab Driver del 1968, ancora oggi un cult inimitabile.

 

lemon jefferson

 

E come resistere al fascino sornione del Rev. Blind Lemon Jefferson, con il suo blues del Delta dei primi anni ’20 e la sua voce particolarissima e graffiante?
Ben 72 tracce in digitale o in cd fisico o vinile, nuovo, usato o da collezione, che vi vengono offerte ad un prezzo davvero irrisorio data la rarità del materiale. Un mix di blues, gospel e folk per un artista ambiguo la cui vita ancora oggi desta molti sospetti ma forse uno dei più prolifici in quanto a produzione musicale. Ascoltate senza pregiudizi la sua Long Lonesome Blues, oppure la contestata ‘lectric Chair Blues, o infine The Black Snake Moan per comprendere a pieno l’ originalità delle sue canzoni, oggi standard a tutti gli effetti e oggetto di innumerevoli cover da parte di artisti super famosi, che tuttavia non sono al suo stesso livello interpretativo.
Una voce roca e incisiva in cui è presente l’ anima nera del Mississippi. Da ascoltare senz’ altro!

 

Molti altri contenuti interessanti vi aspettano su patriziabarrera.com

Vi aspetto!

 

Patrizia Barrera

 

Il triste calvario delle sing song girls

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( continua )
Le piccole schiave che approdarono in America tra il 1820 e il 1840 furono senza dubbio quelle più fortunate. Benchè comprate o, meglio, svendute dalle loro famiglie le prime ragazze Cinesi furono destinate a diventare concubine dei pochissimi ma ricchissimi investitori che dalla Cina giunsero nel Nuovo Continente dopo aver fiutato ” l’ Affare Americano “. Si trattava di uomini danarosi, in grado di intessere loschi traffici con i Governi Stranieri e che in Cina occupavano posizioni privilegiate, non di rado vicine all’ Imperatore.
Espatriati con al seguito la loro piccole Corte composta da mogli, servi e subalterni costoro si erano fatti costruire grandissimi palazzi in stile Orientale, completi di quella fitta rete di cortili interni e nascosti dove vegetava un vero harem di donne, la cui unica funzione era quella di confermare il potere economico e politico del proprio padrone.

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Il lungo viaggio delle Sing Song Girls

 

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( continua )

La lunga epopea delle sing song girls nella Old America iniziò non prima del 1840 ma con punte di abnorme ascesa nel periodo della Corsa all’ oro , più o meno tra il 1848 e il 1854. Prima di allora la presenza delle donne tra gli immigrati Cinesi era un evento più unico che raro e riguardava o coraggiosissimi pionieri sfuggiti al clima di guerra che ormai si respirava in Patria oppure consorti di quei pochissimi uomini d’ affari che nell’ America della prima metà del 1800 consisteva in una purissima oligarchia che viveva in palazzi costruiti su misura grazie a impegnativi rapporti diplomatici con le Autorità locali, debitamente ricompensate da ingenti somme di denaro. Costoro portavano con se mogli e favorite, un largo stuolo di fanciulle avvenenti che tuttavia rimanevano relegate a vita nei cortili interni delle magioni, da cui uscivano solo dopo morte.

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Quando gli Americani puzzavano : piccola storia del Profumo

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Cari Amici,

per la prima volta il 21 marzo 2017 si festeggia la Giornata Internazionale del Profumo. La sua importanza nella storia dell’ umanità è spesso passata inosservata : mi sono quindi divertita a preparare un piccolo post che mi auguro vi piacerà, accompagnato dalla proposta di boccette di profumo d’ Arte che oggi vanno molto di moda e che potete acquistare sul prestigioso New York Time Store.  Il prezzo è molto contenuto e vi permetterà di fare un piccolo   investimento destinato ad aumentare di valore.  Oltre a ciò vi offro due ebook in download gratuito veramente interessanti, che potranno illustrarvi con dovizia di particolari il percorso del Profumo nella storia.    Allora che aspettiamo?  Partiamo subito con questo profumato articolo.  Buona Lettura!

L’ odore ha sempre accompagnato la nostra vita: dal profumo inebriante dei fiori al puzzo insopportabile di corpi non lavati. Dall’ aroma pungente delle spezie al repulsivo sentore di disinfettante. Se ci riferiamo alla nostra civiltà moderna l’ unica discriminante, tra un profumo gradevole e un tanfo nauseante , è il lavarsi o meno.

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Old America: il Natale vien mangiando..

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(continua)
Con colpo da maestro Robert Carter III iniziò la sua opera di convincimento puntando sull’ alta borghesia di origine Inglese che aveva portato con se le sue nostalgiche serate di Natale trascorse in patria. Si trattava chiaramente di casi isolati. coloni e piccoli proprietari terrieri che amavano trascorrere le Sacre feste in allegri e familiari convivi in cui , tra Inni e canti, troneggiavano ostriche e selvaggina, pane cotto al forno e indimenticabili crostate. Qui il passatempo preferito era la caccia e le escursioni a cavallo da cui, comunque, erano esclusi servi e bambini. L’ usanza del regalo era estremamente limitata e non riguardava assolutamente la prima infanzia, che doveva comunque essere grata di un buon allestimento di dolciumi. La sera della Vigilia , dopo la tradizionale partecipazione alla Sacra Messa, i gentiluomini Virginiani si sedevano con le loro consorti accanto al fuoco magari leggendo ad alta voce buoni libri di letteratura.

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Novità!!!

Canzoni di Natale in Old America in versione cartacea! Finalmente un vero libro da sfogliare e portare sempre con se! Per i veri affezionati della lettura ecco il mio primo libro in versione cartacea che potete acquistare su  Amazon.it

Una versione da passeggio di facile utilizzo e di veloce lettura. Un libro che vi illustrerà la storia , i fatti, i retroscena e i particolari piccanti delle canzoni di Natale più amate della tradizione Natalizia

Sorgente: Novità!!!

Old America :Il Natale vien dalla Virginia

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Ormai siamo abituati al Natale Americano. Enormi alberi di Natale e decorazioni fiabesche danno l’ impressione di entrare in un mondo incantato, in cui troneggiano pupazzi di Babbo Natale in dimensione umana e renne dagli occhi lucidi, che non a caso si rifanno alla tradizione ormai consolidata del piccolo Rudolph. Abbuffate colorate si alternano a brevi periodi di raccoglimento, in cui tutti si sentono più buoni; e i negozi di giocattoli e di dolciumi letteralmente scoppiano di prodotti, alcuni dei quali finiranno nelle mani di associazioni assistenziali che, almeno in questo periodo, si ricorderanno dei poveri del mondo.
Montagne di regali si affollano sotto alberi e presepi mischiati a pensierini furbamente artigianali; e ogni nostra giornata si apre al suono magico dei canti tradizionali che echeggiano da improbabili emittenti televisive, per lo più laiche, che fino all’ altro ieri si scagliavano sulle contraddizioni della religione.
Di questa atmosfera a tratti magica a tratti banale ormai non potremmo più farne a meno. Levare pensieri nostalgici al senso di comunione vera che dovrebbe nascere nei nostri cuori in un periodo di riflessione piuttosto che di consumo avrebbe il sapore di una falsa retorica e di una banalità aggiunta. Tuttavia mi piace offrirvi una suggestione diversa, un tuffo nel passato per comprendere come sia venuto fuori il Natale che conosciamo nella speranza forse di recuperare quello che abbiamo perduto.

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Il Mistero di Casa LaLaurie

 

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L’ old America è ricca di misteri. Molti di essi affondano le radici in storie maledette e fatti di sangue, sotto cui si nascondono spesso convinzioni razziste e atteggiamenti discriminanti.
E’ questo il caso di uno dei palazzi più famosi della Louisiana, terra di schiavi e di torture, ancora oggi considerato ” infestato ” in quanto scenario di avvenimenti raccapriccianti e oscuri.
Sto parlando de La maison LaLaurie , che nel 1831 balzò agli onori della cronaca nera indignando la popolazione per dichiarati soprusi perpetrati sui propri servi da una delle famiglie più ricche e in vista del tempo. Non tutto ciò che si racconta è vero. Alcuni aspetti della triste vicenda furono esasperati , sulla scia dei nuovi orientamenti politici che di lì a poco avrebbero condotto l’America alla spaccatura della Guerra di Secessione. Sicuramente la posizione sociale privilegiata dei LaLaurie aveva permesso , e coperto, la loro condotta.
Si trattava di una famiglia ricca e potente, che frequentava la crema della società e che in pubblico mostrava atteggiamenti progressisti e liberali nei confronti degli schiavi, al punto da affrancarne ben due in uno Stato in cui le Leggi segregazioniste non solo imperavano ma rispecchiavano una mentalità comune. Ciò che successe fu quindi riflesso degli orrori dell’epoca..
Quando esplose lo scandalo si accertò che molti dei conoscenti avevano dubbi, se non certezze, che i LaLaurie nascondessero orrendi segreti e che quella che mostravano in pubblico fosse solo una bella facciata. Tuttavia, se l’ incendio che divampò nella magione non avesse messo in luce gli scempi effettuati sugli schiavi nessuna di queste persone avrebbe mai parlato, proprio in virtù di quell’ ipocrita perbenismo di cui era permeata la società del tempo.
Ne è riprova il fatto che nessuno aveva mai espresso indignazione rispetto alla professione di uno dei mariti della giovane Delphine, che era un commerciante di schiavi e che aveva continuato ad esercitare l’ indegno mestiere anche quando questo fu dichiarato illegale nello Stato della Louisiana. L’indignazione, a quanto pare, fu sentimento pubblico solo davanti all’evidenza dei fatti, che non poterono più essere coperti o negati. Da quel momento la vicenda di casa LaLaurie si gonfiò a dismisura, complice la scrittrice Harriet Martineau. che, malgrado la sua proverbiale obiettività, in quel caso non si mantenne neutrale nella vicenda di Madame Delphine. IN questo post cercheremo quindi di capire come andarono realmente le cose e perchè, ancora oggi, Maison LaLaurie è annoverata tra le case infestate più famose degli Stati Uniti d’America.

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