Delirio di Natale


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Stanchi del Natale? Vi sentite dei novelli Grinch, ormai allergici alle mielose canzoni che affollano le Sacre Feste e dei noiosissimi mercatini che brillano di consumismo e idiozia?  Odiate la gente, la falsa beneficenza e le  trite e ritrite letterine dei vostri figli, che le maestre li hanno costretti a scrivere?

Bene! Allora ho trovato quello che fa per voi. Per festeggiare il mio ritorno su questo blog, dopo mesi di forzata assenza in cui ho pensato ( proprio come un Grinch) ai fatti miei, vi offrirò una carrellata di caramelle amare e dal vago sapore demenziale, ma che in realtà racchiudono una vasta gamma di motivazioni ( anche condivisibili) sul Perché il Natale andrebbe raso al suolo e Santa Claus bruciato sull’ albero insieme alle renne            ( poverine!)

Chiariamo: in questo articolo non ce l’ho affatto con lo Spirito del Natale! Esso, se esiste, è una cosa a parte , è il senso di umanità che ci accomuna e per che per grandissima parte della popolazione mondiale è sempre palpabile e presente, e non solo a Natale. Qui si parla della tradizione consumistica e perbenistica, quella ipocrita, esteriore e, se vogliamo, anche razzista che subiamo Ogni Anno di questo periodo. Quella che confonde il regalo sotto l’albero con lo sfoggio di se stessi, che si ricorda dei barboni e della necessità di un pasto caldo solo tra il 15 e il 25 dicembre, e quella delle vere – false maratone di beneficenza che spuntano come funghi in ogni parte del globo.

Chi crede davvero nel Natale, non si senta offeso da un articolo del genere. Esso sarà forse uno stimolo per agitare le acque, un impulso coercitivo alla buona vecchia riflessione che molti di noi non sanno più nemmeno cos’ è. Tra le canzoni che vi proporrò c’è di tutto, e molte sono davvero belle e pongono l’accento su punti “caldi” della questione Bianco Natale. Leggete senza irritarvi, anzi sorridete.

D’altra parte, non è vero che a Natale “ siamo tutti più buoni?”

Allora, il primo brano che voglio portare alla vostra attenzione ha il titolo davvero indicativo: I Hope you have a shitty Christmas, che tradotto suona come un Ti auguro un Natale di merda.

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Nato dalla mente apparentemente malata di Landon Tewers, ex membro dei Before their Eyes, band post – hardcore famosissima in Ohio e che raggiunse anche il 22mo posto della Billboard di qualche anno fa, il brano è la versione amara e aggressiva della ben più celebre Last Christmas, degli Wham!  Mentre nella prima il romantico George Michael esprime con dolore e nostalgia l’abbandono della sua amata, che non riesce a dimenticare e a rimpiazzare ma della quale evidentemente subisce il tradimento, nella seconda Landon Tewers pare non solo fregarsene ampiamente di essere stato messo al palo e cornificato, ma diventa sboccato e offensivo come solo un punk new generation con la testa fuori posto riesce a fare. In realtà il sentimento c’è, eccome! Ma, da buon maschio dalle palle coriacee, il protagonista della favola a rovescio sfoggia un rancore mai sopito con frasi decisamente aggressive, tipiche però di un innamorato ferito. Ecco il testo originale.

Last Christmas, we spent the day drinking wine,

I was yours and you were mine, and then I fucked you through the night

Last Christmas, I bought ya dresses that you wore,

you fucked a dude the night before,

and now you’re begging at my door

So this year I hope you have a shitty christmas,

I hope your family falls apart

I hope your cat develops cancer,

I hope you’re nailed up on a cross

I hope you have an awful Christmas,

I hope you don’t get what you want

I hope you’ve asked god for forgiveness,

cus you’re a stupid, selfish cunt

Sucks you’re lonely now and everyone hates you,

my new woman’s fucking sexy so thank you

You’ll be okay I’m sure somebody will want you,

but just for a night cus no one will love you

Heard you’re pregnant now and having some problems,

like who’s the father was is James

Was it Austin? I’m sorry for your kid I hope it’s nothing like you,

hope it’s dad can help so it’s decent despite you, so yeah uh

I hope you have a shitty Christmas,

I hope you’re eaten by a shark,

I hope your cat develops cancer

I hope you get shot in the heart,

I hope you have an awful christmas,

hope you don’t get what you want

I heard a guy just gave you herpes,

but at least you had some fun

I heard you had an awful christmas

I heard your parents kicked you out

I’m doing music for a living,

and I just got myself a badass fucking house HAHAHA bitch

 

Lo scorso Natale abbiamo trascorso la giornata a bere vino,

io ero tuo e tu eri mia, e poi ti ho scopato per tutta la notte

Lo scorso Natale, ti ho comprato i vestiti che indossavi,

hai scopato un ragazzo la sera prima,

e ora mi stai implorando alla mia porta

Quindi quest’anno spero che tu abbia un natale di merda,

spero che la tua famiglia cada a pezzi

Spero che il tuo gatto sviluppi il cancro,

spero che tu sia inchiodato su una croce

Spero che tu abbia un terribile Natale,

spero che tu non ottenga ciò che vuoi

Spero che tu abbia chiesto perdono a Dio,

ma sei una stupida fica egoista

Fa schifo che sei solo ora e tutti ti odiano,

la mia nuova donna è fottutamente sexy, quindi grazie

Starai bene, sono sicuro che qualcuno ti vorrà,

ma solo per una notte, nessuno ti amerà

Ho sentito che sei incinta adesso e che hai dei problemi,

ho sentito dire che il padre è James

Invece è Austin? Mi dispiace per tuo figlio, non ce l’ho con lui,

spero che il papà possa aiutarti, lui è a posto malgrado te , quindi ok

Spero che tu abbia un Natale di merda,

spero che tu sia divorata da uno squalo,

spero che il tuo gatto sviluppi il cancro

Spero che ti sparino nel cuore,

spero che tu abbia un terribile Natale,

spero che tu non ottenga quello che vuoi

Ho sentito che un ragazzo ti ha appena mischiato l’herpes,

ma almeno ti sei divertito

Ho sentito che hai trascorso un terribile Natale

Ho sentito che i tuoi genitori ti hanno cacciato

Sto facendo musica per guadagnarmi da vivere,

e mi sono appena procurato una troia HAHAHA,

e una fottuta casa del cazzo

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Carina, vero? Se vi state chiedendo che c’entra il Natale in tutto questo e perché l’autore-interprete si scagli contro la sua ex proprio in questo periodo, la risposta è bella pronta. In America il Natale è sacro, anche per i più riottosi e arrabbiati come il nostro amico, e non si tocca. Quindi, augurare il peggio del peggio ad una persona  in quei giorni è un po’ come augurarglielo per tutto l’anno. Proprio come quelli che si professano atei e poi non fanno altro che bestemmiare contro un Dio nel quale dicono di non credere ma che, evidentemente, è ben presente nella loro mente.

Trovo assolutamente delizioso l’abbinamento tra la voce roca e, direi, sexy di Landon e il coretto vagamente Natalizio in sottofondo. Un gioco di contrasti che, per chi conosce l’Inglese, è sicuramente accattivante, tale da stemperare il cumulo di parolacce e cattiverie che escono dalla bocca del cantante.

Il brano, presente nel LP XMAS del 2014 passò quasi inosservato al grande pubblico, ma è una chicca da non perdere. Landon Tewers , che da qualche anno entra ed esce dalla nuova Band The Plot in You, dichiarò di avere scritto la canzone, assolutamente autobiografica, mentre era in preda ai fumi dell’alcool proprio la vigilia del Natale di quell’anno, e che poi l’abbia regalata ai fans su twitter molto prima di inserirla nel micro album, registrato successivamente con la band.

Godetevi ora il videoclip della canzone e…prendete spunto, se vi hanno appena piantato!

 

Particolare la canzone e moderatamente poetico il video clip di un altro classico della musica CONTRO il Natale. Sto parlando di Fairytale of New York  ( Una favola di New York ) dei Pogues, che di favola ha ben poco e spunto di riflessione molto.

Si tratta di un ubriacone che ha passato quasi tutta la sua vita in galera e che, alla vigilia del Natale, ricorda la sua tormentata storia d’amore di molti anni prima con una ragazza, il cui abbandono lo ha spinto tra le braccia dell’alcool. Chiaramente, il fattaccio è avvenuto a Natale, la cui atmosfera gioiosa è dal protagonista ritenuta corresponsabile della nascita dei suoi guai. Malgrado sia una storia amara, che di striscio polemizza sull’ipocrisia e la violenza della situazione carceraria, il brano è avvolto da un manto di nostalgia e poesia a cui fa eco la voce rotta dell’interprete e leader della band,Shane MacGowan , talmente bravo da immedesimarsi nella parte di un alcoolizzato che viene voglia di chiedersi se lui non lo fosse davvero.  Il sapore Anglo-Irlandese di questo gruppo punk è ben percepibile, e concede maggiore struggimento all’intero brano, davvero molto godibile. Benché non sia una canzone amica del Natale, tuttavia è diventata quasi un cult negli anni ’90, accompagnando con dignità il declino dell’intero gruppo che comunque vi invito a conoscere.

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Il nome Pogues viene da un quartiere Londinese, Pogue Mahone, ribattezzato dagli Irlandesi per sfregio, com’era tipico in pieno periodo IRA, Póg mo thóin, letteralmente Baciami il culo. In verità, il primissimo nome della band, quando ancora si auto-produceva, era Nipple Erectors, tradotto I Drizza capezzoli . Poi, quando firmarono per la Sliff Records  dovettero cambiarsi il nome, troppo volgare per quei tempi. Optarono quindi per The Pogues, un vezzeggiativo del Baciami il Culo che in Italiano suonerebbe più o meno come I Baciachiappe. E’ stata una band alternativa, che a strumenti tipici del bluesgrass come il fiddle, il banjo e l’armonica a bocca, unisce chitarre elettriche e batteria per un suono più…esplosivo. Tra alti e bassi si sono suicidati nel giro di dieci anni per una serie di scelte sbagliate e…fumate, ma hanno sfornato album che ancora colpiscono per le loro sonorità inusuali, come Peace and Love del 1989 o Pogue Mahone del 1996. Nei paesi anglosassoni la loro musica è ancora molto richiesta, e infatti il famoso magazine Q li ha citati come “una delle cinque band da vedere prima di morire” o per morire vedendoli, fate voi.

Il brano in questione, che originariamente doveva essere un duetto tra McGowen e la bassista del gruppo, Cait O’Riordan, uscì come singolo nel 1987 ma poi fu inserito nell’album If I Should Fall from Grace with God, etichettato stranamente come album di Natale (!) Fu poi modificato  perché la musicista abbandonò la band. Così il cantante chiese a sua moglie, Kirsty McColl di eseguirlo lei, e infatti la versione definitiva li vede duettare insieme.

 It was Christmas Eve babe

In the drunk tank

An old man said to me, won’t see another one

And then he sang a song

The Rare Old Mountain Dew

I turned my face away

And dreamed about you

Got on a lucky one

Came in eighteen to one

I’ve got a feeling

This year’s for me and you

So happy Christmas

I love you baby

I can see a better time

When all our dreams come true

They’ve got cars big as bars

They’ve got rivers of gold

But the wind goes right through you

It’s no place for the old

When you first took my hand

On a cold Christmas Eve

You promised me

Broadway was waiting for me

You were handsome

You were pretty

Queen of New York City

When the band finished playing

They howled out for more

Sinatra was swinging,

All the drunks they were singing

We kissed on a corner

Then danced…

Era la vigilia di Natale, piccola

Nella tanica che ho bevuto

Un  vecchio mi ha detto, non ne vedrò un altro

E poi ha cantato una canzone

The Rare Old Mountain Dew

Ho girato la faccia

E ti ho sognato

Sarà un Natale fortunato

L’ho scommesso diciotto a uno

Ne sono convinto

Quest’anno è per me e te

Quindi buon Natale

Ti amo piccola

Sogno un periodo migliore

Quando tutti i nostri sogni diventano realtà

Hanno macchine  grandi come bar

Hanno fiumi d’oro

Ma il vento ti passa attraverso

Non è un posto per i vecchi

La prima volta che mi hai preso la mano

In una fredda vigilia di Natale

Me lo hai promesso

Ma Broadway mi stava aspettando

Era bello

Eri carina

Regina di New York City

Quando la band ha finito di suonare

Ulularono di più

Sinatra stava cantando uno swing

Tutti gli ubriachi stavano cantando

Ci siamo baciati in un angolo

Poi  ballarono tutta la notte

I ragazzi del coro della polizia di New York

Stavano cantando “Galway Bay”

E le campane suonavano

Per il giorno di natale

Sei un barbone

Sei un punk

Sei un vecchio frocio

Sdraiato lì quasi morto su una flebo in quel letto

Balordo, verme

Puttana a buon mercato

Buon Natale al tuo culo

Prego Dio che sia l’ultimo

I ragazzi del coro della polizia di New York

Cantano ancora “Galway Bay”

E le campane suonano

Per il giorno di natale

Avrei potuto essere qualcuno

Avere una vita normale come tutti

Ma tu hai preso i miei sogni

Quando ti ho conosciuta per la prima volta

Li ho portati con me piccola

Li ho messi insieme ai miei

Ma non posso realizzarli da solo

Ho costruito i miei sogni intorno a te

I ragazzi del coro della polizia di New York

Cantano ancora “Galway Bay”

E le campane stanno suonando

Per il giorno di natale

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Il video della canzone fu realizzato interamente nelle carceri di New York , con l’ausilio della vera banda della Polizia locale, e con un giovanissimo Matt Dillon  che interpreta la parte di quello che arresta McGowen. Il brano divenne immediatamente popolare in Inghilterra, e un ulteriore balzo in avanti lo fece quando la BBC decise di censurare alcune parolacce, come puttana e frocio. Tuttavia la reazione degli ascoltatori fu così violenta che l’emittente si affrettò a tornare sui suoi passi, con tanto di scuse alla band che nel 1987 si vide balzare il singolo al secondo posto nelle hit mondiali.

La band si sciolse rapidamente per il vezzo di McGowen di entrarne e uscirne  per i fatti suoi, tuttavia si rimise insieme varie volte, sempre per i richiestissimi tour dei loro fans. L’ultima volta si sono rimessi insieme nel 2012 per un giro di concerti intorno al mondo…chiaramente in occasione del Natale!

 

E ora veniamo alle stars di casa nostra, che nulla hanno da invidiare a quelle internazionali in quanto a capacità di affossare con la loro malinconia anche un periodo festoso come il Natale. Maestro in queste cose è sicuramente il buon Francesco De Gregori che, con il suo Natale di seconda mano, è capace di regalarci un vero momento di tristezza, costringendoci ad adeguate riflessioni. Benché il brano sia stato scritto nel 2001, infatti, pone l’accento su un tema attualissimo e scottante: quello dei migranti. Il pianoforte magico e la voce amabile dell’artista che siamo abituati ad ascoltare aggiunge uno struggimento difficile da definire a parole. Vi consiglio quindi di ascoltare senza pensare questo brano, che difficilmente riuscirete a togliervi di dosso.

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Oggi è tempo d’incendi, organizziamo presepi

Dalle stelle tu scendi e ci senti e ci vedi

Addormentati in panchina o indaffarati a far niente

Ed il freddo che arriva, ci brucia e ci spegne

Non c’è nessun segreto, nessuna novità

Non c’è nessun mistero, nessuna natività

Io ti regalo una foglia da masticare col pane

E tu una busta di vino per passare la fame

Sior capitano aiutaci a attraversare

questo mare contro mano

Sior capitano, da destra o da sinistra non veniamo

e questa notte non abbiamo

Governo e parlamento non abbiamo e ragione

Ragione o sentimento non conosciamo

e quando capita ci arrangiamo

E ci arrangiamo

Con documenti di seconda mano

Con documenti di seconda mano

Oggi è tempo d’attesa, organizziamo qualcosa

Mentre balla sul marciapiede, la vita in rosa

Che ci guarda e sorride e non ci tocca mai

Ultimi di tutto il mondo, piccoli fiammiferai

Non c’è nessun perdono in tutta questa pietà

Non c’è nessun calore, nessuna elettricità

E oggi parlano i cani per sentirsi più buoni

Intorno al nostro fuoco cantano canzoni

Sior capitano aiutaci a attraversare

questo mare contro mano

Sior capitano, da destra o da sinistra non veniamo

e questa notte non abbiamo

Governo e parlamento non abbiamo e ragione

Ragione o sentimento non conosciamo

e quando capita ci arrangiamo

E ci arrangiamo

Con documenti di seconda mano

Con documenti di seconda mano.

Il brano fa parte dell’album Amore nel pomeriggio, il cui titolo già da solo insinua nella nostra mente immagini crepuscolari e non certo festose. Non a caso fu vincitore di un prestigioso premio istituito per ricordare un altro musicista un po’ lagnone: Luigi Tenco.

 

Questo video dovete assolutamente vederlo, anche per lasciarci con la prima parte di questo post in assoluta allegria. Il brano Buon Compleanno Gesù è dissacrante, auto-ironico e intelligente. L’autore è Giancane, pseudonimo di Giancarlo Barbati, di cui sicuramente la maggior parte di voi non ha mai sentito parlare. E’ sicuramente un personaggio atipico, di rottura, che si auto-produce da sempre e che una volta faceva parte dell’interessantissimo ma pressocché sconosciuto gruppo IL Muro del Canto, band dalla matrice rock dark e dai testi anticlericali che di certo non aiutano a farsi conoscere. Il brano pone allegramente ( e causticamente ) l’accento sul nostro Natale Italiano, in cui da un lato stiamo attaccati alla tv a piangere sui film melensi trasmessi inevitabilmente nel periodo, e i rozzi e gretti comportamenti abituali soprattutto in famiglia, dove evidentemente e senza badare troppo al periodo dell’anno esprimiamo sempre il peggio di noi stessi.

Christmas

Oggi è di nuovo Natale

Oggi potrei anche morire

Parenti e dementi è natale

buon compleanno Gesù

Nonna col deambulatore

Cade e si rompe il femore

L’aiuto è lei giù a bestemmiare

Oggi che è nato Gesù

Arriva mia zia con il cane

Che non smette mai di abbaiare

Gianni gli tira un bastone

Adesso non abbaia più

E’ Natale, è Natale, è Natale

Buon compleanno Gesù

Mio cugino ha un ritardo mentale

Mangia la carta e sta male

La madre gli passa un bicchiere

Per festeggiare Gesù

Zio beve vino da ore

E non riesce più a respirare

Sbiascica vomita e muore

Oggi che è nato Gesù

E’ Natale, è Natale, è Natale

Buon compleanno Gesù

E’ Natale, è Natale, è Natale

Buon compleanno Gesù

E’ Natale, è Natale, è Natale

Buon compleanno Gesù

E’ Natale, è Natale, è Natale

Buon compleanno Gesù

Buon compleanno Gesù

Buon compleanno, buon compleanno

Buon compleanno Gesù

In pratica il video è la sceneggiatura del testo; in tal modo, anche chi non capisce l’Italiano  capisce il senso della canzone. E’ un altro modo per indurci a riflettere sulle nostre Italianissime ipocrisie, ma questa volta col sorriso. Una chicca: la musica è sicuramente accattivante e , non a caso, ricalca i coretti Natalizi della tradizione. Sembra che un anziano parroco della Bassa sia caduto in errore proprio ascoltando la melodia della canzone, e abbia pensato di proporre il brano durante la messa di Natale nella propria parrocchia…ma per fortuna fu fermato in tempo! Almeno, questo è ciò che racconta il buon Giancane: sarà vero?

 

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