Ida B. Wells e il linciaggio in America


linciaggio neri America ” In malo modo il conducente del treno mi disse di alzarmi ,di cedere il mio posto ad un uomo bianco rimasto in piedi, di raccattare i miei stracci e di spostarmi nella vettura riservata ai negri, proprio accanto alla locomotiva.Rifiutai, adducendo il fatto che ero una donna e che non potevo certo respirare tutto quel fumo e che, comunque, sedevo in una vettura riservata alle donne. Allora l’uomo mi strattonò violentemente per un braccio per costringermi ad alzarmi: mi fece male e così gli morsi la mano, ficcando con decisione tutti i miei denti nella sua carne e nel contempo mi tenni aggrappata al sedile con l’altra mano, puntando i piedi contro il sedile. L’uomo mollò la presa e, maledicendomi, andò a chiamare uno dei facchini e un altro tizio che stava sul treno. Così,in tre, riuscirono a sradicarmi dal mio sedile e mi buttarono fuori dal treno, me e tutti i miei bagagli, mentre gli altri passeggeri che guardavano ridendo la scena applaudivano. ” Questo fu il racconto della violenza subita il 4 maggio 1884 su un treno della Chesapeake & Ohio Railroad Company che Ida B. Wells fece davanti ai giudici di Memphis solo 6 mesi dopo, prima donna Afro-Americana a denunciare le angherie della segregazione razziale delle Compagnie Ferroviarie e una delle pochissime che assoldò, a sua difesa, un avvocato bianco.

Ida B. Wells

Ecco una bella immagine di Ida B. Wells all’epoca dei fatti

Le famigerate Leggi Jim Crow erano allegramente in vigore e solo l’anno prima la Corte Suprema aveva invalidato il CIVIL RIGHT ACT, affossando in un solo attimo i principi, le intenzioni e l’operato di Lincoln, dell’abolizionismo e della stessa Guerra di Secessione. La Wells vinse la sua causa in prima udienza, ricevendo anche un indennizzo di 500 dollari per i danni morali subiti. Tuttavia la Compagnia Ferroviaria ricorse in appello presso la Corte Suprema del Tennessee, che non solo invalidò la sentenza ma diffamò ignominiosamente la donna affermando che ” La convenuta si trovava in atteggiamenti e in abiti provocatori, creando scandalo tra i passeggeri e costringendo quindi gli addetti delle ferrovie ad allontanarla dalla carrozza”. Per i giudici, in pratica, la signora Wells stava facendo marchette sul treno, da brava negra. Forti delle testimonianze ( false) dei protagonisti della storia e di una legislazione nettamente a sfavore degli Afro-Americani e delle minoranze etniche i proprietari della Ferrovia riuscirono ad invalidare la prima sentenza, a farsi pagare i danni (?) e ad infangare per sempre la donna, costretta anche a pagare tutte le spese processuali. Nella sua autobiografia Ida B. Wells cita l’accaduto come il primo dei fatti drammatici che in seguito la portarono a denunciare pubblicamente ciò che accadeva in America agli Afro-Americani e l’iniquità delle Leggi Democratiche. Il secondo avvenimento tragico, che cambiò decisamente la sua vita, avvenne a Memphis nel 1892 quando una folla arrabbiata prelevò dai loro negozi tre suoi amici Afro-Americani, Thomas Moss, Calvin McDowell e Henry Stewart, linciandoli poi pubblicamente. Costoro erano proprietari di una piccola drogheria, la People Grocery Company, che probabilmente faceva concorrenza ad altri piccoli proprietari bianchi della zona che malvedevano che ” sporchi negri facessero affari alle loro spalle”. Ciò che meno sopportavano era il fatto che Thomas Moss avesse messo su il negozio grazie ai soldi accumulati facendo il Postino per la città, quindi accumulando un capitale ” pubblico” e utilizzandolo per fare concorrenza ” a chi, in definitiva, gli aveva dato da mangiare”. Il suo inaccettabile desiderio di indipendenza economica poteva diventare un modello per i negri.

Clanton Atlanta linciaggio 1891

Ecco un tipico linciaggio in Atlanta nel 1891.
Una delle tantissime foto raccolte da Ida B. Wells durante la sua vita per testimoniare l’orrore di questa pratica pubblica, tutta Americana

La sera di sabato del 9 marzo un gruppetto di uomini bianchi armati fece irruzione nella drogheria , che era ormai un luogo di ritrovo per la comunità nera e che a quell’ora era anche zeppa di gente.Il gruppò entrò con intenzioni decisamente bellicose minacciando i tre proprietari, che furono aggrediti alle spalle,e spaccando tutto. . McDowell cercò di difendersi prendendo una pistola e sparando nella folla, ferendo ad una gamba uno dei suoi aggressori, mentre altri colpi furono sparati sui bianchi da altri neri armati ferendo due uomini. Allora i tre proprietari furono trascinati fuori dalle FORZE DELL’ORDINE (!) e imprigionati, insieme ad un centinaio di altri neri accusati di ” cospirazione”. Al fine di impedire violenze e linciaggi, che erano all’ordine del giorno, davanti alle porte della prigione drappelli di neri armati iniziarono una sorta di veglia, controllando costantemente ogni possibile entrata. Chiaramente la cosa solleticò la stampa che, lungi dall’indagare sull’ accaduto, ne tirò fuori un articolo razzista, inveendo contro l’ingrata black people ” violenta e brutale” e vittimizzando i bianchi feriti. La minaccia di linciaggio, qualora questi fossero morti, aleggiava grave nell’aria. Due giorni dopo i tre bianchi furono dichiarati fuori pericolo: alcuni funzionari della Polizia furono qundi autorizzati a rassicurare i neri che non ci sarebbe stata violenza sui loro compatrioti e che potevano quindi tornarsene a casa. La Giustizia assicurava che il processo si sarebbe svolto secondo tutti i crismi legali. La veglia quindi si concluse e tutti tornarono a casa. Quello stesso giorno, sul far dell’alba, lo Sceriffo aprì le porte ad alcuni uomini bianchi che trascinaronoThomas Moss, Calvin McDowell e Henry Stewart fuori dal carcere e imbarcati di nascosto su un treno che li portò ad un miglio da Memphis dove furono fatti a pezzi , picchiati a morte e infine impiccati ad una lbero. A McDowell, che aveva sparato sparato sulla folla, furono prima amputate le dita della mano, una per una, e cavati gli occhi. Prima di finirlo a Thomas Moss fu chiesto se aveva da dire qualcosa, se fosse ” pentito”. Ma questi rispose: ” Dite alla mia famiglia di scappare lontano da Memphis perchè non c’è Dio nè giustizia in questo posto”. Allora fu impiccato. La cosa finì al tribunale di Memphis dove i giudici, ipocritamente inorriditi dall’accaduto e al fine di evitare tali atrocità per il futuro ,imposero allo sceriffo di ” sparare a vista contro qualsiasi nero sobillatore ” e al contempo fu vietata la vendita di armi agli Afro-Americani. Il terribile misfatto si aggiunse alle centinaia precedenti contro la comunità nera e infine fu dimenticato. Non però da Ida B. Wells, che fu segnata a sangue dall’avvenimento e che decise di mutare drasticamente la sua vita affinchè tali cose non accadessero più.

Laura Nelson lynched, 1916

Tantissime le donne vittime di linciaggio. Ecco ad esempio Laura Nelson che fu vittima del linciaggio nel 1916. Fu accusata da uno Sceriffo locale ( bianco chiaramente) di detenere nella sua casa merce rubata. La donna fu quindi, senza alcun processo, portata dalla folla a 6 miglia di distanza subendo ogni tipo di umiliazioni e infine impiccata ad un ponte. Con lei fu impiccato anche il figlio quindicenne, senza alcun motivo. A distanza di molti anni sembra sia venuta a galla la verità: lo Sceriffo entrò in casa della Nelson, che era vedova e mandava avanti una piccolissima attività da sola, tentando di stuprarla ma la donna urlò e il figlio la difese. Per tappare la bocca ad entrambi e vendicarsi dell'”offesa ” subita lo Sceriffo accampò la scusa della merce rubata.

Giornalista, suffragette e una delle prime esponenti del Movimento dei Diritti Civili, Ida era figlia di ex schiavi che tuttavia si erano fatti una posizione ed erano culturalmente evoluti; anzi il padre era stato uno dei membri del Loyal League e si era più volte battuto contro le discriminazioni razziali. Mentre frequentava l’Università di Shaw seppe che nel suo paese natale, Holy Springs, si era abbattuta un’epidemia di febbre gialla e i suoi genitori e uno dei suoi 6 fratelli erano morti e che i fratelli più piccoli erano stati prelevati dall’Assistenza Sociale per metterli in affido. Per evitare la disgregazione della famiglia Ida decise di interrompere gli studi universitari e di impiegarsi come maestra in una scuola per neri nella contea di Shelby. Riuscì quindi a mantenere i fratellini presso di sè e nel contempo iscriversi all’Università di Fisk a Nashville, una delle prime per gli Afro-Americani , dove si laureò in sociologia. All’epoca del linciaggio dei suoi amici la Wells era quindi laureata, giornalista presso il LIVING WAY e THE EVENING STAR e la sua penna era partciolarmente accesa nei confronti dei problemi della segregazione razziale. Nel 1889 era già co-proprietaria di THE FREE SPEECH, un famoso giornale antisegregazionista che godeva di forte appoggio da parte della Chiesa Battista di Beale Street , a Memphis. Come poi narra nella sua autobiografia, ” Crusade for Justice” la Wells dovette fare un grande sforzo su se stessa per dare vita a quello che fu poi il suo capolavoro “Southern Horrors: Lynch Law in All Its Phases” , una raccolta DAL VIVO di 17 linciaggi che la scrittrice descrive con dovizia di particolari disegnando nel contempo un’accurata analisi delle motivazioni socio-politiche alla radice delle Leggi Jim Crow. ” Mi forzai a guardare ciò che veniva fatto al mio popolo, e non solo ad esso. Mi forzai ad annotare con la crudezza di un boia gli stupri,le mutilazioni, le botte,gli assassinii mentre il mio cuore piagato urlava Giustizia.. Mi forzai, da donna e da madre, ad osservare ad occhi asciutti ciò che veniva fatto a donne inermi ,giovani e incinte, accusate del solo fatto di non essere bianche. Mi forzai a guardare tutto questo perchè il mondo sapesse e traesse da questi scritti l’indignazione sufficiente a gridare a voce alta “BASTA!” Il numero delle donne nere vittime di linciaggio è impressionante. Puoi trovare la storia di alcune di loro QUI La Wells analizza sapientemente la questione dello “stupro su donne bianche da parte di negri”, considerata una delle motivazioni più frequenti per la giustificazione del linciaggio, arrivando alla conclusione che il vero motivo risiedeva nella sola paura del progresso economico e sociale degli Afro-Americani, mischiato ad un profondo razzismo insito nella razza bianca. Benchè OGGI il risultato di questa analisi risulterebbe scontato, alla luce degli avvenimenti e degli studi effettuati negli ultimi cinquant’anni, nel 1892 l’idea di una società Americana offuscata nel suo ideale di progresso da sentimenti oscuri e prettamente economici fece scandalo. La Wells poi raffina la sua ricerca e colpisce perfettamente il bersaglio proponendo qualche anno dopo un nuovo opuscoletto, THE RED RECORD, che nella sua versione integrale in lingua Inglese potete leggere QUI. Così se in The Southern Orrors la Wells si pone l’obiettivo di scuotere gli animi e far inorridire ” la gente perbene che, chiusa nelle sue case eleganti e nel suo piccolo mondo non immagina che tali orrori esistano “, in THE RED RECORD induce a riflettere sulla situazione storico-politica, partendo dagli antefatti della Guerra Civile e proseguendo sulle lotte ideologiche dell’anti-abolizionismo ,raccogliendo dati allarmanti sul decennio 1884-1894.

Jesse Washington lynched, 1916

Il linciaggio di Jesse Washington nel 1916, un adolescente di 16 anni, è uno degli esempi più macabri della follia e della ritualizzazione del linciaggio. Il linciaggio, ormai vissuto nel 1916 in America come macabra festa alla quale partecipavano come pubblico anche i bambini, fu fotografato in ogni sua fase e infine le foto divennero cartoline.

Se hai lo stomaco forte e vuoi conoscere i particolari della morte di Jesse Washington puoi leggere QUI In entrambi i casi si tratta di importanti documenti storici che basano la loro validità su tre aspetti fondamentali quasi mai affrontati prima: a) innanzitutto la raccolta di dati, testimonianze, foto e scritti atti a tappare la bocca a qualsiasi accusa di “falso”; b) un’analisi molto dettagliata sugli aspetti, spesso ignorati, dei rapporti tra classe, sesso e razza negli atteggiamenti legislativi e di come essi vengano assimilati ed elaborati dalla popolazione; c) infine lo stile asciutto e preciso, assolutamente non retorico eppure femminile, tale da penetrare profondamente nell’animo del lettore. D’altronde, subito dopo il linciaggio dei suoi tre amici, la Wells aveva già dato prova della sua acutezza e capacità nello sbattere in faccia la verità, senza utilizzare tutti quei giri di parole di cui erano ricchi gli scritti dei suoi colleghi maschi, Frederick Douglass in primis. Ecco quanto scrive sul Free Speech due giorni dopo il linciaggio: ” La città di Memphis ha dimostrato oggi che nulla può fare l’Afro-Americano per difendersi dall’uomo bianco se diventa suo rivale negli affari. Non c’è nulla che possiamo fare per contrastare il linciaggio e non possiamo difenderci, perchè non abbiamo armi.. Ai bianchi è permesso acquistare un’intera armeria a credito, ma la Legge impedisce al nero di acquistare anche un solo fucile per salvare la sua famiglia dalla furia omicida della folla. Vi è quindi una sola cosa che possiamo fare; salvare i nostri soldi e lasciare una città che non proteggerà la nostra vita e i nostri beni, che non ci garantirà mai un giusto processo nei tribunali, ma anzi permette a chiunque di trascinarci fuori nelle strade e ucciderci a sangue freddo, e dopo la sola denuncia senza prova di un solo bianco.”

William Brown lynched, 1919

Accusato ( senza prove) di aver molestato una ragazza bianca William Brown è uno degli esempi di brutale razzismo che pervase l’estate del 1919 in Omaha. Il ragazzo fu arrestato ma mentre veniva condotto in carcere la folla inferocita lo strappò dalle mani dello Sceriffo e lo impiccò ad un palo. La Polizia riuscì a tirarlo giù e a condurlo in salvo in prigione prima che morisse. Ma la folla, insoddisfatta,appiccò l’incendio alla prigione e rapì nuovamente il giovane, lo mutilò selvaggiamente ,lo impiccò e infine crivellò il suo corpo di colpi di pistola. Prima che fosse ristabilito l’ordine furono ferite circa cinquanta persone tra gli esagitati di quella notte. La fotografia che vedete è un souvenir dell’accaduto, venduto per pochi cents come cartolina.

Moltissime delle cartoline ricavate dalle foto dei linciaggi sono state oggetto di una mostra negli Stati Uniti e le puoi trovare QUI Parole di fuoco che lasciarono un segno. Ne è riprova il fatto che immediatamente la Wells fu minacciata di morte, che lo Sceriffo perquisì e poi fece distruggere la sede del suo giornale e la accusò di boicottare il lavoro delle Forze dell’Ordine. La Wells fu così costretta a fuggire a Chicago dove dette vita ad uno dei primi Movimenti Femminili anti segregazionismo e fu promotore del suffragio alle donne; lì nacque il suo best seller South Orrors. Viaggiò per tutta l’Inghilterra organizzando convegni e seminari per far conoscere oltreoceano l’orrore del linciaggio e la vergogna Americana . Promosse campagne di raccolte fondi per le famiglie delle vittime dei linciaggi, offrì una immane quantità di fotografie e prove schiaccianti a coloro che mettevano in dubbio tali atrocità…ma non ebbe molto successo. Il mondo Imperialista si indignava e poi sorrideva, e non concesse valido appoggio.. La Wells non riuscì mai a raccogliere abbastanza fondi ne’ abbastanza firme per le sue petizioni al Governo. Ma non mollò : nel 1909 fu co-fondatrice del NAACP ( Associazione Nazionale per la difesa dei diritti degli Afro-Americani) e fu tra le prime donne di colore a candidarsi come Governatore dello Stato dell’Illinois. Il suo lavoro, in un periodo storico così difficile come quello che coincise con la Grande Depressione e le Migrazioni dei neri al nord,anticipa nell’essenza ciò che fu Martin Luther King molti anni dopo e si imprime indelebilmente nella memoria Americana. Grazie a lei e alla sua perseveranza ciò che fu la follia del linciaggio NON PUO’ OGGI essere oggetto di dubbio e non potrà DOMANI essere dimenticata. !

The South Orrors: Ida B. Wells

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Da The Red Record: ( da me liberamente tradotto) “Con l’emancipazione del negro era inevitabile che l’uomo bianco non volesse rinunciare al potere assoluto esercitato in quei due secoli e mezzo di schiavitù, e che desse sfogo alla sua rabbia con questi atti irrefrenabili di violenza.. Una volta egli possedeva completamente lo schiavo, nel corpo e nell’anima: era quindi suo interesse annientarne l”anima ma preservarne il corpo. Benchè detenesse su di lui un potere illimitato e potesse sottoporlo a qualsiasi tipo di punizione fisica, l’uomo bianco raramente lo metteva a morte poichè lo schiavo era merce e rappresentava per lui un valore economico. Poteva flagellarlo senza pietà, mutilarlo, stuprarlo e trattarlo in modo disumano, ma per un padrone bianco la morte del suo negro era la perdita di diverse centinaia di dollari. Così gli permetteva di mantenersi in vita. Molto più efficace, se voleva punirlo o vendicarsi , separarlo dalla sua famiglia, evirarlo, entrare nel letto delle sue donne e infine venderlo. Ma poi è arrivata l’emancipazione e l’ uomo bianco ha perso i suoi diritti sul corpo del negro e sulla sua vita. Per Legge non può più flagellarlo, evirarlo,punirlo; e soprattutto non ha più alcun diritto di ucciderlo. Ma i bianchi del sud sono stati educati così a lungo in quella scuola di pensiero per cui il potere è un diritto e l’uguaglianza un’eresia che essi hanno rifiutato perfino la Legge, e hanno sputato sulla possibilità di trattare da pari a pari col nero Così tutto ciò che in tempi di schiavitù fungeva da deterrente e gli impediva di deturpare o eliminare la sua merce è crollato, sotto il peso di quella parola innominabile che si chiama Libertà. E allora, non potendo più prendersi soddisfazione morale od economica sul suo schiavo egli ha pensato bene di ucciderlo. I dati che ho raccolto per questi trent’anni di omicidi dimostrano che solo un piccolissimo numero di linciaggi di Afro-Americani è venuto alla luce e che tantissimi, troppi,giacciono ancora sconosciuti sul fondo delle statistiche. Eppure ciò che ho raccolto dimostra inequivocabilmente che più di 10000 negri sono stati uccisi a sangue freddo in linciaggi pubblici, senza un giusto processo e con la connivenza della Legge.. Eppure, come prova della assoluta impunità di cui gode l’uomo bianco che osa uccidere un negro, gli stessi dati dimostrano che in questi tre decenni solo tre bianchi sono stati processati, condannati e giustiziati per avere linciato un negro. Dato che nessun uomo bianco è stato mai linciato per l’omicidio di persone di colore, queste tre esecuzioni sono gli unici casi di pena di morte per il reato di linciaggio ad opera di bianchi sui neri. Tre in trent’anni. E 10000 linciaggi dimostrati.

francobollo commemorativo Ida B. Wells

Questo è il francobollo da 25 centesimi che l’America dedicò alla Wells nel 1991. La scrittirce si fece anche promotrice di alcuni grandi progetti edilizi che avevano lo scopo di dare sistemazione diginitosa agli Afro-Americani che abitavano nei ghetti. Il progetto,chiamato Ida B. Wells Homes fu poi realizzato nel 1941 dalla Chicago Housing Authority nel quartiere di Bronzeville, ospitando centinaia di famiglie con i soldi della Fondazione dedicata alla Wells. Gli edifici sono poi stati smantellati nel 2011.

La società bianca ha sempre fornito ” valide giustificazioni” al linciaggio , soprattutto quando ha dovuto renderne conto al mondo. La prima fu ” la necessità di reprimere e debellare presunti scontri razziali”. Per questo, subito dopo la guerra, centinaia di negri inermi furono massacrati in agguati tesi dagli stessi bianchi e di cui poi furono accusati gli Afro-Americani perchè si sa..l’omicidio intenzionale è sempre condannabile. Ma questa giustificazione rivelò presto le sue falle quando si notò che in OGNI insurrezione solo i negri rimanevano morti per le strade e nessuno o quasi dei bianchi risultava ferito. Allora è arrivata la seconda giustificazione, quella traditrice e sommersa dove il bianco si è nascosto dietro un mantello con cappuccio e ha indicato come colpevole un sentimento nazionale di patriottismo. Fu durante il periodo della Ricostruzione, quando ai negri venne concesso il diritto di voto e si palesò il mostro di un Governo Repubblicano in cui il bianco e il negro discutessero insieme a tavolino. Allora venne fuori la Leggenda del KKK che al motto di POTERE BIANCO trucidò indisturbato masse di negri entrando impunemente nei villaggi, bruciando case, stuprando e impiccando donne e bambini per il solo fatto che potessero esercitare il loro diritto di voto. Non si può che rabbrividire quando si pensa a Yazoo, Amburgo, Edgefield e alle centinaia di persone innocenti sgozzate nel sonno o crocefisse sulle porte delle loro case, e dei neonati strappati dalle braccia delle loro madri e gettati nelle fiamme. Fu una lotta senza speranza per la gente di colore. Il Governo aveva dato loro libertà e diritto di voto ma fu , o volle essere, incapace di proteggerlo. Aggrappandosi come naufraghi a quel sottile pezzo di carta che era la scheda elettorale, vessillo di una dignità calpestata, quanti negri sono morti per difendere il proprio diritto di esistere! Ma furono perseguitati, uccisi, costretti a fuggire e infine il loro diritto fu ufficialmente calpestato. Così , assolta la propria funzione, anche il KKK sparì. Ma il mondo intero cominciava a interessarsi alle barbarie perpetrate sui negri e iniziò a chiedere conto del perchè essi venissero privati di un diritto civile per il quale era stata combattuta una guerra. Allora venne fuori la terza giustificazione, la più ignominiosa ,perchè faceva leva direttamente sulle debolezze del cuore umano che da sempre si schiera in difesa delle proprie donne, dei propri fanciulli e della loro verginità. Si accusarono i negri di stuprare le donne bianche, di sodomizzarle e infine di ucciderle, presentandoli al mondo come bestie senza controllo, bruti selvaggi e primitivi incapaci di accettare le regole del vivere civile e quindi meritevoli di morte. A questa ultima giustificazione il mondo tacque e, benchè sia oggi dimostrato che le accuse a carico dei condannati erano spesso false e che i linciaggi trascendessero le regole della morale e della Legge un velo di silenzio cadde su questi orribili misfatti. Il negro fu lasciato solo. Perfino la Cristianità gli ha voltato le spalle: ingenuamente o ipocritamente essa non accetta di sostenerlo, adducendo come motivo il fatto che lo stupro è un crimine contro l’uomo e sorvolando sul fatto che il linciaggio è un crimine contro Dio..” Puoi leggere l’intero opuscolo The Red Record in lingua originale Qui Purtroppo è solo in lingua Inglese e non ha sottotitoli ma le fotografie di cui è composto questo interessante film sulla vita di Ida B. Wells sono molto esemplificative. La storia delle foto di linciaggio divenute cartoline? Potete scoprirla in questo video decisamente forte. Ida B. Weels morì di uricemia nel 1931, dopo una vita intera dedicata alla Causa dell’antisegregazionismo e dei diritti degli Afro-Americani. La sua autobiografia rimase incompleta.

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(Il fenomeno del Linciaggio divenne ben presto parte della mentalità pubblica e purtroppo si allargò a macchia d’olio anche nei confronti di altre minoranze etniche e infine agli Ebrei, considerati non solo dalla Germania ma anche dall’America ” un pericoloso fenomeno di espansione economica, tale da minacciare il mondo intero”. Ne è esempio la brutta storia di LEO FRANK dove addirittura si “preferisce” incolpare il ricco Ebreo piuttosto che l’Afro-Americano probabile assassino di una ragazzina di 14 anni, e accusato anche di mendacia e falsa testimonianza. La follia all’ennesima potenza. Potete leggere del caso QUI) Vi lascio con un video toccante che scivola sulle note di una bellissima canzone interpretata da Billie Holiday , STRANGE FRUIT, e che narra proprio di un linciaggio. Amarissima e toccante la canzone fu scritta da Albert Meeropol, un Insegnante Ebreo-Russo che rimase scioccato dopo aver assistito nel 1930 ad un linciaggio. Lo strano frutto di cui si narra è appunto il corpo di un nero impiccato che penzola, come un frutto, dal ramo di un albero. L’intera storia del brano potete leggerla QUI

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