Old America :Il Natale vien dalla Virginia

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Ormai siamo abituati al Natale Americano. Enormi alberi di Natale e decorazioni fiabesche danno l’ impressione di entrare in un mondo incantato, in cui troneggiano pupazzi di Babbo Natale in dimensione umana e renne dagli occhi lucidi, che non a caso si rifanno alla tradizione ormai consolidata del piccolo Rudolph. Abbuffate colorate si alternano a brevi periodi di raccoglimento, in cui tutti si sentono più buoni; e i negozi di giocattoli e di dolciumi letteralmente scoppiano di prodotti, alcuni dei quali finiranno nelle mani di associazioni assistenziali che, almeno in questo periodo, si ricorderanno dei poveri del mondo.
Montagne di regali si affollano sotto alberi e presepi mischiati a pensierini furbamente artigianali; e ogni nostra giornata si apre al suono magico dei canti tradizionali che echeggiano da improbabili emittenti televisive, per lo più laiche, che fino all’ altro ieri si scagliavano sulle contraddizioni della religione.
Di questa atmosfera a tratti magica a tratti banale ormai non potremmo più farne a meno. Levare pensieri nostalgici al senso di comunione vera che dovrebbe nascere nei nostri cuori in un periodo di riflessione piuttosto che di consumo avrebbe il sapore di una falsa retorica e di una banalità aggiunta. Tuttavia mi piace offrirvi una suggestione diversa, un tuffo nel passato per comprendere come sia venuto fuori il Natale che conosciamo nella speranza forse di recuperare quello che abbiamo perduto.

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