Emigrati in America : quando gli Italiani erano negri

 

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Quando le prime ondate di immigrati Italiani arrivarono in America per il Governo Statunitense e anche per l’ immaginario collettivo si trattava di persone dotate di una certa dignità e inequivocabilmente “bianche “

In effetti i primi a sbarcare nel nuovo continente furono i Friulani, poveri contadini lasciati affogare nella propria povertà dai Savoia che, nella loro opera di pseudo-unificazione si erano completamente dimenticati del Friuli Venezia Giulia e del Veneto. Si trattava di gente dai caratteri somatici chiaramente nordici, di statura alta e con occhi e pelle chiari che non sfiguravano sul suolo Americano già in sentore di ideologia Ariana.
Tuttavia affermare che questo fu l’ unico motivo per cui essi vennero accolti bonariamente e avviati senza indugio al processo di Americanizzazione sarebbe altamente riduttivo. Vari fattori hanno contribuito a danneggiare l’ immagine dell’ Italiano in America, primo tra tutti l’ acceso razzismo scientifico che imperversava in Europa, seminascosto dagli ideali di Nazionalismo e Patriottismo. Ancora una volta furono i Savoia i principali artefici di questo processo di corruzione,a giustificazione dei sanguinosi misfatti e delle ruberie operate soprattutto nel sud Italia, che venne completamente spogliato dei propri beni e delle operose aziende.

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L’ Italiano è un terrorista!

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2) Gli Italiani sono tutti Anarchici

Il secondo stereotipo che rese invisi gli Italiani all’ America ( e non solo ) fu la fama di terrorismo che ci aleggiava intorno e, similmente a quanto succede oggi agli immigrati del Medio Oriente che per il popolino ” fanno parte tutti dell’ ISIS ” , così i nostri connazionali erano bollati indistintamente come ” anarchici “.
In realtà alla fine del 1800 molti furono gli attentati ai Grandi dell’ epoca firmati Italia. La triste catena iniziò nel 1894 per mano del già nomato Sante Caserio il cui atto omicida contro il Presidente Francese Sadi Carnot determinò uno scatto evolutivo nella repressione del Movimento Anarchico , che proprio in Francia aveva il suo Quartier Generale con più di 50 gruppi ben organizzati e oltre tremila attivisti. Malgrado ciò il fatto che un odiato Italiano fosse venuto appositamente dal suo Paese a compiere questo atto scellerato , benchè sulla scia di una evidente spinta ideologica, aprì le porte ad una visione infamante dell’ Anarchico che da quel momento in poi fu per il mondo intero ” Italiano “. Continua a leggere

Italiani brutti sporchi e cattivi: emigrati in America

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In un periodo storico come quello che stiamo vivendo oggi, dove gli extracomunitari sono considerati a tutti gli effetti degli invasori e in cui i media spalleggiano i Governi per far tremare il mondo al suono della parola ISIS, credo sia giusto dedicare un po’ del mio tempo a riportare alla memoria dei lettori ciò che rappresentò l’ emigrazione Italiana all’ estero e le sue ripercussioni sulla storia Europea.
Ciò al fine di aiutare noi tutti a ricostruire quella scala di valori che abbiamo ormai perduto, e a chiamare le cose con il loro giusto nome: razzismo.
Chiaramente non si tratta di un unico concetto, perchè il fenomeno stesso del razzismo affonda le radici nella stupidità, nell’ avidità e nella sete di violenza. Una vera collezione di morbosità e orrori mentali che prescindono da qualsiasi concetto di ” razza “, in quanto ci accomunano tutti. Una distorsione di pensiero che ci divide anche nella nostra stessa Patria, dove purtroppo il riesumato termine torna a brillare sulle bocche di alcuni politici Italiani, che prima affermano e poi ritrattano, non avendo neanche gli attributi per arrivare fino in fondo.

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Dalla schiavitù alle prigioni: gli eccidi del Ku Klux Klan

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(continua)
La simbologia occulta del Primo KKK non è articolata e, rispetto a quello della seconda ondata del Klan negli anni ’20, neanche troppo profonda. Ciò sosterrebbe la tesi che la sua nascita dopo la Guerra di Secessione non fu opera di terrorismo voluto ma ” espressione di un sentimento popolare sudista contro il dominatore del Nord “, come leggiamo spesso negli annali del KKK. IN realtà non fu affatto così: come ogni operazione occulta di stampo politico la necessità di rispettare i tempi storici di divulgazione e di condizionamento sulla popolazione era primaria.
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Dalla schiavitù alle Prigioni: Ku Klux Klan e Massoneria.

Massoneria

(continua)
I collegamenti tra KKK e Massoneria sono evidenti nella struttura base equivalente, nella terminologia e nell’utilizzo dei rituali codificati.
Anche qui non è mia intenzione fare un trattato sulle origini della Massoneria, che potrete comprendere molto meglio qui.
Ciò che ci interessa è scavare nei misteri della sua organizzazione e comprendere quali siano i sentimenti ispiratori del KKK.
Innanzitutto l’idea base: la costruzione di una società migliore, l’impostazione di ” un nuovo ordine” e la ” purificazione” di chi si pone al di fuori delle loro leggi. Tutto ciò viene espresso con diretto riferimento alla Cristianità ,indugiando anche sui termini di
” fratellanza e paternità di Dio” , ma in realtà SOSTITUENDOSI AD ESSA affermando un ” culto nel quale gli uomini di tutto il mondo possano unirsi”. Non è un segreto che uno dei suoi teorici fondamentali, tale Joseph Fort Newton, la definisse ” NON UNA RELIGIONE ma LA RELIGIONE alla quale tutto il mondo deve tornare per ritrovare la propria stabilità spirituale”. Un Ordine Integralista, quindi, che detta leggi ASSOLUTE alle quali l’adepto deve uniformarsi ,anche in aperta contraddizione con il Cattolicesimo e Il Protestantesimo definite dai più ” Religioni ormai corrotte”.
I simboli della Massoneria affondano le radici nell’esoterismo e particolarmente nella CABALA, da non confondere con la Kabala Ebraica .

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Dalla schiavitù alle prigioni: L’Impero Invisibile

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«Io, di fronte all’immacolato Giudice del Cielo e della Terra, e sui Santi evangelisti di Dio Onnipotente, di mia libera volontà e iniziativa, aderisco ai seguenti sacri e imprescindibili obblighi:
1. siamo dalla parte della Giustizia, dell’Umanità e della Libertà costituzionale come lasciata a noi in eredità dai nostri Padri nella sua purezza;
2. contrastiamo e rifiutiamo i principi del partito [repubblicano] radicale;
3. promettiamo vicendevole mutuo soccorso in malattia, difficoltà e disagio economico;
4. le nostre amiche, le donne, le vedove e le loro famiglie riceveranno sempre il nostro particolare riguardo e la nostra tutela.
Se un qualsiasi membro dovesse divulgare o causare la diffusione di una qualunque delle suddette promesse, incorrerà nel destino del traditore in un terribile castigo, ossia:
Morte! Morte! Morte!».
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Dalla schiavitù alle Prigioni: i modelli carcerari.

Forzati al lavoro, 1935

(continua)
Quando pensiamo alle prigioni della vecchia America molto spesso ci appare alla mente il rudimentale sistema carcerario del far west, con lo sceriffo e la sua stella e le micro- celle in cui erano alloggiati i condannati in attesa di giudizio. E’ indubbio che ai primi dell’800 per gli stati del nord la situazione era simile a quella presentata nei films, ma molto più cruda. In definitiva, prima della nascita delle grandi città, le prigioni rappresentavano solo un luogo di passaggio per banditi e delinquenti o schiavi fuggitivi in attesa di giudizio. Giudizio sommario, naturalmente: all’epoca si andava molto per le spicce.
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