Il triste calvario delle sing song girls


2e40ed1ed6bf6f72d6062cd0bf74ccb3
( continua )
Le piccole schiave che approdarono in America tra il 1820 e il 1840 furono senza dubbio quelle più fortunate. Benchè comprate o, meglio, svendute dalle loro famiglie le prime ragazze Cinesi furono destinate a diventare concubine dei pochissimi ma ricchissimi investitori che dalla Cina giunsero nel Nuovo Continente dopo aver fiutato ” l’ Affare Americano “. Si trattava di uomini danarosi, in grado di intessere loschi traffici con i Governi Stranieri e che in Cina occupavano posizioni privilegiate, non di rado vicine all’ Imperatore.
Espatriati con al seguito la loro piccole Corte composta da mogli, servi e subalterni costoro si erano fatti costruire grandissimi palazzi in stile Orientale, completi di quella fitta rete di cortili interni e nascosti dove vegetava un vero harem di donne, la cui unica funzione era quella di confermare il potere economico e politico del proprio padrone.

Scelte tra quelle più belle, colte e dai piccolissimi piedi fasciati chiamati poeticamente   ” boccioli di loto “ le concubine non uscivano mai dai loro appartamenti e vi morivano senza aver mai dato un’ occhiata all’ America. Tuttavia la loro presenza era costante e diveniva incombente nei numerosi incontri d’ affari che si svolgevano all’ interno dei cortili degli uomini, dove la sgargiante e preziosa sfilata di bellissime schiave vestite di seta e ridondanti di gioielli incuteva timore e rispetto nel politico Americano, che si sentiva a disagio in quell’ esplosione di manifesto potere tanto accuratamente esibito. Le ragazze si facevano ammirare nelle danze del loro Paese, accoglievano con amorevoli risatine gli Americani e li circondavano di premure. Talvolta facevano loro compagnia anche a letto, dove si combinavano più affari che a mensa: moltissime tra le concubine, infatti, erano state scelte dai famosi bordelli di Shangai e addestrate

” alla bisogna “. IN tutto ciò le donne erano e rimanevano schiave, seppur di lusso, alla completa mercè dei loro padroni che le ripudiavano al primo sfiorire, cedendole ai bordelli Americani per pochi denari.
Le più quotate erano quelle che da piccole erano state rese sterili da delicate e continuative somministrazioni di erbe atte ad atrofizzare tube e utero.
Ciò permetteva il libero utilizzo delle concubine, che si confermavano così non donne ma oggetti ornamentali e di piacere che non sarebbero mai entrate in lizza con le mogli titolari per la discendenza ma di cui anzi il maschio era libero di disfarsi quando voleva. La pratica dell’ insterilimento in Cina divenne quindi quasi una prassi tra il 1830 e il 1890, e riguardò non solo le bambine destinate alla prostituzione ma anche quelle provenienti da famiglie agiate alle quali in tal modo veniva spianata la strada verso l’ America. Molti ricchi borghesi e non pochi appartenenti all’ Aristocrazia Cinese aderirono infatti con entusiasmo alle pressanti richieste dell’ IMperatore di inviare le loro figlie oltreoceano come mogli aggiunte di potenti connazionali, ivi giunti per stabilirvi la sovranità del proprio Paese. Le madri pensavano così di fare il bene delle proprie figlie e nel contempo di sostenere lo Stato: ma per le ragazzine affidate come vittime consenzienti a mediatori ufficiali si aprì un’ esistenza di schiavitù, ignominia e morte . Usate, vendute e non di rado vittime dei rancori delle mogli titolari le bellissime concubine terminavano presto la loro esistenza nei meravigliosi cortili dei palazzi dorati. Avvelenate da mani misteriose, affogate nelle maestose fontane o fatte a pezzi da ricchissimi clienti a cui il loro marito- padrone le aveva cedute la Storia si dimenticherà di loro, inconsapevoli vittime dei grandi giochi di potere che si stavano svolgendo tra America e Cina.

 

a89yoh9028910300619

Concubina Cinese fine 1800.  I piedi fasciati erano una costante per le concubine, richieste spesso in base alla piccolezza dei loro piedini che spesso non superavano gli 8 cm.  Le foto che ritraggono queste ragazze ce le mostrano sempre in piedi appoggiate a qualcosa: questo perchè i piedi fasciati procuravano disabilità fisiche e le donne non potevano reggersi in  in piedi o camminare se non sostenute.

E mentre le piccole schiave delle gabbie dorate conducevano la loro vita nella perfetta invisibilità, altre donne della loro stessa razza facevano della propria esistenza un evento pubblico nella speranza, spesso soddisfatta , di accumulare un bel bottino di denaro e ritornarsene a vivere in Cina ricche e sistemate. Terra di grandi contraddizioni l’ America permise per un periodo di tempo molto limitato a bellissime avventuriere di creare un mini- impero del sesso tra i quartieri di Chinatown e talvolta anche nei lussuosi appartamenti della San Francisco -bene, proprio lì dove dimoravano le signore dell’ alta società che divennero a tutti gli effetti vicine di casa di…bordelli di lusso.
Ah Toy fece scuola: ma, prima della famosa corsa all’ oro del 1848 che rivoluzionò completamente il mercato del sesso Cinese le donne che volevano prostituirsi erano padrone del proprio corpo e della propria vita. La figura del ” pappone ” era assolutamente sconosciuta e le possibilità di evoluzione della prostituta che ambiva a diventare Madama erano direttamente collegate alle sue capacità amatorie e relazionali. Essendo merce rara fu abbastanza facile per le prime pioniere Cinesi del sesso stringere rapporti utili con le Autorità locali e con la Polizia di quartiere e aprire bordelli il cui lusso era direttamente proporzionale alle abilità personali della prostituta. In pratica tutte o quasi fecero carriera, supportate anche dai loro stessi connazionali a cui le donne opposero una giustificazione validissima al proprio operato : la famosa ” pietà filiale ” Confuciana
che imponeva alle figlie femmine a provvedere alle necessità esistenziali dei propri genitori, qualora essi si fossero trovati in difficoltà. E chi in Cina, in seguito alla guerra dell’ oppio, non versava in gravi ambascie?
Il fine giustifica i mezzi : quindi commerciare sulla pelle di altre donne fu considerata una cruda necessità, ben combinata con le esigenze Americane di offrire uno sfogo alla enorme quantità di maschi che stavano affollando il Continente. Messa a posto la coscienza le novelle maitresses si dettero da fare per crearsi una fitta rete di relazioni potenti e avviare un traffico di cui tutti, tranne le vittime, avrebbero goduto.
Politici, uomini d’ affari e chiaramente capitani di navi furono coinvolti in questo turpe mercato, che iniziava in Cina dove mediatori prezzolati convincevano le famiglie a inviare le proprie figlie in America con la promessa di un buon lavoro o di un matrimonio di convenienza. Messa in mano ai genitori una piccola somma di denaro le ragazze, la cui età variava dai 10 ai 22 anni, venivano imbarcate e infine vagliate da agenti speciali, che le selezionavano in base all’ età, bellezza, portamento e carattere. Chiaramente si trattava di creature vergini e che dovevano rimanere tali, poichè ciò ne alzava il prezzo e consentiva ai bordelli di venderle al miglior offerente.. Le fanciulle venivano quindi prese in custodia da vecchie prostitute e rinchiuse durante tutta la traversata in cabine apposite chiamate ” Stanze della Regina “.
Qui venivano edotte sulla realtà del loro futuro e ” convinte ” ad accettarlo con minacce, percosse e torture psicologiche.
Qualcuna preferiva togliersi la vita..ma erano davvero poche quelle che optavano per una soluzione tanto drastica. Le altre prima o poi capitolavano e si rassegnavano ad imparare le tecniche del mestiere, consapevoli di essere partite per un lungo viaggio senza ritorno.
Prima di sbarcare alle ragazze veniva chiesto di firmare un contratto, in cui si impegnavano ” volontariamente ” a svolgere l’ attività di prostituta per un determinato periodo di tempo, terminato il quale sarebbero state libere. Si trattava di una scrittura privata di questo tipo.

298dfb3cfec6977694defa66c26a6830

Un documento molto interessante sulla vita delle Prostitute di Shangai tra il 1800 e il 1900. Puoi scaricarlo GRATIS da patriziabarrera.com. CLICCA SULLA FOTO

 

Per la somma di ____________ che sono nelle mie mani in questo giorno, io __________, prometto di prostituire il mio corpo per il periodo di_____anni . Per ogni giorno di malattia, due settimane saranno aggiunte al mio contratto. Se si superasse un mese addizionale , se provo a fuggire, o se mi rifiuterò a qualche prestazione rimarrò schiava per la vita.
Firmato __________.

Vi renderete conto da soli che si tratta di un contratto per finta. Nella realtà le ragazze erano ormai a tutti gli effetti delle piccole schiave in completa balìa dei loro padroni.
Separate le fortunate ( pochissime ! ) che sarebbero divenute mogli aggiunte di facoltosi uomini d’ affari o ricchi commercianti, le altre venivano smistate nei vari bordelli che, prima del 1850, le pagavano circa 100 dollari l’ una. e che ne mettevano subito all’ asta la verginità.
Inizialmente le più richieste erano giovanissime adolescenti dallo sguardo spaventato e infelice e dal fisico acerbo, che eccitava moltissimo l’ Americano di alto ceto. Progressivamente l’ età delle piccole schiave da deflorare si abbassò notevolmente e si riportano moltissimi casi di bambine al di sotto dei 7 anni che accedevano ai bordelli Cinesi intorno al 1840. Si riportano putroppo anche casi di acquisto da parte delle case di neonati , che venivano ceduti da false madri come ” futuri schiavi ” e quindi allevati direttamente dai bordelli, come se si trattasse di un collegio.
La deflorazione avveniva in stanze apposite, tristemente famose come ” stanze delle vergini “.
Il compratore poteva scegliere la modalità dell’ atto, agendo lui stesso in prima persona oppure cedendone il diritto ad altri, singoli o gruppi, dopo adeguato pagamento. Il bordello era dotato anche di postazioni particolari, in genere piccole nicchie nel muro, da cui altri clienti potevano godersi lo spettacolo pagando a loro volta una certa somma al compratore. Insomma un turpe gioco di affari che si trascinavano dietro tragici finali, come la morte della vittima, troppo acerba per resistere a tali impeti e violenze.
Poco male se ciò accadeva: il flusso di entrata delle piccole schiave era in costante aumento, tanto che cominciò a destare qualche preoccupazione nelle classi politiche Americane, che comunque dovevano fornire coerenti spiegazioni alla popolazione ignara e preoccupata dei continui sbarchi di Cinesi, che non passarono inosservati.
Poco prima del 1848 si impose quindi una regolamentazione che giustificasse l’ accesso di tante donne sole in un Paese straniero. Registrarle come serve, cameriere o badanti fu un esile tentativo di calmare le acque e non servì a molto. Esaurito anche il plausibile ” ricongiungimento ” di mogli e figlie ai propri mariti e padri che lavoravano in America non restò che deviare il flusso di arrivi in zone lontane, poco accessibili ai civili e anche con una brutta nomea, in cui fosse facile occultare il reato di schiavitù. Le piccole schiave vennero quindi dirottate in uno dei luoghi più tristemente malfamati e pericolosi della vecchia America, dove la vita media delle persone non superava i 30 anni : la terribile Costa dei Barbari. Tuttavia in quel periodo, cioè tra il 1860 e il 1880, le ” imprese ” del sesso gestite da donne Cinesi era ormai finito, affossato dalla presenza incombente dei Tong che presero in mano definitivamente il giro d’ affari legato alla prostituzione.

I

406388._UY475_SS475_

Un documento di eccezionale importanza scritto da uno dei massimi scrittori del settore. The Chinese Woman exclusion.   SCARICA GRATIS  da patriziabarrera.com.  CLICCA SULLA FOTO

Molte cose infatti erano cambiate: la corsa all’ oro aveva stravolto gli equilibri già delicati tra maschi e femmine in America, creando una sproporzione incredibile tra i sessi.
Si stima che nel 1856 il rapporto tra maschi e femmine era di 1 donna su 124 uomini…con conseguenze drammatiche.
Benchè la storia punti l’ attenzione sui famosi cercatori d’ oro che erano per lo più Europei di razza bianca, la maggioranza della popolazione maschile era Cinese e capillarmente diffusa in tutte quelle mansioni di infimo livello ma estremamente necessarie, una manodopera a basso costo che imponeva attente riflessioni. Se infatti gli straccioni Cinesi erano ormai avvezzi ad una vita di castità la loro massiccia presenza trascinava inebitabilmente con se la temibile Mafia, coinvolta in prima persona nella loro compravendita e gestione. Un piccolo Impero da tenere occupato in qualcosa di utile per l’ America e ai cui occhi far brillare il colore dell’ oro, in quel periodo così critico per la storia della Cina. L’ ispirazione del traffico delle piccole schiave nacque quindi direttamente nelle Alte Sfere del Governo e presentato alle varie classi politiche come ” necessario e di duplice valenza “: da un lato infatti avrebbe risolto il problema gravoso di offrire uno sfogo sessuale a quelle teste calde dei cercatori. Dall’ altra intrecciare rapporti di affari con un potenziale nemico avrebbe tenuto a bada ardori di potenza e ribellione..poco proficui per la Cina , che si sarebbe arricchita svendendo ciò che aveva in sovrappiù nel suo Paese e di cui non sapeva che farsene: le donne.
Certo, ce ne volevano davvero tante e , stranamente, per un periodo la Cina non riuscì a tener fronte alle continue richieste da parte dell’ America. Raccattate le contadine, le prostitute, le bambine di strada e perfino molte madri di famiglia ci si accorse che l’ abitudine di affogare le neonate nelle tinozze, da sempre favorita e auspicata anche su base religiosa, si stava rivoltando contro l’ Imperatore, sprecando merce preziosa che per la prima volta nella sua storia millenaria era considerata fonte di ricchezza. Tra il 1865 e il 1890 partì quindi in Cina una campagna di ” sensibilizzazione ” pro bambine, che si tradusse come elargizione di un piccolo sussidio economico a tutte quelle famiglie che avrebbero mantenuto in vita e allevato le proprie figlie… finchè esse non si fossero rivelati utili per lo Stato. Gli aiuti economici venivano direttamente dall’ America , secondo accordi segreti stipulati tra le due Nazioni. Sarebbero ritornati all’ ovile con adeguati interessi, visto che le bambine si compravano a niente ma si vendevano come il pane. Nel 1870 una femmina in Cina valeva meno di un dollaro ma in America il suo valore non scendeva mai al di sotto dei 200! UN affare miliardario che spinse la Cina ad allevare le proprie femmine, esattamente come si fa con i polli.
L ‘ elargizione di denaro alle famiglie veniva registrata : ciò consentì un monitoraggio semplice ed accurato delle bambine, che venivano acquistate dai mediatori appena raggiunta l’ età giusta, sempre più acerba. Alle famiglie si diveva che le ragazze sarebbero andate a lavorare in America, dove le attendeva una vita migliore. Ignoranti e analfabeti i padri apponevano la loro bella crocetta sull’ atto di compravendita in cui rinunciavano per sempre alla potestà sulla figlia e il gioco era fatto. Ove necessario alle bambine vennero cambiate le generalità in modo da risultare parente di questo o quel Cinese domiciliato in America al quale si ricongiungeva. Quando con l’ Exclusion Act l’ America vietò questa forma di immigrazione definendola illegale la Mafia Cinese escogitò altri sistemi per importare le bambine ,mediante matrimoni fasulli con gli stessi militanti dei Tong, che chiaramente non venivano controllati e non subivano alienazioni. Secondo i dettami della propria religione ogni Cinese poteva avere un numero imprecisato di mogli e queste potevano far parte dell’ Impresa familiare. Furono quindi redatti migliaia di atti di matrimonio con ragazze…intercambiabili, visto che le mogli appena morte venivano immediatamente sostituite da altre con identiche generalità.
Funzionava così : i Tong sposavano le fanciulle, le violentavano e le mettevano incinte, al fine di tenerle completamente sotto controllo utilizzando l’ arma psicologica del bambino. Queste donne divenivano così prostitute ” volontarie ” e non poche aiutarono i loro mariti – padroni ad adescare e imprigionare altre consorelle. A causa della vita difficile e il rischio altissimo di contrarre malattie, moltissime morivano e venivano immediatamente rimpiazzate con altre ragazze che ne acquisivano le generalità e subivano l’ identica sorte delle defunte. Ciò che cambiava era la foto sulla carta di identità….ma agli occhi Americani le Cinesi erano tutte uguali, quindi nessuno sollevava obiezioni.

 

Vuoi saperne di più sulla vecchia Chinatown?  CLICCA QUI!  In INglese

 

 
Le mogli – schiave divennero così gradualmente una realtà viva e presente in America, e tuttavia assolutamente invisibile davanti al mondo e alla storia.
Distrutti i bordelli eleganti gestiti da donne Cinesi i Tong acquisirono il monopolio sulla prostituzione delle loro connazionali in America, e ciò privò le donne dell’ ultima speranza di dignità. Dirottato il giro di malaffare sulla Costa dei Barbari, nata ufficialmente intorno al 1860, la condizione di prostituta divenne simbolo di degrado e depravazione, un binomio nefasto che accomunò definitivamente TUTTE le donne Cinesi presenti in America. Lontane dal fasto delle cortigiane d’ alto bordo nei quartieri eleganti, scomparse dalle gabbie dorate delle antiche concubine le piccole schiave furono relegate a giocattoli di piacere di largo consumo e bassissimo costo, più simili ad animali che a esseri umani. Costrette ad un’ esistenza di abusi e privazioni morivano a mucchi senza che nessuno si accorgesse di loro; e per ultima ignominia i loro corpi venivano venduti a Istituti di Ricerca Medica dove, dopo accurate sezioni, andavano a confortare le teorie Americane che ponevano i Cinesi all’ ultimo scalino della razza umana in qualità di ” non bianchi “.
L’ arrivo delle piccole schiave sulla Costa dei Barbari segnava l’ inizio di un doloroso percorso esistenziale, che si sarebbe concluso solo con la morte. Si trattava geograficamente di una zona ben delimitata, che si estendeva da Montgomery a Stockton lungo Pacific Street, con brevi propaggini. in Kearny e Grant Ave.
Era sicuramente il ricettacolo di ogni vizio umano, frequentato da gente di malaffare che si dedicava a reati di ogni tipo, dal furto all’ assassinio. L’ alcool e la droga erano solo la punta dell’ iceberg in un territorio fuori da ogni controllo e dove ogni perversione era concessa. Mercenari, fuorilegge e brutti ceffi si affollavano fuori dalle case da gioco, in cui l’ omicidio era di casa. Le botteghe dell’ oppio erano strapiene e potevi trovarci individui di ogni razza ammassati gli uni sugli altri nel vano tentativo di dimenticare i propri guai. La miseria, la povertà morale, la sifilide, l’ omicidio brutale albergavano lì, preludio di un inferno spirituale di cui tsali vizi costituivano solo la prima tappa.
Qui sbarcavano le piccole schiave e qui venivano vendute, deflorate, seviziate, smistate e infine uccise.
La Costa dei Barbari ospitava un grandissimo numero di locali del sesso dove inevitabilmente finivano le ragazze venute dall’ Oriente. Si poteva salire un po’ di livello ma il degrado era una costante : si passava dal ” salottino “, dove ragazze seminude servivano da bere ai clienti ma erano disponibili ad ogni sorta di depravazione, ai ” cortili “, dove le fanciulle Cinesi scopavano alla luce del sole per eccitare alla compravendita ulteriori clienti. Il gradino più basso sulla Costa dei Barbari era rappresentata dalle ” grotte ” o
” presepi ” dove dimoravano ( per pochissimo tempo! ) bambine e adolescenti seminude o legate in bella vista davanti a finestrelle sotterraneee, dove esponevano ” la merce ” e dove conducevano per intero la loro breve esistenza. Le celle avevano una dimensione di circa 3X2 e contenevano un giaciglio di paglia sollevato dal terreno, un secchio per i bisogni corporali della prostituta e una ciotola che veniva riempita di riso una o due volte al giorno, a seconda del fatturato della ragazza. Ogni giorno le schiave erano costrette a congiungersi con un massimo di 100 uomini, il che avrebbe dato loro diritto di aggiungere alla ciotola di riso anche un po’ di verdure.
Le più recalcitranti erano sedate da oppiacei oppure legate al letto a gambe aperte, dove venivano violentate fino a svenire. Le celle erano scavate sotto terra e l’ unica fonte di luce era una finestrella davanti alla quale le bambine
” cantavano ” i loro inviti ai maschi, così come era stato loro insegnato. ” Venite da una buona ragazza Cinese, che farà tutto quello che le viene chiesto, e che costa poco ! ” – era il grido costante che, ripetuto migliaia di volte al giorno, fungeva da economico lavaggio del cervello. Debilitate e affamate com’ erano gli inviti delle schiave arrivavano agli orecchi degli estranei come una amara filastrocca oppure come una nenia senz’ anima, tanto che le bambine delle grotte finirono ad essere appellate dagli Americani ” le bimbe cantilena “.

(continua)

 

PhotoFunia-1481325392Colori

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...