Il lungo viaggio delle Sing Song Girls


 

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( continua )

La lunga epopea delle sing song girls nella Old America iniziò non prima del 1840 ma con punte di abnorme ascesa nel periodo della Corsa all’ oro , più o meno tra il 1848 e il 1854. Prima di allora la presenza delle donne tra gli immigrati Cinesi era un evento più unico che raro e riguardava o coraggiosissimi pionieri sfuggiti al clima di guerra che ormai si respirava in Patria oppure consorti di quei pochissimi uomini d’ affari che nell’ America della prima metà del 1800 consisteva in una purissima oligarchia che viveva in palazzi costruiti su misura grazie a impegnativi rapporti diplomatici con le Autorità locali, debitamente ricompensate da ingenti somme di denaro. Costoro portavano con se mogli e favorite, un largo stuolo di fanciulle avvenenti che tuttavia rimanevano relegate a vita nei cortili interni delle magioni, da cui uscivano solo dopo morte.

La segregazione delle donne era un imperativo e una necessità in un Paese ostile e selvaggio com’ era l’ America del periodo, ma la stessa presenza di queste femmine esotiche, completamente schiave del maschio e dedite esclusivamente al suo piacere alimentava negli Americani curiosità morbose, che furono poi alla base del folto traffico di giovinette autorizzato dal Governo solo qualche anno dopo. Nelle città era sempre più frequente trovarsi faccia a faccia con manovali e commercianti Cinesi , che divennero una presenza costante nell’ economia della Vecchia America. Non così le donne che iniziarono timidamente ad apparire in pubblico solo intorno al 1842…ma anche qui si trattava di donne anziane, in genere madri e suocere di giovani coppie che aiutavano nella dura pratica del commercio e a cui, data la veneranda età, era concesso uno ” strappo ” alle regole e alle convenienze. Tutte le altre restavano un mistero, ben nascoste dietro le grate delle loro case sempre più elaborate ma dal vago sapore di fortezza. In città giravano i racconti dei pochi Inglesi che avevano stretto rapporti commerciali con la Cina e che narravano di donne bellissime ed eteree , dai piedi piccoli come pollici di un uomo, assolutamente dolci e sottomesse, tanto diverse dalle femmine dure e appariscenti che si prostituivano nei saloon e capaci di battere un maschio a braccio di ferro. Così quando in Chinatown cominciarono ad apparire le prime prostitute insieme al gioco d’ azzardo e alla pratica dell’ oppio, una frotta di uomini assatanati, incuriositi ed eccitati si riversarono nelle ” case del The ” destando preoccupazioni agli abitanti del luogo e al Governo.

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Una rarissima foto che mostra delle prostitute Cinesi nel 1875 a San Francisco.

I primi frequentatori dei bordelli Cinesi non erano sicuramente uomini ” perbene ” ma una eterogenea masnada di maschi appartenenti alle classi sociali più disparate e dalla dubbia igiene, il cui unico denominatore era la disponibilità di denaro. Benchè i Cinesi, ancora poverissimi, non guardassero tanto per il sottile e offrissero i loro servizi a chiunque, questa folla di ubriaconi, puzzolenti e aggressivi cowboys rese immediatamente necessaria un’ opera di controllo che impedisse loro di creare dissapori con la Polizia e di distruggergli i locali. Alle prostitute fu quindi imposta la pratica consolante dell’ oppio come preliminare gratuito, un calmante naturale da sempre utilizzato in Cina per allungare il coito e renderlo maggiormente godibile. Tuttavia le dosi che venivano fornite agli avventori arrapati ,ed esclusivamente ai bianchi, erano decisamente superiori a quelle necessarie, con effetti disastrosi a lungo termine perchè generò ben presto dipendenza. Nei numerosi processi dell’ oppio che si susseguirono in San Francisco tra il 1860 e il 1879 i Cinesi, accusati di aver volutamente drogato i loro clienti, si giustificarono affermando di non aver saputo calcolare i dosaggi perchè ” non erano abituati a servire uomini dalla stazza così corpulenta e diversa dalla propria “, ma questa teoria non convinse l’ opinione pubblica che invece dette credito alla teoria della ” cospirazione ai danni della comunità “, al fine di assoggettarla e dominarla. Il binomio Prostituta Cinese – oppio divenne quindi inscindibile e se da un lato il Governo Americano se ne servì abbondantemente per importare enormi quantità di oppio con la collaborazione della Cina, dall’ altra permise la creazione di Leggi discriminatorie e razziste nei confronti dell’immigrazione Cinese con il beneplacito di tutte le fazioni politiche interne e il tacito consenso delle Potenze Europee. Il traffico delle Piccole Schiave e i monopoli su alcool e oppio venne così non solo favorito ma passò direttamente in mani Americane e generò la nascita della più spietata e crudele organizzazione che abbia mai messo piede in America : la Mafia Cinese.

 

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Piccola bottega Cinese intorno al 1856 a Chinatown.  I costumi erano sempre quelli di tipo Imperiale.  Raramente alle donne giovani veniva concesso di mostrarsi in pubblico e servire i clienti. Questa foto mostra una delle poche eccezioni poichè vediamo una giovane madre col suo bambino  circondata dai maschi della famiglia

 

Creata e gestita dalla Cina come organizzazione a carattere umanitario con il fine di sostenere i connazionali che andavano , per scelta o costrizione, a lavorare in America la prima Mafia non godette di adeguati supporti economici dalla madre Patria, che versava in condizioni estremamente critiche sia a livello politico che finanziario.
Fu quindi un processo quasi automatico quello che spinse tale Organizzazione ad associarsi ad attività clandestine come il gioco d’ azzardo, l’ oppio e la prostituzione, dove girava molto denaro che in parte , nei primi decenni dell’ immigrazione Cinese, veniva utilizzato per la creazione di minuscole attività imprenditoriali quali botteghe e lavanderie, e per il sostentamento dei poveracci appena sbarcati in America. IN seguito la collusione tra l’ Organizzazione e le Forze dell’ Ordine, che avevano fiutato il grande giro d’ affari nei quartieri Cinesi e che quindi pretesero la loro bella fetta di incassi, minò alle fondamenta l’ etica stessa dei canali di supporto, che divennero centri di prevaricazione, strozzinaggio e violenza.
La continua richiesta di ” schiavi ” per le Compagnie Minerarie e di donne per il mercato della prostituzione , che proveniva occultamente dallo stesso Governo Americano, dette il via ad un traffico intenso ed osceno necessariamente gestito da Cinesi ma con il favore di tutte le classi politiche che andavano a coprire questo o quel reato e ad emanare decreti e disposizioni atte a istituzionalizzare delle vere ignominie. Moltissime di queste riguardavano le donne, le vere vittime dello sporco mercato, a cui vennero sottratte prima la personalità giuridica , poi il concetto di eguaglianza e infine la stessa libertà con Leggi assolutamente anacronistiche e in pieno contrasto con ogni sentimento umanitario.
Una delle prime disposizioni contro la fantomatica piaga della prostituzione Cinese in America, ma che poi si rivolse indiscriminatamente a tutte le donne Cinesi, fu la Page Law del 1875, nata ufficialmente per ” bloccare il fenomeno della servitù forzata ” , illegale in America già dal 1865, ma che in pratica ” controllava la moralità delle donne Cinesi rifiutando l’ accesso alle prostitute dichiarate. ” Nei confronti di queste ultime si era infatti scatenata una sorta di caccia alle streghe ipocrita e perbenista, supportata dall’ Associazione Medica Americana  che sosteneva che ” gli immigrati Cinesi erano portatori di germi e malattie mortali per gli individui di razza bianca, e in particolar modo per gli Americani “. Come prova si adduceva ” il rapporto promiscuo tra maschi in buona salute e prostitute Cinesi che dal sesso si evolveva in malattie, come sifilide, gonorrea e lebbra “.
IN pratica scopare con le prostitute Cinesi, esperienza molto gradita all’ Americano medio, portava alla morte.

 

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I Tong si riconoscevano per una divisa scura e un cappello scuro che copriva il classico codino.  Controllavano tutto, dall’ immigrazione dei propri connazionali, ai vari traffici di vizio.  Qui Tong nel 1875

 

Per evitare questo alto rischio di contaminazione la Page Law suggeriva tutta una serie di norme e regolamentazioni atte a distinguere le donne ” buone ” da quelle ” cattive “.
O meglio : le prostitute dalle brave spose che si volevano ricongiungere con i loro mariti in America. ”
La descrizione che seguirà vi farà comprendere quanto fossero tendenziose le pratiche previste dall’ opera di ” selezione “, e quanto esse fossero state create appositamente a scopo discriminatorio, ingiurioso e infine malavitoso.
Il primo passo per le donne desiderose di emigrare in America era quello di rivolgersi al Console Americano in Hong Kong, che avrebbe agito in collaborazione con le Autorità Coloniali Britanniche e il Comitato Ospedaliero di Tung Wah, un’ Istituzione piuttosto che un ospedale, tra l’ altro l’ unico a godere di sovvenzioni da parte del Governo Cinese. E’ interessante notare che il Tung Wah era gestito e diretto dalla crema degli uomini d’ affari Cinese, una vera oligarchia che dettava legge allo stesso Imperatore con il potere del denaro. Veri fautori dei piedi fasciati, ammiratori della grazia femminile e soprattutto loschi investitori nella prostituzione d’ oltreoceano questi uomini potenti presenziavano a tutte le selezioni delle donne e non di rado imponevano le proprie scelte. Le selezioni erano veri processi indiziari che prevedevano anche esami ginecologici molto brutali, spesso condotti nella più totale assenza della privacy ma anzi tali da esporre le grazie delle donne alla vista di tutti. Spogliate, esaminate nella loro intimità da sconosciuti, esposte alla lussuria dei presenti le donne dovevano poi rispondere ad una sfilza di domande offensive, che vertevano sulle loro abitudini sessuali e le pratiche per le quali si sentivano portate. Effettuata una prima scrematura le donne che passavano la selezione erano condotte al Maestro Portuale del Governo Coloniale Britannico, dove in pratica venivano ripetuti gli esami ginecologi che dovevano attestarne l’ illibatezza, ma con un accento maggiormente aberrante, non previsto dalla cultura Cinese: l’ esame anale. La teoria alla base di questa violenza, a cui nessuna donna era stata adeguatamente preparata, era che sia la fanciulla acerba che la donna sposata che soggiacesse, benchè nel talamo coniugale, a tali pratiche dimostrava una scarsa moralità e quindi rientrava tra le prostitute. Chiaramente nessuna o quasi delle donne costrette all’ esame risultava avvezza a tali pratiche; tuttavia la rudezza con cui veniva condotto l’ esame lasciava loro segni evidenti di penetrazione, che le esponeva all’ accusa di prostituzione. Oltre a ciò le donne, ormai traumatizzate, erano sottoposte ad un ulteriore interrogatorio con referenti Inglesi, per confermare le risposte già date precedentemente al Tung Wah.

 

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Donna Cinese agli inizi del 1800.  Durante le selezioni per le emigrazioni delle donne in America si valutavano molti dettagli, che non avevano nulla di burocratico : postura, grazia, sex appeal e, naturalmente, i piedi fasciati.

 

Le difficoltà di comunicazione potevano generare equivoci che venivano volutamente interpretati come inganno da parte delle donne: un reato molto grave che non solo chiudeva loro le porte all’ America ma le condannava alla prigionia, passando attraverso le mani dei Tong. Tra i vari passaggi molte sparivano: sarebbero riapparse come ombre nei cunicoli di Chinatown, trascorrendo la loro breve vita come prostitute invisibili e prive di identità.
Alle elette che passavano indenni attraverso le prime due fasi veniva concesso di salire a bordo della nave diretta in America, e qui le disgraziate erano alla completa mercè del Capitano, davanti al quale si ripeteva la storia degli esami fisici e dell’ interrogatorio. Costui aveva il potere di denunciarle per esercizio di prostituzione anche senza esibire prove. Così le più carine finivano direttamente nel suo letto, con la minaccia della denuncia qualora si fossero rifiutate agli amplessi. Molte cedevano, per paura e ignoranza, trascorrendo il tempo della traversata a soddisfare tutti gli Ufficiali di bordo divenendo di fatto delle prostitute.
Arrivate in America venivano poi denunciate e teoricamente rimpatriate: ma anche loro finivano nei bordelli Americani.
In ognuna di queste fasi selettive le poche donne che si salvavano dal destino atroce della prostituzione forzata erano quelle in grado di offrire adeguate somme di denaro a questo o quel funzionario, solitamente con la mediazione dei Tong. Erano pochissime, per lo più ragazze provenienti da famiglie abbienti che sfuggivano alla guerra in Cina, oppure spose i cui mariti da tempo emigrati in America erano riusciti a inviare loro grandi somme di denaro o a ” corrompere ” alti funzionari ispettivi. UN traffico nel traffico , che si accompagnava ad ulteriori ignominii perpetrati dalla Mafia Cinese a danno anche di quelle poche donne che erano sbarcate
” legalmente ” in America.
La Page Law infatti stabiliva che ” in ogni fase dei processi selettivi alle donne vengano fatte delle fotografie atte al loro riconoscimento e tali da impedire sostituzioni di persona in qualunque momento “. Tuttavia le foto scattate ritraevano le parti intime delle donne, piuttosto che i loro soli volti, e non di rado scene di stupro o di deflorazione avvenute durante le famose ” visite ginecologiche ” in cui le donne ” sembravano assolutamente consenzienti se non esplicitamente seduttive “.

 

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Sebbene dichiaratamente violate veniva loro concesso di entrare in America e riunirsi alle proprie famiglie: la Mafia Cinese avrebbe poi utilizzato le foto intime come arma di ricatto su mariti e figli, per arruolarli nelle loro fila.
Il traffico sommerso di donne Cinesi raggiunse l’ apice intorno al 1882: la documentazione in nostro possesso parla chiaro. In base alle documentazioni fornite dalla stessa Tung Wah nel 1877 il numero di donne autorizzate dall’ Ospedale a espatriare in America era di 173 ( a fronte delle 1200 che ne fecero richiesta )
Ma dai registri di bordo delle navi che approdarono nel Nuovo Continente si evince che le donne effettivamente sbarcate furono 77, 15 delle quali denunciate per prostituzione. Ipotizzando che le rimanenti non avessero superato le seconde e le terze selezioni se ne dovrebbe trovare traccia nei verbali delle varie Commissioni di Controllo che si susseguirono, ma non è così. Di queste donne non si fa menzione, benchè i loro nomi appaiano nelle liste delle persone salite a bordo. Semplicemente scomparvero, chiaramente con il supporto delle Autorità Americane deputate alla verifica dei documenti di sbarco.
Tuttavia nello stesso anno in San Francisco le varie Organizzazioni Umanitarie e Religiose che si occuparono del problema delle piccole schiave segnalano alla Polizia locale la presenza di almeno 2800 prostitute sparse nelle varie case del The o che lavoravano per le Compagnie minerarie, per non parlare delle Case dell’ oppio e delle decine di corpi martoriati di schiave Cinesi ritrovati nei corsi d’ acqua alla periferia della città, provenienti probabilmente dai bordelli invisibili scavati nel sottosuolo.
Da dove sbucavano fuori tutte queste donne?

 

 

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Una delle più attive Organizzazioni per la salvezza delle sing song girls fu quella di Geraldine Cameron, che  strappò centinaia di bambine Cinesi al mercato della prostituzione Cinese in America.  Qui la vediamo ritratta con alcune di queste bambine, che furono poi riabilitate e inserite a pieno titolo nella società .

 

Per arginare lo scandalo nel 1878 il Console Americano Sheldon Loring autorizzò lo sbarco di 354 donne Cinesi, che vennero registrate ufficialmente e ricongiunte con le loro famiglie. Tuttavia già nel 1879 il Console John Mosby convalidò lo sbarco di sole 200 donne, e il numero continuò a diminuire fin quando nel 1882 il Colonnello Bee, che aveva dichiarati affari import – esport con la Cina, ne fece entrare in America solo 28.. a fronte di un numero di donne imbarcate 10 volte più grande. Una situazione aberrante se pensiamo che nel 1883 in America sbarcarono 39 576 Cinesi maschi e solo 137 donne e che, in seguito all Exclusion Act che rimpatriò in Cina più di 12000 individui in pochi anni…ben 8700 erano donne arrivate clandestinamente in America e che la Cina fece fuoco e fiamme per riavere.
E’ quindi lampante che la maggior parte delle donne Cinesi che arrivarono in America tra il 1870 e il 1892 erano state importate clandestinamente per il mercato della prostituzione, e che la situazione si mantenne stabile fino al 1914 quando i nuovi accordi tra America e Cina assestarono un duro colpo a questo traffico, spostando il polo di interesse verso la droga.

( continua )

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