Oh, Holy Night: viaggio a Parigi


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( continua)

La mattina del 3 dicembre 1847 Monsieur Cappeau salì frettolosamente sulla diligenza che lo avrebbe portato a Digione. Da lì si sarebbe poi recato a Baume, dove lo aspettava il più grande commercianti di vini della Côte d’Or, Monsieur Lacette, suo affezionato cliente da anni. Questa volta però si trattava di un grosso affare, poichè Lacette si era ingrandito e ora vendeva la sua etichetta direttamente a Parigi. I Cappeau erano gli unici vinai di Roquemaure con cui l’azienda commerciasse, grazie all’alta qualità delle botti di rovere e al fatto che fossero anche gli unici che rispettassero a pieno le ferree regolamentazioni del Consiglio di Stato sulla dicitura DOC. Le botti sarebbero poi arrivate a Beaume via Rodano e dovevano essere marchiate una per una con le lettere CDR , che stavano per Côte du Rhone, unitamente alla data di produzione: ma non bastava. Proprio quell’anno un decreto obbligava i produttori all’apposizione in più del simbolo della Parrocchia d’origine e limitava la calibratura delle botti a due soli modelli, definiti standard. C’era di che impazzire. E tuttavia il buon Placide si ritrovò improvvisamente a pensare che il Natale era vicino e che l’impegno preso con Monsignor Nicolàs non era stato ancora rispettato. O , meglio , non del tutto. Qualcosa aveva già messo su carta, qualche frase d’impatto lasciata nel vuoto a riprova degli strani concetti che gli ronzavano in testa. Sospirando tirò fuori dalla valigetta un’agenda di appunti dove, tra un conto e l’altro, aveva ficcato quei poveri scritti. IL viaggio sarebbe stato molto, molto lungo e in mezzo ci sarebbe stata più di una locanda: questa volta gli affari lo avrebbero tenuto via da casa per almeno una settimana.


Dette uno sguardo fugace ai suoi compagni di viaggio, una grassa madame con un buffo cappello variopinto e un giovanotto di primo pelo, probabilmente commerciante anche lui.
Più in là sicuramente il cocchiere avrebbe caricato altra gente; si pentì di non aver seguito il consiglio del padre, che gli proponeva si servirsi della carrozza di famiglia e dell’aiuto del fedele Dominique. Ma il suo forte credo socialista gli aveva fatto scartare l’idea: non amava ostentare la propria ricchezza in un mondo in cui tutto andava a rotoli e dove i vividi fermenti facevano presagire una nuova e definitiva rivoluzione sociale.
La giornata era uggiosa e dalle montagne si annunciava la pioggia. Aprì la sua agenda con cura e si soffermò a leggere le poche righe scritte di fretta qualche giorno prima.

“Minuit! Chrétiens, c’est l’heure solennelle
Où l’homme Dieu descendit jusqu’à nous,
Pour effacer la tache originelle
Et de son Père arrêter le courroux :
Le monde entier tressaille d’espérance
À cette nuit qui lui donne un Sauveur
Peuple, à genoux attends ta délivrance,
Noël! Noël! Voici le Rédempteur!
Noël! Noël! Voici le Rédempteur ”

Non suonavano male ma Placide sentì che mancava loro qualcosa, quell’ alito di vita e di speranza per un mondo migliore. L’annuncio di un Evento che fosse uguale per tutti, senza distinzione di razza religione e classe sociale. Ora la grassa madame stava intessendo un petulante cicaleccio con lo sventurato giovanotto, che sicuramente non riusciva a liberarsi dalle sue grinfie. Con apprensione Cappeau immaginò che a breve lui stesso avrebbe attratto l’attenzione della donna, che evidentemente non sapeva come intrattenersi nel lungo viaggio fino a Parigi. Con discrezione richiuse l’agenda e si accomodò largamente sullo scomodo sedile . Sonnecchiò per gran parte del tragitto, interrotto solo dalle brevi soste della diligenza che purtroppo accolse altre due donne, forse modiste. Per fortuna l’arrivo delle fanciulle distolse definitivamente l’attenzione della madame dalla sua persona e canalizzò tutto sul giovanotto, palesemente eccitato dalle risatine e dalle occhiate delle signorine.
Di lì a poco la Madame si chiuse in un risentito silenzio, frammezzato solo da vaghi sbuffi e sguardi scandalizzati diretti all’abbigliamento vistoso delle nuove venute. Placide si ritrovò a sorridere compunto sotto i baffi : in definitiva quel viaggio non sembrava nato sotto una cattiva stella!
Dopo 9 estenuanti ore intervallate da qualche sosta in aperta campagna per le normali bisogna , e spiluccato un po’ della sua colazione a base di formaggi e frutta, finalmente Monsieur Cappeau raggiunse la prima tappa del suo viaggio: la bellissima città di Lione.

 

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Ecco Cappeau all’epoca dei fatti. Riconoscibilissima la mancanza della mano destra.

Qui tutti i passeggeri scesero per fare sosta a Le Petite Coque, una Locanda di posta molto attiva soprattutto in inverno. Il proprietario era poco più di un oste e sua moglie una donna baffuta, ma in compenso il servizio era ottimo e il prezzo eccellente. Dopo una bella minestra di zucca e la tradizionale Andouillette il buon Placide si sentì completamente ristorato dal viaggio e di buon grado accettò una stanza con un letto troppo duro e una finestra troppo alta. Lione era bellissima anche d’inverno, ma la stanchezza prese il sopravvento. Ripromettendosi di conoscerla meglio in un prossimo futuro Cappeau si addormentò con il lume acceso.
La seconda metà del viaggio fu più avventurosa. Liberatosi per miracolo della grassa Madame dovette sorbirsi un brutto ceffo dall’aria di tanghero che gli sbuffò in faccia il fumo del sigaro perennemente acceso; costui non fece altro che occhieggiare nella scollatura delle due modiste e torturare con lo sguardo una fanciulla di tappa, il cui rossore indicava la natura della collegiale appena uscita dal convento. A Macon fu più fortunato: mentre tentava di dare seguito alla sua poesia sul Natale riconobbe in uno dei passeggeri Pierre Laurey, un ingegnere che da un po’ lavorava proprio a Roquemaure per la costruzione di un ponte sospeso sul Rodano. L’ingegnere , nativo di Parigi, stava andando a prendere la moglie Emily con la figlioletta Adeline per mettere finalmente su casa nel paesello. I due erano lontani da circa 4 anni poichè Emily , per motivi di salute, era dovuta rimanere nella casa paterna con la bambina. Laurey non vedeva l’ora di portare con se’ la moglie, ex cantante lirica all’Opera di Parigi, e invitò Cappeau a raggiungerlo nella Capitale per poi fare insieme il viaggio di ritorno.
” Mi faccia questo onore, caro amico ” – aveva detto l’ingegnere. “Sarà una piacevole sorpresa per mia moglie conoscerla. Di lei e delle sue poesie si dicono meraviglie…e poi – concluse ammiccando – vorrei sottoporle alcuni vini di Parigi che la mia famiglia si pregia di produrre da più di cent’anni. ”
” Ne sarò molto felice ” – promise Cappeau. Dopodichè, arrivati a Digione e scambiatisi gli indirizzi, i due si separarono. Si recò a Baume sotto una pioggia sferzante, ma fu accolto dal suo ospite con grande entusiasmo: la magione Lacette era calda e lussuosa e il buon Placide si mise con alacrità al lavoro. IL suo viaggio d’affari si concluse splendidamente e il 7 dicembre Cappeau, come promesso, prese la carrozza verso Parigi per soddisfare l’impegno preso con l’ingegner Laurey. Frastornato da quei giorni pesanti non aveva avuto il tempo di soffermarsi sulla poesia di Natale, che giaceva ancora incompiuta nella sua agenda.
Ma i tempi erano maturi e, con la premonizione tipica di chi è avvezzo alle favole per bambini, Placide sentiva che qualcosa di eccezionale stava per avvenire..

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Ecco il Ponte sospeso di Roquemaure a cui lavorava l’ingegnere Pierre Laurey, nel 1847

La Villa era di incommensurabile bellezza. I grandi viali alberati facevano da cornice ad una costruzione in purissimo stile neo-classico, circondata da laghetti artificiali e giardini in fiore. Due domestici vennero ad accoglierlo alla carrozza e lo accompagnarono fin sulla soglia di casa, dove l’Ingegnere e la moglie erano pronti a riceverlo. La giornata era fredda e i tre si accomodarono subito nel salone di accoglienza, il cui lusso tipicamente Parigino faceva decisamente impallidire il seppur meraviglioso palazzo di Cappeau. Fatte le prime presentazioni tutti si accomodarono accanto al fuoco, dove in seguito furono serviti su un tavolino di cristallo dolcetti e cioccolata calda. Placide si sentì completamente ristorato e, tra una chiacchiera e l’altra, iniziò a scrutare con curiosità il viso di Madame Laurey , che aveva immaginato sussiegosa e formale e che invece si rivelava dolce e frizzante.
” Le sono molto grato della visita, caro amico ! – disse l’ingegnere spezzando a metà i suoi pensieri – Mia moglie era davvero ansiosa di conoscerla. Se non l’avessi invitata qui credo che non ne sarei uscito vivo…- ” Oh, si , davvero! – intervenne Emily – Ho letto le sue poesie e le ho trovate davvero belle! – ” Ne sono molto lusingato, Madame, ma non credo di meritare tutto questo apprezzamento. IN fondo si tratta di un semplice sfogo letterario per un bottaio con manie di grandezza.. ” _- si schermì Placide. ” Oh, non lo dica neanche per scherzo. I lettori profani sono quelli più difficili da conquistare e nel mio caso Lei ci è perfettamente riuscito..” _ disse Emily – ” Profani? – sorrise il marito – non direi proprio, mia cara..” – E poi, rivolto a Placide – ” Sa, mia moglie è un’appassionata di letteratura e di poesia. Possiede tutta la collezione Arnault ed è dichiaratamente innamorata di una giovane promessa, un folle scrittore dal nome Flaubert... ” Oh si, – lo interruppe giocosamente Emily – ma mi sento molto vicina alla Colette, essendo innanzitutto una donna. Nulla a che vedere con il tuo poetastro Dupont..” ” Dupont? Quel Dupont ? ” – intervenne Cappeau, con aria dichiaratamente meravigliata. ” Si, proprio quello! – rise Emily coprendosi vezzosamente la bocca con la mano – ” Ma non c’è bisogno di fare quella faccia da congiurato, mio caro Cappeau! Qui a Parigi il socialismo è di moda…e anche in questa casa.” – concluse ammiccando con aria sorniona al marito. I due uomini si guardarono per un attimo con timida complicità. Dupont , pur giovanissimo, aveva già fatto storia con i suoi scritti di chiara matrice operaia. La sua prima opera Les Deux Anges aveva destato scalpore ed era stata quasi vietata ma ora, dopo la consacrazione del Maestro Gounod per la sua canzone Les boeufs in molti lo indicavano come il simbolo della rivoluzione socialista. Placide si sentì finalmente compreso e si rilassò del tutto: il breve soggiorno in casa coi Laurey sarebbe stato molto interessante!

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La bella Emily Laurey nel 1847

Quella sera, dopo una meravigliosa passeggiata in carrozza sulle rive della Senna, tutta illuminata a festa, il gruppetto di ormai nuovi amici si diresse a Montaparnasse verso la Closerie des Lilas, con la speranza di trovarvi almeno Baudelaire, che era divenuto ormai un abituè del nuovo locale destinato a diventare un punto d’incontro per la crema della borghesia e dell’Arte Parigina. Baudelaire non c’era ma nel nuovo caffè si respirava aria di cultura : dopo una abbondante cena con le immancabili ostriche e i ravioli d’anatra fritti Cappeau potè gustare gli eccezionali dolcetti ai frutti di bosco, accompagnati da una salsa allo champagne che gli fece quasi girare la testa. L’aria era densa di musica e di fumo di sigaro e dalle ampie vetrate del neonato locale si potevano osservare i barconi sulla Senna, che allietavano la notte con i loro sgargianti lumi. Placide si sentiva beatamente frastornato: si ritrovò a godere di una ricchezza che mal si accompagnava alle sue lotte operaie. Eppure amava sprofondare in quel lusso che gli penetrava le ossa senza far rumore. Non che Cappeau si ritrovasse in ristrettezze economiche, tuttaltro! Ma quella sera potè constatare quanto l’essere ricchi concedesse sempre il vantaggio della frequentazione eccelsa e permettesse alla mente di godere del dono della cultura senza sforzo. Ripensò alle donne e ai bambini che lavoravano nelle fabbriche per 12 ore al giorno e agli operai delle miniere senza tutela che morivano a mucchi di tosse maligna . Parigi si stava preparando al Natale, con le sue ghirlande fiorite sugli usci delle case, le decorazioni nelle strade e le Chiese aperte, da cui occhieggiavano presepi sempre più imponenti. Ma come sarebbe stato il Natale per la povera gente che a cena mangiava patate bollite e all’alba si recava al lavoro a piedi nudi , per non consumarsi le scarpe?
Tornato alla villa Placide stentò a prendere sonno: preferì anzi rifugiarsi accanto al camino della sua bella stanza, tenuto perennemente acceso dai domestici, a riflettere sugli avvenimenti della giornata. Stette lì a pensare per una buona mezz’ora , poi d’impulso si alzò e andò a rovistare nella sua valigia , da dove trasse l’amata agenda. La aprì lì dove aveva tracciato velocemente le prime frasi della sua poesia sul Natale e, senza neanche guardarle, cominciò a scrivere di getto, affondando più e più volte la penna nel boccino dell’inchiostro. con un misto di pena e di rabbia. Scrisse fin quando Parigi non si colorò di rosa e le luci dell’alba fecero impallidire l’aurora dei lampioni a gas, di cui la bella capitale si fregiava. Senza neanche sapere come si trascinò infine sull’imponente letto di mogano rivestito di trapunte damascate e sprofondò nel sonno, ancora mezzo vestito..

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” Come vi sentite ora, caro Placide? ” – chiese dolcemente Emily quella mattina, mentre tutti a tavola pasteggiavano un caldo consommè guarnito di polpettine di pollo. La colazione era stata ritardata di una buona mezz’ora per dare all’ospite, che alle 10 ancora dormiva, la possibilità di ristorarsi con calma, e Cappeau si sentiva molto a disagio. ” Sono mortificato, Madame, non so come farmi perdonare… ” . rispose l’uomo ad occhi bassi. Ma Emily esplose in una risata argentina .
” Oh, caro amico, siamo tornati al madame? Non si preoccupi Placide, le nostre piccole follie Parigine hanno vinto più di un eroe…” ” No Emily – rispose compunto Cappeau – Non si tratta del vino. Sono rimasto a scrivere e non mi sono accorto del tempo che passava..”
” Oh, forse siamo noi ad aver alterato i suoi progetti ” – intervenne Pierre – ” Probabilmente per colpa nostra non ha dato il giusto risalto alle sue questioni di affari! ” – ” Tutt’altro. Questi giorni nella capitale sono stati un balsamo per il mio abitudinario lavoro di commerciante! – rispose deciso Cappeau. Vedere Parigi e in così lieta compagnia era stata sicuramente una piacevole novità che non avrebbe dimenticato tanto facilmente. ” No, si trattava di una poesia. ” “Di una poesia? Oh, che meraviglia! – esclamò allegra Emily – ” La nostra casa covo di una inconsueta ispirazione… C’è di che pregiarsi per del tempo! Sta scrivendo un nuovo libro? Se è così mi permetta di essere la sua prima buona lettrice.. ”
” Veramente non si tratta di un libro…Diciamo che è una promessa, un impegno che ho preso affrettatamente con Monsignor Nicolàs, il Parroco di Roquemaure… e per il quale sono scandalosamente in ritardo…” – concluse tra i denti Cappeau. ” Posso permettermi di chiederle di che tipo di impegno sta parlando?” – chiese ancora Emily. I suoi occhi si erano fatti acuti e Cappeau potè percepire una visibile ansia su quel viso. ” Mah…una promessa che ho fatto senza pensarci e che non rispecchia per nulla il mio pensiero sulla religione…Tuttavia l’impegno è preso.. Si tratta di una poesia sul Natale che il parroco ha intenzione di inserire nello spettacolino della Vigilia. Sa…una cosa per bambini, ma tale da crearmi più di una perplessità..”
” E..lei l’ha scritta stanotte? ” – ” Beh, ho buttato giù altre frasi. Devo rivederle, certo..ma posso dire che la poesia è finita..” ” Non vorrei sembrarle sfacciata, mio caro amico ma…potrei leggere queste frasi? ” Ora il volto di Emily era coperto da un soffuso rossore e Placide si accorse che la donna teneva stretta la mano del marito, che la guardava in silenzio con muta comprensione. ” Se le fa piacere, Emily, sarò onorato di mostrarle questa mia piccola cosa. Ma le ripeto che non si tratta di nulla di eccezionale. ” Può darsi che lo sia per me..” – Concluse Emily, e per tutto il resto del pasto la giovane rimase zitta, lasciando interamente i suoi doveri di ospite alle scarse capacità del marito.

Dopo pranzo i tre amici , quindi, si recarono in salone e dopo un buon Cognac per i signori e un leggerissimo liquore all’anice per la signora il buon Cappeau si recò nella sua camera, e vi uscì recando in mano la preziosa agenda. Con aria imbarazzata ritornò nello studio , e porse a Emily quelle poche righe. Questa si alzò in piedi e, timorosa ma solenne, lesse ad alta voce queste parole:

” Minuit! Chrétiens, c’est l’heure solennelle
Où l’homme Dieu descendit jusqu’à nous,
Pour effacer la tache originelle
Et de son Père arrêter le courroux :
Le monde entier tressaille d’espérance
À cette nuit qui lui donne un Sauveur
Peuple, à genoux attends ta délivrance,
Noël! Noël! Voici le Rédempteur!
Noël! Noël! Voici le Rédempteur!
De notre foi que la lumière ardente
Nous guide tous au berceau de l’enfant
Comme autrefois, une étoile brillante
Y conduisit les chefs de l’Orient
Le Roi des Rois naît dans une humble crèche,
Puissants du jour fiers de votre grandeur,
Ah! votre orgueil c’est de là qu’un Dieu prêche,
Courbez vos fronts devant le Rédempteur!
Courbez vos fronts devant le Rédempteur!
Le Rédempteur a brisé toute entrave,
La terre est libre et le ciel est ouvert
Il voit un frère où n’était qu’un esclave
L’amour unit ceux qu’enchaînait le fer,
Qui lui dira notre reconnaissance?
C’est pour nous tous qu’Il naît, qu’Il souffre et meurt :
Peuple, debout! chante ta délivrance,
Noël! Noël! chantons le Rédempteur!
Noël! Noël! chantons le Rédempteur!

Scarica GRATIS la mia versione Blues di Holy Night!

Mezzanotte! Cristiani, è l’ora solenne
quando il Dio fatto uomo è venuto tra noi,
Per eliminare la macchia originale
E fermare l’ira di suo padre:
Il mondo intero trema di speranza
In questa notte, che gli dona un Salvatore
Fedeli, gettatevi in ginocchio nell’attesa della vostra salvezza,
E’ nato! E’ nato! Ecco il Redentore! (2 vv.)

Che la luce ardente della nostra Fede
guidi tutti noi nella stalla in cui Egli è nato
Come tanti anni fa, una stella luminosa
vi ha condotto i Re d’Oriente
Il Re dei Re è nato in un’umile mangiatoia,
umiliatevi al Suo cospetto
Ah! piegate il vostro orgoglio davanti a Lui,,
e abbassate il capo in presenza del Redentore! (2 vv. )

Il Redentore ha infranto tutte le barriere,
La terra è libera ed è il cielo è aperto
Egli fa dello schiavo un nostro fratello
unisce tutti noi con la forza dell’Amore,
Come potremo mai dimostrarGli la nostra gratitudine?
E’ per tutti noi che Egli è nato, ha sofferto ed è morto:
Popolo, in piedi ! Canta la tua salvezza,
E’ nato! E’ nato! Ecco il Redentore! ( 2 vv. )

Un attimo di silenzio scese nella stanza. Poi ” Ma è bellissima! ” – quasi gridò Emily, che piombò a sedere sulla poltrona all’improvviso. ” E’ vero – intervenne Pierre – E , me lo lasci dire, questa non è certo una poesia per bambini. ” ” No, infatti – disse Emily a voce bassa – ” E’ un miracolo .. ” ” Oh Madame, non…- iniziò a schermirsi Placide, ma Emily lo interruppe alzando nel contempo e per rafforzo la mano destra. ” Me lo lasci dire, caro amico. Lei è la risposta che attendevo da più di 4 anni e questa poesia mi permetterà forse di adempiere al mio voto. ” ” Sinceramente non capisco, Emily ” – sussurrò Cappeau, ormai sprofondato in un assoluto imbarazzo.
” Vede, Placide, è una questione nata nel periodo in cui presi la commessa del ponte a Roquemaure: un affare tra Emily e Padre Gilles, allora parroco del paese…” – iniziò a spiegare Pierre con la sua aria da intellettuale agnosta, ma Emily lo interruppe con aria corrucciata. ” Se permetti, Pierre, preferirei spiegare io la cosa. ” – Poi, rivolta a Cappeau.
” Mi sta molto a cuore.” I due uomini ammutolirono e , per rispetto, si sedettero e attesero che la donna raccogliesse i suoi pensieri. ” Quando il Maestro Seguin affidò l’incarico a mio marito, nell’aprile del 1843, decidemmo di trasferirci definitivamente a Roquemaure. Avevo appena ricevuta la bella notizia della mia prima gravidanza e la stagione all’Opera era sul finire. Avremmo quindi festeggiato con la nascita del bimbo tanto atteso l’inizio di una nuova vita…ma purtroppo le cose andarono diversamente.” ” Emily si ammalò – proseguì Pierre, comprendendo che la moglie stava rivivendo il suo dramma. ” La gravidanza andava molto male…si temeva per la vita sua e del bambino che stava per nascere. Io purtroppo non potevo abbandonare l’incarico appena preso e tutti i dottori che avevo interpellato affermarono che la mia cara moglie non sarebbe sopravvissuta ad un viaggio così lungo. Così fummo costretti, per il bene suo e del bambino, a separarci. Lasciai Emily nelle mani dei suoi genitori e tornai a Roquemaure da dove, appena potevo, mi allontanavo per tornare qui a Parigi…” ” Continuai a peggiorare ed ebbi un parto prematuro- ” – intervenne Emily, a cuore stretto. – ” Per fortuna la mia piccola Adeline nacque sana, ma le mie condizioni di salute divennero critiche. ”

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” Tememmo tutti per la sua vita, caro amico ” – incalzò Pierre.- Al punto che Padre Gilles decise di accompagnarmi qui a Parigi, per essermi accanto in ciò che si prospettava un luttuoso evento… ” I due tacquero e dai loro sguardi incrociati Cappeau potè percepire chiaramente l’angoscia vissuta. Poi Emily continuò. ” Credo fermamente in Dio e feci voto davanti a Padre Gilles che, qualora il Signore mi avesse concesso di vivere per potermi occupare della mia bimba, sarei tornata a Roquemaure e avrei cantato la mia personale preghiera di ringraziamento nella Chiesa di San Giovanni Battista durante la corale di Natale. Ma la mia lunga convalescenza non me lo ha permesso per molto, troppo tempo.
Poi Padre Gilles morì e ho temuto di non tenere fede al mio voto. Ho anzi interpretato quella morte prematura come un rifiuto di Dio alla speranza di una vita felice con i miei cari. ”
” Fu un duro colpo la perdita di Padre Gilles. Lo amavamo tutti…a dispetto delle nostre Fedi.. ” – interruppe Placide. Ricordava bene Padre Gilles e i suoi innumerevoli, e vani, tentativi di ricondurlo a Dio.
” Ma il Signore evidentemente aveva disegni diversi per tutti noi. ” – continuò Emily, ora del tutto infervorata. – Ha scelto Lei, caro Placide, come messaggero della Sua risposta …e della Sua benedizione… ”
Cappeau rimase in silenzio. Non condivideva il pensiero della deliziosa ospite; d’altra parte gli dispiaceva alquanto doverla deludere. Lasciò che gli avvenimenti seguissero il loro corso.
” Le parole che ha scritto sono più di una poesia. Sono un inno alla speranza e all’amore universale. Sono un canto che glorifica il Signore e che sarà destinato a non estinguersi. Sono frasi bisognose di una musica celestiale e di un coro angelico che le accompagni.
Si, caro amico.. ” – concluse fermamente la dolce Emily – ” Lei non ha scritto le parole di una semplice poesia ma di un brano musicale….E , se me ne concederà l’onore, lo canterò io stessa alla Messa della Vigilia ”
” Anche se lei avesse ragione, Madame – rispose Placide dopo un attimo di imbarazzo – temo che la mia poesia sia destinata comunque a rimanere tale. Il Natale è ormai prossimo e non credo sia possibile imbastire una composizione orchestrale in così poco tempo.. ”
” Credo che Placide abbia ragione – intervenne Pierre – ” Non credo esista nessuno in grado di portare a termine un compito così gravoso in poco più di due settimane.. ”
” Ti sbagli , marito mio. C’è una persona in grado di fare questo miracolo, ed è Adolphe Adam..
( continua)

 

 

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