Indiani Crow: la Rinascita


Crow Indians

(continua)
Il fatto che la morte di Sword Bearer abbia inciso fondamentalmente sul desiderio di rivalsa e di liberazione dei Crow è dimostrato dalla cerimonia funebre che seguì la sua morte. Abbiamo già detto che questi Indiani non credevano nell’aldilà tipo degli altri Indigeni, e anche la filosofia animista era pressocchè assente nella loro cultura. Tuttavia il culto dei morti, e anche quello degli Avi che ne testimonia ancora una volta le ataviche radici Orientali e non Mongole,era molto sviluppato e vissuto come esperienza positiva per tutta la tribù. Wrap up his tail era morto in battaglia, sacrificando la propria vita in virtù di un desiderio di indipendenza e di libertà che non era solo per se stesso ma per tutto il suo popolo; come tale era un eroe e la trasmigrazione in un eventuale mondo astrale, l’unico dogma per la religione Crow, doveva essere da esempio e da monito per tutti i componenti del gruppo.

Per un Crow ciò che il morto fa in un’altra dimensione, se continua la propria vita e in che forma, è un problema di scarsa importanza. Molto diversa è la possibilità che invece esso torni come fantasma o energia negativa, una credenza in loro molto radicata. Esistevano rituali specifici affinchè chi aveva terminato la propria vita in modo prematuro o ingiusto o eccessivamente violento ed era in attesa di una vendetta, potesse essere ” scacciato ” dalla dimensione terrena lasciando in pace i vivi. Ad una visione superficiale la morte di Wrap up his tail poteva essere ricondotta ad un evento infausto, tale da attirare negatività sulla tribù; e in fin dei conti il suo trapasso era avvenuto in seno al villaggio e non fuori, in un combattimento all’aperto. Due fattori che normalmente avrebbero costretto la tribù a rituali per parare un maleficio ed evitare che danni gravi minassero il benessere del villaggio, sebbene in condizioni di schiavitù. In tali casi il rituale era molto preciso: il cadavere veniva strettamente avvolto dalle proprie coperte che ne lasciassero visibile solo il volto, ed issato su piattaforme di pietra ” elevate ” da terra, e ivi lasciato finchè non si fosse ridotto a scheletro. Uno sciamano donna e uno sciamano uomo si alternavano accanto al cadavere per tre giorni e tre notti, ricorrendo a preghiere che ricordassero al morto che doveva andare via e a invitarlo di lasciare in salute chi rimaneva ” a mangiare ” il pane della terra. Infine il suo cavallo, prolungamento naturale dell’anima del guerriero, veniva ucciso e sepolto ai suoi piedi, in pratica ” appiedando ” il morto , che non poteva servirsene nelle praterie dell’aldilà per tornare a sconvolgere i vivi. Nel frattempo la sua tenda e tutti i suoi averi venivano bruciati, perchè quella morte avvenuta
” malamente ” e nell’ambito del villaggio non “contagiasse” la tribù. Il terrore prevalente della vita, nella cultura guerriera Crow, era che essa venisse ” marchiata ” dalla morte permettendole quindi di insinuarsi tra la gente e di ” soffiarle addosso ” il germe dell’estinzione. Un po’ come le nostre credenze popolari quando , nel caso di ripetute morti nell’ambito della stessa famiglia, si dice ” che la morte è entrata in casa e non ne vuole più uscire “.

Ecco le tribù che combatterono contro i Bianchi

Tuttavia il decesso di Wrap up his tail non seguì affatto questi rituali minuziosamente codificati: egli non fu trattato come un morto pericoloso o, peggio, un esecrabile guerriero vinto bensì come una onorabile persona martire per il suo popolo e come tale compianto e stretto a se dall’intera tribù, che non desiderò allontanarlo ma al contrario fece di tutto per tenerlo avvinto a se. La stessa notte della sua morte l’intero villaggio andò a prelevarne il corpo in riva al fiume dove era stato abbandonato e, tra pianti e scarnificazioni rituali, fu unto da olii aromatici e posto fiero e nudo nella sua capanna in vista di tutti mentre le sue cose, il cavallo e gli oggetti che gli erano cari vennero distribuiti all’intera tribù . Poi le donne si tagliarono i capelli, privilegio riservato solo ai Grandi Capi defunti , e gli uomini si tagliarono la prima falange del dito mignolo, altro gesto simbolico che indica la perdita definitiva ” di una parte di se” che non potrà quindi mai essere dimenticata. Poi la tribù intera, comprese donne e bambini che non prendevano MAI parte a tali rituali, si ferirono il volto e gli arti fino a farne sgorgare il sangue, che non venne pulito ma lasciato sul corpo fino a che non fosse scomparso da solo nel tempo. Infine, atto di omaggio ECCEZIONALE, gli Anziani del Consiglio si tagliarono una ciocca di capelli che deposero ai piedi del morto,ad indicare la necessità per tutti della vendetta. L’imposizione della memoria orale della vicenda, che fu sancita quella notte, ci ha permesso di venire a conoscenza di tutti i fatti che vi sto raccontando e che sono arrivati , puri e immacolati, ai giorni nostri come se fossero stampati sui libri di storia. Per i Crow l’alba del giorno successivo la morte di Wrap up his tail, infatti, rappresentò l’inizio di una nuova era che da allora viene celebrata immutabilmente OGNI ANNO. Si decise di cambiare atteggiamento
nei confronti dei Bianchi : e se l’ascia di guerra non poteva essere disotterrata, per fatti logistici, la tribù avrebbe optato per una minacciosa e granitica resistenza che avrebbe raggelato il sangue di più di uno Yankee.
Come prima cosa i Capi Crow si allearono segretamente con i Capi delle tribù vicine, anch’esse confinate in riserve, affinchè non si operasse più come ” fratelli separati” bensì come individui ” nati sotto lo stesso cielo e abitanti della stessa madre terra “. Il germe della futura Nazione Indiana nacque da lì e operò una serie infinita di cambiamenti che permisero ai Nativi Americani di aspirare ad un futuro di indipendenza in seno all’America; come poi fu, anche se ancora oggi la strada è dichiaratamente
in salita. Come un sol’uomo gli Anziani Crow a nome dell’INTERO POPOLO INDIANO pretesero un abboccamento con l’Agenzia Indiana, a cui fu imposta la liberazione dei guerrieri superstiti di Wrap up his tail e confinati in carcere; poi l’allontanamento dell’Agente Williamson, che aveva scatenato tutto quel putiferio, e il confino nel deserto di Fire -Bear che si era macchiato dell’omicidio di un fratello di sangue. Per ribadire il concetto che le cose erano cambiate la tribù rimase ad assediare l’Agenzia danzando la propria Ghost Dance intimidatoria e suonando ininterrottamente il tam- tam di guerra.


Filmato decisamente interessante. Eco la schiavitù Indiana per mano dell’America.

C’era poco da stare allegri. Benchè si disponesse dell’Esercito e gli Indiani rappresentassero una pallida minaccia disarmata al cospetto dei fucili, tuttavia il problema dell’eccidio avvenuto con la spinta del Governo Americano e il confinamento degli Indiani superstiti nelle riserve era ormai sotto l’occhio di tutti. Il mondo intero guardava con occhio disgustato e politicizzato al colosso Americano che intendeva governarlo, e i cui ideali di giustizia e democrazia sbandierati nella Costituzione cozzavano con le Leggi razziste e i soprusi alle minoranze etniche. Non che l’Europa fosse da meno: tuttavia nuovi interessi di mercato e brame di conquista spingevano l’America a dimostrarsi contrita nei confronti delle ingiustizie perpetrate…anche se continuava a godere dei benefici ottenuti dai misfatti compiuti. D’altro canto l’Europa iniziava a crescere e a diventare un potenziale futuro nemico: i germi del socialismo e del comunismo erano nell’aria ed esercitavano un potere frenante nei confronti del nascente istinto Capitalista Americano. Bisognava quindi dimostrare clemenza e lungimiranza verso gli Indiani che, d’altronde, erano pur sempre i vecchi padroni di casa.
C’è anche da dire che l’intera vicenda di Wrap up his tail era balzata immediatamente agli onori della cronaca, e non solo Americana. Mentre magazine di parte (e razzisti ) come il Billing Gazette tuonava ” Bisogna farla finita con il buonismo! La mano severa della legge non deve allentare la presa su questi indiani che si rivoltano al Governo Americano, ignorandone le regole ! “, altri giornali come il New York Times guardavano con interesse allo svolgimento degli eventi, coinvolgendo nel contempo anche la stampa Inglese. Il massacro di Little Big Horn era troppo fresco per aggiungere legna sul fuoco, e la breve avventura del Profeta, la sua triste fine e la silenziosa ribellione di Indiani come i Crow, da sempre accondiscendenti con i Bianchi, alimentava tutta una serie di dubbi.

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C’è anche da sottolineare che l’Agenzia , i cui rappresentanti erano Nativi ” civilizzati “, ebbe una parte fondamentale in questo processo di riequilibrio che andò a scuotere le radici del Governo mostrandone crudamente la sua nascosta fragilità. Si patteggiò alla luce del sole, e su tutto: perfino l’invasione delle ferrovie fu regolamentato e definito con gli Indiani, soprattutto con i Crow che erano proprietari morali delle terre più ” golose “.
Venne insomma inaugurata da ambo le parti una politica di compromesso e di patteggiamento che avrà i suoi alti e bassi e che dovrà fare i conti con la crisi demografica dei Nativi i quali, tra malattie e fame, furono quasi decimati. Tuttavia i Crow poterono mantenere in vita gran parte delle proprie tradizioni e parare il colpo della deculturalizzazione molto meglio delle altre tribù, che non riuscirono o non vollero adeguarsi ai cambiamenti imposti dai Bianchi al proprio stile di vita. Ciò perchè la rinascita dei Crow parte da un disegno ben organizzato di ” integrazione ” nella realtà dei Bianchi e del Nuovo MOndo , e non come semplice conseguenza di avvenimenti improvvisi, come la morte di Wrap up his Tail, che si dice seppero solo ottimamente sfruttare. Nel tempo, infatti, vennero alla luce molti fatti e molte testimonianze che sembrano inquadrare il martirio del sedicente Profeta in maniera molto diversa da quella tramandata,e che mettono in risalto la chiara intenzionalità dei Crow di adattarsi al nuovo ciclo di vita che il destino sembrava offrirgli. In questo senso la morte dei Wrap up this Tail funge da ” mezzo ” e non da ” spinta ” del processo di rinnovamento.

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Per comprendere meglio come andarono le cose vi svelerò parte dei misteri che sembrano concorrere alla morte di Wrap up his Tail e che si incentrano sulla figura oscura e controversa di Fire- Bear, l’Indiano rinnegato che ” lo giustiziò ” con un colpo di pistola alla nuca.
Di questo omone grande e grosso, che all’epoca era una delle Guide più ricercate e più ricche del villaggio non si sa molto, tranne che era un valente guerriero apprezzato da tutti e che ricopriva un posto autorevole nell’ambito dell’Agenzia Indiana del Montana. La sua autorevolezza permetteva ai componenti della tribù e in particolar modo alla sua famiglia di godere di molti benefici; era inoltre portavoce dei Crow nei confronti dell’Agenzia, e la sua esperienza gli permetteva di sedare molti contrasti e di intessere rapporti diplomatici tra le fazioni che si agitavano in seno alla tribù . Un uomo esperto, quindi, dotato della meticolosità e della saggezza necessarie per fare bene il suo lavoro: i Crow che lavoravano nell’Agenzia, infatti, lungi dall’essere crumiri o schiavi dei bianchi, in realtà erano elementi di spicco e di cui ci si poteva fidare, da ambo le parti. Cosa quindi potè spingere Fire Bear ad un’azione così riprovevole e dissennata per un Indiano, che lo avrebbe condannato per sempre al disprezzo della sua gente? Il mistero si tinge di giallo se spostiamo la nostra attenzione su due capi Indiani di cui poco si è parlato ma che sembra abbiano tirato i fili di questa macabra vicenda: Crazy Head e Deaf Bull. Il primo era ben conosciuto all’Agenzia, perchè si trattava di una ex Guida divenuta Capo di una fazione di Crow dichiaratamente ostili ai Bianchi. Il figlio di questi, anzi, aveva partecipato alla scorribanda del Profeta ai danni dell’Agente Williamson, quella che fece precipitare gli eventi.

Deaf Bull, 1881

Ecco Deaf Bull nel 1881.
Il Capo Indiano fu coinvolto nell’assassinio -martirio di Wrap up his tail? Nessuno lo sa e il segreto fu sepolto insieme alla sua tomba.

Crazy Head era anche segretamente in contatto con gruppi distaccati di Sioux e Cheyenne che volevano dare vita alla Nazione Indiana caldeggiata anche da Capi autorevolissimi come Toro Seduto. Raggruppare tutti gli Indiani sotto un comune vessillo abbattendo così le differenze innate tra le tribù e appianando i vecchi conflitti appariva all’epoca un’utopia. Ma quando Wrap up his tail, in seguito alla visione da cui iniziò il suo processo di martirio, smosse le acque caldeggiando la stessa unità tribale Crazy Head comprese che forse si poteva rendere possibile l’incredibile e dare corpo ad un sogno. Divenne il più fedele dei discepoli del Profeta e anche la sua guida spirituale: il fatto che il giovane fosse un aspirante Crazy Dog abbatteva i confini nella maniera in cui solo un Crow poteva immaginarla, vale a dire senza limiti. Se Wrap up his tail stava andando incontro al suo destino come martire della causa forse si poteva indirizzarlo affinchè la sua morte potesse renderlo immortale. Morire in battaglia? Bello..ma non sufficiente. Si sussurra che le gesta del Profeta, la convinzione di questi di essere immortale e infine l’assassinio rituale da parte di un fratello della tribù nascondessero il suo zampino.

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Diverso il caso di Deaf Bull, inzialmente ostile a Wrap up his tail e solo in seguito, vale a dire quando ormai l’Esercito ne pretendeva la testa, fautore totale del ragazzo, a tal punto da essere incarcerato dall’Esercito insieme a Crazy Head l’indomani del massacro. Su entrambi pesava l’ispirazione della nuova religione di Wovoka con la sua Ghost Dance, che profetizzava della imminente scomparsa dei bianchi ad opera di un martirio, così com’era avvenuto per Gesù Cristo la cui morte sulla croce aveva aperto al mondo la strada della liberazione. A differenza di quanto si crede, infatti, la Ghost Dance risente di spiccati influssi Cristiani e infatti le canzoni che venivano intonate durante il circolo sacro della danza erano fondamentalmente di stampo religioso. In essa ci si ispirava al martirio di Cristo che, oppresso e ridotto in schiavitù, libera il suo popolo offrendosi volontario alla morte ” per mano della sua stessa gente “. Incanalare quindi le visioni di Wrap up his tail divenuto Sword Bearer, e cioè
” Liberatore “, affinchè la profezia si avverasse divenne l’obiettivo primario
prima di Crazy Head e solo successivamente di Deaf Bull, ormai legato da un patto di sangue condotto in segreto con il Consiglio degli Anziani delle tribù Crow, Sioux e Cheyenne riunite insieme.

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Alcuni dati li riporta Robert Harry Lowie, uno dei più grandi antropologi-divulgatori della cultura e della storia degli Indiani delle praterie, e in particolar modo dei Crow con cui ebbe contatti diretti e prolungati. Egli raccolse anche parecchie testimonianze riguardo la faccenda del Profeta che, ripeto, aveva coinvolto tutta la tribù, donne e bambini compresi. Salta fuori una strana riunione dei Capi tra il 22 e il 25 ottobre 1887, quando era ormai chiaro che l’Esercito sarebbe penetrato nell’accampamento Crow con grande dispiegamento di forze per catturare Sword Bearer, vivo o morto. E vengono alla luce anche rapporti diretti con Fire-Bear, convocato all’accampamento in presenza del Consiglio, mentre Wraps up his tail e i suoi si erano rifugiato sui monti. E’ probabile quindi che il martirio del ragazzo venne concordato in gran segreto affinchè si potesse finalmente avverare la profezia che circolava da tempo e che si ricollegava a ben altre due profezie alimentate da Wovoka e prima ancora da Tavibo.. Più o meno esse recitavano tutte la stessa cosa, e cioè la scomparsa dei bianchi in seguito al martirio di un eroe e la nascita di una Nazione Indiana, che avrebbe riconquistato tutte le sue terre. Non fu un inganno alle spalle di Wraps up his tail, come potete pensare: qui si entra in un gioco iniziatico e rituale con un profondo senso spirituale molto paragonabile a quello degli antichi Samurai,che si immolavano per l’Imperatore e che giungevano a fare harakiri in caso di sconfitta. Il ragazzo comunque aveva scelto di essere un Crazy Dog e non aveva famiglia; la sua fama si era accresciuta a tal punto da richiamare ogni giorno nuovi discepoli, alimentando anche leggende sulla sua presunta invulnerabilità. Egli era un ” eletto “, un ” prescelto “, quindi la vittima ideale per un martirio eclatante condotto
” per mano della sua gente.” Cioè in definitiva da Fire-Bear.
Perchè costui accettò un simile compito? Le testimonianze che ci sono arrivate grazie a Lowie ce lo presentano come un ” iniziato “, un guerriero in grado di essere utilizzato per le missioni più pericolose e non di rado suicide; un po’ , ancora, come gli antichi Samurai. Le poche foto che lo ritraggono ( poche perchè per ogni Nativo la fotografia era un espediente dei bianchi per succhiare l’anima, intesa come “Forza vitale ” delle persone) mostrano sul suo volto inequivocabilmente i segni della scarnificazione tipica dei cerimoniali di iniziazione atti ad aumentare la resistenza al dolore, e a cui non tutti i guerrieri accedevano. Erano necessarie infatti doti come estremo coraggio, astuzia e molte vittorie in battaglia per poter partecipare a queste cerimonie segrete dove, in presenza dei Capi e del Consiglio degli Anziani, gli individui suggellavano patti di sangue con la tribù e non di rado con gli Antenati apparsi durante le visioni che accompagnavano queste pratiche. La trasformazione e la metamorfosi erano i concetti basilari di questi cerimonie, per le quali anche l’apparente sottomissione ai bianchi faceva parte di un disegno preciso di controllo e di adeguamento. Queste riunioni , anche durante il periodo di confino nelle riserve, erano svolte segretamente nelle praterie o in grotte nascoste: non era infatti difficile, per un guerriero, allontanarsi di soppiatto sotto il naso delle Guardie Armate. E infatti le ” defezioni ” erano all’ordine del giorno. Se molti Indiani tornavano in riserva era perchè, sostanzialmente, non sapevano dove andare e comunque la fuga non era possibile per le donne , gli anziani e i bambini. Tuttavia, soprattutto nel perido delle Guerre Indiane, molti guerrieri fuggirono sulle montagne per unirsi ad altre tribù dissidenti. Fu quindi semplice per Fire-Bear essere convocato dagli Anziani perchè si facesse carico del peso dell’uccisione di Wrap up his tail. Un gesto che lo avrebbe disonorato per sempre agli occhi dell’intera tribù, esposto al rischio di venire ucciso a sua volta dai seguaci del Profeta e bollato come traditore: come infatti avvenne. Tuttavia Fire-Bear non poteva neanche rifiutarsi. Il suo gesto spianò la strada alla riabilitazione dei Crow e operò un cambiamento che altrimenti non sarebbe mai avvenuto.

Fire-Bear 1930

Ecco Fire-Bear nel 1930.
Dopo il gesto “assassino”
l’ex Guardia fu semplicemente allontanato dalla riserva ma dovette difendersi a vita dai sostenitori di Wrap up his tail, che volevano ucciderlo. Finì come un Paria, e perfino la sua famiglia lo abbndonò. Non rivelò mai la sua partecipazione ad un complotto ai danni del Profeta.

Wrap up his tail era al corrente di questa decisione? Probabilmente si. Ce lo dimostra il suo stesso atteggiamento remissivo, durante la cattura, inspiegabile per un guerriero suicida. Un Crazy Dog, anche appiedato e circondato, si sarebbe gettato sul nemico con le armi sguainate e si sarebbe fatto uccidere gridando frasi ad effetto; ma Sword Bearer gettò la spada, si lasciò mettere in ginocchio davanti a tutti e le sue ultime parole furono : ” Fallo, perchè voglio morire.” I WANT TO DIE, una frase che viene riportata da più fonti e che si accompagna a quella, più incisiva, di Fire- Bear ” Per aver arrecato tanto dolore a tutta questa gente”. (: “for getting allthese people into trouble”
Infine lo sparo dietro la nuca, proprio come si fa quando ” si giustizia qualcuno “; un gesto, oggi, purtroppo molto diffuso.
Un quadro che balza all’occhio proprio come un martirio. L’agnello sacrificale che viene portato al macello e ucciso affinchè il suo sangue purifichi e guarisca. A voi Cristiani non ricorda qualcosa?
Il cammino dei Crow verso la riconquista della propria dignità e soprattutto della libertà è stato, come per tutti i Nativi, lungo e difficile e non posso dire che sia terminato. E’ da sottolineare, tuttavia, che OGGI essi sono cittadini degli Stati Uniti a tutti gli effetti e che, pur soggetti alla Legge Americana, hanno tuttavia facoltà di auto-governo e possono emanare leggi private. Hanno un proprio corpo di Polizia, una Costituzione, una bandiera e un loro sigillo. Parlano Inglese, ma come seconda lingua: la lingua madre, infatti, resta sempre il dialetto Crow che non ha subito mutazioni specifiche. Pur avendo ormai abolita la tradizione della Sun e della Ghost Dance tuttavia conservano moltissime delle proprie tradizioni Tribali ancora tramandate SENZA l’uso della scrittura. Sono stanziali e vivono per lo più in Montana, il loro territorio d’origine; sono perfettamente integrati, svolgono lavori di vario genere anche se il rapporto privilegiato con l’Esercito Americano e tutte le cariche ad esso collegate non è mai finito. Anzi, è possibile trovare moltissimi Colonnelli e Generali di razza Crow nelle fila del modernissimo Esercito Americano, e tutti con alle spalle onorati anni di vita militare.
Vivono in villette singole, anche se la tradizione del Tepee non è mai morta ed è utilizzata spessissimo durante gli spostamenti o in cerimonie particolari.
Come alle origini la figura femminile è estremamente onorata e non di rado la donna è capo-famiglia, in carriera, e molto più emancipata di tantissime donne Americane…di razza bianca.

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5 thoughts on “Indiani Crow: la Rinascita

  1. cara patrizia
    stupendo il tuo blog e belle le tue canzoni (che purtroppo per ora non posso aquistare perchè mi sono sempre rifiutato di farmi una carta di credito,anche prepagata…).
    solo una domanda,a cui spero risponderai (altrimenti rischio di non dormire la notte),e sia ben chiaro che si tratta di una domanda reale ed effettiva,senza critiche celate: in quale modo la ghost dance risente di influssi cristiani? cioè,esisteva già da prima dell’avvento dei bianchi,no? quindi in che modo la cultura egemone cristiana sarebbe venuta in contatto con quella indiana?

    aspetto una tua risposta,e ancora complimenti per tutto!!!

    • Ciao Aniello!
      La Ghost Dance è un Movimento Religioso nato nel 1881 , come già ho accennato nei post, grazie a Wovoka , un ” Profeta ” Nativo Americano che come tutti gli Indiani d’America avevano risentito o gli era stata imposta la Religione Cristiana. Sostanzialmente la Ghost Dance va a sostituire la Sun Dance, la vera danza tribale di iniziazione e di unione degli Indiani d’America, che era stata proibita dal Governo degli Stati Uniti in quanto minava il processo di
      de-culturalizzazione che era in atto. Entrambe le danze saranno oggetto dei prossimi post, per cui mi sono limitata solo ad un breve accenno, al fine di non ” affogare ” i lettori con troppi argomenti diversi. La matrice Cristiana è evidente nella Ghost dance in quanto Wovoka era fondamentalmente Cristiano , come molti dei nativi e come era stato precedentemente anche per gli schiavi Africani; attraverso questa danza, nata quindi DOPO il confino nelle riserve, Wovoka mirava ad unire i due mondi, quello Indiano e quello Cristiano, riproponendo vecchie tradizioni legate al culto della morte e della rinascita , tipiche di Ogni tribù, ma interpretandole alla luce della rivelazione Cristiana. Chiaramente questo messaggio sui Crow fece molta più presa rispetto alle altre tribù, proprio per la loro cultura legata alla morte e agli spiriti oscuri che ho cercato di descrivere nei miei post.
      L’influsso Cristiano sui Nativi nasce da secoli di colonizzazione Europea e riguarda entrambe le Americhe: la religione Cristiana fu imposta anche con violenza e agli Indiani superstiti non rimase che adattarvisi, anche se molte tribù abbracciarono la Fede Cristiana ( quindi non solo Cattolica) con entusiasmo.
      Come potrai intuire non si tratta di un argomento semplice da inglobare in altri post e deve essere trattato a parte, anche perchè sia la SUN quanto la GHOST Dance venivano interpretate diversamente da tribù a tribù.
      Ti mando dei link da cui potrai soddisfare la tua curiosità
      http://www.legendsofamerica.com/na-ghostdance.html

      http://native-americans-online.com/native-american-ghost-dance.html

      • non c’è stata nessuna carenza divulgativa da parte tua,cara patrizia,ma evidentemente soltanto distrazione da parte mia durante la lettura.
        grazie per la risposta esauriente,e a presto!
        P.S.: ero sicuro di aver barrato la casella per ricevere notifiche ad ogni nuovo commento…magari adesso la rimetto. grazie ancora!

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