Santa Baby : Babbo Natale , regalami una pelliccia!


Santa baby: Babbo Natale regalami una pelliccia

Cari Amici,
benchè le Feste siano ormai finite voglio raccontarvi la storia di una delle canzoni di Natale più singolari della tradizione Americana, praticamente sconosciuta al pubblico Italiano ed entrata tra
” I Classici ” a scoppio ritardato. Ironica e maliziosa, portata al successo da una sensualissima artista da night famosa in spettacoli di Burlesque, com’era prevedibile nel 1953 fece scandalo.
Si tratta di una vera dissacrazione dell’icona del Natale, che tuttavia brilla di una luce tutta sua: se siete affezionati ai brani lacrimosi e stucchevoli con ordinate famigliole accanto al fuoco..beh, questo brano non è per Voi. Per la prima volta, così come fu con un’altra canzone del periodo
I saw mommy kissing Santa Claus “, la Sacra Festa viene privata di falsi orpelli e ridotta, con grazia e malizia, a ciò che è realmente nella mentalità generale: attesa di doni , occasione di fugaci licenziosità e pretesto di ipocrita beneficenza.

Eppure è un brano decisamente gradevole e l’interprete originale, Eartha Kitt all’epoca splendida 26enne, lungi dall’incarnare un’immagine da
” coniglietta sexy ” , lo rende elettricamente frizzante.
La canzone è in realtà una lunga lista di regali che l’artista chiede a Babbo Natale: e non si tratta di doni qualunque ma di costosissimi ( e firmatissimi) simboli del jet set, le cui Feste vanno a botta di ” Tiffany ” e pellicce di visone. E a chiederli non è, come si potrebbe immaginare, l’arida signora ricca che ha ormai perso tutte le sue fantasie infantili, bensì una ragazza comune che ” è stata buona tutto l’anno ” e quindi meritevole di doni adeguati alla propria irreprensibile condotta.

Eartha Kitt

Bellissima, Eartha Kitt fu una delle pochissime artiste Afro-Americane a ricoprire ruoli importanti nel campo musicale quanto in Tv, al cinema e a teatro. Rimasta sulla cresta dell’onda per quasi cinquant’anni visse un solo periodo di arresto nel 1968 quando, invitata alla Casa Bianca, professò in pubblico la sua ostilità nei confronti della Guerra in Vietnam. Fu anche una delle pochissime Artiste ad essere nominata per il Tony Award ( tre volte), Il Grammy Award ( 2 volte) e l’Emmy Award ( ancora 2 volte)

La volontà precisa della canzone di ” pungere sul vivo ” i suoi ascoltatori è quindi evidente; sgretolando il motivetto costante che ” A Natale si è tutti più buoni ” e ampliando a dismisura i desideri comuni la canzone mette a nudo l’anima dell’Americano medio, costringendolo allegramente a guardare dentro se stesso.
La canzone nacque ad uso e consumo della prima interprete, e a lei rimase incollata per più di 30 anni: si trattava di Eartha Kitt, una brillante e bellissima artista dalla storia molto particolare.
Vero nome Eartha Mae Keith nacque nel sud Carolina da una di quelle squaw nere di cui nella storia non si parla mai, e da padre tedesco -Olandese. Frutto di uno stupro la bambina fu ostracizzata fin da piccolissima per il suo evidente sangue misto e spedita a 8 anni a lavorare in una piantagione di cotone. A 16 anni iniziò a lavorare come ballerina- entreneuse in un famoso locale di Harlem, il ” C’est si bon ” dove fu notata da Orson Wells che la invitò a lavorare con lui a teatro. Wells non fu soltanto il suo pigmalione ma anche, nonostante la sua nota avversione per le donne e la dichiarata omosessualità, tenero amante: la definiva ” la donna più eccitante del mondo “, in grado, evidentemente, di resuscitare i morti. Fu proprio questa sua sensualità unita ad una brillante intelligenza che le spianò la strada verso il successo: notata in seguito da un Produttore di Broadway fu presentata come volto nuovo nel 1952 presso il Village Vanguard, uno dei jazz club più famosi dell’epoca che consacrò stelle di fama mondiale come Bill Evans. Qui Eartha fece letteralmente scintille, apparendo in spettacoli di burlesque e ammaliando il pubblico con la sua roca e suadente voce.

Eartha Kitt

Cantante, ballerina, showgirl, Eartha Kitt divenne famosa in spettacoli di burlesque che ne mettevano in risalto le sue qualità fisiche. Famoso uno dei suoi spettacoli Live al
” Cafè Carlyle ” , un locale notoriamente per pochi intimi

La Victor la consacrò artista di successo con un album che fece drizzare i capelli in testa a parecchi, grazie ad un brano in particolare che, anticipando di molti anni Michael Jackson con il suo BAD, era in pratica un’elegia della cattiveria: I wanna be evil ( 1953), la cui traduzione esatta è ” Voglio essere il Male “, fu un vero pugno in faccia per l’America del tempo e soprattutto in un periodo in cui le leggi razziali contro gli Afro-Americani stavano scatenando l’inferno. Sentirsi vomitare ” Voglio svegliarmi la mattina con quel sapore di marcio in bocca…sparare in piscina..calpestare tutti…insomma essere la personificazione del Male ” fu quasi una dichiarazione di guerra. Tuttavia, miracolosamente, Eartha non fu ne’ fermata ne’ censurata. Il suo brano divenne uno dei più gettonati dell’anno probabilmente perchè , come affermava lo stesso Wells, ” Earta Kitt con quella bocca può fare tutto”.
Ed ecco entrare in scena gli autori di Santa Baby: chiamati dalla stessa Victor RCA avevano il compito di suggellare con un nuovo brano che facesse scalpore l’immagine della ” strega cattiva ma irresistibilmente sexy ” che ormai Eartha Kitt si portava addosso. In un primo istante venne ingaggiata, probabilmente più per motivi politici che per altro, la ribelle Joan Javitts, una scrittrice di poco o nessun talento il cui unico merito era quello di essere la nipote del senatore Jacob K. Javitts, dalle idee molto liberali e in aperta opposizione al segregazionismo. In effetti della Javitts rimase solo il nome ( e i diritti d’autore) perchè il brano fu composto da un talentuoso musicista, tale Philiph Springer che a suo dire creò la musica in un lampo sul malefico testo della Javitts. In seguito, per beghe commerciali, tra gli autori fu inserito anche il fratello di Springer, Tony,che in realtà era un pittore,il quale fu fatto fuori ben presto dalla sacra triade che comprendeva anche il paroliere Fred Ebb, il vero autore del testo… per il quale quest’ultimo non beccò mai una lira.
Prima di leggere il testo nella sua versione integrale vi invito a guardare il filmato qui sotto che vi darà il vero senso della canzone: altrimenti il brano potrebbe apparirvi insulso o mediocre, un banale elenco di doni- meraviglia senza alcun aggancio con la realtà. Malgrado l’approccio dichiaratamente infantile la canzone si mantiene invece in bilico tra seduzione e corruzione, un vero brano di risveglio e di provocazione che negli anni ’50 segnò un’epoca. Distrutta l’immagine bonacciona del Babbo Natale della Coca Cola e dissacrando completamente lo spirito delle Feste, Santa Baby è una canzone rivoluzionaria che cova il germe della ribellione degli anni ’60 e auspica la rottura degli schemi, che avvenne in seguito con i Movimenti Hippie.

Spalle nude, una pseudo- pelliccia bianca come la neve che lascia intuire rotondità confortanti , ammiccamenti suggestivi, gestualità morbida e timbrica dolce e suadente: un mix allettante che fa perdere quasi di vista la voluta insulsaggine del testo e che cozza violentemente con l’atmosfera Natalizia della tradizione Americana. Se a ciò aggiungiamo il coretto di travestiti in pieno stile Harlem Renaissance potremo renderci conto della modernità dell’insieme , a torto definito dalla critica ” brutto e volgare “. Il brano si ricollega perfettamente al primo successo della Kitt, quello in cui ” voleva essere il Male”, ma perfezionandone lo spessore artistico che qui appare decisamente maturo. Lo scandalo era in agguato ma la canzone ,e soprattutto il video, si mantiene sul filo del rasoio in un’eleganza incontestabile che strizza l’occhio alle ” Gilda ” dell’epoca.

Eartha Kitt songle Santa Baby, 1953

Ecco la copertina del single del 1953, pubblicato dalla Victor RCA. La dissacrazione del Natale, come vedete, qui è completa: l’immagine della bella Eartha semi-svestita in braccio a Babbo Natale in atteggiamento intimo fece scandalo.

Santa Baby uscì nell’ottobre del 1953 e fece scalpore….ma per poco. Fu Ingoiata dalle altre performances della Kitt, che non a torto venne scelta per interpretare nel 1966 il ruolo della perfida Catwoman in una fortunata serie televisiva dedicata a Batman .
Il testo , a dispetto di quanto si creda, non è affatto stupido ma anticipatore di quella satira musicale tipica dei cantautori che negli anni ’70 svelò il vero cuore della gente. Forse nel 1953 era ancora troppo presto per guardarsi allo specchio, ma il brano ebbe il merito di provarci.

Santa baby just slip a sable under the tree for me
Been an awful good girl Santa baby
So hurry down the chimney tonight
Santa baby a ’54 convertible too light blue
I’ll wait up for you dear Santa baby
So hurry down the chimney tonight
Think of all the fun I’ve missed
Think of all the fellas that I haven’t kissed
Next year I could be just as good…if you check off my Christmas list
Santa baby I want a yacht and really that’s not a lot
Been an angel all year Santa baby
So hurry down the chimney tonight

Magic_ Christmas_ Patrizia_ Barrera_

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[Instrumental intermission]
Santa honey, one little thing I really do need…
The deed…to a platinum mine Santa baby
So hurry down the chimney tonight
Santa cutie and fill my stocking with the duplex and checks
Sign your ‘X’ on the line, Santa cutie
And hurry down the chimney tonight
Come and trim my Christmas tree with some decorations bought at Tiffany’s
I really do believe in you
Let’s see if you believe in me…
Santa baby forgot to mention one little thing…a ring…
I don’t mean on the phone Santa baby
So hurry down the chimney tonight
Hurry down the chimney tonight
Hurry tonight

Piccolo Babbo Natale

Piccolo Babbo Natale fammi scivolare sotto l’albero un pelliccia di zibellino,
io sono stata tanto buona !
Così scendi presto dal camino
perchè vorrei anche una bella spider blue.
Oh, io ti aspetto, caro Babbo Natale!
Pensa a tutto il divertimento che mi sono persa,
ai ragazzi che non ho baciato..
E l’anno prossimo sarò ancora più buona…
se tu darai uno sguardo alla mia lista di desideri!
Babbo Natale vorrei anche uno yacht,
e in fondo quello che chiedo non è così esagerato:
sono stata un angelo per un intero anno, Babbo Natale caro!

Indice Magic old America

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E allora scendi presto dal camino…
Ah, vorrei anche l’atto di concessione di una miniera di platino:
è una cosa di cui ho davvero bisogno!
E allora che aspetti, scendi da questo camino!
Dolce Babbo Natale riempi la mia calza con un bell’appartamento,
firmalo con una bella X , che io aspetto che scendi dal camino.
Se puoi arricchisci le decorazioni del mio albero di Natale
con una serie di gioielli firmati Tiffany:
io credo davvero in te..
Vediamo se anche tu credi in me.
Ah, dimenticavo, aggiungi alla lista anche un anello di diamanti:
non posso chiedertelo per telefono
e quindi aspetterò che scendi giù da questo camino.
Oh piccolo caro Babbo Natale
vieni presto , vieni presto!

Provocatoria quanto basta Santa Baby , registrata con Henry Renè e la sua orchestra ( uno dei big degli anni ’50) fu la canzone rivelazione del 1953 ma nessuno ebbe il coraggio di imporla o di sentirla come brano Natalizio. Esaurito il boom di avvio già dal febbraio ’54 perse la sua eco e rimase in panchina per più di 30 anni, saldamente avvinta a Eartha Kitt che ciclicamente la riproponeva nei suoi show televisivi e nei concerti. Lei stessa la ripresentò più volte perchè, come confessò in une delle sue 4 (quattro!) biografie ” Si divertiva un mondo a cantarla. “. Infilata nel film ” New Faces ” del ’54 e poi reinterpretata per la Kapp Records nel 1963 con un sound più spinto la canzone non riuscì mai a decollare…e nessuno dei Grandi Artisti dell’epoca se la sentì di farne una cover, forse più per tema di perderci la faccia che per la scarsa attrattiva musicale. Inoltre, per renderla più ” digeribile “, l’ABI aveva imposto vari cambiamenti nel testo che contribuirono ad affossare la canzone.

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Così gli anni passarono e l’ABI Record e la Victor che ne avevano la giurisdizione ne persero i diritti, che tornarono ai relativi Autori: vale a dire Philip Springer a cui la Javitts, in una crisi di coscienza e anche perchè la canzone non valeva un soldo bucato, aveva ceduto anche i suoi.
Springer passò vari anni a riproporla alle varie Case Discografiche, senza successo : provò infine a riammollarla alla Kitt che però, nel frattempo aveva dismesso i panni da cattiva, complice anche l’età matura. Il brano sembrò quindi destinato al dimenticatoio fin quando l’Autore fu convocato dalla A & M Record che gli chiese se era disposto a perdere i diritti d’autore se la canzone fosse stata interpretata da una Star del momento. ” Di chi si tratta? ” – chiese Springer. ” Di Madonna “.
C’è da credergli quando , in varie interviste, il buon Philip si precipitò a firmare la rinuncia. Madonna era l’Artista del momento: reduce dal film ” Who’s that girl ” che, seppur stroncato dalla critica, fu campione di incassi e che svelò al mondo il volto complesso della cantante, la bella Ciccone stava partendo per il suo primo tour mondiale in cui avrebbe offerto uno spettacolo di balli e costumi senza precedenti. Già inquadrata come personaggio anticonformista e cattivello ma in grado di strizzare l’occhio al musical style degli ann ’50 , Santa Baby si sarebbe perfettamente incastrata nell’icona della ” Material Girl ” di qualche anno prima. Ciliegina sulla torta il brano, spogliato della sua patina vecchiotta, sarebbe stato presentato nell’album
A very Special Christmas ” i cui incassi sarebbero stati devoluti in beneficenza. Manco a dirlo la Santa Baby di Madonna fu un successo, grazie anche al video dell’Artista che gioca a fare la Lolita vestita come la Monroe, suggerendo così un aggancio diretto con la clip proprio di Material Girl.

Il mondo si divertì alle note di Santa Baby e stentò a credere che si trattava di una canzone di ben 30 anni prima, quando l’America aveva il volto di Fonzie e di Happy Days. I Big, e non solo, fecero a cazzotti per farne una cover , soprattutto quando il brano divenne colonna sonora del film ” A spasso con Daisy “. Ecco allora arrivare la valanga delle nuove interpretazioni, alcune gustose altre assolutamente improbabili, che permisero all’ex brano dimenticato di balzare in vetta alle classifiche e di essere annoverato tra i Classici delle canzoni di Natale. Mariah Carey, Shakira, Kilye Minogue, Taylor Swift, Debby Ryan…e chi più ne ha a più ne metta incisero Santa Baby colorandola di tinte eterogenee, e perfino il bello e compassato Bublè ne fece una…debitamente mutata al maschile. Oggi è considerata in America una delle canzoni più popolari e interpretate di tutti i tempi…e in tutte le salse. E anche una delle più osteggiate da una folta schiera di benpensanti che affermano che la prima vera corruzione dello Spirito del Natale è partita da lì e accusano Eartha Kitt di aver contaminato con la sua smania di successo la sacralità delle
Feste. Adducono anzi come prova il fatto che la bella Artista sia venuta a mancare proprio il giorno di Natale del 2008, e da sola in un ospedale di New York. Segno del destino o fatale coincidenza?

 

Noi ci vediamo prestissimo con un nuovo entusiasmante post! Ancora un Buon Inizio a tutti voi!

 

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