Il massacro di Los Angeles: processo farsa agli assassini


Anti Chinese riot Los Angeles 1871

All’indomani del massacro ciò che riportarono i giornali risulta oltremodo contrastante: . Il LA Star, nella persona dell’allora reporter HM Mitchell di cui abbiamo già parlato, tirò fuori un trafiletto
” di colore ” il cui unico scopo sembrò quello di rimproverare le Autorità locali di non avere sufficientemente esercitato la propria azione repressiva nei confronti della marmaglia Cinese.
” C’è da sperare che quanto successo sia da monito per il popolo, perchè pretenda che il braccio forte della Legge lo protegga da simili infausti eventi e riprenda il suo mordente nel punire i fuorilegge. ” Nessuna parola per i 19 poveracci trascinati fuori dalle proprie case, massacrati e mutilati nella pubblica piazza, ne’ per coloro che morirono per le percosse pochi giorni dopo o per i due adolescenti capitati chissà come tra le grinfie della folla. Eletto il sorvegliante Thompson come martire della serata e inneggiato allo sceriffo James F. Burns come colui che sedò la folla, la Star dà vita ad uno degli editoriali più arroganti e odiosi della storia del giornalismo Americano.

Di parere diverso il LA Times che, senza peli sulla lingua, sottolinea la diretta responsabilità dei sorveglianti nei linciaggi ( ben 17 sembra che abbiano diretto una o più impiccagioni), il numero elevato di partecipanti al massacro ( 500 persone, circa un decimo della popolazione complessiva) e l’inefficacia dell’intervento delle Forze dell’Ordine che per lo più si limitava ad osservare senza muovere un dito. Ma c’è di più: basandosi su testimonianze di un cameriere del Pico Hotel, l’edificio più lussuoso del Plaza, narra particolari agghiaccianti della vicenda .
” La corda a cui un Cinese era stato impiccato si ruppe e il disgraziato, che non aveva fatto niente, ancora una volta implorò pietà ai suoi aguzzini. Allora i sorveglianti e la folla intorno gliela negò esplodendo in fragorosi fischi, e l’uomo fu nuovamente impiccato, questa volta con successo….()…Mentre la folla si dava al saccheggio alcuni uomini cercarono di penetrare nelle case dei Cinesi, ma esse erano sbarrate dall’interno: allora sono saliti sui tetti e hanno cominciato a sparare all’interno, gettando poi nellle abitazioni torce di fuoco. Così i Cinesi sono stati costretti ad uscire e sono stati linciati….() Per impiccare le vittime usarono qualsiasi capannone o edificio adatti e non risparmiarono nessuno, ne’ vecchi ne’ malati. Solo quando non ci furono più punti adatti per l’impiccagione o corde sufficienti la sete di sangue della folla si spense.”

1871_ LA daily mirror Los Angeles massacre 1871

Ecco l’articolo originale del LA Daily Mirror che riferisce, con molte imprecisioni, del terribile massacro. L’articolo fece il giro del mondo, ma fu corretto successivamente , eliminado le considerazioni
” pietistiche ” del fatto e osannando molto di più l’intervento delle Forze dell’Ordine

Queste affermazioni, riportate dal LA Times in più punti e ribadite l’anno dopo quando iniziò il processo, sembrano in parte invalidare l’efficacia dell’intervento di pacificazione dello Sceriffo Burns e di Robert Widney,da sempre indicati come protagonisti positivi del tragico evento . La loro entrata in scena, ben quattro ore dopo l’inizio del massacro, le loro modalità di approccio e la consegna di 151 indiziati alla Giustizia sembrò risvegliare nella città di Los Angeles una ritrovata moralità .
Davanti al mondo, che condannò pesantemente l’eccidio e prese le distanze da una città di ” Bestie e Assassini ” i due, che a detta dei testimoni ” si lanciarono in mezzo alla marmaglia con il supporto di soli 25 volontari non armati ” cercarono di ridare a Los Angeles una patina di credibilità e, soprattutto, di civiltà. Alla vigilia dell’inaugurazione della Pacific Southern Railroad che sarebbe passata proprio al Plaza, scenario del massacro, l’opera di convincimento sul pubblico che Los Angeles non era quella città di malfattori e briganti di cui si diceva, sarebbe partita proprio dalla purezza dell’immagine dei due cittadini modello.

Sceriff James F. Burns con la terza moglie Josephine Carpenter

Eco una rara immagine dello Sceriffo Burns con la terza moglie Josephine Carpenter.
Dopo il famoso processo ed esaurito il suo mandato lo Sceriffo Burns, accumulata non si sa come una grande fortuna, si recò a Dodge County nel Nebraska dove si dette agli affari nel settore edilizio. Fatta un po’ la spola tra California e Nebraska fu poi eletto Senatore di quest’ultimo nel 1880, e vi rimase in carica per due anni. Entrò poi nell’Ordine Massonico dove fu eletto Comandante dei cavalieri Templari. Dopo una vita avventurosa ed essere stato accusato da una delle due mogli di pluribigamia morì nel 1921, vecchissimo, famoso e pluripremiato.

Burns e Widney furono quindi la colonna portante del processo di marzo che, in barba a qualsiasi protocollo, elesse l’uno come testimone chiave e il secondo addirittura Giudice, in un iter sui generis che andava sconfessato in partenza . Widney, ad esempio,secondo lo storico De Falla all’epoca dei fatti non era ancora Giudice autorizzato dello Stato della California ma lo diventerà, stranamente, nel dicembre dello stesso anno, circa due mesi dopo il massacro e in previsione del processo. Se ciò non bastasse egli era stato testimone dei fatti e quindi non idoneo a ricoprire la carica di Giudice , almeno nel caso specifico: come infatti avrebbe potuto sedere in giudizio e pronunciarsi sulle proposte della difesa quando egli stesso sapeva chi erano i colpevoli?
Tuttavia Widney godeva di un’approvazione pubblica senza precedenti, sia nello Stato della California che nell’Ohio, dove aveva vissuto nella sua giovinezza; rampollo di una rispettabilissima famiglia Americana era per giunta nipote del grande Robert Samuel Maclay, uno dei primissimi missionari in Cina e autore di libri memorabili come Vita tra i Cinesi (1861), considerato la Bibbia della conoscenza del simbolismo Cinese. Eleggere Widney come Giudice del processo rientrava quindi, probabilmente a sua insaputa,nel quadro di riabilitazione della città di Los Angeles.
Anche Burns aveva un trascorso di tutto rispetto. Nato nello Stato di New York nel 1831 si trasferì in California dove divenne maestro di scuola, proprio in zone di frontiera dove i bambini stranieri erano tanti. La sua è la storia di una folgorante carriera: a Los Angeles aveva ricoperto posti di rilievo sempre più importanti, come Sovrintendente scolastico, poi dirigente, tesoriere della città, capo della Polizia e infine sceriffo della contea. Era chiamato Papà, non tanto per la sua età ma per il tipo di rapporto amichevole che instaurava con prostitute, ladruncoli e giocatori d’azzardo. In realtà si sussurrava che prendeva il famoso ” pizzo ” dai vari locali e che si fosse accaparrato una buona fetta dei proventi della vendita dell’oppio. Tuttavia il suo faccione bonario lo poneva al di sopra di eventuali sospetti e non di rado egli si era adoperato a fin di bene per la comunità. Se è vero che la sera del massacro non intervenne tempestivamente per un gioco di ruoli e di poteri che vedono protagonista il maresciallo Francis Baker, è altrettanto documentato che fu l’unico che stilò una lista con i nomi di 150 delle persone implicate quella sera nei linciaggi, e che la consegnò personalmente al Grand Jury. Rimase comunque estraneo al successivo pilotaggio del processo.

Robert M. Widney

Nel 1874 Widney fondò la prima linea di transito ferroviario a Los Angeles, in netta competizione con la Pacific Southern Railroad, che pretendeva cifre esorbitanti per il trasporto dei lingotti d’argento delle nuove miniere di Cerro Gordo, nel Mojave. La linea era costituita da pittoresche auto con cavalli, che precedettero di poco i tram elettrici del 1880. La linea attraversava proprio il Plaza ed ebbe grande fortuna. Nel 1879, dopo aver smembrato uno delle più grandi tenute Messicane della zona, ormai indebitata, e aver distribuito parecchi dei suoi lotti agli esponenti più importanti della citttà
(Ozro W. Childs, un orticoltore protestant molto ammanigliato con la fiorente Chiesa ; l’ex governatore della California John G. Downey; e Isaias W. Hellman, un banchiere e filantropo ebreo-tedesco. ) fondò la prima grande Università di LA, che fu chiamata Widney Hall.
Widney stesso donò all’Ateneo 100.000 dollari, una cifra eccezionale per l’epoca.

A queste due immagini ” pulite ” se ne aggiunse una terza nella persona dell’eminente Cameron Erskine Thom, forse la figura più emblematica dell’intero processo.
Suo padre era un eroe della guerra del 1812 ,nonchè amico del Presidente Jefferson, e fu Governatore dello Stato della Virginia per più di 30 anni. La sua era una schiatta di guerrieri Scozzesi indomita e coraggiosa; lo stesso Cameron, prima di diventare Procuratore Distrettuale di Los Angeles, aveva partecipato alla corsa all’oro e si era smisuratamente arricchito combattendo strenuamente per la sua sopravvivenza. Il suo incarico di Pubblico MInistero suggeriva una condotta impeccabile e di carattere, in grado di resistere ad eventuali ” pressioni” politiche e sociali. Tuttavia si taceva sul fatto che Thom aveva anche combattuto per la causa del sud durante la guerra civile, e ne era stato indomito sostenitore al punto da arruolarsi volontario mettendo da parte la sua carriera. Ferito a Gettysburg aveva ricevuto ben due medaglie al valore, che facevano bella mostra di se’ in una teca di cristallo nel suo ufficio. Los Angeles era il suo punto di riferimento costante: già Senatore della California era stato uno dei primi Legislatori della città, di cui poi sarebbe divenuto anche Sindaco. Se quindi da un lato Thom ispirava fiducia nel suo ufficio, dall’altro esprimeva una pericolosa debolezza nei confronti di una città che amava e che nel processo sarebbe stata sicuramente messa alla sbarra nella persona dei cittadini più rispettabili.
Los Angeles godeva già di una pessima fama: malgrado i nuovi piani urbanistici e gli interventi edilizi atti a farla emergere dal fango in cui navigava per il mondo era e rimaneva una città di gente poco raccomandabile, abituata ad usare forche e pistole in modo sbrigativo e fregandosene ampiamente della Legge. In definitiva la città risentiva dei frequentissimi stravolgimenti che ne avevano caratterizzato la sua brevissima vita e che riflette l’epopea di tutta la California. Tutto il territorio, Messico compreso, apparteneva alla Spagna che malgrado le opere missionarie si dette molto da fare per distruggere gli usi e i costumi locali, compiendo stragi su stragi al fine di ” convertire ” la popolazione India che aveva accolto gli stranieri a braccia aperte. Quando nel 1822 il Messico riuscì a conquistarsi la propria indipendenza e ad affrancarsi dall’egida Spagnola, inglobò la California,e come prima cosa abbattè e distrusse le missioni operando ulteriori massacri sugli ex massacratori. Tuttavia 300 anni circa di ” colonizzazione ” avevano instillato definitivamente nella popolazione un’anima filo-Spagnola.

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Nel frattempo la sua posizione strategica ingolosì Francia Inghilterra e Russia, che se uscirono con rivendicazioni territoriali assolutamente campate in aria ma che minarono fortemente l’integrità del territorio, che subì invasioni costanti e ulteriori eccidi. La peggiore delle invasioni fu quella ad opera di coloni Statunitensi che già dal 1830 avevano fondato la Repubblica Texana su territorio Messicano. Ciò innescò la guerra Mexicano – Statunitense che portò infine all’annessione del Texas agli Stati Uniti. Puntando sull’estrema debolezza del Messico gli USA si proposero allora di acquistare il fiorente territorio della California: era una manovra squisitamente economico-politica, che nasceva dal fatto che gli Stati Uniti necessitavano di uno sbocco sull’Oceano Pacifico per partecipare al lucroso commercio con la Cina, in diretta competizione con il Regno Unito. Dopo una sanguinosissima guerra nel 1848 la California fu annessa agli Usa, insieme a Texas, Utah, Nevada, Colorado, Arizona, Nuovo Messico e Wyoming. Di contro il Messico ricevette un indennizzo economico assolutamente ridicolo.
La corsa all’oro nel lo stesso anno fece lievitare improvvisamente la popolazione di origine Messicana presente in California da 4000 a 1 milione in pochi mesi: tutta la California e ” La città degli Angeli ” in particolare furono prese di mira da una folla di pazzi scalmanati che provenivano da tutto il mondo e che, stabilita una specie di convenzione con gli Usa per passare sul loro territorio, scorrazzava allegramente da una zona all’altra senza freni, armata di padelle setacci e..pistole. Dal canto loro gli Usa,comprati i Cinesi con il famoso trattato di Burlingame , li piazzarono in California affinchè lavorassero per le Compagnie come schiavi e colonizzassero per proprio conto una terra – ahimè- ancora troppo popolata di Messicani

Los Angeles 1850

Ecco una rara immagine di Los Angeles nel 1850. Uno dei primi territori ad essere annesso agli USA Los Angeles oggi si estende su quasi 500 km quadrati ma all’epoca contava solo 48 miglia quadrate che formavano il Pueblo Spagnolo originale. IN seguito Los Angeles si è ingrandita grazie all’inglobamento di territori vicini come ad esempio il quartiere di Hollywood, oggi icona mondiale, che fu costituito nel 1903 e annesso nel 1910.

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La maggiore concentrazione si ebbe proprio a Los Angeles che, divenuta città nel 1850, si prestava territorialmente ad insediamenti tanto numerosi. Fu così che nel giro di pochi anni il piccolo agglomerato di case divenne una zona di frontiera, dove i locali e le abitazioni venivano su dalla sabbia nel giro di poche ore e dove si concentrò la peggiore feccia non stanziale che si fosse mai vista prima di allora. Ladri, sfruttatori, fuorilegge e mercenari di ogni genere si mischiavano a baldracche richiamate dalla febbre dell’oro, poveracci di ogni etnia e affaristi improvvisati. In una città destinata originariamente a non sopravvivere, una volta esauriti i biondi filoni, la Legge e qualsiasi tipo di regolamentazione erano esclusi.
Il Fai da Te della Giustizia era normale routine, e tutti potevano regolare i conti con chiunque a proprio piacere. Inutile dire che le vessazioni su Cinesi, Indiani e Messicani era banale quotidianità e che le impiccagioni e i linciaggi uno strumento di potere ipocritamente mascherato da restauratore dell’Ordine. In pratica nella prima Los Angeles, molto più che nel vecchio West che siamo abituati a conoscere, i personaggi di Giudice e Sceriffo brillavano per la loro mancanza ed era vero quello che si vede nei films quando la famosa Stella veniva appuntata sul petto del primo malcapitato che la voleva.
Terminata la corsa all’oro la città , stranamente, non fu abbandonata del tutto ma anzi tentò di rifarsi il look. Tuttavia un vero Dipartimento di Polizia non vide la luce prima del 1859..ed in modo assolutamente sommario. Si chiamò ” Volontari della polizia di LA ” poichè era formato da persone comuni che in genere svolgevano un altro lavoro e che, per mantenere l’ordine, pattugliavano la zona armati di tutto punto e godendo della piena immunità. Malgrado l’esistenza di un Tribunale Locale i Giudici erano esterni e diventarono stanziali solo nel 1868.
Qualsiasi sorvegliante era quindi autorizzato ad amministrare la giustizia a proprio gusto e secondo criteri e modalità assolutamente personali. Il linciaggio pubblico era una di quelle cose sbrigative che permettevano alla piccola prigione locale di svuotarsi in fretta per fare posto ad altri condannati. Fra il 1865 e il 1871 le esecuzioni sommarie,anche dopo processo, tra la folla urlante che non si limitava ad impiccare ma si intratteneva piacevolmente anche a picchiare e mutilare le vittime,erano salite a 56. I linciaggi si svolgevano col pieno consenso della Legge o, in casi particolari, col suo tacito assenso. Era risaputo che moltissime di queste esecuzioni capitali arbitrarie si rivolgevano a minoranze etniche o erano espedienti per dare sfogo a vecchi rancori; molti venivano commissionati dalle varie mafie col supporto delle Autorità locali e insomma lo scandalo era ormai pubblico. Los Angeles si era ben meritata la fama di illegalità e criminalità che la precedeva: in previsione della ferrovia che avrebbe permesso all’intero territorio di evolversi e arricchirsi il polverone sollevato dal massacro dei Cinesi non ci voleva proprio.

Vuoi vedere un linciaggio? Questo che vi mostro ( e che spero youtube NON OSCURI) è l’unico linciaggio documentato dai media in California nel 1933. IN seguito gli USA si indignarono e vietarono la diffusione di tale pratica che NON E’ MAI CESSATA in America. Solo che oggi, come allora, le esecuzioni sommarie avvengono di notte e senza tanta pubblicità.
In questo filmato si nota come non solo le Autorità e le Forze dell’Ordine siano presenti ma anzi SUPPORTINO la pratica, offrendola alla folla come Atto di Giustizia. Ciò nella vecchia Los Angeles era normale routine.

E la bufera scoppiò: a parte la risposta indignata e anche abbastanza ipocrita della Cina che sembrò cadere dalle nuvole chiedendosi ” Che razza di malviventi abitasse la West Coast ” e nel contempo minacciando ” provvedimenti politici ed economici nei confronti degli USA “, la reazione del mondo fu abbastanza compatta.
Il poeta e storico AJ Wilson sottolineò la compattezza del popolo Americano, al di là di ogni separazione razziale, quando si trattava di difendere i propri interessi. ” Teppista Americano e faccendiere Messicano,barbone Irlandese e comunista Francese, tutti uniti nel massacrare il nemico comune.”
L’Inghilterra, non a caso, sollevò la questione delle nuove miniere d’argento trovate proprio al confine con il Messico e che non solo attiravano farabutti e mercenari ma che poneva il problema del trasporto del prezioso materiale. Non chiamò in causa direttamente la nascente ferrovia e il fatto che il nuovo piano urbanistico prevedeva PROPRIO l’attraversamento del Plaza, ma mise la pulce nell’orecchio a molti. Singolare l’intervento della Chiesa Metodista, che mise a punto un’intera Campagna di raccolta fondi per ” il necessario e urgente lavoro missionario nella città di Los Angeles “.
Insomma la California nell’occhio del ciclone: urgeva quindi un’opera di pulizia e riabilitazione globale che eliminasse ogni ombra di sospetto della connivenza tra Politica, lucro e massacro e che facesse apparire l’infausto evento come una follia improvvisa, nata sulla scia della forte crisi economica che affliggeva l’America.
Il processo agli assassini si rese quindi necessario e non procrastinabile: imbastito in tutta fretta e raccolte le prove indiziarie, che aumentarono gradualmente fino a coinvolgere l’intera popolazione, iniziò nel marzo 1872.
La lista originaria degli indiziati, quella presentata dallo zelante Sceriffo Burns e stilata insieme proprio a Robert Widney…Giudice del processo (!) indicava 151 persone, tra sorveglianti, poliziotti e cittadini rispettabili. Prima ancora dell’apertura iniziale del processo la lista fu oggetto di una massiccia scrematura che ridusse il numero degli indiziati a 25: nessuno dei testimoni fu ascoltato da una giuria ma solo ufficiosamente dal Giudice Widney che reputò ” a proprio insindacabile giudizio ” che la lista non fosse corretta e che si prestasse ” a dolorosi equivoci “.

The Southern Pacific Railroad in Plaza LA 1876

Ecco l’inaugurazione della Southern Pacific Railroad, che tagliò in due il Plaza, nel 1876. Gli abitanti di Chinatown furono relegati ai margini del fiume, in un clima umido e malsano, ma resistettero indomiti e ricostruirono, migliorandola, l’intera zona. Fu poi tra il 1933 e il 1936 che furono definitivamente evacuati.

L’udienza preliminare, basandosi sulla spaventosa mancanza di testimoni attendibili per alcuni degli indiziati tra cui i poliziotti Kerren e Celis e il famoso Consigliere Comunale George Fall ( quello che aveva spaccato una lastra di legno in testa al malcapitato Fu Yi), ridusse il numero effettivo degli indiziati a 8, NESSUNO dei quali di Los Angeles.
Questi erano :

Alvarado, Esteban
Austin, Charles
Botello, Refugio
Crenshaw, LF
Johnson, AR
Martinez, Jesus
McDonald, Patrick M.
Mendel, Louis

Si trattava per lo più di teppistelli da quattro soldi, poveracci che vivevano ai margini della città e che avevano precedenti sulle spalle. Gente non tanto sana di mente e facilmente manovrabile, a cui bastava mettere qualche dollaro in mano per fargli confessare quello che si voleva.
Questi furono sbattuti in cella in attesa del processo, e sembra che ricevettero anche insigni visite! A cominciare proprio dai poliziotti Harris e Gard, già indiziati nella lista originaria, che visitarono per ben due volte Mendel e Crenshaw, infischiandosene allegramente del corretto iter processuale.
Non solo : sembra che questi poveracci senza un soldo, da sempre trascurati o invisi alla maggioranza della popolazione, di punto in bianco ricevessero tanti e tali supporti psicologici ed economici da potersi permettere come avvocato difensore il famosissimo Edward JC Kewen, le cui doti oratorie e di convincimento su qualsiasi Giuria erano leggendarie. In cella arrivavano puntualmente sigari, alcool..e puttane, oltre a sostanziosi manicaretti offerti gentilmenti da ignoti benefattori. Gli otto scellerati, a quanto pare, divennero i beniamini della città, che organizzava spesso manifestazioni di supporto davanti le carceri, con fischi e lazzi e perfino serate danzanti.
Ciò tuttavia non impedì alla stessa popolazione, compatta, di testimoniare contro di loro alle successive udienze, forte del fatto che ” per quel tipo di reato nei confronti dei Cinesi, che per la Legge non esistevano, non c’era pena di morte per gli accusati.”
Fu così che le stesse persone, reticenti e sofferenti di amnesia quando si trattava di accusare i notabili della città, ritrovarono miracolosamente la memoria al momento di esporre con minuziosi dettagli la condotta degli 8 indiziati la sera del massacro. Da notare che i testimoni erano, in effetti, coloro che quella notte parteciparono ai linciaggi: molti di essi facevano parte della prima lista, quella presentata dallo Sceriffo Burns, ma a quanto pare risultarono ” attendibili ” per il Giudice Widney.

Ecco il famoso Avvocato Difensore, Eward JC Kewen, che difese gli 8 disgraziati del massacro. Pluripremiato per le sue doti oratorie, direttore di giornale, insignito di varie medaglie al valore bellico durante la guerra di secessione, costui era preceduto dalla sua fama. Si dice che, catturato dai Nordisti, Lincoln si recasse ciclicamente da lui per abbeverarsi alla sua sapienza. Sembra che i due passassero le notti a disquisire di Legge,benchè le loro cause fossero diverse.

Ecco il famoso Avvocato Difensore, che difese gli 8 disgraziati del massacro. Pluripremiato per le sue doti oratorie, direttore di giornale, insignito di varie medaglie al valore bellico durante la guerra di secessione, costui era preceduto dalla sua fama. Si dice che, catturato dai Nordisti, Lincoln si recasse ciclicamente da lui per abbeverarsi alla sua sapienza. Sembra che i due passassero le notti a disquisire di Legge,benchè le loro cause fossero diverse.

Il processo andò avanti tra contraddizioni, ritrattazioni e incongruenze: a cominciare dalle ben SEI versioni diverse di Bilderraine che a quanto pare non solo vedeva bene attraverso i muri ma aveva anche il dono dell’obiquità, e a finire con le bugie dichiarate del poliziotto Gard che, accusando zelantemente Creenshaw, non si accorse di essersi dato la zappa sui piedi da solo. Per darvi l’idea vi racconterò proprio di quest’ultimo fatto, che mi sembra ben rappresentativo della serietà dell’intero processo.
Curly Creenshaw era un bel giovanotto di 22 anni, anche se sembrava un ragazzino. Il LA Daily News ce lo presenta come
” un ragazzo sbandato, senza fissa dimora, che si arrangiava per campare e le cui compagnie preferite erano puttane, borseggiatori e tagliagole. ” Quella notte era ubriaco e si era dato al massacro come uno scapestrato si dà ad una bravata davanti agli amici. Fu accusato di aver sparato il fuoco a raffica dal tetto dell’edificio Coronel per snidare i Cinesi, uccidendone anche un bel po’. L’accusatore fu proprio il poliziotto Gard che così raccontò l’accaduto:
” Eravamo entrambi sul tetto dell’edificio, che era in fiamme, e io come i miei colleghi poliziotti eravamo lì nel tentativo di difendere i Cinesi dall’ira della folla. Creenshaw si era offerto volontariamente di aiutarmi, come molti altri del resto , e per questo non era armato. Non volevamo pazzi tra i piedi! Cercai di domare un incendio che si era sviluppato proprio accanto a noi e, dato che il fucile mi era d’impaccio, lo lasciai in custodia a Creenshaw.”
” Quante pallottole erano in canna al Suo fucile, Agente Gard? ” – chiede a questo punto il Pubblico Ministero Thom.
” Tutto il caricatore! , ovvero dodici pallottole.” – risponde diligentemente Gard. ” Nessuno di noi agenti aveva sparato ancora un colpo, e quando fummo costretti a farlo sparammo in aria solo per spaventare a folla.”
A questo punto il vanitoso Gard fa una lunga dissertazione su come egli abbia cercato di darsi da fare per difendere,ahimè invano, i poveri Cinesi dalle torce di fuoco che venivano costantemente gettate nell’edificio, e di come poi sia tornato da Creeshaw a recuperare il suo fucile.
” Trovai Creenshaw accaldato e in preda ad una folle eccitazione, in piedi sul tetto che agitava il mio fucile. Guardai ai suoi piedi e vidi che nel tetto si era creata una grossa breccia, probabilmente a causa di spari a distanza ravvicinata. In basso, nell’edificio,5 Cinesi giacevano stecchiti, il corpo martoriato dalle pallottole. Allora strappai il fucile dalle mani di Creenshaw, estrassi tutte le 12 pallottole per evitare di dovermi io stesso difendermi dalla sua pazzia, e lo tramortii con il mio manganello.”

Indice Magic old America

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La menzogna salta fuori da sola: benchè la contraddizione sia stata annotata e allegata agli atti, tuttavia il Procuratore Thom dette a Gard una seconda possibilità, permettendogli di discolparsi dall’accusa di falsa testimonianza grazie all’intervento di un suo collega, Agente Ricci, che corresse ” l’errore ” delle pallottole affermando che l’amico Gard, in preda al senso di colpa per aver lasciato il proprio fucile ad uno spostato come Creenshaw, non aveva notato che all’appello mancavano ben 6 pallottole.
” Quando vidi Gard, nel frastuono di quella notte, egli era pallido come un cencio e barcollante. Mi cadde quasi addosso e mi tese un pugno nel quale stringeva saldamente delle pallottole. Gliele presi da mano mentre lui mi raccontava l’accaduto, e notai che erano 6, non dodici.”
Su queste basi e grazie anche alla testimonianza di altre 16 persone persone che affermarono di avere visto Creenshaw sparare sui Cinesi ,quest’ultimo fu accusato di omicidio. Colposo, NON volontario. D’altra parte la mancanza di una legislazione adeguata che garantisse ai Cinesi coerenti e paritari diritti giuridici non permetteva altrimenti. Per tutti gli imputati si agì di conseguenza, equiparando il reato di omicidio e di strage a quello di “danni e lesioni su animali o cose.” Accusandoli di omicidio colposo e condannandoli ad una pena tra i 2 e i 6 anni di detenzione sembrò a Thom e Widley di avere fatto egregiamente il proprio dovere.
Molto più complicato fu tappare la bocca ai Cinesi che,compatti, ricorsero in appello esibendo un elenco di 15 presunti assassini del Dottor Gene Tong.
Chiaramente, giacchè per la Legge Americana non era ammissibile che un Cinese testimoniasse contro un bianco, lo fecero per interposta persona mediante una nutrita schiera di Avvocati della città che, fiutato l’affare, si offrirono senz’altro di rappresentarli.
La lista indicava tra gli altri il Maresciallo Baker e 11 sorveglianti come responsabili dell’accaduto, e a suffragio di ciò venne presentata anche la testimonianza scritta e firmata della vedova del medico e di suo figlio che, come sappiamo, quella notte erano presenti all’omicidio. In contemporanea il buon Yuen aveva già denunciato gli stessi per i danni e il furto subito nella sua abitazione e nei propri negozi, citando la città di Los Angeles per circa 50000 dollari. Se ciò non bastasse saltò fuori una bella storiella di accordi sotto banco con la Polizia che, documenti alla mano, sembra che qualche ora prima del massacro fosse impegnata a recuperare due prostitute fuggite proprio ..per conto di Yuen, e ciò invalidava nettamente l’attendibilità delle Forze dell’Ordine chiamate più volte sul banco dei testimoni

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Nel caso dell’omicidio del Dottor Tong, quindi, l’accusa fu costretta a procedere e a presentare l’istanza di colpevolezza alla Corte Suprema degli Stati Uniti ma…
E qui la tendenziosità dell’intero processo viene fuori in tutta la sua maestosità: sembra che l’espertissimo Procuratore Thom , con all’attivo 131 cause vinte nella sola Los Angeles e una folgorante carriera alle spalle, ” omettesse ” di presentare ANCHE la documentazione incriminatoria, ovvero le prove dell’assassinio del povero Dottore. A ciò si aggiunsero altri errori formali da pivellino, come l’incompletezza della lista degli indiziati, le diciture non esatte e perfino la terminologia impropria che permisero alla Corte Suprema di rigettare l’istanza e non procedere. Ma si va oltre: vista
” la palese irregolarità in cui è stato condotto il processo, la scarsa attendibilità dei testi e soprattutto la mancanza di prove certe che garantiscano la diretta responsabilità di TUTTI gli imputati ( anche quelli già in galera) ” la Corte Suprema , su richiesta del baldo Kewen, dichiarò ” l’invalidità dell’intero processo , sostenendo che le condanne erano arbitrarie e non sorrette dalla correttezza
giuridica ” ( ATTI DEL PROCESSO, 21 maggio 1873)
Quindi TUTTI a casa in attesa di un nuovo processo che, manco a dirlo, non si rifarà mai. Dopo vari rinvii sembra che dei ladri abbiano messo a soqquadro gli uffici del tribunale dove erano depositate le prove d’accusa e ciò appose per sempre la parola FINE alla speranza di giustizia per le vittime del massacro.
Comunque il pubblico e i Media avevano già dimenticato l’accaduto: nel resoconto finale dei fatti dell’anno nessun giornale locale menzionò l’amaro epilogo della storia del linciaggio.

Cameron Erksine Thom

Ecco il Procuratore Thom in una foto dell’epoca. Fu la Sua compenetrazione con la causa del Sud, l’attaccamento all’immagine della città di LA oppure una strana incompetenza a motivare i suoi
” errori” formali e di procedura?

Ma nessuno degli indiziati protagonisti di questa storia ebbe vita lunga e una terribile epidemia di suicidi e strani incidenti si verificò dall’ottobre 1873 al dicembre di due anni dopo.
Il malavitoso Yo Hing, ad esempio, fu colpito a morte da uno strano individuo che sbucò fuori dal nulla con un’accetta in mano facendolo fuori nella pubblica via e davanti alle sue guardie del corpo che, sembra, non videro nulla. Vendetta di Yuen? Forse. Ma allora come spiegare la morte del poliziotto Celis, davvero singolare? Sembra che mentre era all’inseguimento di alcuni ladri di cavalli insieme al collega Gard un fucile cadde dal carro che stavano guidando, colpì il raggio della ruota e sparò un’unica pallottola che colpì al cuore il malcalpitato, fulminandolo all’istante. Almeno questo è quello che sostenne il suo amico, che divenuto detective della ferrovia morirà in un’esplosione accidentale due mesi dopo.
Incidenti del mestiere? E che dire allora del cronista HM Mitchell, ormai denominato Major Mitchell, il quale andando a caccia col Procuratore Dunn in quel di Pasadena fu scambiato per un cervo e da questi accoppato con DUE colpi?
L’elenco continua con Louis ” Fatty ” Mendell, che fu trovato impiccato con un nodo scorsoio fatto a destra mentre lui era mancino, Kewen che finì pestato a morte dagli zoccoli del suo cavallo…insomma, parafrasando una vecchia poesia ” Belli o brutti se ne andarono tutti “. Tutti quelli che non contavano ovviamente, testimoni scomodi di una verità che doveva essere celata sotto le rotaie della ferrovia. E fu così che la Southern Pacific Railroad, puntualmente, arrivò a Los Angeles nel 1876 spianando la strada al PROGRESSO.

Ecco un documentario pubblicitario della ferrovia del 1937. Ormai il Plaza e il suo massacro è un pallido ricordo e LA si avvia a diventare una città dai grandi traffici.

E se volete un filmato d’epoca davvero esclusivo vi invito a collegarvi a questo link della Libreria del Congresso dove avrete la possibilità di vedere e scaricare un original video di Thomas Edison del 1898 sulla Southern Pacific Railroad. Cliccate QUI

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