La verità sul massacro di Los Angeles: chi furono i veri mandanti?


the Los Angeles Massacre 1871

(continua)
Poi cominciò il massacro. Ciò che sorprende dell’intero evento, ancora una volta, è l’attenta organizzazione e la premeditazione. Quando al processo si parlò di forche e di linciaggio i verbali furono redatti in modo da far passare la cosa come ” un folle gesto a cui più o meno tutti gli abitanti della zona parteciparono, contribuendo ognuno a far si che la cosa avvenisse “. Si indugiò a lungo anche sulle ” corde prese dagli stessi edifici Cinesi o procurate da ” zelanti ” del luogo, non ultime delle donne fra cui la proprietaria di una pensione a un isolato dal vicolo.
Ma non fu così. Testimoni oculari, di cui non si seppe mai nulla se non dopo 140 anni dal massacro, affermarono davanti al Coroner che ” gli esaltati arrivarono armati e dotati di attrezzatura per il linciaggio e che, non appena in grado di penetrare nel vicolo, iniziarono a costruire le strutture di impiccagione proprio nella Tomlison Corral” , una zona a ridosso dell’omonimo edificio già utilizzata comunemente per i linciaggi pubblici e che solo l’anno prima era stato teatro di esecuzione del Francese Miguel Lachenais.
Ma non solo: alcuni si diressero direttamente verso la casa di John Goller, un ex consigliere comunale molto conosciuto per le sue battaglie contro gli abusi della Polizia locale sui Cinesi e i sud Americani, e che aveva tentato di frenare il massacro minacciando di denunciare l’accaduto alle Autorità Giudiziarie. I primi due Cinesi furono infatti impiccati proprio ad alcune travi della sua abitazione , davanti agli occhi dei figlioletti impauriti, la moglie e la vecchia madre . Sembra inoltre che,alle implorazioni di Goller di fermarsi perchè dentro la casa c’erano dei bambini, egli sia stato minacciato col fucile proprio dal valoroso poliziotto Kerren , all’epiteto ” Attento a te, figlio di una cagna! ”

famiglia immigrati Cinesi 1880

Gli abitanti di Chinatown nel 1871, anno del massacro, erano stimati intorno ai 3000. Tra questi le famiglie regolari erano pochissime, dato il veto legislativo di introdurre donne negli States. Questa foto quindi è una rarità . Concessa dalla biblioteca nazionale della California è datata 1880.

Le stesse vittime del linciaggio parlano chiaro: si trattò di 19 Cinesi, tutti più o meno coinvolti in diatribe con la Polizia o direttamente in competizione con i grossi commercianti della zona, i quali a loro volta nei propri affari si erano ” accordati ” più volte con la mafia Cinese locale. Ecco infatti l’elenco delle vittime la cui età va dai 17 ai 50 anni ( tratto dal Los Angeles Daily News del 25/10/1871)

Wong Tuck, un semplice civile che non a caso fu impiccato per primo prelevandolo ” direttamente “dalla sua casa.
Ah Cut , produttore di liquori, che fu accoltellato all’addome , amputati gli arti e lasciato a dissanguarsi davanti casa sua;
Ah Long, commerciante, linciato;
Ah Te, commerciante, linciato;
Ah Wha , commerciante di spezie, colpito all’addome e alle gambe, stessa sorte di Ah Cut;
Ah Won, linciato;
Chan Linn, emporista, linciato;
Fong Won, servitore di una casa da The, linciato;
Gene Tong, famoso dottore. Gli fu sparato in bocca, amputato un dito e infine impiccato;
Ho Hing…. linciato;
Leong Quai, linciato;
Lo Hi, commerciante, linciato;
Wau Foo…..linciato;
Wong Chin, linciato e giacchè fu l’ultimo prima dell’intervento dello sceriffo Burns che sedò la folla, gli furono messe in tasca tre pallottole a indicare che era armato.

Si tace invece su altre vittime, poi identificate:

Chang Wan, era malato e in quel momento accolto in casa del dottor Tong. Linciato.
Young Burrow, diciassettenne, linciato;
Day Kee, un comune civile, linciato:
Lo Hei, commerciante di frutta, linciato;
Win Chee, commerciante di oppio, linciato;
Yu Tuk, produttore di sigari, linciato;
Tong Wan, emporista,che fu sparato, accoltellato e infine impiccato.
Yo Hing, colpito alla testa dal consigliere Comunale George Fall con una tavola di legno, che morì due giorni dopo.

Vuoi conoscere meglio la vicenda di Miguel Lachenais e il sistema punitivo di Los Angeles nel 1800? Scarica questo interessante documento!
Miguel Lachenais lyncing and the criminal Justice in LA 19th Century

George Fall colpisce Yo Hing

Questa vignetta del 1871 ricorda l’emblematico assassinio di Yo Hing da parte dell’allora Consigliere Comunale di Los Angeles George Fall. Costui durante il massacro del 1871 colpì alla testa ben 4 volte con una tavola di legno il ricco Yo Hing, commerciante di seta e proprietario di una casa da gioco, che morì per le ferite subite 2 gg. dopo. All’inchiesta del coroner, nel marzo 1872, il tragico episodio che in origine si era tentato di occultare colpì come uno schiaffo l’opinione pubblica. Fall, infatti, fu uno degli organizzatori del massacro e agì su Hing perchè debitore di una grossa somma di denaro, persa nel locale di costui. Malgrado lo scandalo che ne seguì Fall non fu mai ne’ indiziato ne’ accusato dii alcun reato.

I motivi per cui non si parlò inizialmente di queste vittime balza chiaro agli occhi: alcuni perchè, a causa dei propri commerci, erano testimoni ” scomodi ” per alcuni notabili della zona e per la Polizia.
Altri perchè vittime di un orrore ingiustificabile che gettò un’ombra sulla ” onorabilità ” della città.
Emblematico è il caso del Dottor Gene Tong. Ci si chiese se si trattò di un errore, ma quando in seguito venne fuori l’ omicidio di Chang Wan , che fu prelevato di peso dal divano della stanza da pranzo del Dottore dove in quel momento giaceva febbricitante, chiarì ogni eventuale dubbio. Anche in questo caso si trattò, per l’uno e per l’altro, di omicidio a sangue freddo e, nel caso di Tong, premeditato.
Quest’ultimo era molto conosciuto in zona; gli Americani lo chiamavano ” Gene ” ma il suo vero nome era Chee Lee.
Coltissimo , di famiglia ricca, aveva studiato medicina in Inghilterra e infine era approdato in America, dove si era distinto per le sue capacità diagnostiche e di ricercatore. Aveva conoscenze tra i notabili della zona , tra cui Giudici, Notai e Avvocati e, non ultimo, proprio il Giurista William Gray di cui abbiamo già parlato.
Tong avrebbe potuto, come si dice, fare carriera nella capitale dove era stato più volte invitato a dirigere un ospedale, ma egli era un attivista impegnato contro i pregiudizi razziali e gli sembrò più opportuno, una volta racimolato un buon gruzzolo, ritirarsi a vivere in Chinatown e dedicarsi ai suoi connazionali. I maligni più volte hanno accennato a suoi ” traffici personali con le bande mafiose della zona “” dando ad intendere che il suo assassinio fu in realtà commissionato proprio da Yuen. Ma la stessa testimonianza della vedova che, nascosta, aveva visto tutto ,sconfessò l’ipotesi. Ella riferì che ” una folla di gente penetrò a forza nella villa , ma il marito sbarrò loro il passo offrendo 3000 dollari per avere salva la vita sua e quella della propria famiglia. Gli spararono in faccia senza farlo finire, poi gli tagliarono il dito della mano sinistra dove portava un costosissimo anello e infine lo impiccarono davanti all’edificio Coronel. Nel frattempo altri scalmanati afferrarono il povero Wan, che era venuto da Tong in preda alla febbre, e lo impiccarono dopo averlo tramortito col calcio di una pistola. NESSUNO saccheggiò la casa, che fu solo oggetto di barbarie superficiali. Ne è riprova il fatto che la vedova e il figlio , nascosti in un armadio della sala da pranzo , si salvarono e poterono testimoniare in seguito l’accaduto. Entrambi affermarono di avere visto il Maresciallo Baker tra la folla, unitamente ad alcune guardie.
Tong fu quindi levato di mezzo perchè testimone scomodo, probabilmente non corruttibile.

Scopri le date, gli avvenimenti e le vittorie dei Cinesi Americani QUI

massacro di Los Angeles, 1871

Ecco una rara immagine del massacro di Chinatown. Le vittime ufficiali dei linciaggi furono 19, ma l’intera zona fu saccheggiata e bruciata e molti furono i feriti. Le vittime accertate furono 19.

Ma i linciaggi e i saccheggi di Chinatown esprimono chiaramente la ferma volontà di colpire esclusivamente i Cinesi e confermano il fatto che il massacro fu organizzato e controllato fin nei minimi dettagli. Negro Alley ,infatti, era un ghetto molto vasto che ospitava vari gruppi etnici di minoranza, come Neri e sud Americani, già in passato oggetto di altri linciaggi pubblici non autorizzati.
Mi auguro che nessuno di voi abbia mai assistito ad un linciaggio: a dire la verità nemmeno io, ma grazie alle testimonianze di Ida B. Wells che ebbe il merito di esporre in dettaglio e presentare al mondo la barbarie di questa pratica nei suoi libri ” The South Orrors ” e ” The Red Record “, mi sono fatta un’idea precisa di ciò che avveniva in tali circostanze.

The South Orrors: Ida B. Wells

Scarica GRATIS il libro della Wells!
Clicca sulla foto.

L’America ha sempre soggiaciuto con benevolenza al linciaggio pubblico, che anzi negli Stati del Sud anche dopo la Guerra Civile era ” ufficiosamente autorizzato ” e comunque sempre ben tollerato. Il fatto che le minoranze etniche e in particolare i Cinesi non fossero difesi da apposite Leggi e che le uniche in circolazione non punivano il reato di linciaggio su di essi, in quanto PRIVI di dimensione giuridica, rendeva il fenomeno abbondantemente e allegramente praticato. Per gli Stati Uniti e in primis per la California i Cinesi non esistevano poichè non godevano di diritti civili.
Questo fu uno dei motivi per cui, scoppiato lo scandalo del massacro, NESSUNO degli accusati “di comodo ” fu condannato per omicidio volontario.
Ora, un linciaggio è qualcosa di efferato a cui partecipa in genere la feccia della popolazione; si tratta sempre di gentaglia animata da biechi interessi e da frustrazioni personali che sfoga il proprio senso di inferiorità sul capro espiatorio di turno. Il sadismo e il razzismo rivestono un grande ruolo in questa impresa, che mette a tacere qualsiasi senso di umanità e che crea ” giustificazioni ad hoc ” in base alle quali l’assassino si sente artefice di un disegno di Giustizia. In tali raid punitivi è difficile operare un controllo: la folla si dirige sul bersaglio e scatena la violenza dei sentimenti compressi, che possono portare a veri atti di bestialità. Le mutilazioni, le percosse, le ingiurie, le sottomissioni che precedono l’assassinio vero e proprio si accompagnano a fenomeni di saccheggio, stupro,distruzione e quant’altro, che si irradiano a macchia d’olio anche su bersagli non convenzionali e non previsti. In molti casi di linciaggio la violenza collettiva ha investito anche le prigioni, i Palazzi di Giustizia, le civili abitazioni e perfino le Forze dell’Ordine, rendendo necessario un massiccio intervento della Polizia Armata.
Nel caso del Massacro di Los Angeles le cose andarono molto diversamente da ciò che succede in un linciaggio di quella portata.

Anti Chinese riot Los Angeles 1871
Analizziamo i vari elementi.

Vuoi conoscere le origini del linciaggio? Leggi qui

Innanzitutto la zona: Negro Alley era una realtà estremamente eterogenea , in cui la multietnicità costituiva elemento predominante.
Soprattutto nella zona di La Plaza le case dei Cinesi si intersecavano con quelle dei Messicani e dei Giapponesi, ma moltissime erano anche le abitazioni e le attività Afro-Americane e non ultime quelle degli immigrati Europei il cui numero cresceva progressivamente.
Negro Alley era anche teatro frequentissimo di impiccagioni , autorizzate e non, le cui vittime erano nel 90% dei casi Messicani, Neri o Irlandesi. Le esecuzioni si svolgevano fin dal 1852 tra la Fort Moore Place ( una strada parallela alla St. Hill) oppure proprio davanti alla Thomlison & Griffith Coral, all’angolo della New High Street dove venne condotto principalmente il massacro dei Cinesi.
Negli ultimi tempi, e ne fu emblema proprio l’impiccagione pubblica di Michel Lachenais che era Francese, i linciaggi si stavano dirigendo anche sugli immigrati Europei di razza bianca, che vivevano in stretto contatto con i Cinesi ( James P. Johnson, Thomas King, Charles Wilkins,Eli Chase e Boston Daimwood, solo per citarne alcuni, erano Irlandesi).
Eppure, fatta eccezione per Day Kee che forse era Europeo,, il furore della folla quella sera si diresse ESCLUSIVAMENTE nei confronti dei Cinesi e delle loro abitazioni, disdegnando completamente tutto il resto, che non fu neanche oggetto di saccheggio, stupro o distruzione.
Il secondo elemento che sorprende è la superficialità degli atti vandalici e degli stessi saccheggi, che si limitarono ad alcuni edifici danarosi e a pochissimi empori, e dove l’ira della folla si concentrò sui numerosi linciaggi trascurando l’unica occasione di riempirsi le tasche, in un periodo di crisi come quello .
Il quartiere di Chinatown era povero, si, ma esplodeva di merci. A parte gli alimenti di prima necessità come l’olio , il riso , la carne e il pesce che a Los Angeles scarseggiavano dati i costi elevati, i negozi erano colmi di spezie, oppio e liquori che si rivendevano facilmente e costituivano da soli un piccolo tesoro. Eppure si riferì di ” empori bruciati dalla folla ” che non erano stati saccheggiati e le cui merci carbonizzate furono rinvenute dalla Polizia il giorno dopo. Molti giornali riportarono la notizia del massacro come conseguenza di un ” sentimento di malumore della città nei confronti dei Cinesi, complice la crisi economica ” e riferirono dei numerosi saccheggi che in parte sembrarono giustificarono il folle evento.
Il Daily Alta California del 26/10/1871 riferì che
” i rivoltosi hanno rubato tra i 6000 e 15000 dollari in oro, oltre a 7000 dollari in banconote e tutti gli oggetti di valore trasportabili “. Come a dire
” bruscolini “, visto che la sola Chinatown valeva più di un milione di dollari in merce e che la sola abitazione di Yuen, che poi denuncerà il furto, conteneva una somma di denaro superiore ai 30000 dollari.

Canton, China. ca. 1880 Salon of "Pleasure, or Flower Boat"-"magnificently fitted i marble- small room at back is where the Chinese smoke opium-for sm

opium den

Altre splendide foto e il viaggio dell’oppio nel mondo
nell’Opium Museum

Sembra quindi a dir poco ” anomalo ” che la rabbia della folla inferocita si sia diretta quasi totalmente sui Cinesi e sul loro linciaggio, disdegnando completamente le occasioni di riempirsi le tasche e di dar fondo alla smania di distruzione che normalmente accompagnano i raid punitivi di stampo razziale.
La spiegazione è molto semplice: quella notte non fu il desiderio di vendetta a dar vita al massacro , e non bastarono i Movimenti Americani contro gli Operai Cinesi che, nati a San Francisco, ormai dilagavano a Los Angeles ad agitare i cuori. Fu un’opera pianificata che partiva da molto più in alto, che affondava le sue radici nei soliti e banalissimi interessi economici ( anche se qui si parla di cifre da capogiro) e che per agire “si servì” dei bassi e vili sentimenti di odio personale, razzismo e sadismo della popolazione caprona,e del supporto delle Autorità Locali e Forze dell’Ordine, come succede in questi casi.
Un indizio interessante ce lo fornisce la storia della Southern Pacific Railroad, che nel 1876 passerà proprio attraverso la zona della Plaza, a pochi isolati da dove avvenne il massacro, e taglierà in due la vecchia Chinatown lungo Alameda Street. La ferrovia passò proprio sopra il fiume Los Angeles, che i Cinesi utilizzavano non solo per i traffici illegali ma anche e soprattutto per l’importazione legale di alimenti di prima necessità e delle spezie che arrivavano freschi freschi da oltreoceano. La zona era ricchissima di uliveti, frutteti e vigneti che erano di proprietà di alcune ricchissime famiglie Messicane le quali, già dal 1856, erano entrate in competizione con i traffici dei Cinesi. La stessa Union Station di Los Angeles occuperà, dopo averli pagati profumatamente, alcuni dei loro terreni che furono per molti anni ” base scenografica ” del passaggio della ferrovia.
La Compagnia utilizzerà poi proprio i Cinesi per costruire prima il Passo di Newhall, punto strategico di incontro tra la Golden State Freeway e la Antelope Valley Freeway, e infine il Tunnel di San Fernando dove 1500 operai Cinesi furono letteralmente costretti da contratto a fasi ammazzare dalle frequenti frane che devastavano la montagna.

estrada the Plaza vigneti e uliveti

Ecco the Plaza nel 1862, con i caratteristici vigneti e oliveti, appartenenti alle ricche famiglie Messicane. UN paesaggio che verrà conservato fino al 1929 e che caratterizzerà la Union Station di Los Angeles

Intorno al 1860 braccianti Agricoli Cinesi erano comunemente utilizzati dai ricchi viticoltori della zona come Mathew Keller, Jean Luis Vignes, Juan Ballesteros, e Máximo Alanis. E’ interessante notare che alcuni dei loro eredi furono indicati come ” presenti ” o “istigatori ” della folla durante il massacro del 1871. Si trattava comunque di personaggi rispettabili: tuttavia i loro pascoli e terreni risultavano invasi dai Cinesi che , chiamati per essere servi,
” avevano finito per essere padroni di quelle stesse terre “.
In realtà sembra che quelle terre i Cinesi le avessero affittate regolarmente o che comunque le pagassero con il loro lavoro; tuttavia, quando questi proprietari furono coinvolti nella costruzione della ferrovia pensarono bene di cacciarli senza offrire loro alcuna alternativa. Ciò scatenò una di quelle resistenze passive tipicamente orientali che minacciò l’affare con la Southern Pacific Railroad.
Nell’agosto del 1871 circa 200 Cinesi vivevano nei pascoli di Juan Apablasa, che sarebbero poi divenuti il sito principale della Union Station. Benchè per Legge privi del diritto di cittadinanza e di proprietà la comunità Cinese era molto compatta ed espertissima di cavilli legali, tanto che in città alcuni emporisti erano riusciti a vincere cause da un dollaro e mezzo per servizi di lavanderia non pagati! Era quindi prevedibile che i Cinesi non avrebbero abbandonato le terre di Apablasa tanto facilmente e ,soprattutto, senza un indennizzo adeguato. Nel progetto originario del 1869 La Plaza era già stata selezionata e prescelta come sito della futura stazione ferroviaria, il che avrebbe comportato la demolizione di quasi tutto il centro storico di Los Angeles e lo spostamento della zona urbana ,Chinatown compresa, verso Broadway. IN seguito all’inserimento forzoso nel progetto dei proprietari terrieri Messicani , gli architetti John e Donald Parkinson unitamente a quelli della ferrovia HL Gilman, JH Christie e RJ Wirth e al paesaggista Tommy Tomson, .pensarono di inserire nel contesto il ” paesaggio tipico della tradizione Spagnola ” e alterare un po’ il disegno originario. Mantenuti intatti i pascoli e i vigneti era necessario sacrificare Negro Alley che, d’altra parte, godeva fama di luogo turbolento intriso di vizio e degrado. Non c’è quindi da stupirsi che, a soli 5 anni dal massacro , in Alameda Street fu inaugurata la Union Station di Los Angeles e in puro stile Messicano..almeno fino al 1929, quando proprio i Messicani furono visti come un freno per lo sviluppo socio-culturale della città e divennero oggetto loro stessi di massacri e discriminazioni razziali, costringendo poi la Ferrovia ad un ” rinnovamento completo del design “. Ironia della sorte.

The Plaza casa di Benjamin Winters, 1869

Ecco un’altro dei paesaggi caratteristici della Southern Pacific Railroad, che sorse sui territori di alcune ricche famiglie Messicane. Qui la casa di Benjamin Wilson, meglio conosciuto come Don Benito. La sua casa fu poi venduta al convento delle Suore Paoline, che ne fecero il primo orfanotrofio di Los Angeles. Qui la casa nel 1869.

Che la Southern Pacific Railroad fosse implicata nel fattaccio del massacro non è una ipotesi moderna: già allora il Los Angeles Time, considerato l’avversario storico del progetto metropolitane sopraelevate, sostenne che la Union Station non era stata costruita ” nel rispetto di Chinatown “, come inneggiava la propaganda dell’epoca , bensì ” nel suo massimo disprezzo e con l’unico obiettivo di radere al suolo essa stessa e i suoi abitanti “.
Chiaramente il giornale fu messo presto a tacere: i proprietari della Compagnia, da sempre chiamati ” i magnifici quattro ” erano potentissimi e occupavano posizioni privilegiatissime nel territorio della California, e i loro tentacoli arrivavano fino al Governo degli Stati Uniti grazie anche al denaro delle prestigiose Banche di cui erano in possesso. I Big Four erano Charles Crocker, Leland Stanford, Mark Hopkins e Collis Huntington.
Il più innocuo dei 4 era Crocker, che aveva la funzione di supervisore del progetto e presidente della Charles Crocker & Co., una filiale della Central Pacific nata per l’unico scopo di iniziare i lavori della ferrovia. Costui, per un brevissimo periodo, fu anche l’azionista di controllo e infine il Presidente della Wells Fargo, che fu poi trascinata nello scandalo delle ferrovie. Non sembra andasse molto d’accordo con i cinici progetti dei suoi colleghi e si dice che inizialmente fosse stato irretito dall’ingegnere Theodore Dehone Judah, che era alle dipendenze dirette di Leland Stanford. Morì nel 1886 in seguito ad uno strano incidente in carrozza, che gli causò gravissimi danni cerebrali da cui non si riprese.
Stanford e il suo compare Huntington sono da sempre stati indicati come ” Baroni Ladri “, un termine moolto Americano affibbiato già nel 1870 a quella folta schiera di Commercianti ,Imprenditori e Uomini d’affari che si erano arricchiti spudoratamente utilizzando pratiche ” legalissime ” di sfruttamento. Costoro, grazie ai forti appoggi politici,riuscivano a creare monopoli sfruttando proprio il denaro pubblico, utilizzavano schiavi al fine di abbattere la concorrenza e manovrando nell’ombra per far crollare i prezzi e asservire così i vari Stati, ormai in ginocchio. Il termine fu utilizzato dalla rivista ” The Atlantic Monthly ” ed era indicativo del nuovo mondo che stava preparandosi e che è più o meno quello in cui viviamo OGGI. Le grandi Crisi nazionali e internazionali che ci affliggono affondano le radici proprio in queste pratiche, che nell’età moderna sembra abbiano trovato in Leland e Huntington i capostipiti di una nuova generazione di ” Magnati delle Industrie “, molti dei quali banchieri. Ecco una lista parziale:

John Jacob Astor (immobiliare, pelliccia) – New York
Andrew Carnegie (acciaio) – Pittsburgh e New York
William A. Clark (rame) – Butte, Montana
Jay Cooke (finance) – Philadelphia
Charles Crocker (ferrovie) – California
Daniel Drew (finance) – New York
James Buchanan Duke (tabacco) – Durham, Carolina del Nord
Marshall Field (retail) – Chicago
James Fisk (finance) – New York
Henry Morrison Flagler (ferrovie, olio) – New York e in Florida
Henry Clay Frick (acciaio) – Pittsburgh e New York
William Henry Gates (Tecnologia) – Seattle
John Warne Gates (filo spinato, olio) – Texas
Jay Gould (ferrovie) – New York
Edward Henry Harriman (ferrovie) – New York
Charles T. Hinde (ferrovie, trasporto d’acqua, trasporto, alberghi) – Illinois, Missouri, Kentucky, California
Mark Hopkins (ferrovie) – California

Indice Magic old America

Cerchi un argomento? Prova nell’INDICE!

Collis Huntington Potter (ferrovie) – California
Koch Famiglia (Olio e Industriali) – Kansas e New York
Andrew W. Mellon (finanza, olio) – Pittsburgh
JP Morgan (finanza, consolidamento industriale) – New York
John Cleveland Osgood (miniere di carbone, ferro) – Colorado
Henry B. Pianta (ferrovie) – Florida
John D. Rockefeller (petrolio) – Cleveland, New York
Charles M. Schwab (acciaio) – Pittsburgh e New York
Joseph Seligman (bancario) – New York
John D. Spreckels (trasporto di acqua, ferrovie, zucchero) – California
Leland Stanford (ferrovie) – California
Cornelius Vanderbilt (trasporto di acqua, ferrovie) – New York
Charles Tyson Yerkes (ferrovie di strada) – Chicago

ma l’elenco continua con Rupert Murdoch, Donald Trump, Vladimir Putin, e molti altri Capitalisti che conosciamo bene. (Qualcuno ci mette anche Silvio Berlusconi, ma sinceramente non credo che in quest’ultimo sia riconoscibile una tale grandezza, seppure nel male.)

robber barons

Un’immagine che parla da sola e che esemplifica il concetto di Robber Barons, Baroni Ladri. I fumetti esprimono alla grande il loro modo di pensare, nel pieno disprezzo della dignità altrui.

Vuoi conoscere meglio i Robber Barons? Leggi Qui

Leland fu anche Senatore della California per qualche anno e in seguito mirò anche al Senato degli Stati Uniti. Fu poi fatto fuori dal suo compare Huntington.
La storia di Hopkins è ancora più emblematica. Il meno ricco e il più anziano dei 4 era già socio in affari di Hungtinton dal 1859 ed era abilissimo ragioniere, capace di far quadrare qualsiasi conto; ll gioco del bilancio non aveva segreti per lui. Hopkins era, come molti suoi colleghi del resto, Repubblicano e Attivista e fautore della politica di Lincoln: costituiva la facciata onesta e perbene della Southern Pacific Railroad. Quando Yudah e Huntington gli prospettarono che il Congresso presto avrebbe approvato una legge per la costruzione delle ferrovie , sottoscritta dallo stesso Lincoln, e che questa avrebbe goduto delle sovvenzioni finanziarie governative, si lasciò convincere ad entrare nel progetto investendo 1500 dollari e assumendo la carica di tesoriere. Il suo ruolo fu fondamentale nei primi tempi, quando coprì molte.. anomali contabili della Società; in seguito si dissociò dai comportamenti illeciti dei suoi colleghi, bloccando gli affari della Compagnia. La frattura reale avvenne nel 1872, nello scandalo Credit Mobilier che investì il Presidente Grant. Resosi conto di avere partecipato ad un complotto ai danni dello Stato bruciò il libro dei registri per occultare le prove e permettere alla Compagnia di sopravvivere.
In seguito si allontanò dalla Southern Pacific Railroad ma morì improvvisamente nel 1878 su un treno, e in circostanze strane. Voci sussurrano che recava con se’ documenti compromettenti che non furono mai trovati.

A suffragare la tesi che il massacro fosse voluto e organizzato arrivò poi il processo agli assassini, che si svolse l’anno dopo e che raggiunse vette di discriminazione e di disprezzo dei diritti umani davvero intollerabili…
(continua)

Un brano che ben si accorda all’argomento dei Robber Barons. Fa parte dell’album di Inedite LUCI e OMBRE firmato da me che puoi trovare in ascolto gratuito
sul mio sito. Vuoi acquistare la canzone e dare una mano al mio lavoro di autoproduzione?
BASTA UN DOLLARO!

Un po’ di storia sulla Southern Pacific Railroad.

E ora godiamoci un bel filmato sulla storia e l’operato dei Robber Barons dell’Era Industriale. Azionate i sottotitoli!

Annunci

2 thoughts on “La verità sul massacro di Los Angeles: chi furono i veri mandanti?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...