Dalla schiavitù alle prigioni: le contraddizioni della Guerra di Secessione.


href=”http://www.patriziabarrera.wordpress.com/”>Guerra di Secessione

(continua)
Le premesse della guerra civile Americana, che avrebbe determinato la decisa spaccatura tra nord e sud e il conseguente peggioramento delle condizioni di vita degli Afro-Americani, sono percepibili nei primi movimenti abolizionistici a Boston. A differenza di altri movimenti di opinione pubblica, spesso poco organizzati e male articolati, Boston fu notevolmente attiva nell’inculcare il seme della liberazione ed emancipazione degli schiavi.

Nel 1831 “The LIBERATOR” , la prima testata giornalistica settimanale diretta fino al 1866 da William Lloyd Garrison , criticava aspramente l’eccessiva mole di lavoro a cui erano sottoposti gli schiavi, le frequenti separazioni dei gruppi famigliari i cui componenti spesso venivano
” acquisiti ” da piantagioni diverse e il voluto confinamento della black people in una arretratezza culturale che li relegava allo stato di ” animali parlanti “.

The Liberator  1863

Ecco la testata originale di THE LIBERATOR.
Incisivo e tagliente operò una vera rivoluzione intellettuale nei confronti del problema della schiavitù. Andò avanti dal 1831 fino al 1866.

Dal canto loro i sostenitori dello schiavismo, supportati dalle Chiese Cattolica e Protestante, ribadivano il concetto di ” salvezza ” dell’Africano che, allontanato dal paganesimo e dalla vita primitiva della propria terra, aveva nelle piantagioni la possibilità di
” evolversi ” civilmente e spiritualmente.
Il problema della liberazione degli schiavi divenne estremamente complicato; già nel 1821 per volere dell’American Colonization Society erano state acquistate grosse zone a nord della Sierra Leone per reinserirvi gli schiavi liberati, in genere provenienti dal Vermont, Missouri e Pennsylvania, i primi Stati ad abolire la schiavitù. Di contro nel 1833 nacque l’American Antislavery Society che definiva l’iniziativa ” una vera e propria deportazione di massa ” e affermava il diritto sacrosanto degli Afro-Americani di integrazione su suolo Americano, riconoscendone la nazionalità.
L’America stava cambiando: molti affermano che il colpo decisivo sull’opinione pubblica e la volontà delle masse di aderire al progetto di una tormentata guerra civile fu la pubblicazione della ” Capanna dello Zio Tom “.

La capanna dello Zio Tom, 1852

Ecco la copertina originale della Capanna dello Zio Tom. Il libro di
Harriet Beecher Stowe
ebbe il merito di portare in modo semplice e quasi melodrammatico al grande pubblico l’immagine dello schiavo umano, generoso e profondamente religioso e di scoprire realtà poco conosciute, come le punizioni corporali e la morte all’interno delle piantagioni.

In realtà il romanzo di Harriet Beecher Stowe ( una sdolcinata storia di uno schiavo che, pur di non commettere atrocità sui suoi confratelli di piantagione ,si lascia ammazzare dal padrone bianco) ebbe solo la fortuna di essere pubblicato all’indomani dell’approvazione della ” Fugitive Slave Law “, in base alla quale tutti gli schiavi fuggiaschi dovevano essere riconsegnati al proprio padrone , che aveva anche il diritto di metterli a morte.
Ciò che cambiò veramente le teste e l’orientamento politico fu la prima testata giornalistica ” The North Star ” e poi, nel 1845 il libro ” Narrative of the Life of Frederick Douglass, an American Slave”, entrambi di FREDERICK DOUGLASS.
Costui è forse la personalità più eminente del periodo, i cui scritti riassumono i fondamenti del pensiero abolizionista. Si trattava di un ex schiavo Afro-Americano fuggito, che non solo aveva imparato
” clandestinamente” a leggere e a scrivere ( attività proibite agli schiavi) ma che nel tempo era divenuto profondamente erudito e fiero sostenitore dell’eguaglianza dei diritti umani. Fu anche il primissimo Afro-Americano a essere candidato alla Vice-Presidenza degli Stati Uniti nel 1872, nonchè pioniere di un giornale gestito e diretto da persone di colore che esprimeva senza mezzi termini
” l’atteggiamento criminale del razzista”.

Frederick Douglass.

Una bella immagine di Frederick Douglass, il primo Afro-Americano a gestire una testata giornalistica contro lo schiavismo e ad essere candidato alla Vice- Presidenza degli Stati Uniti. Di padre incerto si diceva malignamente che fosse per metà bianco e che per questo fosse riuscito ad elevarsi culturalmente.

La sua autobiografia fece scalpore e schiarì le menti di quelli che ancora credevano non fosse possibile che un ” negro ” potesse, esattamente come un bianco, elevarsi culturalmente e socialmente. L’immagine dell’Afro-Americano ” indolente, straccione e primitivo” era infatti molto diffusa , sia al nord quanto al sud, grazie anche all’interpretazione del famoso personaggio JIM CROW da parte dell’attore bianco Thomas D. Rice. Si dice che sul palco la sua imitazione fosse esilarante: egli aveva appreso le sonorità Afro nei sobborghi del Maryland e impersonava lo stereotipo dello schiavo che tutti conoscevano. Con il volto annerito dal carbone e l’andatura strascicante dei neri delle piantagioni inaugurò il filone dei ” Minstrels Show “, spettacoli teatrali in cui il ” nero ” veniva presentato come una offensiva caricatura di se stesso. In scena faceva da spalla al suo ” Dandy “, il padrone bianco, di cui copiava maldestramente gli atteggiamenti a mo’ di scimmia, indugiando poi sulla volgarità dialettale delle proprie origini Afro e terminando con canti e danze ricchi di doppi sensi . Oltre a Jim Crow i personaggi offerti erano sempre gli stessi: la mulatta un po’ puttana, la Mammy tipica del film ” Via col Vento ” , il vecchio Zio rimbambito e puzzone e il soldato nero imbroglione ed ottuso. Armati di Banjo questi stereotipi viaggiarono in lungo e in largo per tutta l’America sconfinando anche in Europa, importandovi un’immagine irreale che aveva una doppia valenza: essere utile ad un progetto politico su base schiavista e razzista e stemperare nel pubblico la sotterranea paura del nero, la cui superiorità numerica iniziava ad essere preoccupante.

The Minstrels Show

Ecco i tre stereotipi classici dei Minstrels Show. Jim Crow, lo schiavo ladro e bugiardo; Mr. Tambo, un musicista di strada che allietava il pubblico con l’unica cosa che si dicesse saper fare un negro e cioè cantare e ballare. Infine Zip Coon, il negro ricco e cafone che imita grottescamente il padrone ricco senza possederne le capacità.

La guerra civile del 1865 generò una situazione di non ritorno con preoccupanti contraddizioni. Malgrado il Presidente Lincoln fosse dichiaratamente e realmente un deciso sostenitore della tesi Unitaria e Antischiavista tuttavia vietò ai neri, che accorsero numerosi, di combattere per la loro liberazione all’interno dell’Esercito Americano. L’arruolamento delle truppe di colore avvenne solo in seguito, sulla scia degli scontri tra il Dipartimento della Guerra e i Movimenti Abolizionistici , quando fu necessario avere un numero maggiore di soldati . Ma ciò che generò il più profondo sconcerto fu, nel 1863,l’accettazione da parte di Lincoln del ” Sistema Salariale ” per gli schiavi liberati, in aperto contrasto con il Partito Repubblicano.
Si trattava di una riforma a tempo determinato che imponeva agli schiavi liberati o a quelli che chiedevano asilo l’OBBLIGO di rimanere a lavorare lì dove si trovavano con un contratto di un anno e la paga di 10 dollari, stabilendo nel contempo un accordo con gli ex padroni per fornire cibo, vestiti e medicine. Per Lincoln si trattava di un passo non facile verso la completa emancipazione dello schiavo; per gli Abolizionisti fu un ritorno alla servitù della gleba, affermando che Lincoln aveva ” liberato lo schiavo e venduto il negro ” fallendo clamorosamente nella sua manovra di liberazione.

Abraham Lincoln

Una bella immagine del Presidente Abraham Lincoln ala fine del 1858.
Lincoln venne ucciso il 14 aprile 1865 ,subito dopo la fine della Guerra Civile, da un attore di nome John Wilkes Booth. Costui era simpatizzante per la causa dei Sudisti essendo Virginiano lui stesso. Sparò alla testa del Presidente mentre quest’ultimo stava assistendo ad una rappresentazione teatrale. Fuggito fu poi freddato a bruciapelo dalle Guardie del Presidente. Egli tuttavia era solo una pedian: la morte di Lincoln era stata molto probabilmente orchestrata dal Vice Presidente Johnson e dal Ministro della Guerra Stanton.

In definitiva la riforma aprì la strada ai soprusi legalizzati sui neri all’indomani della fine della Guerra di Secessione e l’uccisione di Lincoln: i contratti a tempo determinato, poi tacitamente rinnovati di anno in anno, vennero rivendicati dagli Stessi Stati dell’Unione che, ormai con Johnson come Presidente, stabilirono per i neri liberati una nuova schiavitù, quella del Lavoro.
L’ideologia di base che aveva spinto Lincoln a varare la riforma era la possibilità, una volta terminato il conflitto, di liberare gli schiavi concedendo loro ” quaranta acri di terra e un mulo “, unitamente a tutta una serie di Leggi che avrebbero garantito al nero la completa emancipazione con l’affermazione di una personalità giuridica e paritaria. Purtroppo Johnson ( da sempre accusato di aver concertato l’assassinio di Lincoln insieme a grossi esponenti del partito democratico) non era dello stesso parere. Il tredicesimo emendamento era stato ormai varato e la schiavitù abolita per sempre in America. Tuttavia, dopo un breve intervallo in cui sembrò che il concetto di eguaglianza fosse concretamente applicato con la partecipazione di Afro-Americani alle elezioni politiche del sud
( sedici neri furono eletti al Congresso e 13 erano ex schiavi) ogni speranza crollò quando venne rispolverata la ” Legge del vagabondaggio ” di chiaro stampo feudale e la Promulgazione definitiva dei cosiddetti
” Codici Neri “.

Andrew Johnson President

Johnson fu eletto Presidente degli Stati Uniti dopo la morte di Lincoln. Rimase in carica, tra molti conflitti, fino al 1868.

La spiegazione ” politica ” di questo nuovo disegno legislativo fu, da parte di Johnson, la grave situazione Americana e le estreme disparità economiche tra nord e sud, che ne avrebbero frenato l’evoluzione socio-culturale. Questa dichiarazione fu indubbiamente un’ottima mossa politica che tacitò gli oppositori e racimolò non pochi sostenitori. In effetti la Guerra Civile aveva creato enormi disastri: il nord aveva continuato a crescere e ad arricchirsi, sviluppato industrie, creato ferrovie e dato lavoro a migliaia di persone sia bianche che nere, grazie anche alle ricchezze prelevate al sud. Tuttavia era in pieno sovraffollamento e letteralmente congestionato dall’invasione di gente che, dagli Stati del Sud quanto dall’Europa, accorreva numerosa alla ricerca di una sistemazione definitiva. Nel contempo gli Stati del Sud erano diventati poverissimi. Gli ex proprietari terrieri, vessati dall’imposizione di tasse ingenti da parte degli Stati del Nord e privati del lavoro degli schiavi furono costretti a svendere i propri beni a mercenari e approfittatori che,quindi, ” acquisirono ” anche i contratti stipulati con i neri nell’ambito della Riforma del Sistema Salariale. Con l’appoggio del presidente Johnson tali contratti non solo non furono annullati, in quanto a tempo determinato, ma addirittura ” integrati ” in nuove riforme che prevedevano per il lavoratore nero la possibilità , se egli lo voleva, di allontanarsi dalla piantagione ma solo dopo ” il riscatto ” dell’affitto delle terre maturato negli anni e mai saldato.
In pratica l’ex schiavo si trovò a dover pagare con il proprio lavoro la permanenza nella piantagione, in condizione di salariato ( con stipendi ridicoli) e quindi soggetto alla Legge Americana, e immediatamente debitore di somme che non avrebbe mai potuto pagare. Si stabilì quindi una nuova schiavitù , ben più profonda della prima, che nella promulgazione dei Codici Neri avrebbe trovato assetto definitivo.
(continua)

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Un tipico Minstrels Show degli anni ’50. Malgrado siano ritenuti universalmente razzisti e volgari questo tipo di spettacoli sono ancora in giro in America.


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