Dalla schiavitù alle Prigioni. Le origini.


afroschiavi

La schiavitù ha sempre seguito l’uomo. Dalla notte dei tempi le guerre per il predominio si sono concluse con feroci eccidi e l’accaparramento di beni, tra cui anche quello di schiavi. Tuttavia in America questo fenomeno assunse dimensioni impensabili in altre realtà e divenne un caso unico nella storia. Dal momento in cui Colombo mise piede nel nuovo continente la terra si è colorata del sangue degli Indios nell’America del Sud, di quella degli Indiani negli Stati del Nord e infine è divenuta gigantesca prigione per milioni di Africani deportati dai loro paesi al solo scopo di utilizzarli come manodopera per costruire una nuova civiltà. Tutto ciò in meno di tre secoli.

Eventi che hanno caratterizzato l’intera storia Americana e che ancora oggi costituiscono pilastri nascosti su cui si fonda un’intera Nazione, oppressa da sentimenti virali di razzismo, discriminazione e violenza. La storia delle prigioni , di come siano nate e di come a dispetto dei secoli non si siano evolute , permanendo nel 2014 un vano tentativo di correzione e integrazione dell’individuo mescolato a sentimenti di sopruso e prevaricazione, è abbastanza indicativa. Non è obiettivo di questo blog fare una trattazione sull’argomento: tuttavia l’importanza della carcerazione coatta nella storia della old America è innegabile.
Le sue sofferenze furono messe in musica ed esse sono qui, palpabili e presenti nel nostro tempo come monito di un passato che cerca di insegnarci qualcosa. Ne abbiamo già parlato nel capitolo delle Work Songs e abbiamo sfiorato l’argomento anche descrivendo l’ingiusto e crudele mondo dei Cowboys.
Oggi inizieremo un viaggio che ce le illustrerà nel loro amaro splendore; una avvilente e tumultuosa fucina di dolore e violenza che l’uomo oppresso riuscì in parte a trasformare in una palestra di speranza, trasferendo nella musica la propria testimonianza di oppressione.

trattaschiavi

Ma la schiavitù è davvero finita? Assolutamente NO!


Leggi qui

Le canzoni delle prigioni , poi fortunatamente registrate e offerte al pubblico da pionieri come i Lomax ,offrirono al mondo intero l’occasione di conoscere ciò che si celava dietro la patina perbenista e moralista di una Nazione che aveva lottato per l’abrogazione della schiavitù e che, con la carcerazione arbitraria, aveva miseramente fallito il suo scopo divenendo corresponsabile di una tirannia nelle mani dei vari poteri centrali.
Probabilmente un’occasione sprecata, visto che la questione delle carceri in America rappresenta una costante piaga per le sue dimensioni e per le inique condizioni di vita dei prigionieri, spesso di colore o appartenenti a classi sociali disagiate .
Il motivo di questo anacronistico ripiegamento etico dell’America, una Nazione ” portante ” a livello mondiale e sicuramente appoggiata da un innegabile sviluppo tecnologico , sta tutto nella ” ideologia ” che accompagnò la nascita del sistema carcerario. A differenza di altri popoli, più o meno civili, per cui la prigione equivaleva ad un tentativo di allontanare , correggere o punire l’individuo sulla base di principi religiosi o socio-culturali, in America le prigioni nacquero per esigenze di manodopera e sulla base di un’estrema convinzione schiavista. Ciò ne fece un simbolo di utilitarismo e di potere che difficilmente può essere sconfitto, neanche mediante il sentimento Democratico, poichè è ciò che ha permesso ad un’intera nazione di prosperare e di esistere. Le possibilità di evoluzione di questo sistema sono concentrate nella crescita dell’individuo, singolarmente, non nello Stato. E , considerando i tempi in cui viviamo , la nascita di una maggiore consapevolezza non mi sembra oggi possibile.

Slave in old America

Il sistema correttivo nell’America 1750 era un duplicato di quello Inglese. Chiaramente era applicato particolarmente sugli schiavi, che venivano puniti in maniera crudele. Nel disegno potete riconoscere , oltre al vasto corredo di catene e bracciali, la scure per amputazione e la morsa per i pollici : la prima amputava mani o piedi agli schiavi fuggiaschi, la seconda spaccava i pollici delle femmine riottose.

In America la storia delle prigioni e del conseguente sistema carcerario è vecchissima e va a braccetto con le prime deportazioni degli Africani alla fine del 1600. Considerati poco più che merce gli schiavi venivano immediatamente indirizzati alle piantagioni del Sud per la coltivazione del cotone e ressero l’economia Nazionale per circa due secoli, permettendo al Nuovo Continente di apparire come un punto di riferimento per le grandi potenze Europee.
Tuttavia il concetto di schiavitù non era nuovo per l’Europa: già dal medioevo esistevano delle leggi che imponevano ai debitori di grosse somme nei confronti del Re o di privati un periodo di schiavitù , che spesso coinvolgeva anche i loro familiari e che durava fino all’estinzione del debito. Con la scoperta del Nuovo Mondo accadeva sempre più spesso che commercianti , nobili o ricchi possidenti trasferissero in loco parte delle loro sostanze al fine di appropriarsi di terre , e vi trascinassero quindi anche i propri schiavi. Non di rado nelle colonie arrivavano anche disperati di ogni razza che accettavano di privarsi per alcuni anni della propria libertà, sulla scia di favori che l’Inghilterra offriva loro al termine della schiavitù, in genere 50 acri di terra e una somma di denaro per aprire una fattoria. Esisteva anche un commercio interno degli schiavi, ampiamente controllato e regolamentato che ” permetteva agli ex schiavi ( cioè coloro che avessero saldato il proprio debito con il lavoro o avessero terminato il periodo di schiavitù) di acquistare a loro volta schiavi, purchè ” della propria razza “. Capitò così che molti degli Africani liberi e padroni di terre comprassero connazionali per un istinto naturale di affinità e anche per garantire loro condizioni di vita migliori.

Schiavi a Roma

Partita su modello Romano, la schiavitù in America ben presto si colorò di tinte fosche. Anche i Romani, infatti, creatori di un codice sulla schiavitù ben organizzato, prevedevano l’utilizzo di schiavi per reggere l’economia dell’Impero. Tuttavia lo schiavo manteneva una personalità giuridica e, terminato il periodo di lavoro forzato, poteva pagarsi la sua libertà. Ne furono esempio i Liberti, che erano cittadini Romani a tutti gli effetti e potevano possedere e amministrare beni, comprare schiavi e spesso fare prestiti al Senato.

Intorno al 1638 la maggior parte di questi Africani schiavi o ex schiavi ( circa 300 su 30.000 abitanti ) viveva in Virginia, dove si trovavano enormi piantagioni di cotone e di tabacco.
Benchè si riconoscesse loro una personalità giuridica essi tuttavia non godevano dei privilegi del ” diritto comune”, garantiti invece per tutti i sudditi Inglesi che abitavano in America. Si affermò che ” gli Africani ( come anche Indios e Nativi) in quanto pagani non erano da considerarsi Inglesi”. Ciò li espose gradatamente ad una serie di illeciti e soprusi che culminarono nella legalizzazione della schiavitù a vita.
Il primo atto di questa tragedia , particolarmente fomentato dalle Chiese Cattolica e Protestante , risale al 1641. La prima colonia ad adottarlo fu il Massachussetts e la giustificazione che copriva il sopruso fu quella di
” strappare i selvaggi alla loro vita pagana e peccaminosa, per aiutarli ad acquisire una dimensione civile e spirituale”. In seguito, nel 1662, la Virginia approvò una legge che, contravvenendo alla pratica del diritto romano ” parto sequitur ventre ” ( per cui il neonato seguiva lo status del padre e non della madre) affermava che ” ogni bambino nato da madre schiava era schiavo.
A causa di numerose contestazioni da parte dell’Inghilterra la stessa legge subì in seguito qualche variazione , mantenendo tuttavia i numerosi vantaggi per i proprietari. Si stabilì quindi che
” detti figli di madre schiava avrebbero dovuto servire per 30 anni senza contratto,a meno che la madre non avesse pagato una multa di 15 sterline a libbra per ognuno di loro”, una somma esagerata per uno schiavo senza stipendio! Rincarando la dose la stessa legge ” condannava la donna al pagamento della somma entro 1 mese dalla nascita del bambino.” Scaduto il termine venivano aggiunti 5 anni al periodo di schiavitù della madre. Ne va da se’ che le donne non riuscirono mai a liberarsi, date le continue violenze sessuali a cui erano sottoposte e l’impegno messo dai loro padroni a ingravidarle, visti i benefici offerti dalla legge.

Schiava nera, 1850

Rapite dalle loro terre, stuprate dai marinai e preda delle voglie dei nuovi padroni, la condizione delle schiave nere era di gran lunga peggiore di quella degli uomini.

L’importazione autorizzata degli schiavi fu l’inevitabile passo successivo; come prevedibile la Virginia emanò nel 1667 il Primo Codice degli schiavi, secondo cui non solo l’importazione era legale ma addirittura favorita come ” strategia di conversione alla vera religione e di affrancamento dalla tribalità “. Schiavo era quindi qualsiasi individuo pagano catturato legalmente (?) nella propria terra di origine che , privato di tutti i diritti se non quelli strettamente umanitari (!!!) , era ” proprietà dello Stato ” che quindi era libero di venderlo ad altri a cui passava automaticamente il diritto di proprietà.
Le leggi di riferimento furono quelle sulla schiavitù Inglesi: non stupitevi! L’Europa raccattava normalmente schiavi in giro per il mondo, così come avevano fatto allegramente Turchi e Arabi per tutto il medioevo: la schiavitù era considerata una comunissima pratica commerciale ed è nata praticamente con l’uomo, Ciò che distinse la storia Americana non fu la sola schiavitù ma la deportazione su larga scala di individui ,unitamente alla privazione di quei diritti civili che, tranne nelle civiltà primitive, venivano conservati. In ogni tempo la Legge aveva concesso allo schiavo, seppur relativamente, la possibilità di difendersi o di essere difeso; in America lo schiavo invece ” perde ” progressivamente qualsiasi dimensione giuridica fino ad arretrare allo stato di ” cosa “. Anacronisticamente il concetto di schiavitù che nell’Europa Medievale era stato abolito dalla Chiesa grazie alla
” politica della somministrazione dei Sacramenti ” miracolosamente rinasce in America e proprio col supporto religioso.. La motivazione teologica fu il richiamo alla Bibbia e la maledizione lanciata da Noè a suo figlio Cam quando costui lo derise vedendolo ubriaco. Si affermò che gli Africani ” erano nati schiavi per volere di Dio” e che quindi fosse giusto e legittimo che divenissero proprietà del padrone bianco il quale ” indirizzandoli alla disciplina e alla vera fede garantisse loro la salvezza dell’anima “. Un concetto già largamente espresso nei confronti degli Indios per i quali però le cose andarono peggio: la Chiesa dubitò seriamente del fatto che avessero un’anima anche perchè discendenti degli Aztechi e dei Maya, popolazioni dedite al cannibalismo e ai sacrifici umani. La conversione forzata al Cristianesimo fu per loro ” pratica pietosa ” e comunque gli Indios vennero decimati così presto che il problema venne accantonato.

Indios slaves in America

Prima ancora che degli Africani i conquistadores e poi le colonie si servirono degli Indios come schiavi e, in minima parte, dei Pellrossa. Tuttavia queste popolazioni, inadatte al lavoro dei campi e difficilmente gestibili, si rivelarono un vero fallimento. Si pensò quindi di utilizzare gli Africani, che erano robusti e capaci di sopportare dure fatiche. Gli Indios non sopravvissero alle malattie degli Europei: le poche tribù ancora presenti sul territorio furono quindi deliberatamente massacrate.

Rimase però quello degli Africani; in Europa la Chiesa lo aveva risolto permettendo la schiavizzazione degli Infedeli Musulmani, il cui mercato ingrassava le casse di tutti gli Stati Cattolici. Permaneva il dilemma su cosa fare degli Africani che sembravano abbracciare docilmente la Vera Fede: come giustificarne lo stato di schiavitù?
Semplice: si passò la palla al fronte spirituale della questione. In definitiva gli Africani venivano importati dalla cosiddetta Costa degli schiavi dove la schiavitù era legale e praticata normalmente anche dalle varie tribù, i cui capi vendevano direttamente o autorizzavano gli Europei a ” cacciare ” nel proprio territorio previo pagamento di denaro. Esistevano nemici fatti prigionieri , schiavi per nascita e schiavi volontari. Un commercio fiorente di cui la Chiesa, pur condannandolo, non poteva che prenderne atto. La deportazione in America quanto in Europa divenne quindi un ” pretesto ” per far tacere le coscienze e garantire alle ” pecorelle nere ” il Paradiso.
Non tutti gli Stati furono fautori dello schiavismo; nel 1775 nacque in Pennsylvania il primo movimento abolizionista , con a capo Benjamin Franklin, ma si trattò di casi sporadici. All’indomani della Conquista dell’Indipendenza l’America definì anche un territorio franco, quello del nord-ovest.. tuttavia nel contempo la Costituzione degli Stati Uniti valutò il ” valore giuridico ” di un negro come i 3/5 di un bianco nel determinare il numero dei rappresentanti alla Camera!
Le cose andranno peggio dopo; nel 1793 viene approvato dagli Stati Uniti il ” Fugitive Slaves Act ” in base al quale truppe armate potevano riacciuffare gli schiavi fuggiti per riconsegnarli ai loro leggittimi proprietari. La maggior parte proveniva dal sud e tornò nei campi di cotone. D’altra parte la richiesta di manodopera si era intensificata e la ricchezza vera proveniva proprio dal lavoro degli schiavi. Era quindi necessario, per il bene del popolo Americano,che la schiavitù continuasse.
(continua)

Ciao! Io ti regalo gli articoli di questo blog ogni settimana. Non essere ingrato, sostieni la mia produzione musicale: basta un DOLLARO!


Molto interessante questo special di Superquark sulla tratta degli schiavi. Ascoltatelo con attenzione.


In lingua Inglese ma molto avvincente. Attivate i sottotitoli!


Bel filmato. In lingua Inglese ma molto semplice da seguire.

Non perdete la prossima puntata. A presto!

Blog Directory & Search engine

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...