Frosty the Snowman, una favola senza tempo.


Frosty the snowman

E concludiamo la nostra parentesi Natalizia con una delle canzoncine forse più amate dai bambini Americani, una gustosa storiella nata a sua volta da una di quelle tante leggende sull’inverno che le nonne raccontavano ai nipotini seduti davanti al camino.
Sto parlando chiaramente di ” Frosty the snowman ” ancora una volta un brano NON Natalizio divenuto poi un’icona del Santo Periodo.

Senza alcun intento dissacratorio sottolineo che, come per altri brani del passato, anche questa fu una ” invenzione a tavolino”. Ho già espresso abbondantemente quanto, nell’America degli anni ’40/50, discografia Natalizia e commercio andavano a braccetto, molto più che adesso. I buoni sentimenti esposti nelle canzoni si scontravano con gli interessi molto più aridi delle grandi catene di negozi di giocattoli, libri e prodotti per l’infanzia che erano soliti ” abbinare ” al successo dei personaggi Natalizi o degli Eventi ad essi collegati
( canzoni, films,musical) la produzione su larga scala di gadget come giocattoli e pupazzi ( ma spesso sconfinando anche in altri settori), talmente promozionati da radio e tv che nessun bambino Americano intendeva farne a meno. La gustosa scena di tranquille massaie che fanno a capelli per l’acquisto dell’ultimo bambolotto o le file chilometriche di genitori che già dall’alba attendevano di entrare nei mostruosi ” paesi dei balocchi” erano, putroppo, una cupa realtà.
Nel 1949 il successo della canzone ” Rudolph, la renna dal naso rosso ” aveva permesso la vendita di 2 milioni di copie del disco e la creazione di un personaggio amatissimo dai bambini che era già entrato di diritto in numerosi cartoons e libri per l’infanzia. Un boom eccellente che tuttavia rimaneva ” confinato ” nei limiti del Natale. Come dice il detto, ” passato il Santo Passata la festa”. Era quindi necessario inventare qualcosa che permanesse nell’immaginario collettivo o, almeno, che potesse ritornare di moda ogni anno.

Rudolph the red noise reindeer

Molti hanno ascoltato la canzone di Rudolph la renna ma..quanti di voi hanno mai visto il prototipo del famoso pupazzo? Eccolo qui con il suo papà ,Robert may, il 19 dicembre 1949 quando il pupazzo venne utilizzato dalla Columbia come nuova icona del natale. Pensate che May ci aveva messo ben 10 anni prima che qualcuno si accorgesse delle potenzialità della deliziosa renna!

Vi ho già parlato di un’altra questione simile con la storia di
” I saw mommy kissing Santa Claus “. Tuttavia la vicenda di Frosty the snowman si allargò al cinema e ciò, tra alti e bassi, le permise di occupare uno spazio maggiormente ampio nella tradizione Natalizia Americana.
Riguardo la paternità della sua creazione come personaggio esistono pareri contrastanti: alcuni affermano che la sua prima apparizione fu nel LITTLE GOLDEN BOOKS con l’adattamento di Annie Nord Bedford e le illustrazioni di Corinne Malvern e che ciò ispirò la famosa canzone. I più riconoscono in Steve Nelson e Jack Rollins i veri creatori della tenerissima icona. Comunque sia , libro e canzone uscirono in contemporanea nel 1950 anche se la leggenda metropolitana che accompagna i due AA del brano parla di una gestazione molto lunga, con la scintilla improvvisa durante la forte nevicata del 1949!

Frosty the Snowman

Ecco la prima apparizione del pupazzo nel Little Golden Books del 1950. Il libro uscì in ottobre, il disco a dicembre. Di chi sarà la paternità di Frosty?

La trama della favola che accompagna la canzone è deliziosa e profondamente simbolica: parla di un pupazzo di neve che se ne sta solo soletto in cima ad una collina con il suo naso fatto con un bottone, gli occhi realizzati con due pezzi di carbone ed una vecchia pipa di legno. Un giorno un bambino, solo come lui, esprime il desiderio di avere un amico ; come in un infantile rituale pone sul capo del pupazzo il suo berretto di lana ed ecco, per magia, che l’omino di neve si anima e prende vita. Felici i due iniziano a giocare e le giornate di solitudine cedono il passo ad un’amicizia allegra e sincera, piena di canti e danze sulla neve. Poi un giorno il bimbo manca all’appuntamento, e così anche il giorno dopo. Preoccupato il pupazzo di neve decide allora di andare a cercarlo giù in città: si munisce di un bastone e si avvia per la vallata, dove un timido sole primaverile si affaccia all’orizzonte. Finalmente Frosty trova il suo amichetto, che era a casa malato, e con lui tanti tanti bambini con cui inizia bellissimi giochi. Tuttavia la temperatura si innalza, la neve si scioglie e l’omino comprende che è tempo di fare ritorno alla sua collina lontana . Promette però ai nuovi amici di ritrovarsi l’anno dopo e così, tra lacrime e addii colmi di speranza, ognuno torna alla vita di tutti i giorni ma con la promessa nel cuore di rivedersi ancora in inverno. Dolce e simbolica la favola è quindi un esorcismo nei confronti del gelido inverno e un inno all’amicizia universale che non si pone limiti nella sua semplicità; è anche un modo per sconfiggere l’idea della morte , da sempre abbinata all’inverno,con il richiamo alla vita che si nasconde sotto la neve. Dal punto di vista commerciale, invece, il pupazzo che torna ogni anno in inverno è un’ottima idea per far soldi: sarebbe bastato ” rinfrescarlo ” un po’ ciclicamente con nuovi espedienti ( come in effetti fu) per fargli occupare un posto stabile nella tradizione Natalizia.

Frosty the Snowman,

Ecco la copertina del disco di Gene Autry nel 1950. La vicenda dell’artista, scoperto per caso da un produttore discografico in una piccola impresa telegrafica ferroviaria, fu ampiamente pubblicizzata e contribuì alla popolarità della canzone.

Assegnare la canzone a Gene Autrey, mirabile interprete della canzoncina sulla renna l’anno precedente, rientrava quindi in questo meccanismo. Si rispolverò anche la storia dell’Artista e di come , miracolosamente, era arrivato al successo.
Sembra infatti che il cantante, finito il liceo , si guadagnasse da vivere presso una piccola società telegrafica ferroviaria in Oklahoma benchè il suo sogno fosse quello di entrare nel mondo della musica.
Faceva spesso il turno di notte e così, per passare il tempo, strimpellava nostalgiche canzoni sulla sua chitarra. Ora accadde che una notte fu notato proprio da Will Rogers il quale, dopo averlo ascoltato. gli dette il suo biglietto da visita e gli disse ” Giovanotto, voi qui siete sprecato.” I due si dettero appuntamento per un provino e, come in una favola, il povero ragazzo talentuoso divenne una stella di Hollywood. C’era sufficiente materiale quindi per una di quelle zuccherose promozioni della canzone e del suo personaggio: com’era prevedibile l’America se ne innamorò.
Il testo è sicuramente poetico e gradevole:

Frosty the Snowman

Frosty the snowman was a jolly happy soul,
With a corncob pipe and a button nose
And two eyes made out of coal.
Frosty the snowman is a fairy tale, they say,
He was made of snow but the children
Know how he came to life one day.
There must have been some magic in that
Old silk hat they found.
For when they placed it on his head
He began to dance around.
O, Frosty the snowman
Was alive as he could be,
And the children say he could laugh
And play just the same as you and me.
Frosty the snowman knew
The sun was hot that day,
So he said, “Let’s run and
We’ll have some fun
Now before I melt away.”
Down to the village,

Magic Christmas

Magic Christmas, il tuo album di Natale!

With a broomstick in his hand,
Running here and there all
Around the square saying,
Catch me if you can.
He led them down the streets of town
Right to the traffic cop.
And he only paused a moment when
He heard him holler “Stop!”
For Frosty the snowman
Had to hurry on his way,
But he waved goodbye saying,
“Don’t you cry,
I’ll be back again some day.”
Thumpety thump thump,
Thumpety thump thump,
Look at Frosty go.
Thumpety thump thump,
Thumpety thump thump,
Over the hills of snow.

Frosty, il pupazzo di neve.

Frosty il pupazzo di neve era una creatura allegra e felice,
con un bottone per naso e una pannocchia come pipa
e due occhi fatti di carbone.
Dicono che la storia di Frosty sia una favola,
che era fatto di neve, ma i bambini
sanno come un giorno prese vita..
Doveva esserci un po’ di magia in quel
Vecchio cappello di seta che trovarono:.
perchè quando loro glielo misero in testa
egli cominciò a ballare!
O, Frosty il pupazzo di neve
aveva preso vita davvero
E i bambini dissero che poteva ridere
e giocare proprio come tutti noi.

Gene Autry

Ecco Gene Autrey negli anni ’50. Da notare che l’artista era già noto al pubblico come attore di film western e amatissimo per la sua interpretazione dell’anno precedente per Rudolph la renna. Con Frosty l’attore diventerà mirabile interprete di canzoni Natalizie.

Frosty the Snowman quel giorno
conobbe il caldo sole
e così disse: “Corriamo e
divertiamoci prima di lasciarci!”
E tutti scesero giù al villaggio
Con un manico di scopa in mano,
e tutti si misero a correre intorno alla piazza
urlando ” Prendimi, se ci riesci! ”
Frosty condusse giù per le strade della città
piombando dritti sul vigile urbano,
e si fermò solo quando
lo sentì gridare “Stop!”
Per Frosty il pupazzo di neve
il tempo passò in fretta e alla fine
salutò tutti dicendo:
“Non piangete, un giorno tornerò!”
Thumpety bum bum,
Thumpety bum bum,
Guardate Frosty che va via.
Thumpety bum bum,
Thumpety bum bum,
sulle sue colline di neve.

La primissima versione della canzone fu quindi interpretata da un pimpante Gene Autrey ( che l’anno dopo incarnerà ancora l’anima di un famoso pupazzo, PETER COTTONTAIL ovvero il Coniglio Pasquale) e i suoi Cass County Boys il 14 dicembre 1950 e si piazzò ai primissimi posti tra le hit dell’anno. Seguirono versioni illustri come quella notalgica e bellissima di Perry Como nel ’57 , ma troviamo Nat King Cole , Ella Fitzgerlad e the Ronettes tra quelle indimenticabili mentre sembra che Bing Crosby ,pure interpretandola, l’abbia volutamente snobbata. Com’era prevedibile e proprio per la mancanza specifica di riferimenti al Natale, di Frosty the Snowman se ne impossessò il cinema sfornando movies ricchi di buoni sentimenti che se da un lato ” allungarono la vita ” del pupazzo dall’altra ne ridussero ampiamente il respiro poetico.

Frosty the snowman, 1954

Ecco come appariva il delizioso pupazzo nel corto del 1954.

Si cominciò nel 1954 con un corto di tre minuti da parte della UPA PRODUCTION che lo inserì in una trilogia insieme ad altri due classici, ” Suzie the Snowflakes ” e ” Hardrock,Coco e Joe “: si trattava di uno pseudo spottino in bianco/nero dallo spiccato sapore retrò che piacque a mamme e bambini. Benchè poi scavalcato negli ascolti da un vero e proprio film di animazione del 1969, il Frosty del ’54 resta un classico che la tv Americana manda in onda ogni anno da allora in un rigurgito di nostalgica celebrazione dell’infanzia del passato.
Nel 1969 poi la Rankin/Bass in collaborazione con la Giapponese Mushi Production produsse un corto di trenta minuti sul famoso pupazzo, che divenne celebre sorpattutto per la voce dei protagonisti che erano Jimmy Durante per la voce narrante e Jack Vernon per Frosty. E’ l’unico film di animazione che ancora si basa sulla favola classica; successivamente la stessa produzione cercò di bissare il successo nel 1976 accoppiandolo alla celebre Winter Wonderland; fu anche un atto coraggioso perchè, a differenza dei precedenti, si trattava di un lungometraggio di ben 96 minuti! Fu ancora un successo, malgrado le inevitabili variazioni sulla favola che comincia a perdere il suo smalto. Qui Frosty si sposa mentre nel seguito del film, andato in onda nel luglio 1979, l’associazione con Rudolph la renna non piacque: complice l’estate o lo scivolamento nello stucchevole, con Babbo Natale che deve salvare entrambi da un malvagio stregone? Il film non fece storia malgrado i bellissimi testi di Jonny Marks ( autore di Rudolph la renna dal naso rosso) e l’utilizzo di doppiatori illustri come Mickey Rooney e Shelly Winters.

Frosty returns, 1992

Ecco il deciso cambio di look di Frosty nel film del 1992. Migliorato o peggiorato?

La parabola discendente si fa netta nel ’92, con ” IL ritorno di Frosty” dove l’introduzione di nuovi personaggi e un look nettamente diverso affossano letteralmente la bella trama di Jim Lewis. Altra polemica nel 2005, quando la CBS decide di rilanciare il pupazzo incrociando la canzone in un mash up con la sit com
” How I Met your mother “, un incrocio improbabile e definito dai più ” volgarotto “. Da allora la fama di Frosty è in pericolosa estinzione.
Permane ancora il suo magico ricordo nella fantasia di ogni bambino che, costruendo il suo pupazzo di neve, lo rende una persona viva scevra da trame, abusi e leggi di mercato. Una favola antica che aleggia leggera nei nostri cuori e, senza che ce ne rendiamo conto, regala purezza alla nostra vita.


Ecco il delizioso corto del 1954. Da gustare con nostalgia!


Questo è il full movie del 1969. Ancora aderente alla storia originale.Cariiino!


Ma voglio lasciarvi con la versione ORIGINALE di Gene Autry del 1950. Davvero un tuffo nel passato!

 

Christmas Night

Trovi Frosty the Snowman interpretata da me nel mio ultimo album. In esclusiva sul mio sito!

 

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