The Little drummer boy o la favola della Povertà.


the little drummer boy

Probabilmente i più ” grandicelli ” tra i miei lettori hanno letto di questa canzone, che in origine era una leggenda, sui vecchi libri delle elementari; sapete, i vecchi sussidiari sui quali il periodo dell’Avvento era accompagnato da poesie e favole in grado di sprigionare il sapore di altri tempi. Anche a me è capitato sotto mano uno di questi vecchi libri. Era nascosto in un cassetto e probabilmente apparteneva agli alunni di mio padre, che era maestro. Ebbene, la favola del piccolo tamburino era proprio lì, davanti ai miei occhi. Confesso che la canzone ” The Little Drummer Boy ” di cui vi parlerò oggi non mi aveva mai incuriosita o appassionata particolarmente. Anzi, sotto molti aspetti la consideravo quasi una canzoncina di serie B dall’immeritato successo. Ma dopo averla letta e percepita profondamente nella sua semplicità mi sono accorta del mio enorme errore. Il suo messaggio, così limpido e puro, mi ha in breve conquistata e adesso sono qui per portarla a voi come un dono.

La trama della leggenda è molto semplice: siamo nella notte di Natale e Gesù è appena nato nella sua grotta. I pastori, avvertiti dagli Angeli che è nato un Re, si sono incamminati per onorarlo e portare i loro doni. Chi offre un agnello, chi cibo, chi coperte di lana; nessuno si incammina a mani vuote , tranne un piccolo pastorello che è il più povero di tutti. E’ solo ,non ha nessuno e nella vita si arrangia suonando il tamburo per le strade. E’ vestito di stracci, non ha coperte e non fa un buon pasto da tanto tempo. Eppure anche lui vuole onorare il Re appena nato , così povero da essere deposto in una mangiatoia. Gesù è in braccio alla sua mamma ,piange per il freddo anche se un bue ed un asino lo riscaldano col loro fiato: questa scena di dolcezza e nel contempo di estrema povertà commuove il bimbo, che vorrebbe offrire un po’ di conforto al neonato. Guarda nelle sue tasche, ma non ha proprio nulla da regalargli, tranne il suo tamburo. Così, fattosi coraggio, il pastorello si avvicina alla grotta e comincia a suonare per distrarre il piccolo Re che subito si zittisce, mette il ditino in bocca e guarda ad occhioni spalancati il pastorello che gli sta cantando, a suo modo, una ninna nanna. Infine si addormenta. Maria sorride, benedice il piccolo suonatore e lo ricompensa con un grande regalo: egli sarà per sempre la figurina del Presepe più vicina a Gesù e il suono del suo tamburo ricorderà agli uomini che non c’è dono più grande che quello dell’Amore.

the little drummer boy

Ecco l’iconografia classica della figura del pastorello che suona il tamburo davanti a Gesù Bambino

Folgorante semplicità. Al di là di eventuali significati religiosi il richiamo ad una purezza di sentimenti salta agli occhi , come un allarmante monito sul nostro futuro. Eppure la leggenda è vecchissima: probabilmente è tratta da uno dei tanti Vangeli aprocrifi che hanno viaggiato per il mondo e che hanno parlato agli uomini con la semplicità del Cristo, prima che la Chiesa Ufficiale sfornasse i suoi pomposi teologi. Alcuni dicono che sia di origine Francese appellandosi ad una storia del XII secolo raccontata da Anatole France come ” Le Jongleur de Notre Dame”,poi tradotta in opera nel 1902 da Jules Massenet. Altri suggeriscono una provenienza Ceca sulla base di una ninna nanna dal nome “” Hajej , nynjej ” sempre di epoca medievale che una certa Signorina Jacubickova aveva raccolto in una sua antologia di carols agli inizi del 1900 e di cui poi il poeta Percy Dearmer aveva tradotto il testo in Inglese nel 1928 per il libro ” Oxford of Carols “. Personalmente sono più propensa a dare credito ad una misconosciuta versione secondo cui la storiella era stata inventata da San Francesco e inserita nelle sue Sacre Rappresentazioni nella settimana di Festa che precedeva la Natività. Qualcuno di voi saprà infatti che l’innovativo Santo aveva cercato di rendere più comprensibile il messaggio Cristiano ai poverelli attraverso l’introduzione del Presepe Vivente: ebbene la cosa non si fermava lì, ma per tutta la settimana lo spazio antistante alla Porziuncola era affollata di gente che cantava, ballava e indulgeva in vere e proprie gare a premi, ( il Presepe più bello, la canzone più suggestiva,l’allestimento scenografico migliore..) che scandalizzavano la Chiesa ma che poi furono copiate dai Grandi di Francia , Inghilterra e Germania. Il termine CAROLS indica appunto ” la festa ” e non è un segreto che San Francesco si facesse chiamare ” Il Giullare di Dio”. Sua profonda convinzione era che
” Dio si celebrasse con la gioia del cuore “, un messaggio sicuramente rivoluzionario data l’oscurità e l’oppressione del primo Medioevo. La leggenda del piccolo suonatore di tamburo sembra essere in perfetto stile con la spiritualità giocosamente profonda del Santo.

Presepe vivente

Dobbiamo A San Francesco l’innovazione del Presepe vivente, una bellissima tradizione che rende papapabile un momento altamente mistico. Ma fu lui a immaginare anche la favola del Piccolo Suonatore di tamburo? Secondo molti AA è estremamente probabile che, se non direttamente, la spinta alla ricerca della bellezza dell’amore povero e puro sia un suo messaggio recepito in ogni parte del mondo. Prima a farlo proprio fu la Francia Medievale, che si ritiene essere la Patria d’origine della favola.

Comunque sia il brano fu reso popolare da Katherine Kennicott Davis nel 1941 e pubblicato con il nome di ” Carol of the Drum “.La Signora,che era nata in Boemia, era già autrice di 600 inni e brani vari per cori e canti a cappella e la sua intenzione non era quella di farne un brano commerciale. La sua trascrizione della canzone che aveva ascoltata durante l’infanzia era molto diversa da quella che conosciamo oggi: si trattava di un canto corale e l’impostazione era dichiaratamente religiosa. Sembra anzi che il famoso suono onomatopeico ” ra rum pum pum pum ” sia nato per caso dal tentativo della Davis di armonizzare le parti di soprano e tenore con quelle di basso..almeno a giudicare dagli appunti sui suoi manoscritti. Un azzardo assolutamente impensabile ma che fece la fortuna dell’accattivante brano. Pubblicato in seguito dalla Casa Editrice BELWIN/MILLS fu portato al successo, ancora come Carol of the Drum, dal cantante Austriaco Van Trapp e i suoi “ Family Singers ” nel 1955, anche se la versione meno conosciuta e quasi subito ritirata dal commercio fu del 1951 con ” THE VIENNA BOYS CHOIR “, il coro Europeo forse più famoso al mondo.

Van Trapp Family Singers

Ecco la famiglia Van Trapp al completo nel periodo del loro maggior successo, inizi anni ’40. La prima interprete di The Carol of the Drum chiuse la carriera proprio con questa canzone, nel 1955.

Ecco il testo:

CAROL of the DRUM

Come, they told me pa rum pa pum pum
Our newborn King to see pa rum pa pum pum
Our finest gifts we bring pa rum pa pum pum
To lay before the King pa rum pa pum pum
Rum pa pum pum, rum pa pum pum
So to honor Him, pa rum pa pum pum
When we come
Baby Jesus pa rum pa pum pum
I am poor boy too pa rum pa pum pum
I have no gift to bring pa rum pa pum pum
That?s fit to give our King pa rum pa pum pum
Rum pa pum pum, rum pa pum pum
Shall I play for you pa rum pa pum pum
On my drum
Mary nodded par rum pa pum pum
The ox and lamb kept time pa rum pa pum pum
Iplayed my drum for him pa rum pa pum pum
Iplayed my best for him pa rum pa pum pum
Rum pa pum pum, rum pa pum pum
Then he smiled at me pa rum pa pum pum
Me and my drum, me and my drum

Magic Christmas

Magic Christmas, il tuo album di Natale!

La Canzone del Suonatore di Tamburo

Mi hanno detto ” Vieni , pa rum pum pum pum
è nato un nuovo Re e andiamo ad onorarlo, pa rum pum pum pum
gli porteremo i nostri doni più belli, pa rum pum pum pum
e li poseremo ai suoi piedi , pa rum pum pum pum,
rum pum pum pum, rum pum pum pum,

Quindi vieni, pa rum pum pum pum,
andiamo ad adorarlo! “.

Oh, Piccolo RE, pa rum pum pum pum
Io sono solo un povero ragazzo, pa rum pum pum pum
Non ho alcun dono da darti, pa rum pum pum pum
nulla da offire ad un Re, pa rum pum pum pum,
rum pum pum pum, rum pum pum pum,

Allora posso rallegrarlo pa rum pum pum pum,
col mio tamburo?

Maria annuì, pa rum pum pum pum
Il bue e l’agnello hanno battuto il tempo, pa rum pum pum pum
ed io ho suonato il mio tamburo per Lui, pa rum pum pum pum
ho fatto il meglio che potevo per il piccolo Re, pa rum pum pum pum,
rum pum pum pum, rum pum pum pum,

E alla fine Lui ha sorriso, pa rum pum pum pum
a me e al mio tamburo.

The little drummer boy, fil, 1968

Nel 1968 i bambini Americani impazzirono letteralmente per questo cortometraggio scritto da Romeo Muller, sulla favola del piccolo tamburino. Andò in onda come Special nella notte di Natale e fece strada alle numerose intepretazioni animate venute dopo. Rinfrescò anche il successo della Simeone Chorale, un po’ in ribasso.

Frasi semplici che tuttavia si sono meritate ben 220 versioni in tutti gli stili possibili e in oltre 7 lingue!
Ora, nella versione del 1955 i Trapp cambiano l’agnello con l’asino, nel pieno rispetto della tradizione. La casa discografica era la Decca e la melodia, sostanzialmente, era quella originale.
Nel 1957 the ” Jack Halloran Singers ” la includono nel loro album di Natale ” Christmas is a coming ” e qui troviamo una bella variazione corale che già si discosta dall’originale pur mantendone l’intenzione.
Nel 1958 cominciano i cambiamenti. Del brano se ne appropria la Simeone Chorale che la ” laicizza ” nel testo ma soprattutto nell’approccio strumentale, che piace al pubblico ma irrita la critica. L’armonia è molto più semplice, adatta ad un coro a cappella piuttosto che ad un coro lirico con orchestra, con bassi e tenori che si prestano a variazioni schematiche al fine di imitare il suono del temburo; si aggiunge il termine ” puddley ” per far quadrare i tempi e si impostano difficili cambi ritmici che fanno del brano un’ esposizione di virtuosismo piuttosto che un incontro mistico.
Ai più piace proprio perchè sembra un po’ meno ” pomposa ” dell’originale, altri affermano che il brano è stato ” declassato ” a semplice carol di Natale. Scaturisce anche una polemica sulla paternità dell’arrangiamento. Jack Halloran afferma che il produttore della DOT RECORDS, in accordo con Simeone, aveva
” manipolato” saggiamente il brano ri- registrandolo con gli stessi cantanti e tagliandolo sapientemente per poterlo poi pubblicare a suo nome escludendo Halloran dai diritti. In effetti , musicalmente parlando, i grandi cambiamenti sfoggiati dalla Simeone Chorals sono irrisori; ciò che cambia definitivamente è il titolo, che diventa ” The little drummer boy”. Halloran inoltre dimostra che, al fine di silurarlo per bene, la registrazione del brano figurava pre-datata di un anno. .

The little Drummer boy by the Harry Simeone Chorale

Ecco la copertina del ’58 della famosa e contestata versione della Simeone Chorale. Successo mantenuto per circa 5 anni di seguito!

Tuttavia la cosa fu messa a tacere e la nuova versione fu firmata ufficialmente Simeone/Harris/Honorati.
Non c’è da stupirsi: Simeone era un famosissimo direttore d’orchestra di Newark, amicissimo di Bing Crosby e conduttore di un popolarissimo show televisivo chiamato ” THE FIRESTONE HOUR” che sarebbe andato poi in onda fino a tutto il 1959.
Comunque sia il brano sbancò arrivando ai primi 13 posti nelle hit Americane per 5 anni di seguito fino al 1962.
Dopo Simeone Chorale molti artisti si sono avvicendati nelle cover del brano, alcuni ottenendo anche una certa popolarità.
Tra gli interpreti illustri ricordiamo Bing Crosby che non poteva mancare all’appello, ma memorabile fu l’intepretazione country di Jonny Cash del 1959. Altrettanto illustri le versioni di Andy Williams nell’omonimo album del 1964, quella di Joan Baez del 1966 e quella di Stevie Wonder del 1967. Ma nessuno si è fatto mancare una cover, a cominciare da Jimy Hendrix con la sua versione postuma inserita a sorpresa in un album del 1999, ai Jackson Five che la ballarono nel 1970 alla maliarda Grace Jones, che la inserì (lei!) in uno spettacolo per bambini nel 1987. A sorpresa troviamo una cover di ..Marlene Dietrich che nel 1964 ne fece una versione..drammatica intitolata “Der Trommelmann ” e una strumentale ( e dolcissima) versione di Kenny G. del 1994.
Ma probabilmente ciò che rimarrà nella memoria degli Americani che lo videro in tv fu il celebre duetto del 1977 Bing Crosby / David Bowie, tanto singolare quanto ..pensato a tavolino. Registrato in ottobre durante lo spettacolo MERRIE OLD CHRISTMAS in Inghilterra, nato per rilanciare un Bowie chiacchierato e un po’ in declino, fu poi mandato in onda a dicembre nello special TV di Natale su Crosby .

Bing Crosby e David Bowie,1977

Ecco la famosa coppia Crosby/ Bowie durante la registrazione dello Special, due mesi prima la morte di Crosby.

Per il pubblico Americano rivedere Bing, che era appena morto, fu un doloroso colpo che fruttò al disco un ottimo incasso. Se ne parlò a lungo, anche perchè venne fuori che Bowie non solo non stimava l’attore ma che si era rifiutato di cantare la melensa canzonecon lui. . Fu quindi pattuito un medley in cui Bowie avrebbe cantato Peace on earth e Crosby The little drummer boy. Nello special i due fingono benissimo, al punto che Crosby dichiara di vedere nel giovane David ” un figlio adottivo”, benchè fino a quel momento ignorasse completamente la sua esistenza.
Per Bowie , star pop rock normalmente truccatissima e di dubbia identità sessuale, il duetto fu un incubo e così quando la RCA, contro ogni previsione, lo inserì in un album del 1982 il cantante si infuriò al punto da rompere il contratto con l’etichetta!
Nota dolorosa per la canzone fu l’abbinamento con un fatto di cronaca, avvenuto in Inghilterra nel 1966 ,per mano di due squilibrati tali Ian Brady e Myra Hindley, rimasti impressi nella memoria collettiva come ” Gli assassini della brughiera “.
I due uccidevano bambini e purtroppo, come accade per la maggior parte dei serial killer, conservavano in casa macabri trofei dei loro omicidi. Quando furono catturati la polizia trovò il video dell’assassinio di Lesley Ann Downey, 10 anni, letteralmente scioccante: mentre l’ammazzavano e la bambina implorava pietà si sentiva in sottofondo Little Drummer Boy nella versione di Ray Conniff. L’opinione pubblica ne rimase scandalizzata, e chiese la reintroduzione della pena di morte abolita solo un mese prima… Tuttavia il disco quell’anno fece un balzo nelle vendite, in Inghilterra.

Ian Brady e Myra Hindley

Ecco la coppia assassina con le piccole vittime. La loro storia fece inorridire il mondo.

Ancora oggi, comunque, le cover celebri si sprecano. Ne volete una nuovissima da farvi drizzare i capelli in testa? Allora vi consiglio quella di Christopher Lee nel suo single ” Heavvy Metal Christmas” del 2012. Non somiglia molto all’originale ma conserva ancora il suo fascino. Malgrado il fracasso.


Ecco la versione, molto classica, della Famiglia Trapp. La canzone è del 1955 e si chiamava ancora Carol of the Drum


E questa è la versione che conosciamo della Simeone Chorale sulle immagini del film di animazione del 1968.


E questo è il duetto Crosby/Bowie del 1977. Godetevelo tutto!

 

Christmas Night

Trovi The Little Drummerboy interpretata da me nel mio ultimo album. In esclusiva sul mio sito!

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...