Leadbelly: davvero un brutto ceffo. Dalle stelle alle stalle


Leadbelly ,1940

Una volta fuori di prigione, tuttavia, per Leadbelly si poneva il grosso problema di sopravvivere. Non solo dal punto di vista economico perchè, come abbiamo visto, il nostro eroe non era persona da abbattersi per così poco; ma il problema fondamentale per lui, come in seguito evidenziato anche nellla sua ” autobiografia ” dettata ad Alan, sarà quello di fare carriera.
Ciò che era successo ad Angola, la seconda Grazia e il racconto mirabolante dell’impressione suscitata dalla sua musica sui due Direttori del carcere non erano sufficienti a fare di lui una star.. Il mondo, si sa, dimentica presto e nel settembre ’34 Leadbelly era di nuovo un musicista morto di fame che tentava la fortuna agli angoli delle strade. Ma la fortuna poteva essere alle porte…se ben manipolata. Inizia quindi uno di quegli strani rapporti a tre che sono destinati a non durare nel tempo o, comunque,in grado di insinuarsi nella vita delle persone con un che di oscuro…Così, se da una parte Leadbelly cercava di mettersi ” il culo al caldo ” chiedendo ( e non ottenendo) un posto di lavoro presso le raffinerie di petrolio a Shreveport, dall’altra scrisse una bella lettera ai Lomax in cui, tra tanti giri di parole, si autodefiniva ” debitore” nei loro confronti ( ma come, non dirà in seguito che anche la seconda Grazia era stata merito suo? ) e offrendosi quindi di lavorare per loro come servitore .

In realtà le lettere furono tre: nella prima egli appunto ,dopo aver steso un tappeto ai loro piedi, si offriva come ” cameriere, cuoco o autista”. Nella seconda alza il tiro, e si propone come ” uomo di fiducia e sempiterno debitore”. Nella terza finalmente si dichiara e propone ai Lomax di aiutarli nella ricerca delle vecchie canzoni, ponendosi come ” interprete ” ed esecutore di ciò che i Lomax avrebbero poturo pescare nei loro lunghi viaggi.
Fu la trovata migliore. Innegabilmente le doti mnemoniche e strumentali di Leadbelly potevano essere fruttuosamente impiegate, per cui alla fine di settembre i Lomax finalmente gli scrissero: ” Ok, porta la chitarra e parti con noi “.
Tuttavia le cose non andarono subito come Leadbelly sperava. Inizialmente , prendendolo in parola, fu anzi impiegato come autista personale dei Lomax, una mansione che Leadbelly mal sopportò definendola ” non alla sua altezza”. Il motivo di questa scelta sta tutto nella naturale diffidenza di John Lomax nei confronti di Leadbelly. A differenza di Alan, che inveca nutriva una sfegatata ammirazione per lo strano musicista, John considerava costui un arrivista, capace forse anche di tradire per realizzare i suoi scopi. Non è un mistero che i rapporti tra i due si incrinassero già dopo i primi 6 mesi di convivenza, mentre con Alan il rapporto durò a lungo e si ” intimizzò”.

Leadbelly, 1935

Immagine ” uffiviale ” di Leadbelly all’indomani della sua uscita dall’Angola. L’artista veniva raffigurato o in divisa da carcerato o in abito folk, per scelta commerciale.
1935

Ufficialmente la scelta di Leadbelly come autista fu giustificata dal fatto che Alan aveva da poco superato una grave malattia e che il 67enne John non poteva guidare così a lungo. Quindi per un periodo il valente musicista strinse i denti e tenne duro, limitandosi a fare da autista e da meccanico. Ma lo ritroveremo promosso ” assistente ” dei Lomax molto presto, a turno con Alan.
L’idea originale di questo nuovo viaggio nelle prigioni e nelle fattorie del sud era quella di ” raccogliere il lamento del lavoratore negro, le parole che riflettono le tragedie della prigione, del freddo, della fame, del caldo e dell’ingiustizia da parte dell’uomo bianco”. Tuttavia i compensi dei ” negri ” per la raccolta delle loro canzoni non usciva dal giro dei ” centesimi di dollaro “. IN questo periodo Leadbelly porta egregiamente a termine il suo compito, raccogliendo e mettendo in musica tutti i frammenti possibili e inserendoli in un contesto ben definito, a cui poteva attingere grazie alla sua enorme competenza strumentale.
I soldi comunque erano pochini; per risparmiare i tre prendevano un’unica stanza in albergo, dove dormivano e registravano. Poi , per riparmiare, si adattarono a registrare direttamente ” in loco ” attaccando i fili alla batteria della macchina.
Fu in questo modo dichiaratamente anticonvenzionale che fu raccolto un patrimonio culturale enorme, una raccolta folk e blues di proporzioni bibliche che altrimenti si sarebbe perso Decine di foto testimoniano questo lavoro incessante e certosino che sarebbe stato il viaggio più emozionante dei Lomax. A onore di Leadbelly devo dire che, senza il suo magico apporto, forse le cose sarebbero andate diversamente.

Lomax American Ballads and Folk Songs, 1934.

Ecco la primissima copia della celebre raccolta di canzoni folk di John e Alan Lomax, datata 1934.
Oggi presso la Libreria del Congresso.

Il viaggio durò fino a marzo 1935 e gli ultimi tre mesi videro un Leadbelly in ascesa: non più relegato a ruolo di autista e meccanico egli aveva fatto preso sull’astuto John offrendosi di ” esibirsi” come esecutore delle canzoni accumulate per raccogliere fondi. Già in precedenza si era mostrato alunno attento frequentando insieme ad Alan le lezioni di John sulla musica folk; nella sua biografia troveremo molte pagine che scandagliano questo punto. La breve collaborazione con John Lomax segnava un periodo critico per la sua formazione artistica, ma soprattutto nel modo di ” presentarsi ” al pubblico. Un’arte che il musicista imparò alla perfezione e che gli permise di fare scalpore quando, nel dicembre 1934, fu per la prima volta sotto i riflettori del pubblico nello spettacolo promozionale dei Lomax a Washington e poi a Philadelphia alla riunione annuale della MODERN LANGUAGE ASSOCIATION. Fu l’inizio del successo per Leadbelly: l’illustreAssociazione era stata la prima, nel 1909, a mostrare al mondo la grande raccolta delle canzoni dei Cowboys. Ancora una volta è quindi Testimonial di un grande evento, che viene presentato alla stampa come ” Raccolta di canzoni popolari e ballate del negro, presentate da John e Alan Lomax e con la collaborazione di un autentico menestrello negro della Louisiana. ” ( si noti il termine NEGRO che per l’epoca era un appellativo del tutto naturale).
Fu un evento mediatico di enorme importanza : quando i tre arrivarono furono fatte grandi celebrazioni nei confronti di John, che era allora Curatore Onorario della Biblioteca dell’Archivio del Congresso delle Canzoni Folk Americane, ma tutto l’interesse del pubblico si diresse verso Leadbelly, che si esibì per 2 ore sfoderando la sua innegabile eccellenza. Quindi, quando il giorno dopo i giornalisti tornarono fu per intervistare IL SOLO musicista, che esplose sul Philadelphia Indipendent come ” Il duplice Assassino nel suo cammino verso la libertà”.

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A questo proposito mitica fu l’intervista che ne conseguì in cui Leadbelly, senza peli sulla lingua, mette a nudo la vera condizione dell’Afro-Americano del suo tempo, esponendo le aberranti contraddizioni socio-culturali del”negro comune”.
Chiaramente nell’intervista c’e’ anche la ” leggenda ” delle sue scarcerazioni miracolose. Avendo ormai meravigliosamente appreso dai Lomax l'”arte di sapersi presentare al pubblico ” ecco che troviamo la narrazione del suo “sogno biblico” che precedette la nascita della richiesta di Grazia in musica per l’allora Governatore Neff. Qui egli si rifà al famoso passo della Bibbia di Paolo e Sila in prigione che, condannati a morte, pregano con fervore Iddio.di liberarli. Egli si inmmedesima a tal punto nei personaggi , liberati dal Signore che fece crollare e le mura della prigione, da ” avere l’impressione che questo miracolo potesse avvenire anche per lui.” Sulla scia di questa illuminazione egli sarà quindi ” guidato da Dio ” nella stesura della canzone che poi gli concederà la libertà.
Niente male, non c’e’ che dire! Il fascino talismanico dell’intera vicenda colpì nel segno. Se poi consideriamo che nell’ottobre ’34 era appena uscito il libro dei Lomax sulle Folk American Ballads che mostrava la famosa immagine di Leadbelly in divisa da carcerato e che, solo due anni prima, il film ” , I am a fugitive from a Chain Gang ” aveva focalizzato l’attenzione del pubblico sull’ingiustizia e la corruzione del Sistema carcerario Americano, possiamo delineare un quadro perfetto della situazione e della parte che ebbe tutto ciò nell’ascesa dell’artista.

Martha Promise, 1938

Nel 1935 Leadbelly si sposò di nuovo, con una ragazza di 20 anni più giovane, Martha Promise.

Il primo articolo che parlò espressamente di lui e che iniziò a insinuare l’ambiguità dei rapporti tra Leadbelly e i suoi ” scopritori ” è datato 3 gennaio 1935. In esso l’artista è posto in una posizione di assoluto rilievo rispetto ai Lomax, che anzi vengono additati sottilmente come ” razzisti”, e ” sfruttatori ” di un Afro-Americano che, nell’evento MLA, veniva definito ” menestrello negro”.
Il fatto che i Lomax proprio la sera della prima esibizione di Leadbelly si fossero dissociati pubblicamente da questo appellativo, che non dipendeva da una propria scelta, passò arbitrariamente in secondo piano. La situazione degenerò quando venne ufficializzato il contratto di Agenzia, in cui si definiva che la provvigione di John Lomax, rappresentante e promotore del musicista, era del 50% .A guardar bene una percentuale in piena sintonia coi tempi. Tuttavia quando in seguito venne aggiunto il nome di Alan Lomax al contratto, in qualità di diretto rappresentante dell’Artista , e il guadagno di Leadbelly venne ridotto ad 1/3 , si gridò allo scandalo.
I Lomax protestarono vivamente contro le maligne insinuazioni di sfruttamento, affermando che la maggior mole del lavoro per la promozione di Leadbelly era sulle loro spalle. Poi che la loro era una Società Mista con tre soci alla pari. Inoltre opposero il fatto che entrambi erano contemporaneamente promotori e produttori dell’artista, a cui garantivano una vita comoda ed ingaggi ragguardevoli. Dopo solo due mesi dalla sua prima apparizione in pubblico Leadbelly aveva infatti già al suo attivo un prestigioso contratto con la American Record Corporation , decine di ingaggi e una biografia in corso che stava scrivendo Alan. John invece si occupava attivamente della sua immagine e dell’impatto sul pubblico.. compito che svolgeva alla perfezione. Quando ci si accorse che lo stretto dialetto delle campagne della Louisiana non permetteva all’ascoltatore di comprendere il senso delle canzoni di Leadbelly fu questo burbero Professore a suggerirgli di creare intro parlati a mo’ di favoletta, una novità che giovò nettamente all’artista.

Leadbelly a Stanton, dai Lomax, 1935.

Ecco una sfocata fotografia che mostra Leadbelly in attesa della sposa, nel 1935.
I Lomax erano affezionati all’artista. Il suo secondo con Martha Promise fu organizzato nella loro magnifica tenuta a Stanton, nel 1935.
Tratto dalla ALAN LOMAX COLLECTION.

Insomma, fino al marzo ’35 Leadbelly presenziò a tutte le conferenze e i giri di presentazione dei Lomax; poi improvvisamente scoppiò la bomba. L’artista accusò John Lomax di essere l’unico firmatario del contratto con l’American Corporation , consuetudine invece largamente diffusa tra gli agenti discografici dell’epoca, e di aver agito senza consultarlo. Citò inoltre una clausoletta poco chiara, in cui si definiva che gli eventuali incassi sarebbero stati versati direttamente a John Lomax per proprio conto, e che solo in seguito quest’ultimo avrebbe girato all’artista la sua parte. E infine puntualizzò che NON tutti i suoi compensi per le performances pregresse erano stati corrisposti.
Insomma Leadbelly alzò un tal polverone su ciò che era consuetudine ufficiale anche se non dichiaratemente legale che John Lomax, indignato, decise di abbandonare definitivamente l’artista che quindi passò in totale carico di Alan.
Ora, i motivi del comportamento di Leadbelly possono essere molteplici e la loro trattazione esula da questo contesto. Posso solo dire che alcuni lo interpretano come un tentativo di manovrare liberamente il giovane Alan. Altri che esso dipese da una mala interpretazione delle idee di sinistra e dei suoi esponenti, con cui Leadbelly iniziò attiva collaborazione, che accusavano John Lomax di ” nascosta ostilità nei confronti dell’America progressista e anti razzista”.
A supporto di ciò la commercializzazione dell’immagine di un Leadbelly in divisa a strisce in molti dei suoi primi spettacoli, oltre alla drammatizzazione fasulla del primo incontro tra i tre ad Angola che veniva mostrata regolarmente nei cinegiornali o in radio ( March of Time ) e sulle maggiori riviste del periodo. Ciliegina sulla torta la prefazione al libro del ’34 sulle ballate popolari , in cui lo stesso John Lomax afferma di non aver mai visto in opera maltrattamenti operati dalle Istituzioni Carcerarie sui Prigionieri, in particolar modo di colore, frasi sconfessate invece dallo stesso Alan che in alcune interviste parla di ” lunghe file di prigionieri incatenati insieme sotto al sole cocente che lavoravano nei campi senza un goccio d’acqua. ”

Leadbelly in Angola,1934

E questa è la famosa foto di Leadbelly in divisa da carcerato che fece il giro dell’America.
Prigione di Angola, 1934

Ne veniva da se che il vecchio Professore, nato nel Sud Carolina e la cui madre era dell’Alabama, doveva essere per forza un reazionario che incarnasse ” gli ideali giusti per un uomo del sud”,
Non mi dilungo oltre su questo aspetto. Certo è che Leadbelly non prese mai le difese del vecchio anfitrione ma strinse ancor più i rapporti con il giovane Alan.
Intanto la sua vita cambiava: quello stesso anno sposa in seconde nozze una infatuatissima Martha Promise, di 20 anni più giovane, e nel frattempo la sua carriera sembra interrompersi: delle 40 registrazioni con l’American Record Corporation solo 5 vendono un po’. Per il resto è fiasco completo, a tal punto che il contratto non gli viene rinnovato. Complice la testardaggine della grande etichetta, che lo propose esclusivamente come artista Blues mentre il pubblico ne gradiva l’immagine folk rurale, Leadbelly torna ad essere povero.
A Shreveport trova lavoro presso una stazione di rifornimento dove lavora 10 ore al giorno per 10 centesimi . Tuttavia era ancora un volto conosciuto e fu così che riuscì a far presa sul suo datore di lavoro, tale John W. Towsend, che insieme alla vecchia madre decise di puntare i propri risparmi sulla figura dell’artista.
Leadbelly, dopo aver tentato invano una riconciliazione col vecchio Lomax, puntò direttamente all’aiuto dei media, rivolgendosi addirittura all’Herald Tribune, che tuttavia non lo appoggiò. ma che anzi scrisse su di lui un articolo offensivo e provocatorio che terminava con un ” se è il suo crollo non è un peccato “.
Tuttavia riesce , grazie alla conoscenza con Frank Schiffman , idealista di sinistra che bazzicava l’ambiente e profondo conoscitore della HARLEM RENAISSANCE , a ottenere due ingaggi illustri; il primo al Lafayette Theatre di Harlem, e il secondo al celebre Apollo dove inscena una ricostruzione in chiave drammatica del famoso incontro coi Lomax, indossando volutamente la famosa divisa a strisce. Altra opera di promozione viene effettuata sulla rivista LIFE , che gli dedica ben tre pagine a colori utilizzando qualsiasi strategia mediatica per promuoverne l’immagine: dalla sua foto in tenuta folk con tanto di balla di fieno, alla foto gigante della giovane moglie, al ridondante ricordo del miracolo delle grazie ottenute per merito del suo ammirabile talento. Ma nulla sembra ricondurlo al pubblico. L’espediente fallisce e non resta a Leadbelly che tornare a casa con le pive nel sacco.

Apollo Theatre, 1937

Ecco l’entrata del famoso Teatro Apollo, ad Harlem, alla fine degli anni ’30.
Celebre teatro, fu il punto d’incontro dei fermenti della Harlem Renaissance e del neonato Jazz.

Ma ecco che l’amico Alan Lomax gli offre il suo aiuto. I due, malgrado gli amari trascorsi con John, erano ancora in contatto. Tra padre e figlio era in atto una profonda divergenza di idee sulla situazione politica Americana; John mostrava spesso una certa rigidità nei confronti dei nuovi movimenti progressisti mentre Alan era dichiaratemente di sinistra. L’utilizzo di Leadbelly poteva risultare molto utile per porre l’accento, attraverso la musica, sulle difficili condizioni del lavoratore Afro-Americano privato del voto, della sua identità politica e di una precisa dimensione giuridica. Alan era inoltre molto amico di MARY ELISABETH BARNICLE, un’attivista di sinistra, tra l’altro docente di Folklore Americano all’Università di New York, che si batteva da anni per il riconoscimento dei diritti delle classi degli Afro-Americani ma anche per il diritto di voto alle donne e la crescita dei Sindacati. Per questa sua attività ” sovversiva ” era stata in prigione più volte ma era stata sempre reintegrata al lavoro, grazie alla sua immagine pubblica costantemente in ascesa: nessuno voleva fare di lei una martire della causa.

Costei si era sposata da poco con TILLMAN CADLE, un sindacalista outsider e e cultore anch’egli della musica folk e blues.
I due si erano conosciuti qualche anno prima grazie ai Lomax e ne avevano condiviso appieno l’amore per lle vecchie ballads dimenticate.
L’attivo terzetto aveva da poco messo in cantiere un nuovo viaggio al sud : Lomax nuovamente finanziato dalla Biblioteca del Congresso e i Cadle per conto proprio. Il ritorno di un Leadbelly ” scornato” permise ai tre di riaverlo con loro ” alle proprie condizioni”.
La raccolta in loco durò un paio d’anni e permise di collezionare dei veri capolavori e la scoperta di Artisti come ZIA MOLLY JACKSON, SARAH OGAN GUNNING, JIM GARLAND e DICK MAITLAND., che vennero registrati ” in loco”.

Aunt Molly Jackson

Ecco Zia Molly Jackson, un’altra delle scoperte di Alan Lomax nel 1936. Trovata sui Monti Appalachiani l’anziana Signora , considerata dai più come la copia al femminile di leadbelly, era una vera antologia vivente delle vecchie ballads contadine.

Altre canzoni vennero poi incise da Leadbelly, che ne ” riempì” abilmente i vuoti . Nacquero quindi due collezioni di cui forse la Barnicle-Cadle è la migliore. In essa vi troviamo spirituals, blues, canzoni per bambini e filastrocche mischiate a canti popolari, sermoni di chiesa e canzoni oscene che mostrano la vera anima delle zone della Georgia e della Florida rurali. La maggior parte del materiale di entrambe le collezioni venne inciso grazie alle interpretazioni di Leadbelly, che potè vantare al suo attivo più di 500 canzoni in poco più di due anni. Un ” narratore ” magnifico di una realtà misconosciuta che venne a galla e che convinse gran parte della popolazione Afro-Americana, allora diffidente nei confronti delle organizzazioni di sinistra dall'” animo sindacale “, a riappropriarsi delle proprie radici culturali.
Leadbelly divenne quindi estremamente popolare. Egli incarnava l’animo della gente di colore che, lungi dall’immagine anacronistica di un novello Zio Tom, esprime con la violenza e la rabbia il proprio disagio sociale. La stampa ne parlò alternativamente bene o male a seconda delle forze opposte al potere. Leadbelly viene quindi descritto sia dalla stampa ufficiale quanto da quella alternativa sia come ” sfruttatore ” che ” sfruttato ” dei Lomax.
La sua presenza scomoda e lo scalpore che suscitava furono oggetto di manovre ” sommerse” atte a screditarne l’immagine. Fu ” ripescato ” il caso dei RAGAZZI SCOTTSBORO, un caso giudiziario portato alla ribalta dal Folklorista Ungherese LAWRENCE GELLERT il quale già precedentemente aveva intentato una polemica pubblica contro John Lomax, accusandolo di aver utilizzato la sua immagine autorevole per far liberare un colpevole Leadbelly dall’Angola, e utilizzarlo per i propri comodi.
Il caso Scottsboro era un esempio evidente dell’atteggiamento razzista e discriminatorio della Giustizia nei confronti della gente di colore: si trattava di 9 ragazzi neri accusati nel ‘ 31 di aver stuprato due ragazze bianche. Le ragazze avevano poi ritrattato l’accusa affermando di aver mentito per nascondere i propri giochi sessuali con coetanei bianchi, ma la giuria condannò ugualmente i ragazzi che furono anche vittima di un mezzo linciaggio pubblico.
Leadbelly fu quindi presentato come un ” bieco approfittatore ” che canta di quelle ingiustizie sociali che ” contribuisce a perpetrare “.

The Scottsboro boys.

Ecco i ragazzi della vicenda Scottsboro. Tutti tra i 13 e i 19 anni, fu uno dei casi più penosi della Giustizia Americana ante guerra. Benchè le due ragazze accusatrici abbiano subito ritrattato la denuncia io loro caso andò avanti per anni. Fu davvero un braccio di ferro tra due forze politiche , l’una conservatrice e razzista, l’altra democratica e progressista.

A parare il colpo arrivò poi nel ’37 un certo RICHARD WRIGHT, giornalista del DAILY WORKER e corrispondente della rivoluzione di Harlem. Costui invece porta al pubblico l’immagine di un Leadbelly ” che combatte l’ingiustizia bianca con i pugni e le sue amare canzoni”, ribadisce il fatto che ” le sue parole accorate e solo quelle gli hanno permesso di ottenere la duplice Grazia ” e conclude mostrandolo come ” vittima di una sottile forma di colonizzazione culturale ” da parte di John Lomax che lo ha ” truffato con promesse zuccherose facendolo lavorare per lui per quattro soldi ,mentre i Lomax sono diventati ricchi “.
Insomma, un bailamme di impressioni, voci, apparizioni pubbliche e polemiche a cui lo stesso Leadbelly darà un taglio nel ’39 , e nel modo a lui più consono : facendosi incarcerare la terza volta per tentato omicidio.

Fu un fulmine a ciel sereno: non si sa bene come siano andate le cose. I più affermano che durante una festa Leadbelly abbia accoltellato un altro Afro-Americano, tale Henry Burgess, forse per delle pesanti avancees fatte nei confronti della bella Martha Promise. Processato per direttissima il giudice GEORGE. L. DONELLAN lo condanna ad un anno di reclusione nel carcere di Riker, un isolotto sull’east river di New York. Fu un danno enorme per Lomax, che aveva appena firmato un accordo commerciale con la MUSICRAFT RECORDS nonchè con vari programmi radiofonici di stampo nazionale.
Così prese una decisione drastica: mandò alla’aria la sua laurea in Etnomusicologia che stava per ottenere presso la Columbia University e si dette da fare per organizzare, insieme con Martha e vari musicisti di sinistra, una mega – campagna di raccolta fondi per sostenere le spese legali e cauzionali del processo . Fu un azzardo ma riuscì. Leadbelly scontò 8 mesi di carcere ed uscì di galera con un’immagine non solo ” ripulita” ma nuovamente proposta al pubblico come ” icona dei movimenti di rivendicazione dei diritti per gli Afro-Americani “.

Leadbelly mugshot, 1939

Foto segnaletica di Leadbelly all’indomani del suo terzo arresto.

Un lancio pubblicitario e intelligente della MUSICRAFT che, a differenza della American Record Corporation, aveva deciso di puntare tutto sulla capacità di Leadbelly di dare anima al vero Folk Americano e, NEL SUO AMBITO, rivalutare la musica Blues. La piccola etichetta, nata qualche anno prima per riportare in vita incisioni antiche di musica classica, aveva infatti sposato la causa Afro- Americana e si rendeva conto che la musica poteva essere una validissima arma per far ritrovare al popolo disperso l’unicita delle proprie radici. La gente nera ” parlava ” attraverso il blues da generazioni eppure esso era sempre al centro di odiose polemiche al suo interno, spaccando a metà proprio il pubblico: c’era chi la considerava ” musica eretica ” e chi invece ne comprendeva la forte carica aggregatrice. Le Race Records, cioè quelle sottocategorie di dischi nati e commercializzati ESCLUSIVAMENTE per la gente di colore erano di per se un’idea discriminante e anacronistica. L’idea vincente fu quindi di far comprendere alle masse che il FOLK Americano non era patrimonio esclusivo dei bianchi, come la neonata riscoperta del Country voleva far credere ( concetto sorretto da una precisa volontà politica conservatrice) ma ” il risultato di un’ opera di integrazione e mescolanza delle varie etnie che hanno popolato l’America.”
In tale panorama la la musica nera non solo NON era escludibile ma forse poteva addirittura farla da padrona, vista l’esuberanza numerica degli ex schiavi il cui rapporto coi i bianchi nel 1939 era ancora di 4 a 1.
Un concetto avveniristico che cozzava apertamente non solo contro le leggi razziali che, all’alba della seconda guerra mondiale purtroppo stavano allargandosi, ma
contro il credo comune che vedeva ancora nel nero ” la naturale attitudine alla schiavitù “.
Gli anni ’40 rappresentarono quindi per Leadbelly un periodo di transizione da un’immagine violenta a quella di icona del folk Americano. La sua casa a New York era il fulcro di un’attività blues che farà scuola e che descriverà ampaimente i pregiudizi razziali di “Washington DC.”. I nuovi amici furono artisti del calibro di WOODIE GUTHRIE, SONNY TERRY e BROWNIE McGHEE, con i quali coniò tutta una serie di canzoni chiamate poi i BLUES BURGEOIS portati per radio alle orecchie di un’America che, inevitabilmente, non li ascoltò preferendo invece canzoni come le vecchie ballate GALLIS POLE,SUKEY JUMP, COOTON FIELDS che rappresentarono il vero successo commericiale di Leadbelly.
Quest’ultimo, dopo aver registrato per altre etichette come la Victor e la Folkways partì poi per un tour infinito di serate, la maggior parte delle quali autogestite, che gli dettero la stabilità economica di cui necessitava. Malgrado la sua popolarità infatti, e come è accaduto al 90% degli artisti Afro-Americani del periodo, Leadbelly non riuscì mai a sopravvivere con i guadagni delle vendite dei suoi dischi bensì unicamente coi i proventi delle serate e delle apparizioni pubbliche che, comunque, tra il 1940 e il 1949 furono migliaia..

Leadbelly,1949

Una delle ultime immagini di Leadbelly già ammalato, Giugno 1949.

Poi improvvisamente si ammalò. I primi sintomi della SLA, una malattia degenerativa del sistema nervoso che conduce prima alla paralisi e poi alla morte, furono notati nel maggio ’49. A novembre era morto.
Non conobbe mai il vero successo e anzi, poichè negli utlimi mesi non potè più esibirsi, morì in miseria. Tuttavia solo l’anno dopo il gruppo THE WEAVERS registrò Goodnight Irene vendendo milioni di copie e sorprendendo tutti come
” il disco rivelazione dell’anno “.
Da allora le canzoni di Leadbelly sono state reinterpretate da artisti celebri come Frank Sinatra, Johnny Cash, the Beachboys, the Creedence, slegando sempre più l’immagine dell’artista dalle esecuzioni. Probabilmente la maggior parte di chi legge da non amatore questo blog lo avrà sentito nominare grazie ai NIRVANA che negli anni ’90 con il brano Where Did You Sleep Last Night? ne fecero una versione divenuta quasi una standard.
Bellissima certo, ma che a mio parere non ha nulla in comune con l’animo di un artista che, ai suoi tempi e nell’ambito di una personalità contorta e violenta, ebbe però il coraggio di mostrare al mondo canzoni come MIDNIGHT SPECIAL,, ROCK ISLAND LINE, BRING ME A LITTLE WATER ,SYLVIE che nessuno degli artisti neri ante guerra ha accettato di registrare per timore di ritorsioni.
In esse c’e’ il vero animo di Leadbelly. Vi consiglio caldamente di ascoltarle.

Vi lascio con una raccolta LIVE davvero impressionante e che rappresenta l’ultima grande Tourneè di Leadbelly. Come potrete notare…IL BOOGIE WOOGIE è nell’aria!

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