Leadbelly: davvero un brutto ceffo! :galera e onori.


Leadbelly
(continua)
” La vita in Texas, per un povero negro come me, era davvero brutta! ” – ricorderà Leadbelly in una delle tante interviste che rilasciò quando divenne famoso. ” Mio padre mi consegnò la prima pistola all’età di 16 anni, ma raramente ne feci uso. Tuttavia fui costretto a portarla e anche a farla vedere, soprattutto quando me ne andavo a spasso nei locali del sud. Lì un musicista di strada è costretto ad esibirsi con le spalle al muro perchè non deve tenere nessuno dietro di se. E le risse erano all’ordine del giorno: una volta, mentre suonavo, una sedia mi arrivò all’altezza dell’orecchio e quasi mi fracassarono la mascella con un pugno partito chissà da dove. Allora, quando vedevi un uomo agonizzante per terra lasciavi correre e continuavi a farti i fatti tuoi, se non volevi fargli compagnia iin obitorio.”

Sicuramente era così: tuttavia il nostro eroe si vantava anche di avere un brutto carattere e di trovarsi ” perfettamente a suo agio ” nei bordelli Texani , dove sembra che impiegasse il tempo a malmenare le prostitute e i loro protettori. Tra il 1919 e il 1930, anno in cui venne sbattuto di nuovo in galera, si adattò a fare molti lavori duri poichè ” la musica non mi gli riempiva la pancia”. Fu quindi camionista, benzinaio, vaccaro, operaio nei pozzi di petrolio meccanico a tempo perso. Ma alla fine si ritrovava sempre nei guai per colpa del suo amore per le risse e della sua sviscerata passione per le pratiche ” estreme “, in genere incontri di lotta clandestini dove si facevano scommesse ” all’ultimo sangue “. Si trattava di ” sfide ” tra lottatori neri o mezzosangue, organizzati spesso dalla mafia locale o da bordellari Irlandesi. Si svolgevano di sera, in capannoni abbandonati, con il tacito consenso della polizia che si beccava la sua bella mazzetta.

Leadbelly, 1928

Col suo fisico prorompente, 180 cm. per 100 kg, e la sua inclinazione alla violenza Leadbelly era il candidato ideale per le lotte clandestine.
Qui nel 1928.

Decine di ” avventori” in cerca di guadagni facili o disperati che bruciavano i loro ultimi dollari nella speranza di affrancarsi dalla miseria PUNTAVANO sui propri campioni , che si prestavano alla lotta percependo una provvigione sugli incassi. Più alta era la difficoltà imposta ( a volte venivano bendati o costretti a lottare con un braccio dietro la schiena) maggiore era la vincita. Gli scontri ad ultimo sangue erano quelli più richiesti: a mani nude o col coltello i lottatori si misuravano in uno spazio circolare di circa 5 metri per 3, circondati da un pubblico smanioso e avido che li aizzava ad ammazzarsi e non di rado li ” ributtava al centro” se uno dei due decideva di mollare. Quando ” ci scappava il morto”, in media un paio a serata, li si buttava nel fiume oppure si vendeva il cadavere agli Istituti di Anatomia, i cui emissari partecipavano spesso agli incontri in attesa di ” recuperare la merce”.
Questo era l’ambientino preferito da Leadbelly che, un po’ per la sua ammirevole stazza un po’ per inclinazione , si metteva costantemente in gioco.

Lottatore

Le lotte clandestine esistono ancora oggi, in particolare nei paesi del terzo mondo dove la miseria dilaga. Qui , come i gladiatori di una volta, gli atleti vengono scelti da piccoli e
” cresciuti” con supercibi e farmaci in modo da poter sostenere lotte all’ultimo sangue, che arricchiscono chiaramente i loro ” manager”.
Spesso è la famiglia a vendere i propri figli.
In questa foto un lottatore Indiano

Eppure la sua fama di musicista talentuoso cominciava già a lavorare per lui: in Texas era conosciuto e la sua arte apprezzata . Egli sapeva parlare al popolino rozzo e ignorante con le sue stesse parole trattando il dolore della quotidianità ma anche parodiando in musica personaggi famosi, che venivano ridotti a figure fragili o meschine sulle quali si poteva anche ridere. All’epoca le sue canzoni fu Frank Roosevelt, il miliardario Howard Hughes e in seguito Adolph Hitler aiutarono il pubblico a scavare nella vera essenza di questi personaggi , tanto temuti o odiati. Leadbelly cantava la vita: e lo faceva suo modo, con la chitarra a dodici corde e con la fisarmonica: adoperò il Blues per imprecare e il Gospel per pregare Dio. Le sue canzoni parlavano di donne sangue e lavoro. La sua vita dura e l’esperienza nel carcere lo avevano già segnato ed era in grado di puntare dritto al cuore della gente, poichè ne conosceva il lato debole. Una mirabile pratica che tuttavia Leadbelly adoperò spesso con intenti non sempre…limpidi. Nel 1928 esisteva già un folto pubblico di estimatori che andava ad ascoltare il musicista che ” aveva una piccola orchestra nelle mani “. Midnight Special era già nata durante la sua prima permanenza in carcere e probabilmente altre canzoni simili, attinte dalla tradizione popolare, parlavano al cuore della gente. Forse Leadbelly avrebbe potuto vivere tranquillamente con la sua musica, sempre più richiesta alle feste e nei juke joint. Ma le brutte abitudini non si perdono facilmente.
Nel 1930 lo troviamo nel durissimo carcere di Angola, in Louisiana, per tentato omicidio. Benchè in seguito egli abbia tentato di ” gonfiare le cose ” , nella biografia che scrisse su di lui Alan Lomax, affermando che ” 6 enormi negri lo avevano aggredito e che lui a mani nude ne uccise uno per legittima difesa”, la realtà è ben diversa. Secondo la documentazione del Tribunale, Leadbelly fu condannato a 10 anni di lavori forzati per aver tentato di uccidere un uomo bianco durante una rissa a Shrevenport.

Angola prison

Ecco come appariva la prigione di Angola in Texas nel 1930.

Altra versione la diedero i suoi genitori, affermando che mentre il figlio stava ascoltando in strada un gruppo di musicisti dell’Esercito della Salvezza (tutti bianchi naturalmente) si sia messo a ” rifargli il verso ” ironicamente sulle loro stesse note. Alcune persone del pubblico, imbestialite da un atteggiamento così irriverente da parte di un negro nei confronti di chi,bene o male, si adoperava per ” la conversione degli atei” lo strattonarono per allontanarlo. Così cominciò la rissa: Leadbelly tirò fuori un temperino e ferì alla gola uno di loro. Salvato da un linciaggio pubblico la notizia fu riportata perfino dai giornali locali. Tratto da THE SHREVEPORT TIMES :

“Dick Elliott, 36 anni, di razza bianca , nato nell’Highland è stato portato in gravi condizioni all’ospedale locale, dove gli sono state riscontrate varie ferite da taglio sulle braccia,sul petto e sulla gola. L’uomo sembra sia stato aggredito mercoledì sera nella sua casa di Mooringsport da un negro folle che si trovava nei pressi a macellare un maiale. Il negro , Huddie Ledbetter, 43 anni, si trova ora in carcere in attesa di giudizio con l’accusa di tentato omicidio. Si valuta la possibilità che costui abbia agito per legittima difesa…”

Come cambiano le cose, vero? Ognuno disse la sua. Tuttavia Leadbelly finì in galera e Dick Elliott riportò danni permanenti. In qualsiasi modo andarono le cose non ci furono vincitori.

Detenuti Angola prison

Detenuti in un tipico carcere Americano negli anni ’30. Se condannati ai lavori forzati venivano tenuti in catene.

O forse si?…Poichè , se di sfortuna vogliamo parlare, tuttavia il nostro amico sembra che cadde ” in piedi”. Nel giro di tre anni era già famoso e poco dopo fu nuovamente graziato. Di chi il merito?
Di John e Alan Lomax padre e figlio,,capitati lì per conto della Biblioteca del Congresso, che divennero poi protettori e promotori del musicista.
Ma CHI ERANO questi due?
Se ci addentriamo nella loro vita, di cui parleremo APPROFONDITAMENTE a breve su questo blog,
scopriamo due personaggi interessanti e sicuramente fuori dagli schemi. Dotati di pazienza, metodo e una grande dose di creatività dobbiamo alla loro incessante ricerca e catalogazione delle ballate popolari la possibilità di godere di brani blues e folk, che altrimenti sarebbero stati perduti.
Se OGGI conosciamo canzoni come The House of Rising Sun, the Grey Goose, Scarborough Fair e se abbiamo potuto conoscere la bellezza del Blues e del primissimo Folk rurale, è solo per merito loro. E se il Rock ha potuto attingere a piene mani da un mondo passato e oscuro come quello del delta del Mississippi, in quella che fu la ” rinascita ” del blues degli anni ’60, è stato SOLO per quelle rudimentali registrazioni in loco attuate dai due musicologi che, come vedremo, partivano da un entourage povero e faticoso.

John Lomax

Una bella immagine di John Lomax negli anni ’20.

Il padre, John Avery Lomax, era figlio di un poveraccio arruolato per forza nella guerra di Secessione e congedato senza neanche versargli un dollaro. Così la famigliola, per non patire la fame, fu costretta a tentare la fortuna come pionieri in zona di frontiera a Meridian, in Texas, nei pressi della vecchia ferrovia abbandonata di Chisholm. Fu in questa zona di passaggio dei Cowboys che John si innamorò delle vecchie ballate western e dei canti Afro- Americani, giacchè molti dei cowboys erano di colore. Non potendo frequentare una scuola pubblica rimase pressocchè ignorante fino ai 21 anni, quando decise di seguire la propria strada e coltivare se stesso piuttosto che i campi del padre. Preso il diploma di istruzione superiore presso una scuola metodista, giù in città, divenne maestro e insegnò per vari anni frequentando nel contempo l’Università. Laureatosi a pieni voti in Letteratura Inglese cominciò a chiedere aiuto all’Ateneo per fare ricerche sulle ballati popolari che aveva raccolto e trascritto negli anni della sua adolescenza.e che poi addirittura BRUCIO’, in seguito al disprezzo e alla miopia dei Rettori, che lo appellavano” Ricercatore da strapazzo”. Divenuto Professore Universitario lui stesso mise apparentemente da parte questa sua passione rientrando nei ranghi, ma continuando a fare ricerche per suo conto. La passione mai sopita
” contaminò ” in seguito il figlio Alan, che divenne fondamentale per la realizzazione dei suoi sogni giovanili.
( continua)

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Tutto il fascino della sua vita maledetta in questo bellissimo film! Attivate i sottotitoli


Passeggiamo insieme nei luoghi che videro la parabola di Leadbelly accendersi e poi spegnersi. Ripresa con telefonino. Molto suggestiva. In sottofondo la nostalgica Where Did You Sleep Last Night” , di Leadbelly.


Una delle più celebri canzoni di Leadbelly: the Grey Goose, una parodia avvincente sui vizi di ricchi ed aristocratici.

Buon ascolto!

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