Alger ” Texas ” Alexander. Artista e Assassino.


AlgerTexasAlexander

Non posso nascondere l’interesse e l’ammirazione che provo per questo artista che non seppe mai suonare nulla e che utilizzò, nel pieno rispetto della tradizione blues, la propria voce come mirabile strumento.

Abbiamo già parlato di come il blues fosse in realtà retaggio di un bisogno atavico dell’Afro-Americano di esprimere il proprio dolore e la propria frustrazione attraverso la voce, che dagli spirituals agli hollers è sempre stata il fulcro della sua essenza. L’accompagnarsi alla chitarra o all’armonica è venuto molto dopo, quando la mescolanza con le suggestioni Europee era già evidente. Quindi, in un attacco di purismo, personalmente trovo che il cosiddetto ” canto a cappella” rifletta davvero l’anima del blues di cui è l’espressione più diretta: in tal senso Alger Alexander ne fu autorevole portavoce.
Della sua infanzia sappiamo pochissimo: figlio di Sam ” Ernie”
Alexander e Jennie Brooks, Alger nacque il 12 settembre 1900 nella piccola cittadina di Jewett in Texas. Tanti fratelli e molta povertà; il bambino viene allevato a Richards dalla nonna paterna, Sally Beavers, insieme a suo fratello Edell e al cugino Willie Mae Proctor e inserito in una di quelle comunissime e frequenti famiglie patriarcali dove tutti erano braccianti agricoli. A sei anni Alger è già nei campi di cotone e si fa le sue brave 10 ore al giorno di lavoro. Niente scuola, niente istruzione. A quindici è operaio di ferrovie. Si comprende quindi la natura e la matrice del suo stile, completamente immersa nel ” sangue ” dei canti di lavoro.

Ecco una classica piantagione di cotone Texana nel 1900.

Ecco una classica piantagione di cotone Texana nel 1900.

Era basso e tarchiato di statura e non era bello; tuttavia aveva una voce profonda e diretta e sapeva ” gridare” con efficienza la sofferenza dello schiavo e la sua ansia di riscatto. Si sposa giovanissimo ma a vent’anni rimane vedovo: così molla famiglia e lavoro e inizia la sua vita di
” Rambler” dirigendosi prima a Houston e infine a Dallas, dove canta agli angoli delle strade o presta la sua abilità di intrattenitore nelle taverne e nei juke joint accompagnandosi ai musicisti del luogo. E stiamo parlando di un periodo, agli inizi degli anni ’20, in cui in questi posti trovavi un Blind Lemon Jefferson o un King Oliver! Si dice che portasse sempre una chitarra con sè ,per attirare altri musicisti e iniziare a duettare. In realtà si esibì spesso con suo cugino,
LIGHTNIN’ HOPKINS ancora in erba, ma anche con John T. Smith e George ( Little Hat) Jones. Alexander viaggia per tutto il Texas: lo si vede a Crockett, Clapeland e Buffalo,poi nel 1927 si trasferisce definitivamente a Dallas dove per sopravvivere lavora come magazziniere, e fu proprio in uno di questi locali che il famoso pianista e talent scout Sammy Price lo scoprì. ” Rimasi profondamente colpito non solo dalla sua voce potente e rumorosa ma soprattutto dal modo in cui la usava per tirare fuori il blues.

Una rarissima immagine di Alger Alexander nel 1934

Una rarissima immagine di Alger Alexander nel 1934

Respirava all’unisono con la musica e aveva dei passaggi vocali spettacolari. Era difficile per un musicista stargli dietro; egli agiva d’impulso e il suo modo di cantare era anticonvenzionale.” Pensiero più tardi condiviso da uno dei suoi più assidui accompagnatori in sala di incisione, LONNIE JOHNSON, il quale definiva ” una continua sfida stargli dietro. ” Alexander inventava di sana pianta le sue canzoni partendo solo da un ” canovaccio “, cioè un paio di giri strumentali di intro su cui intesseva empaticamente l’intero brano. La tendenza dell’artista era quella poi di cambiare chiave improvvisamente, scendere magari di tre o quattro toni, e infine ” rimbalzare” prepotentemente sulle tonalità precedenti , un atteggiamento all’epoca molto inusuale e che ispirò artisti come Howlin’ Wolf e Leadbelly. Anzi, proprio Wolf fu uno dei suoi compagni di viaggio più assidui dopo l’arresto di Smith per omicidio.

Lightnin'  Hopkins negli anni '50.

Lightnin’ Hopkins negli anni ’50.

Comunque Sammy Price gli organizzò immediatamente una sessione di registrazione per la Okeh che lo mise a duettare addirittura col maestro Blind Lemon Jefferson, un altro dei ” Grandi ” con cui Alexander aveva già lavorato nel ” deep Ellum “.
E’ l’inizio di quella che sembra una carriera fortunata: tra il 1927 e il 1934 Alger Alexander registra 60 pezzi con gli esponenti della country blues più eminenti del momento come King Oliver, Lowell Fulson, Eddie Lang e chiaramente suo cugino Lightinin’ Hopkins, col quale non smetterà mai di lavorare. Ci fu solo una breve pausa tra i due durante la seconda guerra mondiale perchè entrambi finirono in carcere, ma i due poi si rimisero insieme nel ’43.
Nascono brani di grande impatto come DEEP BLUES SEA BLUES, BOE HOG BLUES, MAMA’s BAD LUCK CHILD e BROKEN Yo YO che, sebbene non divengano mai delle Hit tuttavia portano l’anima dell’artista al grande pubblico , che lo appella quindi ” Texas” Alexander. Egli, un pò come facevano le grandi Blues Singers dell’epoca, esprimeva il dolore della gente comune: il grido del lavoratore oppresso, le dure condizioni di vita dell’operaio e del bracciante, la fame e l’oppressione che la black people ben conosceva. La sua voce profonda e vibrante diveniva veicolo di una ribellione sociale che non aveva sbocco se non attraverso la musica. Le sue melodie non erano standardizzate ma ” pure ” come l’aria. Rifacendomi a un commento del polistrumentista ISHMAEL WADADA LEO SMITH che diceva ” Il Blues è una musica libera” posso affermare con sicurezza che Alger Alexander non ebbe mai vincoli nella sua espressività e che il suo modo di cantare, assolutamente UNICO, era legato alla sua respirazione e ai processi mentali che operava NEL MOMENTO ESATTO in cui cantava. Durante le sessioni di lavoro si comprese subito che NON ERA POSSIBILE fare due incisioni non solo SIMILI ma COMPARABILI tra loro.

Ascolta QUI la mia musica blues inedita!

Ciò che potete ascoltare ancora oggi è frutto di SINGOLE registrazioni: delle sue 64 incisioni totali ben 60 sono quelle poi pubblicate direttamente e senza modifiche.
Per lo stesso motivo, tranne nel periodo in cui suonava nei locali e quindi svolgeva opera di intrattenimento, egli non fece mai ” cover”. E’ quindi erroneo ritenere che il famoso brano THE HOUSE OF RISIN SUN sia attribuibile a lui: in realtà egli si ispirò al brano solo per quanto riguarda il titolo, THE RISING SUN, ma melodia e testo sono tutt’altra cosa. D’altra parte il vecchio brano che parla di una casa chiusa ( poi rispolverato dagli ANIMALS negli anni ’60) è databile metà 1800 ed era originariamente una old ballad in stile western.
Chi lo conobbe all’epoca delle sue prime registrazioni lo descrisse come ” serio, taciturno e poco comunicativo, almeno fino al momento in cui cominciava a cantare. In seguito, all’epoca del suo successo, tutti furono concordi nel constatare in lui un profondo cambiamento. Divenne duro, intransigente e anche un po’ vanaglorioso: pur continuando a vivere come un Rambler si vantava con i musicisti raccattati qui e lì per le sue serate che ” A suonare per me si guadagnano più di 10 dollari a serata! ” ( una cifra oggi paragonabile a 200 euro). Tuttavia non perse mai l’affetto nei confronti della sua famiglia d’origine, prodigandosi anzi con tutti i suoi parenti in grado di tirare fuori qualche nota dalla chitarra.Oltre al fratello Edell e al cugino Lightnin’ Hopkins con il fratello Joel lo accompagnarono Frankie Lee Sims, Dan Lewis, Ruby Doke e Thomas Shaw, che erano cugini nipoti e parenti di vario grado. Ma ebbe anche il pregio di ” dare un mestiere ” a un giovanissimo e turbolento LOWELL FULSON, un’altra stella del blues ancora in erba, salvato da una rissa in quel dell’Oklahoma. Anzi fu talmente protettivo con lui da utilizzare la sua autorevolezza nei confronti della polizia locale, quando il giovanotto fu sbattuto in galera per vagabondaggio.

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Era il 1934 e Alexander era dichiaratamente in auge; benchè sia la Okeh che la Vocalion, etichette per le quali aveva inciso a Dallas a S. Antonio, lo pagassero una miseria tuttavia gli avevano messo a disposizione un macchinone con tanto di autista ( che faceva gran scena) e potete comprendere l’impatto che il suo arrivo esercitava sulle cittadine di provincia.

Una delle prime incisioni con la Okeh di Texas Alexander.  Misconosciuto al grande pubblico OGGI queste incisioni sono quotate nel web migliaia di dollari.

Una delle prime incisioni con la Okeh di Texas Alexander.
Misconosciuto al grande pubblico OGGI queste incisioni sono quotate nel web migliaia di dollari.

Intanto l’artista aveva preso di nuovo moglie e dimorava a Leon County in Normangee, sempre in Texas. Era innamoratissimo e anche molto geloso ma non disdegnava di ” accompagnarsi” ad altre donne. Lo stesso Fulson è testimone delle avventure galanti del maestro. ” Nel 1937 partimmo in tourneè con il nostro macchinone insieme ad una cantante blues che Alger chiamava spiritosamente La mia Bessie Smith . Ma la ragazza si chiamava Bessie Tucker e non era neanche tanto brava; si baciavano in pubblico e tutti sapevamo che era la sua nuova amante. Comunque durò poco perchè finito il lavoro scomparve e non la vedemmo più.”
L’uomo che aveva prestato elegntemente la sua voce a King Oliver e la sua Band nel 1939 si macchiò di un reato amarissimo: uccise la sua seconda moglie per gelosia. L’omicidio segnò un arresto brutale alla sua carriera: sembra che Alexander avesse trovato la seconda moglie a letto con un tale e che, senza dire una parola, abbia fatto fuori entrambi..usando un’ascia. Un omicidio orrendo per il quale l’artista fu condannato a 10 anni e rinchiuso nel carcere di Paris unità di Ramsey ( dove si trovavano gli assassini). La pena fu poi commutata a 3 anni di carcere grazie alla buona condotta e ai favori ” musicali ” concessi al direttore della prigione , che incise e vendette alcuni dei suoi brani.

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Nel 1942 gli fu concessa la libertà vigilata, infranta poi dallo stesso artista in un momento di ira. Ma tempi bui si avvicinavano : nello stesso anno fu pubblicata in Texas una sua volgarissima e tendenziosa canzone, BOAR HOG BLUES, un brano di qualche anno prima in cui viene descritta, senza tanti giri di parole, una notte di sesso infuocato e in cui i termini ” troia ” e ” porco ” si sprecano.
La canzone fu riesumata da una sessione di prova per la Vocalion: sembra che Alexander si fosse fatto dei nemici e che si sia tramato per lasciarlo in galera. La storia qui si fa molto confusa; quel che è certo che la canzone , poi radiata dai circuiti radiofonici, fece insorgere la sua città natale, Jewett, e che non gli permise di ottenere la sospirata grazia. Ma non solo: Hopkins stesso testimoniò delle assurde sevizie subite dal cugino in galera, che fu pestato selvaggiamente da detenuti e secondini per volere del direttore del carcere.
” Quando mio cugino fu rilasciato, qualche giorno dopo che Bo’ Hog Blues era andata in onda, era in pessime condizioni. Era stato pestato di brutto e non riusciva a camminare: dovemmo portarlo di peso nella mia stanza e per molto tempo lui non fece che strisciare sul pavimento. ”

Per la Freedom nel 1950 Texas Alexander incise il famoso duetto con  Benton Busy Bees.

Per la Freedom nel 1950 Texas Alexander incise il famoso duetto con Benton Busy Bees.

Nei nove anni successivi Alger Alexander fece l’artista di strada insieme al cugino, non ancora famoso. Erano conosciutissimi a Houston dove la loro principale fonte di reddito consisteva nel salire sugli autobus e intrattenere la gente con il blues. Il suo stile canoro e i suoi testi però erano molto cambiati: essi appaiono maggiormente introspettivi e sicuramente autobiografici. Alexander non è più il cantore delle miserie umane ma delle proprie. I suoi accenti accorati vibrano di rimorso e passione nelle registrazioni del 1947 per la ALADDIN RECORDS, che non ebbero mai successo.

Il suo tempo era finito. Un unico fremito di rinascita si percepisce nel suo duetto del 1950 con BENTON BUSY BEES per la Freedom, ma l’artista è ormai vinto e oppresso dai ricordi.
Si spegnerà per sifilide nel 1954 a Richards, in completa povertà e sepolto nel cimitero di Longstreet nella contea di Grymes in una tomba senza nome.

Il cimitero di Longstreet in Texas come appare OGGI.  La tomba di Texas Alexander è irreperibile.

Il cimitero di Longstreet in Texas come appare OGGI.
La tomba di Texas Alexander è irreperibile.

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Tutto il sapore delle Works Songs in queto brano del 1927 per la Okeh.

Suggestiva questa canzone per la KING OLIVER BAND del 1928. Qui le suggestioni dell’Urban Blues e del nascente Jazz sono palpabili.

Amarissima questa interpretazione del 1950 per la Freedom. Si sente che l’artista non è più lo stesso.

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