I Bluesman dimenticati: ” PEG LEG HOWELL ”


Peg Leg

Iniziamo oggi una piccola panoramica su quegli artisti Blues, delle origini e non, che non sono mai passati alla Grande Storia della Musica, pur avendo innegabili capacità strumentali e tecniche innovative. Alcuni hanno inciso qualche disco, moltissimi sono stati sfruttati , utilizzati e in seguito privati della paternità delle loro opere poi assegnate,per volere delle Case Discografiche, ad artisti più famosi.
Tutti hanno avuto una vita difficile, magari segnata da gravi reati, piena di fame tribolazioni e violenza. Eppure in ognuno di loro c’e’ il sangue del Vero primo Blues, quello sanguigno e amaro poi perduto alla fine degli anni ’30. La storia di questi Bluesman dimenticati è tuttora una ferita aperta per la musica della old America.

Iniziamo dal particolarissimo JOSHUA BARNES HOWELL, meglio conosciuto come ” Peg Leg” ( gamba di legno) un nomignolo non affettuoso che indicava semplicemente il suo stato di storpio.
Nacque il 5 marzo 1888 in una piccola fattoria a Eatonton, nel sud della Georgia, una zona povera e degradata molto ben descritta dall’ ” Atlanta Constitution ” ,un famoso giornale conservatore e bianco che qualche anno prima aveva inviato un suo cronista per fare il punto sulle condizioni degli Afro-Americani degli Stati del Sud. ” Ciò che colpisce è il senso di degrado che si respira per le strade, sporche e maleodoranti, in cui inutili negri sono assiepati mendicando o suonando uno strumento. I locali commerciali, poco più che bettole. sono in realtà ricettacoli di criminalità dove si mischiano vecchi e bambini nella più turpe delle usanze, una sorta di lamento straziante suonata agli incroci da tipiche String Band.”

Questa cartina indica l'esatta posizione di Eatonton nel 1883

Questa cartina indica l’esatta posizione di Eatonton nel 1883

Chiaramente ciò che il giornalista annota come ” soul straziante ” era il Blues, ma lui non lo sapeva perché le Case Discografiche non lo avevano ancora
” scoperto”. Tuttavia queste brevi righe dovrebbero dare l’idea di ciò che succedeva pochi anni prima che nascesse Peg Leg, giù nella contea di Putnam.
La vita nelle fattorie era difficile. Come ricorderà lui stesso anni dopo nelle memorie di Alan Lomax ” Ci alzavamo alle 3 di mattina per badare agli animali e poi stavamo nei campi tutto il giorno, fino a quando il sole tramontava. Poco cibo e tante botte. A volte il pastore arrivava e diceva a nostro padre che i bambini dovevano andare a scuola ,per non rimanere stupidi negri a vita. Così mi ci mandarono, ma non appena imparai un poco a leggere e scrivere dovetti smettere di andarci e ripresi a lavorare nei campi con la famiglia.”
Tuttavia Joshua cresce ,e anche molto bene. A vent’anni è un bel ragazzone alto e forte con la passione della chitarra, un amore nato ” una notte del 1909, quando riuscii a procurarmi una cigarettes box fatta da un mio amico”. Chiaramente le tecniche apprese ,un po’ da autodidatta e un po’ frequentando le ” bettole ” del luogo,sono quelle tipiche del blues. Diviene un virtuoso dei 12 -bar e del finger picking, mescolando le tradizioni Afro al Country.

Ecco una tipica " farm " in quel di Puntnam County agli inizi del 1900

Ecco una tipica ” farm ” in quel di Puntnam County agli inizi del 1900

Una vita come tante altre fino alla tragedia del 1917, quando durante un alterco tra fratelli si becca una fucilata alla gamba destra.
E’ la fine di una vita normale: curata male la gamba va in cancrena e deve essere amputata. Gli viene applicata una protesi di legno, ma chiaramente non è più lo stesso di prima. La sua vita è cambiata definitivamente e quando,in paese, gli affibbiano il nomignolo ” Peg Leg ” non è certo per vezzo. Non potendo più lavorare nella fattoria di famiglia Joshua diventa automaticamente un peso. Trova prima un lavoro in una fabbrica di fertilizzanti nella vicina Madison, ma il ritmo di lavoro è troppo duro per lui che non riesce a stare autonomamente in piedi. Così decide di mettere a frutto la sua arte e diventa uno ” dei negri inutili i assiepati agli angoli delle strade ” di cui parlava il cronista pochi anni prima.
Siamo nei primi anni ’20 in pieno Proibizionismo e l’America è in preda al panico. Nel 1917 era stato promulgato il ” Diciottesimo Emendamento ” che proibiva la produzione,la vendita e il consumo dei liquori” e la Legge fu effettiva dal 1919. Sulla scia di una nuova ondata di Puritanesimo ,che in realtà fu solo una strategia del Governo per monopolizzare il commercio dell’alcool , gli Americani furono privati di una delle abitudini e in certo senso ” gratificazioni ” più importanti della propria cultura.

Vieni a conoscere la mia musica blues!

Un'immagine emblematica del Proibizionismo in America. Botti di alcool clandestino distrutte dalle Forze dell'Ordine

Un’immagine emblematica del Proibizionismo in America. Botti di alcool clandestino distrutte dalle Forze dell’Ordine

Ieri come oggi TUTTI bevevano. L’ondata moralizzatrice, che intendeva arginare la violenza dei ghetti di cui l’alcool sembrava istigatore, ottenne come unico risultato quello di stimolare chiunque a produrre illegalmente in casa il proprio liquore e, purtroppo, contribuì alla crescita delle organizzazioni criminali di cui Al Capone fu uno dei tanti fulgidi esempi. Quando Peg Leg Howell arrivò ad Atlanta la situazione era disastrosa: ora davvero i locali cittadini erano ” le bettole malfamate ricettacolo di malavita” che aveva descritto il cronista dell’ Atlanta Constitution, e non certo per colpa del blues.
Inizia a suonare per le strade in una ” string band ” insieme al mandolinista EUGENE PEDIN, il chitarrista HENRY WILLIAMS e il violista EDDIE ANTHONY, che poi diverrà il suo migliore amico. Il gruppo si esibisce in ballate tradizionali come lo ” slide ” (scivolamento) un termine che indica appunto la matrice della danza che lo accompagnava. Sappiamo qualcosa del tipo di musica che produceva in questo periodo grazie alle successive incisioni che fece con la Columbia: molto interessante il ” ripescaggio ” della tradizione del Castoro e la descrizione degli ameni paesaggi del sud della Georgia ai confini con la riserva Indiana dei PIEDI NERI. In queste prime ballate c’e’ una mescolanza di Holler, ritmica sciamana e ragtime davvero interessante! Le sue descrizioni delle ” feste dei cacciatori” e lo smercio delle pellicce del castoro,una tradizione che già alla fine degli anni ’20 si era persa, hanno permesso di aprire uno squarcio sulle usanze di quella fetta di popolazione ignota che è stata un pilastro economico della Georgia e della Carolina del Sud durante i difficili anni della colonizzazione. Il suo sound si aggancia mirabilmente alla tradizione del ” Beaver Slide “, i tipici sentieri fangosi che i castori costruivano lungo le rive dei fiumi e dove poi si svolgevano le ” feste della cattura”, una sorta di celebrazione su stampo Indiano dove l’alcool ( fabbricato nei boschi) scorreva a fiumi. Uno spaccato sociale davvero intenso, che caratterizza la prima fase della produzione artistica di Peg Leg Howell.

La Peg Leg Gang nel 1925. Da sinistra Henry Williams, Eddie Anthony e Peg Leg.

La Peg Leg Gang nel 1925.
Da sinistra Henry Williams, Eddie Anthony e Peg Leg.

Tuttavia la band non riesce a sopravvivere con la sua musica poiché la maggior parte degli ex locali in cui si ballava e si beveva ora sono chiusi e ,per sbarcare il lunario, si sono trasformati in distillerie clandestine . Peg Leg decide di aderire al commercio illegale: diventa contrabbandiere di alcool ma presto viene scoperto e nel 1925 finisce nella prigione di
” River Field “. Un anno molto istruttivo. Nelle carceri si ammucchiavano in condizioni deplorevoli tutti i peggiori emarginati della zona colpevoli di reati di serie B come contrabbandieri , ladri di galline e papponi. In genere si trattava di Afro-Americani, ma non erano rari Messicani, Irlandesi e Indiani che, tra una rissa e l’altra, si consolavano suonando poveri strumenti a cui trasmettevano la rabbia e il proprio dolore . Nasce così in prigione uno dei brani più belli di Peg Leg ” New Prison Blues “, una canzone ” collettiva”, nata cioè dalla mescolanza di suggestioni corali che l’artista ha saputo inglobare in un brano dal testo avvincente. La canzone, un purissimo Holler, sembra gridare il dolore dell’alienazione, la vita dura di un ” negro costretto ad abbassare la testa ” e dell’ansia di amore che ogni disperato riversa sulla propria donna. Le frasi ” ti taglierò la gola, mamma , e berrò il tuo sangue se non mi lascerai andare. Tu non puoi lenire il mio dolore ed è inutile che ci provi” fanno da contrasto accorato a ” Preferisco bere acqua fangosa e dormire nel cavo di un albero, piuttosto che sapere che la mia donna non mi ama!”, in un agghiacciante vortice di emozioni che colpiscono direttamente al cuore.

Queste le condizioni di una classica prigione Americana negli anni '20. Qui siamo nella Prigione di Caledonia, Sud Carolina, nel 1925.

Queste le condizioni di una classica prigione Americana negli anni ’20. Qui siamo nella Prigione di Caledonia, Sud Carolina, nel 1925.

Uscito di galera Peg Leg ritorna per strada insieme agli amici di un tempo. Questa volta la loro meta preferita sembra essere un locale in Decatur Street ad Atlanta, dal nome indicativo ” BEAVER SLIDE ” poi immortalato nel brano
” RAG BEAVER ” . Proprio in quel periodo ,e come era usanza delle prime Grandi Etichette Discografiche, la Columbia Records aveva inviato in loco un paio di talent scout, allo scopo di ” raccattare per strada ” qualche artista di talento. Colpiti dagli accenti accorati di NEW PRISON BLUES Peg Leg fu invitato in studio dove, l’8 novembre 1926, incise il suo primo single da solista che vendette nel primo mese ben 9000 copie e che, presentava nel lato B “Fo’ Days Blues “.

Ecco il disco della Columbia  NEW PRISON BLUES, il primo grande successo di Peg Leg, 1926

Ecco il disco della Columbia NEW PRISON BLUES, il primo grande successo di Peg Leg, 1926

Grazie all’ottimo incasso Peg Leg e la sua band furono messi sotto contratto. Nasce così ,nell’aprile 1927, il primo grande disco della Band ,” PEG LEG HOWELL and his GANG ” che conterrà una hit di successo, l’allegra e danzereccia ” Beaver Slide Rag ” e venderà ben 12.950 copie.
Sulla bellissima ” NEW JELLY ROLL BLUES ” Peg leg è onesto: ammette di averla ” copiata ” da tale Elia Lawrence, che la cantava per strada.
Tuttavia la band si separa, per volere della Paramount. Peg Leg continua da solista percependo circa 50 dollari a sessione tra gli alti e i bassi del destino.
La band si riunisce nell’aprile del ’28 per la Okeh e poi nell’ottobre dello stesso anno per la Columbia ma non sforna successi. In realtà gli amici sono delusi: litigano,si punzecchiano, un’atmosfera che si percepisce perfettamente in ” BANJO BLUES ” dove Peg Leg canta ” Il Blues non è altro che il dolore di un uomo. ” Lontani i tempi della gioiosità che sprigionavano in Beaver Slide Rag! Il gruppo si scioglie definitivamente.

Patrizia%20Barrera

Nel ’29 La Columbia gli mette accanto JIM HILL, ma il bravissimo mandolinista non riesce a creare un rapporto empatico con Peg Leg. Ne soffre “MONKEY MAN BLUES ” che, pur godendo di un testo incisivo, non vende.
Il mercato richiede di adeguarsi ai tempi; il canto nostalgico dal richiamo Holler ha fatto il suo. Lo stile monocorde a metà tra cantato e parlato non prende più. Quando scade il contratto La Columbia non lo rinnova e Peg Leg si ritrova di colpo per strada. E’ di nuovo povero ma tutto è cambiato: il suo amico del cuore Henry Williams è morto per le sevizie in carcere ,dove era detenuto per vagabondaggio , e di Eddie Anthony ( che morirà nel 1934) si sono perse le tracce.
Proverà ancora a portare in giro la sua musica, e infine si adatta ad una vita ai margini, impiegandosi negli umilissimi lavori che riesce a fare. Infine viene inghiottito da Nulla…per circa trent’anni.
Accadde poi che nel 1963 due studenti dell’Università di Emory, George Mitchell e Roger Brown, andando alla ricerca di informazioni in loco sul musicista Blind Willie Mc Tell si imbattessero proprio nel vecchio artista ormai 75 enne e in pessime condizioni di salute. Peg Leg,dopo una vita travagliata e piena di privazioni, si era infatti ammalato di una grave forma di diabete per cui era stato necessario amputare anche l’altra gamba ormai in cancrena. Lo trovarono sul patio di una casa sgangherata e maleodorante in Atlanta, all’imbocco di una strada sterrata non lontana da Decatur Street. Il vecchio Peg Leg era in sedia a rotelle e in condizioni di estrema povertà.

Peg leg nel 1964, anno del suo breve ritorno nel mondo della musica.

Peg leg nel 1964, anno del suo breve ritorno nel mondo della musica.

Vinta la sua ritrosia i tre fissarono un appuntamento al Barber Shop di Shorty e qui i due studenti riuscirono a convincerlo a registrare qualche vecchia canzone per la Testament Records.
L’album , “THE LEGENDARY PEL LEG HOWELL”, fu poi pubblicato nell’aprile del 1964 e raccoglie vecchie canzoni mai pubblicate in stile folk e blues che ben ci raccontano l’America degli anni ’20.
Nella raccolta troviamo brani sicuramente interessanti, come JOHN HENRY o YO YO BLUES, che comunque sono solo un’ombra della lucente musica di molti anni prima.
Ammalatosi gravemente per una malattia degenerativa del sistema nervoso Peg Leg Howell morì poi al Grady Memorial Hospital di Atlanta nel 1966 , e seppellito nel vicino cimitero di Chestnuts Hill.

Benchè ancora oggi misconosciuto, Peg Leg Howell risulta essere per gli intenditori ” vero maestro dell’east coast Piedmont Blues”, uno stile molto diverso da quello del Delta al quale spesso viene paragonato. La differenza consiste ,
sinteticamente, nella tecnica del ” fingerpicking” cioè il modo di ” pizzicare la chitarra”. Il Piedmont Blues è in pratica una sorta di trasposizione sulla chitarra del RAGTIME, comunemente eseguito al pianoforte. Quindi il pollice della mano destra imita il movimento della mano sinistra del pianista muovendosi su note ” basse ” e conferendogli la ritmicità caratteristica, mentre le altre dita suonano la melodia.
Autorevoli esponenti del Piedmont Blues sono SKIP JAMES, PINK ANDERSON, BLIND BLAKE, BLIND WILLIE MC TELL e BLIND BOY FULLER.

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Ecco la fantastica NEW PRISON BLUES del 1926. Inconfondibile la voce di Peg Leg!

Ecco la fantastica BEAVER SLIDE RAG, unica grande Hit della band. C’è tutto il sapore della Old Time Music e del Rag Time…con qualcosa in più!

Ecco uno dei brani del ritorno del grande Peg Leg nel 1964. Com’è diversa l’atmosfera! Struggente e amarissima nella sua interpretazione, è il riflesso della travagliatissima vita dell’artista.

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