Robert (Leroy ) Johnson : il Mistero ” è ” nella sua Morte.


Gravemarker #3 of Robert Johnson

Per capirci qualche cosa in più' cominciamo a penetrare nella compagine della società' in cui Robert Johnson viveva negli ultimi mesi della sua vita. La sua ultima dimora accertata era una baracca " a canna di fucile " in Young Street in un piccolissima frazione di Greenwood, chiamata BAPTIST TOWN. Le baracche venivano chiamate cosi' perchè' erano strette e lunghe,in genere non più ampie di 3,5 mt. di larghezza ma con tante finestre su ogni lato per alleviare un po' il senso claustrofobico che sprigionavano.

Questo tipo di abitazione era quella prescelta dai bluesman e anche quella maggiormente indicata,giacchè’ spesso erano poveri e anche non ben integrati nel territorio. Tuttavia a detta di tutti Baptist Town concedeva ancora delle risorse per chi voleva suonare la ” peccaminosa musica”. La città’ infatti,nata nel 1800 in contemporanea con la crescita delle aziende manufatturiere di cotone, era discretamente affollata di operai che il sabato sera amavano spendere i pochi quattrini sudati “onestamente ” concedendosi peccaminose bevute e scopate nei locali un pò più a sud ,come ad esempio quelli di Quito. Qui il Blues e le ballate popolari erano molto apprezzati e ,unitamente all’alcool che scorreva a fiumi, rappresentava una valvola di sfogo per gli operai e i braccianti agricoli del luogo. Attività chiaramente non apprezzata invece in Baptist Town , che aveva un senso di comunità molto spiccato concentrato tutto nelle chiese locali,che nel 1938 erano ben cinque.Molte,se parliamo di una cittadina che al massimo della sua fioritura non ha mai superato i quindicimila abitanti! Esse dominavano sia la zone
” dei poveri ” a sud ma anche i quartieri ricchi a nord, abitati dagli imprenditori e dai commercianti che davano lavoro anche alla città.

Una delle tipiche case di Baptist Town. La città versa in gravi condizioni economiche e la maggior parte degli edifici vecchi è rimasta com'era.

Una delle tipiche case di Baptist Town. La città versa in gravi condizioni economiche e la maggior parte degli edifici vecchi è rimasta com’era.

Da tempo le Chiese Battiste locali avevano bandito il Blues,ostracizzandolo non solo nei sermoni ma operando una capillare rete di convincimento che arrivava fino ai salotti borghesi del nord,dove la musica tentatrice era stata allontanata. Tuttavia il Blues era troppo presente sul territorio per essere sradicato e non pochi onesti cittadini amavano praticarlo o semplicemente ascoltarlo in privato. Era anche ben nota l’attivita’ ” segreta ” di molti Pastori che, chiusa la trasparente comunione con Dio la mattina, aprivano la porta alla licenziosita’ del Blues la notte. Nel tempo si era quindi instaurata una silenziosa e necessaria tolleranza tra comunita’ religiosa e Blues,purchè la pratica si svolgesse ” fuori” dalle mura della città e possibilmente ” ai limiti della decenza”: le chiese Battiste erano troppo intelligenti per non considerare che la citta’,privata della sua valvola di sfogo del sabato sera , fosse in pericolo di esplodere. Spaccarsi la schiena nelle piantagioni o nelle fabbriche di cotone per 12 ore al giorno,come faceva la maggior parte dei suoi abitanti,non era un bel modo di vivere; le violenze domestiche erano molto frequenti e cosi’ le risse.La mortalita’ infantile si manteneva molto alta e l’analfabetismo rappresentava una piaga cronica. Si considerava quindi che, tra i molti mali possibili,forse il Blues era uno dei mali minori.

A distanza di tanti anni dalla sua morte a Baptist Town l'immagine di Johnson sembra sia stata rivalutata. Anche perchè il traffico dei turisti è una delle poche risorse della città oggi in grave disagio economico.

A distanza di tanti anni dalla sua morte a Baptist Town l’immagine di Johnson sembra sia stata rivalutata. Anche perchè il traffico dei turisti è una delle poche risorse della città oggi in grave disagio economico.

Tuttavia ,pur chiudendo un occhio sulla moralita’ dei costumi, la Chiesa Battista su un’unica cosa si mostrava assolutamente intransigente: la considerazione per Dio, gli atti sacri e la sua Devozione. L’esempio ” pubblico” e quindi il modello sociale che ne derivava era di prioritaria importanza; dovendo vegliare sulle anime delle proprie pecorelle la dissacrazione di Dio , il disprezzo della Sua devozione o – peggio!- l’affiancarGli o sovrapponendoGli nella preghiera figure decisamente Sataniche era decisamente IMPENSABILE e INTOLLERABILE per l’intera comunita’ religiosa . E Johnson non si limitava a cantare il suo peccato nelle sale da gioco: come tutti i Bluesman spesso lo si vedeva suonare per le strade circondato da una folla schiamazzante di bambini che gli facevano ala e imparavano a memoria le sue canzoni. Cose come ” Ho aperto la porta ed era il Diavolo,e lui ha camminato con me” ( Me and the Devil Blues ) erano nell’aria. Ma Johnson non si limita a questo: penetra profondamente nelle tradizioni Afro dell’Hoodoo e del Voodoo facendo chiari riferimenti ai significati simbolici e ai riti magici piu’ sentiti dal popolino,ancora fermamente legato al culto di Papa Legba e degli ossi di gatto. E anche qui, a differenza di un BLIND WILLIE Mc TELL in Talking to myself o di un MUDDY WATERS nella sua Hoochie Coochie Man e perfino di una cantante di Vaudeville come COOT GRANT che parlano espressamente dei rituali d’amore legati alla Mojo Bag ( la borsetta in cui venivano raccolti degli oggetti magici per ” affatturare ” l’amato grazie all’aiuto dei demoni) Johnson lo fa con disprezzo e senza un minimo di ritegno.

Questa baracca è molto simile a quella abitata da Johnson  in Young Street a Baptist Town nel 1938.

Questa baracca è molto simile a quella abitata da Johnson in Young Street a Baptist Town nel 1938.

Nella sua “Come on into my kitchen” egli da’ prova di ineguagliabile cattiveria e disamore ” aprendo la borsetta magica della sua donna e calpestandone gli oggetti ivi contenuti.” Per chi ascoltava queste parole,nelle campagne del Mississippi del 1938 era una vera doccia fredda!
Ma Johnson va oltre: esplicita l’utilizzo delle polveri magiche e dei loro rituali ( Hellhound on my Trail) e infine esplode nella sua Crossroads Blues dove mischia definitivamente Sacro e Profano in un insieme sconvolgente e dissacratorio.
Il famoso brano inizia gia’ con quattro strofe emblematiche:
“Sono andato al crecevia e sono caduto in ginocchio,
ho chiesto; Dio abbi pieta’ di me,salvami,ti prego!

Inizio allarmante. Qui si mescola il crocevia e Dio.Potrebbe sembrare un salmo,un’invocazione a sfondo religioso..ma NON LO E’. Quel cadere in ginocchio evoca dichiaratamente il fervore religioso che anima il fedele di tutte le Chiese Nere quando e’ ” cavalcato dallo Spirito Santo”. Lo ritroveremo qualche anno dopo anche come ” vezzo” in tutti i concerti di James Brown ma..QUI siamo nel 1938 e c’e’ poco da scherzare con la religione!

La baracca di Johnson non esiste più ma a Baptist Town esiste un museo dedicato a lui e un sentiero dove e' segnato esattamente il punto dove dimorava l'artista. IN questa foto " I passi che faceva Johnson per andare a casa ",una delle maggiori attrattive del museo.

La baracca di Johnson non esiste più ma a Baptist Town esiste un museo dedicato a lui e un sentiero dove e’ segnato esattamente il punto dove dimorava l’artista. IN questa foto ” I passi che faceva Johnson per andare a casa “,una delle maggiori attrattive del museo.

Johnson apre il brano facendo riferimento specifico al momento in cui si trova al CROCEVIA.. Spesso questa frase e’ stata intesa dai musicologi come un attimo di vacillamento dell’artista che, preso forse da una crisi esistenziale,si ritrova a UN BIVIO della sua vita. Sara’ quindi questo il motivo della sua perdizione e il famoso PATTO con l’Entita’ che gli si manifesta interpretata poi come il Demonio. Eppure MAI nel brano ( cosi’ come nella sua breve vita) Johnson dichiara di aver venduto l’anima a Satana. Viceversa egli proprio nella prima strofa manifesta una chiara volonta’ nel recarsi in quel luogo ,affermando : SONO ANDATO al Crocevia. L’ipotesi del vacillamento sembra quindi molto labile.
Si fa strada pero’ un senso criptico oscuro,soprattutto se facciamo un passo indietro e ripercorriamo il legame tra il Blues e la Magia Nera. Ho precedentemente accennato a quel sistema di credenze che ,nate su base Africana e mescolate alle sofferenze della deportazione e infine assorbendo in se’ la Luce della religione Cristiana,ha mantenuto in vita il culto di Papa Legba,unico loa di tutto un pantheon di dei perduti. Al tempo di Johnson questa entita’ era ancora fortemente sentita e rappresentava un ” punto d’incontro tra uomini e sfere celesti,colui in grado di aprire la barriera che divide il mondo dei vivi da quello dei morti ” e senza il cui aiuto ” anche Dio era irraggiungibile”.

La croce di Papa Legba,il simbolo esoterico erroneamente abbinato alla Croce Cristiana

La croce di Papa Legba,il simbolo esoterico erroneamente abbinato alla Croce Cristiana

Aspetto fondamentale e’ che Papa Legba,in Africa come in Haiti o in tutto l’Occidente era ” indiscusso padrone e custode dei crocicchi”,e il suo simbolo caratteristico era appunto l’intersezione tra due assi,una specie di croce il cui collegamento con la figura del Cristo nasce d’impatto.
Chiaramente l’abbinamento Papa Legba- Croce Cristiana si fonda su presupposti sbagliati: per la religione voodoo,di cui ogni Bluesman consciamente o meno era cantore,il tratto orizzontale della croce rappresentava il mondo degli uomini mentre quello verticale il mondo degli spiriti. L’incrocio delle linee era il punto di massima energia,di potente vibrazione,li’ dove per l’atavico retaggio animista di stampo Africano ” LA VIBRAZIONE E’ VITA”. Il Blues poggia tutto il suo essere sulla vibrazione ,che viene riprodotta attraverso la voce quanto con la ritmicita’ ossessiva, ed enfatizzata mediante la sonorita’ sofferta delle ” blues note” e del dialogo tra l’artista e la sua chitarra,sulla falsa riga del ” botta e risposta” del primo spiritual e poi delle holler songs della pregressa schiavitu’.
Ogni Bluesman delle origini era sacerdote del culto dei Loa :vi era tra di loro il tacito accordo di mantenere viva la tradizione della terra perduta,in attesa che la Black People potesse ricongiungersi e ritrovare un’identita’ che la deportazione aveva tentato di cancellare. E’ quindi Papa Legba e NON Satana che viene invocato da Robert Johnson nella sua CrossRoads Blues.
Ma l’artista si supera. Tra gridolini e invocazioni di aiuto al suo amico Willie Brown pronuncia per ben due volte una frase fatidica:
” I’m standing at the CrossRoad,babe,” Sto in piedi al crocevia”. Abbandonato quindi l’atteggiamento orante,sbiadito il ricordo di quel LORD gridato in prima battuta,mescolato alla nostalgia di una donna e al richiamo dell’amico ecco che quello “stare in piedi” in attesa di un Dio,Cristiano o Luciferino che fosse,ha il sapore di una intollerabile sfida e di un eretico disprezzo per la sacralita’ del momento.

Il circolo magico che ,secondo le credenze voodoo e hoodoo,permette di entrare in comunicazione con papa Legba e il mondo degli Spiriti.

Il circolo magico che ,secondo le credenze voodoo e hoodoo,permette di entrare in comunicazione con papa Legba e il mondo degli Spiriti.

Vediamo bene il testo:

Sono andato al crocevia e sono caduto in ginocchio,
e ho chiesto ” Dio, salva il povero Bob,abbi pietà!”
(Allora) mi sono messo in piedi lì all’incrocio
e ho chiesto diperatamente un passaggio .
Ma hanno fatto finta di non vedermi e hanno tirato dritto.
Cosi’ dritto in piedi al crocevia sono pronto a giurare
sulla mia anima ,il povero Bob e’ crollato.
Puoi correre,puoi correre dal mio amico Willie Brown
( a dirgli) che stamane sono al crocevia coi diavoli blu,
oh Dio e sono crollato.
Sono andato al crocevia mamma,
ho guardato ad est e a ovest
e non c’era nessuna dolce donnina con me
a lenire il mio dolore.

Se guardate bene ,pur angosciata,la canzone non sembra riflettere alcun vacillamento.Intervallata da frasi da Holler (che NON sono canzoni di rassegnazione bensi’ di reazione)
Johnson manifesta piu’ volte l’INTENZIONALITA’ a stare in piedi nel crocevia e nasconde tra le parole anche Il MOTIVO di questo eventuale richiamo alle divinita’ oscure: la solitudine,la difficoltà di integrazione e il senso di colpa.

Crossroad Blues non e’ una canzone nata d’impulso. Tutti coloro che conoscevano Johnson affermano che egli era molto pignolo nello scrivere i suoi testi e che nulla era lasciato al caso. Non potremo mai sapere cosa lo ha spinto a farlo,se dabbenagine,presunzione o reale disprezzo per i comuni valori.Tuttavia,scrivendo queste parole,egli si alienò le simpatie dei credenti che andavano ” in ginocchio” a pregare il Dio dei Cristiani quanto il Dio dei crocicchi, e perfino quella del popolino ignorante ancorato alla superstizione dei rituali magici. Strombazzarle agli angoli delle strade di Baptist Town,per la quale il senso di comunita’ era fortissimo e in cui il ” pezzo forte ” dei settimanali sermoni nelle chiese era l’immagine menzognera e fuorviante di Satana,non fu una bella trovata. Se a cio’ aggiungiamo che per tutta la sua breve permanenza in loco Johnson aggiunse anche una condotta certamente ” non edificante” possiamo comprendere come in quell’agosto del 1938 i tempi fossero maturi per un evento drammatico.

Questa mappa indica il punto esatto di Young Street in cui dimorava Johnson  in Baptist Town poco prima della sua morte.

Questa mappa indica il punto esatto di Young Street in cui dimorava Johnson in Baptist Town poco prima della sua morte.

Il brano è stato tradotto più volte ma spesso si cerca di rapportare al presente un linguaggio rurale di un mondo che non c’è più. Vediamo quindi di dargli un senso adeguato all’epoca.

Ah,went the crossroads fell down on my knees
( Andai al crocevia caddi in ginocchio)
Asked the Lord above ” Have mercy,now save poor Bob”
( chiesi al Dio di sopra ” Abbi pietà,adesso salva il povero Bob”)
Yeeoo, standin’ at the crossroad tried to flag a ride
(Aiii,alzandomi in piedi al crocevia cercai di tracciare un cerchio)
Didn’t nobody seem to know me, babe, everybody pass me by
( ma nessuno mostrò di conoscermi, mi hanno ignorato tutti)
Standin’ at the crossroad, baby, risin’ sun goin’ down
(dritto in piedi al crocevia,baby, il sole nascente sta cadendo)
Ah believe to mah soul, now po’ Bob is sinkin’ down
(ah,credo che la mia anima sia sprofondata negli abissi .PERDUTA.)
You can run, you can run teli mah friend Willie Brown
(tu puoi correre,tu puoi correre a dirlo al mio amico Willie Brown)
at Ah got the crossroad blues this mornin’,
(stamane all’oscuro crocevia)
Lord, babe, Ah’m sinkin’ down
(Signore,tesoro,(mi) sono perduto.)
And Ah went to the crossroad, mama,
( ah ,andai al crocevia mamma)
Ah lookes east and west
(là dove (si incrocia) est e ovest)
Lord, Ah didn’t have no sweet woman ooh-well, babe in mah distress.
(Signore,non ho custodito bene nessuna dolce ragazza,tesoro,nel mio dolore)

Ecco il simbolo del CROSSROADS secondo la tradizione voodo

Ecco il simbolo del CROSSROADS secondo la tradizione voodo

La canzone cosi’ cambia decisamente aspetto. Interessante notare che:
1) Johnson sembra si rivolga ad un’interlocutore femminile che salta fuori ogni volta che si pronuncia la parola LORD,quasi a metterli a confronto.
2) Tried to flag a ride,spesso tradotta come ” ho chiesto un passaggio” diventa invece ” ho provato a tracciare un cerchio”,una frase che indica chiaramente la matrice ” magica” del brano. Il circolo e’ il cerchio magico entro cui si tracciano i simboli che proteggono dal male e permettono all’individuo di parlare con gli spiriti. In genere e’ un cerchio dentro cui si disegnava la figura di una stella a cinque punte
( al diritto non al rovescio come nelle messe nere ) ai cui lati si affiancavano scritte o ulteriori simboli che, a seconda dei casi,erano invocazioni o costrizioni per gli spiriti. Nel sud degli Stati Uniti il materiale per costruirsi il proprio circolo personale era contenuto in sacchetti di tela nera entro cui si mettevano erbe e oggetti costruiti ad uopo da sciamane o Regine del Mojo. Johnson era ben edotto in materia: troviamo accenni a questa pratica in un’altra delle sue canzoni volgarmente chiamata ” Regina delle Spade”)
3) Johnson fa espresso riferimento al ” punto” in cui disegna il suo circolo. E’ al crocevia, dove e’ possibile guardare EST e OVEST. Lo fa di sera,al calare del sole,in un’immagine allegorica in cui il ” sole nascente” che tramonta indica proprio la sua stessa vita di cui Johnson profeticamente segnala la possibilità di una morte prematura.
4) Importante il passaggio in cui sii chiede di avvertire Willy Brown che ” all’oscuro crocevia ,egli ha perduto l’anima” Una frase che ha l’amaro sapore di una ” cosa ormai fatta, di una soglia varcata e dell’inizio dell’INEVITABILE.
Resta da chiedersi che PARTE HA Willy Brown nel contesto della canzone. E’ un’ancora di salvezza? E’ solo un amico?
In realtà anche la figura di questo strano chitarrista e’ avvolta nel mistero. Alter Ego di Charlie Patton ( per il quale sembra che abbia scritto la famosa Pony Blues) all’epoca ha suonato con TUTTI i mostri sacri del Delta,Johnson compreso. Chitarrista formidabile, impeccabile esecutore e onnipresente nella maggior parte delle esecuzioni pubbliche anche dopo la morte di Johnson..non si conserva di lui NEANCHE UNA FOTO e le stesse descrizioni verbali del suo aspetto fisico sono discordanti. Alcuni lo descrissero piccolo e mingherlino, altri grande e grosso. Ne parleremo espressamente in una delle prossime puntate di questo blog; per ora mi limitero’ a dirvi che Johnson aveva indicato LUI come eventuale contatto in caso di morte. La silenziosa figura era quindi quella eletta dallo stesso Johnson per raccogliere le sue spoglie mortali e la sua eredità: come mai? Qualcuno afferma che il musicista,nativo di Robinsonville e di 12 anni piu’ vecchio di Johnson avesse in gioventù abbracciato la fede Cristiana divenendo Diacono, ma che poi se ne sia allontanato sposando invece il Blues. In parole povere..un prete spretato… Molto interessante!

Un Papa Legba dei tempi nostri. Come vedete la mescolanza tra voodoo e Cristianesimo è evidente: la rassomiglianza col Cristo è messa ancora più in risalto dalla presenza dei disegni dei Santi Cristiani alle pareti. Tuttavia questa immagine sacra è un Loa Haitiano.

Un Papa Legba dei tempi nostri. Come vedete la mescolanza tra voodoo e Cristianesimo è evidente: la rassomiglianza col Cristo è messa ancora più in risalto dalla presenza dei disegni dei Santi Cristiani alle pareti. Tuttavia questa immagine sacra è un Loa Haitiano.

5) Johnson conclude Crossroads Blues con un chiaro riferimento all’amore di una donna che non ha saputo custodire,difendere dal dolore. Intende Virginia Travis,la dolce ragazza morta di parto e lasciata sola a subire la tragedia? E’ da quell’istante che ” la sua anima si è perduta”?
Qui il senso di colpa appare in tutta la sua potenza: d’altra parte tutto il brano sembra avere come referente principale una donna.
Conclusione: il brano appare come la conseguenza di una vita disordinata di cui Johnson si autoaccusa. Ostracizzato dalla sua famiglia,dai parenti della prima moglie che lo hanno bollato come dannato,escluso dal concetto di redenzione per sua stessa scelta e perduto nei meandri di una tradizione hoodoo di cui e’ in solido portavoce e nemico egli decide di attirarsi la punizione divina ” rizzandosi in piedi al crocevia” finalmente soggetto attivo della sua perdizione.
Con questo gesto temerario egli si offre vittima consapevole e sprezzante di cio’ che avverrà. Dire che l’intero testo di Crossroad Blues sia vergato col sangue non e’ esagerazione.
Quando nel brano chiede di avvertire il suo amico Willy Brown,depositario della sua morte, “che tutto e’ compiuto” egli sa benissimo che e’ solo questione di tempo. D’altra parte nell’ultimo anno della sua vita e’ aggressivo,violento e nervoso. Edward afferma che ” era scosso da un tremito quando suonava e la sua voce assomigliava a un lamento” Ostenta le sue nefandezze,picchia le donne e stimola la lite. I suoi amici pensano che ” se la sta cercando”.
E la fine infatti arriva.
Nel luglio del 1938 Johnson e’ in Baptist Town e se la spassa allegramente e pubblicamente con una donna sposata, tale Bea volgarmente appellata ” Craphouse “,cioè – perdonatemi!- leggera,chiacchierata…puttanona,insomma. Costei era l’allegra consorte di Ralph Davis,un operaio 39 enne che lavorava in una segheria presso la Plantation Bledsoe in Greenwood. Ogni lunedì i due si vedevano a casa della sorella di lei, ma spesso Johnson la portava ” in camporella ” davanti agli occhi di tutti. Costei faceva la barista presso un locale chiamato ” da Schaeffer “,un juke joint alle spalle del più famoso locale THREE FORKS, dove si dice Johnson sia stato avvelenato. Si trattava di una specie di grande capannone sito tra la 49ma e l’82ma a nord-est di Greenwood dove si beveva, si faceva gioco d’azzardo e si ballava.

Questa mappa indica chiaramente dove si trovava il juke Joint Schaeffer's . Il locale fu poi distrutto da un temporale nel 1940.

Questa mappa indica chiaramente dove si trovava il juke Joint Schaeffer’s . Il locale fu poi distrutto da un temporale nel 1940.

Insomma era il classico luogo di ritrovo a poco prezzo per gli operai delle piantagioni,aperto solo il sabato sera; particolare molto importante,che ci svelera’ interessanti retroscena. Tuttavia la sera in cui Johnson e colleghi furono ingaggiati era venerdì: venerdì 13,se vogliamo dargli un tocco macabro. Sembra infatti ci fosse una festa privata e che sia stato Shaeffer in persona a richiederlo. Come mai?
Della data siamo sicuri. Sia Williamson che Edward affermano che ” Johnson si ammalò la notte tra il 13 e il 14 agosto. Lunedì era morto.”
L’ipotesi più acclarata è che l’artista sia stato avvelenato da un marito geloso. Geloso? Di Bea la…? Molto improbabile. A conti fatti il povero marito alle corna doveva averci fatto il callo, viste le credenziali della consorte.
Si è detto che il marito cornuto fosse il barista. Falso anche questo,come avete visto.Nel caso qui la barista è una donna e dubito che la bella Bea si sarebbe sporcata le mani per un musicista di passaggio.
Torna l’ipotesi del padre affranto di Beth Thomas,la ragazza sedotta e malmenata da Johnson. Questa mi pare l’ipotesi più plausibile,tuttavia… un omicidio in un locale pubblico e in modo tanto efferato non può essere stato perpetrato da una sola persona. A meno che l’entourage ,magari sulla spinta di un insano desiderio di purificazione ,non abbia contribuito.
Non stupitevi: ipotizzare che il fanatismo di massa abbia costituito il substrato favorevole per il sacrificio non e’ assurdo. Non era l’Inquisizione che,col beneplacito del Papa e senza processo,metteva al rogo streghe ed eretici al fine di ” salvargli l’anima?” E non e’ l’integralismo religioso che,OGGI in gran parte del mondo lapida le adultere e mozza le teste a chi osa criticare il Corano?
Johnson era a detta di tutti e per sua stessa ammissione un sacrilego,un violento e un sobillatore della gioventù. Se fu ammazzato NON FU perche’ faceva il Blues ma perche’ UTILIZZAVA il Blues per diffondere concetti sacrileghi nei confronti della Divinita’,Cristiana od Oscura che fosse,ponendosi allo stesso livello di essa ed ergendosi come modello infamante per la gioventù che lo ascoltava.
E NON FU la storiella del patto col Diavolo a far precipitare gli eventi,poichè Johnson non era vittima di una caduta che in fin dei conti DEVE essere perdonata da una comunita’ religiosa.
Johnson scontò la sua alterigia nel porsi ” a somiglianza degli Dei” : a furia di sfidarli era divenuto DEMONE lui stesso.
Bisognava quindi fermarlo per evitare che il germe della sua corruzione si estendesse. La morte doveva venire come monito per le generazioni future e secondo modalità che punissero la natura Luciferina delle sue azioni. Chiunque abbia descritto Johnson nella sua agonia ne ha puntualizzato l’immagine ” animalesca,demoniaca.” Alla fine e’ caduto a quattro zampe come un cane ululando frasi incomprensibili e soffocato dal suo stesso sangue. Quando si seppe com’era morto la gente del luogo rimase definitivamente convinta che ” Il Diavolo ( IL GRANDE INGANNATORE dei sermoni Battisti era venuto infine a reclamare la sua anima “.

Ecco la chiesetta Battista di Little Zion.

Ecco la chiesetta Battista di Little Zion.

Ho raccolto molte informazioni riguardanti la sua morte dalle interviste in loco redatte da Steve LaVere durante la sua ricerca per conto della Imperial Records negli anni ’60 dei
” miti del Blues “. Ma anche quelle realizzate successivamente da Mack McCormick, Gayle Dean Wardlow e Barry Lee Parson sono molto interessanti!
Johnson andò quindi a suonare nel Juke Joint di Schaeffer intorno alle 20 la sera del 13 agosto 1938. Intorno alle 22,30 ci furono le due pinte di whiskey di cui abbiamo già parlato. Quella sera era presente anche il marito tradito della bella Bea,che a tempo perso aiutava nella gestione del locale.
Intorno alle 23,30 Johnson si è sentito male e ha vomitato. Ha provato a continuare a suonare ma poi è svenuto.Quindi è stato portato nel retro del locale dove sembra ci fosse ad aspettarlo uno strano omone di nome TUSH HOG ( nome che designava un lottatore,un buttafuori) che dimorava presso la West Star Plantation,di proprietà di un certo LUTHER WADE.

Patrizia%20Barrera
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L’omone si offrì di riaccompagnare Johnson a casa mentre Williamson e Edwards rimanevano a suonare ma durante il tragitto cambiò direzione e lo portò invece proprio alla Piantagione,in una baracca libera,adducendo il motivo che l’artista stava troppo male. In seguito Tush Hog affermò di aver avvertito Wade che c’era bisogno urgente di un medico ma Wade per sua stessa ammissione riferì ” di non averlo chiamato PERCHE’ NON LO REPUTAVA NECESSARIO. Molto strano: la piantagione godeva di un medico fisso e le urla di Johnson si sentivano a centinaia di metri di distanza. Wade venne a vederlo; in seguito confessò che NON SAPEVA CHE FOSSE JOHNSON. Stranissimo,tanto più che in interviste successive fu proprio lui a sottolineare che Johnson e Bea si infrattavano nei pressi della piantagione!

Particolare raccapricciante: Edwards e Williamson non seppero dove era stato condotto l’amico fino a domenica ,quando finalmente lo trovarono agonizzante. Per tutto il tempo e FINO ALLA SUA MORTE Johnson era stato vegliato da Tush Hog, ” che non si scollava mai dal suo fianco”. Cioè..per tre giorni questo sconosciuto sarebbe rimasto lì a vegliarlo senza muoversi? Di sabato e di domenica?
Encomiabile esempio di Carità Cristiana..o di CONTROLLO?
Tush Hog e’ stato per Johnson l’ultima mano amica della sua vita o atroce carceriere della sua morte?
E i suoi amici: PERCHE’,almeno loro, non hanno chiamato un medico? Edwards riferì ” Perchè non c’erano soldi.” Ma..non erano stati entrambi pagati per la loro esibizione?
Comunque sia Robert Johnson morì la mattina di lunedì 16 agosto 1938. Si conoscono due certificati di morte,anche qui discordanti: il primo del 16 agosto dove il medico ( chiamato in morte e non in vita) addusse come causa del decesso ” avvelenamento da stricnina”. Il secondo uscì fuori negli anni ’60,dopo il polverone sollevato dalla compilation The King Of the Delta Blues,in cui si parlava di ” decesso per polmonite e sifilide”. A questo punto irrilevanti entrambi.

Questa è una piantagione molto simile alla  Stella dell'Occidente dove fu trasportato Johnson agonizzante. La costruzione e' nei pressi di Greenwood e risale al 1930

Questa è una piantagione molto simile alla Stella dell’Occidente dove fu trasportato Johnson agonizzante. La costruzione e’ nei pressi di Greenwood e risale al 1930

Benchè esistano tre siti ufficiali in cui si dice che riposi il corpo di Johnson è ormai sicuro che il luogo di sepoltura e’ nel cimitero della Chiesa battista di Little Zion. Esistono infatti testimonianze precise di Rosetta Eskridge,moglie di Tom ,che era il becchino del luogo. Ella sostiene che fu Wade a portare il corpo di Johnson incaricandone a sue spese la sepoltura.Ella era andata a portare un po’ d’acqua al marito e vide il corpo di Johnson disteso in una barra di pino fatta venire direttamente da LeFlore County.Quando lei arrivò c’era un prete che diceva ” parole” su tutto il corpo del ragazzo. La bara fu sepolta sotto un grande albero (un’immagine classica del blues). A ben vedere la disposizione definitiva sembra proprio quella di un circolo magico : coincidenza?

Tomba di Johnson in Little Zion. Il famoso circolo magico.

Tomba di Johnson in Little Zion. Il famoso circolo magico.

Cosi’ finisce la storia di cio’ che, a detta di tutti, è stato il ” Re del Delta Blues”,nonno del Rock e ispiratore di moltissime star che,all’epoca della sua morte, non erano ancora nate. La sua leggenda fiorì quando il suo corpo era ormai polvere e lui non vide mai il successo della sua opera.
Fu poi il figlio che non volle mai riconoscere a goderne,quello nato dalla breve relazione con Virginia Mae Smith,ricordate? Grazie a Steve Lavere e alle sue ricerche ,dopo un procedimento legale durato molti anni Claude Lee Johnson fu dichiarato erede direttodel grande artista e amministratore di una fortuna economica spettacolare. Se fu il senso di colpa per la morte del primo figlio a scatenare l’inferno nell’animo di Robert Johnson un altro figlio venne a confortarlo nella gratitudine del suo ricordo.
Il diavolo e’ vinto. Il cerchio si chiude.

Il vero figlio di Robert Johnson,colui che ha ereditato le sue ricchezze: Claude Lee.

Il vero figlio di Robert Johnson,colui che ha ereditato le sue ricchezze: Claude Lee.

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BASTA UN DOLLARO!

E ora godiamoci qualche ” filmetto” su Robert Johnson. Questo viene dalla serie Americana ” SUPERNATURAL “.

E questo e’ tratto dal famoso film CROSSROADS del 1986.
Buon divertimento!

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