Blind Lemon Jefferson: una morte oscura.


bljmkrlapide Jefferson
<a
(continua)
Oltre a cio' molti lo descrissero come " Donnaiolo, farabutto e pervertito",soprattutto quando nelle sue lunghe peregrinazioni in lungo e in largo per l'East Coast si accompagno' ad un altro " bel soggetto" Huddy William Ledbetter, in arte Leadbelly.
Dalle testimonianze di quest'ultimo,che si vanto' sempre di averlo conosciuto e che lo ha letteralmente " ficcato " in molte sue canzoni,la loro frequentazione inizio' per caso su un treno nei paraggi di Forth Worth,piu' o meno agli inizi degli anni '20. Entrambi clandestini,vagabondi e piu' tardi,durante il Proibizionismo, anche contrabbandieri di alcool e fumo salivano sui treni senza una meta e senza un soldo ..

Ma piuttosto che nascondersi esibivano in piazza, come si suol dire, le loro capacita' artistiche mettendosi a suonare le vecchie ballate e le canzoni popolari per raggranellare qualche soldo. Accadde che divennero piuttosto conosciuti tra i capo treno e i pendolari. Lead Belly riferisce di molte occasioni in cui venivano letteralmente " invitati " dagli addetti alle locomotive per fare " un po' di baldoria" e in definitiva pagarsi il viaggio allietando l'atmosfera nera e fumosa dei treni a carbone. E tutto quello che guadagnavano se ne andava in puttane. Jefferson era sempre " in ottima forma",a quanto pare, e molto richiesto. Neanche la nascita del suo unico figlio riconosciuto lo cambio'.

Due belle immagini di Leadbelly:

IL successo lo colse all’improvviso e anche qui non c’e’ omogeneita’ nelle versioni ufficiali sul COME e QUANDO sia stato notato dalla Paramount. Alcuni affermano che fu per opera di un pianista nero che lavorava in un negozio di musica ad Ashford,, tale Sammy Price, il quale lo segnalo’ alla grande etichetta. Ma c’e chi afferma invece che il regista Arthur C. Laibly lo senti’ suonare ad Elm Street mentre si recava in Banca. Comunque sia,la Paramount lo afferro’ al volo e siccome non aveva ancora una suo studio di registrazione volante a Dallas se lo porto’ a –Chicago. Nel gennaio del 1926 usci’ il primo single firmato Diacono LJ Bates e le due famose canzoni di cui abbiamo gia’ parlato,
due canti religiosi sicuramente …atipici. Il perche’ di questa scelta probabilmente risiede nel fatto che prima di allora le uniche canzoni popolari o Blues incise da artisti neri erano interpretate da cantanti donne,e la meta’ del materiale era in realta’un jazz in embrione o un blues sciacquato (vd)
da citta’.

Espilcativa questa immagine pubblicitaria della OKEH alla fine degli anni '20,che indicava un " certo tipo di musica," in genere Blues o Jazz,rivolta esclusivamente alla Black People  e agli Immigrati Bianchi poveri.

Espilcativa questa immagine pubblicitaria della OKEH alla fine degli anni ’20,che indicava un ” certo tipo di musica,” in genere Blues o Jazz,rivolta esclusivamente alla Black People e agli Immigrati Bianchi poveri.

Con Lemon Jefferson invece si dava spazio a un cambiamento: artisti maschi di colore che cantavano opere di propria produzione e di matrice generalmente Blues.
E’ vero che Jefferson era fortemente versatile, in grado di interpretare con la stessa maestria la old time music, il folk country e il ragtime: ma cio’ che volevano le grandi etichette era di raggiungere un mercato pressocche’ vergine,cioe’ quello della popolazione Afro-Americana( che rappresentava i 3/4 della popolazione globale in America),e insieme i Bianchi emigrati,gli Operai..Tutta gente semplice ma che, a buon prezzo, avrebbe sicuramente acquistato qualcosa che parlava la loro stessa lingua: le blues singers che folleggiavano per le piazze, in realta’ incidevano per la gente bianca ” BENE “,a cui piaceva giusto una ” spruzzata ” esotica nella musica di ascolto per dare un tono di modernita’ al proprio ambiente.In pratica il nuovo mercato Blues interesso’ invece proprio questa fetta di acquirenti,ma cio’ nei primi anni ’20 non era affatto prevedibile.
L’invenzione del Diacono LJ Bates ,atta a preparare con morbidezza ” religiosa” l’entrata in scena di un Blues rozzo e carnale,fu accantonata ben presto. Le grandi etichette lo ignoravano, ma quando si decise di rendere “pubblico” il Blues la gente a cui esso era diretta..in pratica gia’ lo conosceva !

Patrizia%20Barrera
Ascolta e Acquista la mia musica!

Lemon Jefferson era popolarissimo in tutto il Texas e la sua fama travalicava i confini.Cosi’ quando incise il suo primo disco col proprio none gia’ nel marzo 1926,fu per tutti come ritrovare un caro amico. BOOSTER BLUES sfondo’. IL Chicago Defender,giornale d’assalto per la comunita’ nera, cosi’ recensi’ l’artista. ” Ecco un vero Blues di vecchia maniera,un vero e proprio cantante Blues della vecchia guardia!” Il che dovrebbe darvi la misura di quanto il Blues fosse gia’ diffusissimo in tutto il Sud degli Stati Uniti!

Questo fu il Primo disco di successo di Lemon Jefferson per la Paramount,marzo 1926

Questo fu il Primo disco di successo di Lemon Jefferson per la Paramount,marzo 1926

A parte la novita’ di un cantante blues cieco in sala d’incisione,Lemon Jefferson sapeva colpire al cuore i propri ascoltatori; a livello tecnico ci sarebbe tanto da dire sulle sue innovazioni e forse tanto di piu’ potrete leggere in giro.Era un maestro della scala pentatonica aperta,oltrepassava la struttura tipica dei 12 bar blues,il suo approccio non era sempre determinato dall’uso di bassi costanti…etc.etc. Ma questo Blog non vuole perdersi in aridi tecnicismi per gli addetti ai lavori.
Cio’ che fece di Jefferson una star fu la sua capacita’ di trasmettere le sue emozioni in modo diretto raccontando di esperienze comuni a tutti.La sua era una vera e propria opera di transfert su modalita’ molto elementari: non c’era falsa ideologia, non intendeva suggerire rivoluzioni o lottare col sistema. Nelle sue canzoni non espresse sentimenti di rabbia o di risentimento nei confronti della societa’,come succedeva invece a Charlie Patton,sicuramente piu’ profondo e introspettivo. Le canzoni di Lemon erano le esperienze della gente comune,la grassa moglie,le tasche bucate,le donne, i figli col moccio al naso e le grandi bevute con gli amici. Il tutto su un tessuto ritmico imprevedibile,divertente,a meta’ tra blues,old time e ragtime e in cui a sprazzi si intravide la nascita del rock’n roll. Inoltre aveva una voce acuta e penetrante er era in grado di partire per dei vocalizi impressionanti e difficili anche per una cantante…donna. Suonava in chiavi diverse e pizzicava le corde velocemente, piu’ velocemente di altri bluesman. Texas Alexander ricorda che su BLACK SNAKE MOAN era convinto che Lemon utilizzasse un plettro per non rovinarsi le dita,ma poi si accorse che non lo usava affatto! Alcuni riferiscono che il pollice destro di Lemon era enorme (!) e questo forse spiegherebbe alcune delle sue capacita’.

Ecco una ricostruzione del famoso PARAMOUNT BUILDING, cosi' come appariva nel 1926. Da questo possente edificio partivano tutte le piu' importanti decisioni riguardo il mercato discografico,su cui la Paramount regnava sovrana.

Ecco una ricostruzione del famoso PARAMOUNT BUILDING, cosi’ come appariva nel 1926. Da questo possente edificio partivano tutte le piu’ importanti decisioni riguardo il mercato discografico,su cui la Paramount regnava sovrana.

Per la Paramount Jefferson incide a ritmo vertiginoso moltissime canzoni,particolarmente tra il 1926 e il 1927,che forse e’ il suo periodo migliore in assoluto. Black Horse Blues, Corinna Blues,Old Rounders Blues,Booger Rooger Blues,solo per citarne alcune, confermano e rafforzano il suo mito.Il suo stile meridionale attira le masse e le vendite schizzano alle stelle.
Dopo Black Snake Moan i rapporti con la Paramount si inaspriscono: Jefferson non e’ contento della registrazione del suono ; in realta’ i parametri di registrazione non prevedevano i tagli cosi’ acuti della sua voce e non si era ancora pronti per seguire la velocita’ reale delle sue esecuzioni. Il risultato e’ modesto: il suono e’ ovattato e disturbato e Lemon litiga con gli ingegneri della Parmount. Tronca a meta’ una sessione di registrazione e parte per uno dei suoi viaggi avventurosi per il Texas,dove viene osannato dalla gente comune come un Dio.
Al suo ritorno firma un contratto con la Okeh e incide Easy Rider Blues e Match Box Blues,un remake di un brano di Ma Rainey; tuttavia sorgono problemi legali con la Paramount che gli blocca la pubblicazione di altre 6 canzoni ( oggi forse perdute) e se lo riprende a viva forza . UN rapporto imposto che Lemon non digerisce, tanto piu’ che l’etichetta,per ovviare alle difficolta’ di incisione, lo priva della sua chitarra e lo costringe a cantare accompagnato al pianoforte.. Tra un litigio e l’altro e la riappropriazione per alcune sedute del suo prezioso strumento, nascono successi come Rising High Water Blues,Teddy Bear Blues e Dogs Weary Blues .

Adolph Zukor, colui che creo' La Paramount Records .

Adolph Zukor, colui che creo’ La Paramount Records .

Tuttavia l’artista e’ stanco.Le sue peregrinazioni continuano ma non lo soddisfano piu’.Si sente in crisi,beve, va a donne, si ammala. Nell’autunno del 1927 in un momento di crisi spirituale ” resuscita ” la figura del Diacono LJ Bates,incidendo una inquietante ” Lord,see that my grave is kept clean ” ( Signore,fa’ che la mia tomba resti sempre pulita).
La sua fama si accresce,l’impatto sui musicisti del suo tempo sia neri che bianchi e’ potente. Se Charlie Patton ispiro’ una certa generazione di musicisti Blues Afro-Americani,Jefferson fa la stessa cosa sugli artisti Country Bianchi come Frank Hutchison,Riley Puckett e chiaramente Jimmy Rodgers. In lui essi riconoscono una matrice folk da cui prendere ispirazione,,instaurando con la sua musica un legame di comunione senza precedenti. Se posso riassumere il concetto in parole povere, Charlie Patton contribui’ alla nascita del Blues Rock,mentre Lemon Jefferson si insinuo’ nelle pieghe della tradizione Country come elemento rafforzante.
Tra il 1928 e il 1929 il rapporto con la Paramount si inasprisce. Molti che l’hanno conosciuto affermano che beveva troppo,era sporco e dissoluto e stava entrando nella paranoia. L’etichetta lo pagava una miseria ,lo fregava sulle percentuali e non rispettava le sue decisioni. Chiaramente la sua creativita’ ne risenti’. Le sue ultime incisioni erano in pratica rimaneggiamenti dei dischi precedenti registrati meglio,ma molto piu’ insipidi a livello strumentale.Inoltre era diventato un personaggio scomodo. Comincio’ a interessarsi alla sorte dei detenuti,ai loro maltrattamenti e all’ingiustizia sociale, come testimoniano Penitentiary Blues, Lectric Chair Blues o ,italianizzandolo, il Blues del Boia. Comincio’ a confermarsi nell’idea che il Mondo era marcio e che l’umanita’ faceva proprio schifo. Si crogiolo’ nel turpiloquio,nelle oscenita’ sessuale e nelle fantasie depravate; nel settembre 1929 pochi potevano ignorare il significato profondo della sua “Bakershop Blues.”.

Nelle sue canzoni sulla situazione carceraria in America,Lemon Jefferson fu molto ispirato dalla tragica vicenda di questa donna,RUTH SNYDER,una donna accusata ingiustamente di aver ucciso il marito e condannata senza giusto processo alla sedia elettrica.

Nelle sue canzoni sulla situazione carceraria in America,Lemon Jefferson fu molto ispirato dalla tragica vicenda di questa donna,RUTH SNYDER,una donna accusata ingiustamente di aver ucciso il marito e condannata senza giusto processo alla sedia elettrica.

Ecco un'immagine " in tempo reale" della povera Ruth Snyder mentre viene fulminata sulla sedia elettrica nelk carcere di SING SING,famoso per le gravi ingiustizie  sociali, nel gennaio 1928.

Ecco un’immagine ” in tempo reale” della povera Ruth Snyder mentre viene fulminata sulla sedia elettrica nelk carcere di SING SING,famoso per le gravi ingiustizie sociali, nel gennaio 1928.

E ora veniamo a cio’ che si puo’ definire il mistero della sua morte,sotto molti aspetti “provvidenziale” per la Paramount se consideriamo quanto ho appena detto.
Varie le versioni ufficiali: c’e’ chi dice che sia morto congelato durante una bufera di neve mentre si recava a Chicago,chi afferma che sia morto d’infarto, altri addirittura che sia stato avvelenato e infine chi sostiene che sia stato derubato e strangolato dal suo stesso autista.
Quel che e’ certo e’ che la sua morte rimase ammantata di mistero e che NESSUNO, neanche la PAramount che faceva affari d’oro col grande artista,si adopero’ per saperne di piu’. Ho trovato pochissimi dati sull’intera vicenda, ma cio’ che ho raccolto genera in me forti dubbi.
Sembra che dopo anni di infruttuose ricerche il certificato di morte sia saltato fuori ( da dove?) nel 2010 e pubblicato sul FROG BLUES and JAZZ ANNUAL. Citato come George Jefferson (?) nato a Dallas (?) nel 1893,si afferma che fu trovato morto la notte del 19 dicembre 1929 in “the street 3700 block of Rhodes Avenue”. La causa della morte ” probabile miocardite cronica”(?)
A parte le varie imprecisioni ( com’era possibile che gli amici ,i parenti e soprattutto la Paramount non sapesse i dati anagrafici di Lemon?) ci sono altri elementi oscuri.
Si afferma che ” Il corpo fu spedito via treno da Chicago al cimitero di Wortham,in Texas e ivi sepolto il 29 dicembre 1929.”
Ora,NESSUNO vide il cadavere di Lemon. Agli amici-colleghi fu negato l’accesso all’obitorio ( come afferma Texas Alexander) e i parenti vennero a sapere della sua morte solo tempo dopo, dal giornale. La bara che arrivo’ in gran segreto e senza scorta al cimitero di Wortham era piombata e sembra sia stata interrata senza testimoni e senza i conforti funebri.
Ma piu’ singolare e’ il fatto che della sua morte non ne parlo’ quasi nessuno. Il Wortham Journal (quindi un giornaletto locale) scrisse un trafiletto su di lui il 3 Gennaio 1930 . Questo e’ il testo tradotto:
” Lemon Jefferson muore a Chicago. Lemon Jefferson,un musicista nero nato e cresciuto nella comunita’ di Wortham,e’ morto di insufficienza cardiaca e il suo corpo e’ stato seppellito qui nel cimitero di Wortham poco dopo Natale.Lemon si e’ esibito tutti i giorni per le strade di Wortham cantando canzoni di sua composizione fino a quando non fu notato da una casa discografica che lo porto’ a Chicago, e sembra che con il ricavato dai suoi diritti d’autore egli si sia arricchito notevolmente.L’ultima volta che ha visitato Wortham prima della sua morte e’ venuto nella sua grande automobile, accompagnato dal proprio autista”.
Beh, un po’ poco per ricordare un figlio Autorevole della Comunita’. Lemon era STRACONOSCIUTO nella piccola cittadina,che tornava a visitare spesso anche quando fece fortuna. Howlin’Wolf, che lo conobbe da piccolo, ricorda molti episodi in cui Lemon circondato da agenti e fotografi si faceva largo tra la folla e si esibiva su palchi improvvisati.
Houston Stackhouse,un musicista di Wesson che lo conobbe proprio a Wortham,afferma che nell’estate del 1928 Jefferson era arrivato per un piccolo spettacolo privato che si svolgeva in una scuola elementare . ” C’era tanta di quella gente che non si poteva entrare per sentirlo suonare; c”era gente anche sotto il portico, e non se ne andavano perche’ speravano di vedere per un attimo il maestro. Suono’ fino a notte fonda e quando finalmente usci’ molti erano ancora li’ fuori ad aspettarlo.”
Molto strano quindi che solo un anno dopo Lemon Jefferson sia stato talmente dimenticato da meritarsi SOLO quel piccolo trafiletto da parte della cittadina in cui in pratica era nato!

Questa e' una delle pochissime lapidi ritrovate e restaurate in quel che fu il vecchio cimitero di Wortham,ove fu seppellita la salma di Lemon Jefferson.

Questa e’ una delle pochissime lapidi ritrovate e restaurate in quel che fu il vecchio cimitero di Wortham,ove fu seppellita la salma di Lemon Jefferson.

Ancora piu’ oscuro e’ quel ” calcare ” sulla grande macchina privata e sul suo autista. Un’affermazione tendenziosa, se si pensa che quando Lemon fu trovato morto…era solo.Che fine aveva fatto il suo autista? Le versioni ufficiali della sua morte affermano che ” mori’ congelato in una tormenta di neve mentre tornava a Chicago di notte,con la sua macchina.” Finto o vero cieco che fosse SICURAMENTE l’artista NON SAPEVA GUIDARE; quindi chi lo accompagnava? E se fuori c’era la bufera e’ possibile che l’autista abbia preferito uscire dalla macchina da solo avventurandosi nella notte per cercare aiuto? In questo caso..CHE FINE HA FATTO? Come su Lemon anche su di lui calo’il sipario.
E infine l’ultima chicca. Sempre in queste stranissime versione ufficiali si afferma che il defunto aveva la” mano destra congelata stretta intorno alla chitarra”. Un atteggiamento molto anomalo per chi sta morendo congelato : l’istinto di sopravvivenza porta automaticamente a raggomitolarsi,coprirsi e sicuramente a difendere mani e piedi,che sono i piu’ sofferenti durante un congelamento.Per quanto amasse la sua chitarra…non e’ plausibile che Lemon si attaccasse ad un oggetto freddo al punto da morirci su in quella posizione.
Anche dando credito alla versione del collasso o dell’infarto..beh,c’e’ qualcosa che non va. Benche’ fulminanti entrambi escluderebbero questo atteggiamento posturale: il primo perche’ comporta un rilasciamento muscolare,il secondo perche’in genere si accompagna ad attimi di dolore lancinante che inducono al famoso raggomitolamento che non c’e’ stato.
L’ipotesi piu’ plausibile resta ” il fatto improvviso e inaspettato”,un evento che ha immortalato la posizione in quel momento tenuta dall’artista: un colpo di pistola? Uno strangolamento alle spalle?Non lo sapremo mai.Come rimarra’ ignoto per sempre il punto esatto in cui il corpo di Lemon Jefferson fu seppellito.Nel 1967 alcuni suoi fan si diedero da fare per segnare con una lapide un probabile punto di sepoltura,ma nel 1996 il cimitero era ormai in rovina e le lapidi non c’erano quasi piu’. Nel 1997 un fan del Maestro,tale Bruce Roberts, visitando le rovine del vecchio cimitero inorridi’ per le condizioni di degrado dello stesso e del fatto che della tomba di Lemon Jefferson non esistesse piu’ traccia. Fu quindi attivata attraverso il web una frenetica raccolta di fondi per riabilitare il cimitero e ridare a Jefferson gli onori che meritava. Furono la Blues Association Svedese e la Rycodisk Records che finanziarono i lavori,unitamente alla piccola comunita’ nera di Wortham. La nuova tomba di Lemon fu invece finanziata interamente dall’iniziatore di questa maratona di solidarieta’,,che sulla lapide fece incidere la profetica e amarissima frase della omonima canzone di Jefferson:

Signore, fa’ che la mia tomba sia sempre pulita”.

Questa e' la targa ad memoriam che lo stato del Texas dedico' al grande artista e appose nel nuovo cimitero di Wortham  nel 2000.

Questa e’ la targa ad memoriam che lo stato del Texas dedico’ al grande artista e appose nel nuovo cimitero di Wortham nel 2000.

Ascolta e Acquista una delle mie cover jazz!
BASTA UN DOLLARO!


Straziante e bellissima questa Electric Chair Blues del 1928!


Profetica!


Quasi sconosciuto questo blues del 1928. Il brano e’ di Lemon ed e’ stato restaurato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...