Le figure emblematiche del BLUES: CHARLIE PATTON – prima parte –


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Figura emblematica, da sempre considerato ” Il padre del Delta Blues,” Charlie Patton e’ per molti un eroe leggendario approdato al Blues ,musica ” malefica e corrotta “, proprio grazie alla sua degradata condotta ai limiti di una follia schizoide e del malessere tipico di chi vive ai margini.
Abbiamo gia’ ampiamente parlato di come l’Afro-Americano ” liberato ” in realta’ si agitasse in una sorta di limbo ,privato della sua stabilita’ e delle sue tradizioni. Suonare Blues era un tentativo di liberazione effettiva che coinvolgeva non solo la Black people ma anche moltissimi immigrati Europei,in genere Inglesi e Irlandesi,sfuggiti alla poverta’ dei sobborghi natii per finire nei meandri puzzolenti del Mississippi. La vita era dura per tutti: la speranza di sopravvivere scarsa.

La famiglia Patton non era diversa. Dalla documentazione del censimento del 1900 si fa luce sul mestiere del padre, bracciante agricolo, e sulla data di nascita del piccolo Charlie,avvolta spesso in malcelate ombre.:Contea di Hinds, sul Mississippi, aprile 1891.
Famiglia poverissima,costituita da padre madre e due sorelle piu’ grandi. Il piccolo Charlie non andava molto a scuola ma aiutava nei campi. Tra castighi e scorrerie, data la natura ribelle del piccolo futuro ” genio “, la sua infanzia scorre tranquilla fino all’eta’ di 9 anni,epoca in cui per mancanza di lavoro la famigliola si trasferisce nella piantagione di cotone di Dockery,venti miglia piu’ a sud. E qui inizia il capitolo piu’ misterioso e romanzato della sua vita, su cui tanti hanno scritto e discusso. Un capitolo strano,oscuro,degno delle migliori tradizioni del Blues.

Ecco il certificato di nascita di Charlie Patton

Ecco il certificato di nascita di Charlie Patton

Se Robert Johnson ebbe il suo mentore qualche anno dopo,e si dice che fosse il DIAVOLO in persona,per Charlie Patton le cose cambiano solo in superficie. Cio’ che e’ sicuro il fatto che per entrambe le due mitiche figure l’incontro con il Blues e il prendere in mano la chitarra si accompagnano alla frequentazione di personaggi equivoci con alle spalle un mix di musica, sangue e magia nera,veri o presunti. Nel caso di Charlie la ” firma nera ” del suo genio fu un Bluesman primigenio di nome Henry Sloan.
Le cronache non ci dicono molto di lui. Ma la mia proverbiale cocciutaggine mi ha sguinzagliata alla ricerca di dati esaurienti che potessero in parte chiarire quale influenza e quale eventuale condizionamento avessero esercitato una cosi’ mirabile opera sul giovane rampollo Patton.

Il delta del Mississippi cosi' come appariva nel 1900

Il delta del Mississippi cosi’ come appariva nel 1900

Ho trovato quindi una piccola storia del personaggio ” Ombra” di Charlie,devo dire mooolto interessante!
Costui,tale Henry Sloan, era figlio di Sam e Laura ,due ex schiavi senza professione che si erano trasferiti dalla South Carolina nella Contea dii Hinds. ( a soli 3 km dalla famiglia Patton!).) gia’ agli inizi del 1870. Nel censimento della zona del 1880 si parla di un bambino ,figlio della coppia, di nome James.nato nel 1871. Ricontrollando poi i dati dell’ulteriore censimento del 1900 abbiamo conferma che James ed Henry siano la stessa persona.Molto probabilmente, come si usava a quell’epoca,Henry portava il nome di un fratello deceduto neonato e poi ” mescolato ” negli annali dell’epoca. Fatto sta che nel censimento che ci interessa detto Henry risultava vivere ancora coi genitori ,tre dei suoi figli e la seconda moglie,essendo lui divenuto vedovo nel 1898. Di professione Agricoltore e’ interessante notare che si riferisce che Henry Sloan sapeva ” leggere, scrivere e leggeva molti libri”.Appunti fondamentali considerando che Henry era un Afro-Americano povero e che, come tutti i suoi coetanei,probabilmente aveva potuto frequentare solo la prima elementare!

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Ascolta la mia musica!

Non esistono foto a riguardo,ma anche qui abbiamo delle dichiarazioni di due futuri ” discepoli” di Charlie Patton, SON HOUSE e TOMMY JOHNSON ,che riferiscono chiaramente di ” una mania ossessiva di Charlie nei confronti del suo alter ego Henry,definito ” alto, grosso,dal naso camuso e gli occhi penetranti e spaventosi che contrastavano nettamente con la sua eta’,gia’ matura”. In base alle ricerche del famoso storico DAVID EVANS Henry Sloan poteva essere addirittura la misteriosa figura di Bluesman che W.C. Handy incontro’ sul treno a Tutwiler e che lo ..inizio’ psicologicamente al Blues! All’epoca Handy nella sua autobiografia ce lo descrive come ” alto, magro e nero,che pizzicava accanto a me una chitarra mentre dormivo. I suoi vestiti erano stracci, i suoi piedi spuntavano fuori dalle scarpe. Sul volto c’era dipinta la tristezza dei secoli. Mentre suonava ha tirato fuori un coltello e lo ha premuto sulle corde della chitarra, tirandone via un suono mai sentito che era come un lamento dell’anima. Per tre volte fece questo strano gesto, che a pensarci poteva essere una rozza croce sulla chitarra. ” Stiamo comunque parlando del 1903 ed e’ probabile che la famiglia Sloan,insieme a molte altre della Contea di Hinds, si sia trasferita da un paio d’anni nella piantagione Dockery. C’e’ da chiedersi allora COME MAI l’incontro fatidico tra Henry e Charlie sia avvenuto solo in loco e non gia’ nella contea di Hinds! Ancora secondo SON HOUSE e’ che ” costui da anni lo tenesse d’occhio e attendeva con ansia che crescesse”.

La piantagione Dockery,una farm molto ben attrezzata, come appariva agli inizi del 1900

La piantagione Dockery,una farm molto ben attrezzata, come appariva agli inizi del 1900

Comunque siano andate le cose, quando inizia la chiara frequentazione tra i due Charlie ha ormai 10 anni e il Delta Blues, di cui si e’ detto sia stato ” il Padre ,” era gia’ ampiamente diffuso su tutto il Mississippi e conosciuto come ” musica oscura, maligna e che portava alla perdizione dell’anima”. Abbiamo gia’ parlato dei rapporti tra il Blues e la Magia nera. I legami tra il Vooodoo e gli ex schiavi, che proprio sulle rive del Mississippi hanno subito le peggiori tra le sevizie,sono fortissimi e volutamente celebrati attraverso questa strana musica che ” libera ” l’anima. Sporca e fangosa come il fiume sulle cui sponde nasce,il Blues primigenio utilizzava dei rozzi ausili ” correttivi” affinche’ le note NON fossero limpide e pure ,poiche’ l’anima ferita non puo’ alzarsi PULITA verso il cielo. Operando quindi un trasfert tra strumento musicale e Bluesman la musica veniva ” sporcata ” ad arte bendando le mani del musicista o utilizzando un coltello a lama piatta che ,tirando le corde, originava una melodia che sarebbe divenuta famosa in seguito grazie ai musicisti Hawaiani, ma che sul Mississippi aveva una valenza del tutto simbolica e magica. Il famoso coltello di cui parliamo, infatti, dopo essere stato utilizzato per riti magici come l’uccisione della gallina nera e la celebrazione del demoniaco spirito Papa Legba,” impregnato ” del sangue della vittima sacrificale veniva poi passato sulle corde della chitarra perche’ l’energia vitale si trasferisse al musicista.Divenuto quindi sciamano il Bluesman partiva col suo canto ossessivo e improvvisato, seguito a ruota da altri musicisti che ne accompagnavano il ritmo con la mani,la chitarra o il suono della voce. Questo ” esperimento ” empatico poteva durare delle ore e costituiva per i neri che lo eseguivano ulteriore causa di alienazione e isolamento da parte dell’intera comunita’ ,per cui questi rituali erano espressione di ” possessione diabolica “.

Una foto ,copertina di un c raccolta delle incisioni di Patton, con una foto originale dei braccianti agricoli sul delta del Mississippi alla fine del 1800.

Una foto ,copertina di un c raccolta delle incisioni di Patton, con una foto originale dei braccianti agricoli sul delta del Mississippi alla fine del 1800.

E’ chiaro quindi che agli unizi del 1900 il Blues fosse una musica ” nascosta” e che soli gli adepti o iniziati potessero conoscerla. Lasciato solo con se’ stesso, ostracizzato, visto come ” schiavo di Satana” il Bluesman entrava poi nella convinzione di essere un dannato e volutamente si perdeva nell’alcool,nelle orge, nella violenza e nel sangue,cosa del resto molto facile per un nero povero dell’epoca. Un circolo vizioso da cui era impossibile uscire e che si concludeva quasi inevitabilmente con la morte prematura per sifilide,cirrosi epatica o duelli a sangue. Molti di loro semplicemente ” sparivano”,probabilmente fatti fuori da loro connazionali animati da ” fervore religioso ” ( la nascente Chiesa Afro-Americana ne fece di assassinii!) o da amanti gelosi o dalla stessa Polizia del luogo. Le prime ” sette ” che praticavano il Blues primigenio erano pero’ fortemente motivate a portare la loro musica fuori dai confini del Mississippi, e possibilmente fuori dall’America: si trattava di un’opera di emancipazione e di celebrazione della gente nera che, pur non avendo una matrice culturale, si basava su una forte corrente di rivendicazione di uguaglianza e di umanita’,cosa che ai neri era sempre stata negata. Lottando quindi contro l’ostracismo della loro stessa gente,i Bluesman si impegnarono costantemente nell’opera di trasmissione orale di una cultura che poteva valersi solo dell’insegnamento diretto, del condizionamento personale e della possibilita’ per il discepolo di entrare in una comunita’ ” magica “,”oscura” e dichiaratemente in lotta col sistema.

Vieni a conoscere la mia musica Blues!

Quando si parla del ” demonio ” non si sbaglia di tanto. La differenza sta nell’interpretazione : il vero ” demonio” era la condizione di ” non vita ” nella quale era relegato al tempo l’Afro-Americano, che si sentiva ormai ” zombie ” di se’ stesso. Per liberarlo era quindi necessario attingere a quelle energie ataviche rimaste nella terra di origine e che ogni uomo porta dentro di se’.Quelle forze oscure che dalla palude fangosa del Mississippi potessero elevare l’uomo fino alla societa’ “vera” quella in cui tutti sono uguali e fratelli fra loro. L’abbinamento tra le figure di Papa Legba e Lucifero e’ automatica,ma solo perche’ entrambi lottano contro un’Autorita’ Superiore che li spinge verso la condizione di schiavo che essi rifutano. Il Blues quindi non fu solo una ” musica nera” ma una vera e propria rivoluzione culturale che inizio’ il cammino,sofferto e avvelenato,verso l’integrazione civile dell’Afro-Americano. E che, come ogni rivoluzione, ebbe le sue vittime e i suoi martiri.
Cio’ che avvenne a Charlie Patton e poi a Robert Johnson fu appunto questo. Essi furono ” iniziati”da mentori oscuri perche’ imprimessero sulla propria pelle il marchio della lotta del nero contro la sopraffazione della societa’ bianca, e lo facessero utilizzando l’arma terribile di una MUSICA che ogni uomo, di qualsiasi razza, porta nel proprio sangue. Una musica che e’ lo scorrere del tempo attraverso il battitto del cuore, di cui emula il ritmo.
In un’intervista nella quale gli chiedevano ” cosa fosse in realta’ quella strana musica del Mississippi” SON HOUSE rispose: ” Metti la mano sul tuo petto e ascolta il battito del tuo cuore. Beh,QUELLO e’ il Blues!”
Ecco la spiegazione, ecco la semplice chiave d’accesso. Fu quindi facile per Henry Soan ,e per tutte le altre figure oscure di cui il Blues e’ pieno, penetrare con la forza di un urgano nella mente del giovane Charlie Patton e ” dannarlo ” per sempre.

Nativo Americano

Nativo Americano ” nero”. L’esistenza degli Indiani neri era un problema per il Governo degli Stati Uniti che lo risolse NON OCCUPANDOSENE. Questa monoranza etnica rimase cosi’ privata per lungo tempo del riconoscimento dei propri diritti civili e sociali. Attualmente la situazione generale e’ migliorata solo superficialmente.

La famiglia Patton era comunque un esempio abbastanza diffuso di disagio e difficolta’ di integrazione. Lo stesso ceppo etnico di appartenenza la dice lunga sulle traversie quotidiane che i suoi componenti,tra la scuola e il vicinato, avevano dovuto sopportare. Se guardiamo l’unica fotografia conosciuta di Charlie Patton ,appartenente al collezionista John Tefteller, ci rendiamo conto che non si tratta di una persona ” tipicamente ” Afro-Americana. C’era una chiara mescolanza di sangue bianco ,nero e Indiano in lui, e oggi si sa che la nonna materna era una Cherokee,cosa puntualizzata anni dopo dallo stesso Patton che cantava nella sua ” Dirth Road Blues ” della permanenza nei territori aviti quali ” IL TERRITO”. Si trattava di un territorio Indiano divenuto in seguito parte dell’Oklahoma, dove sua nonna si recava spesso prima di morire, per unirsi a quelli della sua tribu’ nella lotta per la rivendicazione della terra che veniva concessa dagl Governo degli Stati Uniti ai pochi Nativi rimasti. Il problema dei Black Indians,cioe’ quello dei figli nati da unioni di ex schiavi o Black Cowboys con donne Indiane,rimase comunque un problema irrisolto e contribui’ alla poverta’ della famigliola Patton , che subi’ pesantemente quest’ultima umiliazione.

Indiano Cherokee Black. Notate l'evidenza somiglianza etnica con Charlie Patton.

Indiano Cherokee Black. Notate l’evidenza somiglianza etnica con Charlie Patton.

Molti rancori si agitavano quindi nell’animo del decenne Charlie,quando conobbe Henry Sloan.Affascinarlo e coinvolgerlo nel pericoloso ” gioco del Blues” fu impresa da poco.
(continua)

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BASTA UN DOLLARO!

Godiamoci un capolavoro del 1929 ” Screaming and Hollerin Blues”. Malgrado l’animazione della foto e’ meraviglioso il fascino del brano.

Pony Blues fu il primo grande successo del Padre del Delta Blues! Prima incisione per la Paramount,1929


Audio decisamente disturbato ma…c’e’ tutto l’aroma del vecchio blues nella voce roca di un Patton meraviglioso!

Sei un collezionista e ami i pezzi unici? Ecco allora una mappa originale del 1853 che ti mostra lo Stato del Mississippi. E’ una rarità che puoi acquistare cliccando sull’ immagine

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