Il TEXAS BLUES e il mondo che cambia.


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E terminiamo questo immaginario viaggio sulle orme del Blues con uno degli stili forse piu’ puri e articolati,in grado ancora oggi di ” spingere ” su suggestioni interessanti, benche’ il tempo del Blues sia per molti ormai finito.
Sto parlando chiaramente del TEXAS BLUES,un’ondata di ritmo e invenzioni sonore che impegno’ non solo il territorio del Texas da cui nacque, ma gran parte degli Stati Uniti ispirandosi alle tradizioni Afro e poi ” allargandosi” a influenze Europee che ne determinarono e ne determinano ancora oggi una eccezionale modernita’.

Possiamo distinguerne tre periodi, non del tutto collegati tra loro: il primo, quello piu’ puro, inizia intorno al 1890 e si colora delle tradizioni Anglo-rurali, ma anche di quelle Ispaniche, del Cajun e perfino della musica Creola. Il motivo sta ancora nelle possenti migrazioni degli Afro-Americani che, liberi ormai dal giogo della schiavitu’, cercavano zone franche in cui lavorare e sopravvivere, accompagnati in questo anche da migliaia e migliaia di immigrati Europei tra i piu’ poveri,che tentavano di sfuggire alla fame e alle guerre dei loro paesi di origine. All’epoca il Texas era una terra ancora da scoprire, con una densita’ di popolazione tra le piu’ basse dell’America inizi ‘900.

Una veduta di Hutto, piccola citta' del Texas, nel 1890

Una veduta di Hutto, piccola citta’ del Texas, nel 1890

Sostanzialmente si lavorava alle ferrovie, ma non dimentichiamo che molti tra i neri immigrati vennero assorbiti dal ” cowboy job”, di cui poco si parla. In defintiva comunque la condizione dell’Afro-Americano non cambiava di molto: diseredati tra i diseredati affidavano la propria anima al triste canto BLUES,che innestava un certo non so che di ” maligno ” sulle loro persone. SON JACKSON,un grande bluesman conosciuto solo…dagli addetti al settore,spiega molto bene l’atteggiamento sociale della gente nei confronti del Blues.
” Il Bluesman e’ un animale ferito che grida le proprie sofferenze senza possibilita’ di essere ascoltato. Ora, se lo facesse in chiesa, tutti sarebbero con lui poiche’ sarebbe un’anima che si affida a Dio. Ma poiche’ egli lo fa per le strade o da solo o davanti a un pubblico di poveracci bevitori e donnaioli,allora e’ solo uno fuori di se’ e la sua anima sporca lo attira a Satana. La differenza sta nell’approccio: in Chiesa sarebbe un peccatore che chiede la Grazia, cosi’ invece e’ un peccatore e basta, anche se le cose che dice sono piu’ o meno le stesse”.

Patrizia%20Barrera

Ascolta la mia musica!

Operai della ferrovia  in Texas, 1890.

Operai della ferrovia in Texas, 1890.

Cosi’ il primo periodo del Texas Blues e’ nelle mani di disgraziati ed ex schiavi a cui spesso viene concesso di suonare nelle feste di piazze o in quelle da ballo per i bianchi ricchi,ma lo si fa con violino e chitarra per non turbare ” col proprio peccato ” le orecchie degli altri.
Conosciamo alcuni dei primi Blues del periodo grazie al collezionista GATES THOMAS,che raccolse alcune delle canzoni dei piantatori di cotone emigrati in Texas. I brani ” ALABAMA BOUND ” e ” CC RIDER”, ad esempio, vennero poi rielaborate dal famosissimo JELLY ROLL MORTON ( di cui parleremo abbondantemente nelle prossime puntate), ma appartengono al filone della tradizione orale ,spesso conservata senza una vera e propria musica,di musicisti neri dei quali si e’ persa memoria. Una delle piu’ vecchie canzoni nelle quali sono gia’ presenti le famose ” BLUE NOTE” e’ “ Baby, Take a look at me!” trascritta poi da Thomas e Charles Peabody nel Mississippi qualche anno dopo.

Non solo Afro-Americani ma anche immigrati Europei in Texas. 1893

Non solo Afro-Americani ma anche immigrati Europei in Texas.
1893

E’ interessante notare come il Blues del periodo abbia ancora due facce: quella un po’ schizzata ma allegrotta delle feste e quella purissima e malinconica della solitudine, spesso accompagnata da tecniche di variazione che ne amplificavano l’opera di transfert col musicista. Gia’ agli inizi del ‘900 in Texas troviamo quindi l’utilizzo della SLIDE GUITAR, in gergo chiamata BOTTLENECK ( collo di bottiglia). Si tratta di una tecnica innovativa che alcuni confondono con il BENDING del Delta,ma che in realta’ ” parla ” una lingua completamente diversa. Attraverso lo ” scivolamento” del collo della bottiglia( in genere di vetro) sulle corde,il Bluesman riusciva a ricavare un effetto ” lamentoso” ( per intenderci un po’ HAWAIANO) che non alterava la trazione sulle corde come succedeva con il Bending dove il musicista,avvolgendo le dita in pezze di cotone,era costretto a tirarle per ricavarne un suono.

Ecco la tecnica del bottleneck,un collo di bottiglia che si fa scivolare sulle corde.

Ecco la tecnica del bottleneck,un collo di bottiglia che si fa scivolare sulle corde.

L’effetto e’ completamente diverso: duro e a scatti col Bending, ” glissato” e continuativo con lo Slide. In tal modo il Blues si colora di una magia difficilmente riproponibile con altre modalita’. Mischiati al Blues altri stili come il JIGS ( una tipica danza Irlandese) e il REELS (altra danza ma di origine Scozzese)
Potrete quindi comprendere la complessita’ di un modo nuovo di fare musica,che per la prima volta non si limita ad assimilare stili diversi,come ad esempio e’ successo per il Blues del Delta, ma si “apre” al mondo per portarvi un prodotto gia’ rielaborato alla luce delle vicende storiche e sociali e non piu’ solo personali.
Inizialmente ostracizzato, guardato come rozza espressione di una sotto-classe e inviso dalla stessa comunita’religiosa nera,il Blues esplose poi in tutta l’America negli anni ’20. Non solo grazie a W.C. Handy di cui abbiamo gia’ parlato e nemmeno sulla scia del successo delle Blues Singers di citta’,il cui stile non aveva molto in comune con quello che impazzo’ per l’America qualche anno dopo. Ancora una volta furono le etichette discografiche a determinarne il successo che, ricordiamo, non FU MAI tale per i Bluesman ma solo per i grandi produttori e gli investitori bianchi.

IL Texas cambia. Qui Main Street a Cisco nel Texas intorno al 1920.

IL Texas cambia. Qui Main Street a Cisco nel Texas intorno al 1920.

In Texas la moda del Blues arrivo’ nel 1923 e si concentro’ tutta a Dallas,dove le principali etichette che volevano portare sul mercato ” quella roba da negri” che pero’ piaceva tanto anche ai bianchi
stabilirono un vero e proprio Quartier Generale casalingo.Prima la OKEH ma poi anche la VOCALION,la BRUSWICK,la COLUMBIA,la RCA e infine la PARAMOUNT inviarono a Dallas,ormai urbanizzata e ricca di conforts nonche’ ben servita dalle ferrovie, i propri tecnici e talentscout i quali insediatosi negli alberghi per ricchi vi montarono il proprio studio di registrazione,allo scopo di incidere ” seduta stante ” e senza spese aggiuntive le cosiddette “RACE RECORDS”,
quelle sotto-marche economiche dedicate al nascente mercato Afro-Americano. Parte cosi’ il secondo grande periodo del Texas Blues.
Il primo grande artista ad essere registrat in loco fu lo storico BLIND LEMMON JEFFERSON, un personaggio controverso che sara’ oggetto di uno dei miei prossimi articoli. IN realta’ il musicista cieco (?) era gia’ abbastanza famoso nell’East Texas da dove proveniva ma…come artista sacro!!!

La classica (e forse UNICA) foto ufficiale di Blind Lemmon Jefferson. 1927

La classica (e forse UNICA) foto ufficiale di Blind Lemmon Jefferson.
1927

Fu proprio in chiesa all’angolo tra Elm Street e Central Avenue che venne scoperto da un talentscout della Paramount, e infatti la prima incisione porta lo pseudonimo DEACON( Diacono) LJ BATES. Come a dire che tra il Blues sacro e quello profano in fondo NON C’E’ una cosi’ profonda differenza! L’artista si firmo’ poi col suo vero nome per tutte le altre 70 registrazioni seguenti con la Paramount, fino al 1929 quando mori’ improvvisamente e con parecchie ombre.
Jefferson era un mirabile chitarrista e probabilmente il termine Texas Blues nacque con lui. Era in grado di ” martellare ” la chitarra per ottenere dei bassi essenzialmente ritmici e ripetitivi subito seguiti da note ” aperte” e dal suono quasi arpeggiate, e il suo stile fece scuola influenzando gli innumerevoli artisti che si susseguirono in quelle sale d’incisione improvvisate,come SAM HILL,BUDDY WOODS,WILLIE RED, nomi che forse non vi diranno molto perche’ non sono mai balzati ai cosiddetti ” onori della cronaca” ma che rappresentano una pietra miliare della storia del Blues. Subito dopo l’oscuro LEADBELLY e l’aggressivo T.BONE WALKER, che applicarono le tecniche di Jefferson alla chitarra elettrica e combinarono il Blues con le neonate suggestioni del Jazz e dello Swing. L’utilizzo della chitarra amplificata segna l’ingresso del Blues nella societa’ moderna. Probabilmente fu EDDIE DURHAM con la sua band a darle quel risalto che in T.BONE WALKER era apparso come intuizione. Avvicinandosi sempre piu’ al Ryhtm’n Blues il ruolo della chitarra solista supera nel Jazz persino quello del sassofono,mentre nel Texas Blues sostituisce in larga misura il ruolo fino ad allora primario della voce.

la zona DEEP ELLUM,ritrovo dei Bluesman e fulcro del Texas Blues durante la Grande Depressione.  1930

la zona DEEP ELLUM,ritrovo dei Bluesman e fulcro del Texas Blues durante la Grande Depressione. 1930

Nel frattempo lo scoppio della Grande Depressione degli anni ’30 allontana temporaneamente le etichette dal mondo del Blues: si spengono le luci delle sale d’incisione portate ” a casa” degli artisti e inizia un periodo di semi-oblio mantenuto fortunatamente in vita da uno sparuto gruppetto di musicisti neri che si spostano nelle sale da ballo della zona sud del Texas,come la sala da Ballo ROSE che a cavallo tra gli anni ’30 e ’40 fu davvero una vetrina di eccezione per i talenti del Blues tipo BIG JOE TURNER,WILLIE NELSON o PEE WEE CRAYTON. Successivamente ci si sposto’ a Houston,soprattutto quando negli anni’ 60 la zona Deep Ellum,il quartiere eccellente delle band, fu spogliata della ferrovia e relegata a ghetto industriale.

Ascolta anche la mia musica blues!

Veramente a Houston molti musicisti avevano GIA’ preso alloggio,proprio per le migliori condizioni di vita e di integrazione: qui troviamo SAM ” LIGHTNING” HOPKINS e suo cugino TEXAS ALEXANDER,ma anche ROBERT SHAW e HERSAL THOMAS, il fratello di SIPPIE WALLACE.
Incidere a Houston era molto difficile. Le grandi etichette FREEDOM,MACY e PEACOCK arrivarono solo nel 1947 e trovarono una vera e propria antologia vivente del Blues che esprimevano ancora una volta il cocente dolore del nero emarginato arrivato li’ da una terra lontana per trovarvi solo fame e miseria.IN questo filone ritroviamo nomi oggi abbastanza conosciuti,come ALBERT COLLINS,JOE HUGHES e JOHNNY WATSON che comunque sono da molti considerati gli esponenti ” storici” del terzo ed ultimo periodo del Texas Blues,quello gia’ agonizzante,sposato al rock,al BEAT e ad mondo trasformato dalle campagne Hippie che lo hanno defraudato delle ataviche radici. Queste nuove correnti giunsero infine nella citta’ di Austin,ultimo baluardo di un Texas che cambiava
e con esso la sua musica.

Una mitica immagine di T.Bone Walker durante uno dei suoi spettacoli, nel 1947

Una mitica immagine di T.Bone Walker durante uno dei suoi spettacoli, nel 1947

Dagli anni’60 ad oggi e’ storia recente. Chi legge questo blog come minimo e’ un appassionato del Blues e della Old America, ma anche se non lo e’ immagino che almeno uno tra i nomi STEVE RAY VAUGHAN,JIMMY VAUGHAM,JOE ELY e ANGELA STREHLI sia di suono familiare. Con loro la tradizione ” nera ” del Blues si colora di ” bianco” e l’interesse verso questo genere inimitabile,in grado di plasmarsi con l’ambiente circostante e di rinnovarsi al suono del tempo che passa,e’ cresciuto in tutta l’America e non solo. E’ stato proprio grazie al Texas Blues che esso ha finalmente goduto del riconoscimento ufficiale della grandezza di un popolo martoriato e mai sconfitto, che e’ stato in grado di insegnare al mondo che e’ nella musica che risiede l’anima di ognuno, e che grazie alla musica i popoli sopravvivono alla sopraffazione. Dopo la raccolta delle tradizioni blues degli storici LOMAX, padre e figlio, grazie alle le quali un intero universo di vita non e’ stato perduto, l’intero Texas si e’ fatto promotore di una campagna mediatica di celebrazione e diffusione del Blues,di cui l’intero Stato e’ intriso fin dentro le ossa. Centinaia di manifestazioni e organizzazioni ogni anno coinvolgono la rete dei media e quello delle feste popolari per perpetuare una tradizione che non intende spegnersi.Una campagna di sensibilizzazione che ha contribuito in maniera eccelsa al riconoscimento dei diritti civili e sociali della popolazione Afro-Americana e che e’ culminata nel 1987 con un evento storico per l’intera nazione: una borsa di studio al pianista Blues Afro-Americano ALEX MOORE, che viene consegnata direttamente dal patrimonio nazionale del FOLK ART PROGRAM del NATIONAL ENDOWMENT for the ARTS.
Il primo mattoncino di un edificio di Uguaglianza, Amore e Rispetto che ci auguriamo arrivi presto a toccare il cielo.

Una rara copertina della Victor con uno dei grandi successi del Texas Blues, ora tornato di moda.  1930 c.a.

Una rara copertina della Victor con una vera ” chicca” Un inedito JIMMY RODGERS, da sempre ” anima bianca ” del Folk e del Country, qui in un BLUES dei suoi primissimi tempi. 1930 c.a.

Ascolta e Acquista una delle mie cover.
BASYA UN DOLLARO!

Un imperdibile LEADBELLY nella sua versione di ALABAMA BOUND. SENZA TEMPO!!!

A meta’ strada tra Work Song e Blues Ballad questa BLACK SNAKE MOAN di Blind Lemmon Jefferson, datata 1928. Una delle sue 80 incisioni per la Paramount in soli 3 anni!


Inusuale questa versione del celebre brano ” Baby, please don’t go” che siamo abituati ad ascoltare magari con la voce di Muddy Water. Questa e’ la purissima incisione,datata 1941, di BIG JOE TURNER che la incise per primo nel 1935.

E terminiamo con tre pilastri del Texas Blues come Stevie Ray Vaughan,B.B. King e Albert Collins LIVE in un famoso concerto del 1988 a New Orleans. BUON ASCOLTO!

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