Il cammino del BLUES: Chicago e le Grandi Etichette Discografiche.


Una nascente Chicago del 1886   North West Railroad

Una nascente Chicago del 1886
North West Railroad

Nel Blues l’utilizzo dell’armonica arrivo’ intorno agli inizi del ‘900 come ” appendice ” della voce umana prendendo spunto direttamente dalle origini del Delta e passando poi attraverso gli influssi degli emigrati che venivano dall’Europa. Gli Spagnoli avevano gia’ introdotto la chitarra che, come abbiamo visto, veniva ” riproposta ” in chiave artigianale con degli scatoli di sigari. Questo perche’ l’armonia della vibrazione , che si poteva ottenere facilmente con gli strumenti a corde, e’ sempre stato elemento basilare della tradizione musicale Afro-Americana. Inizialmente ” musica da strada ” o ” da lavoro ” poiche’ accompagnava le ore di solitudine dei neri che emigravano a nord nel periodo immediatamente precedente al Proibizionismo, divenne poi affare commerciale di altissimo livello per le nascenti etichette discografiche,che vedevano nella nuova musica la possibilita’ di espandersi oltreoceano.

Il fenomeno dell'immigrazione BLACK a Chicago nel 1920 raggiunse vette spaventose!

Il fenomeno dell’immigrazione BLACK a Chicago nel 1920 raggiunse vette spaventose!

Tecnicamente parlando lo Chicago Blues e’ forse uno dei piu’ plastici e graditi, grazie alla vasta gamma di possibilita’ stilistiche che permette e all’introduzione successiva di numerosi strumenti musicali. C’e’ chi lo definisce un primo abbozzo del jazz…ma io non concordo pienamente. E’ vero che ,rispetto al Blues delle origini, qui l’utilizzo della scala maggiore e’ evidente, ed e’ anche vero che l’introduzione successiva degli strumenti a fiato ,quando arrivo’ nella grande citta’, gli conferiscono un suono piu’ caldo tipicamente da orchestra, ma l’approccio viscerale viene mantenuto se non addirittura amplificato dalle note stridenti dell’armonica prima e dal famoso ” rotolamento ” poi,una tecnica oscillatoria e prevalentemente ritmica che ispiro’ i musicisti Anglosassoni e il successivo Rock’n Roll.

tipica Stringband  a Chicago ,1900

tipica Stringband a Chicago ,1900

Patrizia%20Barrera

Ascolta la mia musica!

Se si fa un discorso storico possiamo riconoscere nello Chicago Blues due periodi di fondamentale importanza,a cavallo tra le due guerre mondiali. Nel primo,quello di cui sto espressamente parlando e che vide l’esplosione delle etichette discografiche , e’ forse il piu’ puro e legato alla tradizione e non solo per motivi cronologici. L’utilizzo dell’armonica e degli strumenti di fabbricazione casalinga che lo contraddistinguono rimangono l’espressione piu’ autentica del “ canto dell’anima “ che in seguito, sulla spinta dei mercati economici che lo inghiottirono,si commercializzo’ assumendo connotati molto piu’ Europei ed Urbani. Intorno al 1950 la chitarra elettrica e l’amplificazione,nonche’ correzione, del suono asciutto dell’armonica lo defraudarono della originaria visceralita’,rendendolo fenomeno di costume adatto a piu’ vasto pubblico.

Una delle primissime tappe del blues a Chicago fu rappresentato dai cori neri JUBILEE,primi accenni di un Gospel che si sarebbe poi diffuso in tutto il mondo

Una delle primissime tappe del blues a Chicago fu rappresentato dai cori neri JUBILEE,primi accenni di un Gospel che si sarebbe poi diffuso in tutto il mondo

Quando i primi neri arrivarono a Chicago si trovarono davanti una citta’ in pieno sviluppo.Nata per accogliere i ricchi Europei in seguito si spacco’ in due,concedendo ai nuovi immigrati ” bevitori e puzzolenti ” di installarsi nella parte sud meno servita e in certo senso ” porto di sbarco ” degli ex schiavi. D’altra parte Chicago era ” costretta ” ad assorbire quanta piu’ manovalanza possibile, dato lo sviluppo crescente delle industrie e la costruzione incessante delle ferrovie. Il lavoratore nero, o anche Irlandese,Spagnolo e Italiano,arrivava nelle fabbriche facendosi a piedi mezza citta’ ma portandosi appresso sempre la sua armonica,che gli faceva compagnia nel breve spazio di riposo tra un turno e l’altro. A differenza di cio’ che si potrebbe immaginare, e cioe’ la facilita’ di coesione tra i lavoratori neri che finalmente ” affrancati ” dalla schiavitu’ potevano fare amicizia tra loro, l’operaio Afro-Americano era solo.

Immigrati neri 1920

Immigrati neri 1920

La divisione tra neri e bianchi era in parte voluta dagli stessi datori di lavoro, che non vedevano di buon occhio la frequentazione tra razze, e in parte si originava dallo stesso Bluesman che era ormai incline alla solitudine. Il periodo di ” spacco ” del lavoro vedeva quindi due ali separate di lavoratori, con ” Jolly ” di vario tipo come Indiani ( rarissimi ) e qualche messicano, che in pratica non erano voluti da nessuno. Fare musica era frequente: cominciavano gli Irlandesi con le loro ballate, seguivano gli Italiani con le canzoni natie ma gli Spagnoli tenevano banco con le loro chitarre. Il nero con l’armonica non era da meno. Nascevano quindi a tratti delle ” gare ” improvvisate che fungevano da collante per tutti. Lungi dal rappresentare un fenomeno di coesione furono pero’ uno spunto importante per il bluesman che assorbiva come una spugna le suggestioni di civilta’ lontane. Non di rado inoltre le fabbriche o le grandi aziende erano punto di ritrovo e di affari per moltissimi imprenditori, che a volte gestivano o avevano conoscenze con le giovani etichette discografiche; l’interesse per la nuova musica nera, l’unica in grado di fondere attraverso la voce e l’armonica, stili di civilta’ diverse attiro’ ben presto l’interesse di molti. D’altra parte Chicago si stava riempiendo di Blues. Ad ogni angolo di strada gruppetti di musicisti improvvisati cercavano di sbarcare il lunario offrendo ai passanti la propria arte. Moltissimi emigrati neri,infatti, facevano letteralmente la fame. Benche’ le porte della Grande Citta’ fossero aperte tuttavia non c’era lavoro per tutti. .Agli inizi degli anni ’20 il sovraffollamento era evidente.

Chicago cambiava a vista d'occhio. Qui una foto della citta' nel 1928

Chicago cambiava a vista d’occhio. Qui una foto della citta’ nel 1928

E qui come appare solo due anni dopo, nel 1930!

E qui come appare solo due anni dopo, nel 1930!

Per fortuna la ” nuova musica ” comincio’ a girare: inizialmente ospitata nei numerosissimi Club Afro di cui Chicago era piena e disdegnata dal pubblico bianco,in seguito alla sua ” scoperta ” da parte delle grandi case discografiche divenne la moda del momento e…grande affare per pochi. Diciamo che lo Chicago Blues piu’ che fenomeno di massa fu soprattutto una miniera d’oro per le etichette, che fiorirono e ingrassarono grazie all’ispirazione di musicisti poverissimi e rimasti sconosciuti, ai quali venivano pagati pochi spiccioli per l’acquisto in blocco delle loro registrazioni che divenivano di fatto patrimonio multimiliardario dei produttori. Benche’ si conoscano molti interpreti di colore dello Chicago Blues,tuttavia NESSUNO di loro si arricchi’ realment e anzi moltissimi morirono nella piu’ squallida miseria. . Un fenomeno globalizzato per tutta la musica Afro-Americana, che pero’ a Chicago raggiunse vette impensabili.

Locandina esplicativa dei " miti " del Blues a Chicago e del BOOM della nuova musica.

Locandina esplicativa dei ” miti ” del Blues a Chicago e del BOOM della nuova musica.

Una delle primissime e quotatissime etichettte fu la BLUEBIRD RECORD,che aveva dalla sua un produttore decisamente dinamico che seppe sfruttare alla grande l’onda del blues, che enfatizzo’ nel logo e negli slogan pubblicitari . Sto parlando del mitico LESTER MELROSE che, tra il 1930 e il 1942 riusci’ a gestire un monopolio economico multimiliardario, producendo musicisti poi passati alla storia non solo del Blues ma del nascente R&B e perfino del Rock’n Roll. ROOSEVELT SKY, TAMPA RED e SONNY BOY WILLIAMSON furono solo alcuni della valente scuderia, che fece della piccola casa discografica un affare faraonico,.rilasciando un’impronta che venne appunto come ricordata come “ Il Sound Bluebird “.

Ecco uno dei primi dischi della BLUEBIRD RECORD con l'indimenticabile voce di Sonny Boy Williamson

Ecco uno dei primi dischi della BLUEBIRD RECORD con l’indimenticabile voce di Sonny Boy Williamson

Grande capacita’ di promozione invece era la colonna portante della CHESS RECORD,gestita dai fratelli Leonard e Phil, che tra il 1950 e il 1969 riuscirono a farsi attribuire il primato di ” piu grande etichetta discografica d’America ” addirittura dal quotatissimo critico musicale Cub Koda!

E che dire dei MITICI artisti della CHESS RECORD?

E che dire dei MITICI artisti della CHESS RECORD?

Forse la piu’ conosciuta, anche se ebbe vita breve, fu la COBRA RECORD, che opero’ solo dal 1956 al 1959. E’ famosa perche’ ha saputo tenere in scuderia cavalli di razza come il compianto OTIS REDDING, l’indimenticabile MAGIC SAM, e il meraviglioso BUDDY GUY. Gestita benissimo da WILLIE DIXON ,musicista e arrangiatore di calibro lui stesso,pensate che l’etichetta originaria era in realta’….un negozio di dischi che fece il salto di qualita’ grazie alle manovre sotterranee del suo proprietario ELI TOSCANO che di mestiere faceva….il tecnico riparatore di televisori! Quando si dice l’abilita’…

Ecco come appariva il marchio della COBRA RECORDS

Ecco come appariva il marchio della COBRA RECORDS

Un ” affondamento ” pilotato porto’ al collasso forse la piu’ intelligente etichetta del settore,che ebbe il merito di allargarsi anche al R&B e al Soul,definendoli evoluzioni naturali del Blues delle origini ( come in effetti sono ). Sto parlando della TWILIGHT RECORD che in soli 5 anni di vita ha lanciato musiche e interpreti straordinari. Stella del marchio era SYL JOHNSON che dal 1967 al 1969 porto’ al successo brani come ” Different Strokes “, o ” Reservation Concrete ” che permisero all’etichetta di avere riscontri eccezionali.

Peccato per la quotatissima TWILIGHT RECORDS!

Peccato per la quotatissima TWILIGHT RECORDS!

Tra il 1950 e il 1970 il nuovo piano urbano di Chicago fortemente voluto dal miopissimo Sindaco
Richard J. Daley che non comprendeva l’importanza storica e culturale della musica per la citta’,ha costretto i punti focali della trasmissione del Blues e i suoi locali storici a chiudere i battenti. Lentamente ma inesorabilmente lo Chicago Blues e le case discografiche che se occupavano sono finiti nel dimenticatoio.
Unica della vecchia squadra che continua il suo lavoro di promoter del Blues ancora oggi e’ la grandissima ALLIGATOR RECORD,creata da Bruce Iglauer nel 1971. Grazie a lei lo Chicago Blues continua a diffondere la sua magica armonia con interpreti del passato e del futuro, come BUDDY GUY,OTIS RUSH,HOUND DOG TAYLOR e il mitico EDDY ” Chief ” CLEARWATER.

Bellissimo il marchio della prestigiosa ALLIGATOR RECORDS, che ha festeggiato i suoi 40 anni di attivita'!

Bellissimo il marchio della prestigiosa ALLIGATOR RECORDS, che ha festeggiato i suoi 40 anni di attivita’!

Un’eco che non riuscira’ a spegnersi e che ci accompagnera’ ancora a lungo nella moderna frenesia dell’OGGI strizzando l’occhio alle dolci e malinconiche suggestioni di IERI….
(continua)

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Vieni ad ascoltare la mia musica blues inedita!


Benche’ la registrazione sia del 1963 la canzone e’un blues d’altri tempi! IMPERDIBILE!


Un BILL BROONZY del 1937 che ben riassume la duplice natura di Chicago, a meta’ tra BLUES e JAZZ!

DA GUARDARE questo film muto degli anni ’20 che be illustra, attraverso un viaggio in treno, quella che era Chicago e i suoi dintorni!


E finiamo con una incisione del 1945 con il favoloso TAMPA RED che, grazie alla BLUEBIRD RECORDS, riesce a mantenere ” anacronisticamente ” viva la tradizione del primo Blues.

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