L’anima Nera del Blues. Blues e Magia.


MagiaBlues

Blues e Magia nera. Se ne parla tanto,a volte in modo inesatto, a volte ripercorrendo la strada gia’ tracciata ai tempi in cui agli schiavi ne era vietata la pratica definita ” malefica “, e sancita nel’immaginario collettivo grazie al libro del 1884 “Haiti or the black Repubblic ” di S.St John,che descriveva il vodoo come ” culto oscuro ” e lo legava indissolubilmente al Blues.

In realta’ di ” oscuro ” nel blues c’e’ solo il retaggio della patria perduta,il famoso ” ritorno a casa ” che avviene ( perche’ solo li’ puo’ avvenire) in una dimensione spirituale, e c’e’ il ricordo della schiavitu’ stessa che pero’ non ha annullato nell’uomo l’orgoglio delle proprie radici. L’Afro-Americano, anche nelle condizioni piu’ disperate, non ha mai smesso di essere figlio della propria patria; e lo ha fatto grazie alle poche armi con cui e’ salito sulle navi negriere, la sua musica e la sua religione. Due armi ” nude ” eppure infallibili,poiche’ profondamente radicate in lui.
L’Africa e’ un continente dagli ampi spazi che l’uomo, unicamente con le sue forze fisiche, non puo’
percorrere da solo. Ai tempi in cui lo schiavismo moderno fu legalizzato ,nel 1510, distanze enormi separavano i piccoli villaggi e ogni uomo era solo a lottare con i desideri del cielo. Perfettamente integrato con il suo piccolo universo l’Africano viveva in stretta simbiosi con tutti gli elementi della natura, a cui riconosceva una forte identita’. Ogni cosa aveva un’anima ,fosse il vento,l’acqua od un semplice sasso, e l’uomo era soltanto UNA delle tante cose che costituivano il mondo,ne’ migliore ne’ peggiore delle altre. . La sopravvivenza era quindi determinato dal rispetto verso ogni forma vivente e dalla eventuale comunicazione che poteva intercorrere con essa.

Disegno dell'Africa del 1700. Mali.

Disegno dell’Africa del 1700. Mali.

L’idea di un eventuale Dio Creatore e’ sempre stata molto pallida,rispetto al credo Europeo. Egli NON E’ un Dio presente nella nostra vita terrena ma un Essere distaccato che tuttavia vive nelle sue creature, distribuendo ad esse parte della sua energia. E’ quindi l’Energia e le sue ” vibrazioni ” la forza portante a cui l’antico cercava di ricollegarsi,poiche’ solo in questo modo l’essere umano diviene padrone del proprio mondo.

boscimani

Patrizia%20Barrera
Ascolta la mia musica!

Il rituale Africano,quindi, si basa sull’utilizzo della vibrazione,sulla sua riproduzione attraverso ” il suono,la ritmica e la parola ” e l’incanalamento di essa in oggetti riproducenti nelle fattezze il bersaglio ultimo o la rappresentazione simbolica di esso. In origine lo Sciamano,attraverso la ritmica del tamburo,delle mani o delle stesse voci della tribu’, entrava in contatto con ” l’essenza delle cose “per carpirne i segreti e aiutare la sua gente a sopravvivere. Aiutato da droghe vegetali,che ne alteravano la coscienza e permettevano di attingere alla parte piu’ profonda dell’anima ( in realta’ al sistema limbico del cervello che controlla l’aspetto emozionale dell’uomo),lo Sciamano ” prevedeva ” le tecniche di maggiore utilita’ nella caccia,combatteva gli spiriti malvagi che portavano le malattie e si ingraziava le forze della natura ” parlandone la stessa lingua. L’utilizzo del ” feticcio ” era quindi strumentale: la riproduzione in materia di cio’ che era una forza astrale fungeva da catalizzatore di energia. Il feticcio ne assorbiva la potenza ,riusciva a mantenerla nel tempo e, adeguatamente trattato, conferiva il suo potere a chi lo possedeva. Un gioco di vibrazioni che non ha nulla a che fare con la cosiddetta ” Magia Nera “.

Maschera rituale Africana,1700 c.a.
  Costa d'Avorio

Maschera rituale Africana,1700 c.a.
Costa d’Avorio

Maschera Sciamanica,1700 c.a.  Ancora Costa d'Avorio

Maschera Sciamanica,1700 c.a. Ancora Costa d’Avorio

Fu solo in seguito all’importazione forzata di schiavi che la religione Africana subisce profondi cambiamenti. Essa inizio’ alla fine del 1500,quando i commercianti Portoghesi arrivarono nel Golfo della Guinea e constatarono che i nativi erano sicuramente piu’ forti e resistenti degli indios autoctoni,ormai sterminati dalle malattie Europee. Le Americhe erano ricche di immense piantagioni che richiedevano costantemente manodopera a basso prezzo, e il mercato degli schiavi costituiva per tutti un’attivita’ fiorente. Si inzio’ quindi la razzia in territori come il Togo, il Ghana,il Benin ( l’ex Dahomey ) e la Nigeria,in cio’ supportati dai Re locali che si arricchivano sulla pelle dei loro stessi connazionali vendendoli ai negrieri. Primi tra tutti gli AGASOUVI, i famosi ” Figli della pantera “,cosi’ chiamati perche’ in base alla leggenda la capostipite Principessa di Aligbonon si era accoppiata con una pantera. La loro dinastia era profondamente radicata nel Dahomey e fungeva da ” governo centrale ” per tutti i principi e i capo villaggio della zona,imponendo le proprie volonta’ grazie alle forti tecniche guerriere e,purtroppo,all’ausilio dell’esercito delle Amazzoni.

Re del Dahomey,fine 1700

Re del Dahomey,fine 1700

Esse sgozzavano con ferocia qualsiasi nemico,arrivando a strapparne la carne coi denti, e famose perche’ amavano ” spolpare ” i crani dei loro nemici,che poi offrivano in dono agli alti funzionari Europei i quali, chiaramente, ne erano inorriditi. E giacche’ tutte le compravendite si svolgevano presso il Palazzo Reale dei figli della pantera in Abomey ecco spiegata l’origine del termine abominio. Se a cio’ aggiungiamo che il trono di Ghezo,ultimo Re di Abomey ,fino al 1858 poggiava ” vistosamente ” su 4 teschi umani…beh,capirete come fosse facile abbinare l’Africa alla magia nera e all’idea del Male!

Rara foto di Amazzone del Dahomey.  Meta' 1800

Rara foro di Amazzone del Dahomey. Meta’ 1800

Combattimento rituale tra Amazzoni davanti al Re di Dahomey.  Meta' 1800

Combattimento rituale tra Amazzoni davanti al Re di Dahomey. Meta’ 1800

Altrettanto ” abominevole ” era il tipo di pagamento degli schiavi ai re di Dahomey. Questa volta pero’ non sembra che i Governi Europei, tanto facili a inorridire in materia di magia nera e di sacrifici di sangue,abbiano provato orrore .Lo storico e scrittore Bruce Chatwin nel suo romanzo ” Il vicere di Ouidha” ha ricostruito gran parte del primo periodo dello schiavismo in America,in particolare quello per opera dei Portoghesi, che usavano corrispondere dei Cipridi in pagamento per gli schiavi. Si tratta di una sorta di lumache di fiume che prolificano sul fondo fangoso dei fiumi, agendo come naturali spazzini e cibandosi di tutta quella poltiglia di microorganismi dannosi che rendono tossiche le acque.

Disegno della tratta degli schiavi risalente alla fine del 1700

Disegno della tratta degli schiavi risalente alla fine del 1700

Una moneta preziosa,dunque,per l’Africa da sempre afflitta dal problema della sete e che vedeva nel guscio di queste creature non solo moneta corrente ma anche talismano propiziatorio . Tuttavia questi gasteropodi sono estremamente aggressivi e…carnivori,ghiotti di tessuti molli e spugnosi tipici dei mammiferi,per cui la loro cattura in acqua risultava assai problematica. Il Mississippi ne era pieno e i negrieri risolsero il problema in maniera efficace: sceglievano uno schiavo,gli legavano mani e piedi e lo buttavano in acqua.In tal modo i cipridi gli si attaccavano addosso e,mentre mangiavano vivo lo sventurato partendo dagli appetitosi occhi e bocca,potevano facilmente essere tratti in secca e chiusi in bolle di vetro.

Mercato degli schiavi,fine 1700

Mercato degli schiavi,fine 1700

Comprenderete dunque ” la forza del ricordo “che ha sempre gonfiato le acque del Mississippi nell’anima dell’Afro-Americano.Il luogo dell’olocausto,molto vicino agli atavici sacrifici umani,diviene fulcro dell’identita’ dello schiavo con doppia valenza: il dolore dell’ingiustizia e il desiderio di rivalsa.Quando si dice che il VERO BLUES e’ nato sul delta del Mississippi non si fa riferimento al solo elemento geografico,ma al culto della memoria che la gente nera ha elaborato nei secoli costruendosi un’arma inattaccabile contro la sopraffazione. Gli dei degli schiavi sono oscuri e minacciosi e l’ acqua portatrice di vita si tramuta per loro in una tomba fangosa.

Papa Legbe Africano
Eta' imprecisata

Papa Legbe Africano
Eta’ imprecisata

Eppure questi dei sono facili da raggiungere rispetto al Dio dei Cristiani e dei Musulmani: essendo stati una volta uomini essi conoscono la difficolta’ dell’esistenza e possono comprenderne i bisogni. ma la loro morte dolorosa li ha privati del balsamo del perdono e sono ostili nei confronti dell’umanita’. Il loro potere e’ enorme, superiore perfino a quello degli dei della luce, che in genere si rimettono al volere di questi ultimi per quel senso di giustizia celeste che tende a riequilibrare le cose.
Sono il vero ponte tra questa dimensione e quella ultraterrena e solo tramite il loro consenso e’ possibile ottenere favori. Cosi’ nel pantheon degli dei Africani,in genere legati alle forze benefiche della natura,prendono posto nuove creature ,gli EXU’ della Nuova Terra,rappresentati in genere armati di pala ( la stessa con cui gli schiavi immolati venivano recuperati dal Mississippi durante il sacrificio delle cipridi) e con conchiglie al posto degli occhi e della bocca. Essi venivano lusingati ” con doni molto terreni,galline alcool e sigari che gli venivano offerti in luoghi legati alla morte e alla sepoltura in terra di cui non avevano goduto: i cimiteri ma anche i famosi crocicchi di cui la ritualistica voodoo e’ piena ma, non a caso, anche il blues delle origini.
“Signore dei crocicchi e padre di tutti i nuovi Exu’ era il temuto PAPA LEGBA,che ritroveremo poi in Robert Johnson e la sua leggenda….Una figura emblematica poiche’,gia’ presente nella tradizione Africana come ” Sole portatrice di vita”, in America assume sembianze maligne e strettamente legate alla stregoneria. Erroneamente confuso con il Lucifero Cristiano divenne l’elemento scatenante della feroce repressione nei confronti dei culti Africani e della musica che li rappresentava,primo tra tutti il Blues.

Un Papa Legbe della tradizione voodoo. 
Dahomey,fine 1700

Un Papa Legba della tradizione voodoo.
Dahomey,fine 1700

Molte canzoni del blues originario parlano esplicitamente di pratiche magiche e di possessioni demoniache. Vi ho gia’ espresso le condizioni di degrado in cui vivevano gli schiavi,durante ma anche dopo la guerra di secessione e la ” liberazione “.
Il “To have the blue devils ” e che ha dato origine poi al termine BLUES e’ un mirabile modo per esprimere una condizione dell’anima rintracciabile in tutti i bluesman dell’epoca. Il colore blue nella lingua inglese indica uno stato di sofferenza,di malinconia e di dolore; ma l’associazione al termine ” devil ” ( diavolo) ne amplifica le suggestioni rendendo “viva” l’immagine che ne scaturisce.Il Blues NON E’ canto di rassegnazione ma di rabbia,NON E’ disperazione ma reazione.Le famose NOTE BLUES ( cioe’ la III ,la V e la VII della scala maggiore) ,che vengono abbassate di un semitono rendendo l’armonia leggermente calante, creano appositamente un’atmosfera di luci e di ombre che fanno di ogni canzone un brano ” a divenire “,un’esperienza proiettata nel futuro,un’attesa in musica di ” cio’ che verra’ ” ,un futuro possibile in cui ogni cosa sara’ diversa. La cosiddetta FINE DEL TUNNEL, per essere chiari.

Vieni ad ascoltare la mia musica blues inedita!

Il rifugiarsi nel talismano catalizzatore di energia e nella pratica magica, che e’ specifica del primo blues, non e’ solo retaggio della cultura Africana ma un tentativo efficace di riversare il dolore dell’anima nell’oggetto catalizzatore,che potra’ conferire al cantore la forza necessaria per vivere. Essa verra’ dall’oscurita’,dagli abissi delle acque del Mississippi e dagli dei limacciosi che la abitano per portare ” la LUCE “.Pregare ” Il diavolo ” equivale a ” servirsi ” di lui per ottenere giustizia poiche’ alla fine della notte c’e’ sempre il giorno e in ogni piega del Male si nasconde il calore del Bene.

Satanizzazione di Papa Legba

Satanizzazione di Papa Legba

I riferimenti alla Magia,bianca o nera, del primo blues si sprecano. Dalla figura emblematica dell’HOOCHIE COOCHIE MAN di Willie Dixon, l’eremita e stregone portatore della buona quanto della cattiva sorte,ai crocicchi di Robert Johnson alle citazioni specifiche del ” lavoro con polveri magiche ” di Muddy Waters il Blues elargisce a piene mani i significati profondi della propria cultura. Vi cito solo alcuni delle frasi piu’ indicative di famosi brani musicali.

Partiamo dall’intramontabile Bessie Smith. Impensabile che anche nel Blues di citta’ si alludesse alla magia nera? Niente affatto. Ecco cosa dice in ” Blue spirit Blues”

The devil came and grabbed my hand
Took me way down to that red hot land…
Mean blue spirits stuck their forks in me
Demons wid their eyelids dripping blood.

Che tradotto..

Il diavolo è arrivato e mi ha preso per mano
E mi ha portato in quel luogo così rosso e caldo
Turpi spiriti blu mi infilzavano con le loro forche
Demoni sprizzavano sangue dalle palpebre.

Questo e’ Robert Johnson in ” Hellhound on my trail ”

I got to keep movin’, I got to keep movin’
There’s a hellhound on my trail.

Cioe’

Mi devo muovere, mi devo muovere,
C’è un cane infernale sulle mie tracce.

Per non parlare del termine ” MOJO ” che troviamo praticamente in TUTTE le canzoni del primo Blues. Si tratta di un sacchetto di polveri magiche costituite da varie erbe afrodisiache ma soprattutto dal famoso ” John the Conqueror” un tubero di bosco che concede potenza a chi lo possiede. E che dire dell’altrettanto famoso ” black cat bone “,un osso di gatto nero offerto in sacrificio al dio dei crocicchi che,messo sotto la lingua, conferirebbe il dono dell’invisibilita’?

Evidente "Americanizzazione " di Papa Legba

Evidente “Americanizzazione ” di Papa Legba

Furono proprio l’esplicitazione delle pratiche magiche mischiate ai riferimenti satanici e sessuali a rendere inviso il Blues ai bianchi quanto ai neri, maledetto dalle Chiese e ad affogare i primi Bluesman nel fango delle paludi da cui provenivano….
(continua)

Una mitica Bessie Smith in Blue Spirit Blues del 1929

Il ” mefistofelico ” Robert Johnson in ” Hellhound on my trail “, 1937


E terminiamo con un eccezionale Muddy Waters con ” Hoochie Coochie Man ” del 1957.

Buon ascolto!

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