Gladys Bentley , l’ultimo ruggito del Blues


Gladys Bentley ,1935

Gladys Bentley ,1925

(continua)
La sua fortuna inizia quando viene notata,ai primi degli anni ’20,dal famoso magnate,uomo d’affari e cultore della novita’ Carl Van Vechten,che dapprima la introduce al famosissimo “ Cotton Club”,uno dei teatri di Harlem piu’ esclusivi e all’avanguardia del momento, e poi la “ spinge “ verso l’industria discografica.
Van Vechten ammira moltissimo la forza,l’intelligenza e l’irruenza di Gladys Bentley, che definisce “ come l’esplosione del tuono “.

Soprattutto ne apprezza la capacita’ pianistica e l’acutezza nel trasformare delle “ innocue canzonette blues “ in una forza oscena e salace dove “ tutto viene messo in discussione “ e dove “ nero e bianco sono messi contemporaneamente di fronte alle proprie limitatezze “. Le sue prime registrazioni con la Victor e poi con l’Okeh,iniziate nel 1928,non la consacrano MAI regina del Blues eppure vanno avanti per due decenni,battendo come numero moltissime colleghe piu’ famose. Le sue canzoni sono abbastanza “ in linea “ coi tempi e parlano di storie di donne trattate male dai propri amanti, a cui l’artista aggiunge pero’ quel tono allusivo e quella carica “ ringhiante “ che la caratterizzano. Uno dei piu’ famosi drammaturghi dell’epoca,James Wilson, afferma che “ dal vivo Gladys Bentley ritorna se’ stessa e che non c’e’ l’ombra di lei nelle canzoni che incide per mangiare “. Ed e’ vero: negli spettacoli live,che talvolta vengono registrati ma che nessuna delle case discografiche per cui ella lavora ha mai il coraggio di rendere pubblici,Gladys da’ il meglio di se’. Sempre Wilson afferma che “Gladys Bentley tratta la societa’ di alta classe con un gergo da scaricatore di porto,mettendone a nudo le ipocrisie e la retoricita’ senza peli sulla lingua.

Gladys Bentley con Prentiss Taylor,famoso pittore di Harlem, nel  1932.

Gladys Bentley con Bob Howard,artista di Harlem, 1936..

Ma fa la stessa cosa con il nero di basso livello,di cui descrive con linguaggio volgare il ruttare,il picchiare,il fottere e il soccombere alla gente bianca poiche’ ,con tutto il suo essere primitivo, e’ SENZA PALLE. “
Al pianoforte l’artista utilizza vecchie ballate bianche in stile old time a cui toglie ogni vena di romantica pudicizia applicandovi il linguaggio e la crudezza del blues. Le vecchie eroine vengono dissacrate e ridotte ad esseri drammatici nella propria fragilita’ di femmine ancorate all’ideale di un amore che e’ brutale passione ,le classi sociali riunite sotto la bandiera degli uguali bisogni e il conflitto tra bianco e nero deriso da ambo le parti.
E continua a farlo per tutti gli anni ’30,malgrado il Governo abbia abrogato il divieto all’alcool e il proibizionismo sia ormai finito. Anzi,continua ad esibirsi da solista anche durante la GRANDE DEPRESSIONE ( che vi consiglio di approfondire) in spettacoli di ruolo assoluto mai concepito per un’artista donna. A differenza delle blues singers del periodo Gladys si esibisce senza il contorno di artisti e ballerini che, fondamentalmente,sono sempre serviti come “ stacco “ tra le varie performances canore al fine di arricchire lo spettacolo ma anche per NON annoiare gli spettatori. Lei invece “ si serve “ del pubblico,che rende protagonista,da cui prende spunto e con il quale opera una inusuale opera di transfert interiore,mettendolo spesso a confronto diretto con le proprie arretratezze mentali.

Gladys Bentley " al femminile " qui ancora con Bob Howard, 1936.

Gladys Bentley ” al femminile ” qui ancora con Bob Howard, 1936

 Patrizia%20Barrera
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Dice ancora Wilson : “ Attraverso i suoi spettacoli Gladys Bentley da’ l’immagine di uno Stato Americano indipendente e sicuro di se’,rendendogli quel potere sessuale di cui la Chiesa e il Governo lo aveva da sempre spogliato. “ E questo,in un periodo tragico e senza sbocchi come la Grande Depressione,assume un significato estremamente importante.
Malgrado l’Harlem Renaissance,oppressa dal vento della poverta’ dilagante ,si fosse lentamente spenta Gladys Bentley si mantiene comodamente a galla : nei primi anni ’30 e’ intrattenitrice solista all’UBANGI CLUB di Harlem,mantenendo intorno a se’ il suo seguito di artisti omosessuali,bianchi rivoluzionari e simpatizzanti comunisti e socialisti. I suoi spettacoli continuano a far scalpore e spesso l’intervento della Polizia e’ necessario per sedare vere e proprie risse tra i clienti del Club,infastiditi da quella che chiamano “ esibizione gratuita “ di lesbismo. La Bentley ride,calca la mano. Arriva a parlare del suo privato al pubblico,a mostrare pubblicamente la sua nuova amante bianca. Dice addirittura di averla sposata,come riferisce Lois Sobel editorialista dell’epoca che la segue nella sua villa in New Jersey. L’artista e’ ricca,indisponente, fa quel che vuole. Vive in una bellissimo appartamento in Park Avenue circondata da servitori di tutte le razze e macchine di lusso.

Gladys Bentley col pittore Prentiss Taylor e la cantante autrice Nora Holt, 1932
Gladys Bentley qui con il pittore Prentiss Taylor e la cantante Nora Holt, 1932

Ma gli anni ’30 non sono solidali con lei: l’aria e’ cambiata e, come succede, un vento di reazione spirava in America. La sua liberta’ sessuale comincia a dare fastidio,il club viene chiuso e nel 1937 l’artista e’ costretta ad abbandonare Harlem che, comunque, sta entrando in un graduale oblio.
Si trasferisce dalla madre in un piccolo bungalow a Los Angeles ma l’entrata dell’America nella seconda guerra mondiale le permettono di ricominciare l’attivita’ in pompa magna. Molti bar omosessuali proliferavano sulla costa occidentale come “ El Rancho “ a Los Angeles e il “ Monas “ a S.Francisco e la Bentley vi si esibisce ,richiamando il fior fior della societa’ borghese dove, a quanto pare, l’omosessualita’ era frequente anche se ben nascosta. Nel 1945 incide ben 5 dischi per l’etichetta Excelsior,tra cui tre brani particolarmente famosi :
“Thrill me till I get my fill”, “ Find out what he likes “ e “ Notoriety Papa “.Malgrado cio’ la tolleranza nei suoi confronti diminuisce sempre piu’. Non solo le esibizioni ma anche l’ abbigliamento viene censurato e la polizia le proibisce di indossare i pantaloni nei suoi spettacoli. Il fatto e’ che l’America sta per entrare in un nuovo periodo politico,definito generalmente MACCARTISMO.

Classica immagine di Gladys Bentley

Classica immagine di Gladys Bentley

Si trattava in definitiva di una idiosincrasia nei confronti del Comunismo e del sospetto che i suoi germi si infiltrassero nell’America del Capitalismo. Fu originato dal Senatore Joseph McCarthy e da lui prese il nome. La “ paura rossa “ colpi’ molti ambienti intellettuali densi di fermenti liberali,e si scaglio’ particolarmente su Hollywood e i suoi artisti,molti dei quali simpatizzanti per le sinistre. Fondamentalmente si ritorno’ ad un nuovo puritanesimo ed ogni licenziosita’,ogni aspetto “ fuori le regole “ fu bandito. Ne consegue che chi non era inserito nel sistema era potenzialmente “ pericoloso “. Gladys Bentley,con la sua omosessualita’ manifesta,i matrimoni scandalo,l’abbigliamento maschile e l’impudicizia dei costumi fu uno dei dichiarati bersagli. Inoltre si trattava di una donna indipendente,e nera .

Gladys Bentley al Groucho's Marx Show, 1958

Gladys Bentley al Groucho’s Marx Show, 1958

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Nel 1950 fu costretta a scrivere “ di sua volonta’” un lungo articolo per il giornale EBONY,intitolato “ I am a woman again “ ( Sono di nuovo una donna),dove parla della sua “ malattia “ e dei lunghi anni di travaglio interiore risolti poi miracolosamente con …iniezioni di ormoni! Subito dopo, l’annuncio del suo matrimonio con un tale JT Gibson,che poi la sconfesso’ pubblicamente. Nel 1952 un nuovo matrimonio, questa volta contratto con Charles Roberts,di 16 anni piu’ giovane, e dal quale divorzio’ dopo 6 mesi.
Negli anni successivi incise ancora dei dischi per la “ Flame record “,tra cui vi segnalo la particolarissima “ You bet your life “. Convertitasi alla TEMPLE OF LOVE in Christ, una chiesa a meta’ tra religione e setta,riusci’ a ritagliarsi una nicchia personale che,tra compromessi e rinunce, le permise di vivere ancora tranquillamente il suo lavoro di artista. Anzi,nel 1958 fu ospite per ben due volte al Groucho’s Marx show,famosissimo spettacolo televisivo di matrice “ bianchissima “ seguito in pratica da tutta l’America.

Una delle ultime immagini di Gladys Bentley, 1960

Una delle ultime immagini di Gladys Bentley, 1960

Morira’ poi nel 1960 per una epidemia di influenza,improvvisamente.
Con lei morira’ definitivamente un’epoca.Benche’ molte blues singers le fossero sopravvissute,tuttavia l’era del Blues di citta’,delle mille luci di Harlem,della rivoluzione al femminile e del Varieta’ nero era finita.

Poco conosciuta ” Juneteenth Jambory ” ci permette di assaggiare l’originalita’ di quest’artista,la sua modernita’ e l’eccezionale talento al pianoforte.

Godiamoci una irrefrenabile Gladys Bentley al Groucho’s Marx show nel 1958. Sorbitevi un po’ le battutacce all’inizio ma non perdetevi la sua esibizione al pianoforte: straodinaria! Immaginatela SENZA CENSURA e al maschile.

E terminiamo con una quasi sconosciuta ” Before midnight ” del 1945. Beatevi con i ” ruggiti ” di Gladys Bentley e la sua meravigliosa bravura al pianoforte.

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