Gladys Bentley e l’Harlem Renaissance


Gladys Bentley " al femminile " negli anni '30

Gladys Bentley ” al femminile ” negli anni ’30

(continua)
Nei primi tempi si esibisce solo in alcuni locali marginali di Harlem e particolarmente in quelli che potremmo definire ” festini privati “,in cui girava tanto sesso,tanto alcool e tanto libertinaggio. Ma non dovete credere che fossero feste di basso livello: il periodo del proibizionismo aveva ” spinto ” verso questa isola felice tantissimi personaggi anche pubblici nonche’ uomini ( e donne ) danarosi in cerca di una forma di liberazione dall’oppressione del Governo.

L’Harlem del periodo e’ un bell’ambientino in cui trovano posto tutti coloro che, apertamente o di nascosto,vivevano in pieno conflitto con le regole sociali. Pullulano gli artisti ,di colore e non. Abbiamo gia’ parlato di Bessie Mamie e Trixie Smith che ad Harlem non solo ci sono passate ma in certo qual modo vi si sono formate; troveremo una Josephine Baker ancora in boccio, ma non dimentichiamoci un George Gershwin che proprio ad Harlem ha cercato la sua fonte di ispirazione . Bianchi progressisti e neri arrabbiati si aggrappavano ad una cultura in fase nascente che mirava all’affermazione di quei principi di eguaglianza e di democrazia che in America erano scritti solo sulla carta, e neanche in tutti gli Stati.
Ora,per afferrare bene il tipo di atmosfera che caratterizzava Harlem,due parole sul Proibizionismo sono necessarie.

Lotta all'alcool nel Proibizionismo

Lotta all’alcool nel Proibizionismo

Una forte ondata di moralismo,pura ma anche strumentalizzata, scosse l’America degli anni ’20. Gruppi politici e religiosi ,dopo anni di campagne invasive, erano riusciti a far promulgare una Legge che ” stimolasse la riappropriazione della dignita’ umana ” attraverso una forte opera di repressione nei confronti dell’alcool e del sesso,visti come ” fonte di degrado,assenteismo,violenza e improduttivita’”. Nell’arco di pochi mesi, quindi, fu negato agli Americani la vendita e la produzione di alcool,il cui consumo dalla nascita dell’America era sempre stato altissimo, ma anche di libri,stampe e spettacoli erotici. Gradualmente l’opera di repressione si estese anche alla omosessualita’,alla promiscuita’ e all’oscenita’ ” verbale,gestuale e intenzionale “,con la chiusura di tantissimi teatri di varieta’,l’imposizione di abiti piu’ appropriati per le donne e la ostracizzazione ,velata o meno, di tutte quelle forme di gioco cosiddette “d’azzardo.

I liquori " abusivi " vengono scaricati nelle fogne.  1924

I liquori ” abusivi ” vengono scaricati nelle fogne. 1924

Patrizia%20Barrera
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Tra il 1919 e gli inizi degli anni ’30 le incarcerazioni sulla base di ” supposizioni sulla intenzionalita’ degli individui ” non si contavano. Tantissimi civili accusati sulla base di opinioni personali di aver trasgredito qualcuna delle innumerevoli regole sociali finirono in galera,insieme a criminali e gangsters dichiarati.Inutile dire che i neri,gli immigrati e la gente di bassa estrazione sociale ne costituiva la maggioranza.
Come e’ inevitabile ad ogni repressione segue una violenta reazione,che in quel caso ebbe due risvolti fondamentali. Da un lato quello di far fiorire l’illegalita’ e la nascita di bande criminali che vendevano l’alcool sotto forma di contrabbando,promuovevano bische clandestine e vivevano sulla prostituzione; dall’altra l’aggregazione di gruppi ed etnie diverse che si trovarono quindi a ” combattere ” insieme contro il comune nemico,una folla di gente di ogni nazionalita’ ed estrazione sociale che,perdurando il proibizionismo, cresceva sempre piu’.

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Al Capone,capo di una delle maggiori organizzazioni di contrabbando del liquore durante il Proibizionismo.  1925


Al Capone,capo di una delle maggiori organizzazioni di contrabbando del liquore durante il Proibizionismo. 1925

Le repressioni, si sa, attecchiscono solo sugli ipocriti che le aggirano di nascosto e sugli indecisi,che godono al pugno di ferro. Su tutti gli altri hanno sempre avuto effetto contrario,costringendo le vittime degli abusi ad abbracciare una violenta ideologia, ma trascinando seco anche i tiepidini che iniziano a fare i conti con i propri bisogni irrefrenabili e,talvolta, anche con la propria coscienza.
Fu cosi’ che il 60% degli artisti Americani non ancora integrati nel sistema ( vale a dire la maggioranza di Afro Americani) e quasi il 40% della popolazione media si ritrovo’ a cercarsi degli spazi ” liberi ” dove poter dare sfogo alle proprie necessita’ fisiche o morali. Omosessuali,certo, ma anche “outsider” di stampo diverso e senza preclusioni di razza. L’esibizione delle proprie nudita’,il parlare volutamente sboccato,l’indossare capi di vestiario ” inusuali ” e l’ostentazione di ogni forma di edonismo divennero codice universale e simbolo di una ribellione al sistema che nell’America degli anni ’20 non ebbe precedenti e che ad Harlem raggiunse livelli decisamente inaspettati.

Una delle reazioni sociali al Proibizionismo. La moda cambia, arrivano le Flappers.  1926.

Una delle reazioni sociali al Proibizionismo. La moda cambia, arrivano le Flappers. 1926.

Con Gladys Bentley abbiamo la perfetta incarnazione di questo movimento social-culturale,e non per esibizionismo o perche’ trascinata da una sorta di ” moda”. Si tratta di un’artista ” pura ” che ha fatto della sua stessa esistenza un esempio e della sua ideologia uno stile di vita.
A 17 anni sorprende per la sua carica aggressiva,la sua voca roca e profonda che ella amava enfatizzare in ” ruggiti ” altamente musicali,e la irrefrenabile energia. Canta,balla,recita,ma soprattutto suona il pianoforte ” come un uomo”.
Cita Langston Hughes,uno degli scrittori,drammaturghi,poeti e innovatori piu’ importanti del periodo: ” La Signorina Bentley e’capace di suonare il piano tutta la notte,letteralmente,passando da una canzone all’altra e da un’oscenita’ all’altra senza un attimo di pausa. Coinvolge,intrattiene,ruggisce,da’ sfoggio di se’ e da’ deliziosamente scandalo. ”
Proprio cosi’: non stiamo parlando di una semplice cantante di blues dalla voce particolare.Qui si tratta di Harlem in persona,con la sua energia di rinnovamento,lo sbattere in faccia la vita senza mezzi termini ,la voglia di vivere la diversita’ senza pudori e lo stimolo incessante ad interrogarsi sui veri valori. Gladys Bentley non e’ una ” lesbica ” animata dal sacro fuoco dell’Arte,ma una donna che va OLTRE il proprio sesso,le normali aspettative,le divisioni etniche e le codificazioni linguistiche. Si parte dalla sua entrata in scena. Gladys amava il trasformismo,anche se prediligeva dichiaratamente ” l’uniforme ” maschile.

Una delle immagini piu' conosciute di Gladys Bentley, 1927

Una delle immagini piu’ conosciute di Gladys Bentley, 1927

Nelle foto dell’epoca la troviamo in tait bianco ,cappello a cilindro e bastone,ma non sembra affatto una donna ” travestita ” da uomo.Troppi particolari non permettano una cosi’ rude classificazione: Gladys e’ truccata, spesso porta gioielli e non di rado scarpe col tacco alto.La sua voce non e’ maschile: al contrario e’ intrisa di passionale femminilita’. Nei suoi spettacoli amoreggia chiaramente col pubblico femminile,omosessuale e non. Sceglie delle donne,le fa salire sul palco,fa giochi di lingua,le tocca,se le tiene a cavalluccio mentre suona il pianoforte,discute apertamente sulle loro intimita’,si eccita. Se guardiamo la cosa con occhi superficiali ” da’ scandalo “,anche in un ambiente ” aperto ” come Harlem. Tuttavia l’intenzione non e’ questa. Ella fa semplicemente cio’ che le detta la sua natura e si esibisce senza pudori. Parliamoci chiaro:tanti artisti,maschi e femmine, avevano in scena i medesimi comportamenti e non per questo ” davano scandalo “. Le cantanti erano procaci,scollate,si sedevano spesso sulle ginocchia degli uomini,li baciavano,si spogliavano. Gli artisti uomini facevano anche peggio,esibendo come un vezzo il loro ” essere donnaioli,sfruttatori,bevitori e picchiatori ”
E’ la condizione di ” eterosessualita’” che giustifica il tutto e anzi lo fa apparire ” normale ” ?

Gladys Bentley e William Bryant nel 1930.

Gladys Bentley e William Bryant nel 1930.

Gladys Bentley e’ semplicemente se’stessa. E’ un’intera Nazione che fa i conti per la prima volta con le castrazioni di ordine sociale, con le convenzioni ataviche e con il puritanesimo da quattro soldi di cui l’America era schiava. Ma va oltre.
Abbiamo gia’ parlato della differenza tra il Blues urbano e quello delle paludi. Da un lato un universo schiarito e al femminile,dall’altro un buio e osceno mondo al maschile. Una separazione netta universalmente riconosciuta anche dai ” Padri della Musica “. Ogni cosa era motivo di diversita’ tra i due Blues: il ritmo,il lessico,i testi e l’ambientazione. Soprattutto ” i concetti “.
Il Blues di citta’ aveva sicuramente perduto la sua natura originaria, cosi’ contaminata dall’ anima ” bianca”; ma in Gladys Bentley la ritroviamo tutta.
Quando suona il pianoforte si ritorna nella giungla,si assapora il ritmo Africano soffocato negli schiavi e che neppure nello spiritual riesce ad elevarsi nella sua fierezza. Affronta il canto come una battaglia e sconvolge le note e gli accordi. Prende i testi delle canzoni e li riporta al loro significato verace,dove ” bacio ” e’ ” slinguare “,dove ” fare all’amore ” e’ ” fottere “e riconduce il cosiddetto ” innamoramento ” al sesso violento e passionale ” che tutte le femmine desiderano “.

Gladys Bentley  anni '40

Gladys Bentley anni ’40

Prende apertamente in giro le classi sociali, TUTTE, deride il bianco quanto il nero,strappa dal piedistallo le famose ” superiorita’ di pensiero ” indugiando irriverentemente sulle ” stesse scorreggie ” e sul fatto che,colti o ignoranti che siano, ” tutti quanti ruttano e pisciano “.
Sposa ideali socialisti? Non lo so. Moltissime delle sue registrazioni ” live ” sono state perdute o volutamente “cancellate ” dalle case discografiche,perche’ troppo oscene e dichiarate. Per contratto La Bentley ” e’ costretta ” a moderarsi nei dischi,almeno nel linguaggio ,poiche’ se ascoltate bene il suo approccio vocale nei confronti di determinati concetti e’ inconfondibilmente allusivo. Ella si esprime al massimo nei teatri,a confronto diretto col pubblico ma soprattutto,ogni giorno, nella vita.
Nel suo privato mantiene l’abbigliamento maschile ai quali alterna sensualissime ” mise ” femminili e anche un mix di entrambi gli stili,con lunghe gonne di raso su cui campeggia camicia,giacca da uomo con tanto di panciotto e cappello.
Ha delle amanti fisse anche se poi,come vedremo, si sposa due volte. Fa discorsi progressisti ma frequenta anche la Chiesa, e non disdegna di cantare nel coro. Insomma esprime costantemente una mente aperta e brillante e priva di paraocchi,eccezionale rarita’ per i tempi…….
(continua)

Wild Geese Blues Gladys Bentley,una delle prime incisioni, 1928

How much can I stand? Una Gladys Bentley che comincia a mostrarsi.
Ancora 1928


Particolarissima questa WORRIED BLUES del 1929. La voce di Gladys Bentley non vi ricorda un po’ quella di Louis Armstrong?

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