Trixie Smith: l’epoca del Remake.


Trixie Smith,1938 c.a.

Trixie Smith,1938 c.a.

Nata ad Atlanta, in Georgia, nel 1894 Trixie Smith appartiene a quella rara eccezione di cantanti dell’Urban Blues dotati di una certa cultura e appartenenti ad una classe sociale gia’ piu’ evoluta rispetto a quella di un “Ma ” Rainey o di una Bessie Smith. Frequenta anzi l’Universita’ di Selma dove prende la qualifica di Insegnante,anche se poi decide di dedicarsi esclusivamente all’Arte.

.Sa cantare,ballare e anche suonare il pianoforte quando,nel 1916,si trasferisce a New York e si esibisce come artista generica al Teatro Lincoln,per poi passare al New Theatre di Philadelphia. Entrata nel circuito T.O.B.A come artista tipicamente Vaudeville non si distingue in questo periodo che per la sua alta professionalita’ e per la capacita’ di adattarsi pienamente allo stile interpretativo del momento. Non e’ ancora un’eccezione e per molti non lo sara’ mai. Tuttavia il suo talento si esprime nella eleganza del canto e in una modernita’ di interpretazione che la avvicinano a stili non ancora nati. Si forma particolarmente come attrice e, se dobbiamo dirla tutta,il suo talento forse e’ piu’ qui che nella musica.Fondamentale a questo proposito fu l’esperienza teatrale con la famosa Eduard and Mabel Whitman Company con cui, tra il 1918 e il 1920, gira tutta l’America. Nel 1920 inizia a registrare qualcosa con la Black Swan, etichetta di cui abbiamo gia’ parlato e che rappresentava forse la faccia piu’ vera del mondo Afro-Americano,nonche’ ultimo rifugio del cantante nero DOC,quello spesso rifiutato dalla Paramount o dalla Victor perche’ ” troppo neri,troppo Afro,insomma troppo blues. ” Nel caso di Trixie Smith si apprezzava la sua inventiva,l’aria nuova che ispirava alle sue canzoni delle quali spesso modificava il testo per tagliarsele su misura. A volte componeva da sola le sue canzoni ma molto piu’ spesso faceva cio’ che OGGI ci sembra una cosa normale e anche alla moda,il cosiddetto ” Remake ” di canzoni popolari o nuovissime,che ” tagliava ” diversamente modificandone anche il significato profondo.
A volte, equivocando, si associa il nome di Trixie Smith alla prima canzone in stile Rock’n Roll della storia,a causa di ” My man rocks me (Whit One Steady Roll) ” del 1922,un singolarissimo brano di Berni Barbour primissimo successo con la Black Swan e in cui per la prima volta appare il termine Rock seguito da Roll.
Beh,primissimo per le registrazioni discografiche e per quella fetta di ascoltatori di razza bianca che non erano molto addentro al gergo volgare del Blues. Abbiamo gia’ parlato della natura rurale e diretta di questo genere musicale: benche’ ” schiarito” nelle urban songs il Blues rifletteva comunque la societa’ nera del tempo,di cui evidenziava i costumi. Essere ” blues ” per il nero dell’epoca equivaleva a dedicarsi senza peli sulla lingua a tutti quei generi di attivita’ che nella perbenista America degli inizi del ‘900 era nascosta dalle convenzioni e di cui non si poteva parlare.Chiaramente le ” attivita’” a cui alludo erano bere,mangiare e fare all’amore,per utilizzare un termine pulito ma che nella vita di tutti i giorni erano “dense,carnali e promiscue.” Il blues primordiale era pieno di corpi che si avvinghiavano,percosse e omicidi,alcool a fiumi e riferimenti specifici ai genitali,all’accoppiamento selvaggio e alla prostituzione.. Praticamente la quotidianita’.

Uno schizzo conosciutissimo dell'artista durante uno dei suoi spettacoli.  1923

Uno schizzo conosciutissimo dell’artista durante uno dei suoi spettacoli. 1923

Le Black singers avevano la decenza di esprimere particolarmente il loro dolore per gli amori infranti,per i tradimenti,per la schiavitu’ emotiva nei confronti del maschio da cui si veniva usate e poi gettate via. Ma qua e la’ le allusioni al sesso si sprecano,a cominciare da “Ma “Rainey che con la sua trivialita’ piu’ gestuale che verbale faceva inorridire ed eccitare il pubblico a cui si rivolgeva. Le etichette come la Paramount e la Okeh ci stavano molto attente a non turbare i propri compratori,bianchi o neri che fossero,e comunque il Nero cittadino ci teneva alla propria rispettabilita’ che cercava di guadagnarsi nelle Chiese o dedicandosi a lavori “integrati”. Ma la Black Swan aveva mire politiche e socio-culturali molto diverse: essa cercava di ridare all’Afro-Americano la sua dignita’ dell’ essere libero attraverso il recupero delle proprie tradizioni e si batteva da sempre affinche’ la gente di colore ,pur integrandosi nella societa’ bianca, non perdesse di vista il suo stesso passato. Per cui non solo permise ma anzi promosse capillarmente il brano,e con esso la sua interprete. Si, ma perche’ tanto scalpore? Vediamo qual’e’ la traduzione esatta del titolo della canzone.

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Roll on a cui viene aggiunto un Rock per enfatizzare il tutto significa piu’ o meno ” ripassare” e ha una chiara matrice sessuale. Quando le donne di colore parlavano con le amiche e si raccontavano di come i loro uomini facessero loro ” Roll On “,si ridacchiava insieme. “My man rocks me ( Whit one steady roll) ” significa quindi ” Il mio uomo mi ripassa duro col suo su e giu’” ,cioe’ (PARDON!) ” MI fotte per bene”.” Sicuramente un termine che ha fatto scuola,se nel 1929 troviamo un’altra cantante blues, LIL JOHNSON che anzi con la sua ” Rock that thing” ( beh,questo non ve lo traduco!) enfatizzo’ ancor piu’ il termine per coniare una bella canzoncina oscena;oppure il Banjista IKEY ROBINSON che, sempre nel 1929 scrisse ” Rock me,mama “.
Comunque sia la canzone,una minuziosa e neanche tanto poetica descrizione di un atto sessuale che dura PER ORE ,passo’ alla storia.
Famosa fu anche la gara ” a colpi di blues ” in cui l’artista si piazzo’ davanti a Lucille Hogamin con la sua ” Trixie Blues “. Si trattava ,per portarla ai giorni nostri,non di una vera e propria gara ma di una Jam Session con canzoni improvvisate che poi venivano registrate seduta stante per averne una matrice originale. Lo scopo aveva un intento decisamente promozionale e sorti’ il suo effetto: incisa con la Black Swan la canzone venne poi ri-registrata nel 1938 con la Decca.

Patrizia%20Barrera

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Ma forse il suo brano piu’ famoso e anche quello che le diede una certa notorieta’ fu il Remake di cui vi ho parlato in apertura, una di quelle innumerevoli canzoni sui treni ormai divenuta popolare che in origine era una sorta di ballata sull’atmosfera delle ferrovie e la vita da girovago .Tradizionalmente il brano,strumentale, veniva eseguito in puro stile ” String Band “,con un violino in dominanza,cosi’ come nelle incisioni piu’ o meno contemporanee della ” Cannon’s Jug Stompers Band ” oppure dei due musicisti,padre e figlio, ANDREW e JIM BAXTER, che vi suggerisco di ascoltare. Sapore un po’ antico stravolto completamente nell’incisione del 1925 di Trixie Smith,che cambia il titolo da ” Big Railroad blues ” a ” Freight train blues ” e scivola sulle note di un purissimo urban blues che strizza l’occhio a un jazz bambino,e in cui si riconosce la magia di un Louis Armstrong alla cornetta. Non c’e’ che dire: un’opera d’arte che da sola eleva l’artista a cantante meritevole di alloro.

Una bellissima immagine di Trixie Smith tratta dal film " God's step children ", 1938

Una bellissima immagine di Trixie Smith tratta dal film ” God’s step children “, 1938

Comunque La Smith ebbe anche il pregio di circondarsi di musicisti di livello,che imponeva alle case discografiche: dall’onnipresente Fletcher Anderson con cui registro’ due album con la Paramount tra il 1923 e il 1925,ma ricordiamo James P. Johnson,Louis Armstrong e Freddie Keppard. In genere la sua band si firmava “ “The Syncopators Down Home “ma per circa 6 mesi si e’ fatta accompagnare da “ The Originale Memphis Five “ ,un gruppo di musicisti….Bianchi!
L’ultima registrazione d’effetto risale al 1926 con “ Jimmy Bythe e the Ragamuffins “ per la Paramount,dopodiche’…nulla. E’ vero che nel 1938 l’artista fu “ rispolverata “ dalla Decca per volere del compositore Sidney Bechet,ma fu poca cosa.La sua carriera di cantante blues era gia’ finita e l’artista ritorno’ al suo originario lavoro di attrice. Fra il 1928 e il 1931 partecipa a 4 film : God’s step children e Swing (1938), Drum’s O Voodoo ( 1934) e The Black King (1932). Partecipa anche a musical importanti come New York Revue ( 1927), e The Costant Sinner ( 1931) insieme alla famosissima Mae West. Ritiratasi gradualmente dalle scene per dedicarsi a brevi apparizioni in spettacoli di beneficenza Trixie Smith mori’ poi nel 1943.

Freight train blues Trixie Smith Remake 1925

La …canzone dello scandalo. My Man rocks me…. 1922

Una poco conosciuta The World ‘s Jazz Crazy del 1925 con l’indimentale Fletcher Anderson e la sua Orchestra.
Ascoltate la voce gradevole e delicata di Trixie Smith.

E ora godetevi un pezzo del film ” God’s step children ” ,1938

E non potete farvi mancare il Film ” SWING “,forse la sua interpretazione migliore, 1938.
Buona visione!

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