Clara Smith : non chiamatemi ” Piagnona”!


Clara Smith  1927

Clara Smith 1927

Se guardate in giro la definizione classica di Clara Smith e’ “Queen of the Moaners”, un termine americano che,nella traduzione letterale,suona come ” Regina …dei Piagnoni. Ma per favore, non mi fate drizzare i capelli in testa!
Il Moaner in realta’ e’ uno stile interpretativo molto in voga negli anni ’20,che intende sottolineare una ” enorme espressivita’ vocale e artistica”,il che dovrebbe darvi l’idea di quanto diversa fosse quest’artista rispetto alle colleghe del suo tempo, alle quali costantemente e spesso NON in positivo, e’ stata paragonata.
Se ascoltate le sue canzoni non potrete non notarne la singolarita’ recitativa ,la vasta gamma di sfumature vocali e un timbro leggero,arioso e sicuramente non potente.
Cosi’ com’e’ successo ad altre artiste di rilievo piu’ moderne, tipo Dionne Warwick negli anni ’60 che,pur essendo un talento versatile e creativo, non godeva di quella potenza timbrica che da sempre e’ stata identificata come ” eccezionale bravura magari a dispetto delle capacita’ intepretative”, cosi’ anche per Clara Smith il confronto con una Bessie Smith o una ” Ma ” Rainey e’ sempre stato distruttivo.

Amatissima da un certo tipo di pubblico,quello piu’ intellettuale, forse anche piu’ vicino all’aria nuova del jazz che non si copriva di luci e di lustrini,ha avuto il pregio di portare al mondo un Blues interiorizzato,le cui grida soffocate operavano una empatica manovra di transfert sulla massa che soffriva in silenzio, e che nelle sofferenze canore dell’artista riviveva i propri momenti di acuta solitudine tra le mura domestiche, se si trattava di una donna,o le angherie sociali se si trattava invece di un uomo.
Nata intorno intorno al 1894 in Spartanbourgh,nel South Carolina,non si conosce molto della sua prima infanzia. Considerando la zona di provenienza, forse una delle piu’ massacrate dallo schiavismo e dalle diseguaglianze sociali,e’ molto probabile che i genitori fossero ex schiavi e che ella stessa abbia conosciuto la poverta’ e l’alienazione sociale.
Entrata giovanissima nel famoso circuito dei T.O.B.A. vi apprese l’arte Vaudeville. Intorno agli anni ’20 si trasferi’ stabilmente a New York lavorando in molti locali di Harlem,( e questa la dice lunga sulla sua formazione),aprendo infine un proprio locale che alcuni definiscono quasi ” a luci rosse “per il tipo di blues che veniva cantato e per l’aria di promiscuita’ che vi si respirava. Si trattava in definitiva di un grande circolo privato in cui, soprattutto nell’epoca del proibizionismo, l’alcool e il gioco d’azzardo non mancavano,cosi’ come il sesso libero o a pagamento. Nulla di cui scandalizzarsi. Il Clara Smith Club ” non era affatto una casa chiusa travestita o un circolo di poco conto con la musica di contorno: era anzi un ritrovo per musicisti di livello,bianchi rivoluzionari,pionieri del jazz e giovani artiste che necessitavano di una sorta di …gavetta globale.Abbiamo gia’ parlato della situazione sociale e di quanto ,particolarmente nell’ambito dei T.O.B.A.,circuiti realmente vessatori che imponevano agli artisti regole anche sessuali a cui necessariamente sottomettersi ma assolutamente ” perbene” nella considerazione sociale ,facevano scuola. Il nero dell’epoca,artisti compresi, provenivano dalla periferia rurale dove incesti,percosse,alcool e stupri erano realta’ quotidiana. Fin da piccoli i bambini venivano ” eruditi” in ogni sorta di attivita’ sociale e sessuale non solo in maniera ” diretta ” ma il piu’ delle volte ” indiretta”. Ogni famiglia era piena di figli ,e si dormiva spesso in grandi stanzoni in cui le eventuali separazioni erano costituite da tende , che comunque non isolavano da gemiti e sospiri e gli atti sessuali erano una costante. Se a cio’ si aggiunge la monta stagionale delle bestie,l’ignoranza collettiva e la mancanza di “sfoghi” alternativi in un mondo in cui a 12 anni si e’ gia’ grandi,ne viene fuori un quadro che non solo giustifica ma integra perfettamente il famoso Club di Clara Smith.

Clara Smith a 19 anni

Clara Smith a 19 anni

Anzi proprio qui troviamo una quindicenne Josephine Baker,all’epoca ancora Freda Baker che vi entro’….come parrucchiera personale della stessa Smith! Nulla di strano: il circolo attirava continuamente giovinette di bella presenza con la velleita’ del successo,e questo fu il caso della giovanissima futura artista che all’epoca nessuno voleva assumere perche’ ” troppo ignorante,troppo sensuale e troppo nera”!
La relazione tra la ragazzina e Clara Smith e’ ampiamente documentata e non va giudicata: anche questo era specchio dei tempi e i sessi erano mischiati,promiscui e..molto attivi! Nulla di lesbico o perverso. La Baker, da sempre intraprendente e assolutamente “non ingenua ” aveva alle spalle gia’ varie relazioni e due matrimoni quando si infilo’ nel letto della Smith,che la elesse a sua pupilla e le insegno’ la difficile arte del cantare. Anzi quando la Baker divenne la ” Venere Nera ” ,ricordo’ spesso l’aiuto della cantante ,la prima a riconoscerne il talento e a capire che c’era molto di piu’ sotto quel flessuoso corpo di bambina, salito invero alla fama qulche anno dopo perche’ vestito solo…..di un gonnellino di banane! (vd)

Una bellissima Josephine Baker adolescente, 1920

Una bellissima Josephine Baker adolescente, 1920

Ma torniamo a Clara Smith. Sottolineo che non c’era alcun rapporto tra lei e la gia’nomata Bessie: Smith era un cognome molto diffuso, di origine Irlandese,dato in genere a tutti quei neri nati per lo piu’ dai…sorveglianti degli schiavi. Cosi’ come il cognome Brown veniva dato ai neri d’Africa,Smith era diffusissimo negli Stati Uniti del sud.Altre artiste dell’epoca portavano lo stesso cognome, come Trixie Smith ad esempio,altra cantante blues Tuttavia ci fu una stretta amicizia tra Bessie e Clara,che spesso la ospitava nel suo club. La Columbia le fece anche duettare in tre brani molto suggestivi ” My Blues Man ” ,” Far away blues ” e “Sto going back to my used to be “tutti registrati tra il 1923 e il 1925. Ci sarebbe stato anche un altro brano ” “Way down old Georgia “che purtroppo si e’ perso e sarebbe l’ultimo .Infatti nelll’autunno 1925 , probabilmente a causa di un uomo,una Bessie completamente ubriaca atterro’ Clara con un poderoso pugno alla mascella nel suo stesso Club,rompendo quindi in un sol…colpo un’amicizia che durava da anni.

Patrizia%20Barrera
Ascolta la mia musica!

Clara Smith  nel periodo Vaudeville, 1923

Clara Smith nel periodo Vaudeville, 1923


Con la Columbia l’artista ha registrato circa 100 canzoni,collaborando con artisti della levatura di un Fletcher Anderson,Louis Armstrong e un Ernest Elliott.
Anzi vi lascio qui la lista di quelli piu’ famosi per darvi un’idea,tutti ospitati costantemente nelle sue compagnie e nel suo club:

Leon Abbazia Violino
Louis Armstrong Cornetta
Buster Bailey Clarinetto
Elmer Chambers Cornetta
Ernest Elliot Clarinetto
Charlie Dixon Bangio
Porter Grainger Piano, Kazoo
Charlie Green Trombone
Fletcher Henderson Pianoforte
James P. Johnson Pianoforte
Lonnie Johnson Chitarra
Herbert Leonard Arpa
Kaiser Marshall Batteria
Charles A. Matson Pianoforte
Stanley Miller Piano,
Cecil Scott Clarinetto
Don Redman Clarinetto e Sax.

…e non sono tutti!

Vari i gruppi creati e gestiti da lei.

Clara Smith and her Jazz trio
Clara Smith and her Five Black Kittens
Clara Smith and her Jazz Babies
Clara Smith and her Jazz Band
Clara Smith and her Novelty Band

dove noterete che il termine Jazz e’ molto usato e forse prioritario.

Clara Smith  nel 1925

Clara Smith nel 1925

Ti piace la musica Blues? Vieni ad ascoltare la mia musica blues inedita!

Impossibile citare tutte le sue canzoni,ma forse il 1925 resta l’annata migliore.Vi sottolineo ” Nobody knows the way I feel this morning” ,un brano di Tom Delaney con l’accompagnamento musicale di Fletcher Anderson,Louis Armstrong e Big Charlie Green in cui la gamma di espressioni vocali si sprecano. Si parte da un Blues di grande intensita’ a un sussurrio accorato per un testo che esprime il desiderio represso di ” uccidere con la forza e la velocita’ di una locomotiva”! Nello stesso anno interpreto’ anche brani di compositori di grande impatto emotivo,come Edgar Dowell o Spencer Williams,e alternando pianisti eccezionali come Porter Grainger,Lemuel Fowel e Stanley Miller, che vi consiglio caldamente di ascoltare. Vi segnalo ad esempio ” Corthouse Blues ” o ” Broken Busted Blues “,ma ce ne sono davvero tanti!
Una delle poche artiste ad avere una registrazione completa delle proprie opere ( per fortuna!),entrata di diritto nella Hall of Fame appunto come ” Queen of the Moaners “,cioe’ “Regina del genere strappalacrime ” ha continuato a registrare fino al 1932,continuando poi per i fatti propri le esibizioni dal vivo. Mori’ infine per un attacco di cuore nel 1935.

Un video ” fresco fresco ” per voi. ” Nobody knows the way I feel the morning ” di cui abbiamo parlato. 1925.
Leggete anche l’elenco completo dei musicisti che suonano con lei.

Da un originale vecchio grammofono un brano da brivido!
Uncle Sam Blues Clara Smith accompagnata al piano da Fletcher Anderson, 1923. Tutto il sapore del vero Blues!

Un duetto da ascoltare per godere appieno delle diversita’interpretative delle due Smith.
Bessie e Clara Smith in ” My Man Blues ” : due voci come queste e un Fletcher Anderson al piano…ed era subito MUSICA! 1925

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