Bessie Smith, Imperatrice del Blues (seconda parte)


Bessie Smith con uno dei suoi eccentrici abiti di scena,1923 c.a.

Bessie Smith con uno dei suoi eccentrici abiti di scena,1923 c.a.

(continua)
Ella dava voce a chi voce non aveva, a tutti i neri dal nord al sud, ma non solo: i bianchi straccioni, i poveri e gli ignoranti,i derelitti di ogni colore che riempivano all’epoca le strade dell’America e che erano sicuramente più numerosi dei ricchi, ritrovavano in lei la propria appartenenza. Una dea,un simbolo sessuale e una sacerdotessa del blues. Questo era Bessie Smith quando la Columbia ,una delle maggiori case cinematografiche e discografiche del tempo,la scritturo’ probabilmente per volere dello stesso produttore Frank Walker che, attraverso di lei,voleva prendersi una piccola vendetta sull’allora star del blues Alberta Hunter.

Bessie ,1927

Bessie ,1920

Per mesi,infatti, egli l’aveva corteggiata per strapparla alla Paramount ma Alberta ,come spesso succede, era in un periodo di transizione e,benchè divenuta famosa con il blues, cominciava a disprezzarlo a favore del neonato Jazz.
Walker volle fortissimamente Bessie Smith,malgrado sapesse che un primo esperimento di registrazione in studio con la Black Swan due anni prima era miseramente fallito. La famosa etichetta aveva deciso di scartare la cantante poichè la riteneva troppo ” grassa, troppo rozza,insomma troppo nera”,non adatta alla fetta di pubblico a cui ci si rivolgeva. La Columbia,invece, fiuto’l’affare e se l’accaparro’. E per lanciarla decise di utilizzare,levandosi un bel po’ di pietre dalle scarpe,proprio una canzone scritta da Alberta Hunter e suo cavallo di battaglia,al fine di metterle definitivamente a confronto e..in guerra.
Bessie Smith era terrorizzata: abituata a cantare sui palchi improvvisati e a stretto contatto col pubblico,muovendosi e ondeggiando sulla musica per dare corpo alle sue emozioni,non riusciva ad adeguarsi alla nuova realtà che le veniva mostrata. A quel tempo le tecniche di registrazione rudimentali imponevano all’artista di cantare in una specie di grande tromba e con illuminazione di faccia, volgendo le spalle ai musicisti e senza possibilita’ alcuna di fare un passo. Era come “cantare davanti a un muro e con le orecchie e gli occhi tappati”,ricordo’ lei stessa qualche anno dopo.
Tra l’orrore e l’imbarazzo di tutti provo’ per ben due giorni i tre pezzi selezionati per lei……senza riuscire a registrarli! Rabbia, sconforto,delusione si alternavano agli atti inconsulti, come quello di buttare all’aria tutto ciò che le si parava davanti,,, Ma all’alba del terzo giorno qualcosa cambio’. Bessie si presentò in studio scarmigliata,semi-svestita e in preda a un forte tremito; ma cantò tutto d’un fiato come non aveva mai fatto e come mai più canto’. Il brano,Down Hearted Blues,storia di una donna tradita e delusa dal suo amore più profondo, si levò in alto come un brivido , consegnando alla storia una voce straordinaria che cantava il suo stesso dolore e che si stagliava limpida e perfetta malgrado le pecche della registrazione. Fu il boom! In un mese Down Hearted Blues vendette circa 780 mila copie ( un record per il 1923!) ,consacrando l’artista la più grande interprete blues mai esistita.
Si disse che il miracolo era stato possibile poichè Bessie, con quel brano, metteva a nudo se stessa; le sue esperienze affettive erano state tutte deludenti, se non addirittura tragiche. Il primo marito ,sposato a 18 anni, Earl Love,era morto durante la prima guerra mondiale. Il secondo,Jack Gee, impalmato nel 1922 , era un dichiarato farabutto che la copri’ di tradimenti,botte e umiliazioni fino al loro divorzio, avvenuto sette anni dopo. E quel che e’ peggio è che lei ne era profondamente innamorata! Per dimenticare il dolore si cominciò spesso a vederla in locali di malaffare dove, assieme all’alcool,si rappresentavano spettacoli pornografici e si praticava la prostituzione. Lei stessa si concedeva facilmente ad amanti occasionali e a pratiche sessuali promiscue,alternando questi momenti ad altri in cui ,euforica, si esibiva a cappella in mezzo alla strada, nei vicoli sporchi e per la gente comune in blues improvvisati; a volte ricoperta di gioielli e indossando vistose pellicce,più frequentemente con abiti dimessi o alla Mamie di Via col Vento. Lavorava come una matta per mantenere se stessa, il lusso in cui viziava il marito e le sorelle rimaste a casa, oltre a una nidiata di nipoti. Spendeva moltissimo,aiutava chiunque ne avesse bisogno, e si ubriacava costantemente,Una delle sue canzoni più famose ” Gimme a pigfoot ” che recitava ” Dammi una pinta di birra, fammi ubriacare, non voglio più sentirmi come un vecchio clown….”incarna perfettamente le sue emozioni e le sua abitudine di presenziare, ogni sabato sera, a quelli che oggi definiremmo dei RENT PARTY,una sorta di ubriacatura collettiva mischiata a sesso e gioco d’azzardo. Eppure la sua fama cresceva: nei dieci anni che seguirono Bessie divenne e rimase la regina incontrastata del blues, con un incasso di vendite da record. ” Jail House Blues,Man’s Blues,Nashville Woman’s Blues ” ( registrata con Louis Armstrong) sono passati alla storia. I suoi spettacoli convogliavano migliaia di persone da tutta l’America e la gente si faceva giorni di viaggio in treno per sentirla cantare dal vivo. Pare che tutta questa frenesia,come succedeva spesso, ” urtò” anche i sentimenti del KU KLUX KLAN. Era il 1927 e uomini incappucciati furono visti sabotare corde del tendone itinerante sotto cui si sarebbe esibita la cantante. Avvertita di quanto stava accadendo Bessie, senza mostrare alcuna paura ma solo tanta rabbia, aggredì letteralmente il gruppo di razzisti a parole e …a fatti, ed essi rimasero talmente sconcertati da una reazione cosi’ imprevista che si dispersero tra la folla senza andare oltre e con la coda tra le gambe. Inutile dire che questo episodio contribui’ ad alimentare la leggenda della IMPERATRICE del Blues.

Un'immagine densa e sofferta di Bessie Smith,pochi mesi prima della sua morte,1936

Un’immagine densa e sofferta di Bessie Smith,pochi mesi prima della sua morte,1937

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Nel 1929 Bessie Smith partecipò anche ad un cortometraggio chiamato St. Louis Blues e diretto da Dudley Murphy. La sua parte era profetica: narrava di un grande amore di una donna per un uomo,ma l’amato era un disgraziato che si serviva di lei solo per mungerla del suo danaro,mentre conviveva con un’altra donna. La storia sembrava cucita sulla sua pelle, e forse a ciò dobbiamo la sua grande ( e unica) struggente interpretazione. Nello stesso anno divorzio’ dal secondo marito che effettivamente pagava col denaro di lei tutte le follie della sua giovane amante, un’attricetta da quattro soldi con cui aveva una relazione da anni. Il divorzio le costo’ tutto quanto aveva e per giunta la crisi degli anni ’30 con la Grande Depressione, la ridussero ben presto in bolletta. Inoltre l’epoca del blues stava tramontando e il neonato jazz e l’armonioso swing imperversavano . Bessie si rimise al lavoro come una giovinetta, risali’ la china e trovo’ perfino un nuovo marito,Richard Morgan, un noto gangster di New York che tuttavia la amava teneramente e le concesse quel pizzico di tranquillità a cui ella aspirava. Grazie a lui nel 1933 entrò per l’ultima volta in uno studio d’incisione, addirittura con il famosissimo Benny Goodman, e qui vennero alla luce forse le sue opere migliori: ” Gimme a pigfoot “, ” Do your Duty “, “Take me for a Buggy Ride ” e ” Down in the Dumps.” Fu il canto del cigno: ormai la Columbia stava per sfornare la sua nuova stella, la giovanissima Billie Holiday!
Sulla sua morte violenta si è spesso romanzato. C’è chi dice che fu organizzata da alcuni rivali del marito per una questione di monopolio sull’alcool, ma non c’è nulla di certo. Sicuramente però una catena di eventi strani e imprevedibili la portò a morire il 26 settembre 1937,mentre tornava a casa in macchina di notte accompagnata dal marito.

Patrizia%20Barrera
Ascolta la mia musica!

Rarissima foto di Bessie Smith e dell'ultimo marito Richard Morgan davanti alla loro Chevrolet,2 settimane prima dell'infausto incidente

Rarissima foto di Bessie Smith e dell’ultimo marito Richard Morgan davanti alla loro Chevrolet,2 settimane prima dell’infausto incidente

Era buio e la strada lunga e sconosciuta. Improvvisamente si parò davanti alla macchina di traverso un grosso camion, e non fu possibile evitarlo. Bessie rimase gravemente ferita ma non era morta: Per caso la macchina fu avvistata da un medico,tale Hugh Smith, che passava di lì con la sua Chevrolet e che si fermò per soccorrerla. Ma ecco che improvvisamente sbuca dal nulla un’altra autovettura a 60 km. all’ora, la quale non riuscì a frenare e urtò la macchina del medico che, a sua volta, ritamponò la macchina di Bessie, e la poverina rimase strozzata tra le lamiere. Furono chiamate due ambulanze e,poichè le vittime erano di razza diversa, le due ambulanze si separarono per portare il dottore e gli occupanti della seconda vettura presso un attrezzato e vicino Ospedale per bianchi , mentre Bessie e il marito furono trasportati all’Afro American Hospital di Clarcksdale,molto più lontano e di stampo dichiaratamente rurale.
Bessie morì dissanguata durante il trasporto. Tutti le altre vittime rimasero illese.
Ai funerali parteciparono 7000 persone e si gridò allo scandalo: si vociferava che la sua morte fosse il prodotto di una discriminazione razziale e perfino che Bessie fosse stata rifiutata da altri ospedali più vicini ,in quanto di colore. Ancora più scandaloso fu il fatto che la sua tomba rimase senza lapide poichè il marito dichiarò di non avere abbastanza soldi per fargliela fare. Fu aperta una sottoscrizione per aiutarlo, ma lui sparì col denaro.

Commozione ai funerali di Bessie Smith

Commozione ai funerali di Bessie Smith

Nel 1970, grazie alla volontà della sua vecchia cameriera,Juanita Green, che non aveva mai smesso di piangerla e con l’aiuto della famosa cantante Janis Joplin, finalmente la sua tomba ebbe una lapide. Costò 500 dollari.
Su di essa la Joplin fece incidere queste parole . THE GREATEST BLUES SINGER IN THE WORLD WILL NEVER STOP SINGING. ( La più grande cantante blues del mondo non smetterà mai più di cantare.)

La sua lapide

La sua lapide

Dal film St. Louis Blues 1929 Bessie Smith

Me and my gin Un mix meraviglioso tra blues,ragtime e jazz.
1930 c.a. Bessie Smith

Una bellissima Yellowdog Blues del 1925! Da non perdere!

Ancora dal film St. Louis Blues. Gustatevelo tutto!

E terminiamo con Careless Blues, forse il brano piu’ rappresentativo delle Urban blues songs! Un giovane Luis Armstrong armato di tromba colora di jazz tutto l’insieme.

( Aggiunto in novembre 2013)


Tratto dagli Archivi della Storia Americana un breve documentario sulla vita di Bessie Smith. In lingua inglese.

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