Bessie Smith,un’anima corrotta


Bessie Smith a 20 anni

Bessie Smith a 20 anni

Caustica e innamorata, dolce e perversa,densa delle esperienze più carnali della vita: il sesso, la miseria,la violenza, l’abbandono….Non è quindi un mistero che LEI, Bessie Smith, sia ancora oggi per la popolazione nera la VERA GRANDE SACERDOTESSA del BLUES.
Nacque nello Stato del Tennessee in data imprecisata: si dice il 15 aprile 1894 ma non c’e’ nulla di sicuro. A quell’epoca il Tennessee era una terra povera e selvaggia,occupata nel mistero della sopravvivenza in un momento sicuramente infausto per gli Stati Uniti del Sud.

La guerra di secessione aveva ormai distrutto ogni sicurezza,l’economia di quelle immense terre era un amaro ricordo e i neri non più schiavi almeno di nome,cercavano di emigrare verso il nord. I pochi rimasti facevano letteralmente la fame: questo fu infatti il destino della piccola Bessie,figlia di ex schiavi e con un padre pastore battista che, dopo aver messo al mondo la sua bella nidiata di figli e rimasto vedovo, mori’ prematuramente lasciando 5 figli in balia di se stessi. La sorella maggiore, Viola, ebbe cura dei suoi fratellini per tutta la vita con amore ed abnegazione, ma la fame era compagna costante della famigliola. A 10 anni la piccola Bessie, che la natura aveva dotata di una grande voce, cominciò ad esibirsi a Chattanooga, nelle case di gioco e malaffare che fiorivano nella città divenuta poi famosa per la sua grande linea ferroviaria, e fu lì,non si sa con chi, che perse la sua verginità già da bambina. I pochi spiccioli che ricavava vendendo la sua voce ( e forse anche se stessa) servivano a sfamare la sua famiglia. Per un nero la vita, a quei tempi, era una gran brutta bestia! Per fortuna nella città arrivavano spesso compagnie artistiche che ” rastrellavano ” i talenti delle campagne per portarli in giro per il mondo: fu cosi’ che il fratello Clarence, che aveva velleità artistiche, fu scritturato nel 1910 per la Moses Stokes Company come comico , inserendo anche la sorella Bessie come…ballerina di tip tap,un’arte di strada imparata dai neri dei bordelli. Le cronache dell’epoca descrivono Bessie come piccola, minuta e dal viso dolcissimo quasi la miniatura di una Madonna. Qui ella conobbe i famosi Pa e Ma Rainey ( Will e Gertrude) sulla cui amicizia si e’ tanto romanzato. Si dice che i due coniugi, rotti ormai alle maggiori nefandezze, l’avevano rapita e costretta a lavorare con loro e a loro solo favore; si dice anche che Ma Rainey l’ebbe come amante ufficiale ,insegnandole i trucchi della vita e del blues…..ma anche qui non c’è nulla di sicuro! I fatti però dimostrano che nei due anni di frequentazione dei coniugi Rainey la vita di Bessie, il suo aspetto fisico e il suo rapporto con l’altro sesso cambiarono profondamente. La giovane fanciulla lascia il posto ad una donna fatta dotata di una voce potente, e soprattutto in grado di compenetrarsi nei maggiori vizi della società corrente,almeno nell’interpretazione delle sue canzoni…. E se parliamo di una ventenne,beh, il dubbio nasce automatico.

Una deliziosa Bessie a 16 anni

Una deliziosa Bessie a 16 anni

Ma Rainey era un’esperta dello ” shimmy” ,un’arte canora che si basava per lo più su canzoni blues molto commerciali e intrise di allusioni,neanche tanto velate, sull’anatomia maschile e sui rapporti sessuali. Esse erano accompagnate da movimenti ritmici del corpo e soprattutto delle anche e del bacino, che alludevano chiaramente e ricalcavano gli atti sessuali. Non era raro che la stessa Ma, la quale amava l’aspetto scenografico dei suoi spettacoli, si circondasse di giovinette mezze nude che esibissero le proprie grazie in pubblico, a coronamento delle sue canzoni. Fatto sta che nel giro di due anni Bessie lascia la carriera di ballerina per dedicarsi definitivamente a quella del blues, e con un fisico ” allargato ” e decadente, frutto di stravizi e alcool.

Ma Rainey all'epoca in cui scopri' la giovane Bessie Smith

Ma Rainey all’epoca in cui scopri’ la giovane Bessie Smith

Nel 1913 i coniugi Rainey le procurano un’uscita in pubblico sul palco del Teatro 81 di Atlanta,grazie alla quale gli agenti del famosissimo TOBA ( Theatre Owner’s Booking Association) la notarono e la inserirono in una lunga tournee di spettacoli itineranti. Ora TOBA, presso i neri, era tristemente famosa per i modi incivili e schiavisti con cui trattava gli artisti di colore: TOBA sta, infatti, per gli Afro Americani dell’epoca come ” Though On Black Asses ” ( dura coi culi neri). Era gestita da bianchi con l’aiuto di ciò che definiremmo come Kapò neri, e si occupava di Minstrels e Blues. Gli artisti, in special modo i musicisti, viaggiavano su carri ” tipo bestiame “,esposti alle intemperie, mezzo digiuni e vestiti di stracci. I cantanti erano trattati un po’ meglio e viaggiavano nei camion al solo scopo di preservarne le importantissime corde vocali e le donne, se volevano mangiare, dovevano sottostare a svariati abusi psicologici e sessuali. Tuttavia fare parte dei TOBA era la strada verso il successo e l’affrancamento dalla miseria.
Il Blues rappresentava il vero boom dell’industria discografica e di tutte le scelte teatrali e musicali dell’epoca. Le compagnie itineranti avevano il compito di distribuirlo per il mondo,riuscendo contemporaneamente a far soldi e a entrare nel cuore delle gente; erano presenti al momento giusto nel posto giusto, durante la raccolta del cotone e del tabacco, alle feste delle miniere di carbone e a tutte le celebrazioni sul Mississippi. La gente di colore affrontava viaggi lunghissimi per andare a sentire le cantanti rivelazioni del momento, e Bessie Smith riusciva a incarnare la disgrazia e la bellezza dell’essere nero come nessuna al mondo. La Georgia era il suo vero mondo e lì si improvvisavano decine di grandi tendoni dove i neri e i bianchi, separati da lunghe balaustre, bevevano a grandi sorsate l’atmosfera decadente e perversa del blues delle origini.

Ancora una giovanissima Bessie Smith

Ancora una giovanissima Bessie Smith

Le canzoni riflettevano la vita dell’uomo e della donna comuni, la miseria, l’angheria del bianco verso il nero, l’alcool, la droga e tanto sesso. Si parlava della morte e della vita, della violenza e dell’aspirazione alla lunga vita di pace, e ogni individuo, senza eccezione , riusciva a ritrovarsi nelle poche frasi del blues ripetute all’infinito e oggetto della famosa ” botta e risposta ” tipica dello spiritual quanto successivamente del gospel. Sentirsi compreso,amato,non più solo nel proprio degrado era per un uomo di colore dell’epoca un riscatto senza precedenti: il primo blues conferiva ad ognuno una dignità di pensiero e un’opera di transfert dall’artista al popolino che ne confermava ogni attimo la potenza. Bessie Smith, con il suo corpo e la sua voce, gravi delle immani difficoltà della vita, ne erano eccezionale vessillo….

Patrizia%20Barrera

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Bessie Smith ai suoi esordi in competizione con la famosa Alberta Hunter, 1920 c.a.

Bessie Smith ai suoi esordi in competizione con la famosa Alberta Hunter, 1920 c.a.

Bessie con uno dei suoi particolarissimi abiti da scena, 1918 c.a.

Bessie con uno dei suoi particolarissimi abiti da scena, 1918 c.a.

In realtà, almeno fino al 1923, Bessie si era esibita in performance abbastanza popolari, tipo St .Louis Blues, che allora spopolava: la sua innovazione consisteva però nel ” modo ” in cui pronunciava le parole, variandone il ritmo e il senso stesso. Benchè le frasi fossero ripetitive, come regola base del blues, tuttavia ella faceva delle variazioni un’arte fino a quel momento quasi impensata. Riusciva a cantare frasi uguali con rimo, accenti e pause ogni volta diversi: i sospiri e gli spazi silenziosi erano grandi protagonisti, e se a ciò aggiungiamo un occhio di riguardo ai costumi di scena,ideati in modo da arrivare empaticamente al pubblico prima ancora di entrare nel vivo delle canzoni, possiamo renderci conto del forte impatto emotivo e sensuale che riusciva ad avere sulla gente. Ella dava voce a chi voce non aveva, a tutti i neri dal nord e al sud, ma non solo: i bianchi straccioni, i poveri e gli ignoranti,i derelitti di ogni colore che riempivano all’epoca le strade dell’America e che erano sicuramente più numerosi dei ricchi, ritrovavano in lei la propria appartenenza…
(continua)

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Un blues che ha ancora tutto il sapore del Ragtime! 1923

Do your duty! Uno dei suoi blues piu’ famosi. 1930 c.a.

Down hearted blues La canzone che la porto’ al successo nel 1923

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