Alle radici del Blues (Prima parte)


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Dura la vita per un nero a cavallo tra la seconda meta’ dell’800 e l’inizio del nuovo secolo! Non che precedentemente fosse facile. Abbiamo gia’ parlato degli schiavi e delle condizioni disumane in cui erano costretti! Tuttavia dopo la guerra di Secessione, che aveva in teoria abbattuto e reso illegale la schiavitu’, la vita per un uomo di colore ” liberato ” aggiunge al dolore della poverta’ la ” beffa ” della stessa liberazione. L’intera economia degli stati del Sud si era basata per almeno due secoli sulla manovalanza degli schiavi i quali, tranne dovute eccezioni,si erano infine ” integrati ” nella quotidiana realta’, si erano costruiti delle famiglie e il rapporto col padrone bianco non era molto diverso da quello che OGGI l’intero universo industrializzato e fiorente stabilisce con gli extracomunitari ,sottopagati e ipersfruttati.

Finita la Guerra immensi territori apparivano distrutti, le piantagioni bruciate e le proprieta’ confiscate: il Sud era in ginocchio e la poverta’ dilagava, tra i bianchi quanto tra i neri. Va da se’ che il capro espiatorio di tutta questa faccenda fossero appunto gli Afro-Americani,visti come la ragione prima della disperazione e della miseria collettiva. Benche’ gli stati del Nord li accogliessero benevolmente,sulla scia della politica del momento, pochissimi riuscivano ad abbandonare i luoghi natali: espatriare era una faccenda difficile, necessitavano soldi e viveri, e le famiglie abbondavano di donne e bambini che non potevano ,in virtu’ di logica, affrontare un viaggio di intere settimane e con mezzi di fortuna! Accadde cosi’ che l’emigrazione interesso’ i pochi maschi che riuscirono a farlo, e non pochi padri di famiglia che speravano di sistemarsi al nord e poi chiamare a se’ i propri cari. Un’utopia,un miraggio. Gli schiavi del sud superavano i 4 milioni di individui e il rapporto tra bianchi e neri era di un bianco ogni 50 neri: anche volendo, non ci sarebbe stato modo di sistemarli tutti.

Esodo dei neri liberati In Arkansas  1880 c.a.

Esodo dei neri liberati In Arkansas 1880 c.a.

Fu cosi’ che gli ex schiavi rimasero nelle terre poi messe all’asta dagli Stati dell’Unione e vendute al migliore offerente: vale a dire ai nordisti e a quei pochi sudisti che durante la guerra erano riusciti ad arricchirsi sulla pelle altrui. I neri ” abusivi ” furono tenuti come affittuari delle terre e, giacche’ non potevano pagarne l’affitto col denaro, lo avrebbero fatto col lavoro.Non solo: a cio’ fu aggiunto il noleggio degli attrezzi agricoli, delle sementi e di tutto cio’ che abbisognava per la cura delle nuove piantagioni. Debito aggiunto a debito che veniva saldato con l’accaparramento da parte del padrone del 70% dei frutti. Una nuova schiavitu’ che non aveva speranza di liberazione, in quanto sostenuta dalla legge: se l’individuo era stato liberato d’ora in poi doveva assumersi la responsabilita’ dei propri debiti.E la Legge, come si sa, e’ sempre bianca.

Sulle rive del Mississippi.Fame e miseria 1885 c.a.

Sulle rive del Mississippi.Fame e miseria 1885 c.a.

Ci si chiedera’ come sia possibile, almeno per consistenza numerica, che il nero non abbia deciso di ribellarsi, di affrancarsi da uno stato di cose che alla lunga lo avrebbe di certo annientato. La risposta risiede nella stessa natura dell’uomo di colore, capace di adattarsi e piegarsi come nessun altro, nella propria concezione della vita,nella sua ignoranza, nel forte credo religioso che lo avrebbe in seguito portato al vero riscatto e,purtroppo, alla nascita del Ku Klux Klan.
Questa ignobile organizzazione nacque gia’ nel 1865 per volere di ex ufficiali dell’esercito confederato ,come ” reazione e opposizione ” al governo centrale che si era completamente dimenticato delle vedove e degli orfani di guerra, concedendo pero’ la liberta’ e il diritto di voto al nero,sgretolando in piu’ le leggi segregazioniste che impedivano agli schiavi di espatriare.Fondatore fu il Generale Forrest,appellato poi ” Grande Mago ” recuperando se vogliamo l’odore di societa’ segreta e massoneria . Questi infami individui spadroneggiavano per le piantagioni ” punendo ” i neri ,colpevoli di essersi ribellati alla propria condizione ” Naturale ” di schiavitu’. Picchetti di frontiera uccidevano senza controllo chi tentava di espatriare e le violenze su donne e bambini ritornarono cose di tutti i giorni. Il Ku Klux Klan inoltre aveva pieno controllo sulla polizia locale,sui giudici e su una folta schiera di politici,a cui lo schiavismo faceva comodo. I pochi proprietari bianchi che osavano denuciare questo stato di cose al Governo Centrale venivano trattati alla guisa dei neri,soprattutto quando l’esercito dell’Unione abbandono’ definitivamente il sud.

Patrizia%20Barrera
Ascolta la mia musica!

Bande del Ku Klux Klan 1868.  Il linciaggio dei neri era all'ordine del giorno.

Bande del Ku Klux Klan 1868. Il linciaggio dei neri era all’ordine del giorno.

La musica rimane per l’Afro-Americano l’unica ancora di salvezza: e lui se ne serve in duplice maniera. Da un lato la utilizza come riscatto morale, spirituale,gridandola in chiesa come l’appello di un’anima tormentata al proprio Dio a cui il dolore viene offerto come speranza di liberazione.
Dall’altra,invece, si aggrappa al lato piu’ oscuro dell’anima Africana, si sposa al woodoo e alla magia nera e ,utilizzando lo schema atavico del botta e risposta ,diviene ” codice segreto di comunicazione ” tra gli individui. Il ” double talk ” ( il doppio senso ) gia’ conosciuto al pubblico bianco nell’ambito dei MINSTRELS dove il nero diveniva parodia di se stesso,ORA assume un significato di comunicazione ad ampio raggio . Determinati vocaboli cominciarono ad acquisire significati occulti atti a favorire le riunioni collettive, ad informare delle condizioni di vita di chi espatriava e perfino a rivelare i luoghi in cui si nascondevano i neri ribelli. Piuttosto che di Musica si puo’ quindi parlare di ” pratiche ” musicali che tra il 1865 e il 1871 assunsero significato fondamentale per il cambiamento della societa’ Afro-Americana.

Caratterizzazione tipica del Nero nei Minstrels  inizi 1900

Caratterizzazione tipica del Nero nei Minstrels inizi 1900

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Le primissime canzoni del nero ” liberato” che utilizzano il ” double talk ” per esprimere la condizione sociale in cui viveva ,senza timore di venire maltrattato per cio’ che cantava, aveva lo stile delle vecchie ballate medioevali anglosassoni, ma con un sapore del tutto Africano. Tali canzoni ci sono arrivate gia’ ” epurate ” del loro significato occulto ma e’ possibile ancora trovarne qua e la’ alcune tracce: parlo di UNCLE RABBIT, THE GREY GOOSE, in cui il bestiario umano veniva ” nascosto ” in quello animale; ma soprattutto nelle bellissime JOHN HENRY, BOLLWEAVILLE, STEWBALL e altre dello stesso periodo.
Abbandonato il banjo,divenuto ormai trofeo del Country, l’ex schiavo rivolge il proprio dolore e il proprio senso di solitudine alla chitarra e all’armonica. Strumenti semplici, economici e in grado di ricalcare l’abitudine Africana del botta e risposta .Ben presto quindi la ” ballata ” lascia il posto ad un modo del tutto nuovo di interpretare la musica del silenzio, della disgregazione e dell’alienazione sociale. Un semplicissimo giro di do, che poteva eseguire anche un bambino, accompagnava discretamente la vera arma della comunicazione tra ex schiavi: la voce e il suo delirio…………..
(continua)

Vieni ad ascoltare GRATIS la mia musica su patriziabarrera.com

STEWBALL Jaybird Coleman inizi 1900

GREY GOOSE Leadbelly 1930 c.a.

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3 thoughts on “Alle radici del Blues (Prima parte)

  1. davvero fantastico questo blog. mi ci sono imbattuto cercando qualche immagine per corredare un articolo sull’orgine del country che sto inserendo nel mio blog (dai un’occhiata e lasciami un feedback!). condivido il grande interesse verso la musica americana del 900, il grande melting-pot che ha dato vita a tutto. immagino che tu conosca già il libro (anzi la bibbia) di Assante e Castaldo su cui di solito vado a cercare qualsiasi curiosità. continuerò a leggerti attentamente…ciao!

    • Ciao Matt e grazie del tuo commento! Sono andata sul tuo sito ,che e’ molto bello e ben fatto, e ho lasciato due commenti ma appena ho detto pubblica sono scomparsi. Inoltre ho provato a mandarti una mail al tuo postematte ma il server non riconosce la tua mail. Come mai?
      Un bacio e continua cosi’!

      • mandami le mail qui: young PUNTO painters CHIOCCIOLA gmail.com
        per i commenti ho notato anch’io che ogni tanto scompaiono, ma se riprovi funziona… grazie ciao

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