SCOTT JOPLIN: un fantasma dal passato


Articolo 16 Scott Joplin

(continua dal post precedente)
Ma contemporaneamente al successo le disgrazie, che andarono a colmare una leggenda gia’ consolidata,conferendogli quella spettralita’ macabra tipica dei grandi e discussi geni. Nel 1901 Joplin si era sposato con una bella ragazza di nome Belle, che ne ammirava la vena tipicamente ” nera ” del carattere e la sua musica cosi’ all’avanguardia. Spesso lo seguiva nel suo lavoro ma Joplin preferiva star solo; gli screzi veri cominciarono quando Joplin riprese i contatti con Alfred Ernst, grande compositore e direttore d’orchestra,per di piu’ bianco e di origine tedesca.

Egli cercava di trascinarlo sul versante classico della musica moderna e di fargli, in un certo modo, ripudiare quel suo stile ” equivoco”,troppo trasgressivo per i tempi e per di piu’ costantemente legato all’atmosfera del bordello. Joplin tendeva a cedere: cercava diperatamente di ricostruirsi un’immagine ” piu’ a misura di bianco “, come nei suoi vecchi sogni di gioventu’, di uscire dal ghetto culturale afro e poter accedere alla societa’ culturale della nuova America. Sentiva che la sua musica, per quanto acclamata, non sarebbe mai stata in realta’ accettata dalla critica musicale ,dato il richiamo costante alla sua persona. Ma Belle lo colpi’ ancora una volta con profetiche parole: ” I bianchi ti useranno finche’ gli fara’ comodo e poi ti volteranno la faccia. Non sarai mai come loro “. Malgrado’ cio’ Belle, che era incinta, lo segui’ a Saint Louis e assistette a tutte le opere di musica classica in cui Joplin prestava la sua abilita’ pianistica. Ma la loro prima figlia nacque fragile e mori’ pochi mesi dopo,distruggendo per sempre il loro matrimonio.
Negli anni che seguirono Joplin impiego’ tutte le sue forze nella costituzione di una grande orchestra propria e sforno’ un’opera classica intitolata ” GUEST OF HONOR “. Dopo una prima di tiepido interesse l’intera orchestra si imbarco’ per una grande tournee. che duro’ pochissimo: alla fine del primo spettacolo furono rubati tutti gli incassi e, quel che e’ peggio, i manoscritti originali dell’opera non ancora pubblicata! Fu un dramma nel dramma e Joplin e l’editore Stark, che non aveva voluto investire nell’opera prima della tournee, litigarono. Si insinuo’ ,anzi, che lo stesso Stark fosse stato il mandante del furto,al fine di ricondurre Joplin sulla ” retta via ” . Da buon volpone, infatti, Stark conosceva il mercato e sapeva che, per quanto buona, un’opera classica,un’opera di PURA musica composta da un ” negro ” non solo non sarebbe mai stata venduta ma nessuna orchestra al mondo avrebbe mai voluto e potuto suonarla nei teatri pubblici. Per Stark il vero grande merito di Joplin era il Ragtime : basta perdere tempo con l’OPERA! Ma Stark ragionava da imprenditore e da commerciante,Joplin da artista depresso e frustrato. I due si separarono e nell’ambito dei musicisti neri si comincio’ a favoleggiare sulla ” disgrazia ” che accompagnava il ripudio di Joplin verso la sua stessa musica.

Vieni a conoscermi su mio sito

Unica nota positiva del momento fu il suo secondo matrimonio con l’amatissima Freddie Alexander, e con la sua richiesta presenza alle Olimpiadi del 1904,per le quali aveva scritto il pezzo CASCADES. Con la moglie decise di tornare a Sedalia dove aveva in calendario una folta lista di concerti…di stampo classico.Ma l’autore del Maple Leaf Rag era gia’ passato alla storia: per quanto si sforzasse di ” ripulirsi ” con l’opera classica tutti lo inneggiavano come il padre del modernissimo Ragtime, e ad ogni sosta la gente voleva toccarlo e stringergli la mano. Fu un viaggio lunghissimo ed estenuante e all’arrivo a Sedalia la povera Freddie, che aveva trascurato una brutta bronchite,si ammalo’ gravemente e mori’,
Fu la botta finale. Joplin si chiuse in se stesso,non volle piu’ suonare e tradi’ tutti gli impegni presi. Gia’ ammalato di sifilide,, si lascio’ andare all alcool, alla depressione e alla solitudine. Si impoveri’ a tal punto che fu costretto a suonare nei locali di infima categoria per raggranellare qualche soldo, e di nuovo negli odiati bordelli. La leggenda dell’artista che aveva rinnegato la propria missione, e percio’ amaramente punito , comincio’ a lievitare.

Una festa danzante nella famosa STORYVILLE.
Fine 1800

Una festa danzante nella famosa STORYVILLE.
Fine 1800

Patrizia%20Barrera
Ascolta la mia musica!

Conobbe l’ultimo amore della sua vita, Lottie Stokes,che lo avrebbe accompagnato fino alla fine. Gia’ poco lucido a causa della malattia,Joplin scrisse l’opera maxima della sua vita, TREMONISHA, una creazione lirica di altissimo livello che disperatamente cerco’ di promozionare e far eseguire in teatro, senza mai riuscirci. La sua fama era in declino e cosi’ la sua ispirazione. SCOTT JOPLIN’S NEW RAG e MAGNETIC RAG che Stark pubblico’ nel 1914 sono solo pallidi riflessi del suo magnico Ragtime degli albori. Nel 1916 egli stesso registro’ sui rulli del piano meccanico alcune delle sue migliori composizioni che aprono un piccolo spiraglio sulle sue capacita’ pianistiche e sul famoso ” volo di farfalla ” delle sue dita sulla tastiera. Ma i maligni continuarono a sostenere che quelle registrazioni non furono mai effettuate realmente da Joplin, ormai pazzo e morente. Nel 1917 ,pochi mesi prima in cui l’ultimo grande quartiere a luci rosse ,STORYVILLE, venisse definitivamente chiuso e i bordelli che avevano dato anima alla sua musica dichiarati illegali,Joplin muore in un manicomio a New York.Gran parte delle sue opere classiche sono state perse. REFLECTION RAG e SILVER SWAN RAG furono pubblicate postume da Stark, ma considerate da taluni di dubbia attribuzione. Tutti gli spartiti musicali di Joplin furono affidati al suo amico ed esecutore testamentario Wilber Sweatman, ma furono dichiarate perdute alla morte di quest’ultimo. Della scomparsa di Joplin ne’ i giornali ne’ il mondo musicale dette notizia. Il mondo era pronto per jazz,ma l’innovazione del ragtime ci arriva purissima dalle note di una delle sue composizioni piu’ famose,arrivata al grande pubblico nel 1973 col film LA STANGATA (vd) ” THE ENTERTAINER. ” Gioiosa ed amara essa porta a noi la leggenda di un artista che non seppe arrendersi all’amarezza della vita e che,in un ultimo sprazzo di lucidita’, disse. ” Mio padre aveva ragione. Ho fatto tante belle cose ma sono rimasto solo un povero negro. ”

Silver Swan Rag Scott Joplin (COVER) 1912 c.a.

The Cascades Scott Joplin (COVER) 1904 c.a.

Swipsey ( es. Cakewalk) Scott Joplin (cover) 1900 c.a.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...