SCOTT JOPLIN : leggenda o amara realta’? (Prima Parte)


Ragime band   fine 1800 c.a.

Ragime band fine 1800 c.a.

Articolo 15 Scott_Joplin_1907

A volte la vita ha toni beffardi. Cosi’ fu che il padre di quel tipo di musica che influenzo’ nettamente l’America del ‘900 fosse di colore e che per di piu’ vedesse la luce nel ” bianchissimo ” Texas, dove razzismo e pregiudizi sociali andavano a braccetto. Nato in una famiglia nera e poverissima ,la sua incerta data di nascita, che alcuni affermano sia il novembre 1868 altri gennaio o giugno dello stesso anno, ha contribuito ad alimentare quel mistero che ha sempre adombrato la sua vita. In tempi recenti si e’ giunti a pensare che in realta’ non fosse mai nato e che le sue composizioni, della maggior parte delle quali non si e’ trovata piu’ traccia e delle quali non abbiamo registrazioni atte ad associare il Ragtime alla sua persona, appartenessero a musicisti diversi.

E’ certo comunque che la nascita del piccolo Scott non fece scalpore: secondo di sei figli respirava all’aria e al rumore della ferrovia,in cui il padre lavorava come operaio. La vita era difficile: con quei bambini che venivano fuori uno dopo l’altro la sua mamma era costretta a fare la lavandaia per i bianchi e, come da tradizione, nessuno in famiglia aveva potuto studiare. Tuttavia entrambi i genitori erano appassionati di musica; la madre suonava il banjo e il padre il violino e le rozze composizioni agresti rappresentavano per la famiglia Joplin una colonna portante della loro grama esistenza, a cui si aggiungeva un credo religioso particolarmente spiccato. Come tutti i bambini delle serve anche Scott seguiva spesso la madre nelle case dei ricchi,un lusso che era concesso alle cameriere come alle lavandaie nere, sempre incinte e circondate da figli, e fu cosi’ che all’eta’ di 4 anni ebbe il suo primo incontro ravvicinato col pianoforte. A questo punto inizia gia’ la leggenda: si dice che il bambino fosse cosi’ straordinariamente dotato che dai primi istanti in cui le sue piccole dita iniziarono a scorrere sui tasti, egli sapesse come dirigerle per trarne un abbozzo di musica. Piu’ tardi, quando gia’ la vita lo aveva marchiato ed egli affogava in un mare di alcool e sifilide, egli ricordera’ questo momento in una semplice frase: ” I talenti nascono in situazioni diverse e spesso imprevedibili”. Probabilmente e’ vero: se i casi della vita non lo avessero portato al magico incontro con lo strumento che poi avrebbe respirato con la sua stessa esistenza, egli non sarebbe mai divenuto quello che poi e’ stato, e forse il Ragtime come lo conosciamo oggi non sarebbe mai nato. Nelle povere case degli ex schiavi, dove l’acqua corrente era quella del pozzo fangoso, e le galline dimoravano in casa, il pianoforte era pressocche’ sconosciuto; il piccolo Scott non aveva mai manifestato grande interesse per il banjo o il violino, a tal punto che i suoi genitori pensavano fosse negato per la musica. Ma per lui scoprire il pianoforte e innamorarsene fu un attimo. Mentre la madre sfaccendava il piccolo si industriava a suonare da solo: era cosi’ carino che i Signori della casa lo lasciavano fare tra un applauso e una risatina, ed anzi il negretto che componeva da solo seduto su uno sgabello da dove a malapena arrivava ai tasti, rappresento’ ben presto una curiosa novita’. Alle feste dei ricchi si comincio’ ad esibirlo e una bella pioggia di monete in piu’ allietarono la famiglia Joplin. La mamma, che riconosceva nel figlio non solo un talento ma anche la possibilita’ di un riscatto dalla grama vita del nero, riusci’ infine a procurargli un pianoforte,che troneggio’ per anni nella vecchia cucina tra il calore delle pentole e gli strilli del padre,convinto che il futuro del ragazzo risiedesse tra i bulloni della ferrovia .Inoltre, questa frequentazione coi ricchi signori bianchi non gli andava a genio. ” Ti sfrutteranno – gli diceva- ” Si serviranno di te come di una scimmietta ammaestrata e quando avranno riso abbastanza ti prenderanno a calci! ” Ma nulla poteva distogliere Scott dalla sua grande passione, Continuo’ ad esibirsi alle feste dei bianchi e fu in uno dei vari ricevimenti che fu notato da un insegnante di musica di origine tedesca,JULIUS WEISS,il quale si offri’ di fargli gratuitamente da insegnante. Altro mattone della sua leggenda,che pian piano comincia a palesarsi. Grazie al suo maestro il mondo sconosciuto della musica classica europea gli si schiude come in un sogno, e influenzera’ nettamente tutte le sue composizioni. Egli ,infatti, riuscira’ a trarne ispirazione per dare vita al fortunato connubio tra melodia europea e ritmo afro,che costituira’ l’essenza del moderno Ragtime. La morte improvvisa della madre, pero’, sembra farlo precipitare nel baratro: in casa non ci sono abbastanza soldi e il padre non solo gli vieta di continuare con un hobby deleterio e inutile, ma lo costringe a lasciare il pianoforte per il sicuro lavoro di operaio delle ferrovie. Si dice che Scott fosse davvero amareggiato per la situazione ma che i litigi in quel periodo fossero all’ordine del giorno. A parte i soldi il padre gli rimproverava questa specie di ” tradimento “della sua razza, e del suo amore per un ambiente nel quale non avrebbe MAI potuto vivere, fatto dai bianchi per i bianchi, in cui un nero poteva solo essere usato e soccombere. Ma Scott non poteva rinunciare al suo talento: venduto il pianoforte e raggranellato quanto poteva dalle sue serate di musica, lascio’ la casa di suo padre per non tornarvi piu’.

Patrizia%20Barrera
Ascolta la mia musica!

Viaggia per tutto il Midwest senza riuscire pero’ a trovare un lavoro decente. Il mondo e’ ancora prigioniero della pazzia del razzismo e la Guerra di Secessione, con la liberazione degli schiavi, non e’ vessillo di uguaglianza. La sua grande capacita’ pianistica unita alla rara capacita del nero di quei tempo di comporre musica, gli apre pero’ le porte di un ambiente quasi a misura,per un abile frequentatore come lui delle feste dei bianchi: il bordello. E non uno qualsiasi, ma i bordelli piu’ fini ed eleganti del momento,” aperti” verso le novita’ musicali e sempre alla ricerca di qualcosa di particolare per allietare i clienti. Grazie alla spinta del suo vecchio mestro e all’aiuto della povera madre, egli aveva gia’ appreso l’arte della composizione scritta presso il George Smith College a Sedalia nel Missouri. Non fu quindi difficile interpretare le necessita’ dell’ambiente ” sfornando ” una musica che richiamasse alle menti la vecchia Europa ma conferendole un ritmo sostenuto da sala da ballo piu’ o meno ” equivoca “. Non si sa quanto tempo pratico’ i bordelli, e quando l’eco della sua fama riuscisse a diffondersi, vista l’ipocrisia dell’ambiente. Probabilmente vi rimase per un decennio, tra sfoghi di creativita’ e frustrazioni che lo spinsero ben presto nelle fauci di una vita dissoluta e densa di vizio. Si narrano di incontri carnali con prostitute ” mentre suonava il pianoforte” e si ricamo’ fortemente sulle sue doti amatorie. Anni dopo, quando il Ragtime era gia’ diffuso, si maligno’ sul significato dei tempi ritmici delle due mani, cosi’ separati e diversi che furono all’origine del nome ” Tempo stracciato “. Si disse che il vero motivo fosse che, ” Mentre una mano suonava l’altra reggeva il bicchiere “.. O che facesse altre cose, che potete ben immaginare. Insomma, la sua fama lo precedeva uscendo dal silenzio dei bordelli, ma mentre l’America ballava al suono della sua musica l’altra meta’, quella razzista e perbenista, additava lui e le sue composizioni come simbolo di perdizione.

Ragtime band  fine 1800

Ragtime band fine 1800

Uscito dall’ ambiente del bordello,nel 1895 si trasferi’ a New York e li’ creo’ il suo primo gruppo ” “Texas Medley Quartet Lo stile sincopato e trascinante che imprimeva alle sue canzoni lascio’ talmente impressionati gli impresari del luogo che essi lo aiutarono a pubblicare le sue prime opere PLEASE,SAY YOU WILL e A PICTURE OF HER FACE.
Il primo vero pezzo di Ragtime, tuttavia, lo compone e lo pubblica nel 1896 e fu MAPLE LEAF RAG,considerato dalla critica come il punto di partenza non solo del genere ma della intera musica che nacque dopo. Pilastro del jazz ma anche del blues, Joplin lo dedico’ al primissimo locale notturno di Sedalia nel Missouri dove suono’,appena fuggito di casa. Il tema del ” Rag della Foglia d’Acero ” rimase nel cuore dello stesso Joplin, che lo rielaboro’ varie volte in ” GLADIOLUS RAG” o ” THE CASCADES “, a significato del grande rimpianto che aveva per i sogni, poi infranti, del suo primo periodo nel mondo. Maple Leaf Rag lo fece ricco: edito da John Stark & Son a un centesimo a spartito ,vendette subito piu’ di un milione di copie, permettendogli una rendita a vita di 360 dollari all’anno ( e parliamo degli inizi del 1900!). Uno spartito difficile, cosi’ difficile che tutti volevano cimentarsi a suonarlo! L’era del Ragtime era scoppiata…
(la seconda parte Giovedi’ 10 gennaio 2013)

Vieni a trovarmi sul mio sito
www.patriziabarrera.com

Il Cakewalk

Il Cakewalk

Swipsey Cakewalk Scott Joplin 1900 c.a.

Maple Leaf Rag Scott Joplin 1896

The Entertainer Scott Joplin 1902

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