La musica da Saloon e ” il commercio della carne”.


Saloon girl

Ragazza da Saloon 1878

I primi uomini che arrivarono in America,fra il 1600 e il 1700,erano soli. Una terra così selvaggia e primitiva non era sicura per accogliere delle donne. e quindi alla solitudine della mente si accompagnò spesso quella dei sensi. I cacciatori di pelli e i missionari erano in genere abbastanza fortunati: i primi, per i rapporti che avevano con gli Indiani, riuscivano in genere a ” comprarsi ” una moglie indigena; i secondi,fatta eccezione per i Gesuiti, erano predicatori e missionari protestanti che si trascinavano appresso una moglie costretta ad accompagnarli in tutto , e che spesso moriva di parto in quei climi strani, diversi da quelli a cui tutti erano abituati.

I cercatori d’oro quelli che arrivarono molto prima della famosa Corsa del 1848, erano i più sfortunati: autoconfinatosi in territori impervi, dove lavoravano dalla mattina alla sera per scavare l’oro dalle montagne e dai fiumi, passavano i migliori anni della propria vita a difendersi dalla fame, dal gelo notturno e dagli assalti di altri cercatori,che spesso li spogliavano del poco oro trovato. A ciò si aggiungevano le scorrerie indiane e gli assalti dei banditi, e tutto l’insieme non era favorevole per l’insediamento di donne. Infine c’erano i pionieri, che con le loro famiglie erano preda appetibile per tutti, bianchi e indiani,e pochissime erano le minuscole fattorie che riuscivano a sopravvivere alle difficoltà della vita, particolarmente poi quando gli Indiani scesero sul sentiero di guerra.

Le condizioni di vita dei primi cercatori d'oro in America erano laceranti. Tra omicidi e furti, malattie e assalti Indiani  la malattia principale era la solitudine.

Le condizioni di vita dei primi cercatori d’oro in America erano laceranti. Tra omicidi e furti, malattie e assalti Indiani la malattia principale era la solitudine.

Ma quando arrivarono le società minerarie , che con le loro città edificate in un lampo sulla sabbia iniziarono il cammino della stabilizzazione, ecco che la necessità di non ritrovarsi più soli con se stessi divenne ossessione primaria.
Una civiltè di soli maschi, si sa, è estremamente bellicosa; le donne indiane non erano adatte,per mentalità e per scarsa attrattiva fisica a soddisfare gli estremi appetiti e così, richiamate anch’esse dal miraggio dell’oro e dalla possibilità di arricchirsi in pochissimo tempo, navi di prostitute iniziarono ad arrivare dall’Europa fra l’euforia di tutti. Inizialmente Irlandesi, ad esse si aggiunsero ben presto ragazze di tutte le nazionalità alle quali venne destinato un ambiente ben preciso: il saloon.

Saloon girl , 1831

Ballerina da Saloon, 1831

Patrizia%20Barrera
Ascolta QUI la mia musica!

Sostanzialmente il saloon dei primi tempi era un luogo di ritrovo dove si poteva mangiare e bere, rifornirsi di viveri e materiale e lavarsi . Al piano di sopra c’erano delle stanze dove si poteva riposare e fare l’amore,ma ciò era possibile a poco prezzo anche nelle stalle annesse, se non si disponeva ancora di un buon gruzzolo.. La prostituzione in America, diversamente dalla considerazione che se ne ha oggi, rappresentava un’esigenza sociale,quasi una missione, e veniva quindi vissuta con serietà, euforia e impegno. Il saloon era sicuramente un ambientaccio, ma per la rozzezza dei frequentatori non certo per il mercato del sesso; le risse, i duelli, gli omicidi, gli stupri, gli assalti alle banche e alle diligenze, gli eccidi…..erano all’ordine del giorno e parte del paesaggio.

Saloon 1858

Nei bordelli vi ritroviamo la stessa pasta di uomini che albergava fuori, ed una rigida organizzazione interna cercava di mantenerne l’ordine. Oltre alle ragazze un piccolo drappello di omacci, una specie di ” buttafuori” ,rapidi col coltello e con le mani ,” risolveva ” velocemente le frenesie di alcoolizzati e brutti ceffi, e non direi pacificamente. Le prostitute erano ben difese, sia all’interno del saloon che nelle rare uscite, ma in pratica dimoravano lì notte e giorno, si tiravano su il loro bel pacco di soldi e se ne tornavano ben presto a casa per prendere marito.

Saloon plant

Ecco la ricostruzione al computer di un tipico saloon del 1830

Ecco quindi come appariva nella realtà il saloon al suo interno. Questaè la foto da cui poi fu ricavata la piantina che abbiamo visto prima.

Ecco quindi come appariva nella realtà il saloon al suo interno. Questaè la foto da cui poi fu ricavata la piantina che abbiamo visto prima.

A metà tra prostituta e artista c’erano le cantanti e le ballerine; oggi diremmo ragazze ” libere ” le quali, oltre a stimolare la nostalgia nei cuori degli avventori con le vecchie ballate europee di stampo Irlandese, ne eccitavano anche i sensi,esponendo su tavoli e palchetti il ” paesaggio ” della propria biancheria intima. La musica dei primi saloon era quindi una Old Time rozza e casareccia, suonata con banjo e violino,piuttosto che col pianoforte. Esso arriverà solo molto tempo dopo e rappresenterà già un salto di qualità nella trama dei rapporti sociali. Primaria esigenza degli improvvisati musicisti in questo bailamme di umori era infatti .il potersi mettersi in salvo con i propri strumenti, qualora le cose si mettessero male.! La famosa frase ” Non sparate sul pianista” che troviamo spesso i nei filmetti del settore, risponde pochissimo a verità: innanzitutto perchè la maggior parte degli Americani nella prima metà dell’800 non sapeva leggere, in secondo luogo perchè l’idea del pianoforte è arrivata solo in seguito, e non nei saloon bensì nei bordelli di un certo rilievo., quelli aperti dalle stesse vecchie prostitute che ebbero la folgorazione di guadagnare sul lavoro di altre donne, consentendo però a quest’ultime una possibilità di carriera. La prostituta dei primi tempi era infatti rispettata, e faceva parte integrante della società.Il vivere nel saloon non era fenomeno di ghetto, bensì una necessità pratica: tuttavia molte tra loro avevano anche una casa, e alcune rimasero a vivere in America impiegando il proprio denaro per attività commerciali che si sarebbero poi rivelate redditizie per la stessa città che le aveva accolte. Un fenomeno la cui memoria si è infine perduta nella benpensante America dei giorni nostri.

Prostitute da saloon, 1828

Prostitute da saloon, 1828[/caption

Ascolta qui la mia interpretazione di THE HOUSE OF RISING SUN

. Di pari passo con l’evoluzione della società,infatti,anche il mercato della carne cambiò.
La civiltà portò ad una divisione tra donna di ” malaffare ” e ” donna perbene ” Gli Americani che si erano ormai stabiliti definitivamente in America ora volevano una moglie, e l’idea di una ragazza già ” usata ” da molti non era il massimo della loro aspirazione. Le Chiese, cattolica e protestante, contribuirono decisamente a cambiare le teste, e gli stessi preti si offrirono di recarsi nella madrepatria per ” arruolare ” eserciti di donne consenzienti a sposare uomini che non conoscevano e a recarsi oltreoceano, in genere al solo scopo di sfuggire alla povertà. L’Europa abbondava di orfane, vedove e ragazze senza speranza che quindi arrivarono in America col loro magro fagotto per prendersi un marito.Tuttavia,l’arrivo dello sparuto drappello di “ brave ragazze “ creò un altro tipo di problema. Le prostitute impellicciate e truccate che passeggiavano per strada non rappresentavano certo un buon esempio: le nuove mogli erano comunque destinate ad una vita dura, irta di sacrifici e di privazioni, mentre quella delle prostitute appariva ai loro occhi certamente più facile! E se le mogli avessero cambiato idea? Per evitare questa ” spiacevole ” eventualità le Autorità locali e le Chiese Cristiane pensarono bene di” nascondere la spazzatura sotto lo zerbino ” e confinare le prostitute in ambiti chiusi, alla periferia delle città, con l’obbligo di non allontanarsi piu’ di tanto e solo dopo aver avuto il permesso scritto dagli Sceriffi del luogo. Nacquero così le prime Case di Piacere Istituzionali che, strizzando l’occhio alla polizia e alla mafia, inaugurarono nella liberale America dei solitari ghetti.

[caption id="attachment_1327" align="alignnone" width="374"]Ecco il quartiere della prostituzione più famoso di New Orleans  STORYVILLE. come appariva agli inizi del 1900 Ecco il quartiere della prostituzione più famoso di New Orleans STORYVILLE. come appariva agli inizi del 1900

Il Bordello Americano era in tutto e per tutto il ritratto dei suoi frequentatori: esso si allargò a macchia d’olio in tutto il continente, assumendo caratteristiche diverse a seconda delle possibilità economiche locali,della popolazione e della discriminazione sociale. Se escludiamo il traffico delle piccole schiave Cinesi, che meriterebbe una storia a parte come le povere donne importate dalla Mafia, se ne potevano distinguere tre livelli a scalare dal basso verso l’alto.
Il livello più basso era tutto confinato nel sud dell’America, nelle paludi fangose del Mississipi, nelle abitazioni di fango dei poveracci neri,in interi quartieri poveri e abbandonati in cui la prostituzione era l’unica ancora di salvezza. Gestite dalla mafia locale ma a volte anche indipendenti le ragazze , giovanissime nere,indigene o messicane, si concedevano per pochi spiccioli sui cosiddetti ” paglioni “,un letto di paglia su cui veniva buttato un lenzuolaccio sporco che non si lavava mai, e che era il letto su cui poi avrebbe dormito la ragazza.

Le prostitute Afro-Americane erano in genere schiave su cui i padroni arrotondavano ulteriori entrate. Dopo la guerra di secessione le ex schiave, a volte madri di famiglia, erano costrette a prostituirsi se non volevano letteralmente morire di fame.

Le prostitute Afro-Americane erano in genere schiave su cui i padroni arrotondavano ulteriori entrate. Dopo la guerra di secessione le ex schiave, a volte madri di famiglia, erano costrette a prostituirsi se non volevano letteralmente morire di fame.

I clienti si buttavano lì vestiti e senza neanche levarsi gli stivali, buscandosi poi la malaria e la sifilide. Alla soglia della capanna li aspettava una vecchia malandata , spesso un’anziana parente delle ragazze se non la madre, che prendeva il denaro. La vita era breve e l ‘intera esistenza scandita dalle note del blues, la cui musica dolorosa iniziava a levarsi dalle paludi e dalle miniere di carbone.
A differenza dello Spiritual, canto di liberazione e di preghiera che sarà successivamente elaborato dal Gospel, il Blues dei ghetti e’ espressione di un dolore che non si può lenire, l’amara considerazione di un presente che non si può cambiare e la rassegnazione alla bruciante ferita dell’Oggi……. (continua )

Vieni a trovarmi su patriziabarrera.com. La mia musica in ascolto GRATIS!

Henry Thomas Texas worried blues

Esempio di Musica da Saloon

Esempio di Musica da Saloon Il RAG TIME e’ nell’aria!

Se volete fare un tuffo nel passato attraverso la visione di vecchie foto vi consiglio questo corto..

..e il seguito. Mettete i sottotitoli!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...