Hank Williams e la leggenda del cowboy solitario


Dolore e alcool,solitudine e vizio. Queste saranno le caratteristiche del futuro padre del Country e nello specifico del genere Honky Tonk,tanto grande nell’Arte quanto piccola e malandata era la sua persona. Hank Williams, il cui nome vero era Hiram King,nome altrettanto leggendario se si pensa che fu ispirato a Hiram I  re di Tiro, era piccolo, malformato e afflitto da una cattiva salute che lo portera’ alla morte a soli 29 anni. Nato con la spina bifida,un difetto genetico per cui i nervi della colonna vertebrali sono esposti e non interni, fin da piccolo ha dovuto combattere con la sofferenza: fisica ma anche emotiva, giacche’ al dolore della sua malattia si aggiunse  la mancanza  del padre, perennemente ricoverato in ospedale a causa di un’aneurisma.

Era il 1923 e la sua culla fu l’Alabama,paese dagli ampi confini e il carattere ribelle.  Coccolatissimo dalla madre e dalla sorella rimane pero’ quasi analfabeta, vista la difficolta’ a frequentare la scuola e, come al solito, l’ostracismo dei suoi coetanei forti in salute. Il piccolo Hiram cresce quindi in solitudine e quando, nel 1931,incontra un bluesman di colore, certo Rufus Payne, che gli insegnera’ a suonare la chitarra, per lui si schiudono orizzonti di liberazione e rivalsa impensabili fino a quel momento. Passa ore ad ore a martoriare il suo strumento,ora amato ora odiato, condendolo con frasi estemporanee di rabbia e dolore. Tutta la sua vita fu caratterizzata dal contrasto tra liberta’ e prigionia, buio e luce,disperazione ed euforia. Per combattere il dolore alla schiena si era dato all’alcool, pessima abitudine inculcata da uno dei cugini, che ne voleva fare, attraverso il whiskey, un  ” un vero  uomo “, e questa sua dipendenza gli conferi’ sempre un carattere instabile, attaccabrighe e collerico. A 15 anni decise di cambiare il suo nome in Hank,e cosi’ comincio’ il periodo delle folli notti che divennero famose in tutta la piccola cittadina di Greenville: notti in cui, insieme a Rufus,ululava alla chitarra strani frasi sconnesse,in un miscuglio di sesso, alcool e musica che sfociava spesso in violente risse.  La famiglia Williams fu quindi ben presto costretta a fuggire,invisa dai concittadini e spesso additata come perversa, e si rifugio’ nella ridente cittadina di Montgomery dove la madre e la sorella aprirono una pensione. Isolato, gia’ mezzo rovinato dal whiskey e ancora piu’ rabbioso,Hank trascorreva le sue giornate sul marciapiede davanti alla radio WSFA, gridando e contorcendosi nelle sue singolari ballate,cosi’ tanto diverse dalla musica che si ascoltava allora. Era il 1937 e il Country era’ gia’ cambiato: le canzoni non si tramandavano piu’ oralmente ma gia’ dal 1920 venivano trascritte e cantate in spettacoli campestri. Jimmy Rodgers era gia’ nato e le sue ballate per prime avvicinarono il Country alla gente comune,rendendolo sempre piu’ il simbolo della quotidianita’ Americana. Egli si ispirava a fatti veri, alle prostitute dei bordelli, alle risse nei saloon,ad avvenimenti collettivi che scavarono un posto definitivo nel cuore della gente semplice: Rodgers ebbe il pregio di fare del Country una musica umanizzata, dolce e suggestiva e molto spesso allegra. Ma Hank Williams cantava se stesso e,imbracciata la sua Silverstone, si fondeva con essa in un unico suono che arrivava, dritto e selvaggio, al cuore. Non ci volle molto perche’ venisse notato dai produttori della stazione WFSA, che gli stendono subito un contratto e lo battezzano ” Singin’Kid.” Forma la sua prima band, ” The Drifting Cowboys ” e compone pezzi inizialmente country ma che gia’ si discostano per la durezza delle immagini che egli rappresenta: vicinissimo al periodo degli ultimi cowboys, egli ne narra le gesta di antieroi,abbattendo spesso in poche parole piu’ di un mito. Egli stesso e’ collassato nel vuoto: pochi musicisti vogliono suonare con lui dato il suo carattere astioso, e la prima guerra mondiale sembra voler incrinare il suo rapporto col pubblico.Eppure,proprio in questo periodo, nasce una delle sue canzoni piu’ famose ” I’m so lonesome I could cry ” ( Sono cosi’ solo che potrei piangere ), ” Long long lonesome blues ” ( Un lunghissimo blues solitario ), ” Why don’tyou love me ? ” ( Perche’ non mi ami ? ) che raggiungono ben presto la vetta delle Hit Parade.

Patrizia%20Barrera

” Avete mai visto piangere un pettirosso, quando le foglie cominciano a morire? Significa che egli ha perso la voglia di vivere, ed anch’io sono cosi’ stanco che potrei piangere. ”  Oppure  ” Sto cercando me stesso in un fiume, un fiume che sia freddo come il ghiaccio, e quando l’avro’ trovato, Oh Dio! ne paghero’ il prezzo!”  Parole accorate e disperate che rendono perfettamente l’idea della innovazione stilistica e sostanziale della sua musica. Essa acquista sonorita’ sempre piu’ diverse, fino a quando  non inserisce nella sua band l’utilizzo di uno strano pianoforte verticale, il cui suono assomiglia tanto a quelli del Far West, e la svolta definitiva da Country ad Honky Tonk e’ ormai completa. Soprattutto quando in Louisiana, nel 1943, interpretera’ a suo modo uno dei brani classici del genere e per di piu’ del suo idolo ,Rex Griffin. Il brano era ” Lovesick Blue”  e nella sua versione divenne uno dei brani Country piu’ venduti nel paese. Unico cantante al mondo in cui quella sera furono richiesti 6 bis, la sua ascesa sembra essere appena cominciata. Seguiranno successi come ” You’re gonna change “,Wedding Bells” e il nome di Hank Williams viene definitivamente consacrato come il padre della Honky Tonk aggressiva, che anticipera’ di poco il leggendario Ragtime. Eppure la Persona Hank,ormai preda anche delle droghe e del sesso mercenario,diviene scomoda. Le radio si rifiutano spesso di mandare in onda le sue canzoni,cosi’ dense di vizio,di risse e di ideali negativi da fare scalpore: piacciono ai giovani ma sono vietate dalle generazioni precedenti,Esse sono considerate pericolose e boicottate dalla censura. Cosi’,per salvaguardare gli interessi della Casa Discografica e sentirsi libero di esprimersi, nasce la figura di  ” Luke the Drifter ” ( Luke il vagabondo) pseudonimo col quale uscivano le sue canzoni. Nascono successi come ” Half as much ”  ” On the Bayou ” e la mitica ” You win again ” e ,in contemporanea , la sua vita annega in un mare di fallimenti. Il suo matrimonio, tra botte e minacce, si frantuma, la casa discografica lo licenzia e perfino il suo antico gruppo lo lascia,poiche’ egli spende in una serata piu’ di quanto viene pagato  per gli show. Le sue canzoni sono offuscate dalla rabbia del ’29, dagli avvinazzati che girano nei treni merci, dagli sgozzatori di prostitute e di vagabondi, ed egli stesso si proclama  ” Un vagabondo alla ricerca del nulla “.Canzoni in cui il delirio esistenziale e il famoso binomio AMORE-MORTE sembrano ormai fondersi.

La sua fine rispecchia l’intera sua esistenza. Il Primo gennaio 1953 deve andare a fare un concerto in Ohio, ma a causa del cattivo tempo il suo volo fu annullato. Affitta quindi una Cadillac, e nel frattempo si inietta una soluzione di cobalamina e morfina,per attenuare il desiderio spasmodico di bere. Muore in silenzio, senza che l’autista se ne accorga. Sul sedile posteriore, su cui mori’, furono trovate alcune lattine di birra e ,stretto nel pugno, il testo della sua ultima canzone dal titolo macabramente premonitore; ” Then the fateful day come ” ( Dunque il giorno fatale e’ giunto)

Cinque giorni dopo usciva la sua ultima canzone che, stranamente, egli aveva dedicato al suo pubblico ,e dal titolo nefasto: “I’ll never get out of this world alive ” ( Non usciro’ vivo da questo mondo ) testamento ultimo di un artista disperato in cui si leggono le parole  ” E quando me ne saro’ andato, e starai davanti alla mia tomba, pensa soltanto che Dio ha richiamato a casa un vagabondo…)  E da questa tragica morte, che porto’ migliaia e migliaia di persone a piangerlo,dopo che molti lo avevano bistrattato e dimenticato, nacque la ” Leggenda del cowboy solitario “, che galoppa nei pascoli del cielo cantando a gola spiegata la sua musica… Una musica finalmente pura e incontaminata, in grado di arrivare limpida ai giorni nostri.

Hank Williams        Jambalaya  on the Bayou

Hank Williams         Lovesick Blue   ( mirabile esempio di yodel!!)

Hank Williams  as LUke the Drifter          Rambling Man

Il funerale di Hank Williams   Cio’ che venne detto, ricordato,passato alla storia.

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