Piccola storia del banjo


Razzista da sempre, col complesso di superiorita’ della gente bianca,l’America accompagna pero’ la nascita della sua musica simbolo, il Country, con uno strumento assolutamente nero: Il Banjo.

Errore o coincidenza? Non è’ dato saperlo. Certo è’che questo piccolo strumento musicale ha una storia antichissima e …di colore. Già’ diffuso nel 1600 presso l’Impero Ottomano ( che per lo più’ era nero ) e di dominio quasi  assoluto degli Arabi (  che non sono certo bianchi) ,il Banjo fu sicuramente introdotto nel Nord America  dagli schiavi Africani.

Conosciuto già dal Presidente Thomas Jefferson, che addirittura gli dedicò una pagina nel suo “ Notes on the State of Virginia “ del 1776, acquistò una crescente popolarità’ intorno al 1840.  Fu la diffusione di un genere artistico a metà tra musica e spettacolo interpretativo, The Minstrels, a imporlo al grande pubblico per la sua facilità di espressione e il suono assolutamente giocoso. E qui entra in scena un personaggio fondamentale per la storia della musica Americana: Stephen Foster, considerato dai  più come il vero padre della musica Americana moderna.

Egli lo rese protagonista di un’opera passata alla storia, The Christy Minstrels, canzoni popolarissime ancora oggi come OH, Susanna  ( scritta già in giovinezza) e l’ esplosiva Nelle Bly.

Ecco l'immagine classica dell'Afro-Americano nei Minstrels Show,accompagnato dal suo strumento tipico,il Banjo.

Ecco l’immagine classica dell’Afro-Americano nei Minstrels Show,accompagnato dal suo strumento tipico,il Banjo.

Ma perchè, tra tanti antichi strumenti,il banjo caratterizza quasi del tutto la Country degli esordi e la Folk dei primi tempi? Cos’ ha di particolare questo piccolo rotondo strumento dalla cassa larga e il manico sottile, rispetto agli altri?

Il primo Banjo ad arrivare in America aveva cinque  corde ed era già l’evoluzione del suo predecessore Arabo, che di corde ne aveva tre e la sua cassa era ricavata da una zucca essiccata su cui veniva apposta  e inchiodata una pelle animale. Le  corde originariamente  erano di budello e il suono  decisamente più morbido e meno…prorompente.

Il Banjo Americano assunse via via caratteristiche sempre differenti, a seconda dell’evoluzione della società e delle sue scelte artistico – musicali: la cassa divenne di legno, particolarmente di acero o di ebano.,mentre il manico era di noce.  Le corde divennero metalliche ma fu mantenuta la pelle , possibilmente di capra o di vitello. La tastiera non esisteva e fino a dopo la Guerra di Secessione del 1867  il Banjo ne fu privo. Solo successivamente, intorno agli anni ’20, quando il Jazz lo adottò come strumento di espressione, gliene fu data una di ebano. Sul fenomeno delle 5 corde si parla molto e con poca precisione. Si dice che inizialmente le corde fossero 4 e che solo in seguito, intorno al 1830, venne aggiunta la famosa quinta corda che dà rilievo e sostanza al suono del piccolo banjo: si tratta infatti di una particolarità tipica  di questo strumento,per cui accanto alla quarta corda, ma con una tonalità molto più alta ,venne apposta  una corda solista, in grado da sola di oscurare col suo suono vibrante anche strumenti musicali maggiormente complessi. Il banjo a 5 corde ( The five-string banjo) è comunque invenzione nera e la sua paternità si fa risalire ancora ad uno schiavo delle piantagioni, certo Joe Sweeney, costruttore e suonatore di banjo, di cui spesso parlano le cronache locali. Lo si descrive come un omone grosso ma dalle mani di velluto e dalle incredibili capacità artigianali, che intagliava il legno, lavorava l’argento e..si recava spesso nelle fattorie vicine per aggiungere la famosa quinta corda di sua invenzione ai banjo degli estimatori del settore.

Una rara immagine del 1850. Qui il banjo è già passato..di mano ai Bianchi.

Una rara immagine del 1850. Qui il banjo è già passato..di mano ai Bianchi.

Ancora invenzione nera, quindi. C’è da chiedersi PERCHE’ improvvisamente esso fu abbandonato dagli Afro-Americani che lo avevano importato, divenendo ben presto patrimonio esclusivo della musica bianca. Il segreto sta nei famosi  Minstrels  a cui accennavo prima.

Essi erano spettacoli teatrali che iniziarono ad andare molto in voga intorno al 1840,interpretati da bianchi che si travestivano e truccavano da neri ,imbastendo tutta una serie di parodie che trasferì  in Europa e nel Mondo un’immagine molto deludente del nero d’America, spesso ritratto stupido, analfabeta e grottesco nei suoi tentativi scimmieschi di imitare il padrone bianco, e sempre col suo banjo in mano. La realtà era  molto più amara .Difficilmente al  nero schiavo veniva lasciato il tempo e la disponibilità economica di dedicarsi al suono del banjo. Gli strumenti delle piantagioni erano per lo più tamburi, raganelli e  mandibole di cavallo che venivano sfregate su un pezzo di legno ( lo screaper ), ma questa falsa immagine condita da una musica inizialmente di stampo Irlandese contribuì all’abbandono disgustato degli Afro-Americani dello strumento,per non diventare essi stessi artefici del disprezzo bonario da cui erano accompagnati.

Qui invece una foto del 1860. Il banjo diviene " di classe " e iniziano a suonarlo anche i giovani della " buona società",chiaramente bianca.

Qui invece una foto del 1860. Il banjo diviene ” di classe ” e iniziano a suonarlo anche i giovani della ” buona società”,chiaramente bianca.

Fu così che il five string banjo esplose tra la razza bianca e in particolar modo nelle montagne del sud-est, gli Appalachi, dove la tradizione Inglese e Irlandese era palpabile e lo strumento si adattava benissimo alle ballate popolari e ai primi “ social dance “. La quinta corda conferiva un suono acuto e gioioso ma gli Appalachiani ,piuttosto che pizzicarla, la percuotevano con l’unghia,conferendo quindi alla musica anche una certa ritmicità .Inoltre, suonato insieme al Fiddle,(Il violino) il banjo bastava da solo a riempire tutta la scena acustica. Nacquero così le String Band,un duo esplosivo di strumenti che dal 1880 imperverso’ per tutto il Continente attirando proseliti.  Al duo banjo –fiddle si aggiunsero poi altri strumenti,quali mandolino o anche il flauto e.- pensate! – solo a inizio secolo anche la chitarra.

Patrizia%20Barrera

La chitarra, si sa, è uno strumento estremamente plastico e melodico: con la sua introduzione nelle string band si definirono dei ruoli precisi: il fiddle suonava  la melodia principale, il banjo ricopriva un ruolo ritmico, mentre le note basse erano cucite sulla chitarra,  conferendo all’ insieme uno spessore e un’armonia come mai prima d’allora.  Il periodo d’oro per le string band così composte dura relativamente poco : esse vengono poi definitivamente mortificate dalla nascita del blues e dalle prime registrazioni rudimentali con cantanti,in cui l’effetto d’insieme si perde, a scapito proprio della chitarra mentre il suono del banjo diventa eccessivamente invadente.

Un'immagine tratta ancora dalla tradizione dei Minstrel Show. Qui siamo nel 1870 e gli Afro-Americani, se vogliono sopravvivere, sono costretti ancora a parodiare se' stessi negli spettacoli itineranti.

Un’immagine tratta ancora dalla tradizione dei Minstrel Show. Qui siamo nel 1870 e gli Afro-Americani, se vogliono sopravvivere, sono costretti ancora a parodiare se’ stessi negli spettacoli itineranti.

Negli anni ’30 l’interesse per il banjo si spense e tutti gli occhi si spostarono verso gli stati del sud,Texas, Louisiana e Oklahoma, dove esplodeva lo swing che si poteva suonare solo con vere orchestre. Per un po’il banjo   rimase relegato nel Texas ,dove imperversava un fenomeno musicale molto eterogeneo,la fusione dello stile Western con lo Swing, ma poi  venne spogliato della famosa quinta corda che ne aveva caratterizzato la fortuna al fine di ottenere un suono più morbido, e infine soppiantato dal pianoforte, dal contrabbasso e dall’ esercito di fiati.

Una bellissima foto del 1890. Una scena tipica di molti film muti di qualche anno dopo, magari con Charlot. La piccola bambina povera,in genere Irlandese,che suona il banjo per strada per racimolare qualche spicciolo.

Una bellissima foto del 1890. Una scena tipica di molti film muti di qualche anno dopo, magari con Charlot. La piccola bambina povera,in genere Irlandese,che suona il banjo per strada per racimolare qualche spicciolo.

Ma il piccolo banjo fu risparmiato all’oblio,perchè proprio a metà degli anni’30 di nuovo alcuni musicisti neri si accorsero di lui,utilizzandolo prima per il nascente Jazz e poi per uno stile assolutamente interessante e un approccio modale, cosiddetto a tre dita, che ebbe una certa fortuna. Fu Charlie Pool ad inventarlo ,leader del North Carolina Band, ma diffuso alla grande  dai minatori neri che vi aggiunsero un sapore tipicamente blues. Uno stile moderno di cui si approprio’ il “ papà ” della Country Music di nuova generazione e che ispiro’ il Bluesgrass. Bill Monroe si accorse di lui e decise di legare la sua vita a quella del piccolo strumento….

Ma la storia del banjo continua…

Ecco una versione di Banjo- Mandolino del 1910

Ecco una versione di Banjo- Mandolino del 1910

E qui una deliziosa immagine che ritrae il Banjo- Tubaphone,un'invenzione della Società Vega che acquistò e brevettò nuovi modelli di banjo,permettendogli di entrare a pieno titolo nella storia della musica moderna.

E qui una deliziosa immagine che ritrae il Banjo- Tubaphone,un’invenzione della Società Vega che acquistò e brevettò nuovi modelli di banjo,permettendogli di entrare a pieno titolo nella storia della musica moderna.

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Ecco Charlie Pool con una tipica ballata e il magico banjo. 1929

E qui il ” padre del Bluegrass” Bill Monroe nel 1940.
Buon ascolto!

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