La ” Vecchia Musica ” e i talentuosi campagnoli


Quando si parla di musica Country inevitabilmente ci si immerge in un miscuglio di suoni e di atmosfere, spesso inscindibili tra loro. Essa piu’ di ogni altra riflette la vera anima Americana Bianca, e lo fa prendendo spunto dalla sua stessa storia, dal silenzio delle grandi vallate, dalla corsa all’oro, dalla lotta per la sopravvivenza di centinaia di pioneri attirati dalla nuova terra per una speranza di riscatto.

Inizialmente Europei, in particolar modo Inglesi e Irlandesi, essi trascinarono con se’ la musica del Vecchio Continente,come unico ricordo della loro vita precedente. E’ difficile descrivere il salto nel vuoto che queste povere anime, non piu’ faccendieri, negrieri o brutti ceffi ma poveracci ai margini della societa’ ,hanno dovuto affrontare. Molto spesso operai di bassa fattura, minatori,braccianti agricoli ed orfani che, nella vecchia Inghilterra, non riuscivano a trovare una propria dignita’. Arrivavano in America colmi di speranza ,coscienti che non sarebbero mai piu’ tornati indietro e che li’ sarebbero morti. L’America degli injzi dell’800 era una terra ancora selvaggia, in cui poche citta’ nel mezzo delle praterie non bastavano a creare un sicuro baluardo a difesa degli Indiani liberi, dei cowboys da strapazzo, dai fuorilegge armati di pistola e dai primi rapinatori  di banche. Era un’epoca dura in cui ognuno era solo e vivere nelle campagne, a dispetto della grande solitudine, poteva rappresentare,sperando in Dio, l’unica ancora di salvezza. Era la civilta’ infatti a far gola: la collettivita’ che si ingrassava e cresceva, con i suoi cercatori d’oro che tornavano per rifornirsi di viveri,con i suoi bordelli e i suoi saloon, e i vari commercianti che giungevano da oltreoceano per trovare  il modo di arricchirsi.

Poche disperate famiglie di contadini non erano appetibili: se riuscivano a concordare una tregua con gli Indiani o a costruirsi una fattoria abbastanza lontana, difficile da raggiungere senza essere visti, erano tutti salvi. Fin da piccoli, quindi, questa razza coraggiosa di pionieri, che la storia non ricorda mai, cresceva imbracciando due cose fondamentali per la  sopravvivenza: il magico fucile e la propria musica. Se infatti l’uno li difendeva dai pericoli reali, l’altra aiutava a superare la solitudine della mente e la vita in completa alienazione. La Old Time Music nacque cosi’, nelle rudi mani dei campagnoli che vegliavano di notte nelle loro stalle e che si riparavano dal freddo al calore dei loro animali. Analfabeti e ignoranti essi passavano lunghe ore a strimpellare sui loro preziosi strumenti, che si erano portati da lontano o che si costruivano da soli.e spesso riuscivano a imparare a suonarli. Il violino, chiamato Fiddle,ma anche il tamburo a cornice e perfino la Cornamusa furono i primi alleati della musica che veniva da lontano e che si manteneva, per forza di cose, pura e incontaminata. Certo, era uno strano modo di suonare !  Era piu’ ritmo che musica  e le note venivano fuori legnose e rigide, spesso legate insieme dalle dita callose.  Le canzoni erano le vecchie ballate Inglesi e Irlandesi,o almeno quello che ognuno ricordava di esse, eseguite senza respiro e fantasia,  tuttavia il fenomeno assunse ben presto tali dimensioni da incidere positivamente sull’atmosfera collettiva.. Avidi di socializzazione i rudi campagnoli segnavano quindi tutte le loro sporadiche imprese, che potevano essere recarsi al mercato cittadino una volta all’anno, il matrimonio e anche i funerali, con una musica la cui fama li precedeva. All’epoca quando si usava il famoso motto  ” Sei sceso dalle montagne ” non era solo un modo di dire  Esso  rifletteva una realta’ che comincio’ a ripetersi sempre piu’ frequentemente. La Old Time Music nacque sui Monti Appalachiani e da li’ si diffuse nel mondo,insieme a intere famiglie canterine che sui rozzi carri scendevano a valle portando allegria. Tutti, dalla madre al pargolo di 3 anni, erano capaci di suonare uno strumento e questa bizzarra novita’, che non era da accattoni come in Inghilterra, dove i bambini suonavano per le strade mentre mendicavano,bensi’ vera esplosione di arte e aggregazione,segno’ per sempre il cuore degli Americani di citta’. Ai campagnoli veniva chiesto sempre piu’ spesso di partecipare, e suonare, a eventi pubblici e i saloon si trasformavano in quelle occasioni in vere sale da ballo dove, piuttosto che guardare le mutande delle ballerine,ci si gettava nell’euforia dei Jigs, i Reels, Gli Squares e le famose Quadriglie.  E la cosa va cosi’ bene che ben presto anche la Chiesa, punto di ritrovo per eccellenza, adotta gran parte di queste ballate, adattandone i testi alla materia sacra. Ai cori latini si sovrapposero musiche briose le quali , seppur mantenedendosi contenute tra i bianchi, esplosero invece tra i neri in quello che diverra’ successivamente il primo Gospel.  E per la prima volta accadde che la citta’, con le sue arie di ricchezza e superiorita’, chiese alla campagna di condividere un bene prezioso per la salute di tutti. Ben presto i rudi campagnoli si organizzarono e cominciarono a fare della propria arte anche un’occasione di guadagno e di elevazione: apparvero i duo’s, gruppi di fratelli dotati di incredibile capacita’ artistica, doti di virtuosismo vocale e strumentale e spesso un grandissimo affiatamento. Essi vestivano i loro abiti della festa e lasciavano le fattorie puzzolenti , spesso per non tornarvi piu’, ma distribuendo a piene mani i rudimenti della loro musica. Cantavano della vita nelle campagne, ma ben presto dei fatti  che fino ad allora non conoscevano, la nascita dei treni, la costruzione di una citta’,i banditi, gli eroi,  avvenimenti collettivi in cui tutti si ritrovavano. La musica corale delle campagne si trasformo’ quindi nel FOLK cittadino,miscelandosi poi a gusti, strumenti e tradizioni dei luoghi in cui passava.  Dai neri prese il Banjo e il Blues,miscelandosi ai Francesi si trasformo’ in Cajun, agli Spagnoli rubo’ la chitarra, divenendo via via sempre piu’ simile a cio’ che del Folk conosciamo oggi. Con l’introduzione della fisarmonica ” rubata ” alla Louisiana  il passaggio da Old Time a Folk divenne completo.

Patrizia%20Barrera

Emblematiche  di questo periodo sono delle figure rimaste leggendarie: tra le tante ricordiamo La famiglia Carter e Jimmie Rodgers.

Alvin, Sara e Maybellene Carter imperversarono in America dal 1926 al 1941 e rappresentano un’autorita’ nel passaggio dalla Old Time alla Folk conclamata.  L’allegro terzetto  sforno’  piu’ di 300 canzoni, divenute subito cult, come ” My church mountain Home ” ,” Worried man blues “, ” Foggy Mountain top ” e inauguro’ il genere HILLIBILLY,un miscuglio di  influenze diverse in cui dominava la chitarra. Ma fu con Jimmy Rodgers che il folk fa un passo nella musica moderna, lasciandosi definitivamente alle spalle il passato Inglese e Irlandese. Egli inauguro’ una forma di canto molto particolare ,il Yodel, ed ebbe il merito di umanizzare un genere musicale corale, cantando la realta’ della gente semplice, senza falsi moralismi ma con una cruda immediatezza che per la prima volta nella storia fece del Country la vera espressione del popolo. A lui seguiranno i grandi cantanti Folk,i cosiddetti Ramblers,quei musicisti cantanti che vivevano per strada e dalla strada prendevano spunto per le loro creazioni. Bianchi e neri si mescolavano per strappare alla vita la sua essenza e portarla alla gente comune. La grande epoca del Country e’ appena cominciata…….

I will never marry                      THE  Carter Family

The churc in the wildwood        The Carter Family

Blue yodel number 1               Jimmy Rodgers

Waiting for a train                     Jimmy Rodgers

 

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