Preghiera e poesia nella musica degli Indiani d’America


Sioux,1860.

Pellerossa,1847 c.a.

Sangue, eccidi, guerre e inganni. Il ritratto della Old America non e’ certo edificante, ma esso non e’ poi tanto diverso da quello che succedeva nella ” civilissima ” Europa. Il fenomeno del colonialismo e’ antichissimo e gli stessi criteri di riconoscimento degli Stati non differiva tanto da oggi. Era principio fondamentale che non esistesse un popolo che avesse in assoluto il diritto di occupare determinate terre, ma l’essere ” spostati ” o conquistati apparteneva al ciclo naturale delle cose. IN quest’ottica era lecito, per chi avesse forze sufficienti, l’ accaparrarsi terre non sue soppiantando quelli che ci abitavano sopra,e con qualsiasi mezzo. Pacificamente se si poteva, ma la guerra di insediamento non era da considerarsi un reato.

Cosi’ nel’500 gli Europei si assegnarono l’insindacabile diritto di conquistare tutte le altre terre. Atteggiamento adottato e sancito dallo stesso Papato che gia’ nel 1494 col famoso trattato di Tordesillas aveva spartito il Nuovo Mondo di Colombo tra Spagnoli e Portoghesi,per evitare una guerra tra paesi cristiani e conservarsi il Proprio dominio. .Fu quindi automatico e ” benedetto ” per gli Europei il passo di conquistarsi l’ America ed espropriarne coloro che ci abitavano .Al tempo della Guerra di Secessione gli Stati dell’Unione, che la sostennero fortemente, avevano gia’ massacrato migliaia di popolazioni indigene e costrette in riserve i pochi superstiti.

Chiricahua agli inizi dell'800. UNa delle tribu' indigene piu'  difficili " da domare ". Guerrieri accaniti riuscirono  a resistere alle invasioni Spagnole ma,purtroppo, dovettero soccombere alle armi dell'esercito " Americano ".

Chiricahua agli inizi dell’800. UNa delle tribu’ indigene piu’ difficili ” da domare “. Guerrieri accaniti riuscirono a resistere alle invasioni Spagnole ma,purtroppo, dovettero soccombere alle armi dell’esercito ” Americano “.

La celebre battaglia di Little Big Horn del 1876 che li anniento’ definitivamente doveva ancora avvenire; tuttavia il mondo andava avanti e non c’era posto per chi non tentasse di adeguarsi:. la forza della popolazione Afro-Americana sta tutta li’, nella sua grande capacita’ di resistenza fisca e morale alle sventure e ai cambiamenti. Inoltre, trasferiti in massa in un una nuova terra dove non ci fosse la possibilita’ matematica di rimanere ancorati al proprio passato, era giocoforza che l’unica possibilita’ di sopravvivere fosse l’adeguarsi. Cio’ non fu possibile per gli Indiani nativi che, strappati al loro modo di vivere, al loro territorio di appartenenza e alla loro cultura,furono costretti a rimanerci in stretto contatto ma da stranieri, senza potersi reintegrare nello spirito della Madre Terra che li aveva educati, e quindi in parte si autocondannarono all’oblio.

Molte delle danze tribali degli Indiani d'America della meta' del 1700,almeno quelle documentate, assomigliavano molto ai rituali Aztechi dell'epoca Pre-Colombiana.

Molte delle danze tribali degli Indiani d’America della meta’ del 1700,almeno quelle documentate, assomigliavano molto ai rituali Aztechi dell’epoca Pre-Colombiana.

Dispersi in un territorio vastissimo, che andava dall’Oceano Atlantico a quello Pacifico, gli Indiani respiravano col sole e col vento.
Unica religione era la quotidianita’ del presente e la bellezza dell’Oggi, e la morte una semplice ripetizione del vissuto ma in forma migliore. Gli dei erano gli elementi del creato, con cui tutti gli uomini dovevano vivevano in simbiosi e rispetto,la Grande Terra la Madre ,il Sole il Padre. Manitu’ era il Padre di tutti gli Dei,artefice di un’esistenza in parte gia’ scritta a cui ogni uomo doveva obbedire portando a termine la propria missione. Essa veniva inviata e compresa solo attraverso i sogni: lunga era la via della comprensione ed il cammino iniziatico ,a cui ogni bambino Indiano veniva sottoposto, irto di prove da superare. Tuttavia l’uomo non era solo: a guidarlo gli innumerevoli spiriti della natura con cui era sempre possibile entrare in contatto . Vivevano in tribu’ lontane tra loro e parlavano dialetti diversi;Le tribu’ erano sempre in guerra, e il nemico vinto e vivo non era mai condotto in schiavitu’ bensi’ adottato,senza distinzione tra indiano o bianco.

Gli Indiani d'America adoravano adornarsi,sia i maschi che le femmine. Ogni oggetto,soprattutto se realizzato con piume, denti di animale o legno di particolari alberi, era per loro dispensatore di ENERGIA.

Gli Indiani d’America adoravano adornarsi,sia i maschi che le femmine. Ogni oggetto,soprattutto se realizzato con piume, denti di animale o legno di particolari alberi, era per loro dispensatore di ENERGIA.

Non erano agricoltori ma cacciatori. Non si stabilivano in dimore fisse ma erano nomadi e cambiavano zona col cambiare delle stagioni. Non vendevano ne’ acquistavano,non c’erano mercati ma baratti. Unica fonte di sussistenza, a parte qualche preda sporadica, le mandrie di bisonti: da essi prendevano ogni cosa,la carne, la pelle,le ossa ,proprio come noi facciamo coi maiali, e quando i bisonti mancavano era la morte. Una vita dura,spesso idealizzata, una lotta per la sopravvivenza ad altissimo livello: La comunita’ e i suoi bisogni era il centro della vita di ognuno, e l’individuo in quanto tale non esisteva .Egli otteneva prestigio esclusivamente quando le sue azioni diventavano un bene per tutti. E’ chiaro quindi come una convivenza con il mondo dei bianchi non fosse possibile.

Indiano d'America coi caratteristici ornamenti e colori " da caccia". Le tinture utilizzate erano tutte " propiziatorie". Prediligevano il ROSSO,che era il colore della forza e del sangue, il BLU che era il colore degli Dei e il NERO,colore della morte.

Indiano d’America coi caratteristici ornamenti e colori ” da caccia”. Le tinture utilizzate erano tutte ” propiziatorie”. Prediligevano il ROSSO,che era il colore della forza e del sangue, il BLU che era il colore degli Dei e il NERO,colore della morte.

Patrizia%20Barrera

L’incontro col primo Wasichu ( il Non -indiano) era avvenuto gia’ nei primi del ‘600, quando sparuti gruppi di Europei, in genere cacciatori di pelli ,esploratori o missionari,arrivarono nell’America del Nord riuscendo ad ad approcciarsi benignamente con i.nativi. Gli Indigeni di per se’ non erano bellicosi: essi agirono contro il bianco solo quando compresero che la loro vita era minacciata,quando gli Europei arrivarono in massa per spogliarli della terra, e quando l’Esercito e le ferrovie iniziarono il massacro dei bisonti. Fino a quel momento la vicinanza con ” lo straniero venuto dal mare ” era un’esperienza interessante che i padri tramandavano ai figli oralmente, in quanto l’arte della scrittura era loro ignota..I primi rapporti,anche commerciali, venivano celebrati con il fumare insieme il Calumet della pace,una sorta di pipa in cui venivano miscelate erbe distensive e tranquillizzanti, e la Danza intorno al fuoco.

Il calumet era una lunga pipa costruita in genere di legno di frassino bianco che veniva riempita con erbe oppiacee, al fine di stimolare le endorfine e stimolare una forte sensazione di benessere. In tal modo si eliminava qualsiasi malumore o passione negativa, ed era possibile parlare in pace...anche col nemico!

Il calumet era una lunga pipa costruita in genere di legno di frassino bianco che veniva riempita con erbe oppiacee, al fine di stimolare le endorfine e stimolare una forte sensazione di benessere. In tal modo si eliminava qualsiasi malumore o passione negativa, ed era possibile parlare in pace…anche col nemico!

Dell’importanza della musica rituale e del profondo significativo celebrativo che essa aveva per i ” Pellerossa ” ne troviamo testimonianza in moltissime cronache dell’epoca, e descrizioni particolareggiate nei diari dei primi esploratori. Esse seguivano e imitavano le stagioni, scandite dal parossistico suono del tamburo il cui ritmo continuo ed incalzante induceva spesso all’estasi e alle crisi pseudo – epilettiche. Le danze erano un modo per entrare in contatto con gli spiriti, ma anche un espediente gioioso per fissare nella memoria eventi del passato e impedire ad essi l’oblio. Ancora piu’ spesso erano tentativi ben riusciti di aggregazione. Si festeggiava praticamente tutto: dalla nascita al matrimonio alla caccia riuscita, ma anche il sogno di taluno, o il primo cervo della stagione, o il ritrovamento di oggetti appartenuti al nemico. Le frasi delle canzoni erano brevi, ripetitive e scandite dai tamburi, dalle mani e da rudimentali zufoli.

Ecco il Tenente Colonnello George Custer,colui che nella famosa battaglia di Little BIGHORN sconfisse definitavmente la resistenza Indiana nel 1875 portando anche se' stesso e l'intero reggimento alla morte. Fu la fine della storia Indiana

Ecco il Tenente Colonnello George Custer,colui che nella famosa battaglia di Little BIGHORN sconfisse definitivamente la resistenza Indiana nel 1875 portando anche se’ stesso e l’intero reggimento alla morte.
Fu la fine della storia Indiana

A differenza di cio’ che si puo’ pensare,visti i tragici eventi,la loro musica non cambio’ dopo la conquista da parte dei bianchi e i pochi Indiani che si adeguarono alla nuova civilta’ non vollero mai apprenderne una nuova. Le varie composizioni che sono giunte a noi proprio dalle riserve Indiane ci fanno intuire una cultura della parola estremamente progredita ,che utilizzava la musica solo come veicolo d’impatto. Le canzoni , a dispetto degli innumerevoli dialetti,mantengono unica la propria liricita’, a meta’ strada tra poesia e preghiera. Ve ne accenno solo qualcuna:

“Oh,Grande Spirito,concedimi di accettare la serenita’ delle cose che non posso cambiare,il coraggio di cambiare cio’ che posso cambiare, e la saggezza di capirne la differenza ! ” ( Canto Cherokee,1700)

” Ascolta bene, tu che stai per morire! Parla di noi a Dio, chiedi la pioggia e la salute per i neonati! Ritorna spesso alla famiglia che lasci, seguendo il fumo del tuo focolare! E porta a noi notizie di pace…” ( Canto Apache,1823 )

” Il corpo muore, ma esso non e’ niente, e’ solo il vestito dell’anima. E’ un guscio,una pelle vuota. Ma l’anima e’ la Vita! ” ( Canto Sioux inizio 1900 c.a.)

Confinati nelle riserve i Nativi Americani furono decimati dalla fame, le malattie e l'alcool, che veniva distribuito a larghe mani per sopraffarli psicologicamente e fisicamente. Privati dei loro spazi e della propria cultura essi morirono. Qui di seguito tre immagini che vi mostrano inequivocabilmente il loro cambiamento.  Qui madre e figlia Comanche nelle riserve nel 1880, 5 anni dopo la battaglia di Little Bighorn

Confinati nelle riserve i Nativi Americani furono decimati dalla fame, le malattie e l’alcool, che veniva distribuito a larghe mani per sopraffarli psicologicamente e fisicamente. Privati dei loro spazi e della propria cultura essi morirono. Qui di seguito tre immagini che vi mostrano inequivocabilmente il loro cambiamento.
Qui madre e figlia Comanche nelle riserve nel 1880, 5 anni dopo la battaglia di Little Bighorn

Qui un gruppo di Nativi Americani e' costretto a danzare davanti all'occhio impietoso del fotografo, nelle riserve Americane. 1890 c.a.

Qui un gruppo di Nativi Americani e’ costretto a danzare davanti all’occhio impietoso del fotografo, nelle riserve Americane. 1890 c.a.

E qui assistiamo al definitivo " polverizzamento " della cultura Indigena,che viene costretta a divenire brutta copia dei bianchi per sopravvivere. Sioux,inizi 1900.

E qui assistiamo al definitivo ” polverizzamento ” della cultura Indigena,che viene costretta a divenire brutta copia dei bianchi per sopravvivere.
Sioux,inizi 1900.

Vi lascio con le poche frasi di una delle piu’ belle canzoni Apache,una delle ultime ad essere sopravvissuta alla prigionia nelle riserve.

” Quando fu fatta la madre Terra, e fu creato il Cielo, queste montagne si levarono in piedi gonfie di Vita offrendosi al nostro popolo. Nacque cosi’ la prima canzone del popolo degli uomini, in uno zampillio di parole..! ”

Essa mi e’ arrivata dritta al cuore come una freccia, e cosi’ spero che abbia colpito nell’anima anche voi.

 

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Molto istruttivo questo filmato IN ITALIANO che vi potra’ illustrare molto meglio di me la VERGOGNA della civilta’ Europea sul Nativo Americano.


Purtroppo non furono solo i bianchi e l’esercito a portare allo sterminio i Nativi Americani. Fu anche una guerra INDIANO contro INDIANO, come vi testimonia questo lungo ma ben fatto filmato!

Se avete un cuore non potete NON sentirvelo bruciare davanti a queste immagini che parlano da sole. UN bellissimo filmato con foto vere che vi illustrano come, non solo con la guerra ma con un’opera mirata di ” civilizzazione” il Nativo d’America e’ stato ucciso.

Alcuni di voi mi hanno chiesto FILMATI con MUSICA degli Indiani d’America. In realta’ il WEB,youtube in particolare, ne e’ pieno. Perche’ allora IO NON VE LI MOSTRO?
La risposta e’ molto semplice: cio’ che trovate in giro e’ solo una PALLIDA IMMAGINE di quella che e’ stata la musica VINCENTE,PIETOSA e TRIONFALE dei Nativi Americani. Su di loro e sulla loro musica si e’ speculato e SI SPECULA ancora oggi,con dischi che spuntano come funghi sventolando la bandiera della VERITA’.
Ma tutto cio’ e’ solo un gretto esperimento commerciale a cui IO NON VOGLIO PRENDERE PARTE. La ” Musica dell’Uomo “,quella fatta di vento, di fuoco e di acqua, e’ morta nelle riserve tanto tanto tempo fa….E un pezzo della nostra umanita’ con essa.

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