I Cowboys e la musica western


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Le leggende dei cowboys sono tutte infarcite di spettri: non e’ un segreto che la loro vita fosse ai limiti del possibile e che tanti, anzi tantissimi, alla fine impazzissero. Nel vecchio West quando si vedeva in un saloon o per le vie delle neonate citta’ qualcuno che urlava senza motivo o che battesse d’improvviso la testa sul muro si diceva : “ E’ un cowboy!” Spesso li si immagina come uomini potenti ,immuni da qualsiasi fatica, che tra una pausa e l’altra dal lavoro si divertissero a cantare intorno al fuoco per poi dormire beati e contenti sotto le stelle. .I film spesso li raffigurano cosi’, e noi un po’ amiamo quest’immagine maschia che ci e’ stata tramandata. Ma la realta’ vera e’ tutt’altra cosa. Se la musica Country che siamo abituati a conoscere,con influenze dichiaratamente del sud America, e’ allegra e liberatoria.,musica delle feste e di balli e che accompagnava cerimonie gioiose,il Western era cupo e silenzioso, con giri massicci di chitarra su cui si innestava un’armonica che sembrava piangesse.

Non erano rare le unioni tra cowboys e donne indiane. Reietti tra i reietti i loro figli erano condannati ad una vita solitaria. Scacciati dai bianchi,che li chiamavano " meticci " e dagli indigeni che li definivano  " senza patria".,questi bambini vivevano di stenti e non era possibile per loro alcuna forma di integrazione.

Non erano rare le unioni tra cowboys e donne indiane. Reietti tra i reietti i loro figli erano condannati ad una vita solitaria. Scacciati dai bianchi,che li chiamavano ” meticci ” e dagli indigeni che li definivano ” senza patria”.,questi bambini vivevano di stenti e non era possibile per loro alcuna forma di integrazione.

Nato nelle praterie del nord esso non era affatto gioioso, ma si accompagnava ad una vita dura e solitaria e le canzoni che nascevano in questi spazi infiniti, in cui il cowboy consumava la sua vita, si tramandavano oralmente, poiche’ la maggior parte di questi uomini non sapeva scrivere e non conosceva nulla della musica. Ai giorni nostri ne sono arrivate solo alcune di dubbia provenienza: una delle piu’ famose, poi miscelata ad altre melodie e colonna sonora di molti film del filone Western, e’The Heaven Knights ( I Cavalieri del cielo) . Narra di un’antichissima leggenda in base alla quale, nelle notti senza luna, centinaia di fantasmi di cowboys morti nel deserto, con gli occhi rossi e in sella a cavalli di fuoco, aggredivano le mandrie al pascolo per trascinare con se’ gli sventurati che incontravano sul loro cammino. Una storia rivissuta centinaia di volte che poi e’ stata riassunta negli anni ’40 in una canzone di Stan Jones divenuta leggendaria anch’essa,Ghost riders in the sky ( Un fantasma vola nel cielo).
Altra canzone di difficile datazione ma assolutamente esplicativa dell’atmosfera che regnava nella musica Western e’ Streets of Laredo ( Le vie di Laredo) conosciuta anche come The Cowboy’s lament ( Il pianto di un cowboy) . Una ballata nostalgica in cui un cowboy morente, assalito dai fantasmi dei rimorsi, narra la sua vita a un giovane che lo ha soccorso. Vi cito solo alcune frasi della canzone, che meravigliosamente rendono l’idea di quello che era lo stile western e la storia dei cowboys.
“ Una volta andavo in sella,dritto come un fuso.:Portavo le mandrie correndo nel deserto, andavo nel saloon a bere e giocavo a carte coi banditi. Ma oggi mi hanno sparato e fra poco moriro’.Portami nelle verdi valli e copri il mio corpo con l’amata terra: poiche’ io sono un cowboy e la mia vita e’ stata tutta un dolore.”
Canzone avvolta dal mistero la cui paternità fu poi rivendicata nel 1926 da certo Frank H. Maynard,, anziano cowboy di professione, comunque sicuramente molto piu’ vecchia di lui.

Bimba meticcia,1830 c.a.

Bimba meticcia,1830 c.a.

Patrizia%20Barrera

Ma i cowboys sapevano anche amare e ce lo racconta una delle ballate piu’ antiche del filone western-sentimentale,conosciuta come The red river valley.” ( La valle del fiume rosso) ,nata come “ Song cowboy love “ ( La canzone del cowboy innamorato ) e datata 1882.
Dolcissime le poche parole della canzone :
“ Sto lasciando questa verde valle,mi mancheranno i tuoi occhi e il tuo sorriso, luminoso come il sole.e che ha illuminato per un po’ il mio triste cammino. Devo andare ma non vorrei farlo, siedi accanto a me ancora un po’; e se vorrai ,ricorda la valle del fiume rosso e colui che ti ha amato una volta ,qui,con tutto il suo cuore e per sempre.”

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Con la Grande Guerra Civile Americana le ballate solitarie mutarono radicalmente: la scena storica cambio’e l’isolamento non fece piu’ parte del quotidiano. Le razze si mischiarono ulteriormente e cominciarono ad apparire i primi treni. La lunga epopea dei cowboys stava per finire ma la musica che per prima contraddistinse un’epoca fu portata al grande pubblico, e addirittura oltreoceano, da un personaggio controverso e strano ma che ebbe il pregio di far conoscere la dura vita di frontiera con tutte le sue leggende a chi in realta’ non ne sapeva nulla. Buffalo Bill, ex soldato,mercenario sotto vari aspetti e impresario di se stesso, non volendo porto’ al mondo qualcosa che da allora venne visto in una chiave non piu’ dolorosa ma romantica, poiche’il selvaggio west era anche un ideale di liberta’ e di speranza per molti.
E cosi’la storia dei cowboys, le loro armoniche e i loro silenziosi passaggi nel teatro della vita giunsero fino noi,immersi in quella malinconia che con Hank Williams e la leggenda del cowboy solitario divenne finalmente poesia.
Ma questa…..e’ un’altra storia.

Vuoi ascoltare la musica dei cowboys?


Streets of Laredo e’ un classico!




Ascoltatela con attenzione!

Vieni ad ascoltare la mia musica!


Tante versioni di Ghost riders in the sky, ma questa mi sembra una delle piu’ aderenti all’originale.

Vienimi a trovare sul mio nuovo sito
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Tanti contenuti intelligenti in continuo aggiornamento e….la MIA MUSICA GRATIS per te!

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